Il generale Basbug, ex capo di stato maggiore delle ffaa turche, riconosciuto colpevole di cospirazione nell'ambito del piano Ergenekon, e' stato condannato all'ergastolo.
Si tratta di una sentenza storica per la Turchia nata sul disegno istituzionale voluto da Ataturk, il padre dei turchi, che assegnava alla casta militare il ruolo di guardiano della laicita' dello Stato, di giudice ultimo e insindacabile della conformita' delle scelte elettorali dei cittadini e dei governi che ne discenono.
Il fatto e' che la sentenza cade in un momento molto particolare della vita del governo islamico di Erdogan, impelagato nella rivolta in Siria pilotata dalla NATO e dalle petromonarchie arabe, sottoposto alle critiche della minoranza alawita, della componente piu' moderna e laica della societa' turca, oggetto degli sgarbi francesi sul tema delicato del genocidio armeno.
E difficile escludere la possibilita' di una reazione dei militari che prenda la forma di una strumentalizzazione di queste vulnerabilita' per insidiare il consenso accumulato dall'AKP nel corso di anni con una politica estremamente prudente e moderata.
Temo che la scelta di agire come agente NATO nella crisi siriana possa determinare uno stato di instabilita' anche in Turchia.




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