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Discussione: Terries

  1. #161
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    Predefinito Re: Terryes

    Da Pompei ai Paesi del Med, ecco come la cultura unisce

    Ansamed.Convegno ANSA in città scavi su valore comunicazione


    Non c'è nulla da unire.
    La cultura è da sempre la stessa.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #162
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Da Pompei ai Paesi del Med, ecco come la cultura unisce

    Ansamed.Convegno ANSA in città scavi su valore comunicazione


    Non c'è nulla da unire.
    La cultura è da sempre la stessa.
    Afroasiatica.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #163
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    Predefinito Re: Terryes

    Le furbizie sono sempre all'ordine del giorno.

  4. #164
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    Predefinito Re: Terryes

    Napoli, sparatoria sulla Statale del Vesuvio: libero camionista ostaggio dei ladri
    Afragola. La rapina al tir ad Afragola, l'arresto di uno dei malviventi della banda di rapinatir sulla famigerata strada statale del Vesuvio, dopo un conflitto a fuoco tra gli agenti della stradale e la banda dei malviventi, due quali sono riusciti a fuggire, mentre sono scattate le manette per Giuseppe Avvisato, 44 anni, pregiudicati di Napoli, che prima di essere arrestato ha impegnato i poliziotti in un violento corpo a corpo.
    Nella cabina del bisonte della strada, i poliziotti hanno trovato l'autista tedesco ancora legato e imbavagliato e in evidente stato di choc. Il tir, che trasportava un carico di prodotti ittici surgelati dal valore di circa 200 mila euro, è stato interecettato sulla statale del Vesuvio, da una pattuttuglia della polstrada.
    Ad insospettire i poliziotti, oltre all'andatura " ondeggiante" del tir, anche il fatto che uno dei finestrini della cabina di guida mostrava segni di dannegiamento. All'alt imposto dagli agenti, il conducente del tir ha reagito frenando di colpo. E dalla cabina di sono scese due persone, vestite di nero, che hanno esploso alcuni colpi contro la volante.
    Gli agenti hanno reagito, esplodendo a loro volta un paio di colpi in aria, cosa che ha fatto scappare nella vicina scarpata i due malviventi. Agendo con rapidità, i due poliziotti hanno raggiunto la cabina di guida, proprio mentre Giuseppe Avvisato scendeva dal posto di guida. Il pregiudicato si è scagliato contro i gli agenti ingaggiando una violenta colluttazione, prima di essere bloccato e ammanettato.
    L'uomo accusato di sequestro di persona, rapina aggravata, lesioni a pubblico ufficiale e resistenza è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale in attesa dell'udienza di convalida. L'autista tedesco, ancora sotto choc, dopo aver ringraziato gli agenti, ha comunque voluto proseguire per consegnare il carico.
    Napoli, sparatoria sulla Statale del Vesuvio: libero camionista ostaggio dei ladri

    Blackout nel Gargano
    «In tilt le centraline per i troppi turisti»
    BARI - Una vasta zona del Gargano compresa tra i comuni di Vico del Gargano, Ischitella, Rodi Garganico e Peschici è stata interessata dalla tarda serata di ieri da guasti contemporanei che hanno causato l’interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica. Ne dà notizia con un comunicato l’Enel, il cui personale ha lavorato per tutta la notte sino alla tarda mattinata odierna per ripristinare il servizio.
    Quattro squadre di tecnici, in tutto una ventina di persone, sono intervenute con l’ausilio di mezzi speciali. I guasti sono stati risolti a Peschici e in località Lido del Sole.
    Nelle frazioni di Foce Varano (Ischitella) e San Menaio (Vico del Gargano) è stato necessario invece ricostruire la parte elettrica delle cabine. L'intervento più complessato è stato eseguito a San Menaio. Il carico elevato, dovuto ai numerosi utenti connessi alla rete elettrica, non ha permesso, informa l’Enel, l’adozione di schemi di distribuzione alternativa. Di conseguenza è stato inviato materiale dai magazzini di Foggia per ricostruire la parte elettrica della cabina. L’intervento si è concluso alle 11 circa di questa mattina.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Furti d'auto sprint, ora bastano solo 14 secondi: nel '93 ci volevano 9 minuti
    ROMA - Fino a diverso tempo fa per rubare un'auto era necessario la rottura del vetro e lo scassinamento della serratura, oggi i dispositivi hi-tech che riprogrammano la centralina e clonano i codici criptati con cui si autorizza l'apertura delle portiere.
    Il risultato è che se per rubare una macchina nel 1993 servivano 9 minuti, oggi bastano 14 secondi. A delineare l'evoluzione del ladro d'auto, sempre più tecnologico, è il dossier annuale dell'azienda LoJack. In base all'analisi, nel 2013 i furti d'auto sono rimasti stabili - circa 112mila nel Belpaese - mentre a calare costantemente è la percentuale di veicoli ritrovati, scesa al 41%. La situazione peggiore è al Centro-sud: nel Lazio si recupera solo il 27% e in Campania il 28%, contro il 77% dell'Emilia Romagna e il 75% del Veneto.
    Furti d'auto sprint, ora bastano solo 14 secondi: nel '93 ci volevano 9 minuti

    DAVVERO “CAPITAN SCOGLIONE”! - LA PRIMA TELEFONATA DI SCHETTINO: “HO PRESO UNO SCOGLIETTO”. E IL RESPONSABILE DELLA COSTA CROCIERE LO ACCUSA: “MI PROPOSE DI MENTIRE”
    Teodoro Chiarelli per ‘La Stampa'
    Il comandante Francesco Schettino ha tentato di concordare una versione di comodo degli eventi che avrebbero causato il naufragio di Costa Concordia la notte del 13 febbraio 2012. A lanciare ieri l'accusa è il capo dell'unità di crisi di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, sentito come testimone al processo di Grosseto su quanto avvenuto al Giglio, con la morte di 32 persone. In sostanza, riferisce Ferrarini al teatro Moderno trasformato in aula di tribunale, Schettino ha proposto di mentire all'autorità marittima dicendo che la nave era andata a sbattere contro uno scoglio dopo un blackout, anziché a causa di una manovra azzardata vicino all'isola, il famigerato "inchino".
    «Una cosa differente e falsa rispetto a quanto lui stesso mi aveva raccontato. Io dissentii fortemente e mi arrabbiai». Ferrarini è considerato una figura-chiave per le comunicazioni telefoniche avute con Schettino e rispetto alle decisioni prese durante l'emergenza.
    L'udienza si protrae per quasi dieci ore e inizia con l'ascolto della prima telefonata ricevuta da Ferrarini alle 21,57 di quella notte. «Ci stava questo piccolo scoglietto qui e abbiamo dato una botta con la poppa. Arriva acqua al quadro principale di poppa e siamo in blackout». Schettino parla di «scoglietto» e «basso fondale», sostiene di aver seguito le indicazioni del comandante in pensione Mario Terenzio Palombo a cui aveva telefonato poco prima dell'urto per chiedere informazioni sui fondali vicini alla costa del Giglio. «Mi ha detto "Vieni", e abbiamo preso una botta sulla poppa».
    Il pm Alessandro Leopizzi legge in aula alcune dichiarazioni fatte da Schettino nella causa di lavoro che lo oppone a Costa Crociere in cui ha detto di esser stato lasciato solo nelle fasi del naufragio. «Non ho lasciato a Schettino la responsabilità di gestire l'emergenza del naufragio, ma gli lasciai l'autonomia di agire che compete al comandante. Da lui non ho mai ricevuto una richiesta di prendere io da Genova le decisioni. E' paradossale che ora dica di esser stato abbandonato dalla Compagnia».
    Il pm insiste: «Lei l'ha mai pronunciata la frase "Ci mangiano la nave", riportata da Schettino, quando le chiese di far intervenire i rimorchiatori?». Vuole capire se nell'emergenza erano emerse valutazioni di carattere economico-finanziario sui costi che la compagnia avrebbe dovuto sostenere in tal caso. Ferrarini: «No, lo escludo». Schettino, sostiene Ferrarini, la sera del naufragio era rassicurante: «Mi faceva ritenere che la situazione fosse sotto controllo».



    Nuovo arresto per Giuseppe Mandara, il 're delle mozzarelle'
    Il 're' delle mozzarelle di nuovo in manette
    Collegamenti tra il clan camorristico La Torre e Mandara
    Napoli - Una maxi operazione della Dia di Napoli ha portato nuovamente in manette Giuseppe Mandara, meglio noto come 'il re delle mozzarelle'. Gli agenti, che hanno notificato a Mandara un'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta dei pubblici ministeri della Dda di Napoli, hanno proceduto all'arresto questa mattina all'alba.
    Il provvedimento arriva a seguito dei dati raccolti dall'unità investigativa impeganta sul caso, che avrebbe messo in luce il collegamento tra 'il re della mozzarella' il clan camorristico La Torre. Tesi, questa, confermata anche dalle numerose dichiarazioni dei collaboratori di giustizia raccolte dagli investigatori, che avrebbero raccontato i dettagli dell'appoggio del clan a Mandara per la la costruzione del suo 'impero industriale'. Il primo arresto del 're delle mozzarelle' risale al 2012.
    Il 're' delle mozzarelle di nuovo in manette - Voceditalia.it


  5. #165
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    Le furbizie sono sempre all'ordine del giorno.
    Gli scorrono nel sangue!
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #166
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    Predefinito Re: Terryes

    Percepiva stipendio e pensione, truffa 1 milione ex dirigente Inps

    PREVIDENZA | Esperto della normativa previdenziale, ha agito indisturbato per più di 10 anni.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #167
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    Predefinito Re: Terryes

    Napoli, violenza sul lungomare. Ragazzina nelle mani della babygang, salvata dalla polizia
    Torna in azione la babygang del lungomare. Erano almeno in dieci, tutti ragazzini sui 13-14 anni , e questa volta hanno preso di mira una coetanea che si era avventurata sulla scogliera prospiciente via Caracciolo per scattare con il proprio telefonino alcune fotografie.
    La ragazzina, che era sola e pare avesse marinato la scuola, era in attesa di alcuni amici quando si è vista accerchiare dal gruppo di baby-balordi. Pare che a un certo punto qualcuno abbia anche tentato di molestare la minorenne, che ha reagito. Per tutta risposta uno degli aggressori le ha strappato di mano il cellulare, e di fronte all'istintivo tentativo di difesa il telefono è caduto tra gli scogli. A quel punto la ragazzina è riuscita a divincolarsi e a fuggire.
    Una pattuglia della Polizia di Stato l'ha notata in piazza Vittoria in lacrime e l'ha soccorsa. Ma del branco, ormai, purtoppo non vi era più traccia. I poliziotti hanno riaccompagnato la giovane a casa, riaffidandola ai genitori. Indagini in corso da parte degli agenti del commissariato San Ferdinando diretto da Gaetano Annunziata e dell'Ufficio prevenzione generale guidato da Michele Spina
    Napoli, violenza sul lungomare. Ragazzina nelle mani della babygang, salvata dalla polizia

    Napoli. Rapinatori in trasferta a Roma per rubare i Rolex: quattro arresti, tra le «vittime» anche Renato Zero
    Napoli - Banda di rapinatori in trasferta nella capitale per rapinare preziosi orologi. La Squadra mobile ha sgominato la banda dei Rolex. Quattro i rapinatori finiti in manette.
    I quattro, tutti napoletani residenti ai Quartieri spagnoli, sono stati arrestati in flagranza e trovati, dagli investigatori, ancora in possesso della refurtiva.
    Gli agenti della Mobile da tempo erano sulle tracce della bada che aveva messo a segno diversi «colpi» ai danni di possessori di orologi di lusso aggrediti e rapinati in zone notoriamente frequentate e abitate da persone benestanti.
    I quattro rapinatori arrestati M. L. di 56 anni e B. N., F. V. e V. S. tutti coetanei di 33 anni, sono ritenuti responsabili di aver commesso una rapina aggravata alle 16:15 di ieri in via Aurelia Antica, all'incrocio con via Aurelia, e di una seconda rapina, avvenuta sempre ieri, ai danni del possessore di un Daytona trovato, dopo la perquisizione, all'interno degli slip di M. L..
    Due settimane fa anche il cantante Renato Zero rimase vittima di una rapina del suo costoso orologio dopo essere stato aggredito davanti alla sua abitazione, in via della Camilluccia.
    Napoli. Rapinatori in trasferta a Roma per rubare i Rolex: quattro arresti, tra le «vittime» anche Renato Zero

    Benvenuti tra i roghi dello stadio San Nicola
    di Roberto Calpista
    BARI - Il titolo è sempre lo stesso da più di un anno, diciamo due anni a questa parte: «La terra dei fuochi al “San Nicola”». La filosofia di base pure: «Fate quel che volete, tanto l’astronave nasconde tutto. Mica siamo nel Murattiano». La realtà cambia di continuo, come spiega uno dei vigili del fuoco del distaccamento Bari centrale, che domenica scorsa, primo pomeriggio, era con i suoi colleghi a spegnere per l’ennesima volta i falò attorno all’ex capolavoro di Renzo Piano: «Con il vento questo fumo copre molti quartieri». Carbonara è a un tiro di schioppo, anzi il territorio è quello del municipio in questione. Un paio di chilometri e ci sono gli insediamenti più avanzati di Picone-Poggiofranco. Poi sparse nella campagna-spazzatura, villette e agglomerati nati quando la zona sognava di essere residenziale.
    Tutti sotto la cappa nera, densa, puzzolente, velenosa con il suo carico di diossina. Ogni sette giorni puntuali le bande criminali che regolano la vita del «mercato del baratto» - parcheggio dietro la curva Sud dello stadio - danno fuoco a quel che resta di invenduto. E lo fanno con una tecnica ben precisa che ricorda molto quella descritta nel «Gomorra» di Saviano a proposito delle terre gestite dalla camorra napoletana.
    La tecnica dunque: fino ad alcuni mesi fa si facevano due-tre pile zeppe di robaccia, pile alte anche alcuni metri, poi benzina e fiamme. Ora si preferiscono tanti piccoli roghi a ridosso degli ulivi che dividono la campagna dal mercato-discarica. Attorno ai fuochi resta la pattumiera del San Nicola, appena nascosta dalla nube. La stessa che rende quasi invisibili anche i bambini di un vicino «accampamento» rom a caccia, tra i veleni, di qualcosa da recuperare. E con loro donne col burqa, altri bambini, baresi.
    Donne, bambini e fumo, vittime, assieme ai residenti della regìa ben precisa guidata dagli strani individui che regolano i «giochi», i padroni di questo inferno. Sì perché le istituzioni cosiddette preposte, da tempo, da mesi, ciurlano nel manico, fanno orecchie da mercante, voltano il viso e la coscienza dall’altra parte, nascondono il marcio, e la merda, sotto il tappeto del San Nicola. Semplicemente, a domanda rispondono con la solita litanìa: «Stiamo monitorando». Accuse bipartisan che cadono naturalmente sull’amministrazione comunale di centrosinistra che guida il Comune di Bari; sull’amministrazione di centrodestra guidata dal presidente di Forza Italia, Michele Di Giulio, alla circoscrzione Carbonara-Ceglie-Loseto; e via via sulla polizia municipale, in perenne attesa di un provvedimento del sindaco; sulla prefettura, dove «causa motivi di ordine pubblico» si studia un piano soft per liberare la zona, ma lo si studia da sette-otto mesi.
    Andiamo con ordine e distribuiamo queste medaglie al «merito». Innanzitutto c’è, ovvero ci sarebbe, l’Amiu. Il presidente Grandaliano ha segnalato al Comune lo scempio, anche perché ripulire l’area costa troppo, sarebbero 2000 euro a settimana e di conseguenza non c’è problema: l’immondizia, secondo il diktat dell’azienda per l’igiene urbana, resta dov’è. Ma bruciare rifiuti non è reato? «Sì». Vabbè.
    Polizia municipale: negli ultimi mesi una telefonata al comandante Stefano Donati, rimasta l’unica, vista l’antifona: «Senza un provvedimento dell’amministrazione comunale non possiamo intervenire». Ma comandante, i rifiuti incendiati? Le vendite senza alcuna autorizzazione? I dubbi sulla provenienza della merce? L’assenza totale di registratori di cassa? Il mare di immondizia abbandonata? Vabbè.
    Assessore comunale alle attività produttive, Rocco De Franchi, novembre 2013: «Stiamo seguendo la vicenda, sposteremo il mercato a Carbonara, in un’area più facilmente controllabile. Presto avrà notizie?». Ma assessore, i rifiuti incendiati? Le vendite senza alcuna autorizzazione? I dubbi sulla provenienza della merce? L’assenza totale di registratori di cassa? Il mare di immondizia abbandonata? «Ci sono problemi di ordine pubblico, con la prefettura predisponiamo un piano. Le farò sapere». Vabbè.
    Sei mesi dopo, il fuoco c’è ancora, il mercato pure, l’immondizia idem. Ci sono le due relazioni alla Procura della Repubblica (incendiare rifiuti, pure in un Paese anomalo qual è l’Italia, è reato gravissimo....).
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Cronaca
    Falsi invalidi a Napoli, una cieca legge la posta e parcheggia l'auto
    Indagato funzionario comunale gia' arrestato in passato
    Sabrina Bianchi
    Napoli - Una signora è stata ripresa mentre parcheggiava la sua auto e mentre leggeva attentamente posta. Che c'è di strano? Nulla, se non che la signora in questione sulle carte è cieca e per questo prende un'invalidità. Non era l'unica, molti altri sono coinvolti in questa triste vicenda. Sono stati falsificati i documenti di accertamento di invalidità e sulla base di questi l'Inps ha erogato le pensioni.
    Un dipendente comunale di Napoli è stato arrestato perché avrebbe avuto un ruolo importante in questa vicenda. L'uomo era già stato messo in stato di fermo in passato per un reato affine.
    Falsi invalidi a Napoli, una cieca legge la posta e parcheggia l'auto<br> - Voceditalia.it



    Se la Tasi la paga solo il Nord
    La tassa che ha sostituto l'Imu svela l'ennesimo caso di rapina territoriale: a giugno la pagheranno solo le amministrazioni che hanno consegnato la documentazione in tempo, quasi tutte nelle zone produttive. Per le altre non c'è fretta...
    di Mariella Baroli
    Non c’è quotidiano – sia esso nazionale o locale – che non si senta in dovere di parlare di Tasi. Il contributo per i servizi indivisibili con aliquote variabili – dal 2,5 al 3,3 per mille – la cui approvazione è soggetta ai singoli Comuni. Sono però soltanto 1.080 le amministrazioni ad aver emanato le delibere necessarie, nonostante la scadenza fissata dal Governo fosse il 23 maggio. Ne consegue che «i contribuenti delle città in cui non sono state approvate le aliquote Tasi pagheranno il 16 ottobre con aliquote che i comuni stabiliranno entro il 31 luglio». La tassa sostitutiva all’Imu verrà quindi riscossa in due fasi differenti. Per i cittadini di quelle amministrazioni che hanno inviato la documentazione – come era stato richiesto – la Tasi dovrà essere versata nel mese di giugno; per i Comuni inadempienti se ne riparla a settembre, o meglio al 16 di ottobre. Un paradosso che premia l’inefficienza. Una decisione che non riesce neanche a sorprendere, considerata la disposizione dello Stato verso il prelievo coatto, soprattutto se c’è di mezzo un certo Nord. E, guarda un po’, è proprio nel settentrione che si geolocalizzano tutti i Comuni – l’89,2 per cento perlomeno – che quelle delibere le hanno emanate, nonostante fossero impegnati con le amministrative o qualsiasi altra giustificazione si vada a pescare.
    L’elenco dei Comuni che si troveranno a versare il contributo prima dell’autunno è presente sul sito del Dipartimento delle Finanze – ed è stato oggi ripreso da Il Sole 24 Ore. Le amministrazioni più efficienti sono quelle valdostane; saranno il 74,3 per cento a dover corrispondere la tassa. Seguono Emilia Romagna (47,9%), Trentino (30%), Piemonte (16,9%), Toscana (16,4%), Liguria (10,2%), Friuli (5,5%). Le grandi derubate, Lombardia e Veneto, raggiungono rispettivamente, il 20,6 per cento e il 16,1.
    Percentuali ben diverse quelle del Sud. Il premio per la maggior inefficienza va alla Sicilia, con solo lo 0,5 per cento delle amministrazioni ad aver emanato le delibere sulle aliquote aggiornate. Seguono Puglia (0,8%), Basilicata (1,5%), Campania (3,3%).
    Altri soldi prelevati al Nord produttivo per mantenere un Sud che vive di assistenzialismo e proroghe. È già chiaro dove finiranno i 240 euro – media calcolata dalla Uil – che i cittadini del settentrione si troveranno a pagare il prossimo mese. Così continua quella che Marco Bassani aveva definito “estorsione territoriale occulta”.
    Se la Tasi la paga solo il Nord | L'intraprendente


  8. #168
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    Predefinito Re: Terryes

    Sei milioni sottratti dalle casse dell'Esercito, tre arresti

    &amp;lt;img src="/webimages/img_210x145/2014/5/26/de6258b888725ac1e0b4d1b211f72fcf.jpg" alt="foto archivio (ANSA)" class="img-rf" width="210" height="145" /&amp;gt;Cronaca.I soldi sottratti dalle casse dell'Esercito venivano usati dal maresciallo ritenuto la mente del raggiro per vacanze, acquisto di auto e case. Segnalate 44 persone
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #169
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Sei milioni sottratti dalle casse dell'Esercito, tre arresti

    &amp;lt;img src="/webimages/img_210x145/2014/5/26/de6258b888725ac1e0b4d1b211f72fcf.jpg" alt="foto archivio (ANSA)" class="img-rf" width="210" height="145" /&amp;gt;Cronaca.I soldi sottratti dalle casse dell'Esercito venivano usati dal maresciallo ritenuto la mente del raggiro per vacanze, acquisto di auto e case. Segnalate 44 persone
    ahahahah una barzelletta continua! "test con parametri rigidissimi per entrare".
    si, della serie "sei abbastanza stupido per servirci? accomodati".
    "formiamo professionisti". vedo.
    ...vivono tutte ancora le isole madri di Eroi
    ogni anno rifioriscono...


  10. #170
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    Predefinito Re: Terryes

    Cicciobello ne vuole fare degli altri.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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