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    Predefinito Simbologia del falco e aspetti esoterici della falconeria

    Il simbolismo del falco


    Geoff Sandhurst, Red Tailed Hawk
    Immagine tratta dal sito http://sandhurstsculpture.blogspot.it/

    Il Falco pellegrino (Falco peregrinus) è uno stupefacente rapace di medie dimensioni conosciuto fin dall’antichità per la sua maestria di volo. Lo contraddistingue infatti un tipo di volo agile, potente e prodigiosamente veloce. Il nome Pellegrino gli deriva sia dal fatto di essere una specie cosmopolita, presente cioè in tutti i continenti tranne l’Antartide, ma probabilmente anche dal fatto che alcune razze sono migratrici di lungo corso, veri nomadi del cielo capaci di volare fino a 25.000 Km l’anno. In Italia ne esistono due razze, quella tipicamente mediterranea (brookei) e quella “mittel-europea” (peregrinus).
    Il Pellegrino, oltre ad essere la creatura più veloce del pianeta, è anche un animale iconico e carismatico sotto numerosi punti di vista: religioso-culturale, storico-venatorio, ecologico-naturalistico, e perfino per la storia dell’ambientalismo. Presso gli antichi egizi incarnava Horus, la divinità del cielo e del sole, mentre i greci lo consideravano il nunzio di Apollo. Il Pellegrino inoltre è sempre stato il rapace prediletto dalla falconeria.
    Al vertice della catena alimentare naturale, il Pellegrino è un eccellente indicatore ecologico. In seguito ad un drammatico crollo avvenuto tra gli anni 50 e 70, quando il Pellegrino stava per estinguersi dai paesi industrializzati a causa del DDT usato in maniera massiva in agricoltura, questa specie si è resa protagonista di una spettacolare ripresa demografica, resa possibile dal bando del pesticida, da strette misure di protezione e da svariati programmi di allevamento in cattività e reintroduzione. A partire dagli anni 90 il Pellegrino ha addirittura iniziato a colonizzare gli ambienti urbani di tutto il mondo, un fenomeno nuovo ed interessante. I Pellegrini sono presenti in alcune città, come ad esempio a Firenze dai primi anni 90, da quando cioè furono osservati utilizzare come posatoi inaccessibili le fiancate dei monumenti, che evidentemente “interpretano”come falesie o pareti di roccia a strapiombo, il loro habitat naturale prediletto. Dopo una decina di anni di acclimatazione i Pellegrini, che inizialmente soggiornavano a Firenze solo al di fuori del periodo riproduttivo (luglio-febbraio), hanno deciso di eleggere il centro storico di Firenze come sito di nidificazione Questi rapaci sono predatori “ornitofagi”, ovvero si nutrono esclusivamente di uccelli che cacciano in volo, spesso in maniera altamente acrobatica, con picchiate in verticale che gli consentono di superare i 300 chilometri orari. A Firenze banchettano prevalentemente con piccioni e storni. Tratto da: http://met.provincia.fi.it/public/mi...4214323602.pdf


    Il falco nella storia: la falconeria

    L’arte di cacciare con gli uccelli rapaci è una pratica dalle radici antichissime. Il falco è molto più del fiero animale predatore che si avventa ad alta velocità sulla preda designata: è una pura immagine di potere, rappresenta il principe stesso nella sua nobiltà, intelligenza, abilità, eleganza, bellezza. Cacciare non è soltanto un gioco, un passatempo affascinante e spettacolare, ma è anche un esercizio di potere, un’affermazione di prestigio, ostentazione di potenza e forza. La più antica testimonianza sulla falconeria risale ad 800 anni prima della nascita di Cristo, grazie a quanto lasciato da un sovrano cinese. In questa epoca, la Cina era molto più avanzata, rispetto all’Europa e al Medio Oriente, nell’addomesticamento degli animali. Molti reperti (disegni e dipinti) risalenti alla dinastia Hang (206 a.C.) ci mostrano scene di caccia con il falco. Non dobbiamo dimenticare che Chang-an (attuale X’ian) ha rappresentato, sotto la dinastia Hang, un fiorente commercio con l’estero: da quella città partirono carovane per molte parti del mondo allora conosciuto. Per quanto riguarda l’Italia, la Falconeria giunge da noi attraverso due strade. Dalla Sicilia per opera di arabi e normanni, e dalla Germania. L’unione di svevi e normanni fonde le due correnti di Falconeria. Primo cultore normanno della Falconeria in Sicilia fu Ruggero II, ma anche Federico II fu un ottimo Falconiere.


    Il dio falco: Horus

    Il dio Horus era il dio dei cacciatori ed era rappresentato da un falco.
    Successivamente fu identificato con il sole, divenendo il simbolo della nobiltà, archetipo dei faraoni. Horus, il falco divino, divenne quindi il dio del cielo, che aveva il sole come occhio destro e la luna come occhio sinistro. La sua natura comprendeva una chiaroveggenza che gli consentiva di vedere ogni cosa, una capacità visiva molto acuta e una sviluppata consapevolezza. I quattro elementi naturali, terra, aria, fuoco e acqua erano al suo comando. Horus, che rappresenta quindi l’equilibrio del mondo naturale, era anche associato all’orizzonte orientale e alle terre straniere. Il suo colore è il giallo. Ancora oggi, l’occhio di Horus ha una notevole influenza: le sue sembianze ricorrono, infatti, nella gioielleria popolare, nell’arte e nel disegno. Molti ne sono attratti senza conoscerne il significato, forse perché esso risveglia l’innato legame con gli antichi Egizi e con i miti di Osiride. In Egitto il culto degli animali la zoolatria, era molto diffuso e recentemente, nell’oasi di Kharga, a 200 Km a ovest di Luxor, è stata scoperta la più grande tomba monumentale di animali mai trovata nel Paese del Nilo. All’interno 3000 falchi mummificati, ancora perfettamente conservati, risalenti al nuovo regno, alle ultime dinastie quando il culto per gli animali era più che mai praticato.


    Il falco come animale totem

    Nella tradizione europea, il Falco rappresenta il cacciatore ed è associato con la divinità germanica del cielo Wodan. Nella cultura europea il Falco invece è considerato un simbolo di guerra. Come animale totem, rappresenta il potere della visione, la sapienza e la tutela. Il Falco porta con sé un messaggio di transizione e di cambiamento, lezioni che si applicano forse nella vostra ricerca interiore, nel lavoro, nella carriera, ecc..
    Il nome del falco pellegrino, deriva dal latino e significa straniero, perché è un uccello migratore che si trova in tutto il mondo e tende a viaggiare a grandi distanze. Il falco Pellegrino è usato in falconeria per la sua intelligenza, la sua natura appassionata e le incredibili capacità di afferrare la sua preda. Il Falco come animale totem ci incoraggia a elaborare una precisa strategia prima di mirare ai nostri obiettivi. Il falco ti dice che devi avere un preciso intento. Quando appare, siamo chiamati a concentrarci sui nostri desideri al fine di riuscire a tradurre in pratica i nostri sogni. Il fatto che il Falco è una creatura solare può significare che c’è qualcosa nella vostra vita verso la quale nutrite una profonda passione. Il Falco vi chiede di coltivare questa passione e di fare tutto il possibile per trarre da questa vocazione i massimi risultati, sia per beneficio vostro, sia per offrire il vostro talento al mondo. Rendi dunque la tua passione una realtà da perseguire, con metodo e con il potere della tattica, proprio come fa il Falco quando si avventa sulla sua preda.

    (...)

    Il simbolismo del falco | Il simbolismo degli Animali Totem
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 03-10-13 alle 16:30
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    Predefinito Re: Simbologia del falco e aspetti esoterici della falconeria

    Simbologia del Falco


    Wallerant Vaillant, Ritratto di un ragazzo con un falco
    (New York, Metropolitan Museum of Art)
    Immagine tratta dal sito http://www.metmuseum.org/

    Il falco messaggero, protettore e visionario evoca un simbolismo solare. In Egitto era associato ad Horo ed al preesistente dio Ra.
    Erano inoltre rappresentati dal falco divinità quali: Ptah, Rehu, Seker, Amenti, Circe, Hermes o Mercurio.
    In Grecia il falco era l'attributo di Apollo e per questo gli uccelli di tale specie venivano considerati sacri e nutriti con cibi pregiati, al pari delle offerte fatte al dio.
    Nella tradizione nordica europea, indica l'intelligenza dei segreti celesti e la volontà di elevazione. Infatti, il suo nome in poesia "haukr" significa sia "giovane audace" che "falco".
    Vederne uno è di buon auspicio in quanto indica il risveglio dell' anima rispetto allo scopo, la ragione per cui si è in vita. Il suo messaggio è quello di restare aperti a nuove idee, di estendere la visione della propria esistenza: il falco plana attraverso l'aria e guardando in basso vede ogni cosa. Può puntare la sua preda, anche tra le creature più piccole.
    Fra i pienteti, è associato a Mercurio, in quanto vola vicino al sole. E proprio perché poteva osservarlo indenne, i medici, per curare gli occhi, si servivano dell'erba dello sparviero.
    Dal punto di vista onirico, incarna la figura del messaggero divino.
    Nelle tradizioni celtiche il falco "Achill" faceva da ponte tra il nostro mondo e quello dei defunti.
    Se nei sogni percepiamo il suo grido, può indicarci di fare attenzione ad un pericolo imminente, di stare attenti a situazioni che potrebbero richiedere coraggio e risolutezza. Tuttavia, può simboleggiare anche un'illuminazione, una nuova vita, la creatività, la verità, l'esperienza. O ancora, potrebbe suggerire di essere lucidi e prudenti, di rivalutare una scelta, ampliando i nostri confini mentali. Nell'antichità sognare un falco indicava anche di fare attenzione a pirati, briganti e dunque a persone poco oneste.
    Il concetto di anima egizio, "Ba" è anch'esso alato come un rapace.
    In un passaggio del Libro del Morti si legge: "Io sono il topo." "Io sono il falco." "Io sono la scimmia." ... "Io sono il coccodrillo la cui anima viene dagli uomini". Inoltre, gli Egizi chiamavano lo sparviero "baieth", nome composto che significa anima e cuore.Vista la loro rapidità nel volo, nei geroglifici rappresentavano il vento.
    Anche gli Aztechi consideravano il falco un messaggero degli dei.
    Gayatri invece, è il falco Indù che portò sulla Terra una bevanda inebriante di immortalità nota come 'soma'. I Polinesiani associano al falco poteri di profezia e guarigione. In Cina, è portatore di conflitti. Secondo altre interpretazioni, il falco sarebbe il guardiano della Terra.
    Chi è guidato dal falco dovrà combattere per rendere il mondo un posto migliore, sia localmente che globalmente. Educherà gli altri all'amore e alla protezione della natura, in quanto consapevole dell'interconnessione di tutte le cose.
    Come totem, indica dunque la necessità di affrontare il risveglio spirituale in maniera graduale, attenta e consapevole fino ad acquisire saggezza ed esperienza.
    Solo una volta affrontato questo cammino si potrà essere d'aiuto e ispirazione per gli altri. Il falco infatti è un "capo", centrato e cosciente del fatto che se vuole vivere non deve farsi scappare la preda.
    Molte culture, specie nel Nord America tengono in alta considerazione questo rapace, perché "vola allo Spirito". Anche se non si direbbe, il falco è molto protettivo nei confronti dei suoi piccoli e proprio per questo è simbolo di tutela e protezione.
    "Seabhac" consente alle persone di cercare le proprie radici ancestrali, di osservare gli aspetti integrali e positivi della propria esistenza ma anche quelli che la stanno limitando, in modo che possano essere rilasciati.
    Nel Cristianesimo assieme alla colomba, incarna lo Spirito Santo nei doni della scienza, dell'intelligenza e della fortezza.
    Essendo un uccello pulitissimo, lavandosi ogni giorno per liberarsi dai parassiti, richiama il concetto di purificazione.
    Talvolta era rappresentato mentre faceva a pezzi una lepre, simbolo della lascivia, a raffigurare la vittoria sulla concupiscenza.
    Tuttavia il nobile rapace in alcune culture subisce un rovesciamento del suo valore simbolico.
    Secondo la Legge mosaica, falchi e altri rapaci sono impuri e non devono essere mangiati da Israele (Lv 11,16; Deu 14:15).
    A causa della velocità con cui il falco plana e afferrare la sua preda, è anche simbolo di morte, ingiustizia, violenza e orgoglio esacerbato e dal momento che soleva dissetarsi unicamente col sangue, simboleggiava anche la superbia.
    Sempre per lo stesso motivo, rappresenta il demonio che squarcia il cuore di chi ne è posseduto, come si vede su una vetrata della cattedrale di Bourges.
    Per quanto riguarda l'aspetto fiabesco, Esopo spiega come evitare rimedi peggiori della malattia nella storiella "il falco, l'aquilone e i piccioni".
    In ogni caso se vi capitasse di avere la fortuna di adocchiare un falco, sappiate che vuole dirvi di prestare attenzione a ciò che potrebbe essere trascurato, forse un talento inespresso. E' potenza, centratura, passione potente. Meditare sulla sua figura, aiuta a bilanciare i soggetti che sono più in sintonia con il loro lato lunare e hanno difficoltà ad esprimere la parte solare della loro personalità nel perseguire i loro obiettivi. E' collegato quindi ai chakra superiori, affinché possano aprirsi e vedere i messaggi che l'Universo invia per liberare le persone da pensieri e convinzioni che limitano la loro capacità di fare la scelta migliore in uno o più ambiti.

    Santi associati al falco:
    - San Agilufo di Colonia (9 luglio)
    -San Giuliano l'Ospedaliere (29 gennaio)

    Messaggi positivi associati al falco:
    -risveglio spirituale e volontà di elevazione
    -messaggi divini, profezia, guarigione
    -intelligenza, coraggio, protezione
    -positività

    Messaggi negativi:
    -talenti inespressi
    -orgoglio, superbia, ingiustizia
    -disonestà

    Il risveglio della Luce: Simbologia del Falco
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 03-10-13 alle 16:53
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

 

 

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