Investimenti esteri in Italia: il 70% va in Lombardia. Chissą perchč?23 luglio 2013Di L'indipendenza
di GIANMARCO LUCCHI
Nonostante la crisi, tengono gli investimenti esteri in Lombardia, dove arriva il 70% dei capitali stranieri diretti in Italia: a fronte di un totale di circa 8.500 imprese a partecipazione estera con 886.000 dipendenti, oltre 4.100 aziende hanno sede in Lombardia con oltre 400mila dipendenti. Tra le prime 100 multinazionali presenti in Italia, 92 hanno scelto la Lombardia quale sede italiana e spesso anche europea. Lo afferma lOsservatorio Ide della Camera di Commercio di Milano-Promos.
In 12 mesi sono state oltre 5.000 le imprese esterea cui sono state presentate le opportunitą di investimento in Lombardia e oltre 130 le societą assistite nel processo di investimento. Sono risultati incoraggianti che hanno spinto Unioncamere Lombardia, la Regione Lombardia e le Camere di Commercio lombarde ad aumentare il proprio investimento in «Invest in Lombardy», anche in vista di Expo 2015. Al loro fianco 25 societą private, da realtą internazionali come Deloitte, Rodl & Partner, Orrick a boutique specializzate, hanno messo a disposizione della struttura risorse economiche e personale qualificato per assistere le imprese straniere in modo efficace. I risultati elaborati dallOsservatorio IDE della Camera di Commercio di Milano Promos hanno mostrato inoltre come i flussi di investimento a livello mondiale stiano modificando la propria provenienza. Rimane importante il peso assoluto degli investimenti provenienti dallUnione Europea, dagli Stati Uniti e dalla Cina, ma cresce il peso relativo degli investimenti provenienti dal Sudest Asiatico e dallarea del Middle East. Nonostante il contesto economico incerto e una significativa riduzione del numero di progetti, dimezzata nel 2012 rispetto al picco raggiunto nel 2008 (41 contro 82), la Lombardia č rimasta tra le dieci regioni dellEuropa occidentale pił attrattive per gli investimenti. Tra i settori che trainano la Lombardia come destinazione privilegiata per investimenti: Vendite e marketing (con una quota pari al 34%); Retail (20%) e Business Services (20%); Tessile e Ict Service (19%).
Qualcuno si chieda il perché di tale andamento e si interroghi anche su cosa potrebbe essere la Lombardia senza la zavorra Italia
da Lindipendenza





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