Ecco il guru economico di Renzi - Corriere Fiorentino
Ecco il guru economico di Renzi
Si tratta dell'israeliano Yoram Gutgeld, senior partner e direttore di McKinsey, una delle più famose società di consulenza al mondo
C’è una proposta forte, in tema di fisco, che Matteo Renzi va ripetendo a martello da qualche settimana: quella dei cento euro in meno di tasse per i redditi sotto i 2.000. Che equivale a mettere cento euro in tasca ai redditi medio-bassi degli italiani, per rilanciare i consumi. A dargli l’idea è stato uno dei super consiglieri economici che, dietro le quinte, lavorano nel pool renziano. Non uno qualunque. L’autore è infatti l’israeliano Yoram Gutgeld, senior partner e direttore di McKinsey, una delle più famose società di consulenza al mondo, quella di Roger Abravanel tanto per intenderci. Un colosso che sforna top manager uno dopo l’altro. Solo per fare due nomi: Corrado Passera, ex amministratore delegato di Banca Intesa oggi ministro per le infrastrutture; e Alessandro Profumo, già numero uno di Unicredit oggi presidente del Monte dei Paschi. Gutgeld, che per motivi di policy aziendale non può coinvolgere l’azienda per cui lavora e infatti svolge questa attività di consulenza a titolo esclusivamente personale (questo il motivo per cui il suo nome finora non era mai saltato fuori), vive a Milano da molti anni e nell’ambiente è considerato una star.
McKinsey collabora però già da qualche tempo con l’amministrazione Renzi. La multinazionale ha infatti elaborato il piano per la sicurezza stradale «David», studiato insieme all’associazione Lorenzo Guarnieri. L’obiettivo? «Salvare almeno 58 vite nei prossimi 10 anni». Gutgeld vanta amicizie trasversali: è stato uno degli autori della Fabbrica del programma di Romano Prodi nel 2006, è amico dell’ex collega di rottamazione di Renzi, Pippo Civati. Il compagno di scrivania di Gutgeld alla McKinsey è Abravanel, autore di un libro sulla meritocrazia, altro tema su cui Renzi punta molto per vincere la sua sfida alle primarie contro Pier Luigi Bersani. Qualche anno fa, Gutgeld e Abravanel, hanno scritto insieme un pamphlet per i Dibattiti di Siracusa della Confindustria in cui si invitava la politica e i politici a essere più coraggiosi da far cadere qualcuno dei miti che schiacciano l’economia italiana sul passato, come quello dell’industria quale motore immobile, mentre invece sono i servizi ciò che fa crescere la società moderna. Lo studio era, intenzionalmente, «un appello al prossimo governo affinché ponga al centro del dibattito economico l’obiettivo primario di aumentare la concorrenza nei servizi e di ridurne i prezzi». Abravanel e Gutgeld chiedevano «un cambiamento epocale».
E ora che, in caso di vittoria, al governo potrebbe andare Renzi, per Gutgeld si ripropone insomma il tema di cosa fare per la crescita. Ecco perché questa proposta, molto incisiva dal punto di vista mediatico, sui cento euro in meno di tasse. La riduzione riguarderebbe 16 milioni di lavoratori, con un costo di 20 miliardi. Per finanziare l’intervento Renzi ipotizza la riduzione del 10 per cento della spesa pubblica «intermediata», pari a 215 miliardi, composta da spesa per acquisto di beni e servizi della pubblica amministrazione (+135% in 30 anni); investimenti (40% più della Germania tra 2000 e 2012); incentivi alle imprese (40 miliardi all’anno). La riduzione delle tasse, secondo Renzi (e Gutgeld), avrebbe l’effetto di sostenere il potere di acquisto delle famiglie, rilanciare i consumi e dare un sostegno alle imprese. Questo è solo uno dei punti a cui Renzi e la sua squadra stanno lavorando. Il programma definitivo, che oggi consiste in dodici punti pubblicati sul sito adessopartecipo.it, sarà presentato alla terza «Leopolda», che si terrà a Firenze quindici giorni prima delle primarie, al momento prevista tra l’ultima settimana di novembre e la prima di dicembre. Fino ad allora il programma sarà work in progress, arricchito grazie ai contributi di diversi economisti che si confrontano via mail.
David Allegranti
Claudio Bozza
25 settembre 2012
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