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    Predefinito Italia e paesi socialdemocratici nord europei: Confronto

    http://archeo-finanza.blogspot.it/2013/09/sui-paesi-socialdemocratici-nordici.html

    Sui paesi socialdemocratici nordici.




    Iniziamo sempre da li : l'Italia .
    Paese di santi , poeti , navigatori e adoratori di favole stataliste .
    La più pervasiva e persistente ormai da decenni vede i paesi socialdemocratici del nord europa come la prova che una forte presenza dello stato nell'economia e un alto livello di tassazione sono in grado di far crescere il sistema economico e di aumentare l'uguaglianza tra la gente.

    Nella puntata precedente e introduttiva al discorso di oggi avevamo già visto che la spesa pubblica italiana ha già oggi raggiunto il livello di quella svedese ( quest'ultima in costante diminuzione dal 1993 ) , ma con frutti economici e sociali ben diversi . Concludevamo che come minimo la spesa pubblica italiana è molto meno efficiente di quella svedese Archeo-finanza: Sulla spesa pubblica in Italia.
    Oggi esamineremo anche altri indicatori e amplieremo l'osservazione a tutti i paesi nordici .
    Come sempre useremo i dati ufficiali forniti da Eurostat Eurostat Home

    Per prima cosa guardiamo il livello di pressione fiscale generale :























    Notiamo subito che la Germania si colloca nella fascia più bassa . Non è inclusa nel grafico la Gran Bretagna , ma visto che si colloca intorno al 37% , non è sbagliato dire che almeno sul livello generale di pressione fiscale la Germania si colloca più vicina all'anglosassone UK che al resto d'europa .
    E l'Italia ? Il bel paese ha un livello di tassazione uguale alla Norvegia e alla Finlandia . Poco sopra di noi c'è la Svezia e la Francia . La Danimarca è il paese europeo con la pressione fiscale generale più elevata anche se in lenta diminuzione dal 2005 ad oggi .

    Prima considerazione : se l'Italia voleva raggiungere i paesi sociademocratici nordici per livello di tassazione , c'è effettivamente riuscita . Come vediamo siamo al livello di Norvegia , Finlandia e Svezia ( quest'ultima probabilmente con le ultime riduzioni fiscali o ci ha eguagliato o addirittura superato al ribasso ).
    Seconda considerazione : il dato italiano , così come quello degli altri paesi , è comprensivo nel calcolo del Pil dell'evasione fiscale . Essendo però il tasso di evasione in Italia superiore a quello del resto dei paesi considerati , la pressione fiscale generale effettiva , ovvero il livello di tasse che effettivamente paga chi rispetta tutti gli obblighi fiscali , diventa ben superiore . Lo diventa per tutti , ma essendo per l'appunto il tasso d'evasione italiano più elevato , l'aumento per il bel paese è quantitativamente maggiore .
    Il dato lo conosciamo : l'Italia ha una pressione fiscale generale effettiva attorno al 54% .Questo dato ci pone al vertice della classifica e allo stesso livello della Danimarca ( corretta anche lei ). E' inutile specificare che tutto , e sottolineo tutto , il resto del mondo paga meno tasse.

    Ma andiamo avanti .
    Il livello generale di tassazione è importante , ma ancora più importante è la composizione di questa tassazione .
    Prima di proseguire però torniamo alla teoria , nello specifico quella neoclassica e cerchiamo di capire cosa porta un paese a crescere economicamente . Questo ci servirà per capire meglio cosa avviene nei paesi socialdemocratici e spiegare perchè l'Italia rientra in un filone tutto suo facente capo non alla socialdemocrazia , ma al marxismo puro e semplice.
    Come abbiamo visto qui Archeo-finanza: Sulla crescita economica infinita. : " Robert Solow dalla scuola keynesiana , Edward Prescott dalla scuola neoclassica , convergono entrambi allo stesso risultato : dopo aver analizzato secoli di dati di crescita economica , trovano che le innovazioni tecnologiche sono responsabili per circa l'87% di tutta la crescita economica . Il rimanente è ascrivibile alla pura accumulazione di capitale ".
    Ma le innovazioni tecnologiche di per se stesse non portano la crescita . Perché questa avvenga le innovazioni devono essere incorporate nel processo produttivo e di prodotto . Questo avviene unicamente attraverso gli investimenti . Quindi , essendo gli investimenti l'utilizzazione produttiva del capitale , il 100% della crescita economica può essere ascrivibile o direttamente o indirettamente al fattore produttivo chiamato CAPITALE.
    Tornando a noi quindi , se un paese riesce a crescere deve come minimo avere una fiscalità del fattore capitale leggera o contenuta , in modo da favorire da un lato la sua accumulazione , dall'altro il suo investimento . Quest'ultimo punto è logico : l'investimento di capitale viene fatto per un ritorno . Se la tassazione di questo ritorno , ovvero il profitto , è elevata , si scoraggia l'investimento o si favorisce la sua cattiva allocazione .
    E questo ci introduce al secondo punto : il capitale non deve essere solo investito , deve essere investito bene . Ovvero deve essere allocato li dove assicura i rendimenti maggiori .
    Domanda : è lo stato in grado di sapere meglio del settore privato le allocazioni potenzialmente ottimali ? La risposta , sempre per il sistema neoclassico è un sonoro no .
    Perchè ? Semplicemente perchè i rendimenti futuri non li conosce nessuno . Non li conosce il pubblico e nemmeno il privato . Ma qui viene invece il vantaggio del privato : se ad investire è solo lo stato , le possibili utilizzazioni di una tecnologia sarà solo una , quella dello stato appunto . Se ad investire saranno i privati , verranno provate tutte le possibili combinazioni fino a trovare quella più efficiente attraverso un processo evolutivo . Infatti , in un libero mercato privato qualsiasi soggetto trovi i capitali sufficienti può utilizzare una qualsiasi tecnologia a fini produttivi come vuole lui .
    Quindi nella scoperta dei rendimenti maggiori è comunque più efficiente il sistema privato .
    Ovviamente a questo si aggiunge anche la migliore gestione dei costi che caratterizza un settore privato concorrenziale , cosa che da sola basterebbe a giustificare ulteriormente la maggiore efficienza del libero mercato , ma sviluppare ulteriormente questo aspetto ci porterebbe molto oltre i nostri intenti .
    Riassumendo : perchè un paese possa crescere serve tassazione moderata del fattore capitale e un libero mercato .

    Tornando a noi , secondo la teoria neoclassica quindi , se i paesi socialdemocratici crescono economicamente , dovrebbero avere una tassazione del capitale moderata , una tassazione degli altri fattori produttivi quali il lavoro , nella media o comunque senza particolari agevolazioni , e un sistema economico basato sull'economia di mercato con un grado elevato di libertà , il cosiddetto libero mercato appunto.

    A questo punto verifichiamo i dati .
    Partiamo dal fattore lavoro , e quindi guardiamo il grafico che riporta la pressione fiscale media dei lavoratori per i paesi che stiamo considerando :
























    Come vediamo la tassazione del fattore lavoro è molto elevata nella solita Danimarca , ma anche in Germania . E' in diminuzione in Svezia e come per Norvegia , Finlandia , Francia di poco inferiore a quella italiana . Considerando che tutti i paesi considerati nel grafico con esclusione dell'Italia e in parte della Francia hanno tassi di crescita elevati ma tassazione del lavoro diversa ( in alcuni casi molto diversa ) , è evidente che come da teoria non esiste relazione tra crescita e tassazione del fattore lavoro , almeno per questi livelli di prelievo fiscale ( infatti oltre un certo livello , la fascia di tassazione che riguarda i "ricchi" , si potrebbe verificare uno scoraggiamento o fuga dei prestatori d'opera più efficienti e specializzati , cosa ovviamente negativa . Su questo ci torneremo in futuro ma già adesso si può dire che i paesi socialdemocratici tassano per l'appunto questa fascia meno che l'Italia ).

    Consideriamo a questo punto l'indicatore fondamentale , ovvero la tassazione del capitale .
    Eurostat purtroppo non ci fornisce i dati a riguardo , o per meglio dire , ci da i dati riguardanti il cuneo fiscale , ma questo è una parte della tassazione sui profitti . A noi interessa invece la tassazione totale.
    Per fortuna ci viene in aiuto la World Bank con il suo Doing Business : Doing Business - Measuring Business Regulations - World Bank Group
    Guardiamo quindi i valori assoluti :
























    Il "puzzle" della performance economica positiva dei paesi socialdemocratici nordici inizia a comporsi .
    Come prevede la teoria neoclassica non solo i paesi socialdemocratici che funzionano hanno una tassazione dei profitti delle imprese bassa , ma questa è pure mediamente inferiore alla media europea che viaggia attorno al 45% . Di più , arriviamo al paradosso che la Danimarca , paese con la pressione fiscale generale più alta al mondo assieme all'Italia , ha una fiscalità sul capitale tra le più basse del mondo , al livello dei paradisi fiscali più famigerati del pianeta.
    Ovviamente non c'è nessun paradosso : la crescita deriva dal fattore capitale e quindi quasi esentandolo dalla tassazione la Danimarca mantiene un tasso di crescita sostenuto pur in presenza di una fiscalità generale elevata . Fiscalità che invece fa capo agli altri fattori produttivi quali il lavoro , che pur essendo importanti non sono determinanti per la crescita economica.

    Ma non finisce qui .
    Il libero mercato dicevamo all'inizio .
    La bassa tassazione dei profitti non è sufficiente . Serve anche un mercato privato efficiente e libero .
    Anche qui guardiamo agli indicatori . I più famosi sono due , l'Index of economic freedom della Heritage foundation e il Wall Street Journal Index of Economic Freedom - Wikipedia, the free encyclopedia , e l'Economic freedom of the worldEconomic Freedom of the World - Wikipedia, the free encyclopedia .
    Il primo indicatore vede la Danimarca , la Finlandia , la Norvegia , la Germania , la Svezia nelle prime 20 posizioni della classifica . La Danimarca in libertà economica supera gli USA . Finlandia e Svezia sono al livello dell'UK. La Francia è al 62° posto . L'Italia è ancora più in basso , all'83° posto , appena prima la Namibia e il Guatemala.
    Il secondo indicatore non vede sostanziali differenze : la solita Danimarca e la Finlandia sono più liberiste ( si , abbiamo usato proprio questo termine , LIBERISTA ) degli USA . E nel complesso i paesi socialdemocratici nordici sono nelle prime 30 posizioni della classifica. L'Italia non è pervenuta.
    Esistono anche altri indicatori , ma continuare è inutile , perchè dicono tutti la stessa cosa : i paesi socialdemocratici del nord Europa hanno sistemi economici ad economia di mercato estremamente liberi e flessibili .
    L'Italia NO.

    Concludendo : i paesi socialdemocratici crescono , e crescono perchè tassano molto poco i profitti ed hanno costruito un economia di mercato estremamente libera , flessibile ed efficiente .
    Certo , hanno stati sociali estesi , ma la loro spesa pubblica da un lato è efficiente , dall'altro è indirizzata alla crescita del capitale umano per far funzionare meglio un economia di mercato.
    L'Italia ovviamente no .
    L'Italia tassa al livello più alto del mondo il capitale ed ha un sistema economico chiuso e poco flessibile .
    Se una conclusione può essere tratta è che i paesi socialdemocratici hanno accettato definitivamente il capitalismo e le sue regole , l'Italia invece è impegnata in una lotta quotidiana contro l'economia di mercato cercando in tutti i modi di imbrigliarla e se possibile cancellarla.
    Ecco perchè all'inizio dell'articolo ho parlato di marxismo , perchè il framework interpretativo di chi tassa al 70% il profitto del capitale ( e ricordo , record mondiale) , non può essere che questo.
    Come ricordo sempre , l'importanza tra l'avere una sinistra forte socialdemocratica invece che una di derivazione marxista e una destra liberista invece che peronista , esiste e la vediamo tutta nei dati e grafici riportati sopra.
    Lasciate ogni speranza voi che entrate ...... nel bel paese.


  2. #2
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    Predefinito Re: Italia e paesi socialdemocratici nord europei: Confronto

    Citazione Originariamente Scritto da Mitchell Visualizza Messaggio
    Archeo-finanza: Sui paesi socialdemocratici nordici.

    Sui paesi socialdemocratici nordici.




    Iniziamo sempre da li : l'Italia .
    Paese di santi , poeti , navigatori e adoratori di favole stataliste .
    La più pervasiva e persistente ormai da decenni vede i paesi socialdemocratici del nord europa come la prova che una forte presenza dello stato nell'economia e un alto livello di tassazione sono in grado di far crescere il sistema economico e di aumentare l'uguaglianza tra la gente.

    Nella puntata precedente e introduttiva al discorso di oggi avevamo già visto che la spesa pubblica italiana ha già oggi raggiunto il livello di quella svedese ( quest'ultima in costante diminuzione dal 1993 ) , ma con frutti economici e sociali ben diversi . Concludevamo che come minimo la spesa pubblica italiana è molto meno efficiente di quella svedese Archeo-finanza: Sulla spesa pubblica in Italia.
    Oggi esamineremo anche altri indicatori e amplieremo l'osservazione a tutti i paesi nordici .
    Come sempre useremo i dati ufficiali forniti da Eurostat Eurostat Home

    Per prima cosa guardiamo il livello di pressione fiscale generale :























    Notiamo subito che la Germania si colloca nella fascia più bassa . Non è inclusa nel grafico la Gran Bretagna , ma visto che si colloca intorno al 37% , non è sbagliato dire che almeno sul livello generale di pressione fiscale la Germania si colloca più vicina all'anglosassone UK che al resto d'europa .
    E l'Italia ? Il bel paese ha un livello di tassazione uguale alla Norvegia e alla Finlandia . Poco sopra di noi c'è la Svezia e la Francia . La Danimarca è il paese europeo con la pressione fiscale generale più elevata anche se in lenta diminuzione dal 2005 ad oggi .

    Prima considerazione : se l'Italia voleva raggiungere i paesi sociademocratici nordici per livello di tassazione , c'è effettivamente riuscita . Come vediamo siamo al livello di Norvegia , Finlandia e Svezia ( quest'ultima probabilmente con le ultime riduzioni fiscali o ci ha eguagliato o addirittura superato al ribasso ).
    Seconda considerazione : il dato italiano , così come quello degli altri paesi , è comprensivo nel calcolo del Pil dell'evasione fiscale . Essendo però il tasso di evasione in Italia superiore a quello del resto dei paesi considerati , la pressione fiscale generale effettiva , ovvero il livello di tasse che effettivamente paga chi rispetta tutti gli obblighi fiscali , diventa ben superiore . Lo diventa per tutti , ma essendo per l'appunto il tasso d'evasione italiano più elevato , l'aumento per il bel paese è quantitativamente maggiore .
    Il dato lo conosciamo : l'Italia ha una pressione fiscale generale effettiva attorno al 54% .Questo dato ci pone al vertice della classifica e allo stesso livello della Danimarca ( corretta anche lei ). E' inutile specificare che tutto , e sottolineo tutto , il resto del mondo paga meno tasse.

    Ma andiamo avanti .
    Il livello generale di tassazione è importante , ma ancora più importante è la composizione di questa tassazione .
    Prima di proseguire però torniamo alla teoria , nello specifico quella neoclassica e cerchiamo di capire cosa porta un paese a crescere economicamente . Questo ci servirà per capire meglio cosa avviene nei paesi socialdemocratici e spiegare perchè l'Italia rientra in un filone tutto suo facente capo non alla socialdemocrazia , ma al marxismo puro e semplice.
    Come abbiamo visto qui Archeo-finanza: Sulla crescita economica infinita. : " Robert Solow dalla scuola keynesiana , Edward Prescott dalla scuola neoclassica , convergono entrambi allo stesso risultato : dopo aver analizzato secoli di dati di crescita economica , trovano che le innovazioni tecnologiche sono responsabili per circa l'87% di tutta la crescita economica . Il rimanente è ascrivibile alla pura accumulazione di capitale ".
    Ma le innovazioni tecnologiche di per se stesse non portano la crescita . Perché questa avvenga le innovazioni devono essere incorporate nel processo produttivo e di prodotto . Questo avviene unicamente attraverso gli investimenti . Quindi , essendo gli investimenti l'utilizzazione produttiva del capitale , il 100% della crescita economica può essere ascrivibile o direttamente o indirettamente al fattore produttivo chiamato CAPITALE.
    Tornando a noi quindi , se un paese riesce a crescere deve come minimo avere una fiscalità del fattore capitale leggera o contenuta , in modo da favorire da un lato la sua accumulazione , dall'altro il suo investimento . Quest'ultimo punto è logico : l'investimento di capitale viene fatto per un ritorno . Se la tassazione di questo ritorno , ovvero il profitto , è elevata , si scoraggia l'investimento o si favorisce la sua cattiva allocazione .
    E questo ci introduce al secondo punto : il capitale non deve essere solo investito , deve essere investito bene . Ovvero deve essere allocato li dove assicura i rendimenti maggiori .
    Domanda : è lo stato in grado di sapere meglio del settore privato le allocazioni potenzialmente ottimali ? La risposta , sempre per il sistema neoclassico è un sonoro no .
    Perchè ? Semplicemente perchè i rendimenti futuri non li conosce nessuno . Non li conosce il pubblico e nemmeno il privato . Ma qui viene invece il vantaggio del privato : se ad investire è solo lo stato , le possibili utilizzazioni di una tecnologia sarà solo una , quella dello stato appunto . Se ad investire saranno i privati , verranno provate tutte le possibili combinazioni fino a trovare quella più efficiente attraverso un processo evolutivo . Infatti , in un libero mercato privato qualsiasi soggetto trovi i capitali sufficienti può utilizzare una qualsiasi tecnologia a fini produttivi come vuole lui .
    Quindi nella scoperta dei rendimenti maggiori è comunque più efficiente il sistema privato .
    Ovviamente a questo si aggiunge anche la migliore gestione dei costi che caratterizza un settore privato concorrenziale , cosa che da sola basterebbe a giustificare ulteriormente la maggiore efficienza del libero mercato , ma sviluppare ulteriormente questo aspetto ci porterebbe molto oltre i nostri intenti .
    Riassumendo : perchè un paese possa crescere serve tassazione moderata del fattore capitale e un libero mercato .

    Tornando a noi , secondo la teoria neoclassica quindi , se i paesi socialdemocratici crescono economicamente , dovrebbero avere una tassazione del capitale moderata , una tassazione degli altri fattori produttivi quali il lavoro , nella media o comunque senza particolari agevolazioni , e un sistema economico basato sull'economia di mercato con un grado elevato di libertà , il cosiddetto libero mercato appunto.

    A questo punto verifichiamo i dati .
    Partiamo dal fattore lavoro , e quindi guardiamo il grafico che riporta la pressione fiscale media dei lavoratori per i paesi che stiamo considerando :
























    Come vediamo la tassazione del fattore lavoro è molto elevata nella solita Danimarca , ma anche in Germania . E' in diminuzione in Svezia e come per Norvegia , Finlandia , Francia di poco inferiore a quella italiana . Considerando che tutti i paesi considerati nel grafico con esclusione dell'Italia e in parte della Francia hanno tassi di crescita elevati ma tassazione del lavoro diversa ( in alcuni casi molto diversa ) , è evidente che come da teoria non esiste relazione tra crescita e tassazione del fattore lavoro , almeno per questi livelli di prelievo fiscale ( infatti oltre un certo livello , la fascia di tassazione che riguarda i "ricchi" , si potrebbe verificare uno scoraggiamento o fuga dei prestatori d'opera più efficienti e specializzati , cosa ovviamente negativa . Su questo ci torneremo in futuro ma già adesso si può dire che i paesi socialdemocratici tassano per l'appunto questa fascia meno che l'Italia ).

    Consideriamo a questo punto l'indicatore fondamentale , ovvero la tassazione del capitale .
    Eurostat purtroppo non ci fornisce i dati a riguardo , o per meglio dire , ci da i dati riguardanti il cuneo fiscale , ma questo è una parte della tassazione sui profitti . A noi interessa invece la tassazione totale.
    Per fortuna ci viene in aiuto la World Bank con il suo Doing Business : Doing Business - Measuring Business Regulations - World Bank Group
    Guardiamo quindi i valori assoluti :
























    Il "puzzle" della performance economica positiva dei paesi socialdemocratici nordici inizia a comporsi .
    Come prevede la teoria neoclassica non solo i paesi socialdemocratici che funzionano hanno una tassazione dei profitti delle imprese bassa , ma questa è pure mediamente inferiore alla media europea che viaggia attorno al 45% . Di più , arriviamo al paradosso che la Danimarca , paese con la pressione fiscale generale più alta al mondo assieme all'Italia , ha una fiscalità sul capitale tra le più basse del mondo , al livello dei paradisi fiscali più famigerati del pianeta.
    Ovviamente non c'è nessun paradosso : la crescita deriva dal fattore capitale e quindi quasi esentandolo dalla tassazione la Danimarca mantiene un tasso di crescita sostenuto pur in presenza di una fiscalità generale elevata . Fiscalità che invece fa capo agli altri fattori produttivi quali il lavoro , che pur essendo importanti non sono determinanti per la crescita economica.

    Ma non finisce qui .
    Il libero mercato dicevamo all'inizio .
    La bassa tassazione dei profitti non è sufficiente . Serve anche un mercato privato efficiente e libero .
    Anche qui guardiamo agli indicatori . I più famosi sono due , l'Index of economic freedom della Heritage foundation e il Wall Street Journal Index of Economic Freedom - Wikipedia, the free encyclopedia , e l'Economic freedom of the worldEconomic Freedom of the World - Wikipedia, the free encyclopedia .
    Il primo indicatore vede la Danimarca , la Finlandia , la Norvegia , la Germania , la Svezia nelle prime 20 posizioni della classifica . La Danimarca in libertà economica supera gli USA . Finlandia e Svezia sono al livello dell'UK. La Francia è al 62° posto . L'Italia è ancora più in basso , all'83° posto , appena prima la Namibia e il Guatemala.
    Il secondo indicatore non vede sostanziali differenze : la solita Danimarca e la Finlandia sono più liberiste ( si , abbiamo usato proprio questo termine , LIBERISTA ) degli USA . E nel complesso i paesi socialdemocratici nordici sono nelle prime 30 posizioni della classifica. L'Italia non è pervenuta.
    Esistono anche altri indicatori , ma continuare è inutile , perchè dicono tutti la stessa cosa : i paesi socialdemocratici del nord Europa hanno sistemi economici ad economia di mercato estremamente liberi e flessibili .
    L'Italia NO.

    Concludendo : i paesi socialdemocratici crescono , e crescono perchè tassano molto poco i profitti ed hanno costruito un economia di mercato estremamente libera , flessibile ed efficiente .
    Certo , hanno stati sociali estesi , ma la loro spesa pubblica da un lato è efficiente , dall'altro è indirizzata alla crescita del capitale umano per far funzionare meglio un economia di mercato.
    L'Italia ovviamente no .
    L'Italia tassa al livello più alto del mondo il capitale ed ha un sistema economico chiuso e poco flessibile .
    Se una conclusione può essere tratta è che i paesi socialdemocratici hanno accettato definitivamente il capitalismo e le sue regole , l'Italia invece è impegnata in una lotta quotidiana contro l'economia di mercato cercando in tutti i modi di imbrigliarla e se possibile cancellarla.
    Ecco perchè all'inizio dell'articolo ho parlato di marxismo , perchè il framework interpretativo di chi tassa al 70% il profitto del capitale ( e ricordo , record mondiale) , non può essere che questo.
    Come ricordo sempre , l'importanza tra l'avere una sinistra forte socialdemocratica invece che una di derivazione marxista e una destra liberista invece che peronista , esiste e la vediamo tutta nei dati e grafici riportati sopra.
    Lasciate ogni speranza voi che entrate ...... nel bel paese.
    Svecchiare, svecchiare.....
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


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    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  3. #3
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    Predefinito Re: Italia e paesi socialdemocratici nord europei: Confronto

    Tutto vero, ma a mio parere bisognerebbe iniziare a rilevare che la pressione fiscale non può essere giudicata indipendente dal PIL pro capite in sé, ovviamente a parità di potere d'acquisto. Mi spiego: Il 45% di pressione fiscale su un PIL Pro-capite di 35.000 euro è cosa ben diversa dal 45% di pressione su un PIL di 25.000 euro.

    Per questo fermarsi al primo dato percentuale rischia di essere persino fuorviante e riduttivo della pressione reale che lo Stato può esercitare su un Paese. La Danimarca, dato 2011, ha un PIL Pro Capite di oltre 37 mila dollari, l'Italia di 30.000. Se la pressione fiscale italiana pretendesse di essere equivalente a quella danese dovrebbe trasferire lo spread del 20% di differenziale sulla percentuale di pressione fiscale: il dato danese del 48,2%, in Italia, equivarrebbe al 38%. Invece è al 45!!!!!!!

    Per questo, sotto ogni punto di vista, l'Italia è oggi - di gran lunga - il Paese più statalista del mondo e quello da cui qualsiasi investitore serio si terrà alla larga, considerandolo al massimo un mercato marginale dove cercare di drenare quote di mercato interno distribuendo prodotti ideati e realizzati altrove. Questa è l'amara, amarissima, verità, che personalità come Marchionne a volte cercano di mettere in evidenza in modo provocatorio, evitando però, per superiori interessi aziendali, di scoperchiare del tutto il vaso di Pandora.

 

 

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