E dire che proprio noi italiani dovremmo saperlo per aver vissuto gli stessi pregiudizi sulla nostra pelle. O meglio: l’hanno vissuta i milioni di migranti che negli ultimi 152 anni hanno lasciato l’Italia in cerca di fortuna. E un po’ capita anche a noi, quando andiamo all’estero e siamo subito etichettati come “spaghetti”, o peggio…
Purtroppo, però, il nostro Paese ha la memoria corta. Così ho pensato di rinfrescarla con una ricerca su tutti gli spregiativi, i nomignoli gergali, con cui gli italiani erano e sono tuttora designati all’estero.Gli spregiativi usati nel mondo verso noi italiani sono 52, diffusi in 17 nazioni del mondo. Pochi? Tanti? Non è neppure detto che l’elenco sia completo.
Sarebbe interessante, per avere un peso del pregiudizio anti-italiano, confrontarlo al numero di epiteti rivolti ai popoli di altre nazioni.L'impressione, però, è che se non siamo i più bersagliati del mondo, probabilmente siamo nella “top 5”, insieme agli africani, ai Rom, agli ebrei e ai cinesi. Tutti popoli con grande emigrazione, guarda caso. Basti pensare che oggi gli oriundi italiani nel mondo sono oltre 74 milioni: più dell’attuale popolazione italiana.
Ma quali sono questi termini? Radunati per significato, a seconda del bersaglio del disprezzo, dalle abitudini alimentari al modo di parlare. Eccoli:
Alimentazione (16)
Termine Significato Diffusione Maccaronì mangia pasta Belgio Pastar idem Croazia Polentone mangia polenta Germania Spaghettifresser mangia pasta Germania/Svizzera Garlics mangia-aglio Gran Bretagna Makaronu kabinti Appendi-maccheroni
(= bugiardo)Lituania Makaroniarz Mangia-pasta Polonia Salamettischellede affetta salame Svizzera Bolanderschlugger inghiotti-polenta Svizzera tedesca Maiser uomo del mais, polentone Svizzera tedesca Maisdiiger Tigre di granoturco Svizzera tedesca Spaghetti Mangia-pasta Tutto il mondo Pizza mangia pizza Tutto il mondo Maccheroni, macaroni, macarrone mangia pasta Tutto il mondo Mozzarellanigger negri mangia mozzarella (o bianchi come la mozzarella) Usa Chianti ubriacone Usa
Nomi propri (6)
Modo di parlare (11)
Termine Significato Diffusione Bacicha Nome di un personaggio da barzelletta: divertente, ingenuo, furbetto Argentina Tano Gaetano; napoletano Argentina, Uruguay Gino/Gina Dal nome proprio Canada Alfonso Dal nome proprio; significa anche “bugiardo” Lituania Guido/Guidette Dal nome proprio Usa Tony Dal nome proprio Usa
Comportamenti (5)
Termine Significato Diffusione papolitano Storpiatura spregiativa di “napolitano”, napotelano Argentina Sentas Dall’abitudine di rivolgersi al prossimo con l’espressione “senta”, percepita come uno sgradito imperativo Austria Digic Storpiatura spregiativa dal verbo “dire” Croazia Zabar Da zaba, rana: la pronuncia degli italiani del settentrione è accostata ai suoni emessi dalle rane Croazia Rital Franco-italien (presa in giro sulla difficoltà a pronunciare la “r” francese) Francia Tschinggali/ cincali/tschingge trascrizione del suono cinq!, Usato nel gioco della morra diffusissima tra gli Italiani; può essere anche una storpiatura di “zingari” (= giramondo, disonesti, sporchi) Svizzera Minghiaweisch Da “minchia, weisch (=capisci)?” Svizzera tedesca Digó Storpiatura spregiativa dal verbo “dire” Ungheria Goombah Da “cumpà”: compare, amico Usa Paisà Paesano Usa Wop dal napoletano guappo, bullo, prepotente, camorrista; acronimo di “without papers/passport”, persone senza documenti Usa
Caratteristiche sociali-professionali (4)
Termine Significato Diffusione carcamano Venditore che calca la mano sul peso della bilancia: disonesto, truffatore Brasile crispy Da grispi, ladro Francia mafia-mann, mafiosi, mafioso mafioso, criminale Germania – Tutto il mondo messerhelden eroi del coltello, guappi Svizzera D a g o da “dagger”, coltello: criminale, attaccabrighe Usa
Caratteristiche fisiche (1)
Termine Significato Diffusione katzelmacher Fabbricacucchiai: stagnaro, artigiano di poco conto (ma anche fabbricagattini» forse perché gli emigrati figliavano come gatti) Austria e Germania Gringo Contadino discendente di italiani Brasile colono burro contadino asino: povero, ignorante, rozzo Brasile Zydrooneschittler scrolla-limoni Germania
Origini etniche (4)
Termine Significato Diffusione greaseball palla di grasso o testa unta (per lo sporco) Usa
Spregiativi animali (5)
Termine Significato Diffusione ithaker giramondo senza patria, vagabondi come Ulisse (gioco di parole tra Italia e Itaca) Germania Italiashka Italianaccio (spregiativo) Russia guinea Africani: dalla falsa credenza che gli italiani siano in parte africani a caUsa della carnagione scura presente in alcuni di essi. È diminutivo di Guinea Negro Usa (soprattutto Louisiana, Alabama, Georgia) Shitalian Contrazione di s h i t + italian, ovvero “italiano di merda” Usa, Gran Bretagna
Queste tabelle ispirano varie considerazioni. Innanzitutto: c’è una nazione più razzista di altre nei nostri confronti, almeno dal punto di vista verbale?
Termine Significato Diffusione Wog parassita Australia Ding dingo, cane selvatico Australia Babis Rospi Francia orso “orsanti”, i mendicanti-circensi che giravano l’Europa partendo soprattutto dall’Appennino parmense con cammelli, scimmie e orsi ammaestrati Francia bat Pipistrello (mezzo bianco e mezzo negro) Usa
La risposta è sì: il 25% dei soprannomi sono prodotti negli Usa, seguiti da Svizzera (12%), Germania (9%), Francia (8%), Brasile (6%).
Il dato è sorprendente: se il disprezzo è sintomo di paura (come spiegherò più avanti), in realtà le nazioni più legittimate ad aver paura di noi dovrebbero essere non tanto quelle col maggior numero assoluto di immigrati italiani (Brasile, Argentina, Usa, Francia), quanto quelle in cui gli immigrati italiani sono una “minaccia”, ovvero una percentuale elevata rispetto alla popolazione totale: Argentina, Uruguay, Brasile (vedi tabelle comparative qui sotto).
Invece, così non è. Ma, come in tutti i fenomeni complessi, le cause dell’elevato numero di epiteti ingiuriosi possono essere molte, compresa la ricchezza e la vivacità linguistica. Del resto, gli Usa sono una terra di grande immigrazione, come la Germania e la Francia. Sarebbe interessante confrontare i soprannomi degli italiani con quelli di altri popoli, se mai qualcuno si è preso la briga di fare un censimento del genere.
In ogni caso, lo scenario dei nomignoli con cui siamo qualificati si presta ad altre considerazioni. Innanzitutto, salta all’occhio che all’estero siamo identificati (o meglio, additati) soprattutto per la nostra dieta (30%), seguita dal modo di parlare (pronuncia e nomi personali danno un 32%) e dal comportamento (10%), visto come violento, disonesto e criminale.
Perché avviene questo? Probabilmente perché la dieta, i cibi che mangiamo sono un elemento che ci caratterizza molto e ci distingue dagli altri. Del resto, molti termini razzisti si basano proprio sugli alimenti: i tedeschi sono qualificati come “mangia patate”, i cinesi come “mangia riso”, e così via.
Quanto al modo di parlare, ogni cultura giudica le altre come ridicole e inferiori solo perché diverse: già più di duemila anni fa i Greci e i Romani chiamavano “barbari” gli stranieri, proprio perché consideravano la loro lingua simile a un balbettio senza senso (bar bar). La stessa considerazione che facciamo quando chiamiamo uno straniero “mau mau” o “vu’ cumprà“…Ma al di là dei modi con cui gli italiani sono etichettati, c’è un comune meccanismo di fondo, semplice e perverso, con cui tutti questi spregiativi etnici agiscono: qualificano tutti gli italiani come rozzi, incivili, anormali. In una parola, intrinsecamente e geneticamente inferiori, senza possibilità di riscatto. E quindi, inesorabilmente destinati all’emarginazione e al disprezzo.
Il motivo? Sempre lo stesso: il popolo “diverso”, l’invasore, fa doppiamente paura. Perché può sottrarre ricchezze, lavoro, partner sessuali a chi vive da tempo in un determinato luogo. E perché con la sua cultura differente rischia di mettere in crisi abitudini, modi di pensare, valori che si pensano immutabili e assoluti, quando invece in realtà non lo sono.
E’ il processo della stigmatizzazione che ha messo acutamente in luce il sociologo Ervin Goffman, e avviene in 4 fasi:
1) identificare le differenze (biologiche, psicologiche, sociali o di altro tipo) che possono essere utilizzate per discriminare gli individui;
2) attribuire giudizi negativi a queste categorie artificiali;
3) distinguere tra stigmatizzati (= criticati) e non-stigmatizzati (i “normali”, i “buoni”).
4) emarginare l’individuo stigmatizzato perché “brutto, sporco e cattivo”.
Ecco perché ci sentiamo così male quando siamo qualificati come spaghetti o carcamano: perché non sono solo parole, ma azioni. Siamo visti e giudicati solo attraverso un dettaglio misero e abbagliante, che offusca la ricchezza e i valori della nostra identità e ci condanna al disprezzo e a una vita ai margini. Ecco perché dobbiamo stare attenti alle parole.
You-ng




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