Medea è, indubitabilmente, uno dei personaggi più interessanti della mitologia greca. La sua vicenda è nota e non sto a ripeterla. L'enigma, tra i tanti che la avvolgono, che mi ha sempre incuriosito di più è quello legato alla sua relazione con la simbologia solare e quella lunare. Medea è, infatti, di stirpe solare. Il Sole stesso, dopo la vendetta nei confronti di Giasone, la porterà in salvo ad Atene. Inoltre, dimostra spesso di aderire all'etica eroica omerica, tipica di una spiritualità virile: il fatto che non possa sopportare lo scherno dei nemici, di fronte al suo abbandono da parte di Giasone, è un chiaro riferimento all'ideale dell'arethè aristocratica, che richiedeva un riconoscimento sociale da parte degli altri pari grado: nel caso ciò non fosse avvenuto, il guerriero doveva sopportare la più grande umiliazione, la riprovazione degli altri (nemesi) , che l'avrebbe fatto decadere dalla condizione di kalòs a quella di kakòs.
D'altra parte, Medea è anche legatissima alla simbologia lunare e, nella fattispecie, ad Ecate, versione notturna di Diana, cui si rivolge affinchè i propri sortilegi abbiano buon esito. Additata dalla tradizione come archetipo dell'irrazionalità femminile nei suoi aspetti più violenti e pericolosi, ha anche una nutrita vita letteraria come amante, da Apollonio Rodio all'elegia romana con Properzio ed Ovidio. E proprio dall'ambito erotico, dall'offesa nel talamo (come si esprime lei stessa nella tragedia di Euripide), prende le mosse la sua vendetta, che si esplicherà nel duplice omicidio di Creusa e Creonte e nell'infanticidio dei propri figli.
Avete pensieri, interpretazioni e considerazioni su questo grande personaggio mitico?




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