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  1. #1
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    Ελευσίνα
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    Predefinito Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi

    Un fiume di soldi pubblici


    Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi


    Cristina Giudici
    Se la città vi ricorda più la mela della Val di Non che quella di Apple, sbagliate: qui si innova


    Il Muse di Trento, il nuovo museo delle scienze, simbolo dell’innovazione, da poco inaugurato
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    TRENTO – L’obiettivo è ambizioso: trasformarsi nella Silicon Valley delle Alpi. Per vincere una doppia sfida: diventare uno dei poli tecnologi mondiali di eccellenza e dimostrare che lo si può fare, anche grazie a un buon utilizzo dei finanziamenti pubblici. Ricorrendo a una dose (massiccia) di filosofia keynesiana. Seppur scettica davanti alla rilevante iniezione di capitali pubblici della Provincia autonoma di Trento, che sostiene vecchie e nuove aziende, ricerche, istituzioni, associazioni (che a loro volta sostengono formazione, ricerca e start up) ed eliminano il rischio di impresa alla base di ogni circuito virtuoso, mi arrendo all’evidenza. O almeno concedo ai miei interlocutori il beneficio del dubbio. Infatti sulla collina di Povo, che divide la provincia addormentata dalla vivacità culturale di Trento, si trovano le facoltà scientifiche dell’Università, il CosBi, (Centre for Computational and Systems Biology, joint venture fra l’Università e Microsoft Research), la fondazione Bruno Kessler, Fbk, con i suoi 350 ricercatori dediti allo studio dell’informazione tecnologica e Trento Rise, un’associazione creata dalla Provincia per promuovere ricerca, educazione, innovazione e finanziamento di start up (un altro tesoretto della Provincia di 76 milioni di euro).

    LEGGI ANCHE: Se l’Italia innova come Trento ce la fa

    All’interno di un contesto vivace, con ricercatori che provengono dai cinque continenti, dentro i laboratori di ricerca, sono sorte nuove aziende, agili e snelle, che stanno cercando (si spera) di camminare da sole. Un esempio edificante del laboratorio trentino è la Point Grey. Multinazionale canadese che progetta e produce telecamere intelligenti (e vende metà della sua produzione in Cina), ha investito a Trento su una piccola squadra di ricercatori. Guidati da Alvise Sartori, senior manager dello sviluppo tecnologico della minuscola filiale trentina, progettano telecamere di terza generazione: «Ossia tridimensionali, capaci di visualizzare immagini con maggior profondità, registrare la direzione della sagoma ripresa. E anche di calcolare i numero dei passi», mi spiega uno dei giovani ricercatori, Todor Petkov, bulgaro, mentre mi mostra un minuscolo parallelepipedo, che è stato chiamato dai canadesi Bumble Bee (calabrone) in omaggio al proprio spirito ambientalista (tutte le telecamere hanno nomi di animali) e contiene i segreti delle loro ultime scoperte. La joint venture canadese-trentina è un esempio positivo di ciò che si vorrebbe fare nel polo tecnologico di Trento: attirare talenti informatici e investitori privati. «Valorizzando l’inventiva italiana», sottolinea Alvise Sartori, imprenditore che si è formato nei laboratori della Fbk, la Fondazione Bruno Kessler.

    VIAGGIO NELL’ECONOMIA REALE: Clicca qui per tutte le puntate precedenti

    In un altro laboratorio ospitato dalla fondazione Bruno Kessler, invece, un piccolo team di toscani ha creato un’azienda che applica la semantica al web: Spazio Dati. Con il sostegno di Trento Rise e della Camera di Commercio di Pisa, sette giovani informatici stanno cercando di creare un supermercato globale di parole e concetti. «Stiamo lavorando alla rivoluzione del Web.3», mi spiega l’Ad Michele Barbera, con un proclama che mi fa rizzare le antenne. «La semantica applicata al web è la scommessa del futuro: creare big data che servano ai motori di ricerca con criteri più complessi, basati su analogie, sillogismi, parallelismi fra nomi, luoghi, concetti. Ora i motori di ricerca brancolano ancora nel buio, non sanno fare connessioni ampie fra le diverse parole. Le faccio un esempio: «Se io scrivo che Nerone ha in mano una lira», il motore di ricerca non sa distinguere lo strumento musicale della lira dal nome della moneta. In futuro i risultati potrebbero essere più precisi e le aziende, ne sono certo, faranno a gara per avere a disposizione motori di ricerca più intelligenti. Per creare big data specializzati ci vogliono molte competenze: economisti, medici, giornalisti, ingegneri, editori… Non esiste un campo in cui il web semantico non possa essere utilizzato. Insomma, i link devono saper parlare!». E va detto, a onor del vero, che in Europa i due poli di eccellenza della ricerca semantica applicata al web si trovano a Trento e in Irlanda. «Sulla tecnologia web si è scoperto quasi tutto, ma la semantica è la nuova rivelazione», conclude Michele Barbera, «e posso dire con certezza che qui siamo più avanti che nella Silicon Valley», annuncia con enfasi.
    In ogni caso a Trento, dove la crisi ha morso meno grazie alle protezioni istituzionali (che alimentano la polemica sui fondi pubblici), si percepisce un clima dinamico, effervescente. Ora è in corso un altro progetto ambizioso (e assai finanziato): Trento Rise, in collaborazione con l’agenzia della Provincia autonoma Trentino Sviluppo, ha investito 13 milioni di euro per creare un acceleratore di talenti con l’obiettivo di creare 100 start up, le quali, superato il vaglio di una giuria, di cui fanno parte anche degli investitori, hanno ottenuto una prima tranche di finanziamento (di 25mila euro) per mettere le ali ai loro progetti. E oltre a partecipare a un workshop permanente con i guru mondiali delle aziende web per imparare a fare impresa, interagiscono con talenti arrivati da tutto il globo, che creano altri progetti di start up. Se 30 di loro, quelli che per ora hanno ottenuto la prima tranche di finanziamento, troveranno investitori privati, la Provincia finanzierà un’altra somma, pari a quella ottenuta dai privati fino alla soglia di 200mila euro. A patto che la società sia costituita in Trentino e vi rimanga per tre anni. «Dopo un’indagine sulle realtà imprenditoriali locali nel campo tecnologico (Trento ha una vocazione tecnologica iniziata 30 anni fa, ndr), abbiamo capito che c’era l’urgenza di un ricambio per sostituire le aziende che hanno perso la propria spinta propulsiva», spiega il responsabile del progetto, chiamato TechPeaks, Paolo Lombardi, esperto di start up. «Io spero che, dopo aver attratto tanti talenti, molti si fermino a Trento per seminare le loro conoscenze da cui chissà un giorno potrà davvero nascere la Silicon Valley delle Alpi, frutto di una felice unione fra ricerca e impresa. Ora a Trento si trovano giovani di 54 nazionalità diverse e 72 giovani che hanno meno di trent’anni, selezionati da una gamma di 619 domande: un tesoro immenso da non disperdere». Insomma a Trento, sulla collina di Povo che fa venire in mente più la mela della Valle di Non che quella della Apple, si sta giocando una partita molto importante: Creare la Silicon Valley alpina del terzo millennio con un’iniezione di capitali pubblici che servono da tramite per far incontrare l’offerta di pionieri del web con investitori privati. E quindi, come si augura Lombardi, ci auguriamo anche noi che la lodevole iniziativa della Provincia autonoma di Trento sappia agevolare il ricambio delle imprese high-tech della prima generazione, che stanno perdendo il passo, e non finisca nella centrifuga del solito dibattito italiano sull’uso dei soldi pubblici utilizzati per difendere lo status quo della burocrazia.
    Twitter: @GiudiciCristina






    Leggi il resto: Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi | Linkiesta.it

  2. #2
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    Predefinito Re: Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi

    La Silicon non è diventata quello che è diventata con i finanziamenti pubblici e i musei. Ma con il capitale privato, e con il "lasciar fare" ai ragazzi nei loro garage e nei loro magazzini. Se quà lavori fino alle 3 del mattino, senza essere assicurato, per hobby, ti inculano a sangue. Il paragone è improponibile. Senza senso. Non è mai nata innovazione tecnologica, sopratutto di consumo, in regimi socialisti, (salvo alcuni casi particolari, onestamente). L'innovazione arriva in paesi a basso controllo statale. L'Italia di fine 800 e primi del 900 era un paese dove si poteva inventare, dove si poteva sperimentare, lavorare, sbagliare liberamente. E infatti i marchi Italiani più importanti sono nati in quel periodo. Oggi non più. Siamo in un regime socialista. Odio ammetterlo ma è così. La cosa ancora più grave è che ci sono davvero pochi posti al mondo "Liberi" e allo stesso tempo "civili".
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  3. #3
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    Predefinito Re: Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi

    Ma si, la Silicon Valley "de noantri", coi soldi "de noantri"...

  4. #4
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    Predefinito Re: Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi

    A essere detassati come i trentini si può fare tutto.
    ...nocoj so dovoljene sanje, jutri je nov dan...

  5. #5
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    Predefinito Re: Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi

    In quanto Regione autonoma, il Trentino ha una legislazione fiscale-impositiva diversa dal resto del territorio nazionale, e questo sicuramente l'aiuta a finanziare progetti di ricerca avanzata, ma non dimentichiamo che i confini nazionali sono pur sempre quelli italiani.
    Paragonare il Trentino alla Silicon Valley ce n'è di distanza galattica, se non altro per le mentalità individuali che non si sviluppano e si consolidano con un battito di ciglia.
    Ad esempio, nel brindisino (Puglia) c'è una famosa azienda altrettanto impegnata in un processo tecnologico avanzato, che è quello delle nano-tecnologie (ne hanno parlato anche alla trasmissione Quark, qualche tempo fa); qualcuno nel mondo ne sa qualcosa come si sa, in modo diffuso, che esiste la Silicon Valley?
    Come nessuno ha mai saputo che l'azienda leader in Europa nella fabbricazione di microchip è a Catania.
    Ma tutti – nel mondo - sanno che il livello impositivo fiscale nazionale, che soffoca ogni buon proposito di ricerca tecnologica competitiva, è quello italiano.
    Pare che agli italiani piaccia sognare, anche se da noi i sogni divengono realtà solamente per gli stranieri che ci stanno colonizzando.
    Ultima modifica di Condor; 01-09-13 alle 19:13

  6. #6
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    Predefinito Re: Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi

    Mettiamo che Steve Jobs sia nato in Italia. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. Stefano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi.

    Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”. Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare.

    Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”.
    I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano.

    Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene. Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi?

    Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”.

    I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito, ma il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti. Assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “ragazzo, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”.

    I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti.

    La Apple in Italia non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.

  7. #7
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    Predefinito Re: Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi

    Bisognerebbe commissariare l'intera regione e mandare l'esercito.
    Ma come si permettono di buttare via i nostri soldi in una simile scemenza?
    Non giudicate e non sarete giudicati;

    Non condannate e non sarete condannati

    Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

  8. #8
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    Predefinito Re: Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi

    Citazione Originariamente Scritto da Kranzler II Visualizza Messaggio
    A essere detassati come i trentini si può fare tutto.
    In realtà non è corretto parlare di de-tassazione. Pagano le stesse tasse degli altri, ma trattengono in Provincia il 90%, senza obblighi di copertura dei servizi ordinariamente coperti dallo Stato. E' una montagna di denaro pubblico, considerata la pressione fiscale italiana, con cui potrebbero lastricare le strade di oro. Ed è denaro che devono spendere, in modo più o meno utile, più o meno sensato agli occhi di un italiano comune. Unica consolazione, sono trentini e quindi gente sostanzialmente onesta, concreta, con pochi fronzoli. Sono convinto che il Muse sia stato aperto in buona fede, anche se è evidente che non può essere questa la strada verso l'innovazione di cui abbiamo bisogno.

  9. #9
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    Predefinito Re: Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi

    Citazione Originariamente Scritto da Kranzler II Visualizza Messaggio
    A essere detassati come i trentini si può fare tutto.
    certo, anche assumere 20 mila forestali che ti rimboscano la Sila con lo stesso tipo di albero dappertutto...
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  10. #10
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    Predefinito Re: Così Trento vuol diventare la Silicon Valley delle Alpi

    Citazione Originariamente Scritto da Kranzler II Visualizza Messaggio
    A essere detassati come i trentini si può fare tutto.
    si lo pensano anche in sicilia........

 

 
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