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Discussione: Padania celtica e germanica

  1. #11
    tra Baltico e Adige
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    Predefinito Re: Padania celtica e germanica

    ottimo, era ora di rivedere un po di argomenti padani.
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  2. #12
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    Predefinito Re: Padania celtica e germanica

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    ottimo, era ora di rivedere un po di argomenti padani.
    Tutto questo è poco italiano, per cui va benissimo!
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  3. #13
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    Predefinito Re: Padania celtica e germanica

    LUNGHE BARDE LA MODA DEI LONGOBARDI
    MUSEO CIVICO CUNEO
    Via Santa Maria, 10 Cuneo
    La mostra di archeologia sperimentale “Lunghe barde. La moda dei Longobardi”, allestita nel Salone al primo piano del Museo, presenterà le testimonianze di un’epoca lontana, grazie a un approccio interattivo e didattico alla storia del popolo longobardo, per capirne gli usi e le consuetudini sociali attraverso la ricostruzione sperimentale - fedelmente eseguita dal Centro Ricerche L’Arc di Villar San Costanzo - di strumenti, monili, armi e vestiario dell’epoca.
    La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 settembre fino al 20 ottobre nei seguenti orari:
    dal 20 fino al 30 settembre 2013: martedì, giovedì, venerdì, domenica e festivi: 16.00-19.00; sabato:10.30-13.00 | 16.00-19.00.
    Dal 1° al 20 ottobre 2013: martedì, giovedì, venerdì, domenica e festivi: 15.00-18.00; sabato: 10.30-13.00 | 15.00-18.00
    La visita alla mostra è compresa nel biglietto di ingresso al Complesso Monumentale di San Francesco.
    LUNGHE BARDE LA MODA DEI LONGOBARDI

    Note di valzer e carrozze: Trieste torna asburgica
    Sabato e domenica la kermesse che ricorda i fasti viennesi.
    di Giulia Basso
    Sarà un ritorno ai fasti e alle atmosfere della Trieste asburgica e un omaggio al mito della principessa Sissi la kermesse storica organizzata dal Caffè degli Specchi e da Wärtsilä sabato e domenica.
    Proprio a pochi passi dalla statua di Carlo VI, che ricorda l’istituzione del porto franco e l’ascesa della città come porto dell’impero austroungarico, si ricorderanno con danze storiche in costume d’epoca i tempi di Maria Teresa d’Austria e di quella principessa Sissi che nell’immaginario comune assunse le fattezze dell’indimenticabile Romy Schneider, che la interpretò e la rese immortale nella trilogia di film diretti negli anni Cinquanta da Ernst Marischka.
    Sarà un lento scivolare all’indietro nel tempo, con piazza Unità che fin dal mattino, a partire dalle 11, si riempirà di carrozze d’epoca dalle quali scenderanno coppie di ballerini in costume, pronti a lasciarsi trasportare dalla musica in una miriade di danze differenti, dai valzer alle marce, dalle quadriglie alle mazurke.
    Nel pomeriggio, dalle 16, ripartiranno le danze con il “Gran ballo ottocentesco”: i ballerini del Circolo ferrarese della Società di danza si cimenteranno nel tradizionale valzer viennese, quel ballo che, prima di spopolare anche al di fuori dei confini dell’impero austriaco, fu ritenuto osceno per lo stretto contatto fra le coppie di ballerini che “giravano” (valzer viene dal tedesco “walzen”, che significa appunto girare) per la sala abbracciati sulle note di Johann Strauss.
    A sdoganare il valzer fu il fascino che fin dalla sua nascita (tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento in Germania e Austria) quel genere di danza, opposta al rigido e formale minuetto, seppe suscitare anche nell’aristocrazia locale.
    Insieme al tenore Andrea Binetti sabato alle 18 ci sarà un’incursione nelle arie di celebri operette del periodo austroungarico, mentre domenica alle 17.30 il tenore e la soprano Stefania Seculin, che arriveranno in carrozza, offriranno al pubblico una sintesi arrangiata per l’occasione del musical “Maximilian, il principe di Miramare”, dedicato alla figura dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo. Nella mattinata e nel pomeriggio di domenica invece un carosello di carrozze e cavalli invaderà pacificamente la piazza, con esibizioni di vario genere e dimostrazioni di dressage.
    Per l’occasione sarà lanciata anche la prima edizione del concorso nazionale fotografico “Trieste Asburgica”: sarà premiata la foto più bella dell’evento o un’immagine della città che richiami le atmosfere del periodo asburgico. La manifestazione, che vedrà la partecipazione dell’arciduca Markus Salvador Habsburg-Lothringen della dinastia degli Asburgo, è organizzata con la collaborazione dell’associazione culturale Società di danza di Ferrara, Il Circolo ferrarese della Società di danza, il gruppo The Mirrors della scuola di danza Club Diamante FVG, il Centro ippico di Stjak e l’associazione Amici balli dell’Ottocento.
    Note di valzer e carrozze: Trieste torna asburgica - Cronaca - Il Piccolo





    In occasione della Mostra Mercato "Libri di archeologia. Tra ricerca scientifica e divulgazione", che si terrà sabato 28 e domenica 29 settembre al Museo Archeologico Nazionale di Mantova (Piazza Sordello):
    ore 15: "Il Seprio nel Medioevo. Longobardi nella Lombardia Settentrionale (secc.VI-XIII)" relatore Elena Percivaldi, Casa Editrice Il Cerchio.
    Il volume ripercorre la storia dell'antico Comitatus - prima ancora Iudiciaria - del Seprio nel Medioevo, quando quest'area oggi appartenente alla Provincia di Varese (ma in passato estesa fino a comprendere la Valle d'Intelvi e parte degli odierni Grigioni e Canton Ticino) rivestiva un ruolo politico, strategico, militare ed economico-commerciale di primaria importanza. I saggi qui raccolti forniscono un quadro completo sulle vicende del Seprio e del suo centro eponimo, Castrum Sibrium, oggi parco archeologico ma un tempo fortezza-cardine del sistema difensivo subalpino, distrutta nel 1287 da Ottone Visconti e da allora mai più riedificata. Protagonista è anche la cittadina di Morazzone, che nell'aprile 2010 ha ospitato il convegno di cui questo volume rappresenta gli Atti: oltre a uno studio puntuale delle sue vicende storiche, è infatti presentato per la prima volta il resoconto dettagliato sugli scavi svolti nella chiesetta della Maddalena. Completa il testo una disamina del Sistema museale archeologico della Provincia di Varese, fondamentale dopo il recentissimo ingresso di Castelseprio e Torba - come parte integrante del sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 dC)" - nella World Heritage List dell'Unesco.


    Cividale-Giornate europee del patrimonio

    Ancora gravissimi incendi in Galizia, distrutto l’”Olimpo dei celti”
    di Lorenzo Pasqualini
    Galicia- Un incendio di enormi proporzioni ha distrutto la bellissima area del Monte Pindo, in Galizia. Le fiamme, divampate l’11 settembre, hanno finora distrutto oltre duemila ettari. Un disastro che arriva dopo un’estate drammatica per la Galizia, nella quale sono andati in fumo oltre 11.000 ettari di territorio.
    Il Monte Pindo si trova nella provincia di La Coruña, poche decine di km a sud dal famoso Cabo Finisterre, lungo l’Oceano Atlantico. È una montagna granitica alta 640 metri, e sovrasta una delle spiagge più belle della Galizia, la Playa de la Carnota.
    La montagna è formata da granito, che ne caratterizza l’aspetto con forme particolari che ricordano figure umane, mostri e animali. Inoltre il luogo geografico, aperto sull’Oceano, dove molto spesso le nebbie creano atmosfere particolari ricche di mistero, ha ispirato leggende e storie fantastiche millenarie ancora oggi ben presenti nella tradizione locale. Sul Monte Pindo sono presenti anche tracce degli antichi celti che un tempo qui vivevano, con numerose incisioni rupestri e ritrovamenti di utensili risalenti a migliaia di anni fa. È per questo che il Pindo viene chiamato anche “l’Olimpo dei celti”, una definizione usata già da alcuni storici dell’antichità, e ripresa poi dal famoso poeta gallego Ramón Otero Pedrayo. Alcuni fanno anche parallelismi con il Monte Pindo situato in Grecia. Oltre alla ricchezza di tradizioni è anche un’area naturalisticamente ricchissima, con un’alta biodiversità sia di flora che di fauna.
    L’incendio di questi giorni ha praticamente devastato l’intero territorio del Pindo, come denuncia con rabbia l’Associazione “Monte Pindo Parque Natural”. Si tratta di un gruppo di locali, supportati da migliaia di attivisti in tutta Spagna, che da anni si battono affinché l’area del Pindo venga dichiarata Parco Naturale. Nella giornata di ieri, in un comunicato stampa pieno di dolore e rabbia, l’Associazione ha puntato il dito contro la giunta regionale della Galizia, oltre che sul governo centrale, per non aver fatto niente per proteggere l’area naturalistica. Se l’area fosse stata dichiarato Parco, accusano, si sarebbe potuto prevenire ciò che ormai è accaduto. L’Associazione ha convocato una manifestazione per il 28 settembre, che consisterà nella salita al Monte Pindo da diversi versanti, e a seguire una grande assemblea nazionale a Santiago de Compostella per il 5 ottobre, per discutere su come proteggere il territorio.
    Anche se non esistono per il momento piste concrete da parte degli inquirenti, da parte dell’Associazione e di molti abitanti della zona c’è la certezza che si sia trattato di un incendio doloso.
    Ancora gravissimi incendi in Galizia, distrutto l'"Olimpo dei celti" (FOTO) - Meteo Web








    Monumento dedicato a re Breogàn.
    Breogán fu un mitico sovrano celtico proveniente dalla Galizia, di cui sarebbe stato il fondatore (tant'è che viene spesso chiamata casa di Breogán). I suoi figli erano Ith e Bile (Beleno). Era figlio di Brath. Secondo il Lebor Gabála Érenn, dice che a Brigantium (Coruña) costruì una gigantesca torre. Ith e Bile giunsero in Irlanda, dove furono accolti dai Tuatha Dé Danann, che in seguito uccisero Ith. Decenni dopo il nipote di Breogan, Míl Espáine, si vendicò conquistando l'isola.








  4. #14
    tra Baltico e Adige
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    Predefinito Re: Padania celtica e germanica

    "dobbiamo dire che ci ha sorpreso il fatto che il ministero della pubblica istruzione abbia concesso nel 1882 un premio all'opera del Prof. Arturo Galanti che è stato contestato da diversi autori trentini per aver troppo concesso al germanesimo.

    Il Galanti aveva azzardato la cifra di 100.000 abitanti teutonici nella fascia pedemontana che dal Piemonte arrivava sino al Friuli, numero che non giustificava affatto le asserite sporadiche immigrazioni medievali di coloni e minatori, ma presupponeva una presenza più antica."

    A. Galanti vede nel periodo della sconfitta dei goti da parte delle truppe di Narsete, il momento determinante per la germanizzazione dei monti prospicenti la fascia pedemontana, insomma goti e longobardi caduti i loro regni si sono ritirati a nord.

    Dal Gazzetino del 29/03/84 (quando era in mani venete e non siciliane) "pedemontana c'è un barbaro nell'albo di famiglia : capelli biondi, nomi germanici e anche un mistero irrisolto: C'è un mistero nell'origine dei veneti pedemontani, nel sesto secolo l'area pedemontana e collinare dell'alto Veneto al pari del Friuli e Lombardia fu teatro di una straordinaria vicenda storica.

    Venne invasa da popolazioni germaniche, longobardi e sassoni che non si limitarono a una estemporanea scorreria, ma si fermarono qui per sempre e ripopolarono le terre, avendo al seguito le donne e i bambini.

    Il sangue di queste stirpi germaniche scorre ancora nelle vene delle nostre genti pedemontane e ne costituisce anzi componente notevole, o persino principale.
    Non è un caso che i tipi antropologici prevalenti sono proprio germanici, biondi e rossi dagli occhi azzurri ed anche bruni che somigliano in maniera sorprendente a quei germani del nord del continente.

    Ancora dopo il 1000 la maggioranza della popolazione dell'alto Veneto seguiva la legge longobarda.

    Negli anni dal 1180 al 1318 almeno 28 su 36 podestà di Conegliano erano di origine germanica.

    Avendo sino ad ora trattato della pedemontana come sede dell'ultima minoranza gotico/longobarda non bisogna credere che le altre parti del Veneto fossero sguarnite da fare e arimannie; già i goti avevano edificato castelli e cittadelle in tutta la marca trevigiana: Castel di Godego, Godega S. Ubano, Merlengo ecc.

    Secondo lo storico Andrea Gloria nella "sculdascia" di Montagnana (PD) e dei suoi paesi circostanti metà della popolazione era di origine germanica, confermato da antichi documenti delle chiese che facevano messa in tedesco antico.

    I vicentini sino al quindicesimo secolo si definivano "cymbriaci viri" e chiamavano Cymbria la città di Vicenza.

    Fu il concilio di Trento (1545-1563) fortemente influenzato dai gesuiti che diede un colpo morale alle lingue germaniche nel nord italia vietando le funzioni in tedesco per arginare l'espansione dell'eresia luterana.

    (di Gualtiero Ciola)
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  5. #15
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    Predefinito Re: Padania celtica e germanica

    queste cose sono molto interessanti. la mia famiglia paterna si è stabilita due generazioni orsono in polesine dall'altopiano dei sette comuni. ho avuto il piacere di parlare con qualche vecchio di roana, il comune dove mi sembra che la componente linguistica cimbra sia più predominante; ho anche notato l'esposizione, all'entrata dei comuni, dei cartelli scritti in cimbro.
    ad esempio quando si arriva a Enego, si legge bene in grande l'antico nome "GHENEBE". è importante tenere vivo questo aspetto dell'altopiano, una storia che non deve assolutamente essere relegata nell'oblio.
    al lago di Corlo e zone vicine invece, se non ricordo male, ho trovato parecchi cartelli in ladino (ma qui siamo in provincia di belluno).
    tuttavia, anche se il mio aspetto fisico non è sicuramente mediterraneo , e anche se i miei avi erano montanari dei sette comuni, il mio cognome non credo lasci molti dubbi, sul non avere da spartire con i cimbri del luogo. anche se termina in "n", credo sia di derivazione francese.
    sarebbe interessante approfondire! sapete percaso se il cognome terminante in "n" sia indice di sangue cimbro (dato che appunto, da quelle zone discendo), o semplicemente una prova di generale veneticità? scusate quest'ultimo gioco di parole
    ...vivono tutte ancora le isole madri di Eroi
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  6. #16
    Οὖτις
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    Predefinito Re: Padania celtica e germanica

    aggiungo l'adesivo "7C" che moltissimi del luogo appongono nelle targhe delle macchine, simpatica iniziativa

    per quanto riguarda la mia curiosità sul cognome: chiedo perchè in un altro forum avevo letto che tutti i cognomi terminanti in "n" e provenienti dall'altopiano sono di origine cimbra, ma detta così mi suona come una generalizzazione forzata..
    Ultima modifica di Adriano; 22-09-13 alle 20:04
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  7. #17
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    Predefinito Re: Padania celtica e germanica

    Citazione Originariamente Scritto da -Caligola- Visualizza Messaggio
    queste cose sono molto interessanti. la mia famiglia paterna si è stabilita due generazioni orsono in polesine dall'altopiano dei sette comuni. ho avuto il piacere di parlare con qualche vecchio di roana, il comune dove mi sembra che la componente linguistica cimbra sia più predominante; ho anche notato l'esposizione, all'entrata dei comuni, dei cartelli scritti in cimbro.
    ad esempio quando si arriva a Enego, si legge bene in grande l'antico nome "GHENEBE". è importante tenere vivo questo aspetto dell'altopiano, una storia che non deve assolutamente essere relegata nell'oblio.
    al lago di Corlo e zone vicine invece, se non ricordo male, ho trovato parecchi cartelli in ladino (ma qui siamo in provincia di belluno).
    tuttavia, anche se il mio aspetto fisico non è sicuramente mediterraneo , e anche se i miei avi erano montanari dei sette comuni, il mio cognome non credo lasci molti dubbi, sul non avere da spartire con i cimbri del luogo. anche se termina in "n", credo sia di derivazione francese.
    sarebbe interessante approfondire! sapete percaso se il cognome terminante in "n" sia indice di sangue cimbro (dato che appunto, da quelle zone discendo), o semplicemente una prova di generale veneticità? scusate quest'ultimo gioco di parole
    le genti dell'altopiano di Asiago hanno sicuramente una forte connotazione Cimbro-Germanica .... tieni presente che la maggior parte dei cognomi PadanoAlpini originari sono stati prima venetizzati (o lombardizzati) poi in tante zone (escluso parte del Veneto) itaglianizzati a forza ... se vuoi sapere qualcosa in più devi andare negli archivi parrocchiali... le famiglie povere di tutta Europa difficilmente prima del 1400 avevano un cognome ma utilizzavano il patronimico che in alcuni casi è stato poi trasformato in cognome

    anche il mio cognome è l'itaglianizzazione di un soprannome (o sberleffo) in lingua alto-brianzolo attribuito ai mei avi nel 1400-1500 periodo nel quale i Visconti-forza hanno iniziato ad adottare il toscano come lingua ufficiale per tutto lo Stato di Milano, negli archivi delle parrocchie dove il mio cognome è diffussissimo (provincia di Lecco) è stato trovato il soprannome del capostipite

    p.s. il francese non c'entra nulla, se non per il substrato celtico che ha in comune con le lingue PadanoAlpine (infatti è facile trovare termini-cognomi simili) su cui si è sovrapposto il latino

  8. #18
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    Predefinito Re: Padania celtica e germanica

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    le genti dell'altopiano di Asiago hanno sicuramente una forte connotazione Cimbro-Germanica .... tieni presente che la maggior parte dei cognomi PadanoAlpini originari sono stati prima venetizzati (o lombardizzati) poi in tante zone (escluso parte del Veneto) itaglianizzati a forza ... se vuoi sapere qualcosa in più devi andare negli archivi parrocchiali... le famiglie povere di tutta Europa difficilmente prima del 1400 avevano un cognome ma utilizzavano il patronimico che in alcuni casi è stato poi trasformato in cognome

    anche il mio cognome è l'itaglianizzazione di un soprannome (o sberleffo) in lingua alto-brianzolo attribuito ai mei avi nel 1400-1500 periodo nel quale i Visconti-forza hanno iniziato ad adottare il toscano come lingua ufficiale per tutto lo Stato di Milano, negli archivi delle parrocchie dove il mio cognome è diffussissimo (provincia di Lecco) è stato trovato il soprannome del capostipite

    p.s. il francese non c'entra nulla, se non per il substrato celtico che ha in comune con le lingue PadanoAlpine (infatti è facile trovare termini-cognomi simili) su cui si è sovrapposto il latino
    negli archivi parrocchiali dici.. si potrebbe provare, oppure potrei fare un salto all'istituto di cultura cimbra, direttamente là.. magari sanno dirmi qualcosa.

    hai ragione sul francese, l'ho buttata lì perchè quando un cognome termina in "n" se lo dici alla francese suona benissimo ecco..
    ma è una sparata da assoluto ignorante
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  9. #19
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    Predefinito Re: Padania celtica e germanica

    Citazione Originariamente Scritto da -Caligola- Visualizza Messaggio
    hai ragione sul francese, l'ho buttata lì perchè quando un cognome termina in "n" se lo dici alla francese suona benissimo ecco..
    ma è una sparata da assoluto ignorante
    no beh il senso c'è, sono sempre lingue celtoromanze ... quanto ai cognomi basta pensare che quello più diffuso in Francia è Martin che suonerebbe bene anche in Padania

  10. #20
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    Predefinito Re: Padania celtica e germanica

    28 - 29 SETTEMBRE: GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

    La raccolta archeologica del Museo presentata al pubblico
    Visita giudata alle collezioni del Museo di Verbania.
    Redattore: MARIA D'AMURI
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto: gratuito; Per informazioni 0323 556621 (orario 10.00-14.00)
    Prenotazione: Facoltativa
    Luogo: Verbania, Palazzo Viani Dugnani
    Orario: 16.00-17.00
    Telefono: 0323 556621
    Fax: 0323 508167
    E-mail: museodelpaesaggio@tin.it
    Sito web: Museo del Paesaggio
    Dove:
    Palazzo Viani Dugnani
    Città: Verbania
    Indirizzo: Via Ruga, 44
    Provincia: VB
    Regione: Piemonte


    All'interno del museo archeologico di Verbania, ricco di reperti celtici, si trova pure un gesso, purtroppo alquanto rovinato, che riproduce un capolavoro dello scultore cannobbino Giulio Branca(a dieci anni si trasferì a Milano, mantenendo però saldo il legame con la propria terra natia): Rosmunda al banchetto di Alboino, che ottenne anche la Mention Honorable alla Esposizione internazionale di Amsterdam del 1883.
    La Lega, che ora controlla le presidenze della cosiddetta macroregione, visto che politicamente non combina nulla non dico dal punto di vista indipendentistico, ma nemmeno autonomistico, perchè non promuove almeno dei concorsi artistici aventi a oggetto episodi della storia e della mitologia celtica, germanica e scandinava, che ci appartengono per diritto identitario di Sangue e di Spirito?









    I percorsi popolari tra sacro e profano. Canti e racconti della montagna
    L’Archivio di Stato di Verbania in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio apre al pubblico lo storico palazzo per ospitare la 6a ed. della rassegna provinciale: “I percorsi popolari tra sacro e profano”, promossa da Associazione Cori Piemontesi. L’appuntamento in Archivio di Stato celebra quest’anno il Club Alpino Italiano nel 150° dalla sua fondazione. Federico Gagliardi, voce narrante, richiamerà alla memoria le prime escursioni in Valle Intrasca della “Sezione Verbano” attraverso la cronaca di giornali e riviste del tempo. Il coro SEO CAI di Domodossola intratterrà il pubblico con canti della tradizione di montagna. A fine concerto seguirà una degustazione di prodotti tipici del territorio, gentilmente offerti dai produttori aderenti ai consorzi locali della Camera di Commercio del Verbano Cusio Ossola.
    Redattore:
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto: ingresso gratuito
    Prenotazione: Facoltativa; Telefono prenotazioni: 0323/501403
    Luogo: Verbania, Sede: Archivio di Stato
    Orario: 15:00 - 18:00
    Telefono: 0323/501403
    Fax: 0323/507617
    E-mail: as-vb@beniculturali.it

    L'Era dei Draghi. Il loro ruolo nella storia spiegato attraverso un mito antico
    Conferenza a cura di Stefano Tappa.
    Promosso da Comune di Arsago Seprio - Civico Museo Archeologico
    Redattore: MANUELA ROSSI
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto:
    Prenotazione: Nessuna
    Luogo: Arsago Seprio, Civico Museo Archeologico
    Orario: 16.30
    Telefono: 0331 299926
    E-mail: segreteria@comune.arsagoseprio.va.it
    Sito web: Comune di Arsago Seprio SiMArch - Home
    Dove:
    Arsago Seprio, Civico Museo Archeologico
    Città: Arsago Seprio
    Indirizzo: Viale Vanoni
    Provincia: (VA)
    Regione: Lombardia
    Telefono: 0331 299926
    E-mail: segreteria@comune.arsagoseprio.va.it
    Sito web: http://www.comune.arsagoseprio.va.it; SiMArch - Home



    Museo a porte aperte: Avgvsta Tavrinorvm. Vita e archeologia di una città da prima dei romani al Medioevo
    Open day dedicato alla didattica, rivolto agli insegnanti e alle famiglie. Un giorno per scoprire il Museo, incontrare gli archeologi, vivere la storia e l’archeologia.
    Per il terzo anno, il Museo apre le collezioni e i giardini agli insegnanti e alle famiglie che vogliono conoscere le sue collezioni e l’offerta educativa.
    Dall’insediamento taurino alla città medievale, l’antica Torino rivive tra guerrieri celti, centurioni romani e cerusici medievali. Nei giardini reali del museo e nel teatro romano si apprestano accampamenti e si ricreano antichi scenari, con gli archeologi delle ditte che operano nel Museo si fabbricano lucerne e mosaici e si mette alla prova la propria conoscenza della Torino romana.
    Maggiori dettagli sull’evento sul sito del Museo: Museo Archeologico di Torino
    Attività gratuite in collaborazione con: Associazione Culturale Cisalpina, Associazione Culturale Speculum Historiae, Associazione TerraTaurina, Associazione Okelum, Associazione Itineraria, Associazione Archeologica Le Muse, Mediares
    Redattore: MARIA D'AMURI
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto: gratuito
    Prenotazione: Nessuna; Telefono prenotazioni: 011 5212251 (centralino)
    Luogo: Torino, Museo Archeologico di Torino
    Orario: 14.00-19.00
    Telefono: 011 5212251
    E-mail: sba-pie.museoantichita@beniculturali.it
    Sito web: Museo Archeologico di Torino

    Ti racconto di quando... al tempo delle "lunghe barde"
    In occasione della mostra di archeologia sperimentale e didattica “Lunghe barde. La moda dei Longobardi”, ospitata presso il Salone del Museo Civico di Cuneo fino al 20 ottobre p.v., nella serata di sabato 28 settembre sarà possibile approfittare degli approfondimenti guidati e gratuiti realizzati in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.
    A partire dalle ore 21.00 e previa prenotazione, i visitatori, suddivisi a piccoli gruppi, potranno usufruire non di una visita guidata classica, ma di un approfondimento con l’archeologo che sarà guida per la discussione, pronto a svelare gli aspetti quotidiani della vita al tempo dei Longobardi. Ingredienti fondamentali della serata: le fedeli ricostruzioni dell’Arc di Villar San Costanzo e l’istallazione sonora a cura del Conservatorio Ghedini di Cuneo.
    Redattore: MARIA D'AMURI
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto: gratuito; Per informazioni 0171 634175
    Prenotazione: Obbligatoria; Telefono prenotazioni: 0171 634175, museo@comune.cuneo.it
    Luogo: Cuneo, Complesso Monumentale di San Francesco – Museo Civico di Cuneo
    Orario: 21.00-23.00
    Telefono: 0171 634175
    Fax: 0171 66137
    E-mail: museo@comune.cuneo.it
    Sito web: Comune di Cuneo - Portale Istituzionale*-*Museo Civico di Cuneo

    A spasso per Castelraimondo sulle tracce degli antichi abitanti.
    Nel Parco Culturale di Castelraimondo sul Zuc Scjaramont tra scorci panoramici notevoli che dicono molto sulla sua posizione strategica è possibile visitare l’antico abitato fortificato celtico (castelliere) del IV sec. a.C. trasformato in fortezza dai romani a cavallo dell’anno zero e utilizzato dagli stessi fino ai primi decenni del V sec. d.C. Sono visitabili la “grande casa” che presenta degli unicum per la regione, il quartiere artigianale, la torre romana e il murus gallicus. I reperti più significativi, ritrovati durante le numerose campagne di scavo, si possono ammirare nella mostra permanente “I segreti di Castelraimondo” presso la sede del Municipio.
    Redattore: FULVIO BRUMAT
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto: Per informazioni 0427809091
    Prenotazione: Obbligatoria
    Luogo: Forgaria nel Friuli, Municipio e il colle alle sue spalle (Zuc Scjaramont)
    Orario: 9-12.30
    Telefono: 0427809091
    E-mail: info@monteprat.it
    Dove:
    Forgaria nel Friuli, Municipio e il colle alle sue spalle (Zuc Scjaramont)
    Città: Forgaria nel Friuli
    Indirizzo: Piazza Tre Martiri
    Provincia: (UD)
    Regione: Friuli-Venezia Giulia
    Telefono: 0427809091
    E-mail: info@monteprat.it

    Alla scoperta dei Longobardi in Val Tidone
    La giornata inizierà alle ore 10. 30 con l’inaugurazione delle nuove vetrine del percorso espositivo museale, dedicate ai reperti dell’officina del fabbro longobardo della Piana di San Martino ed ai reperti numismatici rinvenuti in Val Tidone. A seguire si terrà una visita guidata al sito archeologico della Piana di San Martino, mentre in serata, alle 21.00, ci sarà una conferenza, dedicata ai Longobardi, con relatore il Col. Giovanni Barbieri.
    Promosso da: Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, Museo Archeologico della Val Tidone.
    Redattore: FEDERICA CHIURA
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto: gratuito
    Prenotazione: Nessuna
    Luogo: Pianello Val Tidone, Museo Archeologico della Val Tidone
    Orario: inaugurazione ore 10.30, conferenza ore 21.00
    Telefono: 0523 994111
    Fax: 0523 994116
    E-mail: associazionepandora@virgilio.it
    Sito web: Museo Archeologico della Val Tidone
    Dove:
    Pianello Val Tidone, Museo Archeologico della Val Tidone
    Città: Pianello Val Tidone
    Indirizzo: Rocca Municipale
    Provincia: (PC)
    Regione: Emilia-Romagna
    Telefono: 0523 994111
    Fax: 0523 994116
    E-mail: associazionepandora@virgilio.it
    Sito web: Museo Archeologico della Val Tidone

    Visita guidata alla chiesa di San Biagio di Baver
    Il territorio di Baver, posto lungo la strada romana che portava da Oderzo a Ceneda, diventa un punto strategico in epoca longobarda. Mantiene inalterato nel tempo il toponimo che deriva dalla popolazione dei Baiuvari, alleati dei Longobardi, acquartierati qui nel corso del VII-VIII secolo. Il borgo conserva la chiesa medievale di San Biagio con uno tra i più importanti cicli di affreschi di epoca tardo medievale dell’area pedemontana dell’Alto Trevigiano.
    Redattore: ANTONIO GIACOMINI
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:29 settembre 2013
    Data Fine: 29 settembre 2013
    Costo del biglietto: gratuito; Per informazioni 3283818251
    Prenotazione: Nessuna
    Luogo: Godega di Sant'Urbano, chiesa di San Biagio di Baver
    Orario: dalle 15.00 alle 18.00
    Telefono: 3283818251
    E-mail: info@baver.it
    Sito web: Baver.it » Home page

    WEEKEND AL MUSEO - Inaugurazione dei nuovi spazi espositivi
    Vengono inaugurati i nuovi spazi espositivi del museo civico: una prima sala didattica con ricostruzioni ambientali, oggetti della vita quotidiana e strutture funerarie di epoca celtica golasecchiana, con un piccolo spazio dedicato agli ipovedenti; una seconda sala è dedicata a reperti altomedievali provenienti dall’abbazia monastica di San Donato, da San Bernardino e San Vincenzo.
    Promosso da Comune di Sesto Calende
    Redattore: MANUELA ROSSI
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto:
    Prenotazione: Nessuna
    Luogo: Sesto Calende, Museo Civico
    Orario: 11.30
    Telefono: 0331 928160
    E-mail: museo@comune.sesto-calende.va.it
    Sito web: Comune di Sesto Calende
    Dove:
    Museo Civico
    Città: Sesto Calende
    Indirizzo: Piazza Mazzini
    Provincia: VA
    Regione: Lombardia

    Area archeologica di Castelseprio. Visite guidate
    In occasione delle GEP 2013 si prevedono due visite guidate del Castrum di Castelseprio, della chiesa di Santa Maria foris portas e dell’Antiquarium, a cura del dott. Francesco Muscolino, archeologo MiBAC e direttore dell’area archeologica di Castelseprio
    Orari: 11.00 (prima visita); 16.00 (seconda visita)
    Redattore: STEFANIA DE FRANCESCO
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto: Ingresso gratuito; Per informazioni 0331/820438
    Prenotazione: Nessuna
    Luogo: Castelseprio, Area archeologica di Castelseprio
    Orario: 8.30-19.00
    Telefono: 0331/820438
    Fax: 0331/855816
    E-mail: parcoarcheologico.castelseprio@beniculturali.it
    Sito web: Parco Archeologico di Castelseprio (VA)-Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
    Dove:
    Castelseprio, Area archeologica di Castelseprio
    Città: Castelseprio
    Indirizzo: Via Castelvecchio
    Provincia: (VA)
    Regione: Lombardia
    Telefono: 0331/820438
    Fax: 0331/855816
    E-mail: parcoarcheologico.castelseprio@beniculturali.it
    Sito web: Parco Archeologico di Castelseprio (VA)-Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia

    Inaugurazione allestimento nuova sala dedicata all’area sepolcrale celtica e romana di Cascina Roma (Bernate Ticino-MI)
    Si espongono i corredi funerari databili tra il III sec. a.C e il IV sec. d.C. pertinenti ad un’unica ampia area sepolcrale, ritrovati durante gli scavi di archeologia preventiva (2005; realizzazione linea ferroviaria AV/AC tratta Novara-Milano; 2011: realizzazione Variante di Bernate Ticino, ammodernamento autostrada A4 TO-MI)
    Redattore: SERENA ROSA SOLANO
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto:
    Prenotazione:
    Luogo: Legnano, Museo Civico G. Sutermeister
    Orario: 15,00
    Telefono: 0331 543005
    Fax: 0331 471332
    E-mail: museocivico@legnano.org
    Dove:
    Legnano, Museo Civico G. Sutermeister
    Città: Legnano
    Indirizzo: Corso Garibaldi 225
    Provincia: (MI)
    Regione: Lombardia
    Telefono: 0331 543005
    Fax: 0331 471332
    E-mail: museocivico@legnano.org

    I Longobardi al Museo Archeologico di Milano
    Una visita guidata molto particolare, per ricordare la recente iscrizione dell’Italia Langobardorum (ovvero i luoghi del potere longobardo in Italia) nel Patrimonio mondiale dell’Unesco, alla scoperta della bellissima sezione altomedioevale del Museo.
    Per celebrare le Giornate Europee del Patrimonio, sabato 28 settembre, è previsto l'ingresso gratuito ai musei civici di Milano con visita libera.
    Redattore: MANUELA ROSSI
    Informazioni Evento:
    Data Inizio:28 settembre 2013
    Data Fine: 28 settembre 2013
    Costo del biglietto:
    Prenotazione: Obbligatoria; Telefono prenotazioni: 02 20404175 / 20421469
    Luogo: Milano, Civico Museo Archeologico di Milano
    Orario: 16.15 (durata 1 h)
    Telefono: 02 20404175
    E-mail: c.museoarcheologico@comune.milano.it
    Sito web: Museo Archeologico
    Dove:
    Civico Museo Archeologico di Milano
    Città: Milano
    Indirizzo: Corso Magenta 15
    Provincia: MI
    Regione: Lombardia

 

 
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