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  1. #11
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    Predefinito Re: Il collasso della Banca delle Marche

    Su BdM mai una buona notizia.Le notizie sulle borse di Finanzaonline.com

    Finanzaonline.com - 6.9.13/09:14


    Moody's ha tagliato il rating di lungo termine di Banca delle Marche a Caa1 da B3 e quello sul credito standalone a ca da caa3, ad un passo dal livello default. L'abbassamento del giudizio standalone, spiegano gli analisti in una nota diffusa ieri sera, è stata innescata dal basso livello di capitale della banca, dall'improbabile successo del programmato rafforzamento del capitale, dal deterioramento dalla qualità degli asset e della profittabilità ricorrente, tutti elementi che indicano come Banca Marche avrà quasi certamente bisogno un supporto esterno.

  2. #12
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    Predefinito Re: Il collasso della Banca delle Marche

    Temono di perdere i privilegi accumulati nel corso degli anni rd ora, le Associazioni di questi dipendenti chiedono l'aiuto di mamma Stato.
    MI chiedo dove erano questi stessi soggetti quando la Banca concedeva prestiti ai soliti noti senza chq questi ultimi prestassero adeguate garanzie


    Corriereadriatico.it/ancona/banca_marche_i_sindacati_a_letta_conceda_i_bond_co me_monti_a_mps/notizie/324437.shtmlBanca Marche, i sindacati a Letta
    "Conceda i bond come Monti a Mps"


    I rappresentanti dei lavoratori: più tempo ai commissari di Bankitalia e no alla vendita di Cariloreto e sportelli Bm.

    ESI - "Andremo in Consiglio regionale, nei palazzi della politica, davanti alla Prefettura per ribadire che Banca Marche è un asset portante dell’economia regionale. E non va né smantellata né ceduta a pezzetti o per intero. Vanno cercate soluzioni alternative. Come ad esempio chiedere per BM la concessione di Letta Bond".
    Forti dei numeri dell’adesione allo sciopero dello scorso 30 agosto, cui hanno aderito circa 2000 lavoratori di BM, i rappresentanti aziendali di Fisac Cgil, Fiba Cisl e Dicredito - Maurizio Santini, Averino Di Marcantonio e Alfonso Corraducci - hanno tenuto oggi una conferenza stampa a Jesi per chiedere al Consiglio regionale di individuare insieme al Governo gli strumenti finanziari che favoriscano la capitalizzazione di Banca Marche, sul modello dei Monti Bond, il prestito straordinario erogato dallo Stato a MpS. "La strada seguita a oggi dal Consiglio regionale - hanno detto i sindacati - è stata quella di promuovere l’adesione degli imprenditori all’azione di ricapitalizzazione di BM. Noi non siamo contrari alla cordata, ma è molto rischioso legare all’esito dell’aumento di capitale (400 mln di euro, ndr) il futuro di una banca strategica per l’intera economia delle Marche". In particolare si temono manovre speculative o l'ingresso di un grande gruppo bancario che facilmente potrebbe ottenere la maggioranza. "L'interesse dei grandi gruppi c'è - hanno riferito i sindacati - Banca Marche è appetibile per i suoi numeri, una rete molto estesa di sportelli capaci di dialogare capillarmente con la clientela, con numeri importanti nella raccolta e la capacità di servire piccole e medie imprese, consumatori, famiglie".

    I sindacati: più tempo ai commissari di Bankitalia
    "La gestione provvisoria di Banca Marche, disposta per due mesi da Banca d’Italia, potrebbe essere prodromica a una permanenza più lunga nella banca da parte dei commissari dell’autorità di vigilanza". E’ il timore dei sindacati, emerso oggi a Jesi nel corso della conferenza stampa indetta da Fisac Cgil, Fiba Cisl e Dicredito. "In questo momento - ha detto Alfonso Corraducci di Dicredito - la presenza dei due commissari Giuseppe Feliziani e Federico Terrinoni risulta essere stabilizzante rispetto alla situazione di poche settimane fa caratterizzata da un consiglio di amministrazione litigioso in quanto espressione della litigiosità delle Fondazioni proprietarie. Ma due mesi sono pochi per cambiare qualcosa, per questo pensiamo che la gestione provvisoria potrebbe essere solo una fase di passaggio" verso, appunto, il commissariamento ordinario. In una fase delicata come l’attuale - hanno ribadito i sindacati - diviene importante discutere del futuro della Banca, che non può essere quella dello "smantellamento della banca e della riduzione drammatica dei costi di funzionamento, con 90 mln di tagli dei 120 mln previsti a carico, soprattutto, del personale". Un forte no alla cessione dell’asset Cariloreto e delle 48 filiali di Lazio ed Emilia: "il posizionamento della Banca nei soli confini regionali - hanno ribadito le tre sigle - riduce in maniera drammatica la redditività. Così si uccide la banca, non la si salva".

    Martedì 10 Settembre 2013 - 17:05 Ultimo aggiornamento: 19:04



  3. #13
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    Predefinito Re: Il collasso della Banca delle Marche

    Così Sandra Amurri su il fatto di oggi.

    COSÌ LA POLITICA LOCALE HA MUNTO BANCA MARCHE


    11 settembre 2013 alle ore 12.14

    ESI L’istituto ha finanziato gli amici degli amici. Operazionispesso in perdita. Ora intervengono i “cinque dell’Ave Maria”


    di Sandra Amurri



    L'idea del clima che si respira attorno a Banca Marche la dà la notizia resa nota da Franco Gazzani. Il presidente della Fondazione Carima (che ha portato avanti l'azione di responsabilità sull'Istituto marchigiano) ha iniziato a girare con una calibro 38 special in tasca, dopo le minacce ricevute. Ma, convocato dal magistrato, si è rifiutato di sporgere denuncia perché dice “di sentirsi al sicuro”. E chi vuol capire capisca.

    IL SALVATAGGIO di Bdm è il salvataggio della politica. Per il Pd, che si esprime tramite il governatore Gian MarioSpacca, dirigente Merloni in aspettativa, andare alle elezioni (se il Pdl staccasse la spina al governo delle larghe intese) con il fallimento della Bdm sulle spalle è un rischio da evitare.Istituto che è, e come tale viene recepito, un sistema regionale, sensibile e disponibile a finanziare la politica. sempre amministrato con gli occhi attenti alle relazioni con i “privilegiati”. Ma la crisi ha fatto saltare i giochi. Un esempio? La vendita per68 milioni e 520 mila euro dell'ex ospedale Umberto I di Ancona all'imprenditore edile Felice Santarelli, che ora naviga in acque turbolente(Premio Marchigiano2013), per la realizzazione di un complesso residenziale con un finanziamento della banca jesina per svariate decine di milioni. Dall'Aerdorica, società che gestisce l'Aeroporto di Falconara, con una perdita di 3milioni di euro a cui si aggiunge la cementificazione delle Marche,emblema della speculazione edilizia e la mole di oneri di urbanizzazione ai Comuni. Nessuno sapeva. Ma il presidente Massimo Bianconi prima di essere fatto accomodare con lauta buonuscita a seguito delle infuocate lettere della Banca d'Italia, era riverito nei salotti “buoni” della politica locale.
    ORA IL BUBBONE è scoppiato e Banca d'Italia preme affinché in 60giorni si trovi una soluzione per evitare il commissariamento. 300 milioni - che non basteranno a metterla al sicuro,ma sarebbero una buona iniezione in attesa che passi la nottata - il governatore Spacca, in prima battuta, li ha chiesti a 100 industriali locali che gli hanno risposto picche. Togliere liquidità a quello stesso sistema che ha bisogno di soldi per investire per salvare una banca distrutta da altri, era alquanto difficile da capire. Sfumate le ipotesi di acquisizione di Unicredit e di Intesa Sanpaolo,resta l'impegno di Francesco Merloni di Ariston Thermo Group ribadito, a margine del workshop Ambrosetti, a sottoscrivere un aumento di capitale e l’esistenza di una cordata di industriali locali, di cui farebbe parte anche il patron delle Tod’'s,Diego Della Valle, che non conferma e non smentisce, per scongiurare che finisca in mani straniere. Cordata cui

    appartengono i “cinque dell'Ave Maria”, vicini al Pd e al Pdl: Gennaro Pieralisi, ex Presidente della Quadrilatero spa di cui Bdm ha la tesoreria; Walter Darini che sedeva nel Cda di Bdm;Francesco Merloni,Massimo Virgili, proprietario anche dell'Hotel Passetto dove Spacca convocò la prima riunione con gli imprenditori e Mario Pesaresi.Gli stessi che, sempre con la regia dell'avvocato, Paolo Tanoni di Recanati, salvarono la marchigianità della Cassa di Risparmio di Fano rivendendola poco dopo, con lauti guadagni, al Credito Valtellinese di Sondrio. Sempre che non emergano altre sofferenze, la banca è sana: oggi con la svalutazione delle azioni acquistarla è un affare e non appena il sistema ripartirà i profitti lieviteranno. Sul piede di guerra le Fondazioni delle Casse di Risparmio di Pesaro, Macerata e Jesi che detengono la maggioranza di Bdm,una sorta di parcheggi dorati per trombati e aspiranti parlamentari,che non hanno risorse,ma vogliono mantenerne il controllo in nome e per conto della politica.Come Camilla Fabbri,Cna, nominata nel cda della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro,che il Pd ha scelto per farla eleggere al Senato.“Tutto questo dà la misura di come la difesa a ogni costo del localismo delle banche, da una giusta finalità rivolta al sostegno delle esigenze dei risparmiatori, dei cittadini e degli imprenditori, si sia trasformata in un supporto sempre più oneroso e, spesso non trasparente, della spesa di cui necessita la politica, per costruire consenso”, osserva l’economista MariangelaParadisi dell'UniversitàPolitecnica delle Marche.


    E mentre la politica si affanna per salvare la marchigianità di Bdm,nella regione che negli anni d’oro vantava un tasso di disoccupazione del 2,8 per cento, oggi è al massimo storico del10,2 per cento .









 

 
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