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Metabo
Pd, festa democratica senza volontari I militanti: "Traditi dalle larghe intese" / Politica - Nuovo Paese Sera
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Politica - Pd, festa democratica senza volontari I militanti: "Traditi dalle larghe intese"
Il caso
Pd, festa democratica senza volontari
I militanti: "Traditi dalle larghe intese"
A pochi giorni dall'inizio del tradizionale appuntamento organizzato dal Partito democratico, il prossimo 26 giugno, si cercano ancora i militanti disposti a servire tra i tavoli e a presidiare ai banchetti
L'annuncio è ancora valido. Perché lavorare gratis alla festa democratica non ha più lo stesso appeal e, a pochi giorni dall'apertura delle porte di parco San Paolo, il cartello del Pd è ancora esposto: “Cercasi volontari”. Una fuga dai tavoli e dai banchetti che nasconde, in maniera neanche troppo velata, una protesta. Il “no” al governo delle larghe intese, anche se “per mesi, in campagna elettorale, la promessa era l'esecutivo del cambiamento”, spiega la Lucia Zabatta, dirigente del partito regionale.
LA LETTERA APPELLO - Da una sua lettera appello, pubblicata ieri sul sito ilMonitoreromano.it, il caso dei volontari dissidenti scoppia anche a Roma, dopo quello dell'Emilia rossa. I riflettori della festa dovrebbero essere accesi il prossimo 26 giugno, per un mese. Ma stavolta i palchi e i ristoranti non saranno montati alla Terme di Caracalla, ma di fronte la basilica di San Paolo. I tempi per organizzare gli incontri e le iniziative politiche ci sono. Manca chi garantisce la riuscita della festa: cuochi, camerieri, addetti alla sicurezza e alla logistica.
NON SOLO DANNO ECONOMICO - La protesta monta soprattutto nei circoli di Garbatella e via di Donna Olimpia, quello dell'ex segretario romano, oggi deputato, Marco Miccoli. Consapevoli che il danno non è solo economico. Perché se le edizioni si sono chiuse con il segno più, gli altri anni i conti erano in rosso. “Non è solo il danno economico, i mancati introiti, - spiega Lucia Zabatta – a spaventare ma la mancanza di un progetto politico che scatena queste reazioni”.
"UNA FERITA DELLA DEMOCRAZIA" - “Non si capisce qual è l'obiettivo – attacca la diregente del Pd Lazio – qual è l'idea di Paese”. La ferita nasce dall'aver disatteso la promessa del governo di cambiamento per cadere nelle braccia del nemico, il Pdl. Una scelta che, per l'ex responsabile Università e ricerca del partito romano, si traduce “con una ferita della democrazia da cui nasce l'astensionismo”.
L'ASTENSIONISMO - L'ala del non-voto è l'altro cruccio dei volontari nei circoli. La conferma arriva dalla Zabatta. Malumori e mal di pancia che nascono con le scelte nazionali e trovano risposta disertando le urne per le amministrative. “Non è vero – analizza l'esponente dem – che il voto delle comunali abbia premiato il governo delle larghe intese. Altrimenti perché avremmo un elettore su due che non va ai seggi?”
L'AMMUTINAMENTO - Così una festa, anzi le difficoltà nell'organizzarla si trasformano in problema politico. “Ora ci chiedono di lavorare per la festa, ancora. Ma per chi? Lavorare per cosa?”, domanda polemica la dirigente del Pd Lazio. “Abbiamo sopportato una campagna elettorale stanca e ambigua, mantenendo la fiducia di smacchiare il giaguaro”, aggiunge. Troppo per chiedere di mantenere viva la tradizione di un appuntamento storico, dicono i militanti. Che minacciano l'ammutinamento.