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Discussione: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

  1. #11
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    Predefinito Re: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Giovanni81 Visualizza Messaggio
    Certo, ma il governo letta è di fatto improduttivo a causa dei ministri del PD.
    al momento questo governo non mi pare abbia svolto qualcosa di concreto "colori politici a parte" si è molto lento e i ministri non stanno aiutando, non mi piacciono i governi tecnici, spero subito su una riforma elettorale e al voto entro dicembre anche se non credo convenga al pd e al pdl grillo è in agguato per giunta il pd deve svolgere ancora il congresso
    partecipate e aderite al partito COMUNISTA in pieno congresso a questo link http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13212177

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  2. #12
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    Predefinito Re: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Giovanni81 Visualizza Messaggio
    Certo, ma il governo letta è di fatto improduttivo a causa dei ministri del PD.
    Più o meno come il governo PDL era improduttivo a causa prima di Casini, poi di Fini. Insomma è sempre colpa di qualcun altro
    Thomas Lenin likes this.

  3. #13
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    Predefinito Re: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

    Un evasore fiscale pregiudicato che pretende di determinare, per evidenti tornaconti elettorali, la politica fiscale di un governo, con proposte assurde. Solo in Italia.

    Quando ci libereremo di 'sto delinquente, e dei servi e servetti annessi, sarà sempre troppo tardi.
    Thomas Lenin and discovery like this.

  4. #14
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    Predefinito Re: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

    grillo dovrebbe aver dato una svegliata a questi politicanti invece ancora nulla
    partecipate e aderite al partito COMUNISTA in pieno congresso a questo link http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13212177

  5. #15
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    Predefinito Re: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Frankie D. Visualizza Messaggio
    Più o meno come il governo PDL era improduttivo a causa prima di Casini, poi di Fini. Insomma è sempre colpa di qualcun altro

    Un governo al 100% PDL sarebbe improduttivo a causa degli italiani che non hanno votato qualcun altro che gli dicesse cosa fare.
    "I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
    Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"

  6. #16
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    Predefinito Re: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Giovanni81 Visualizza Messaggio
    E voi vorreste mandare in galera quest'uomo?
    L'unico che si batte per la nostra libertà e per il nostro diritto di possedere una casa?

    O siete collusi e avete degli interessi personali da difendere in questo sistema liberticida di tasse e burocrazia oppure siete affetti dalla sindrome di Stoccolma
    Tu invece che scusa hai?
    Ultima modifica di discovery; 09-08-13 alle 16:36

    il futuro non è più quello di una volta

  7. #17
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    Predefinito Re: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Giovanni81 Visualizza Messaggio
    Certo, ma il governo letta è di fatto improduttivo a causa dei ministri del PD.
    Non hai risposto alla domanda di fiume. Te la riposto: quando il PREGIUDICATO restituirà di tasca sua (come il PREGIUDICATO promise in campagna elettorale) quanto sborsato dagli Italiani?

    Tra l'altro, non ricorderemo mai abbastanza che fu proprio il PREGIUDICATO ad inventarsi questa tassa, promettendo il pareggio di bilancio all'Europa già nel 2013.

  8. #18
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    Predefinito Re: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Korax Visualizza Messaggio
    Non hai risposto alla domanda di fiume. Te la riposto: quando il PREGIUDICATO restituirà di tasca sua (come il PREGIUDICATO promise in campagna elettorale) quanto sborsato dagli Italiani?

    Tra l'altro, non ricorderemo mai abbastanza che fu proprio il PREGIUDICATO ad inventarsi questa tassa, promettendo il pareggio di bilancio all'Europa già nel 2013.

    Non mi aspettavo certo una risposta (in questi casi le veline da riportare latitano).
    Ma mi chiedo come potrebbe giustificare quanto sotto espresso:

    Quando il Cavaliere arriva a Palazzo Chigi nel maggio 2008 il peso delle tasse sul Pil è al 42,7 per cento. L'anno dopo, nonostante l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, la pressione sale al 43,1. Negli anni successivi si riporta ai valori iniziali e fino al 2011 non cambia. Dunque, nessun forte aumento delle tasse ma neppure la caduta verticale promessa in campagna elettorale: secondo il programma del centrodestra sarebbero dovute scendere sotto il 40 per cento
    del Pil.

    ANNUS HORRIBILIS - Poi arriva l'annus horribilis, il 2011, con l'Italia screditata sul piano internazionale per l'inerzia su conti pubblici e riforme e per gli scandali del premier. Lo spread parte al galoppo, e Tremonti vara una prima manovra. Le previsioni saltano, la pressione fiscale è destinata a salire a ridosso del 44% nei tre anni successivi. Lo dicono gli stessi documenti del Tesoro. Ma i nuovi interventi non riescono a risollevare l'immagine del nostro Paese che torna rapidamente ad essere bersagliato dai mercati. Così arriva il semi-commissariamento ad opera di Bce e Ue. Pressato dalla inusuale lettera di Trichet e Draghi, che detta misure e tempi, Giulio Tremonti si impegna a raggiungere il pareggio di bilancio con un anno di anticipo: nel 2013. Le misure necessarie, secondo l'"invito" europeo, dovrebbero consistere soprattutto in un taglio delle spese. Tremonti punta invece tutto sulle tasse. E qui si apre un capitolo ancora poco conosciuto.

    BOMBA A SCOPPIO RITARDATO - Problema: come fare a far digerire al Paese un aumento delle imposte dopo aver sbandierato per anni e anni la liberazione degli italiani dalle spire di un fisco troppo soffocante? L'idea di Tremonti è un capolavoro di equilibrismo: coprire i miliardi mancanti scaricando l'onere fiscale sul futuro governo. Con il beneplacito del premier e di tutti i ministri, viene inserita nella manovra una clausola che, ai fini del bilancio, fa scattare non subito ma negli anni successivi tagli lineari del 20 per cento a regime su tutte le agevolazioni fiscali. Gettito previsto: 4 miliardi nel 2012, 16 nel 2013 e 20 nel 2014. Circa ottocento euro a famiglia, secondo le prime stime della Cgia. Queste misure potranno essere evitate solo se la futura riforma dell'assistenza darà altrettanto gettito. Cosa assai improbabile, visti gli intollerabili tagli al welfare che comporterebbe.

    STANGATA IRPEF - Dunque, taglio di tutte le agevolazioni fiscali, ma a scoppio ritardato. Si dirà: che male c'è. Tutti i governi cercano più o meno con successo di sfrondare qualche aiuto tributario a questa o a quella categoria. In questo caso, però, il governo Berlusconi-Tremonti va decisamente oltre, perché tra le agevolazioni tagliate non ci sono solo sconti più o meno ingiustificati come quelli sulle spese veterinarie o sul costo delle palestre. Ci sono anche quegli sgravi basilari che hanno lo scopo di alleviare il carico fiscale delle famiglie meno agiate e dei nuclei più numerosi. Ossia le detrazioni per lavoro dipendente e per carichi familiari. Insomma, si tagliano proprio gli aiuti che attribuiscono al nostro sistema fiscale una certa equità sociale. E non è finita. Con un'aggiunta a dir poco sorprendente, dal momento che arriva da chi ha sempre tuonato contro le tasse sulla casa, si decide di abolite l'esenzione Irpef sull'abitazione principale.

    PESANTE EREDITÀ - Riassumendo, prima di andarsene il governo di allora lascia in eredità al successivo nuove pesantissime tasse per le famiglie con figli e con redditi bassi e per tutte quelle che vivono in abitazioni di loro proprietà. Così quando arriva Monti, il nuovo governo si trova subito tra i piedi questa bomba ad orologeria e si affretta a sostituire la stangata Irpef (socialmente insopportabile) con un aumento più o meno differito dell'Iva. Nelle previsioni ufficiali per il 2013 e 2014, intanto, la pressione fiscale sale ancora: non più verso il 44 per cento ma a ridosso del 45. Tutto questo avviene prima del governo Monti, che poi, a sua volta, innalza ulteriormente la pressione fiscale portandola, come denuncia la Corte dei Conti, quasi un punto più su, appena sotto il 46%. A conti fatti, Silvio Berlusconi aumenta le tasse di due punti percentuali e Mario Monti di un altro punto. Risultato finale: due a uno. Quando il Cavaliere arriva a Palazzo Chigi nel maggio 2008 il peso delle tasse sul Pil è al 42,7 per cento. L'anno dopo, nonostante l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, la pressione sale al 43,1. Negli anni successivi si riporta ai valori iniziali e fino al 2011 non cambia. Dunque, nessun forte aumento delle tasse ma neppure la caduta verticale promessa in campagna elettorale: secondo il programma del centrodestra sarebbero dovute scendere sotto il 40 per cento

    del Pil.

    ANNUS HORRIBILIS - Poi arriva l'annus horribilis, il 2011, con l'Italia screditata sul piano internazionale per l'inerzia su conti pubblici e riforme e per gli scandali del premier. Lo spread parte al galoppo, e Tremonti vara una prima manovra. Le previsioni saltano, la pressione fiscale è destinata a salire a ridosso del 44% nei tre anni successivi. Lo dicono gli stessi documenti del Tesoro. Ma i nuovi interventi non riescono a risollevare l'immagine del nostro Paese che torna rapidamente ad essere bersagliato dai mercati. Così arriva il semi-commissariamento ad opera di Bce e Ue. Pressato dalla inusuale lettera di Trichet e Draghi, che detta misure e tempi, Giulio Tremonti si impegna a raggiungere il pareggio di bilancio con un anno di anticipo: nel 2013. Le misure necessarie, secondo l'"invito" europeo, dovrebbero consistere soprattutto in un taglio delle spese. Tremonti punta invece tutto sulle tasse. E qui si apre un capitolo ancora poco conosciuto.

    BOMBA A SCOPPIO RITARDATO - Problema: come fare a far digerire al Paese un aumento delle imposte dopo aver sbandierato per anni e anni la liberazione degli italiani dalle spire di un fisco troppo soffocante? L'idea di Tremonti è un capolavoro di equilibrismo: coprire i miliardi mancanti scaricando l'onere fiscale sul futuro governo. Con il beneplacito del premier e di tutti i ministri, viene inserita nella manovra una clausola che, ai fini del bilancio, fa scattare non subito ma negli anni successivi tagli lineari del 20 per cento a regime su tutte le agevolazioni fiscali. Gettito previsto: 4 miliardi nel 2012, 16 nel 2013 e 20 nel 2014. Circa ottocento euro a famiglia, secondo le prime stime della Cgia. Queste misure potranno essere evitate solo se la futura riforma dell'assistenza darà altrettanto gettito. Cosa assai improbabile, visti gli intollerabili tagli al welfare che comporterebbe.

    STANGATA IRPEF - Dunque, taglio di tutte le agevolazioni fiscali, ma a scoppio ritardato. Si dirà: che male c'è. Tutti i governi cercano più o meno con successo di sfrondare qualche aiuto tributario a questa o a quella categoria. In questo caso, però, il governo Berlusconi-Tremonti va decisamente oltre, perché tra le agevolazioni tagliate non ci sono solo sconti più o meno ingiustificati come quelli sulle spese veterinarie o sul costo delle palestre. Ci sono anche quegli sgravi basilari che hanno lo scopo di alleviare il carico fiscale delle famiglie meno agiate e dei nuclei più numerosi. Ossia le detrazioni per lavoro dipendente e per carichi familiari. Insomma, si tagliano proprio gli aiuti che attribuiscono al nostro sistema fiscale una certa equità sociale. E non è finita. Con un'aggiunta a dir poco sorprendente, dal momento che arriva da chi ha sempre tuonato contro le tasse sulla casa, si decide di abolite l'esenzione Irpef sull'abitazione principale.

    PESANTE EREDITÀ - Riassumendo, prima di andarsene il governo di allora lascia in eredità al successivo nuove pesantissime tasse per le famiglie con figli e con redditi bassi e per tutte quelle che vivono in abitazioni di loro proprietà. Così quando arriva Monti, il nuovo governo si trova subito tra i piedi questa bomba ad orologeria e si affretta a sostituire la stangata Irpef (socialmente insopportabile) con un aumento più o meno differito dell'Iva. Nelle previsioni ufficiali per il 2013 e 2014, intanto, la pressione fiscale sale ancora: non più verso il 44 per cento ma a ridosso del 45. Tutto questo avviene prima del governo Monti, che poi, a sua volta, innalza ulteriormente la pressione fiscale portandola, come denuncia la Corte dei Conti, quasi un punto più su, appena sotto il 46%. A conti fatti, Silvio Berlusconi aumenta le tasse di due punti percentuali e Mario Monti di un altro punto. Risultato finale: due a uno.

    Fonte: http://www.repubblica.it/economia/2013/01/13/news/con_il_cavaliere_il_pi_alto_aumento_di_tasse-50425513/Con il Cavaliere il più alto aumento di tasse - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it

    Il brutto delle affermazioni slegate dalla realtà è che quest'ultima non ha la minima intenzione di adeguarvisi.
    "I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
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  9. #19
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    Predefinito Re: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Giovanni81 Visualizza Messaggio
    Imu, il Cav non fa sconti a Letta: "Abolizione alla base dell'accordo"

    Il premier sottolinea le difficoltà sociali attuali e propone un "approccio sviluppista". Sulla prima casa soluzioni in tempo breve, ma Saccomanni è contrario all'esezione totale. Gasparri lo avverte: "Per noi è irrinunciabile". Lupi stempera: "C'è tempo..."

    Dopo le dichiarazioni di ieri del ministro Saccomanni, il Pdl è tornato oggi a far presente la propria posizione: "Quello dell’abolizione dell’Imu - ha detto Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera - è un impegno di governo per cui allo stato non sappiamo se la sua contestazione derivi da un’area del Pd che vuole mettere in difficoltà il governo o se dal combinato disposto fra il ministro Saccomanni e quei settori dell’alta burocrazia del ministero dell’economia specializzati nelle operazioni finanziarie e nel contenzioso europeo che da sempre sostengono il rigorismo più estremo e si fanno reciprocamente sponda con l’alta burocrazia europea". Per il Pdl, infatti, l'esenzione totale è un punto irrinunciabile. Come spiega il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, "in un momento già complicato non credo che l’Italia possa permettersi ulteriori tensioni". "Se sull’Imu si tratta di mettere in discussione questa scelta nella sua sostanziale definizione la risposta è: non si può fare", ha concluso. Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha invece cercato di stemperare le polemiche ricordando nel patto di governo l'abolizione dell'Imu è "uno dei punti fondamentali". "Entro il 30 agosto - ha aggiunto - procederemo al superamento dell'imposta sulla prima casa".
    ...
    Imu, il Cav non fa sconti a Letta: "Abolizione alla base dell'accordo" - IlGiornale.it
    Comunque è surreale.

    Come se Riina dettasse alla polizia le regole di indagine....

    il futuro non è più quello di una volta

  10. #20
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    Predefinito Re: Berlusconi: L’Imu sulla prima casa non si deve più pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Frankie D. Visualizza Messaggio
    Se il PD fosse un partito serio risponderebbe: "noi non ci facciamo dettare ordini da un condannato". Ma ovviamente rimarranno o zitti o supini dinnanzi a questo 80enne.
    Non voglio difendere il PD, però attenzione tutto quello ci siamo ritrovati sul groppone è il risultato elettorale, certi italiani amano ancora il personaggio in questione. Pertanto come elettori prendiamoci quello che ci meritiamo.
    Comunque il PD, per bocca del suo segretario ha detto le sentenze si rispettano e si applicano.
    Poi ci sono i problemi da affrontare, di cui il PD si è fatto carico, e forse pagherà un prezzo salato, cioè oggi, subito, all'istante dobbiamo anche trovare i soldi per la cassa integrazione, trovare le risorse per i giovani che non trovano occupazione, e mille alytre cose.
    Tutto questo non si risolve con la polemica o peggio con il dire distruggiamo tutto, sotto le macerie ci rimane sempre la povera gente.

 

 
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