http://archeo-finanza.blogspot.it/2013/09/sui-paesi-socialdemocratici-nordici.html
Sui paesi socialdemocratici nordici.
Iniziamo sempre da li : l'Italia .
Paese di santi , poeti , navigatori e adoratori di favole stataliste .
La più pervasiva e persistente ormai da decenni vede i paesi socialdemocratici del nord europa come la prova che una forte presenza dello stato nell'economia e un alto livello di tassazione sono in grado di far crescere il sistema economico e di aumentare l'uguaglianza tra la gente.
Nella puntata precedente e introduttiva al discorso di oggi avevamo già visto che la spesa pubblica italiana ha già oggi raggiunto il livello di quella svedese ( quest'ultima in costante diminuzione dal 1993 ) , ma con frutti economici e sociali ben diversi . Concludevamo che come minimo la spesa pubblica italiana è molto meno efficiente di quella svedese Archeo-finanza: Sulla spesa pubblica in Italia.
Oggi esamineremo anche altri indicatori e amplieremo l'osservazione a tutti i paesi nordici .
Come sempre useremo i dati ufficiali forniti da Eurostat Eurostat Home
Per prima cosa guardiamo il livello di pressione fiscale generale :
Notiamo subito che la Germania si colloca nella fascia più bassa . Non è inclusa nel grafico la Gran Bretagna , ma visto che si colloca intorno al 37% , non è sbagliato dire che almeno sul livello generale di pressione fiscale la Germania si colloca più vicina all'anglosassone UK che al resto d'europa .
E l'Italia ? Il bel paese ha un livello di tassazione uguale alla Norvegia e alla Finlandia . Poco sopra di noi c'è la Svezia e la Francia . La Danimarca è il paese europeo con la pressione fiscale generale più elevata anche se in lenta diminuzione dal 2005 ad oggi .
Prima considerazione : se l'Italia voleva raggiungere i paesi sociademocratici nordici per livello di tassazione , c'è effettivamente riuscita . Come vediamo siamo al livello di Norvegia , Finlandia e Svezia ( quest'ultima probabilmente con le ultime riduzioni fiscali o ci ha eguagliato o addirittura superato al ribasso ).
Seconda considerazione : il dato italiano , così come quello degli altri paesi , è comprensivo nel calcolo del Pil dell'evasione fiscale . Essendo però il tasso di evasione in Italia superiore a quello del resto dei paesi considerati , la pressione fiscale generale effettiva , ovvero il livello di tasse che effettivamente paga chi rispetta tutti gli obblighi fiscali , diventa ben superiore . Lo diventa per tutti , ma essendo per l'appunto il tasso d'evasione italiano più elevato , l'aumento per il bel paese è quantitativamente maggiore .
Il dato lo conosciamo : l'Italia ha una pressione fiscale generale effettiva attorno al 54% .Questo dato ci pone al vertice della classifica e allo stesso livello della Danimarca ( corretta anche lei ). E' inutile specificare che tutto , e sottolineo tutto , il resto del mondo paga meno tasse.
Ma andiamo avanti .
Il livello generale di tassazione è importante , ma ancora più importante è la composizione di questa tassazione .
Prima di proseguire però torniamo alla teoria , nello specifico quella neoclassica e cerchiamo di capire cosa porta un paese a crescere economicamente . Questo ci servirà per capire meglio cosa avviene nei paesi socialdemocratici e spiegare perchè l'Italia rientra in un filone tutto suo facente capo non alla socialdemocrazia , ma al marxismo puro e semplice.
Come abbiamo visto qui Archeo-finanza: Sulla crescita economica infinita. : " Robert Solow dalla scuola keynesiana , Edward Prescott dalla scuola neoclassica , convergono entrambi allo stesso risultato : dopo aver analizzato secoli di dati di crescita economica , trovano che le innovazioni tecnologiche sono responsabili per circa l'87% di tutta la crescita economica . Il rimanente è ascrivibile alla pura accumulazione di capitale ".
Ma le innovazioni tecnologiche di per se stesse non portano la crescita . Perché questa avvenga le innovazioni devono essere incorporate nel processo produttivo e di prodotto . Questo avviene unicamente attraverso gli investimenti . Quindi , essendo gli investimenti l'utilizzazione produttiva del capitale , il 100% della crescita economica può essere ascrivibile o direttamente o indirettamente al fattore produttivo chiamato CAPITALE.
Tornando a noi quindi , se un paese riesce a crescere deve come minimo avere una fiscalità del fattore capitale leggera o contenuta , in modo da favorire da un lato la sua accumulazione , dall'altro il suo investimento . Quest'ultimo punto è logico : l'investimento di capitale viene fatto per un ritorno . Se la tassazione di questo ritorno , ovvero il profitto , è elevata , si scoraggia l'investimento o si favorisce la sua cattiva allocazione .
E questo ci introduce al secondo punto : il capitale non deve essere solo investito , deve essere investito bene . Ovvero deve essere allocato li dove assicura i rendimenti maggiori .
Domanda : è lo stato in grado di sapere meglio del settore privato le allocazioni potenzialmente ottimali ? La risposta , sempre per il sistema neoclassico è un sonoro no .
Perchè ? Semplicemente perchè i rendimenti futuri non li conosce nessuno . Non li conosce il pubblico e nemmeno il privato . Ma qui viene invece il vantaggio del privato : se ad investire è solo lo stato , le possibili utilizzazioni di una tecnologia sarà solo una , quella dello stato appunto . Se ad investire saranno i privati , verranno provate tutte le possibili combinazioni fino a trovare quella più efficiente attraverso un processo evolutivo . Infatti , in un libero mercato privato qualsiasi soggetto trovi i capitali sufficienti può utilizzare una qualsiasi tecnologia a fini produttivi come vuole lui .
Quindi nella scoperta dei rendimenti maggiori è comunque più efficiente il sistema privato .
Ovviamente a questo si aggiunge anche la migliore gestione dei costi che caratterizza un settore privato concorrenziale , cosa che da sola basterebbe a giustificare ulteriormente la maggiore efficienza del libero mercato , ma sviluppare ulteriormente questo aspetto ci porterebbe molto oltre i nostri intenti .
Riassumendo : perchè un paese possa crescere serve tassazione moderata del fattore capitale e un libero mercato .
Tornando a noi , secondo la teoria neoclassica quindi , se i paesi socialdemocratici crescono economicamente , dovrebbero avere una tassazione del capitale moderata , una tassazione degli altri fattori produttivi quali il lavoro , nella media o comunque senza particolari agevolazioni , e un sistema economico basato sull'economia di mercato con un grado elevato di libertà , il cosiddetto libero mercato appunto.
A questo punto verifichiamo i dati .
Partiamo dal fattore lavoro , e quindi guardiamo il grafico che riporta la pressione fiscale media dei lavoratori per i paesi che stiamo considerando :
Come vediamo la tassazione del fattore lavoro è molto elevata nella solita Danimarca , ma anche in Germania . E' in diminuzione in Svezia e come per Norvegia , Finlandia , Francia di poco inferiore a quella italiana . Considerando che tutti i paesi considerati nel grafico con esclusione dell'Italia e in parte della Francia hanno tassi di crescita elevati ma tassazione del lavoro diversa ( in alcuni casi molto diversa ) , è evidente che come da teoria non esiste relazione tra crescita e tassazione del fattore lavoro , almeno per questi livelli di prelievo fiscale ( infatti oltre un certo livello , la fascia di tassazione che riguarda i "ricchi" , si potrebbe verificare uno scoraggiamento o fuga dei prestatori d'opera più efficienti e specializzati , cosa ovviamente negativa . Su questo ci torneremo in futuro ma già adesso si può dire che i paesi socialdemocratici tassano per l'appunto questa fascia meno che l'Italia ).
Consideriamo a questo punto l'indicatore fondamentale , ovvero la tassazione del capitale .
Eurostat purtroppo non ci fornisce i dati a riguardo , o per meglio dire , ci da i dati riguardanti il cuneo fiscale , ma questo è una parte della tassazione sui profitti . A noi interessa invece la tassazione totale.
Per fortuna ci viene in aiuto la World Bank con il suo Doing Business : Doing Business - Measuring Business Regulations - World Bank Group
Guardiamo quindi i valori assoluti :
Il "puzzle" della performance economica positiva dei paesi socialdemocratici nordici inizia a comporsi .
Come prevede la teoria neoclassica non solo i paesi socialdemocratici che funzionano hanno una tassazione dei profitti delle imprese bassa , ma questa è pure mediamente inferiore alla media europea che viaggia attorno al 45% . Di più , arriviamo al paradosso che la Danimarca , paese con la pressione fiscale generale più alta al mondo assieme all'Italia , ha una fiscalità sul capitale tra le più basse del mondo , al livello dei paradisi fiscali più famigerati del pianeta.
Ovviamente non c'è nessun paradosso : la crescita deriva dal fattore capitale e quindi quasi esentandolo dalla tassazione la Danimarca mantiene un tasso di crescita sostenuto pur in presenza di una fiscalità generale elevata . Fiscalità che invece fa capo agli altri fattori produttivi quali il lavoro , che pur essendo importanti non sono determinanti per la crescita economica.
Ma non finisce qui .
Il libero mercato dicevamo all'inizio .
La bassa tassazione dei profitti non è sufficiente . Serve anche un mercato privato efficiente e libero .
Anche qui guardiamo agli indicatori . I più famosi sono due , l'Index of economic freedom della Heritage foundation e il Wall Street Journal Index of Economic Freedom - Wikipedia, the free encyclopedia , e l'Economic freedom of the worldEconomic Freedom of the World - Wikipedia, the free encyclopedia .
Il primo indicatore vede la Danimarca , la Finlandia , la Norvegia , la Germania , la Svezia nelle prime 20 posizioni della classifica . La Danimarca in libertà economica supera gli USA . Finlandia e Svezia sono al livello dell'UK. La Francia è al 62° posto . L'Italia è ancora più in basso , all'83° posto , appena prima la Namibia e il Guatemala.
Il secondo indicatore non vede sostanziali differenze : la solita Danimarca e la Finlandia sono più liberiste ( si , abbiamo usato proprio questo termine , LIBERISTA ) degli USA . E nel complesso i paesi socialdemocratici nordici sono nelle prime 30 posizioni della classifica. L'Italia non è pervenuta.
Esistono anche altri indicatori , ma continuare è inutile , perchè dicono tutti la stessa cosa : i paesi socialdemocratici del nord Europa hanno sistemi economici ad economia di mercato estremamente liberi e flessibili .
L'Italia NO.
Concludendo : i paesi socialdemocratici crescono , e crescono perchè tassano molto poco i profitti ed hanno costruito un economia di mercato estremamente libera , flessibile ed efficiente .
Certo , hanno stati sociali estesi , ma la loro spesa pubblica da un lato è efficiente , dall'altro è indirizzata alla crescita del capitale umano per far funzionare meglio un economia di mercato.
L'Italia ovviamente no .
L'Italia tassa al livello più alto del mondo il capitale ed ha un sistema economico chiuso e poco flessibile .
Se una conclusione può essere tratta è che i paesi socialdemocratici hanno accettato definitivamente il capitalismo e le sue regole , l'Italia invece è impegnata in una lotta quotidiana contro l'economia di mercato cercando in tutti i modi di imbrigliarla e se possibile cancellarla.
Ecco perchè all'inizio dell'articolo ho parlato di marxismo , perchè il framework interpretativo di chi tassa al 70% il profitto del capitale ( e ricordo , record mondiale) , non può essere che questo.
Come ricordo sempre , l'importanza tra l'avere una sinistra forte socialdemocratica invece che una di derivazione marxista e una destra liberista invece che peronista , esiste e la vediamo tutta nei dati e grafici riportati sopra.
Lasciate ogni speranza voi che entrate ...... nel bel paese.







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