Visualizzazione Stampabile
-
Re: Terryes
LETTERA APERTA DI UN CARABINIERE
Mi Vergogno
__________________________________________________ _______________
- Di essere stato comandato, ignorando i veri ordini
- Di non aver sentito le grida di chi chiedeva Giustizia
- Di non aver contribuito ad allentare il giogo
- Di aver permesso ai Padroni di comandare
- Di aver difeso gli Indifendibili
- Di non aver dato voce a chi già non ne aveva
- Di aver taciuto quando sarebbe stata ora di parlare
- Di aver contribuito involontariamente ad opprimere gli oppressi
- Di aver zittito quanto c’era da urlare
- Di aver negato quanto c’era da affermare
- Di non aver ascoltato quanto c’era da ascoltare
- Di aver guardato in una unica e sola direzione
- Di aver favorito anziché arrestare chi veramente lo meritava
- Di essere rimasto in vigile attesa quando non v’era nulla per cui ne valesse la pena
- Di non aver compreso quanto c’era da comprendere
- Di non aver saputo piangere quanto chi mi stava di fronte
- Di non aver ascoltato chi meritava di esserlo
- Di aver fatto tacere chi già, non aveva voce
- Di aver fatto gridare chi non ne aveva diritto
- Di aver fatto rispettare regole che di fatti, non lo sono
- Di aver sacrificato chi con Amore mi è affianco da una vita
- Di aver detto sempre la verità, scoprendo che essa era solo una grande Bugia
Di tutto questo e di tanto altro mi VERGOGNO e chiedo PERDONO a Dio ed agli Uomini.
Ma soprattutto chiedo perdono ai miei Figli, perché il loro padre non sapeva quel che faceva.
Un Carabiniere
Un Padre
LETTERA APERTA DI UN CARABINIERE | ICONICON POST
-
Re: Terryes
Citazione:
Originariamente Scritto da
Eridano
LETTERA APERTA DI UN CARABINIERE
Mi Vergogno
__________________________________________________ _______________
- Di essere stato comandato, ignorando i veri ordini
- Di non aver sentito le grida di chi chiedeva Giustizia
- Di non aver contribuito ad allentare il giogo
- Di aver permesso ai Padroni di comandare
- Di aver difeso gli Indifendibili
- Di non aver dato voce a chi già non ne aveva
- Di aver taciuto quando sarebbe stata ora di parlare
- Di aver contribuito involontariamente ad opprimere gli oppressi
- Di aver zittito quanto c’era da urlare
- Di aver negato quanto c’era da affermare
- Di non aver ascoltato quanto c’era da ascoltare
- Di aver guardato in una unica e sola direzione
- Di aver favorito anziché arrestare chi veramente lo meritava
- Di essere rimasto in vigile attesa quando non v’era nulla per cui ne valesse la pena
- Di non aver compreso quanto c’era da comprendere
- Di non aver saputo piangere quanto chi mi stava di fronte
- Di non aver ascoltato chi meritava di esserlo
- Di aver fatto tacere chi già, non aveva voce
- Di aver fatto gridare chi non ne aveva diritto
- Di aver fatto rispettare regole che di fatti, non lo sono
- Di aver sacrificato chi con Amore mi è affianco da una vita
- Di aver detto sempre la verità, scoprendo che essa era solo una grande Bugia
Di tutto questo e di tanto altro mi VERGOGNO e chiedo PERDONO a Dio ed agli Uomini.
Ma soprattutto chiedo perdono ai miei Figli, perché il loro padre non sapeva quel che faceva.
Un Carabiniere
Un Padre
LETTERA APERTA DI UN CARABINIERE | ICONICON POST
Dubito che ci trarranno una fiction su di essa.
-
Re: Terryes
Sondaggio di oggi: 3 itagliani su 4 sono contro l'euro.
Ricordo a Torino e Provincia i giorni della sua introduzione.
Tantissimi esseri decerebrati e necessitati a ricevere ordini da qualcuno, alti 1 metro e venti, dei quali la zona è strapiena, in giro come tanti soldatini a issare le bendierine sui pali della luce e ovunque.
Era stato loro ordinato dal partito che li tiene in pugno, che li ha fottuti per tutta la loro esistenza, che li gestisce e dai quali in cambio della loro "felicità" ne ottiene il potere.
In seguito è stato loro imposto di esporre, e lo hanno fatto con gioia, sempre senza porsi domande e/o capire un cazzo (non sono in grado, non potrebbero) le bandiere arcobaleno del demonio (pardon della Pace), poi il triculore per il napuli che le ha richieste e via così.
Ora, spinti dalle lamentele continue delle loro donne che da tempo hanno capito la fregatura dell'euro, tenendo il borsellino di casa, si diachiarano contrari, ma basterà che al momento opportuno venga loro ordinato di esserne favorevoli e correranno, insieme alle loro brave mogliettine, in fila per due a votare a favore, ovviamente controllati dal "loro" sistema sia per la presenza ai seggi che per quanto espresso nella "segretezza" dell'urna.
Potenza della decerebrazione e della sudditanza terronica che ci ha invasi rendendoci minoranza!
Quella che qui al nord impedisce e soffoca da tempo lo sviluppo delle idee di libertà.
Per il resto ci pensa la LN.
-
Re: Terryes
Citazione:
Originariamente Scritto da
ventunsettembre
Sondaggio di oggi: 3 itagliani su 4 sono contro l'euro.
Ricordo a Torino e Provincia i giorni della sua introduzione.
Tantissimi esseri decerebrati e necessitati a ricevere ordini da qualcuno, alti 1 metro e venti, dei quali la zona è strapiena, in giro come tanti soldatini a issare le bendierine sui pali della luce e ovunque.
Era stato loro ordinato dal partito che li tiene in pugno, che li ha fottuti per tutta la loro esistenza, che li gestisce e dai quali in cambio della loro "felicità" ne ottiene il potere.
In seguito è stato loro imposto di esporre, e lo hanno fatto con gioia, sempre senza porsi domande e/o capire un cazzo (non sono in grado, non potrebbero) le bandiere arcobaleno del demonio (pardon della Pace), poi il triculore per il napuli che le ha richieste e via così.
Ora, spinti dalle lamentele continue delle loro donne che da tempo hanno capito la fregatura dell'euro, tenendo il borsellino di casa, si diachiarano contrari, ma basterà che al momento opportuno venga loro ordinato di esserne favorevoli e correranno, insieme alle loro brave mogliettine, in fila per due a votare a favore, ovviamente controllati dal "loro" sistema sia per la presenza ai seggi che per quanto espresso nella "segretezza" dell'urna.
Potenza della decerebrazione e della sudditanza terronica che ci ha invasi rendendoci minoranza!
Quella che qui al nord impedisce e soffoca da tempo lo sviluppo delle idee di libertà.
Per il resto ci pensa la LN.
Tragicamente vero.
-
Re: Terryes
è dal 1965 che non vado più a Torino. allora era ancora una bella città.
-
Re: Terryes
Finiti i tempi del "biondo studentino", della "piemontesina bella".
Oggi solo più negher per figlie di terroni.
Non spunta più nè il "sol", nè la "lun-a".
E' notte fonda.
Nessuna possibilità che possa cambiare qualcosa, per le ragioni esposte.
L'angolo più buio, perchè più terronizzato, e quindi più imbecillamente rosso d'itaglia.
-
Re: Terryes
i terroni tifano juventusse.
-
Re: Terryes
Anch'io, purtroppo.
Lo sono da quando ero bambino, chiedo venia.
Anche se me ne vergogno.
Quando poi in tv la guardo e sento lo stadio cantare in coro "fraddelli d'iddaglia" devo correre al cesso.
Un vero rifiuto. Ma la frittata ormai è fatta, da quando ero innocente.
In realtà sarebbe molto meglio che tifassi per il Toro, al quale gli Agnelli hanno fatto di tutto.
In ogni caso tutto il calcio ormai non è più da considerare come uno sport, ma un qualcosa usato per il popolo globale, quasi come la religione.
Non è un caso che anche qui, un "termometro politico" da qualche tempo ci sia in primo piano un enorme spazio dedicato a questo "braian lavage". :D
-
Re: Terryes
io mi sono desinterizzato ancora nel 1998, dopo la lite tra Simeone e il fenomeno (Ronaldo) che Moratti risolse cedendo Simeone. per me fu la fine. dell'Inter e del calcio. ora a distanza di anni sono molto felice della decisione. pensaci.
-
Re: Terryes
“PROMUOVI ITALIA”! - LANCIA IN RESTA, CELLI CONTRO IL CARROZZONE DEL TURISMO CHE SERVE SOLO A DISTRIBUIRE INCARICHI E CONSULENZE A TROMBATI E AMICI DEGLI AMICI
“Promuovi Italia”, spa controllata dall’Enit, resiste alla lotta agli sprechi - 60 dipendenti e ben 66 consulenti sono costati lo scorso anno 4 milioni e 780 mila euro - Dal Pdl ai vendoliani, incarichi per i “soliti noti” di tutti i colori
Stefano Sansonetti per La Notizia (LA NOTIZIA giornale.it -)
In un paese in cui non si smette mai di parlare del turismo come di un potenziale "oro nero" per l'economia, la sua nascita poteva anche avere un senso. Ma dopo otto anni di storia travagliata, e in buona parte inconcludente, quello che viene delineato all'interno dell'ultima legge di stabilità sembra l'ennesimo tentativo di rianimare un corpo praticamente morto. Al centro della scena c'è Promuovi Italia, la società per azioni controllata dall'Enit, l'agenzia nazionale del turismo oggi guidata dall'ex direttore generale della Rai, Pier Luigi Celli.
Per capire cosa sia diventata oggi la spa pubblica, basta vedere i nomi dei suoi dirigenti e consiglieri di amministrazione, dove spiccano ex politici, ex sindacalisti, ex assessori e consulenti a non finire. Per questo la manovra di Enrico Letta, che trasferisce il capitale della società dall'Enit al Tesoro, in attesa di un'eventuale e successiva razionalizzazione, sa un po' di "non decisione" sul futuro di un carrozzone di Stato che nonostante tutto resiste.
Ora la società, che dovrebbe sempre occuparsi di promozione di turismo e dintorni in qualità di "agenzia di assistenza tecnica", è presieduta da Costanzo Jannotti Pecci, ex presidente di Federturismo. Il suo vicedirettore operativo, Stefano Orsini, forte di un compenso annuo di 201 mila euro, è un ex assessore alle attività produttive della provincia di Latina. L'assistente della direzione generale, Antonino Bussandri, stipendio annuo da 132 mila euro, è un ex dirigente provinciale della Cgil funzione pubblica.
Quello che fino a poco tempo fa era il direttore generale, Francesco Montera, è uomo di fiducia del deputato del Pdl Giuseppe Galati, che dal 2001 al 2006 è stato sottosegretario al ministero delle attività produttive e ha un po' tenuto a battesimo Promuovi Italia, nata nel 2005 proprio nella pancia del dicastero di via Veneto. Ancora, nel cda della società siede tutt'ora Massimo Ostillio, ex deputato nelle file prima della Margherita e poi dell'Udeur, già sottosegretario alla difesa nel governo di Giuliano Amato ed ex assessore al turismo in Puglia nella giunta guidata da Nichi Vendola.
Dal sito della società si apprende che oggi i suoi dipendenti sono circa 60. Accanto ai quali, però, per il solo 2013 risultano attivi ben 66 consulenti. Si tratta di collaboratori a progetto che, compresi quelli incamerati negli anni precedenti e ancora pagati, nel 2012 hanno avuto un peso sulle casse della società di 4 milioni e 780 mila euro. L'anno prima incidevano sul bilancio per 6 milioni e 307 mila euro. Costi davvero considerevoli, per un'azienda che ha comunque perso 290 mila euro nell'ultimo esercizio.
Ma il problema vero, a cui la manovra predisposta da Letta e dal ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni, non sembra dare risposta, è capire cosa sia Promuovi Italia. Già, perché nel 2005, nata sotto forma di srl, era partecipata dal ministero delle attività produttive, Unioncamere ed Enit. Dopo qualche anno l'assetto viene giudicato insoddisfacente.
E così si provvede ad affidarne il capitale integralmente all'Enit, dal 2008 al 2012 guidato da Matteo Marzotto. Nello statuto, però, si prevede che i diritti dell'azionista vengano esercitati da palazzo Chigi, per il tramite del Dipartimento affari regionali, turismo e sport. Nel bel mezzo di questi cambiamenti, inoltre, si decide che le attività esercitate da Promuovi Italia per l'incentivazione delle attività imprenditoriali, eredità del ministero dello sviluppo, vengano trasferite a Invitalia, società del Tesoro per l'attrazione degli investimenti. Per poi arrivare alla manovra Letta-Saccomanni.
In essa si prevede il trasferimento delle azioni al Tesoro, ma si affida al ministero dei beni culturali, che nel frattempo ha inglobato il turismo, l'esercizio dei diritti dell'azionista. Il tutto, prosegue la manovra, in attesa che il ministro "dalemiano" Massimo Bray compia un'operazione di fusione tra le varie società del suo dicastero, tra cui spiccano altri semi-carrozzoni come Arcus e Ales. Nel frattempo, senza una missione precisa e con costi alle stelle, Promuovi Italia continua a sopravvivere.
http://www.dagospia.com/img/foto/10-...-275405_tn.jpg
Concordia, il teste inguaia Schettino "Accelerò e urlò: ch'aggio combinate!"
Ripreso a Grosseto il processo a Francesco Schettino, unico imputato per il naufragio all'Isola del Giglio del 13 gennaio 2012
"Abbiamo urtato uno scoglio?" e poi: "Madonna ch'aggio combinate!": questa la voce di Francesco Schettino, tratta dagli audio che il pm ha fatto ascoltare in aula a Grosseto al processo sulla Costa Concordia. Sono state ricostruite le fasi dell'urto contro gli scogli con l'ufficiale Salvatore Ursino. "Di mia iniziativa andai sull'aletta sinistra" dove "mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri", aggiunge il testimone.
Il processo sul naufragio della nave Costa Concordia, ripreso a Grosseto, vede, tra gli altri, la testimonianza dell'ufficiale in addestramento Salvatore Ursino, presente in plancia di comando per tutta la navigazione della sera del 13 gennaio 2012, dal momento di salpare da Civitavecchia fino all'urto contro gli scogli del Giglio.
Ursino: "Schettino ordinò l'aumento della velocità"
Secondo quanto riferito da Ursino, Schettino ordinò di aumentare la velocità della Costa Concordia da 15 a 16 nodi, circa cinque minuti prima dell'impatto con gli scogli: "Schettino dette l'ordine di aumentare la velocità al vice Ciro Ambrosio", ha raccontato infatti l'ufficiale.
''E' insolito sentire un ordine di timone a dritta mentre si va a 16 nodi, perché la nave sbanda e si inclina su un lato determinando la possibile caduta oggetti e persone - ricorda Ursino, nel corso della testimonianza -. C'era qualcosa di strano'' così ''di mia iniziativa andai sull'aletta sinistra'' dove ''mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri, con prora a dritta e poppa verso sinistra. D'istinto mi venne di dire che la poppa era impegnata a sinistra".
Sulla plancia della nave molti ospiti
Al momento dell'impatto con gli scogli, sulla plancia, luogo della nave solitamente riservato solo agli addetti ai lavori, "c'erano il primo maitre Antonello Tievoli, il maitre Ciro Onorato, l'hotel director Manrico Giampedroni, oltre che la ragazza moldava (Domnica Cemortan, ndr) che rimase sulla porta" ed "erano lì per ammirare il passaggio ravvicinato al Giglio", ha raccontato Ursino.
Concordia, il teste inguaia Schettino "Accelerò e urlò: ch'aggio combinate!" - Tgcom24
http://www.vitadamamma.com/wp-conten...otoritocco.jpg
http://qn.quotidiano.net/sport/2012/...6d7298b5e4.jpg
Liguria, sgominata banda rapinatori
Nel mirino banche centro-nord Italia
I carabinieri della Compagnia di Sarzana, nello Spezzino, hanno arrestato sette persone ritenute facenti parte di una banda specializzata in rapine a banche nel centro e nord Italia. La banda avrebbe messo a segno rapine in Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Marche e Veneto. Era composta da almeno dieci persone, quasi tutte napoletane, capeggiata da Massimo Marangio, 44 anni, già pregiudicato per reati analoghi.
Liguria, sgominata banda rapinatori - Tgcom24
Sanità, oltre 6000 pazienti fantasma a Caserta: danni per 1,5 milioni
Guardia di Finanza scopre stipendi erogati dall'Asl di Caserta a 400 medici: gli 'assistiti' erano deceduti, emigrati o trasferiti
Sanità, oltre 6000 pazienti fantasma a Caserta: danni per 1,5 milioni Erano morti, emigrati o trasferiti ma 6000 pazienti ancora ricevevano assistenza da circa 400 medici nel casertano. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Caserta ha rilevato un danno all'erario per oltre 1,5 milioni di euro per l'indebita retribuzione, da parte della Asl di Caserta, di circa 400 medici di base. Dei 5988 pazienti che non ne avevano diritto, 1.215 erano deceduti, 2.010 emigrati all'estero e 2.763 emigrati fuori provincia.
Le indagini avviate alla fine dello scorso anno dalle Fiamme Gialle, si sono svolte analizzando e incrociando migliaia di dati acquisiti presso i 104 comuni della provincia di Caserta con quelli contenuti nell'anagrafe tributaria e nel "database" dell'Asl.
Dalle indagini eseguite dalle Fiamme Gialle è emerso che, a causa del "comportamento negligente e poco attento dell'Asl", non si era provveduto all'aggiornamento degli iscritti nelle liste dei medici di medicina generale, una mancanza di controllo che è costata cara allo Stato italiano.
Tra i 400 dottori molti casi eclatanti come quello di un medico che annoverava tra i suoi assistiti circa 40 pazienti tra deceduti, emigrati all'estero e fuori provincia, nonché quello di un altro professionista che curava un soggetto deceduto da circa 30 anni. Oppure il caso di un fisioterapista di un importante centro riabilitativo casertano che aveva effettuato prestazioni specialistiche domiciliari, nei confronti di una donna, dopo il suo decesso. E' scattata quindi la denuncia per i reati di falso e truffa ai danni dello Stato e nei confronti dei dirigenti della Asl di Caserta è partita la segnalazione alla Corte dei Conti per il danno erariale arrecato.
Il tutto, sostengono i finanzieri, è frutto "della negligenza dei vertici dell'Asl di Caserta" i cui dirigenti pro-tempore sono stati segnalati alla Corte dei Conti.
Da qualche decina di anni, infatti, non veniva aggiornato l'elenco degli iscritti nelle liste dei medici di medicina generale: ne risultavano circa 6mila in più, tra deceduti, emigrati all'estero e fuori provincia, e ai 400 medici venivano comunque indebitamente erogati emolumenti non dovuti, stimati in circa 1,5 milioni di euro.
Sanità, oltre 6000 pazienti fantasma a Caserta: danni per 1,5 milioni - Napoli - Repubblica.it