Dalla ?primavera araba? alla potatura della Storia - Stato & Potenza
Dalla ‘primavera araba’ alla potatura della Storia
La cosiddetta ‘Primavera araba’, è l’ultimo spettacolo hollywoodiano organizzato per sollazzare la militanza sinistra d’occidente e per piazzare al potere, nei Paesi arabi, i fantocci islamo-sionisti a servire i loro mandanti; mandanti verso cui si s’è prostituta e ‘giannizzerata’ anche la stragrande maggioranza delle cosiddette ‘avanguardie’ del proletariato, sempre occidentale, in ciò accompagnata dal professorume accademico, soprattutto quello presuntamente esperto di Islam e Medio Oriente, comprato in blocco con assegni del fu emiro del Qatar.
In Italia, ad esempio, si è assistito a questo spettacolo osceno di pubblica prostituzione dei cosiddetti ‘rivoluzionari marxisti’ di tutte le salse: maoisti, stalinisti, trotzkisti, guevaristi, anarco-comunisti e non; tutti ad esaltarsi davanti ottuse masse di sottoproletari e di piccoli borghesi anelanti la distruzione di interi Stati, in cambio dei deliranti sogni hollywoodiani a base di spot pubblicitari e situation comedy, presso le fazioni degli strati piccolo-borghesi più o meno colorati dalle agenzie di propaganda e disinformazione degli USA e della NATO; oppure a base di claustrofibici incubi sauditi e medievali, invocanti il califfato islamista degli ascari dell’imperialismo quali i taliban, incubi desiderati soprattutto dal sottoproletariato analfabeta del Mondo Arabo. Un sottoproletariato che è divenuto ‘ceto di riferimento’ presso la già citata presunta ‘avanguardia rivoluzionaria’ nostrana. Pietoso e spettacolare contemporaneamente, è stato vedere tali araldi della purezza marxista e altri buffoni ‘sovranisti’, andare in orgasmo alla vista dei bombardamenti aerei della Libia e del terrorismo salafita impazzante in Siria. Un’oscenità che ha fatto cadere maschere e mascherine, a partire dal presunto Norman Bethune de noantri, che su ordine dello spionaggio atlantista s’è recato a soccorrere e curare amorevolmente i tagliagola salafiti di Misurata e Bengasi, grazie anche all’esperienza di barbuto crocerossino dei barbuti assassini dell’Afghanistan. Una doppia esperienza che ha già messo al servizio della Repubblica Centrafricana, appena golpizzata dall’invasione francese, e da dove casualmente giungerebbe l’ultima eroina della sinistra atlantofila e eurasiofoba, la dolce mogliettina del golpista bancarottiere kazako Abljazov. E il cerchio francese si chiude.
Ritornando alla ‘primavera araba’, va ricordato che venne anticipata nell’estate 2010 da una serie di campagne mediatiche eurasiofobe, lanciate dalle ‘sinistre’ italiane; da una parte il tg3 con una serie di ‘servizi’ anti-libici e demonizzanti Gheddafi; una putrida paccottiglia di spazzatura propagandistica riversata sulla testa dei militonti televisivi seguaci delle donnine-mostriciattolo che gestiscono TeleKabul (quella americanizzata) o che, grazie al gradito servizio a supporto della distruzione della Jamahiryia libica, sono diventate delle assai poco apprezzate e apprezzabili figure istituzionali di un Paese marcescente. Dall’altra parte, uno scribacchino della ‘Bologna rivoluzionaria’, un combattente del proletariato trinceratosi nelle scrivanie, rispettivamente del ministero delle finanze, dell’università di Bologna e della ‘rossa’ casa editrice Mondadori, quella del grande timoniere di Arcore; tale felsineo scribacchino necrofilo, ovviamente su commissione, riversò ulteriore spazzatura propagandistica verso quei pochi soggetti che non si erano allineati alla cultura dei cowboys, di cui il medesimo malmesso scribacchino è una cheerleader scatenata, qualificandoli come ‘Rosso-Bruni’. Una parola che ebbe breve fortuna, dato che fu adottata soltanto da qualche tossico dei centrisociali e da qualche e-pennivendolo in cerca di un padrone.
Infatti, appena la ‘Primavera araba’ ha mostrato il proprio vero volto, ovvero quella della sovversione teleguidata, del terrorismo taqfirita e dell’invasione atlantista e sionista, la buffonata primaverile è andata rapidamente dissolvendosi. Sebbene abbiano ‘vinto’ in Libia, l’islamo-sionismo e l’islamo-atlantismo, che tanti estimatori hanno raccolto dietro e sotto cattedre universitarie interessate, o nei circoli e siti di esaltati, tali islamo-perversioni sono rifiutate e combattute con tutte le forze in Yemen, Egitto, Siria, Iraq, Bahrain, Libano e Turchia. E infine il golpe nasseriano in Egitto, che continua a indignare le tante animacce belle ancora in circolazione che, pur cariche delle loro pseudo-analisi ‘marxiste’ o ‘libertarie’, vanno contro i ceti e le classi strutturate in Egitto e incontro alle bande islamiste e agli strati sociali più infimi, ancora immersi nella miseria morale e materiale. Ed è a tali sacche di orrore ideologico e di squallore umano, che puntano buffoni e cialtroni sconfitti dalla Storia, (sì, la Storia, poiché questo momento è cruciale al livello mondiale), per poter uscire dalla fogna culturale, politica e ideologica in cui si sono immersi quando aggredirono i cosiddetti ‘rosso-bruni’, tra cui e in primis Stato e Potenza, poiché prospettanti una contiguità con le tanti risorgenti realtà eurasiatiche e latinoamericane, e soprattutto perché Stato e Potenza era e resta, difatti, l’unico fortino dell’informazione che non si è mai allineato con la vulgata hollywoodiana che demonizza e aggredisce da due anni e mezzo il Panarabismo, il Patriottismo e il Socialismo Arabi.
Oggi, e nonostante il mal di pancia di qualche vecchio santone non invitato, l’Eroico Esercito Arabo Siriano avanza spazzando via le tane dei ratti portatori della peste taqfirista e islamo-sionista. Oggi, che l’esercito egiziano, in un moto di patriottismo nasseriano, si sbarazza dello sgorbio islamo-washingtoniano posto a capo dell’Egitto post-Mubaraq, animato dall’intenzione di trascinare il popolo egiziano nella follia sanguinaria della Jihad contro lo sciismo e il progresso arabo. Oggi, che le manovre del terrorismo islamista-atlantista vengono sventate in Algeria, Libano, Iraq e contestate in Tunisia e Turchia, il fumogeno della ‘primavera araba’ si dissolve, liberando i popoli arabi da una trappola mortale. Ciò fornisce la possibilità al Medio Oriente e al Mediterraneo di avere un futuro, mentre tutte quelle forze mediatiche, universitarie, politiche o pseudotali prosperate sotto la copertura del Qatar e l’ombra dell’obamismo fallito, si ritrovano scoperte e nude come vermi sul lato sbagliato del campo di battaglia, quello sconfitto.
Non potendo più tornare indietro, avendo perso ogni legittimità ideologica, storica, politica e financo umana, queste frange ‘fringe’ insisteranno nel supportare le degenerazioni propagandistiche emanate sulla ‘primavera araba’. Interi ceti di mercenari politici, giornalistici, accademici e ideologici, partiti alla carica contro coloro che ritenevano sconfitti e inermi, sono stati invece fermati, accerchiati e sconfitti, proprio come le bande terroristiche e i partiti integralisti per cui tifano. Infatti, di pari passo con l’avanzata dell’esercito siriano, si affievolisce la loro propaganda. Si sono zittiti all’indomani della distruzione della Libia, si zittiranno all’indomani della vittoria definitiva del Popolo Siriano. Alessandro Lattanzio





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