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    Predefinito Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

    Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

    La commissione giustizia vara il testo con i voti di Pd, Pdl e Sel. M5S e Scelta Civica astenuti, voti contrari dalla Lega

    00:09 - La commissione giustizia della Camera ha approvato con i voti di Pd, Pdl e Sel il ddl che introduce il reato di omofobia. M5S e Scelta civica si sono astenuti e la Lega ha votato contro, Da venerdì il testo sarà in aula. Il ddl che porta la firma dei deputati Pd Ivan Scalfarotto e Pdl Antonio Leone introduce il reato di omofobia. La commissione ha rinviato l'esame degli emendamenti all'aula per incardinare la legge prima della pausa estiva.
    "Il voto della commissione Giustizia della Camera sul ddl che introduce il reato di omofobia è un fatto di grandissimo rilievo. Ora l'aula potrà approvare al più presto una norma di grande valore civile che colloca l'Italia ai livelli europei": così il capogruppo Pd in commissione Giustizia Walter Verini commenta il via libera della commissione al disegno di legge.

    I nodi aperti restano due: l’aggravante di omofobia, sostenuta dalla "maggioranza variabile" Pd-Sel-M5S, e la richiesta dei cattolici (con diverse sfumature tra Pd, Pdl e Sc) di una norma di garanzia che tuteli l’espressione del dissenso e della libertà di opinione in ambito teologico o didattico.

    Su questi punti lo scontro è spostato in Aula. Dove i cattolici del Pdl, fortemente contrari alla legge, già annunciano che ripresenteranno la valanga di emendamenti non esaminata in commissione. Tutte circostanze che mettono in forte dubbio l’approvazione del testo entro l’estate. "Questo testo è il minimo che si potesse fare, ma contiene una grandissima novità, perché introduce i concetti di omofobia e transfobia nella legge italian", commenta Scalfarotto.

    Reato di omofobia, via libera al disegno di legge - Politica - Tgcom24
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #2
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    Predefinito Re: Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  3. #3
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    Predefinito Re: Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

    Ddl sull’omofobia: nuovi scontri tra Pd-Pdl

    La proposta di legge sul reato di omofobia apre nuove tensioni nel governo.

    La proposta di legge sul reato di omofobia apre nuovi scenari di scontro nel governo delle larghe intese. Nonostante la commissione Giustizia della Camera abbia pronunciato il proprio sì al testo con i voti di Pd, Pdl e Sel, e sebbene i tempi di esecuzione lavori in aula del provvedimento siano stati fissati al 26 luglio, sulla mozione legislativa una porzione consistente del Pdl si lancia in un chiaro attacco per decelerare l’iter del provvedimento. Sono poi intervenuti alcuni esponenti del partito, come Maurizio Lupi, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Maurizio Sacconi, i quali già nella giornata di ieri hanno proposto “una moratoria legislativa sui temi etici“. La richiesta dei parlamentari del gruppo Pdl risponde allo scopo di mettere in standby il provvedimento sull’omofobia a favore invece di quelli incentrati sui temi economici. Di opposto avviso i democratici che tengono premuto l’acceleratore sull’approvazione della legge. L’ultima voce del Pd a intervenire è stata quella del segretario Guglielmo Epifani il quale si è detto molto vicino ad “un’intesa che possa darci una buona legge. Ciò che si può e si deve fare per rendere l’Italia un Paese più avanzato e più civile credo fortemente che vada fatto”. Le parole del numero uno dei democratici rispecchiano appieno la linea mantenuta in casa Pd.

    Il capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera, Walter Verini, e il relatore del provvedimento, Ivan Scalfarotto, hanno manifestato ottimismo sostenendo che ci “sono tutte le condizioni per una rapida e unanime approvazione del testo che introduce finalmente nel nostro Paese il reato di omofobia”. Di analogo parere anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini: “Ho grande rispetto per i temi etici e per la libertà di scelta quando si toccano temi che riguardano le coscienze. -dichiara in netto contrasto con il tentativo dei falchi Pdl di rinviare la presentazione della proposta di legge- Ma una legge che contrasti l’omofobia non c’entra nulla con i temi etici, riguarda il codice penale e l’introduzione di norme efficaci, che da troppo tempo attendono un’approvazione, è urgente e non più rinviabile”. Più di 400 emendamenti sono stati presentati sul testo, tuttavia per scongiurare il prolungamento della discussione e soprattutto in vista dell’avviamento delle votazioni previste per questa sera dopo i lavori d’aula, ha dichiarato Antonio Leone del Pdl, correlatore insieme a Scalfarotto, “dopo aver dato parere contrario su tutti, io e il collega Scalfarotto abbiamo presentato un emendamento di sintesi che rappresenta l’accordo politico raggiunto”.

    “Qualora ci fosse la necessità di una moratoria o di una frenata sull’argomento, la sede opportuna sarebbe la conferenza dei capigruppo. Noi abbiamo un punto di arrivo che è il 26 luglio quando questo provvedimento andrà in aula”, conclude Leone. Una parte del partito, però, recrimina a Leone di aver mancato di concordare il testo con il gruppo, così paventando l’intenzione di non ritirare gli emendamenti. L’emendamento Leone-Scalfarotto, che rimaneggia il ddl, si limita a estendere la legge Reale-Mancino alle motivazioni connesse all’omofobia e alla transfobia, cancellando altresì la parte in cui, oltre alla pena carceraria, prevista fino ad un anno e sei mesi, nei confronti di coloro che subivano condanna per discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere, veniva prevista anche l’aggiuntiva assegnazione ai servizi sociali o ai lavori di pubblica utilità non rimunerati a favore della collettività.

    Chi esprime un parere di dichiarata criticità rispetto alla “richiesta del centrodestra” che “cancella dall’agenda di governo e del Parlamento tutte le questioni eticamente sensibili” e “non ce la fa a confrontarsi con le domande di libertà e di diritti civili che salgono da ogni parte della società italiana” è il presidente di Sel, Nichi Vendola. Sempre dal fronte Sel piovono critiche anche sul nuovo impianto normativo. Quell’emendamento, spiega il capogruppo Sel in commissione, Daniele Farina “è un primo passo rispetto al ‘vuoto’ normativo che abbiamo in Italia ma è un passo indietro rispetto all’originario testo che avevamo discusso in commissione”. Sfavorevole al Pd è invece la posizione del Movimento Cinque Stelle: “Pur di non intralciare il governo delle larghe intese il Pd si tira indietro anche sulla legge contro l’omofobia su cui il M5S era disposto a collaborare per migliorare il testo”, conferma il capogruppo alla Camera M5S Riccardo Nuti. “Siamo arrivati al punto -prosegue il deputato grillino- che anche Scalfarotto rinuncia a difendere alcuni diritti pur di non intralciare il governo”. Soltanto il colloquio tra Angelino Alfano e Guglielmo Epifani sembra essere riuscito nell’intento di isolare i frenatori del Pdl e così scongiurare il vicolo cieco del rinvio. “Introduciamo il reato di discriminazione per gli omosessuali nell’articolo 1 della legge Mancino. È una norma necessaria e di buon senso. Poi vediamo sul resto”, precisa Epifani. Del resto, nemmeno il Pdl può sopportare una rottura così ‘rumorosa’ sui temi etici.

    Ddl sull'omofobia: nuovi scontri tra Pd-Pdl, leggi il testo integrale
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  4. #4
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    Predefinito Re: Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

    La legge sull’omofobia: una minaccia alla libertà di espressione


    (di Roberto de Mattei) Nei paesi dove è stato imposto, lo pseudo-matrimonio omosessuale è generalmente preceduto da due leggi che lo accompagnano: il riconoscimento dei diritti delle coppie gay e l’introduzione del reato di “omofobia”. Non manca, anche tra i cattolici, chi si illude che, concedendo queste leggi, sia possibile placare le rivendicazioni estreme ed evitare che si giunga al “male maggiore” del cosiddetto “matrimonio gay”. In realtà, quando si è concesso il male minore si è già concesso tutto, anche perché, nel caso della legge sull’omofobia, tra questa e lo pseudo-matrimonio gay non è facile stabilire quale sia il male peggiore.

    La legge contro l’omofobia, presentata per la prima volta nel 1999 dal presidente del Consiglio D’Alema, e poi riemersa senza successo sotto i governi Prodi e Berlusconi, sarà associata al nome di Enrico Letta e del suo governo delle “larghe intese”? Quel che è certo è che il disegno di legge contro l’omofobia e la transfobia, approvato dalla Commissione Giustizia della Camera e ora in discussione al Parlamento, rappresenta una grave minaccia all’ordine naturale cristiano e alla libertà di espressione, non solo dei cristiani, ma di tutti i cittadini italiani.

    L’idea di fondo è quella di punire chiunque si renda colpevole di “discriminazione” in base all’“orientamento sessuale”. I concetti di “discriminazione” e di “orientamento sessuale” sono privi però di valore giuridico e, soprattutto, di senso logico. Discriminare significa trattare una persona in modo meno favorevole di altra. Ma il principio di discriminazione regola i rapporti sociali. La discriminazione in sé infatti può essere una scelta buona o cattiva, a seconda delle categorie di riferimento: nella partecipazione a concorsi pubblici o privati, nella selezione per i corpi militari o per le competizioni sportive, come nella ammissione in un seminario cattolico, cambiano i criteri di scelta, ma una discriminazione è sempre presente. Perché non dovrebbe essere lecito, fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali della persona?

    Altrettanto equivoco è il concetto di “orientamento sessuale”, definito dalla legge come «l’attrazione nei confronti di una persona dello stesso sesso, di sesso opposto, o di entrambi i sessi». Questa definizione è talmente ampia e generica da giustificare qualsiasi scelta che nasca dal desiderio del singolo individuo. Lo stesso dicasi dell’ “identità di genere”, definita a sua volta dal testo di legge, come «la percezione che una persona ha di sé come appartenente al genere femminile o maschile, anche se opposto al proprio sesso biologico». Ma ciò che è più grave è che il legislatore pretende attribuire a questa libertà di orientamento sessuale la qualifica di “status” cioè di una situazione soggettiva portatrice di diritti in quanto tale, prescindendo da qualsiasi riferimento ad un quadro oggettivo di valori.

    Se si afferma il valore illimitato della libertà di scelta, negando una legge naturale e morale che ne costituisca il limite, cade con ciò il concetto di devianza e di trasgressione. Una volta negata la legge naturale e ammesso il principio della assoluta libertà di orientamento sessuale, la via alla pedofilia, all’incesto e a ogni altra manifestazione di vita sessuale, oggi considerata come devianza, è aperta. Ciò che oggi è anormale, sarà la normalità del domani. E viceversa, ciò che oggi appare normale, domani sarà condannato come anormalità. Tutto è permesso perché tutto nasce dalla libera scelta dell’uomo, che non può essere limitata da norme assolute esterne alla sua volontà. Le norme esterne alla volontà dell’uomo sono quelle che chiamiamo leggi morali. Il fondamento della morale è la distinzione tra l’idea di bene e di male da cui scaturiscono le norme che indicano il bene da seguire e il male da evitare. Se non esiste un ordine morale, non esistono crimini assolutamente parlando, perché la nozione di crimine ha una dimensione morale che viene dissolta dal relativismo assoluto fondato sul primato della assoluta libertà dell’uomo di esprimere e realizzare i propri desideri.

    Nelle leggi sull’omofobia, come quella in discussione in Italia, l’assoluto libertinismo viene inevitabilmente a coincidere con il massimo totalitarismo. In assenza di una morale e di un diritto oggettivo, la società si riduce infatti ad un luogo di conflitti, in cui i diritti del più debole vengono sacrificati all’egoismo del più forte. Non è necessariamente la forza di un individuo rispetto a un altro, come è il caso della madre e del bambino nell’aborto. Può essere la forza di gruppi organizzati, di poteri mediatici, di interessi finanziari. Gli omosessuali non sono cittadini inermi e indifesi di fronte alla legge come i bambini vittima dell’aborto, ma costituiscono un gruppo di potere: una lobby.

    Questa lobby oggi impone il delitto di omofobia, domani potrà imporre di eliminare il reato di pedofilia in nome del libero orientamento sessuale dell’individuo che voglia scegliere di appagare il proprio desiderio sessuale con un bambino. Dall’articolo 1 della legge contro l’omofobia si evince che il bene giuridico inventato e tutelato non è solo l’omosessualità, ma la libertà di scelta di sesso illimitato, quanto a forme e compartecipi. Perché escluderne i minori come possibile oggetto? Se il bambino non-nato può essere soppresso in nome delle esigenze di realizzazione psicologica della madre, perché il bambino vivente non potrebbe essere fatto oggetto del desiderio di appagamento sessuale di un adulto, o di un gruppo di adulti, che democraticamente lo stabiliscano a maggioranza? Il nucleo del totalitarismo non sta nell’idea di limite e neppure nell’uso della forza, ma in quell’uso disordinato della forza che diventa cieca violenza, perché svincolata da riferimenti morali. In una parola, la radice del totalitarismo è il disordine, la confusione tra il bene e il male, tra ciò che può o non può essere fatto. L’idea dell’esistenza di un ordine assoluto di valori costituisce, al contrario, un oggettivo limite all’ arbitrio e alla violenza totalitaria.

    Introducendo il reato di omofobia si sottrae alla famiglia la protezione di cui essa ha sempre goduto nel corso dei secoli e si trasferisce questa tutela giuridica agli omosessuali, riconosciuti come portatori di diritti in quanto tali. Per ottenere questo obiettivo è necessario un salto logico: il passaggio dai diritti umani ai diritti degli omosessuali. Gli omosessuali, come gli eterosessuali, essendo uomini, godono dei diritti di tutti gli uomini, ma non esistono, propriamente parlando, diritti degli omosessuali, come non esistono astratti diritti legati al sesso o all’età delle donne o degli uomini. Non esistono infatti diritti dove non esistono doveri. Esistono diritti delle madri, perché esistono innanzitutto i doveri delle madri (e dei padri), ma non esistono diritti delle donne, perché non esistono, né in astratto, né in concreto, doveri legati allo status femminile, e meno che mai a quello omosessuale. Gli unici diritti possibili si radicano sulla legge naturale e su istituzioni naturali come la famiglia.

    Un tempo vigeva un ordine familiare cristiano, in cui l’omosessualità era messa al bando come immorale. La nuova legislazione vuole capovolgere la situazione di un tempo, ponendo ciò che un tempo era considerato devianza, come nuovo modello sociale e isolando come crimine, e quindi come devianza e anormalità, l’affermazione dei principi cristiani. La possibilità di definire anormale o deviante l’omosessualità, è soppressa per legge, perché qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali, delle loro attività e del loro stile di vita, sarebbe considerata una forma di ingiusta discriminazione. Pochi se ne rendono conto ma, nel XXI secolo, è iniziata anche in Europa l’età delle persecuzioni contro i difensori dell’ordine naturale e cristiano. (Roberto de Mattei)

    La legge sull?omofobia: una minaccia alla libertà di espressione | Corrispondenza romana
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  5. #5
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    Predefinito Re: Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

    "con i voti di Pd, Pdl e Sel."

    pd=pdl

  6. #6
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Re: Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

    Chi gioisce del calo della presenza della Chiesa Cattolica nella società, non vedo perché dovrebbe lamentarsi di questa "evoluzione" dei diritti.
    Preferisco di no.

  7. #7
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    Predefinito Re: Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    "con i voti di Pd, Pdl e Sel."

    pd=pdl
    Il PDL è spaccato, in realtà. Comunque, è vergognoso.
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  8. #8
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    Predefinito Re: Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Chi gioisce del calo della presenza della Chiesa Cattolica nella società, non vedo perché dovrebbe lamentarsi di questa "evoluzione" dei diritti.
    A parte che te c'hai proprio la fissa, ma dico, non mi sembra che Alcuno abbia scomunicato nessuno.
    "L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell

  9. #9
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    Predefinito Re: Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

    Ci sarebbe voluto un Pontefice coraggioso.
    Non il coraggio falso di fare il megafono della Boldrini, ma il coraggio di scandalizzare la Boldrini.

  10. #10
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    Predefinito Re: Reato di omofobia, via libera al disegno di legge

    Citazione Originariamente Scritto da socialistaprussiano Visualizza Messaggio
    A parte che te c'hai proprio la fissa, ma dico, non mi sembra che Alcuno abbia scomunicato nessuno.
    beh oddio ai primi tempi in cui si iniziò a parlare di cose del genere una nota della CdF arrivò (ti parlo del 2003).
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