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Discussione: Giovani, europei, gli insospettabili corrieri della coca

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    Predefinito Giovani, europei, gli insospettabili corrieri della coca

    La Stampa - Giovani, europei, gli insospettabili corrieri della coca
    Esteri

    23/08/2013 - mafie. i nuovi trafficanti
    Giovani, europei, gli insospettabili corrieri della coca

    AFP
    Melissa Reid (a sinistra), 19 anni, e Michaella McCollum, 20 anni, dopo l’arresto con 11,9 chili di cocaina





    I narcos sudamericani hanno cambiato i loro “muli”. Oggi sono ragazzi, reclutati nei luoghi
    di vacanza
    gian antonio orighi


    madrid
    I Narcos della cocaina cambiano corrieri: prima erano in stragrande maggioranza i latino-americani a trasportare la «neve», adesso la tendenza, in un’Europa in crisi, si è rovesciata. Sono sempre più i giovani del Vecchio Continente a fare da «mulas» (muli), in gran parte ragazze.

    L’ultima conferma viene dalla storia dell’irlandese Michaella McCollum, 20 anni, e di Melissa Reid, inglese di 19, entrambe arrestate il 6 agosto scorso nell’aeroporto di Lima con 11,9 chilogrammi in valigia. Destinazione finale: Ibiza, la Gomorra delle Isole Baleari, la Isla Blanca, la più trasgressiva meta del turismo internazionale.

    Le due ragazze erano partite proprio da Ibiza, dove entrambe erano arrivate a giugno per cercare lavoro. Stando alle foto pubblicate sui social network, sono felici: nelle foto scattate in discoteca sorridevano, raggianti, molto eleganti, truccatissime. Ma a fine mese scompaiono senza lasciar tracce. Samantha e Deborah, sorelle di Michaella, lanciano l’allarme. Nessuno, però, riesce a localizzarle o a scoprire dove si trovano. Poi si saprà che sono arrivate a Lima il 1° agosto con un volo partito proprio da Ibiza, la madre di tutte le «movidas» dell’Arcipelago delle Mille Isole.

    Il 6 agosto arriva la cattiva notizia: le due ragazze, che nel frattempo erano avevano stretto amicizia, vengono intercettate nell’aeroporto Jorge Chávez della capitale del Perù, secondo produttore mondiale della cocaina dopo la Colombia. Il loro comportamento, molto nervoso, insospettisce gli agenti dell’Antidroga peruviana, che aprono loro le valigie. All’interno, celate in 18 buste di avena e cioccolata in polvere, una quantità di neve del valore di 2,3 milioni di dollari.

    «Siamo rimasti di sasso. Pensavo che Melissa fosse ancora a Ibiza e che si divertisse con gli amici e invece scopro che l’hanno arrestata in Perù - dice disperata Debra Reid, mamma di Melissa, che vive a Lenzie, vicino a Glasgow -. Probabilmente nostra figlia ha conosciuto Michaella, di cui ignoravo l’esistenza, solo nell’isola delle Baleari».

    Le due «mulas» ora rischiano 25 anni di galera, da scontare nelle dure carceri del Perù. La notizia dell’arresto, che ha causato uno choc nazionale in Inghilterra, non ha sorpreso più di tanto l’Antidroga di Lima. «La maggioranza dei detenuti per traffico di droga sono europei, specialmente spagnoli (nel 2012, su 248 corrieri stranieri arrestati con 1,6 tonnellate di «polvere bianca», ben 62 avevano la nazionalità iberica, ndr) - dichiara Johnny Bravo, capo della Dirandro dell’aeroporto Jorge Chávez-. Supponiamo che ciò sia dovuto alla crisi economica che colpisce la Spagna». E aggiunge: «È lo stato di necessità finanziaria a far sì che molte donne disoccupate cadano facilmente nelle gang del narcotraffico con la speranza di fare molti soldi facilmente». In media, l’onorario delle «mulas» va dai cinque ai settemila euro a viaggio.

    Le due ragazze hanno detto ai magistrati che sono state obbligate al viaggio «perché minacciate di morte». Pare che Michaella e Samantha siano entrate in contatto, a Ibiza, con la banda inglese di un noto narcotrafficante britannico, finito in carcere in Perù mentre cercava di uscire dal Paese con 40 chili di cocaina: è Philip Austin Collins, nipote della rockstar inglese Phil Collins.

    «I narcos pescano a Ibiza e trasformano i ragazzi in corrieri con la promessa di compensi molto elevati e vacanze con tutte le spese pagate - scrive il Daily Mirror spiegando il più che probabile retroscena -. Il primo contatto per reclutarli è la proposta di un lavoro di distribuzione dei volantini dei numerosi locali notturni sparsi per l’isola. Poi molti di questi giovani, donne e uomini, diventano spacciatori. Quindi, ad alcuni viene offerta la possibilità, per continuare a finanziare le loro feste, di contrabbandare droga».

    Ma i narcos, che trasportano il grosso della loro mercanzia di morte via mare usando la Spagna come testa di ponte europea (l’ultimo sequestro, 700 chili di cocaina, è avvenuto il 7 agosto scorso nel porto andaluso di Algeciras) non usano solo i «mulas». Ci sono, come sa bene la Guardia Civil spagnola, i «boleros», giovani che ingeriscono capsule di neve, avvolte in profilattici, che poi espellono se arrivano a destinazione (e non muoiono prima per la rottura delle capsule). Come lo spagnolo Roldán Nova, 21 anni, beccato con 66 capsule mentre si stava imbarcando per Madrid.

    Nell’aeroporto madrileno di Barajas, per lottare contro questo tipo di traffico, hanno piazzato uno speciale schermo ai raggi X. Anche qui la tecnica di reclutamento è quella delle gang inglesi: vacanze pagate nel Paese produttore di coca, Colombia o Perù, e in più cinquemila euro se la merce giunge a destinazione.
    La tendenza di usare giovani insospettabili per contrabbandare la neve non è però solo un problema europeo. A marzo un reportage giornalistico del Cir, Centro per il reportage investigativo, ha rivelato che su cinque arrestati per narcotraffico alla frontiere tra Usa e Messico, quattro sono cittadini statunitensi. Perché lo fanno? «Sono disperati perché non hanno lavoro, per tossicodipendenza o perché vanno in cerca di denaro facile».

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re: Giovani, europei, gli insospettabili corrieri della coca

    Fanno i lavori che gli extracomunitari si rifiutano di fare, no?
    Metabo likes this.
    Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.

 

 

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