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L'aggressione il 14 febbraio scorso all'università Statale
Pestarono studente per motivi politici Arrestati due antagonisti dell'ex Cuem
Insieme con una ventina di giovani avrebbero massacrato di botte un coetaneo, lasciandolo a terra come morto
Insieme ad un'altra ventina di ragazzi avrebbero massacrato di botte uno studente, lo scorso 14 febbraio, all'Università Statale di Milano, dopo una discussione per motivi politici, fratturandogli il cranio e procurandogli danni «estetici e funzionali» permanenti, tali da richiedere un importante intervento chirurgico ricostruttivo maxillofacciale. Per questo, informa il Comando provinciale dei carabinieri di Milano, L. M., 30 anni, e D. S., 26 anni, entrambi studenti universitari di area antagonista iscritti alla facoltà di Scienze Politiche, sono stati arrestati mercoledì mattina dai carabinieri, per ordine del gip, dopo un'inchiesta condotta dal pm Piero Basilone e dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, capo del Quarto Dipartimento Antiterrorismo. NO TAV E EX CUEM - I due sono vicini al gruppo «Assemblea di Scienze Politiche», che occupa l'ex Cuem e l'ex Cuesp dell'Università Statale di Milano. Inoltre L. M. risulta imputato nel processo a carico di alcuni esponenti del movimento «No Tav»: era stato già arrestato nel gennaio 2012 nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Torino per gli scontri dell'estate 2011 in Val di Susa. Entrambi dovranno rispondere di lesioni personali gravissime e violenza privata aggravata, commessi in concorso con altri giovani che sono in corso di identificazione.
CREDUTO MORTO - Il 14 febbraio il ragazzo, F. C., dopo un diverbio, è stato pestato sia all'interno dell'ateneo sia in prossimità del portone di ingresso, dove era stato trascinato, da una ventina di studenti. Poi è stato lasciato a terra esanime, con una vistosa frattura al cranio, tale da far credere agli assalitori che fosse morto.
NON DENUNCIA - Dopo due settimane il ferito, che inizialmente non aveva né denunciato l'accaduto né si era recato in alcun ospedale a farsi curare, era stato costretto a recarsi al Pronto Soccorso dell'ospedale San Paolo di Milano, dove i chirurghi hanno dovuto limitare i danni procurati dalla frattura della parete anteriore del seno frontale. Gli aggressori avrebbero «colpito ripetutamente con calci e pugni» la vittima, procurandogli una «deformazione permanente del viso» che ha richiesto un «importante intervento chirurgico riparatorio» e una prognosi di «almeno 68 giorni».
MINACCE - Le indagini hanno consentito di identificare «inequivocabilmente» i due aggressori, che avevano anche minacciato di gravi ritorsioni altri due studenti, testimoni dell'accaduto, perché non parlassero con le forze dell'ordine. Gli arrestati si trovano ora nel carcere di San Vittore a Milano.
4 settembre 2013 | 13:01
Pestarono studente per motivi politici Arrestati due antagonisti dell'ex Cuem - Milano




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