Imu, il Cav non fa sconti a Letta: "Abolizione alla base dell'accordo"
Il premier sottolinea le difficoltà sociali attuali e propone un "approccio sviluppista". Sulla prima casa soluzioni in tempo breve, ma Saccomanni è contrario all'esezione totale. Gasparri lo avverte: "Per noi è irrinunciabile". Lupi stempera: "C'è tempo..."
Dopo le dichiarazioni di ieri del ministro Saccomanni, il Pdl è tornato oggi a far presente la propria posizione: "Quello dell’abolizione dell’Imu - ha detto Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera - è un impegno di governo per cui allo stato non sappiamo se la sua contestazione derivi da un’area del Pd che vuole mettere in difficoltà il governo o se dal combinato disposto fra il ministro Saccomanni e quei settori dell’alta burocrazia del ministero dell’economia specializzati nelle operazioni finanziarie e nel contenzioso europeo che da sempre sostengono il rigorismo più estremo e si fanno reciprocamente sponda con l’alta burocrazia europea". Per il Pdl, infatti, l'esenzione totale è un punto irrinunciabile. Come spiega il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, "in un momento già complicato non credo che l’Italia possa permettersi ulteriori tensioni". "Se sull’Imu si tratta di mettere in discussione questa scelta nella sua sostanziale definizione la risposta è: non si può fare", ha concluso. Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha invece cercato di stemperare le polemiche ricordando nel patto di governo l'abolizione dell'Imu è "uno dei punti fondamentali". "Entro il 30 agosto - ha aggiunto - procederemo al superamento dell'imposta sulla prima casa".
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