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Discussione: I presagi

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    Predefinito I presagi

    Presagi dal cielo: meteoriti e comete segni degli dei


    La cometa di Halley nell'Arazzo di Bayeux (sec. XI)
    Immagine tratta dal sito http://upload.wikimedia.org/

    Fin dagli albori della civiltà, la caduta di meteoriti e l’improvvisa comparsa di comete nei cieli, sono stati interpretati come evidenti segni della volontà divina. Molti dei frammenti raccolti, custoditi all’interno degli antichi templi pagani, sono divenuti oggetto di venerazione e di culto da parte della popolazione.
    Pietra Nera della Mecca

    Nel mondo antico l’osservazione della volta celeste e del moto degli astri era una delle attività principali dalla quale trarre auspici e presagi. I cieli erano carichi di significato e brulicavano di divinità.

    Di fatto molte religioni arcaiche consideravano gli dei e le stelle come un tutt’uno. Basti pensare che nella più antica scrittura che sia mai stata decifrata, quella utilizzata dai sumeri all’incirca nel 3500 a.C., il simbolo che rappresentava la divinità era un pittogramma a forma di stella stilizzata.

    Oltre alla registrazione del moto degli astri c’erano anche altre ragioni che giustificavano l’osservazione dei cieli: gli dei rivelavano agli uomini la propria esistenza inviando periodicamente dei segnali. Le meteore ed i frammenti extraterrestri che precipitavano sul nostro pianeta venivano interpretati secondo questa chiave di lettura. Non è un caso che molti culti religiosi sorti nell’antichità si fondassero proprio sulla venerazione di frammenti di meteoriti.

    L’esempio più noto è forse quello della dea Diana che aveva come centro di culto la città di Efeso sulla costa egea dell’attuale Turchia. Come riportato negli Atti degli Apostoli 19,35 quando San Paolo vi giunse nel 54 d.C. condannò la devozione per una dea “la cui statua è caduta dal cielo“. In realtà la statua non venne scolpita da un meteorite caduto dal cielo ma fungeva da involucro per una pietra “sacra” custodita al suo interno. Esiste perfino un testo antico, risalente all’impero ittita, che documenta la caduta del meteorite nel 1300 a.C. che comportò la morte del re di “Apasas” ovvero dell’antica Efeso.

    In Egitto il culto di Amon, re degli dei, era anch’esso strettamente connesso alla venerazione di alcuni meteoriti. Tant’è che uno di questi venne conservato in un tempio di Tebe, la capitale religiosa egiziana, come oggetto sacro. Analogamente, la tradizione rabbinica ci tramanda la leggenda che re Salomone costruì il tempio che porta il suo nome (risalente al X° secolo a.C.) nel luogo in cui, sotto il regno di suo padre Davide, era caduta l’Eben Shetiya ovvero letteralmente la “pietra di fuoco“.

    Ma quello che più ha resistito nel tempo è il culto della Pietra Nera della Mecca, incassata nel muro della Ka’ba, una piccola costruzione in pietra lavica che di fatto è il luogo più sacro dell’islamismo. La Pietra Nera è avvolta dal mistero. Solitamente appare schermata da un pesante drappo scuro ed è rigorosamente vietato fotografarla. L’unica cosa certa è che si trova incastonata in una montatura di argento tonda fissata in un angolo del muro. Stando alla tradizione mussulmana, la Pietra Nera era conosciuta anche prima dei tempi di Abramo. Originariamente bianca assunse nel tempo il colore nero dopo aver assorbito i peccati dei fedeli in pellegrinaggio alla Mecca.

    Le numerose testimonianze di meteoriti caduti in tempi passati fanno nascere il sospetto che questi episodi fossero un tempo assai più frequenti di quanto non lo siano al giorno d’oggi. Stesso discorso vale per le comete. Agli albori dell’impero romano, pochi avvenimenti politici di una certa rilevanza sfuggivano all’apparizione di una cometa, come quella che fece puntualmente la sua comparsa il primo giorno delle cerimonie funebri in onore di Giulio Cesare nel 44 a.C. Qualche decennio dopo, un’altra magnifica apparizione celeste, probabilmente una cometa dalla scia molto pronunciata, condusse i Magi al luogo ove era nato Gesù.

    Durante il regno di Nerone (54 – 68 d.C.) vennero avvistate non meno di 4 comete, la prima delle quali precedette di poco la morte del predecessore Claudio e continuò a brillare fino all’avvento di Nerone. Tant’è che quando apparve la seconda, nel 60 d.C., si credette che preannunciasse l’ascesa al potere di un nuovo imperatore. Come risposta a tale evento Nerone si affrettò ad esiliare un certo Rubellio, indicato quale suo probabile successore. Niente in confronto a quanto accadde nel 64 d.C. in concomitanza con la cometa che fece la sua comparsa in quell’anno. Nerone, dopo aver consultato l’astrologo di corte, rispose alla decisione del fato massacrando l’intera nobiltà. La carneficina fu terribile: perfino i figli delle vittime vennero lasciati morire di fame o avvelenati.

    Presagi dal cielo: meteoriti e comete segni degli dei | Viaggio nel Mistero
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 09-08-13 alle 01:56
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

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    Predefinito Re: I presagi

    LE COMETE NELLA TRADIZIONE POPOLARE



    La cometa del 1577


    Nei lunghi secoli che hanno preceduto la rivoluzione scientifica, gli uomini, legati alla visione simbolica dell'universo vedevano le comete come un vero e proprio enigma, un'inspiegabile e funesta violazione dell'ordine dell'Universo. Questo modo di interpretare gli astri chiomati si è rafforzato nel Medioevo non solo tra i dotti, che vedevano nel mondo un messaggio in codice da parte di Dio, ma anche tra la gente comune, che non sapeva spiegarsi e quindi temeva come segno della collera divina ogni cambiamento nell'andamento ordinario dei fenomeni naturali.

    Presto il popolo cominciò a costruire leggende sul fenomeno, un po’ per necessità, poiché l’uomo ha bisogno di risposte alla sue domande e un po’ per gioco. Storie di intrattenimento nelle feste popolari, favole che si raccontavano ai bambini e che si sono trasmesse di padre in figlio hanno dato origine, mescolandosi con elementi di astrologia per altro avallati anche dalle persone istruite, alle leggende e alle credenze popolari giunte fino a noi.

    Gli scritti che ci hanno tramandato le superstizioni popolari sulle comete sono numerosi, ad esempio l’Almanacco Perpetuo Benincasa e gli scritti del francese Ambroise Parè. Si credeva che le comete, interpretate ora come semplici come segni infausti, ora come vere e proprie cause, annunciassero sventure o influissero negativamente

    • sulla salute degli esseri viventi
    • sulla fertilità dei campi
    • sui fenomeni tellurici
    • sui fenomeni terrestri catastrofici: terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche, ecc.
    • sulla diffusione di epidemie e carestie

    La paura le ingigantiva e dava loro forme minacciose: spade insanguinate, armi e altri oggetti di morte e distruzione, e la loro comparsa era ritenuta presagio della morte di personaggi illustri. La morte di Giulio Cesare, Costantino, Attila, Gian Galeazzo Visconti e altri sovrani fu annunciata o seguita da una cometa, rafforzandone la fama sinistra.

    Significativa è la descrizione del chirurgo francese Ambroise Parè nel suo trattato De monstres et de prodiges, risalente al 1571. Testimonianze importanti sono le notazioni dell’Amanacco Perpetuo Benincasa del 1668 che riporta informazioni su alcuni anni colpiti da guerre e carestie. Qui sotto si riportano alcuni eventi nefasti o curiosi preceduti dalla comparsa di una cometa; in corsivo compaiono le citazioni testuali dell'Almanacco Benincasa.

    Anno 400 d.C: lo storico orientale Socrate associa alla comparsa di una cometa l'attacco dei Goti a Costantinopoli;

    Anno 408: una cometa precede il saccheggio di Roma

    Anno 728: in Costantinopoli fu gran pestilenza, che tolse la vita a più di trecentomila persone, e si veddero due gran Comete che l'una andava la mattina avanti il Sole, e l'altra lo seguiva la sera, e in Brescia nacque un fanciullo con due denti.

    Anno 837: Ludovico il Pio, alla comparsa di una cometa, offre generose donazioni al clero affinchè preghi per la sua salvezza.

    Anno 984: in Italia fu una gran cometa, e la fame, e peste l'oppressò; e vi levò molta gente; in Fiandra si vide un gran serpente volar per l'aria, e in Genova un cavallo parlò, in Pisa veduti huomini con effigie di cane.

    Anno 1019: imperando Ottone III l'anno 1019 nel mese di giugno a hore 9 si vide una cometa, e travi ardenti in Cielo, e poi apparve una figura grandissima di Serpente con terremoto, Ottone ordinò che all'Imperio non succedesse il figliuolo, ma si facesse eletione.

    Anno 1077: una cometa preannuncia la morte di Aroldo II° e la vittoria del suo rivale Guglielmo il Conquistatore, che diventa re di Inghilterra. Questo fatto è celebrato dal grande arazzo di Bayeux, nel quale si vede anche l'astro chiomato e alcuni personaggi che lo indicano con stupore. sopra di loro compare la scritta "Isti mirant stella (m)" cioè "Questi guardano la stella"

    Anno 1316: in Milano si viddero molte statue per l'aria volare, e si sentirono voci spaventevoli, e nell'aria si vidde gran fuoco a somiglianza d'una gran galera, in Costantinopoli furono vedute tre lune, e tre Comete, tre mesi, e la fame, e la peste fecero gran danno in molti paesi.

    Anno 1456 : compare una cometa con la coda a forma di scimitarra; papa Callisto III° la scomunica e ordina preghiere, istituendo anche la preghiera dell'Angelus. Nonostante questo Costantinopoli cade ugualmente nelle mani dei Turchi.

    Anno 1526: si vide una cometa in forma di spada, qual durò dalli 13 d'Agosto fino li 6 di Settembre, e essendo rotto il Re d'Ungaria da Turchi, e volendo fuggire s'affogò in un fiume paludoso, e i Turchi seguendo ebbero la vittoria, e presero Buda città d'Ungaria. Carlo V si maritò con Isabella d'Austria sorella del Re di Portogallo.

    Anno 1526: una cometa annuncia un altro celebre "sacco" di Roma, quello da parte dei Lanzichenecchi

    Anno 1577: l'imperatore degli Aztechi Montezuma licenzia i suoi astronomi che non hanno saputo prevedere la comparsa di una cometa. Considerando la sua tragica fine e quella del suo popolo qualche dubbio può venire.

    Anno 1681: il sindaco di Baden, in Svizzera, alla comparsa di una cometa ordina ai suoi concittadini di non mancare mai alle celebrazioni domenicali, pregare ogni giorno, portare vestiti modesti e abolisce i balli e le feste per non suscitare la collera di Dio.

    Tra le tante sventure delle quali sarebbero state causa le comete, una delle più ricorrenti è il diffondersi di malattie, quasi sempre mortali. Gli autori dell'antichità parlano di pestilenza in molte circostanze diverse, anche se non sempre i sintomi che descrivono sono chiaramente identificabili con quelli della peste bubbonica o polmonare. L'Almanacco Perpetuo Benincasa ne riporta alcuni casi precedenti all'anno 1000:

    Anno 728: in Costantinopoli fu gran pestilenza, che tolse la vita a più di trecentomila persone, e si veddero due gran Comete che l'una andava la mattina avanti il Sole, e l'altra lo seguiva la sera, e in Brescia nacque un fanciullo con due denti.

    Anno 984 : in Italia fu una gran cometa, e la fame, e peste l'oppressò; e vi levò molta gente; in Fiandra si vide un gran serpente volar per l'aria, e in Genova un cavallo parlò, in Pisa veduti huomini con effigie di cane.

    La connessione tra peste e comete era data dal convincimento che le comete fossero fenomeni atmosferici, mulinelli di aria. Secondo un'opinione diffusa, questi mulinelli potevano nascere da spaccature della crosta terrestre dovuti ai terremoti e quindi portare con sé sostanze velenose che normalmente sono chiuse nelle viscere del pianeta e che potevano essere causa di epidemie o di avvelenamenti, anche sulla scorta di alcune immagini dell'Apocalisse. Di questa connessione si era già parlato al tempo della peste di Giustiniano, quando la comparsa del contagio era stata messa in relazione al susseguirsi di catastrofi naturali quali eruzioni vulcaniche, inondazioni e apparizioni di comete.


    Ultima modifica di Silvia; 11-08-13 alle 18:16

 

 

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