User Tag List

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 19
Like Tree3Likes

Discussione: L'Ungheria butta fuori il FMI

  1. #1
    paracadute zen
    Data Registrazione
    23 Feb 2011
    Messaggi
    10,543
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito L'Ungheria butta fuori il FMI

    Sovranità monetaria, statalizzazione “soft” della Banca Centrale, politiche agricole e prestiti alle imprese sono alla base della crescita magiara. Il governo catto-nazionalista di Budapest trascina il Paese fuori dalla crisi

    E’ stato oggetto dei più violenti attacchi da parte di tutta Europa. E’ stato chiamato dittatore, illiberale, fascista, razzista, anti-democratico. Avevano detto che le ricette per il suo Paese avrebbero portato l’Ungheria al disastro. Viktor Orban, però, non si è mai arreso. Negli ultimi tempi, il premier magiaro ha affrontato apertamente il Consiglio Europeo, rispondendo ad alcune delle tante accuse che gli erano state mosse. Poi, ha avviato i procedimenti per cacciare il Fondo Monetario Internazionale dal Paese. Una mossa che ha lasciato interdetti gli eurocrati, che già sghignazzavano all’idea di un’Ungheria che non sarebbe riuscita a colmare il suo debito nei confronti dell’Ue e del Fmi. Invece, a sorpresa, Budapest ha riconsegnato i 20 miliardi di euro, avuti nel 2008. Tre giorni fa, infatti, è stata pagata l’ultima rata da 2,5 miliardi. E lo ha fatto con un anno di anticipo. Il governatore della Banca Centrale Magiara, Gyorgy Matolcsy, aveva già annunciato questa mossa esattamente un mese fa. Ora, la presenza del Fmi “non è più utile all’economia ungherese” dichiara. Perciò può levare le tende. Una vittoria per il governo di centro-destra. Ma i buoni risultati ottenuti dal Fidesz non finiscono qui. Un altro successo consiste nell’abbassamento del tasso di disoccupazione. Già nel 2012, il livello dei senza lavoro era passato dal 10,9% al 10,3%. L’Italia si barcamena attorno al 12, mentre la media europea non riesce a scendere sotto l’11. Eppure, per qualche strana ragione, il governo guidato dal partito di centro-destra, Fidesz, di ispirazione cattolica e nazionalpopolare, è stato fortemente criticato dalla stampa per “l’alto tasso di disoccupazione” e per il grande numero dei “cervelli in fuga”. Sarà, forse, perché si è sempre rifiutato di seguire i diktat “salvifici” dell’Unione Europea. In ogni caso, non solo l’Ungheria ha ripagato il suo debito, ma si classifica anche tra i paesi fuori dalla zona recessione. Bisogna, poi, tenere presente che Matolcsy è uomo di Orban e quando è stato messo alla dirigenza della BCM tutti i media e le istituzioni dell’Ue hanno aperto un fuoco mediatico sul governo di Budapest, per via della nazionalizzazione della Banca Centrale.
    “La Repubblica”, quotidiano da sempre oppositore di Viktor Orban, proprio non ci sta e evidenzia come qualcuno susciti dubbi sulla provenienza del denaro restituito al Fmi. In effetti, sorge spontanea la domanda su come sia stata possibile questa crescita inaspettata. Le risposte sono molteplici. Si potrebbe dire che la “statalizzazione soft” della Banca Centrale Magiara abbia contribuito molto a quanto pare. Matolcsy, infatti, è uomo di Orban e quando è stato messo alla dirigenza della BCM tutti i media e le istituzioni dell’Ue hanno aperto un fuoco mediatico sul governo di Budapest. Senza parlare, poi, della sovranità monetaria (in Ungheria la moneta avente corso legale è il fiorino). Poi ci sono quelle mosse che vanno proprio controtendenza. Mentre l’Italia si prostra per ottenere investimenti esteri, Budapest ha fatto tutto il contrario. Ad esempio, ha impedito l’acquisto di terreni agricoli da parte degli stranieri, così da tenere lontani gli speculatori. In pratica, solo gli ungheresi adesso hanno diritto a coltivare la propria terra. Inoltre, il governo ha stanziato 80 milioni di euro in favore delle aziende agricole. Il che ha favorito l’export di frutta e ortaggi, che rappresenta circa la metà dell’intero settore delle esportazioni del Paese. Queste politiche, si presuppone che porteranno alla creazione di altri 100mila posti di lavoro. Ma l’agricoltura non è il solo punto forte dell’economia magiara. Anche la tassa sulle compagnie energetiche, la Robin Tax, si classifica come uno dei principali motivi della ripresa ungherese. In pratica, questa tassa ha permesso la ridistribuzione delle ricchezze fra i cittadini, favorendo anche i prestiti alle imprese. E come se non bastasse, Budapest ha stanziato altri 250 miliardi di fiorini alle banche, che però dovranno concedere a loro volta in prestito a tasso zero. E altrettanti miliardi sono poi stati depositati in un fondo che aiuterà le aziende ungheresi a convertire i loro debiti dalla valuta estera in fiorini. Insomma, nonostante le parole infuocate di Bruxelles contro Budapest, nonostante le “infallibili” ricette della troika, bisogna riconoscere che il nazionalismo, effettivamente, paga.
    E’ stato oggetto dei più violenti attacchi da parte di tutta Europa. E’ stato chiamato dittatore, illiberale, fascista, razzista, anti-democratico. Avevano detto che le ricette per il suo Paese avrebbero portato l’Ungheria al disastro. Viktor Orban, però, non si è mai arreso. Negli ultimi tempi, il premier magiaro ha affrontato apertamente il Consiglio Europeo, rispondendo ad alcune delle tante accuse che gli erano state mosse. Poi, ha avviato i procedimenti per cacciare il Fondo Monetario Internazionale dal Paese. Una mossa che ha lasciato interdetti gli eurocrati, che già sghignazzavano all’idea di un’Ungheria che non sarebbe riuscita a colmare il suo debito nei confronti dell’Ue e del Fmi. Invece, a sorpresa, Budapest ha riconsegnato i 20 miliardi di euro, avuti nel 2008. Tre giorni fa, infatti, è stata pagata l’ultima rata da 2,5 miliardi. E lo ha fatto con un anno di anticipo. Il governatore della Banca Centrale Magiara, Gyorgy Matolcsy, aveva già annunciato questa mossa esattamente un mese fa. Ora, la presenza del Fmi “non è più utile all’economia ungherese” dichiara. Perciò può levare le tende. Una vittoria per il governo di centro-destra. Ma i buoni risultati ottenuti dal Fidesz non finiscono qui. Un altro successo consiste nell’abbassamento del tasso di disoccupazione. Già nel 2012, il livello dei senza lavoro era passato dal 10,9% al 10,3%. L’Italia si barcamena attorno al 12, mentre la media europea non riesce a scendere sotto l’11. Eppure, per qualche strana ragione, il governo guidato dal partito di centro-destra, Fidesz, di ispirazione cattolica e nazionalpopolare, è stato fortemente criticato dalla stampa per “l’alto tasso di disoccupazione” e per il grande numero dei “cervelli in fuga”. Sarà, forse, perché si è sempre rifiutato di seguire i diktat “salvifici” dell’Unione Europea. In ogni caso, non solo l’Ungheria ha ripagato il suo debito, ma si classifica anche tra i paesi fuori dalla zona recessione. Bisogna, poi, tenere presente che Matolcsy è uomo di Orban e quando è stato messo alla dirigenza della BCM tutti i media e le istituzioni dell’Ue hanno aperto un fuoco mediatico sul governo di Budapest, per via della nazionalizzazione della Banca Centrale.
    “La Repubblica”, quotidiano da sempre oppositore di Viktor Orban, proprio non ci sta e evidenzia come qualcuno susciti dubbi sulla provenienza del denaro restituito al Fmi. In effetti, sorge spontanea la domanda su come sia stata possibile questa crescita inaspettata. Le risposte sono molteplici. Si potrebbe dire che la “statalizzazione soft” della Banca Centrale Magiara abbia contribuito molto a quanto pare. Matolcsy, infatti, è uomo di Orban e quando è stato messo alla dirigenza della BCM tutti i media e le istituzioni dell’Ue hanno aperto un fuoco mediatico sul governo di Budapest. Senza parlare, poi, della sovranità monetaria (in Ungheria la moneta avente corso legale è il fiorino). Poi ci sono quelle mosse che vanno proprio controtendenza. Mentre l’Italia si prostra per ottenere investimenti esteri, Budapest ha fatto tutto il contrario. Ad esempio, ha impedito l’acquisto di terreni agricoli da parte degli stranieri, così da tenere lontani gli speculatori. In pratica, solo gli ungheresi adesso hanno diritto a coltivare la propria terra. Inoltre, il governo ha stanziato 80 milioni di euro in favore delle aziende agricole. Il che ha favorito l’export di frutta e ortaggi, che rappresenta circa la metà dell’intero settore delle esportazioni del Paese. Queste politiche, si presuppone che porteranno alla creazione di altri 100mila posti di lavoro. Ma l’agricoltura non è il solo punto forte dell’economia magiara. Anche la tassa sulle compagnie energetiche, la Robin Tax, si classifica come uno dei principali motivi della ripresa ungherese. In pratica, questa tassa ha permesso la ridistribuzione delle ricchezze fra i cittadini, favorendo anche i prestiti alle imprese. E come se non bastasse, Budapest ha stanziato altri 250 miliardi di fiorini alle banche, che però dovranno concedere a loro volta in prestito a tasso zero. E altrettanti miliardi sono poi stati depositati in un fondo che aiuterà le aziende ungheresi a convertire i loro debiti dalla valuta estera in fiorini. Insomma, nonostante le parole infuocate di Bruxelles contro Budapest, nonostante le “infallibili” ricette della troika, bisogna riconoscere che il nazionalismo, effettivamente, paga.


    Federico Campoli

    L?Ungheria esce dalla recessione e caccia il Fmi - giornaleditalia

    Loro, con il fiorino, stanno abbassando la disoccupazione e non hanno più bisogno degli strozzini.
    Noi però con l'euro abbiamo la ripresa per il culo di Letta. Sò soddisfazioni.
    King Z. likes this.
    Trollhunter delle 2 Sicilie.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    SOCIALISTA ILLIBERALE
    Data Registrazione
    23 Nov 2011
    Località
    Ενότρια / Socialnazionalismo bolscevizzante
    Messaggi
    28,600
    Mentioned
    427 Post(s)
    Tagged
    118 Thread(s)

    Predefinito Re: L'Ungheria butta fuori il FMI

    Noi invece abbiamo Letta e il governo PD-PDL...ecco che tutto si spiega.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  3. #3
    Alleanza Ribelle
    Data Registrazione
    19 Oct 2012
    Località
    Shanghai, RPC
    Messaggi
    6,729
    Mentioned
    71 Post(s)
    Tagged
    12 Thread(s)

    Predefinito Re: L'Ungheria butta fuori il FMI

    Che uomo ragazzi, che tempra... Forse l'eroe europeo che tutti aspettavamo?
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
    ╾━╤デ╦︻

    革命无罪,造反有理

  4. #4
    Cancellato
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    34,331
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: L'Ungheria butta fuori il FMI

    Ci vorrebbe un Orban italiano e la ricetta salvifica è sintetizzabile in punti
    a)subito fuori dall'€,orecchie da mercante sui dikat eventuali
    b)ritiro dalle missioni di pece con conseguente risparmio di milioni di €
    c)uscita dalla NATO con rientro di miliardi di €
    d)nazionalizzazione delle banche,punto fondamentale.
    e)no a f35 e spese militari per guerre altrui,chi fa da se fa per tre.
    Dunque: risparmio,sovranità monetaria e indipendenza nazionale
    Ultima modifica di Nazionalistaeuropeo; 18-08-13 alle 19:52
    Heß likes this.

  5. #5
    Cancellato
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    34,331
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: L'Ungheria butta fuori il FMI

    Citazione Originariamente Scritto da Kroenen Visualizza Messaggio
    Sovranità monetaria, statalizzazione “soft” della Banca Centrale, politiche agricole e prestiti alle imprese sono alla base della crescita magiara. Il governo catto-nazionalista di Budapest trascina il Paese fuori dalla crisi

    E’ stato oggetto dei più violenti attacchi da parte di tutta Europa. E’ stato chiamato dittatore, illiberale, fascista, razzista, anti-democratico. Avevano detto che le ricette per il suo Paese avrebbero portato l’Ungheria al disastro. Viktor Orban, però, non si è mai arreso. Negli ultimi tempi, il premier magiaro ha affrontato apertamente il Consiglio Europeo, rispondendo ad alcune delle tante accuse che gli erano state mosse. Poi, ha avviato i procedimenti per cacciare il Fondo Monetario Internazionale dal Paese. Una mossa che ha lasciato interdetti gli eurocrati, che già sghignazzavano all’idea di un’Ungheria che non sarebbe riuscita a colmare il suo debito nei confronti dell’Ue e del Fmi. Invece, a sorpresa, Budapest ha riconsegnato i 20 miliardi di euro, avuti nel 2008. Tre giorni fa, infatti, è stata pagata l’ultima rata da 2,5 miliardi. E lo ha fatto con un anno di anticipo. Il governatore della Banca Centrale Magiara, Gyorgy Matolcsy, aveva già annunciato questa mossa esattamente un mese fa. Ora, la presenza del Fmi “non è più utile all’economia ungherese” dichiara. Perciò può levare le tende. Una vittoria per il governo di centro-destra. Ma i buoni risultati ottenuti dal Fidesz non finiscono qui. Un altro successo consiste nell’abbassamento del tasso di disoccupazione. Già nel 2012, il livello dei senza lavoro era passato dal 10,9% al 10,3%. L’Italia si barcamena attorno al 12, mentre la media europea non riesce a scendere sotto l’11. Eppure, per qualche strana ragione, il governo guidato dal partito di centro-destra, Fidesz, di ispirazione cattolica e nazionalpopolare, è stato fortemente criticato dalla stampa per “l’alto tasso di disoccupazione” e per il grande numero dei “cervelli in fuga”. Sarà, forse, perché si è sempre rifiutato di seguire i diktat “salvifici” dell’Unione Europea. In ogni caso, non solo l’Ungheria ha ripagato il suo debito, ma si classifica anche tra i paesi fuori dalla zona recessione. Bisogna, poi, tenere presente che Matolcsy è uomo di Orban e quando è stato messo alla dirigenza della BCM tutti i media e le istituzioni dell’Ue hanno aperto un fuoco mediatico sul governo di Budapest, per via della nazionalizzazione della Banca Centrale.
    “La Repubblica”, quotidiano da sempre oppositore di Viktor Orban, proprio non ci sta e evidenzia come qualcuno susciti dubbi sulla provenienza del denaro restituito al Fmi. In effetti, sorge spontanea la domanda su come sia stata possibile questa crescita inaspettata. Le risposte sono molteplici. Si potrebbe dire che la “statalizzazione soft” della Banca Centrale Magiara abbia contribuito molto a quanto pare. Matolcsy, infatti, è uomo di Orban e quando è stato messo alla dirigenza della BCM tutti i media e le istituzioni dell’Ue hanno aperto un fuoco mediatico sul governo di Budapest. Senza parlare, poi, della sovranità monetaria (in Ungheria la moneta avente corso legale è il fiorino). Poi ci sono quelle mosse che vanno proprio controtendenza. Mentre l’Italia si prostra per ottenere investimenti esteri, Budapest ha fatto tutto il contrario. Ad esempio, ha impedito l’acquisto di terreni agricoli da parte degli stranieri, così da tenere lontani gli speculatori. In pratica, solo gli ungheresi adesso hanno diritto a coltivare la propria terra. Inoltre, il governo ha stanziato 80 milioni di euro in favore delle aziende agricole. Il che ha favorito l’export di frutta e ortaggi, che rappresenta circa la metà dell’intero settore delle esportazioni del Paese. Queste politiche, si presuppone che porteranno alla creazione di altri 100mila posti di lavoro. Ma l’agricoltura non è il solo punto forte dell’economia magiara. Anche la tassa sulle compagnie energetiche, la Robin Tax, si classifica come uno dei principali motivi della ripresa ungherese. In pratica, questa tassa ha permesso la ridistribuzione delle ricchezze fra i cittadini, favorendo anche i prestiti alle imprese. E come se non bastasse, Budapest ha stanziato altri 250 miliardi di fiorini alle banche, che però dovranno concedere a loro volta in prestito a tasso zero. E altrettanti miliardi sono poi stati depositati in un fondo che aiuterà le aziende ungheresi a convertire i loro debiti dalla valuta estera in fiorini. Insomma, nonostante le parole infuocate di Bruxelles contro Budapest, nonostante le “infallibili” ricette della troika, bisogna riconoscere che il nazionalismo, effettivamente, paga.
    E’ stato oggetto dei più violenti attacchi da parte di tutta Europa. E’ stato chiamato dittatore, illiberale, fascista, razzista, anti-democratico. Avevano detto che le ricette per il suo Paese avrebbero portato l’Ungheria al disastro. Viktor Orban, però, non si è mai arreso. Negli ultimi tempi, il premier magiaro ha affrontato apertamente il Consiglio Europeo, rispondendo ad alcune delle tante accuse che gli erano state mosse. Poi, ha avviato i procedimenti per cacciare il Fondo Monetario Internazionale dal Paese. Una mossa che ha lasciato interdetti gli eurocrati, che già sghignazzavano all’idea di un’Ungheria che non sarebbe riuscita a colmare il suo debito nei confronti dell’Ue e del Fmi. Invece, a sorpresa, Budapest ha riconsegnato i 20 miliardi di euro, avuti nel 2008. Tre giorni fa, infatti, è stata pagata l’ultima rata da 2,5 miliardi. E lo ha fatto con un anno di anticipo. Il governatore della Banca Centrale Magiara, Gyorgy Matolcsy, aveva già annunciato questa mossa esattamente un mese fa. Ora, la presenza del Fmi “non è più utile all’economia ungherese” dichiara. Perciò può levare le tende. Una vittoria per il governo di centro-destra. Ma i buoni risultati ottenuti dal Fidesz non finiscono qui. Un altro successo consiste nell’abbassamento del tasso di disoccupazione. Già nel 2012, il livello dei senza lavoro era passato dal 10,9% al 10,3%. L’Italia si barcamena attorno al 12, mentre la media europea non riesce a scendere sotto l’11. Eppure, per qualche strana ragione, il governo guidato dal partito di centro-destra, Fidesz, di ispirazione cattolica e nazionalpopolare, è stato fortemente criticato dalla stampa per “l’alto tasso di disoccupazione” e per il grande numero dei “cervelli in fuga”. Sarà, forse, perché si è sempre rifiutato di seguire i diktat “salvifici” dell’Unione Europea. In ogni caso, non solo l’Ungheria ha ripagato il suo debito, ma si classifica anche tra i paesi fuori dalla zona recessione. Bisogna, poi, tenere presente che Matolcsy è uomo di Orban e quando è stato messo alla dirigenza della BCM tutti i media e le istituzioni dell’Ue hanno aperto un fuoco mediatico sul governo di Budapest, per via della nazionalizzazione della Banca Centrale.
    “La Repubblica”, quotidiano da sempre oppositore di Viktor Orban, proprio non ci sta e evidenzia come qualcuno susciti dubbi sulla provenienza del denaro restituito al Fmi. In effetti, sorge spontanea la domanda su come sia stata possibile questa crescita inaspettata. Le risposte sono molteplici. Si potrebbe dire che la “statalizzazione soft” della Banca Centrale Magiara abbia contribuito molto a quanto pare. Matolcsy, infatti, è uomo di Orban e quando è stato messo alla dirigenza della BCM tutti i media e le istituzioni dell’Ue hanno aperto un fuoco mediatico sul governo di Budapest. Senza parlare, poi, della sovranità monetaria (in Ungheria la moneta avente corso legale è il fiorino). Poi ci sono quelle mosse che vanno proprio controtendenza. Mentre l’Italia si prostra per ottenere investimenti esteri, Budapest ha fatto tutto il contrario. Ad esempio, ha impedito l’acquisto di terreni agricoli da parte degli stranieri, così da tenere lontani gli speculatori. In pratica, solo gli ungheresi adesso hanno diritto a coltivare la propria terra. Inoltre, il governo ha stanziato 80 milioni di euro in favore delle aziende agricole. Il che ha favorito l’export di frutta e ortaggi, che rappresenta circa la metà dell’intero settore delle esportazioni del Paese. Queste politiche, si presuppone che porteranno alla creazione di altri 100mila posti di lavoro. Ma l’agricoltura non è il solo punto forte dell’economia magiara. Anche la tassa sulle compagnie energetiche, la Robin Tax, si classifica come uno dei principali motivi della ripresa ungherese. In pratica, questa tassa ha permesso la ridistribuzione delle ricchezze fra i cittadini, favorendo anche i prestiti alle imprese. E come se non bastasse, Budapest ha stanziato altri 250 miliardi di fiorini alle banche, che però dovranno concedere a loro volta in prestito a tasso zero. E altrettanti miliardi sono poi stati depositati in un fondo che aiuterà le aziende ungheresi a convertire i loro debiti dalla valuta estera in fiorini. Insomma, nonostante le parole infuocate di Bruxelles contro Budapest, nonostante le “infallibili” ricette della troika, bisogna riconoscere che il nazionalismo, effettivamente, paga.


    Federico Campoli

    L?Ungheria esce dalla recessione e caccia il Fmi - giornaleditalia

    Loro, con il fiorino, stanno abbassando la disoccupazione e non hanno più bisogno degli strozzini.
    Noi però con l'euro abbiamo la ripresa per il culo di Letta. Sò soddisfazioni.
    Osi negare forse i bennefficci dell' €?

  6. #6
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    10,635
    Mentioned
    22 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: L'Ungheria butta fuori il FMI

    Quelli che in televisione ai vari talk show pseudo-giornalistici cianciano a 1000 di crescita, ripartenza dei consumi e al tempo stesso predicano l' ossequiosa obbedienza ai mercati e all' Europa cosa potranno dire? Via col negazionismo legale!
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  7. #7
    Cancellato
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    34,331
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: L'Ungheria butta fuori il FMI

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Quelli che in televisione ai vari talk show pseudo-giornalistici cianciano a 1000 di crescita, ripartenza dei consumi e al tempo stesso predicano l' ossequiosa obbedienza ai mercati e all' Europa cosa potranno dire? Via col negazionismo legale!
    La politica dell'austerritty..che ovviamente
    non contempla la missione in Afghanistan prolungata fino al 2017(!!!!!!!!!!!!)
    e lo spreco di 13 miliardi in F35 di dubbia utilità..

  8. #8
    Alleanza Ribelle
    Data Registrazione
    19 Oct 2012
    Località
    Shanghai, RPC
    Messaggi
    6,729
    Mentioned
    71 Post(s)
    Tagged
    12 Thread(s)

    Predefinito Re: L'Ungheria butta fuori il FMI

    Il bello è che non c'entra più di tanto l'orientamento politico. Alla fine Orban proviene da un partito conservatore, di tutto rispetto, ma conservatore.

    Contano, invece, buonsenso e amore per la propria Nazione e per il proprio lavoro.
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
    ╾━╤デ╦︻

    革命无罪,造反有理

  9. #9
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    10,635
    Mentioned
    22 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: L'Ungheria butta fuori il FMI

    Ungheria: il nazionalismo come antidoto, Andra Perrone
    di Andra Perrone - 18/08/2013

    Fonte: il ribelle



    Patria, difesa della cultura nazionale e della tradizione magiara dall’unilateralismo di stampo americano e dall’usura internazionale. Sono in sintesi i pilastri sui quali si fonda l’intervento tenuto il 26 luglio scorso in Romania dal premier ungherese Viktor Orban al cospetto dei suoi connazionali, nel corso della 24esima Balvanyos Hungarian Summer University a Baile Tusnad (Tusnádfürdő).

    Dinanzi a un folto gruppo di giovani connazionali il capo del governo magiaro non ha temuto di esaltare i valori supremi della nazione contro quelli del danaro e del mondo unipolare che punta a distruggere le differenze di natura culturale, etnica, politica e linguistica.

    Lo stesso premier ha ricordato che questo dominio unipolare era rappresentato fino alla Prima guerra mondiale dalla Gran Bretagna per poi incardinarsi, dopo l’epilogo di quel conflitto, sugli Stati Uniti.
    Un dominio raggiunto attraverso un passaggio di consegne che ha portato gli Usa a trasformarsi, con il loro ingresso in guerra contro la Germania guglielmina, il 6 aprile 1917, da debitore dell’Europa a creditore della stessa. Una strategia ben precisa, quella di Washington, nel decidere per l’intervento bellico nonostante la gran parte dell’opinione pubblica fosse assolutamente contraria.

    Fu il presidente americano dell’epoca, Thomas Woodrow Wilson, coadiuvato da banchieri e società connesse come la J.P. Morgan & Co. a favorire l’entrata in campo statunitense a fianco degli Alleati per combattere l’Intesa, e soprattutto quella Germania imperiale di Guglielmo II che insidiava l’egemonia inglese e americana sul mare e sul suolo del Vecchio Continente. Gli attacchi tedeschi contro gli Usa ebbero il loro primo episodio di grandissima risonanza con l’affondamento, il 7 maggio 1915, della nave passeggeri Lusitania, di produzione statunitense, che nascondeva nella stiva armi e munizioni inviate in gran segreto al Regno Unito, come era già avvenuto in precedenza con altre imbarcazioni e scafi provenienti dagli Usa. Per tutta risposta Berlino diede ordine ai suoi U-boot per tutto il conflitto di eliminare qualsiasi nave che raggiungesse la Manica in direzione della Gran Bretagna proveniente dal mondo americano.

    Negli anni Trenta la Commissione statunitense guidata dal senatore repubblicano del Nord Dakota, Gerald Nye, venne incaricata di ricostruire gli avvenimenti che portarono all’entrata in guerra degli Usa, ed evidenziò il ruolo dei fabbricanti di esplosivi e dei banchieri che erano esposti nei confronti della Gran Bretagna per 2,5 miliardi di dollari.

    Ma torniamo alla realtà contemporanea, riprendendo a narrare l’interessante e coraggioso discorso del premier magiaro diretto a condannare lo sfruttamento dei popoli e la distruzione della loro sovranità nazionale, economica e alimentare. L’attuale unipolarismo di marca statunitense – ha proseguito infatti il primo ministro di Budapest – mira a stravolgere ogni aspetto dell’umana realtà favorendo la diffusione di Organismi geneticamente modificati (Ogm) attraverso le multinazionali come la Monsanto. Per questo la battaglia del governo ungherese contro gli Ogm e il divieto assoluto che vengano importati è una lotta legittima contro i danni provocati alla salute dei compatrioti da parte di tecnocrati e multinazionali d’Oltreoceano senza scrupoli.

    Ma Orban non si è fermato qui e nel suo intervento ha condannato il piano del mondo unipolare tutto proteso a distruggere non solo le nazioni e le rispettive Costituzioni, ma il principio stesso che anima la famiglia, che rappresenta nel contesto nazionale la componente essenziale e imprescindibile senza la quale non potrebbe esistere l’idea stessa di patria, la continuità della stirpe e quindi la tradizione magiara. Il progetto di sudditanza delle nazioni viene imposto dall’unipolarismo di stampo americano, dai Signori del danaro, dalle lobby della finanza internazionale, dai tecnocrati e da tutti quei poteri forti nemici della sovranità nazionale, avvalendosi di strategie e tecnologie che mirano a modificare radicalmente le leggi della natura e della stessa società in nome di un presunto “progresso” che rappresenta invece un’involuzione completa dell’essere umano e della realtà fenomenica, di cui la natura è una componente imprescindibile.

    L’azione dell’usura internazionale allo stesso tempo si estrinseca creando ulteriori debiti attraverso prestiti particolarmente onerosi, che finiscono per convogliare le nazioni in un circolo vizioso da cui non escono se non con un’economia devastata dalla recessione e da una povertà endemica diffusa in quasi tutte le classi sociali.

    Parlando delle comunità ungheresi, il primo ministro ha detto che «allo stato attuale delle cose» la coesione tra loro «non può essere promossa su base territoriale, ma attraverso i legami di cittadinanza». In sostanza, attraverso il principio della nazione e di una comunità di destino di cui tutti gli appartenenti a una tradizione nazionale si sentono parte. Ma Orban ha avuto il coraggio di condannare anche gli attacchi dei banksters nazionali ed internazionali: dalla Banca centrale magiara – in passato diretta da un avversario dello stesso premier – e dalle banche straniere coadiuvate dai tecnocrati europei e dagli addetti del Fondo monetario internazionale, insieme ai colossi delle telecomunicazioni, che sperano di sottomettere l’Ungheria ai voleri delle lobby economico-finanziarie per lucrare su giovani e famiglie, portando il Paese al crack. Il primo ministro ha voluto ricordare di aver incaricato il ministro dell'Economia nazionale di ripagare il prestito negoziato dall’Ungheria nel 2008 con il Fmi, la potentissima istituzione mondialista con sede a Washington, entro la metà di agosto. In più, ha sottolineato che i fondi necessari sono disponibili poiché i magiari hanno lavorato duramente per accumulare quel danaro nel corso degli ultimi tre anni.

    Per quanto riguarda il blocco dei Ventotto, Orban ha puntato il dito contro le istituzioni guidate dagli eurocrati, per come rispondono alle sfide che riguardano la comunità degli Stati europei, esprimendo la convinzione che le risposte a questi problemi debbano essere concepite prima di tutto e assolutamente nel proprio ambito nazionale, per poi tradursi in accordi a livello generale.

    Un modo cortese e indiretto per esprimere la sua contrarietà a qualsiasi soluzione all’interno dell’Ue imposta dai tecnocrati europei, priva di una visione che sia rispettosa delle tradizioni dei singoli Stati membri e delle Costituzioni come quella magiara, più volte attaccata dai Soloni europei per la sua impostazione legata alla difesa del principio della nazione e della famiglia. Una visione in netto contrasto con le scelte dei tecnocrati Ue che si stanno adoperando per creare un Superstato europeo, totalmente prono agli interessi dei Signori del danaro e dell’unilateralismo dei gendarmi d’Oltreoceano.

    Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it
    Ultima modifica di Avanguardia; 19-08-13 alle 22:12
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  10. #10
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    10,635
    Mentioned
    22 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: L'Ungheria butta fuori il FMI

    Citazione Originariamente Scritto da RibelleInEsilio Visualizza Messaggio
    Il bello è che non c'entra più di tanto l'orientamento politico. Alla fine Orban proviene da un partito conservatore, di tutto rispetto, ma conservatore.

    Contano, invece, buonsenso e amore per la propria Nazione e per il proprio lavoro.
    Esattamente. Il cuore è la cosa principale.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 03-09-19, 02:03
  2. Zaia butta fuori Trenitalia dal Veneto
    Di murphy nel forum Lega
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 01-01-14, 18:50
  3. La Lega butta fuori Bossi
    Di Andrea Ferrari nel forum Lega
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-06-13, 16:12
  4. E se la Ue ci butta fuori?
    Di novis nel forum Padania!
    Risposte: 46
    Ultimo Messaggio: 11-07-07, 14:02
  5. La Tai si butta sui charter
    Di asfme nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 21-02-05, 11:18

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226