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  • 1 Post By Mitchell

Discussione: Liberi di scegliere

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    Predefinito Liberi di scegliere

    Istituto Bruno Leoni - Free to Choose

    FREE TO CHOOSE

    L’Istituto Bruno Leoni, insieme ad altre 92 organizzazioni in tutto il mondo, partecipa al Milton Friedman Legacy Day della Friedman Foundation for Educational Choice per celebrare il premio Nobel nella giorno del 101esimo anniversario della sua nascita.
    L’occasione si presenta favorevole per l’annuncio della nostra prossima iniziativa, la trasmissione dell’edizione italiana della serie “Free to Choose”, mandata in onda nel 1980 dalla PBS. Le dieci puntate, sottotitolate in italiano, verranno inserite sul nostro canale YouTube dal 2 settembre ogni lunedì fino a novembre quando pubblicheremo con IBL Libri l’omonima opera di Milton e Rose Friedman.


    Guarda il trailer







    Liberi di scegliere


    In questo libro, ormai un vero e proprio classico, il premio Nobel Milton Friedman e sua moglie Rose offrono buoni argomenti a favore dell’economia di mercato. Per i due Friedman, solo attraverso il libero mercato è infatti possibile tutelare i consumatori e i lavoratori, raggiungere elevati livelli d’istruzione, evitare l’inflazione e la disoccupazione, consentire ai cittadini di vivere in sicurezza. Pubblicato originariamente nel 1980, Liberi di scegliere evidenzia impietosamente come la perdita della libertà generi costi assai gravosi, dato che troppe leggi e regolamenti, una spesa pubblica fuori controllo e una tassazione predatoria impoveriscono la società nel suo insieme.

    In queste pagine Milton e Rose Friedman sviluppano pure una formidabile analisi delle potenzialità della cooperazione spontanea fra individui. Consentendo a chiunque di cooperare anche a grande distanza, il mercato rappresenta per giunta un argine alla formazione di qualsiasi concentrazione di potere politico.
    Come scrive Francesco Giavazzi nella prefazione a questa nuova edizione del libro, i due autori aiutano a riflettere su molte questioni: «L’analisi del perché gli interessi “concentrati” tendono ad averla sempre vinta è illuminante, anche se scoraggiante. (…) Il paragrafo sulla burocrazia sembra la descrizione di un ministero italiano. C’è quasi di che rallegrarsi, finché non si arriva al capitolo intitolato “Il vento sta cambiando”. È cambiato negli Stati Uniti, solo un anno dopo la pubblicazione di questo libro, con l’elezione alla presidenza di Ronald Reagan. E negli stessi anni in Gran Bretagna con Margaret Thatcher. In Italia (…) stiamo ancora aspettando il nostro Godot».



    Tre commenti all’opera di Milton e Rose Friedman







    Sosteneva Milton...


    Le grandi realizzazioni del capitalismo occidentale sono tornate principalmente a vantaggio della gente comune. Queste realizzazioni hanno messo a disposizione delle masse comodità e piaceri che prima d’allora erano stati prerogativa esclusiva dei ricchi e dei potenti.
    (Liberi di scegliere)


    Il punto di non-ritorno non è ancora stato raggiunto. Siamo ancora un popolo libero di scegliere tra la possibilità di continuare a correre giù per la china - che nel titolo del suo profondo e autorevole libro Friedrich Hayek ha chiamato «strada della schiavitù» - e la possibilità di porre vincoli più stretti allo stato, facendo maggiore assegnamento sulla cooperazione volontaria tra individui liberi per conseguire i nostri molteplici obiettivi.
    (Liberi di scegliere)


    Gli esempi storici, in realtà, ci autorizzano solo ad avanzare l’ipotesi che il capitalismo sia una condizione necessaria per la libertà politica.
    (Capitalismo e libertà)


    Negare che il fine giustifichi i mezzi significa affermare indirettamente che il fine in questione non è il fine ultimo e che il fine ultimo è in realtà l’uso dei mezzi appropriati.
    (Capitalismo e libertà)



    Più ampia è la gamma di attività interessate dal mercato, minore risulta il numero di questioni che necessitano di decisioni esplicitamente politiche e, di conseguenza, sulle quali è necessario giungere a un accordo vincolante per tutti.
    (Capitalismo e libertà)





    Chi era Milton Friedman

    Tratto da “Campioni di libertà”, IBL Libri

    Nato nel 1912 a Brooklyn all’interno di una famiglia di immigrati ebrei, Friedman frequenta la Rutgers University, dove consegue il suo B.A. all’età di vent’anni. Si afferma come studioso nel 1945 con Income from Independent Professional Practice, scritto insieme a Simon Kuznets. Nel 1957 pubblica uno dei suoi principali testi scientifici, A Theory of the Consumption Function, in cui confuta la visione keynesiana in base alla quale gli individui e le famiglie effettuano le proprie scelte di consumo in base al reddito corrente. Secondo Friedman i consumi delle persone sono una funzione del loro “reddito permanente”, un termine da lui introdotto per indicare come la propensione al consumo delle persone dipenda dal reddito goduto nel passato e dal reddito che ci si attende per l’avvenire.

    Con Capitalismo e libertà (1962), Friedman scrive quello che probabilmente è il libro divulgativo più importante in favore del libero mercato. Il “monetarismo” di Friedman giunge alla ribalta nel 1963, quando insieme ad Anna Schwartz pubblica la Storia monetaria degli Stati Uniti, 1867-1960, in cui si sostiene che la Grande depressione è il risultato di errate politiche monetarie della Federal Reserve. Tale opera ha avuto un impatto così dirompente che la stessa Federal Reserve ha ritenuto opportuno commissionare una controstoria del suo operato, nel tentativo di sminuire la Storia monetaria di Friedman e Schwartz.
    Nel 1976 Friedman viene insignito del Premio Nobel per l’economia per «i suoi successi nel campo delle analisi dei consumi, della storia e della teoria monetaria, e per la sua dimostrazione della complessità della politica di stabilizzazione».
    Dopo il ritiro dall’Università di Chicago “senior fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University. Friedman diffonde in tutto il mondo le sue idee grazie all’acclamata serie TV Liberi di scegliere (1980). Il libro, scaturito da quella serie televisiva e scritto insieme alla moglie Rose, nell’anno di uscita risulta essere il più venduto nel genere non-fiction. Pur non avendo mai ricoperto incarichi pubblici, Friedman è stato consigliere economico per i presidenti degli Stati Uniti Richard Nixon e Ronald Reagan ed è stato presidente della American Economic Association e della Mont Pelerin Society. Muore a san Francisco il 16 novembre 2006.


    Johan Norberg: Free to Choose 30 Years Later











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  2. #2
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    Predefinito Re: Liberi di scegliere

    Milton non è mai bastato per la creazione di un ideologia Liberale seriamente coerente. Un Utilitarista come tanti altri, a favore della libertà certo. Ma ci vuole ben altro. Non ci può essere Libertà senza un luogo esclusivo in cui coltivare la Libertà stessa, ovvero un luogo proprio, un territorio sovrano da costruire a nostra immagine e somiglianza, un luogo dove realizzare la nostra piccola utopia. La Proprietà Privata diventa quindi un bene imprescindibile, senza cui la nostra Libertà d'azione non può trovare compimento ideale, senza cui il nostro sogno, il nostro progetto, il nostro lavoro, non trova realizzazione. Senza il nostro luogo ideale, diventa difficile quindi trovare la nostra felicità in tutta libertà, senza far male a prossimo. Il prossimo, se gli va, può trovare la felicità in un latro luogo tutto suo.
    Freedman, purtropo, per quanto Liberale, non era un radicale della Libertà Individuale.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  3. #3
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