



io non li ho mica sentiti.... potresti ripetermi cosa ti avrebbero detto questi "fatti"???
sai cosa mi ricordi con questa tiritera dei "fatti che parlano da soli"???
All'Holocaust Memorial Museum di Washington c'è la migliore testimonianza che esista circa l'esistenza delle magiche camere a gas omicide..... sopra ad un mucchio di scarpe più o meno scalcagnate o riciclate, sta scritto a caratteri cubitali: "noi siamo gli ultimi testimoni".... le scarpe parlano!!! come i tuoi fatti!!!
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....in questo grande museo ti troveresti a tuo agio, non c'è esposto alcun "fatto".... nulla di nulla... ma di "fatti" ne sentirai parlare tantissimi...................... esattamente quelli che piacciono a te.
..........................a 'mbriacoooooo
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When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


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«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij








cerco di spiegartelo.... e ti sarei oltremodo grato se confuterai le mie affermazioni, non ho la verità in tasca e sono sempre disposto ad imparare.
Uno stato belligerante (soprattutto se si definisce "democratico") deve rispettare i diritti umani dei membri della parte avversa, sia civili che militari, sostanzialmente per due ragioni:
1 - La prima ragione consiste nel semplice fatto che essi sono titolari di tali diritti in base al diritto dei Popoli.
2 - L'altra ragione è che il contenuto di tali diritti va insegnato ai soldati e ai civili nemici tramite l'esempio del proprio comportamento.
Quanto ai diritti umani in caso di guerra, lo status dei civili è interpretato in modo restrittivo... mi spiego: essi non possono essere mai attaccati direttamente salvo che in circostanze di crisi estrema (non è il caso dei bombardamenti sull'Italia, sulla Germania o sul Giappone sul finire della guerra).
Le norme dello "jus in bello" segnano limiti che determinano l'azione giusta.... persino molti esponenti delle alte sfere dell'amministrazione americana hanno riconosciuto che i bombardamenti sui civili erano una scelta discutibile e che si stavano oltrepassando dei limiti, ma sotto la pressione estenuante della guerra, questa sorta di dubbi morali non riuscì ad emergere in modo appropriato.
Con il prosieguo del conflitto... pesanti bombardamenti incendiari contro la popolazione civile delle capitali nemiche... Berlino, Dresda e Tokyo (Roma è stata risparmiata perchè c'era il papa, ma hanno comunque trovato altri bersagli)... e di altre città furono sempre più accettati da parte degli alleati... sebbene Roosevelt, dopo lo scoppio della guerra, avesse esortato entrambe le parti a non macchiarsi di una barbarie inumana come i bombardamenti contro i civili... nel 1945 (tanto per fare un esempio) i leader alleati davano ormai per scontato che il Presidente americano avrebbe usato la bomba atomica che fu una sintesi di tutto quanto era accaduto prima.
Il bombardamento delle città nemiche (milioni di tonnellate di bombe sganciate) e le bombe atomiche sono stati gravi torti che i doveri che derivano dal senso dello Stato impongono ai leader politici di evitare.... i bombardamenti sono stati crimini che non andavano commessi, sul piano etico e morale prima che su quello politico.... e la mancanza di qualsiasi senso umano da parte dei governanti "alleati" è dimostrato dal fatto che non c'è stato nessun tentativo di intavolare una trattativa prima di sganciare bombe atomiche o incendiarie (anche a scoppio ritardato, per ammazzare quei disgraziati che uscivano in strada dai rifugi antiaerei - sistema messo a punto dal macellaio inglese Sir "bomber" Harris) sulla popolazione civile... sarebbe stato moralmente necessario attuare coscienziosamente un simile tentativo... soprattutto da parte di uno stato "democratico".... o almeno sedicente tale.
Esiste un diritto bellico che prevede la punizione per azioni che esulano dalla guerra in se e che prevede un comportamento che si deve tenere in guerra.
Difficile mantenere un tale comportamento per un soldato (te lo dico per esperienza diretta visto che - in passato - sono stato impiegato in differenti scenari operativi decisamente "caldi")... più facile per un uomo di stato, lo statista decide i bombardamenti sulla popolazione civile, il militare esegue o può rifiutarsi.... ma è comunque lo statista che autorizza certe soluzioni e non lo fa quasi mai in condizioni estreme, di solito è seduto ad una scrivania e può valutare con calma le possibili implicazioni.
I pesanti bombardamenti sulla popolazione civile sono una violazione del diritto bellico, l'attacco sulla popolazione civile convenzionalmente non è accettabile.... ecco perchè Truman & Co. non avrebbero dovuto ORDINARE tali nefandezze.
............e guarda che bella festicciola.... la bomba atomica con il suo carico di morte diventa persino una torta e un motivo di festeggiamento.
When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)

