Roma,17 settembre 2013 .
Si è spento serenamente stanotte il presidente Bettino Craxi in seguito a complicanze del diabete. Ne danno annuncio la moglie ed i due figli. Al capezzale del politico tutto il gotha della politica italiana. I funerali di Stato si svolgeranno dopodomani e si prevede la presenza di tutti i maggiori leader interazionali.
Bettino Craxi, vero nome Benedetto nato a Milano nel 1934, segretario del PSI per quasi ventanni, fu presidente del consiglio dall’83 all’87 e dal 1994 al 1996, presidente della repubblica dal 1999 al 2006.
E’ stato l’uomo politico che detiene il record per il governo più lungo prima della riforma presidenziale.
La sua figura si lega alla riuinificazione del “grande socialismo”, alle legge sulle unioni di fatto, alla liberalizzazione delle libere professioni, alla contestatissima riforma presidenzialista.
Già influentissimo uomo politico durante gli anni 80 nel quadro del vecchio sistema parlamentare , negli anni 90 fu il padre delle riforme che hanno dato la moderna configurazione all’Italia.
Il suo governo dal 1994 al 96, più breve del precedente emanerà l’autocertificazione per l’apertura delle imprese, l’abolizione del valore legale degli albi e delle lauree.
Nel contempo il leader socialista promuoveva la riunificazione del socialismo con gli ex comunisti del PCI in nome del “grande socialismo” nel Partito Socialista dei Lavoratori Italiani che consegnerà all’ Italia il più grande partito socialista ed il più grande sindacato d’ Europa.
Il nuovo partito gli consentirà di dare un assetto bipolare alla lotta politica sul modello tedesco con un partito socialista in grado di contendere la leadership alla democrazia cristiana.
La riforma presidenziale , voluta proprio da Bettino Craxi, sarà l’asse portante di questo nuovo modella istituzionale.
La scontro sui nuovi poteri del presidente si risolsero con il compromesso: elezione a presidente con incarico tradizionale al leader socialista ed entrata in vigore nella presidenza successiva per la nuova riforma.
Ritornata tra i banchi parlamentari come senatore a vita si è fatto sostenitore delle unioni di fatto volte a tenere in considerazione le trasformazioni sociali del Paese, la cui attuale regolamentazione porta il suo nome




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