Tratto da:<<IL CAPPELLO DEI MAGHI>> di Luigi Pellini ed. Aurora

Per approfondire il mitraismo uno storico dell'arte ci viene in aiuto,
chiarendoci molti aspetti di questo strano ed antico culto sviluppatosi parallelamente nel Mediterraneo con l'inizio del cristianesimo.

In "Orto aperto" di Federico Zeri, nel capitolo "Enigmi della Sistina" troviamo: <<...Venni a sapere, ad esempio, che il colle del Vaticano, ai tempi dell'Impero,era il centro dei culti di Cibele e di Mitra, tanto che in alcune città il Quartiere dove era situata la grotta di questa divinità redentrice si chiamava allora Vaticanum (come a Lugdunum, l'odierna Lione).
Mi fu insegnato anche i sette gradi dell'iniziazione mitraica (da un signore di origine balcanica), di cui il più alto (a suo avviso)corrispondeva ad una carica simile a quella del vescovo cristiano: il suo nome era Pater Patratus ,cioè Papa ,e mi assicurava che a Roma il Papa di Mitra risiedeva in Hortis Vaticanis.
Nel corso di una visita alla Biblioteca Vaticana mi chiese quale fosse l'origine di quello che è il più vistoso attributo nelle immagini di San Pietro, le due chiavi, non lo sapevo, e allora mi mostrò, li accanto, due statue provenienti da un santuario mitraico, e raffiguranti il Dio Padre, per così dire, di quella teologia, Aiòn, che non soltanto è munito di due enormi chiavi, ma ha i suoi piedi di gallo, l'animale legato per antica tradizione al Principe degli apostoli.
Non per nulla ,il campanile dell'antica Basilica Vaticana era sormontato, prima della demolizione cinquecentesca, da un enorme gallo metallico. Del resto, aggiunse, i legami tra Cristianesimo e il Mitraismo erano indicati anche dal giorno di Natale ,il 25 dicembre, che già secoli prima di Cristo era considerato il giorno della nascita di Mitra, la divinità munita di cappuccio frigio rosso.
Non sarò qui a riferire quali fossero le sue conclusioni; egli era certo che l'attuale Cappella Sistina occupa il medesimo luogo dove si trova la massima grotta mitriaca di Roma, quella in cui si celebrava il Pater Patratus (ipotesi questa molto seducente ma che, a verificarla, bisognerebbe procedere ad una indagine archeologica sotto l'attuale livello di quello straordinario monumento).
In seguito mi dedicai alla lettura di tutto ciò che esiste su Mitra, la Magna mater, Atys, Sabazio, aiutato e consigliato dal massimo specialista del campo, l'olandese Maarten Vermaseren; e man mano che mi inoltravo in quel misterioso e inquietante panteon ne rimasi talmente affascinato da dimenticare le ricerche sulla Cappella Sistina e sui tanti interrogativi che essa pone.
A confronto con momenti indimenticabili ,come la visita al mitreo di Ptui
in Slovenia (l'antica Petovio).................. >>
Nonostante questo Federico Zeri ,dopo la sua morte ,dona una piccola parte delle sue collezioni ai Musei Vaticani costituita per la gran parte: in un ritratto proveniente da Fayum e da una nicchia di una tomba ipogea proveniente da Palmira.