LA SENTENZA COMPLETA
Il premier: porcellum guaio per il Paese. Legge elettorale priorità per l'autunno Scontro sulla decadenza del Cavaliere, Alfano: il Pd valuti le carte. La procura di Napoli: nessuna misura cautelare nei cassettiROMA - Silvio Berlusconi fu «ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo». Lo scrive la Cassazione nella motivazioni della sentenza Mediaset, confermando le impostazioni dei giudici di merito. La sentenza, che riesamina tutti i motivi di ricorso presentati dai legali e le motivazioni dei pronunciamenti dei giudici di primo e secondo grado, si compone di 208 pagine.
IL TESTO COMPLETO DELLA SENTENZA DI CONDANNA DI BERLUSCONI
Berlusconi, «conoscendo perfettamente il meccanismo, ha lasciato che tutto proseguisse inalterato - si legge nella sentenza - mantenendo nelle posizione strategiche i soggetti dal lui scelti e che continuavano a occuparsi della gestione in modo da consentire la perdurante lievitazione dei costi di Mediaset a fini di evasione fiscale».
«Inverosimile la truffa ai danni del Cavaliere». C'è «l'assoluta inverosimiglianza dell'ipotesi alternativa che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ordita per anni ai danni di Berlusconi - scrive la Cassazione - da parte dei personaggi da lui scelti e mantenuti nel corso degli anni in posizioni strategiche».
«Berlusconi responsabile anche dopo le dimissioni dalle cariche». I personaggi chiave della vicenda Mediaset sono stati «mantenuti sostanzialmente nelle posizioni cruciali anche dopo la dismissione delle cariche sociali da parte di Berlusconi e in continuativo contatto diretto con lui». Per cui «la mancanza in capo a Berlusconi di poteri gestori e di posizione di garanzia nella società non è dato ostativo al riconoscimento della sua responsabilità».
I giudici della Suprema Corte, che fanno proprie le conclusioni relative a un'imponente evasione fiscale a cui pervengono i giudici di merito, sottolineano anche come questi ultimi «attraverso l'analisi del cosiddetto "giro dei diritti" ne hanno individuato le caratteristiche di meccanismo riservato direttamente promanante in origine da Berlusconi e avente, sin dal principio, valenza strategia per l'intero apparato dell'impresa a lui facente capo». Sempre rifacendosi ai giudici di merito la Suprema Corte ripercorre il meccanismo illecito, «un gioco di specchi sistematico» relativo all'acquisizione dei diritti tv, che «rifletteva una serie di passaggi privi di giustificazione commerciale». E «ad ogni passaggio, la lievitazione di costi era (a dir poco) imponente».
Tutto il collegio dei giudici della Cassazione che ha confermato la condanna a quattro anni per Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset figura come estensore della sentenza, e non il solo relatore, come d'uso.
Napoli. Il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, interpellato dall'agenzia Ansa, ha definito intanto «prive di qualsiasi fondamento» notizie di stampa su un ordine di custodia per Berlusconi giacente nei cassetti della procura, da eseguire in caso di decadenza da senatore. «Non c'è e, per rispetto della legge, non potrebbe esserci», ha detto Colangelo.
Lo scontro sulla decadenza. «Invito il Pd a valutare le carte, ad approfondire e riflettere bene». Lo sottolinea il vicepremier e segretario del Pdl, Angelino Alfano, ai microfoni del Tg5, parlando del nodo della decadenza da senatore di Berlusconi. «Credo - continua - che il Pd debba spogliarsi un attimo dall'abito di chi per 20 anni ha combattuto Berlusconi come il peggior nemico e valutare le carte studiando e approfondendo per vedere se davvero, come noi crediamo, questa norma sulla decadenza non sia applicabile al passato, perchè Berlusconi è diventato senatore ben prima che questa disposizione fosse approvata».
Giovedì 29 Agosto 2013 - 095
Ultimo aggiornamento: 174






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