https://www.youtube.com/watch?v=FzSohG79Fz8
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http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2019/04/10/ecco-la-foto-del-secolo-e-la-prima-di-un-buco-nero_3414097d-9364-492c-ad9a-18027bbd8495.html
Ecco la foto del secolo, è la prima di un buco nero
Distante 55 milioni di anni luce. Risultato rivoluzionario che parla italiano
La prima fotografia di un buco nero, si trova nella galassia M87, a 55 milioni di anni luce dalla Terra (fonte: Collaborazione EHT) © Ansa
Per la prima volta è stato fotografato un buco nero.
Dopo che nel 2016 le onde gravitazionali hanno dimostrato l'esistenza di questi misteriosi oggetti cosmici, arriva la prima prova diretta e l'immagine che lo testimonia è quella del buco nero M 87, al centro della galassia Virgo A (o M87), distante circa 55 milioni di anni luce.
Al risultato, del progetto internazionale Event Horizon Telescope (Eht), l'Italia ha partecipato con Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
Nella foto l'ombra di un buco nero con la massa di 6 miliardi di Soli
E' stato rivelato dalla sua ombra, che appare come una sorta di anello rossastro, il buco nero al centro della galassia M87 con la massa di sei miliardi e mezzo quella del nostro Sole. "Quella che abbiamo visto è l'ombra di un buco nero", ha detto all'ANSA Luciano Rezzolla, direttore dell'Istituto di Fisica Teorica di Francoforte e membro del comitato scientifico della collaborazione Eht (Event Horizon Telescope).
"Nei buchi neri supermassicci che si trovano al centro delle galassie, la materia che viene attratta si riscalda e, cadendo nel buco nero, emette luce, parte della quale è osservabile con i radiotelescopi.
In queste condizioni fisiche, infatti, è possibile rivelare la cosiddetta zona 'in ombra', ossia quella regione di 'assenza di luce' e che è tale in quanto la luce al suo interno viene assorbita dall'orizzonte degli eventi", ha aggiunto riferendosi al confine che separa un buco nero dallo spazio che lo circonda. Questo è un confine matematico dove la forza di gravità è così forte che nulla riesce a sfuggire, nemmeno la luce.
"Con i telescopi di Eht abbiamo finalmente raggiunto una risoluzione sufficiente per guardare su una scala dell'orizzonte degli eventi", ha aggiunto. "Dall'interno di questa superficie - ha spiegato Rezzolla - nessuna informazione può essere scambiata con l'esterno.
Per questo motivo i buchi neri sono importanti in fisica: il loro orizzonte degli eventi è infatti un limite invalicabile alla nostra capacità di esplorare l'universo". Dal momento che l'orizzonte degli eventi assorbe tutta la luce, ha proseguito, "per definizione un orizzonte degli eventi non può essere visto direttamente.
Tuttavia è possibile predire teoricamente come apparirebbe la regione di plasma che gli è molto prossima. Questo è quello che abbiamo fatto e l'ottimo raccordo tra teoria e osservazioni ci ha convinto che questo è un buco nero come predetto da Einstein".
Aperta la prima pagina di un libro incredibile
La grande novità della prima fotografia di un buco nero è che oggetti cosmici invisibili per definizione per la prima volta possono essere visti e studiati direttamente. "Adesso possiamo finalmente osservarli", ha detto all'ANSA Rezzolla. Oggi si apre la "prima pagina di un libro nel quale è possibile fare osservazioni sempre più accurate di questi oggetti, previsti un secolo fa da Albert Einstein".
L'annuncio in 6 articoli e conferenza stampa in tutto il mondo
Pubblicato in sei articoli in un numero speciale della rivista Astrophysical Journal Letters, il risultato è stato annunciato contemporaneamente in sei conferenze stampa.
A Bruxelles lo hanno presentato il Consiglio Europeo della Ricerca (Erc) e il progetto Event Horizon Telescope (Eht), alla presenza del Commissario Europeo per la Ricerca, la Scienza e l'Innovazione Carlos Moedas; le altre cinque conferenze stampa sono state organizzate a Santiago del Cile, Shanghai, Tokyo, Taipei e Washington.
Fin dal 2014 l'Erc ha finanziato con 14 milioni di euro il progetto Eht e in particolare le ricerche coordinate da Luciano Rezzolla, Heino Falcke, della Radboud University Nijmegen, e Micheal Kramer, della Royal Astronomical Society.
A catturare l'immagine rivoluzionaria è stata la rete di otto radiotelescopi che fa parte della collaborazione Eht, costituita proprio per riuscire a catturare la foto più ambita dell'astrofisica.
"Abbiamo cercato i buchi neri più grandi, come quello al centro della Via Lattea, chiamato Sagittario A, e quello della galassia M87", ha detto all'ANSA
Luciano Rezzolla, direttore dell'Istituto di Fisica teorica di Francoforte, membro del comitato scientifico della collaborazione e che ha partecipato all'analisi teorica dei risultati. Il buco nero del quale è stata catturata l'immagine è quello al centro della galassia M87.
Tutte balle.
Sono certo che qualcuno tipo Balotelli l'avesse già fatto.
Mistero sulla Luna, c'è una massa metallica nel lato nascosto - News - ANSA.it
Mistero sulla Luna, c'è una massa metallica nel lato nascosto
Forse è un grande meteorite
Scoperta un'anomalia nel lato nascosto della Luna: è una massa metallica cinque volte più grande del Piemonte e probabilmente risultato dell'impatto di un grande asteroide, sepolta sotto il Bacino Polo Sud-Aitken, che è un enorme cratere da impatto del diametro di circa 2.500 chilometri, che copre circa un quarto della superficie lunare. La scoperta, descritta sulla rivista Geophysical Research Letters, si deve al gruppo dell'americana Baylor University coordinato dal geofisico Peter James.
L'anomalia è stata rilevata grazie ai dati di due missioni della Nasa: Grail (Gravity Recovery and Interior Laboratory) e Lro (Lunar Reconnaissance Orbiter). Le due sonde della missione Grail hanno mappato il campo gravitazionale della Luna nel 2011 e nel 2012 per cercare di far luce sulla sua struttura interna. I dati avevano indicato un'anomalia gravitazionale sul lato lontano, in corrispondenza del Bacino Polo Sud-Aitken. Le informazioni indicavano che il bacino aveva una densità superiore alla media rispetto al resto della superficie lunare e in un primo momento questa anomalia era stata attribuita alla sua composizione di superficie ricca di ferro.
Ma confrontando questi risultati con i dati di Lro, è stata vista una massa enorme che si estende per oltre 300 chilometri sotto la superficie del cratere. "Una delle spiegazioni di questa massa extra - ha detto James - è che il metallo dell'asteroide che ha formato questo cratere sia ancora incorporato nel mantello della Luna". Secondo le simulazioni al computer, se le condizioni sono giuste, cioè se il nucleo della Luna non è abbastanza fuso, la massa di ferro-nichel di un asteroide caduto 4 miliardi di anni fa può rimanere sospesa fino a oggi, nel mantello superiore, tra la crosta della Luna e il nucleo, "piuttosto che sprofondare verso nel nucleo lunare", ha detto James. Un'altra possibile spiegazione è collegata al vulcanismo, che in passato si è verificato sulla Luna: la massa potrebbe essere un oceano di magma solidificato, ricco di ossidi di titanio. Forse il rover Yutu2 della missione cinese Chang'e 4, che attualmente sta attraversando il cratere, potrebbe fornire nuovi dati.
Mi sa che l'arrivo dei cinesini ha rotto un tantino le uova nel paniere NASA.
Uno. Bisogna smetterla, parlando seriamente, non in questo caso, di parlare dei cinesi coi termini di una volta: ci hanno completamente conquistato, altro che cinesini.
Due. Sulla luna hanno mandato solo macchine. Ed è stata la NASA, costretta, a diffondere la notizia, spacciandola ovviamente come "nuova". Piano piano saranno costretti ad aprire gli armadi e gli scheletri cadranno a valanga.
I celesti sono, prima ancora che sulla Luna, qui sulla Terra; in orbita, al suolo e nel sottosuolo, nonché nei fondali marini.
Argentina, Uruguay e parte del Brasile senza elettricità.
Sara saltata una valvola...