Lo conoscete? E se sì, che opinione vi siete fatti?












Claudio Naranjo, nato a Valparaiso in Cile nel 1932, ha studiato medicina, musica e filosofia. Si è specializzato presso la Clinica Psichiatrica diretta da Ignacio Matte Blanco; ha insegnato psicologia dell’arte nell’Università Cattolica e Psichiatria Sociale all’Università del Cile e ha diretto il Centro Studi in Antropologia
Medica. Negli anni ‘60 ha dato un notevole contributo alla ricerca sulle sostanze psichedeliche. E’ stato uno dei successori di Fritz Perls all’Esalen Institute in California, affermandosi come figura di spicco della nuova psicologia. Il suo percorso si caratterizza per l’approfondimento delle tradizioni “psicoiniziatiche” e dei movimenti contemporanei della “nuova coscienza”, nella ricerca di una sintesi intellettuale e di metodi terapeutici integrati. Lungo questa via ha affiancato ai suoi studi di psicologia clinica e Gestalt la frequentazione di maestri come Idries Shah e Tarthang Tulku. Ha insegnato Religioni comparate al California Institute of Asian Studies, Psicologia Umanistica all’Università di California in Santa Cruz e meditazione al Nyingma Institute a Berkley, California. Ha collaborato con Raymond B. Cattell, uno tra i più noti costruttori di test psicologici. Ha fondato il SAT Institute, una scuola integrativa psico-spirituale. E’ considerato uno dei pionieri del Human Potential Movement e un massimo esponente dell’integrazione tra psicoterapia e le tradizioni spirituali. Attualmente il suo impegno maggiore è nel campo della psicologia transpersonale e dell’educazione in vari paesi del Sud-America e dell’Europa.


(Fonte)


Dal sito del SAT (Italia):






Il SAT è un programma di formazione olistica per lo sviluppo personale e professionale, un percorso di crescita e di autoconoscenza, ideato da Claudio Naranjo negli anni ’70 e da lui stesso coordinato in diversi paesi europei e latinoamericani. Si articola in cinque moduli annuali residenziali di durata variabile (da 6 a 10 giorni), che in Italia si svolgono in autunno nel borgo umbro di Titignano, tra Orvieto e Todi.


SAT è l’acronimo di Seekers After Truth (cercatori di verita). Ma il termine "sat" significa anche, in sanscrito, verità e essere, ed è un simbolo fonetico che richiama la visione trinitaria del filosofo Totila Albert, fondata sull’armonia delle tre dimensioni interiori dell’essere umano (padre, madre, figlio) riflesso di principi cosmici, e i tre centri - intellettivo, emozionale e istintuale - teorizzati da Gurdjieff.


Il SAT è un processo psico-spirituale che abbraccia sia l’aspetto contemplativo, sia quello esistenziale. Ne fanno parte integrante, come strumenti di indagine della coscienza, la pratica della meditazione, l’attenzione al presente, la quiete interiore, e la contemplazione. È un percorso di autoconoscenza per emanciparsi dai condizionamenti della personalità e disidentificarsi dall'ego. Può essere considerata una "scuola di amore” per la formazione di persone che operano per il cambiamento, capaci di aiutare se stessi e gli altri in un modo personale e creativo, un luogo dove si apprende ad essere più umani e più veri.


Un aspetto rilevante del processo è la liberazione della spontaneità e dell'autenticità per favorire l'emergere di una coscienza sottile.


“Ho concepito il programma SAT principalmente perché le persone possano apprendere a lavorare su se stesse in un contesto di aiuto reciproco. E’ possibile conoscere se stessi, prendersi cura di sé e crescere in modi molto diversi - attraverso l’amore empatico, la devozione, l’attenzione, l’autenticità, la libertà, la pace e il non attaccamento. In tutte le dimensioni della crescita è rilevante il contesto di mutuo aiuto, poiché è aiutando l’altro che si aiuta sé stessi”.


Claudio Naranjo


Il processo prevede un ricco repertorio di pratiche, a partire dal lavoro di ricerca sul proprio carattere secondo la teoria dell’Enneagramma, insieme a un viaggio interiore nei sentimenti, ricordi e relazioni lungo lo sviluppo della propria esistenza. Altri aspetti del programma sono il teatro terapeutico, il movimento spontaneo, la consapevolezza sensoriale e l’attenzione a se stessi. Un cammino verso la liberazione dagli automatismi e l’umanizzazione dell’individuo e delle relazioni.


Il programma SAT ha avuto successo in molte parti del mondo, e la sua influenza sulle comunità dei terapeuti Gestalt spagnoli, italiani e sudamericani è stata considerevole. Fin dall'inizio dei programmi SAT hanno fatto parte dello staff per la supervisione terapeutica alcuni dei più famosi terapeuti Gestalt del mondo.