L'Australia dice stop ai barconi di immigrati | Fanpage
di Massimo Palmisciano
24 luglio 2013
20:02
L'Australia dice stop ai barconi di immigrati
Le nuove misure varate del governo laburista australiano impediranno l'ingresso nel Paese per tutti coloro che cercheranno di entrare illegalmente via mare. I barconi verranno dirottati verso la Papua Nuova Guinea e l'asilo per i rifugiati verrà garantito solo per coloro che faranno richiesta attraverso i canali ufficiali.
Annunci Google
Permesso di Soggiorno
Sei Straniero? Serve il Permesso? Scopri come Ottenerlo!
PagineBianche.it/PermessoSoggiorno
Il 19 luglio il primo ministro australiano Kevin Rudd ha annunciato un inaspettato cambio di direzione nella normativa per i rifugiati che cercano asilo nel Paese. D’ora in avanti, chiunque cercherà di entrare in Australia con i tristemente noti ‘viaggi della speranza’ via mare verrà dirottato verso la Papua Nuova Guinea. Una volta lì, a chi verrà riconosciuto lo status di rifugiato sarà concesso di stabilirsi nel Paese, ma non in Australia.
Il laburista Kevin Rudd ha giustificato la misura sostenendo che «gli australiani ne hanno avuto abbastanza di tutte le morti di immigrati in cerca di asilo avvenute nelle acque a nord e nord-ovest del Paese». L’Australia è sempre stata meta dei viaggi della speranza provenienti soprattutto dal sud-est asiatico: tra il 2009 e il 2012, secondo le stime del parlamento, oltre 320 imbarcazioni sono approdate lungo le coste settentrionali australiane per un totale di oltre 18000 persone, di cui più di mille sono morte durante l’attraversamento. Chi ce l’ha fatta è stato rinchiuso nei centri di Nauru e Manus in attesa che lo status di rifugiato venisse concesso o meno.
![]()
Questo sistema verrà quindi totalmente stravolto. Grazie all’accordo tra Kevin Rudd e Peter O’Neill, primo ministro della Papua Nuova Guinea, il governo australiano si impegnerà finanziariamente nella costruzione di ospedali, infrastrutture e università per permettere al Paese di accogliere i rifugiati. I dollari australiani saranno fondamentali per la Papua Nuova Guinea visto che i suoi dati economici e sociali non brillano affatto nelle classifiche mondiali (141esimo per Pil pro capite, 153esimo per l’Indice di sviluppo umano).
Le uniche richieste di asilo che il governo australiano prenderà in considerazione saranno quelle effettuate tramite i canali ufficiali di immigrazione e i ‘posti’ per questa tipologia di richieste verranno aumentati per scoraggiare ulteriormente l’entrata illegale nel Paese. Se infatti fino a pochi anni fa il limite per i visti da rifugiato era di 13mila all’anno, ora è di 20mila e nei prossimi anni è previsto un aumento fino a 27mila.
Diverse proteste si sono tenute in molte città australiane per contestare le nuove misure decise da Rudd. In particolare, il primo ministro viene accusato di voler scaricare i problemi dell’immigrazione su un altro Paese, che non viene ritenuto adeguato economicamente e socialmente per accogliere un tale numero di rifugiati. Christine Milne, senatrice del partito ambientalista Australian Greens, ha dichiarato che «l’accordo firmato dal primo ministro è spietato e ripugnante», mentre il leader dei liberali, ora all’opposizione, Tony Abbott, ha accolto il piano positivamente ma si è dichiarato convinto che «sotto la guida di Rudd non funzionerà».





Rispondi Citando

