Il Vangelo di Filippo

Da un ebreo viene un ebreo, ed è detto proselito, ma da un proselito non viene un proselito.

Certuni esistono e da essi vengono altri uguali a se stessi, mentre altri hanno solo l’esistenza. Lo schiavo aspira soltanto ad essere libero, non cerca i beni del suo padrone. Il figlio non è soltanto un figlio, ma aspira all’eredità del padre.

Quelli che ereditano dai morti sono essi stessi morti ed ereditano ciò che è morto. Quelli che ereditano da colui che è vivo sono essi stessi vivi e sono eredi di ciò che è vivo e di ciò che è morto. Quelli che sono morti non ereditano nulla: come può ereditare un morto? Se colui che è morto eredita ciò che è vivo non morirà; colui che è morto vivrà ancora più a lungo.

Un pagano non muore: colui che non ha mai vissuto non può morire. Colui che ha creduto alla verità ha trovato la vita: costui corre il pericolo di morire, poiché egli vive.

Dopo che è venuto il Cristo, il mondo è creato, le città sono ornate, il morto allontanato.

Quando eravamo ebrei eravamo orfani; avevamo soltanto la madre; ma allorché siamo divenuti cristiani abbiamo avuto padre e madre.

Quelli che seminano d’inverno raccolgono d’estate: l’inverno è il mondo, l’estate è l’altro eone.

Seminiamo in questo mondo, per poter raccogliere nell’estate. Perciò conviene che non preghiamo durante l’inverno: dopo l’inverno vi è l’estate.

Colui che raccoglierà d’inverno in realtà non raccoglierà, ma soltanto strapperà: in questo genere di cose non vi è altro modo di ottenere il raccolto.

Non soltanto adesso non porterà alcun frutto, non soltanto non uscirà, ma anche nel sabato il suo campo sarà infruttuoso.

Il Cristo è venuto per liberare alcuni, per riscattare altri, per salvare gli altri. Ha liberato coloro che erano stranieri, e li ha fatti propri. Ha separato i suoi e li ha costituiti come pegno nella sua volontà.

Non soltanto allorché si manifestò egli depose - quando volle - la sua anima, ma depose la sua anima fin da quando il mondo esiste. Quando volle, venne anzitutto a liberarla poiché era trattenuta in ostaggio. Si trovava in mano ai briganti, era tenuta prigioniera, ma egli la riscattò e, nel mondo, ha redento i buoni e i cattivi.

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Luce e tenebre, vita e morte, destra e sinistra, sono tra loro fratelli. Non è possibile separarli.

Perciò né i buoni sono buoni, né i cattivi sono cattivi, né la vita è vita, né la morte è morte. Per questo ognuno si dissolverà nel suo stato originale. Ma coloro che sono al dì sopra dei mondo, sono indissolvibili ed eterni.

I nomi dati alle cose terrestri racchiudono una grande illusione: infatti, distolgono il cuore da ciò che è consistente per volgerlo a ciò che non è consistente. Così, chi ode "Dio "non afferra ciò che è consistente, ma afferra ciò che non è consistente. Allo stesso modo è con "il Padre", "il Figlio" e "lo Spirito Santo", con "la vita" e "la luce " e " la risurrezione", con "la Chiesa" e con tutte le altre cose, non si afferra ciò che è consistente ma ciò che non è consistente, a meno che, si sia arrivati a conoscere ciò che è consistente.

I nomi che si odono, sono nel mondo per indurre in inganno; se fossero nell’eone non sarebbero mai stati usati come nomi nel mondo, né sarebbero stati posti tra le cose terrestri. Essi hanno fine nell’eone.

Solo uno è il nome non pronunciato nel mondo: il nome dato dal Padre al Figlio, il nome al di sopra di ogni cosa, il nome del Padre. Infatti, il Figlio non sarebbe diventato Padre se non si fosse rivestito del nome del Padre. Quelli che hanno questo nome lo conoscono, ma non lo pronunciano. Quelli, invece, che non lo hanno, non lo conoscono.

Ma la verità addusse nel mondo dei nomi, poiché è impossibile insegnarla senza nomi. La verità è una unità, ma è anche molteplicità per noi, affinché impariamo tale unità attraverso la molteplicità.

Gli arconti vollero ingannare l’uomo, a motivo della sua parentela con quelli che sono veramente buoni. Presero il nome di coloro che sono buoni e lo attribuirono a coloro che non sono buoni, per poterlo ingannare mediante i nomi e poterlo vincolare a quanti non sono buoni. In seguito, se essi Fanno loro un favore, (gli arconti) li allontanano da quelli che non sono buoni e li collocano tra i buoni, che essi conoscono. Essi, infatti, vogliono eliminare chi è libero e farne un loro schiavo per sempre.

Vi sono forze che lottano contro l’uomo perché non vogliono che egli sia salvato, si che esse possano...; poiché se l’uomo è salvato non avranno più luogo i sacrifici.., e non saranno più offerti animali alle forze. Coloro che... animali sono coloro che li offrono a quelle. Essi, invero, li offrivano viventi, ma dopo averli offerti morivano. L’uomo, invece, fu offerto morto a Dio, ma egli visse.

Prima della venuta di Cristo, nel mondo non c’era pane. Come nel paradiso - il luogo dove era Adamo - vi erano molte piante per il cibo degli animali, ma non vi era il frumento per il cibo dell’uomo; l’uomo si cibava come gli animali. Ma quando venne Cristo, l’uomo perfetto, portò il pane dal cielo, affinché l’uomo si cibasse con il cibo dell’uomo.

3

Gli arconti pensavano che quanto facevano, fosse dovuto alla loro potenza e alla loro volontà; ma era lo Spirito che, per mezzo loro, operava segretamente ogni cosa secondo il suo desiderio.

La verità esiste fin dall’inizio ed è seminata ovunque: molti vedono che è seminata, ma pochi sono coloro che la vedono raccolta.

C’è chi dice: "Maria ha concepito per opera dello Spirito Santo". Sbagliano. Non sanno quello che affermano. Quando mai una donna ha concepito per opera di una donna? Maria è la vergine che non fu mai contaminata da alcuna forza. Essa è una grande maledizione per gli ebrei, cioè per gli apostoli e per gli apostolici. Questa vergine non contaminata da alcuna forza... le forze hanno contaminato se stesse. E il Signore non avrebbe detto: "Il Padre mio che è nei cieli" se non avesse avuto un altro padre. Egli avrebbe detto semplicemente: "Mio Padre".

Il Signore disse ai discepoli: "Portate fuori da ogni casa. Portate dentro la casa del Padre. Ma non rubate, non prendete nulla nella casa del Padre, "Gesù" è un nome nascosto. "Cristo" è un nome manifesto. Per questo "Gesù" non si trova in nessuna lingua, ma il suo nome è Gesù, come viene pronunciato. Il suo nome è anche " Cristo ": in siriaco è Messia, in greco, invece, è Cristo. Ovunque, tutti gli altri l’hanno secondo la loro lingua.

"Il Nazareno" è colui che rivela ciò che è nascosto. Il Cristo ha in se stesso ogni cosa: sia l’uomo, sia l’angelo, sia il mistero, e il Padre.

Coloro che affermano: "Il Signore è morto e (poi) è risuscitato", sbagliano. Egli, infatti, prima risorse e (poi) morì. Chi non ottiene prima la risurrezione, costui morirà. Poiché Dio vive, costui sarà (già) morto.

Nessuno nasconde in un vaso grande un oggetto grande e prezioso, ma spesso valori incalcolabili sono posti in un vaso di poco conto. Così è dell’anima: è una cosa preziosa posta in un corpo spregevole.


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