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  1. #1
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    Predefinito Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba

    Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba

    [6 agosto 2013]


    Cuba deve liberarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili e per questo punta sulle energie rinnovabili con le risorse che può investire un Paese povero e sotto embargo economico Usa da decine di anni. Lo ha fatto anche collegando alla rete un parco solare con più di 14.000 pannelli realizzato a Cantarranas, una località della provincia di Cienfuegos, a 250 km a sud-est de L’Avana.
    I lavori sono andati avanti celermente: la costruzione dell’impianto è cominciata alla fine del 2012 ed è già connesso alla rete nazionale, fornendo il primo dei 2,6 Megawatt che si spera produrrà a settembre, a progetto. I pannelli sono made in Cuba, prodotti da un’impresa della provincia di Pinar del Río, utilizzando però materia prima importata.
    Fino ad ora a Cuba erano stati installati solo 9.000 pannelli fotovoltaici, la maggioranza montati sui tetti di scuole ed ospedali, inoltre c’erano 5 piccoli impianti per fornire energia elettrica a comunità montane isolate. Così il nuovo impianto di Cantarranas è diventato subito il più grande dell’isola di Fidel Castro e permetterà di risparmiare 145 tonnellate di petrolio, producendo energia equivalente al consumo giornaliero di 780 abitazioni di Cienfuegos e tagliandi 380 tonnellate di emissioni di CO2. Risparmi che permetteranno di ammortizzare il costo dell’impianto in 10 anni, con pannelli che hanno una durata di vita prevista di 25 anni.
    Secondo Ovel Concepción, che lavora per Hidroenergía, l’impresa che ha montato i pannelli, «nei prossimi mesi è prevista l’installazione di altri 6 parchi simili a L’Avana, Guantánamo, Camagüey, Santiago de Cuba, Villa Clara e nella Isla de la Juventud».
    A Cuba il sole splende e potrebbe produrre 5 kilowatts ora per ogni metro quadrato. Ma la strada da fare è ancora molto lunga per il regime castrista: un rapporto dell’Oficina nacional de estadística e información de Cuba reso noto a maggio sottolineava che «l’isola produce attualmente da fonti rinnovabili il 4% dell’energia elettrica che consuma» il governo spera di arrivare al 10% nei prossimi anni.
    A Cuba ci sono anche 4 piccoli parchi eolici ed altre pale dovrebbero entrare in funzione entro la fine dell’anno. Intanto, con investimenti britannici e brasiliani, si sta investendo su impianti energetici a biomasse riforniti con i rifiuti delle piantagioni di canna da zucchero. Cuba ha presentato tutte queste esperienze pilota alla XII Conferencia Mundial de Energía Eólica che si è tenuta a L’Avana a giugno, presentando anche progetti ambiziosi per sfruttare i venti che battono l’isola.
    La prima mappa eolica di Cuba presentata in quell’occasione dimostra che è possibile fornire energia pulita ed a basso costo a più di 3.600 famiglie che vivono in zone rurali isolate. Cuba se vuole sopravvivere (MA QUALE SOPRAVVIVERE!) deve diminuire la sua dipendenza dal petrolio e proteggere l’ambiente. Il ricordo della crisi energetica del 2004 e 2005 è ancora fresco e il regime (MA QUALE REGIME!) comunista ha messo lo sviluppo di energie rinnovabili tra le sue priorità, anche perché nessuno sa per quanto l’isola potrà ancora contare sui 92.000 barili di greggio al giorno inviati dai compagni del Venezuela a prezzo politico (SI CHIAMA SOLIDARIETA' SOCIALISTA, PEZZENTI, MA VOI CAPITALISTI VI INTENDETE SOLO DI COLONIZZAZIONE ED IMPERIALISMO!) e che rappresentano ben la metà del fabbisogno di Cuba.
    Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba - Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile

  2. #2
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    Predefinito Re: Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba

    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba

    [6 agosto 2013]


    Cuba deve liberarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili e per questo punta sulle energie rinnovabili con le risorse che può investire un Paese povero e sotto embargo economico Usa da decine di anni. Lo ha fatto anche collegando alla rete un parco solare con più di 14.000 pannelli realizzato a Cantarranas, una località della provincia di Cienfuegos, a 250 km a sud-est de L’Avana.
    I lavori sono andati avanti celermente: la costruzione dell’impianto è cominciata alla fine del 2012 ed è già connesso alla rete nazionale, fornendo il primo dei 2,6 Megawatt che si spera produrrà a settembre, a progetto. I pannelli sono made in Cuba, prodotti da un’impresa della provincia di Pinar del Río, utilizzando però materia prima importata.
    Fino ad ora a Cuba erano stati installati solo 9.000 pannelli fotovoltaici, la maggioranza montati sui tetti di scuole ed ospedali, inoltre c’erano 5 piccoli impianti per fornire energia elettrica a comunità montane isolate. Così il nuovo impianto di Cantarranas è diventato subito il più grande dell’isola di Fidel Castro e permetterà di risparmiare 145 tonnellate di petrolio, producendo energia equivalente al consumo giornaliero di 780 abitazioni di Cienfuegos e tagliandi 380 tonnellate di emissioni di CO2. Risparmi che permetteranno di ammortizzare il costo dell’impianto in 10 anni, con pannelli che hanno una durata di vita prevista di 25 anni.
    Secondo Ovel Concepción, che lavora per Hidroenergía, l’impresa che ha montato i pannelli, «nei prossimi mesi è prevista l’installazione di altri 6 parchi simili a L’Avana, Guantánamo, Camagüey, Santiago de Cuba, Villa Clara e nella Isla de la Juventud».
    A Cuba il sole splende e potrebbe produrre 5 kilowatts ora per ogni metro quadrato. Ma la strada da fare è ancora molto lunga per il regime castrista: un rapporto dell’Oficina nacional de estadística e información de Cuba reso noto a maggio sottolineava che «l’isola produce attualmente da fonti rinnovabili il 4% dell’energia elettrica che consuma» il governo spera di arrivare al 10% nei prossimi anni.
    A Cuba ci sono anche 4 piccoli parchi eolici ed altre pale dovrebbero entrare in funzione entro la fine dell’anno. Intanto, con investimenti britannici e brasiliani, si sta investendo su impianti energetici a biomasse riforniti con i rifiuti delle piantagioni di canna da zucchero. Cuba ha presentato tutte queste esperienze pilota alla XII Conferencia Mundial de Energía Eólica che si è tenuta a L’Avana a giugno, presentando anche progetti ambiziosi per sfruttare i venti che battono l’isola.
    La prima mappa eolica di Cuba presentata in quell’occasione dimostra che è possibile fornire energia pulita ed a basso costo a più di 3.600 famiglie che vivono in zone rurali isolate. Cuba se vuole sopravvivere (MA QUALE SOPRAVVIVERE!) deve diminuire la sua dipendenza dal petrolio e proteggere l’ambiente. Il ricordo della crisi energetica del 2004 e 2005 è ancora fresco e il regime (MA QUALE REGIME!) comunista ha messo lo sviluppo di energie rinnovabili tra le sue priorità, anche perché nessuno sa per quanto l’isola potrà ancora contare sui 92.000 barili di greggio al giorno inviati dai compagni del Venezuela a prezzo politico (SI CHIAMA SOLIDARIETA' SOCIALISTA, PEZZENTI, MA VOI CAPITALISTI VI INTENDETE SOLO DI COLONIZZAZIONE ED IMPERIALISMO!) e che rappresentano ben la metà del fabbisogno di Cuba.
    Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba - Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile
    Buono per Cuba visto che si vedra' ridotta le spedizioni di greggio dal Venezuela (che non ha molta scelta in tale senso, le uniche vendite che effettua cash, overo che vengono pagate in valuta, sono quelle agli USA, che rispetto al 2007 sono state ridotte quasi della meta', le altrree o sono in baratto o spedizioni future gia' incassate, come nel caso per le spedizioni Cinesi, prepagate un paio di anni fa per 40 mld di dollari... gia' spesi, quindi con le riserve al punto piu' basso dal 2004 ad oggi il Venezuela dovra' iniziare engtro un anno o due massimo a chiedere contanti, supposta solidarieta socialista o meno..), e' inondata di sole quasi tutto l'anno, e' sicuramente una opzione valida.

    L'embargo con l'arretratezza económica di Cuba centra nulla, del resto i panelli li hanno assemblati... overo le parti sono state importate.... piu' che probilmente dalla Cina, con la quale commercia tranquillamente.

    PS.. perche' non e' forse un regime quello?
    Globalizzazione..... si grazie.

  3. #3
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    Predefinito Re: Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba

    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba

    [6 agosto 2013]

    era ora che a cuba si dessero una mossa sotto questo punto di vista. dovevano farlo prima semmai, non aspettare che chavez stesse in agonia.

  4. #4
    paracadute zen
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    Predefinito Re: Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    L'embargo con l'arretratezza económica di Cuba centra nulla, del resto i panelli li hanno assemblati... overo le parti sono state importate.... piu' che probilmente dalla Cina, con la quale commercia tranquillamente.
    L'articolo però parla di "made in Cuba, PRODOTTI da un'impresa della provincia di Pinar del Rio, utilizzando però MATERIA PRIMA importata".
    Quindi sono partiti dal materiale grezzo e non da parti già fabbricate.
    Trollhunter delle 2 Sicilie.

  5. #5
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    Predefinito Re: Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba

    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba

    [6 agosto 2013]


    Cuba deve liberarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili e per questo punta sulle energie rinnovabili con le risorse che può investire un Paese povero e sotto embargo economico Usa da decine di anni. Lo ha fatto anche collegando alla rete un parco solare con più di 14.000 pannelli realizzato a Cantarranas, una località della provincia di Cienfuegos, a 250 km a sud-est de L’Avana.
    I lavori sono andati avanti celermente: la costruzione dell’impianto è cominciata alla fine del 2012 ed è già connesso alla rete nazionale, fornendo il primo dei 2,6 Megawatt che si spera produrrà a settembre, a progetto. I pannelli sono made in Cuba, prodotti da un’impresa della provincia di Pinar del Río, utilizzando però materia prima importata.
    Fino ad ora a Cuba erano stati installati solo 9.000 pannelli fotovoltaici, la maggioranza montati sui tetti di scuole ed ospedali, inoltre c’erano 5 piccoli impianti per fornire energia elettrica a comunità montane isolate. Così il nuovo impianto di Cantarranas è diventato subito il più grande dell’isola di Fidel Castro e permetterà di risparmiare 145 tonnellate di petrolio, producendo energia equivalente al consumo giornaliero di 780 abitazioni di Cienfuegos e tagliandi 380 tonnellate di emissioni di CO2. Risparmi che permetteranno di ammortizzare il costo dell’impianto in 10 anni, con pannelli che hanno una durata di vita prevista di 25 anni.
    Secondo Ovel Concepción, che lavora per Hidroenergía, l’impresa che ha montato i pannelli, «nei prossimi mesi è prevista l’installazione di altri 6 parchi simili a L’Avana, Guantánamo, Camagüey, Santiago de Cuba, Villa Clara e nella Isla de la Juventud».
    A Cuba il sole splende e potrebbe produrre 5 kilowatts ora per ogni metro quadrato. Ma la strada da fare è ancora molto lunga per il regime castrista: un rapporto dell’Oficina nacional de estadística e información de Cuba reso noto a maggio sottolineava che «l’isola produce attualmente da fonti rinnovabili il 4% dell’energia elettrica che consuma» il governo spera di arrivare al 10% nei prossimi anni.
    A Cuba ci sono anche 4 piccoli parchi eolici ed altre pale dovrebbero entrare in funzione entro la fine dell’anno. Intanto, con investimenti britannici e brasiliani, si sta investendo su impianti energetici a biomasse riforniti con i rifiuti delle piantagioni di canna da zucchero. Cuba ha presentato tutte queste esperienze pilota alla XII Conferencia Mundial de Energía Eólica che si è tenuta a L’Avana a giugno, presentando anche progetti ambiziosi per sfruttare i venti che battono l’isola.
    La prima mappa eolica di Cuba presentata in quell’occasione dimostra che è possibile fornire energia pulita ed a basso costo a più di 3.600 famiglie che vivono in zone rurali isolate. Cuba se vuole sopravvivere (MA QUALE SOPRAVVIVERE!) deve diminuire la sua dipendenza dal petrolio e proteggere l’ambiente. Il ricordo della crisi energetica del 2004 e 2005 è ancora fresco e il regime (MA QUALE REGIME!) comunista ha messo lo sviluppo di energie rinnovabili tra le sue priorità, anche perché nessuno sa per quanto l’isola potrà ancora contare sui 92.000 barili di greggio al giorno inviati dai compagni del Venezuela a prezzo politico (SI CHIAMA SOLIDARIETA' SOCIALISTA, PEZZENTI, MA VOI CAPITALISTI VI INTENDETE SOLO DI COLONIZZAZIONE ED IMPERIALISMO!) e che rappresentano ben la metà del fabbisogno di Cuba.
    Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba - Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile
    Continui a misurare l'energia in Watt e non in Watt*ora.

    Anche un fulmine fornisce una buona potenza, ma per un tempo limitato, quindi l'energia complessiva è modesta e non sfruttabile almeno in modo economico.

    Dovrebbero invece fornire i Wattora/anno, non i Watt.

    Per quanto siamo in zona tropicale e quindi il fattore di utilizzo è migliore che da noi, c'è sempre la notte, il cielo coperto e le ore in cui il sole è basso (sera e mattino presto), vorrei sapere il fattoee di utilizzo, che in genere è un numero puro, circa 0,10-0,20.

    Cioè se una centrale si un megawatt di picco e ha un fattore di utilizzo 0,10 per ragioni geografiche, allora fornisce 1Mw*0,10*24h = 2,4Megawattora al giorno. e non 24 come credono i gonzi.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  6. #6
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    Predefinito Re: Al via la prima centrale fotovoltaica con pannelli made in Cuba

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    Dovrebbero invece fornire i Wattora/anno, non i Watt.

    Per quanto siamo in zona tropicale e quindi il fattore di utilizzo è migliore che da noi, c'è sempre la notte, il cielo coperto e le ore in cui il sole è basso (sera e mattino presto), vorrei sapere il fattoee di utilizzo, che in genere è un numero puro, circa 0,10-0,20.

    Cioè se una centrale si un megawatt di picco e ha un fattore di utilizzo 0,10 per ragioni geografiche, allora fornisce 1Mw*0,10*24h = 2,4Megawattora al giorno. e non 24 come credono i gonzi.

    concetti e numeri in libertà

  7. #7
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    Predefinito Solare, fragile tregua Ue-Cina

    Nonostante l'ottimismo di Bruxelles, resta aperta la disputa sull'import di pannelli

    Solare, fragile tregua Ue-Cina

    L'affaire si incrocia con le ostilità nel settore delle tlc

    L'intesa fra Bruxelles e Pechino non arresta il dibattito. L'Ue e la Cina hanno trovato una soluzione concordata per porre fine alla disputa sull'importazione di pannelli solari cinesi in Europa, ha annunciato il commissario Ue al commercio, Karel De Gucht. «La soluzione trovata», ha spiegato, «porterà a un mercato più equilibrato a prezzi accettabili».

    Ma per l'Economist si dovrebbe parlare solo di tregua e non di pace. Uno scontro strisciante che prosegue, ma tutto a favore di Pechino, secondo alcuni osservatori.
    L'intesa raggiunta. Bruxelles ha usato toni di vittoria. L'intesa eviterà l'imposizione di dazi Ue sull'import dalla Cina. Secondo quanto riferito dal commissario europeo, «dopo settimane di intensi colloqui» le due parti hanno raggiunto un'intesa su un prezzo minimo per l'importazione dei pannelli solari cinesi, che secondo i fabbricanti europei erano venduti in condizioni di dumping sul mercato Ue. «Siamo fiduciosi che questo prezzo stabilizzerà il mercato dei pannelli solari cinesi e farà cessare il danno delle pratiche di dumping», ha aggiunto il commissario Ue. Il «prezzo minimo» accettato dai cinesi non è stato precisato nel comunicato di Bruxelles, ma potrebbe essere di 57 cent di euro per watt, applicabile ai primi 7 gigawatt di pannelli importati, con l'applicazione di dazi del 47,6% oltre questa soglia.
    La disputa. Lo scorso giugno la Commissione aveva infatti imposto dazi dell'11,8% sui pannelli importati dalla Cina, che sarebbero saliti al 47% in caso di mancato accordo entro il 6 agosto. Assieme ad altre dispute commerciali, quella sui pannelli solari si era acuita nei primi mesi dell'anno, facendo temere lo scoppio di una grave guerra commerciale fra Pechino e Bruxelles.
    La resa europea? Ma, nonostante le parole di De Gucht, secondo l'Economist potrebbe essere troppo presto per parlare di una guerra evitata. Almeno per due ragioni. Primo, l'industria del fotovoltaico è terribilmente impaurita da questo accordo, che stabilisce il prezzo per i pannelli cinesi ben al di sotto di quello che era stato suggerito inizialmente. Dura la lobby europea del settore ProSun, secondo cui non si tratta di «un accordo ma di una capitolazione».
    La questione tlc. L'altra ragione per pensare che le ostilità possano riemergere ha a che fare con i giganti delle tlc. De Gucht ha chiarito che «il settore mobile non è stato nemmeno menzionato nelle trattative» sui pannelli, cosa che suggerisce che stia ancora seguendo la controversa disputa su quei sussidi a Huawei e Zte che vengono considerati illegali da Bruxelles.
    La battaglia di De Gucht. Ma anche qui De Gucht ha di fronte una forte opposizione. Non solo di Stati membri, come nel caso tedesco per i pannelli, ma anche dei gruppi tlc europei che sperano di potersi aggiudicare le ricche commesse cinesi per le reti 4G. E si prefigura così un'altra capitolazione per l'Europa.
    Ma non c'è da scommetterci, dice all'Economist un ministro delle finanze europeo: «De Gucht è un uomo molto testardo che non ha niente da perdere, dato che sta per lasciare la Commissione per tornare alla politica belga. Ergendosi a difesa dei consumatori e dell'industria europei, e mettendo allo stesso tempo un dito negli occhi degli interessi europei, potrebbe giocarsela bene». I furbi strategist commerciali cinesi, abili nel manipolare feudi e fazioni a loro vantaggio, hanno forse già vinto la loro battaglia? Con loro, intanto, sghignazza anche l'inglesissimo Economist.

    http://italiaoggi.it/giornali/dettag...egua%20Ue-Cina
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  8. #8
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    Predefinito Re: Solare, fragile tregua Ue-Cina

    Tanto ormai... senza il "conto energia", prima di mettere pannelli solari in casa, la gente ci pensa almeno mille volte.
    VOTO AL 100% SALVINI! VIVA LA LEGA! PRESENTE SU SOLO TWITTER @LisadaCa

  9. #9
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    Predefinito Re: Solare, fragile tregua Ue-Cina

    Citazione Originariamente Scritto da LisaCa Visualizza Messaggio
    Tanto ormai... senza il "conto energia", prima di mettere pannelli solari in casa, la gente ci pensa almeno mille volte.
    Considerando che la bolletta elettrica aumenta perché aumenta il costo del petrolio, che i pannelli solari costano sempre meno e che lo Stato ha tutta la convenienza ad incentivare (infatti anche se finisce il conto energia si può comunque detrarre il 65% del costo di acquisto in 10 anni) perché crea lavoro, riduce l'energia importata che è quella a costo più elevato ed è un settore ad evasione zero (perché per ottenere gli incentivi devi fare tutto alla luce del sole bella eh?) il fotovoltaico non può che continuare a crescere, anche se con ritmi meno forsennati.

 

 

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