Mentre movimenti di truppe israeliane sono monitorati al nord, sul confine libanese, come ci comunica l'amico corrispondente Dagoberto HB (vedi links 1 e 2), giunge da Tripoli l'eco di attentati terroristici. Un chiaro segnale di manovre volte a creare tensioni e reazioni, che i registi strategici sperano magari scomposte, per mettere in difficoltà la resistenza libanese o saggiarne la tenuta organizzativa e gerarchica.
Contemporaneamente, da Gaza, assistiamo, con sincronismo cronometrico, al tentativo, da parte di fazioni "quaediste"(vedi link), di destabilizzare il controllo del potere nelle mani dell'unica, al momento formazione che abbia saputo resistere a tutti gli attacchi dell'entità sionista, anche quelli più terribili e devastanti come la recente carneficina denominata "piombo fuso", vero crimine di guerra e contro l'umanità, in cui sono state sperimentate nuove armi non convenzionali di distruzione di massa sulla popolazione civile.
La formazione politica di Hamas, che dirige al momento la Striscia di Gaza, ha dimostrato così al mondo intero di non avere legami o nulla a che fare, come hanno invece voluto farci credere sin'ora i media asserviti alla lobby, con il terrorismo internazionale, che agisce e viene manovrato invece a vantaggio della propaganda strategica sion-yankee.
Intanto continuano assedio ed embargo alla Striscia e West Bank, veri tentativi di genocidio, mentre ai vertici di Fatah, Abu Mazen e soci continuano a dare prova di alto tradimento e corruzione, stringendo alleanze con l'occupante sionista e accrescendo le persecuzioni nei confronti dei resistenti.
E' recente la notizia della nomina nel Consiglio Direttivo di Fatah di un ebreo israeliano (fonte BBC).
Come non vedere un'unica regia dietro tutto ciò.
La stagione di nuovi e più devastanti eventi bellici è alle porte: prepariamoci ad assistere, entro pochi mesi, al più ramificato ed esteso attacco militare da parte sionista, con copertura "obamista", dell'area mediorientale considerata, dai folli strateghi di Tel Aviv, "Grande Israele".
Il bersaglio è chiaramente l'Iran, ultimo ostacolo rimasto in campo al dilagare del falso messianismo sionista: messianismo da quattro soldi, anzi da trenta denari, prontamente accettati anche dai badogliani nostrani.
Ma prima di cercare di fagocitare del tutto la Terra Santa e compiere l'impresa bellica programmata, l'entità coloniale sionista deve assicurarsi di aver liberi i fianchi, saggiarne la capacità reattiva, dividerne le fila, indebolirne le reazioni.
Intanto i nostri militari, insieme al resto delle forze d'interposizione internazionali, sono già lì, tra il Libano e l'Afganistan, carne da macello per gli interessi di Sion e Wall Street.
Se almeno ci fosse, tra i nostri governanti, un uomo forte, coraggioso, capace di comprendere il pericolo per la nostra Nazione di rendersi complice di tali giochi di guerra e di sangue, oltre ad avere la lungimiranza di voler porre l'Italia a guida ed esempio di una condotta etica e giusta, che possa essere d'esempio anche per altre nazioni...
Solo il mancato appoggio ai criminosi progetti giudaico-sionisti potrebbe intaccarne la forza e provocarne l'arresto.
Perchè la forza di pochi uomini, seppur dotati di sofisticate e terribili armi belliche, seppur "eletti" (ma non certo per soggiogare il genere umano, come crede la perfida progenie), deriva solo dall'accondiscendenza che gli vien fornita: toglietegli consenso e ne arresterete i cingoli.
Non c'è altra via per contrastare la pianificazione progettuale di dominio globale che pervade, come una forma di pazzia molto pericolosa per tutti, le menti sioniste, che questa:
boicottarne il consenso, politico, culturale, teologico, militare, economico.
La Redazione
Link a questa pagina: New Page 1




Rispondi Citando
