Preside filo-leghista? Boicottato nelle nomine
24 luglio, 2013 | Permalink | Archiviato in: Italia, Politica ed Economia
Accade in Piemonte, dove Silvano Gardinale, preside di un Istituto Superiore, stimato e con un curriculum imbattibile, decide di presentare domanda per avere la direzione dell’Istituto Agrario G.Ferraris di Vercelli. In apparenza il suo curriculum, la sua età ( gli mancano due anni alla pensione) e il suo carisma dovrebbero garantirgli, per punteggio ed esperienza, la guida dell’Istituto Superiore vercellese. Senonché, un gruppo di professori di evidente estrazione sinistrorsa manda una chiara lettera al Provveditore degli Studi di Vercelli, nella quale dichiarano di non gradire l’arrivo del “Preside leghista”, avanzando addirittura nei suoi confronti accuse pesanti come razzismo, abuso di potere e mobbing. Una lettera gravissima e allo stesso tempo assurda che non trova riscontri nella realtà dei fatti, però sembrerebbe aver inciso nella scelta della nomina, visto che l’alto punteggio e l’esperienza accumulata in 40 anni di insegnamento e tantissimi da Preside non sono serviti a Gardinale per essere nominato nella scuola più prestigiosa della Provincia.
Il motivo? Probabilmente questi professori non gradiscono, la vicinanza del Preside alla Lega Nord, che ha appoggiato in iniziative pubbliche, come quando nel 2009 accettò in dono dal gruppo consiliare comunale del Carroccio 35 crocifissi da appendere in ognuna delle classi della sua scuola di allora, l’Ipsia Lombardi sempre di Vercelli. Per questo sarebbe razzista?
O forse i professori di cui sopra non apprezzano un collega che con severità e rispetto reciproco è riuscito negli anni a salvare centinaia di ragazzini che stavano prendendo una via sbagliata, e allo stesso tempo ad imporsi con colleghi di parte o non oggettivi. Una brutta pagina che non avremmo mai voluto scrivere, dove il mondo della scuola ancora una volta si è dimostrato anti-democratico in maniera goffa e poco trasparente, intervenendo a gamba tesa su un professore non gradito, forse perché anti-conformista e pragmatico, oltre che “destrorso”.
Il Preside non si è perso d’animo, querelando i firmatari della missiva mentre questa storia è finita addirittura nei banchi del Consiglio Regionale del Piemonte: il Consigliere leghista Paolo Tiramani, ha presentato una interrogazione, per fare chiarezza sulla vicenda, allegando la famosa lettera. “I docenti vercellesi hanno usato toni pesantissimi nei confronti del preside valsesiano – ha detto Tiramani – accusandolo di razzismo, abuso di potere e mobbing, al limite della diffamazione. Ho quindi chiesto alla Giunta che faccia chiarezza su quanto accaduto, valutando anche se censurare il comportamento dei docenti vercellesi. Ma soprattutto mi domando se questa lettera inviata al Provveditore non abbia alla fine pesato sulla domanda di trasferimento che si è conclusa con un nulla di fatto”. Sono le parole del giovane Consigliere leghista. Chissà se l’Assessore competente, nella giungla scolastica, riuscirà a fare luce su questa vicenda.
di Ettore Rattone © 2013 QelsiPreside filo-leghista? Boicottato nelle nomine | Qelsi





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