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Discussione: Terries

  1. #431
    Lumbard
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    Predefinito Re: Terryes

    al sud c'è un tasso di parassitismo che è da record planetario

    se non ci fosse la Padania ... altro che Grecia

  2. #432
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    Predefinito Re: Terryes

    Ebbravo lo sciatore!!!!!!!!!!!!
    Il problema che abbiamo noi da sempre è enorme rispetto a quello che ha la UE con la Grecia!
    Mi vien da ridere quando sento quelli del Nord che si alterano perchè devono tirare fuori soldi per la Grecia.
    Ma quelli che fottono a lui ed alla sua famiglia OGNI GIORNO DA SEMPRE per un sud schifoso manco li considera.
    E ritorniamo alla fatidica cartina di tornasole tra indipendentisti veri e fasulli.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 16-07-15 alle 13:45
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #433
    Lumbard
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Ebbravo lo sciatore!!!!!!!!!!!!
    Il problema che abbiamo noi da sempre è enorme rispetto a quello che ha la UE con la Grecia!
    Mi vien da ridere quando sento quelli del Nord che si alterano perchè devono tirare fuori soldi per la Grecia.
    Ma quelli che fottono a lui ed alla sua famiglia OGNI GIORNO DA SEMPRE per un sud schifoso manco li considera.
    E ritorniamo alla fatidica cartina di tornasole tra indipendentisti veri e fasulli.
    i Padioti sono degli asini patentati con zero memoria e sottozero in matematica... se mai tireremo fuori qualcosa per la Grecia è una briciola confronto a quello che ci depredano da 150 anni con la palla dell'unità naziunala

  4. #434
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    Predefinito Re: Terryes

    E come sai nel pubblico ci sono solo loro, che ci trattano pure come delle merde da calpestare con piacere compiacendosi di farci soffrire, al di là delle loro già innate caratteristiche di incapaci nullafacenti.
    Mi vien da ridere, sempre facendo paragoni col caso attuale greco, quando si sente parlare della loro percentuale nel pubblico.
    Ma ti rendi conto che da noi ci sono solo loro ovunque?
    Quindi la percentuale LORO qual'è?
    E' una cosa SCANDALOSA!!!!!!!!!!!!!!
    Una delle tante che i Padani sopportano da sempre, magari pure felici o al massimo mugugnando.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #435
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    Predefinito Re: Terryes

    Crocetta si autosospende dopo le parole del suo dottore: ?Borsellino va fatta fuori come il padre? - La Stampa

    Non c'è niente da fare... nessuno che abbia il coraggio di dirlo apertamente: la questione non e non è mai stata destri / sinistri o operai / padroni... è sempre stata nordici / sudici!!!!

    Povero ciccio non ha sentito, nn c'era campo... Ipocriti fino all'anima... Chiagni e fotti. Questa è la loro cultura e ne sono intrisi fino al midollo!!!!
    Niente altro da dire e da aggiungere, tranne pregare di avere ancora una occasione, una sola occasione... ma forse è tardi la ruota della storia gira solo in un senso e non torna mai indietro...
    Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti in un esodo senza terre promesse. Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi, qui per stillare latte e miele da questa dura terra

  6. #436
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da cgs71 Visualizza Messaggio
    Crocetta si autosospende dopo le parole del suo dottore: ?Borsellino va fatta fuori come il padre? - La Stampa

    Non c'è niente da fare... nessuno che abbia il coraggio di dirlo apertamente: la questione non e non è mai stata destri / sinistri o operai / padroni... è sempre stata nordici / sudici!!!!

    Povero ciccio non ha sentito, nn c'era campo... Ipocriti fino all'anima... Chiagni e fotti. Questa è la loro cultura e ne sono intrisi fino al midollo!!!!
    Niente altro da dire e da aggiungere, tranne pregare di avere ancora una occasione, una sola occasione... ma forse è tardi la ruota della storia gira solo in un senso e non torna mai indietro...
    E' un piacere leggere ogni tanto la tua rabbia, che è la mia.
    Non bisogna mai disperare.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #437
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    Predefinito Re: Terryes

    c'e' ancora gente che si scandalizza di quello che succede in sicilia? dopo i 150 anni che ci hanno regalato?



  8. #438
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Terryes

    Contromano, tampona auto CC e fugge: in cella un 53enne
    VALENZANO - Contromano con l'auto, tampona auto dei Carabinieri e fugge nelle campagne. Protagonista della rocambolesca vicenda, un 53enne di Adelfia, arrestato dai militari. La pattuglia dei militari, impegnata in un servizio di controllo, mentre percorreva la strada comunale che collega il paese al quartiere barese di Ceglie del Campo, sono stati frontalmente tamponati da una Fiat Uno, che a folle velocità procedeva nel senso opposto di marcia. Malgrado il tentativo dell’autista di frenare per circa 20 metri, l’elevata velocità non gli ha consentito di evitare la collisione. Dopo il violento impatto, il conducente, incurante delle condizioni di salute dei militari, si è dileguato a piedi nelle campagne circostanti, abbandonando il veicolo, tra l’altro poi risultato sprovvisto di assicurazione obbligatoria.
    Mentre il personale del 118 trasportava i militari presso il pronto soccorso dell’Ospedale “Di Venere”, ove uno dei due è attualmente ricoverato, i Carabinieri della Stazione di Valenzano, coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Triggiano e della contermine Stazione di Adelfia, sono riusciti a risalire all’identità del conducente.
    Rintracciato e tratto in arresto con l’accusa di omissione di soccorso con fuga a seguito di sinistro stradale, l’uomo, un pregiudicato adelfiese 53enne, sottoposto al foglio di via obbligatorio dal Comune di Valenzano, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato poi accompagnato presso il suo domicilio e sottoposto agli arresti domiciliari.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Camion dei rifiuti si ribalta per la velocità, sacchetti in strada
    di Francesca Raspavolo
    TORRE DEL GRECO - Una corsa con l'auto-compattatore dei rifiuti, a sera inoltrata, quando il caldo concede una tregua, la strada è tutta libera e si può premere un po di più sull'acceleratore. Una corsa che però ieri notte è finita nel peggiore dei modi: perché un camion della Nu, di quelli che prelevano i sacchetti dell'immondizia dalle isole ecologiche e li portano in discarica, si è clamorosamente ribaltato su un fianco. In piena curva, all'altezza della rotonda di via De Gasperi, zona La Salle, a due passi dalla sede del Comune, il veicolo ha infatti perso aderenza con l'asfalto finendo per carambolare su un lato.
    L'intero carico di spazzatura a quel punto è andato fuori dal compattatore, sparso qua e là sulla carreggiata. Decine di passanti hanno immediatamente prestato aiuto all'autista alla guida del compattatore, allertando anche il pronto intervento. Sul posto diverse squadre con mezzi di soccorso hanno lavorato per sollevare il veicolo e liberare la strada dai rifiuti: un'oretta di dura fatica, poi a via De Gasperi la situazione è tornata normale.
    "I danni potevano essere molto più seri - racconta G.M., uno dei testimoni - Il conducente pensava di stare all'autodromo come molti dei suoi colleghi, solo che a lui è andata male. Cosa aspetta il sindaco a richiamarli all'ordine? Che scappi un morto?".
    Camion dei rifiuti si ribalta per la velocità, sacchetti in strada | Foto | Il Mattino



    Lite a colpi d'ascia tra vicini di casa
    un arresto e un ferito
    BARI – Stavano litigando a causa dei loro cani che abbaiavano, poi uno dei due è rientrato in casa, ha preso un’ascia e ha colpito il suo vicino di casa al volto e al torace ferendolo gravemente. E’ stato poi arrestato con l’accusa di tentato omicidio e lesioni personali gravi.
    E' accaduto l’altra sera a Santeramo in Colle dove i carabinieri sono intervenuti dopo che vicini di casa avevano chiamato il 112 per una violenta lite che era in corso. I militari hanno soccorso il ferito, un uomo di 41 anni, anche lui incensurato, e arrestato poco dopo l’aggressore, un uomo di 58 anni, che è stata messa ai domiciliari.
    La vittima, soccorsa da personale sanitario del 118, è ora ricoverata nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. L’arma, recuperata, è stata posta sotto sequestro.
    Lite a colpi d'ascia un arresto e un ferito | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Scuola, falsifica la graduatoria: assunta la figlia
    Viviana Lanza
    NAPOLI - Una figlia in attesa di lavoro, un padre che si rivolge a qualche conoscente e prova ad abbreviare i tempi di attesa. Il padre che ha un ruolo di funzionario all’interno di un ufficio scolastico della Campania, la figlia che riesce a scalare la graduatoria e ottenere un contratto da insegnante della scuola primaria.
    Parte da qui l’inchiesta della Procura di Napoli. I pm del pool Reati contro la pubblica amministrazione, coordinati dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, procedono per il reato di truffa aggravata, accusa per la quale sono state firmate due misure cautelari del divieto di dimora nei confronti di M. G., funzionario dell’Ufficio comunicazione e relazioni sindacali dell’ufficio scolastico per la Campania, e di sua figlia. Il provvedimento è stato notificato ieri dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. Disposto il sequestro, in via cautelare, di disponibilità finanziarie e immobiliari degli indagati per oltre 100mila euro.
    Il funzionario pubblico si sarebbe attivato, ponendo in essere quella che gli inquirenti definiscono «una complessa attività fraudolenta» allo scopo di ottenere - «in assenza dei presupposti di legge» è uno degli incisi che sono alla base del teorema accusatorio - l’immissione nel ruolo docente della scuola primaria della figlia, la quale avrebbe conseguito - «illecitamente» - un rapporto di pubblico impiego a tempo indeterminato con il ministero dell’Istruzione.
    Ma in che modo? Attivando quali meccanismi? Secondo gli inquirenti sarebbero state presentate false attestazioni sul possesso dei titoli relativi ai cosiddetti servizi di insegnamento rendendo così possibile all’indagata, figlia del funzionario pubblico, di vedersi indebitamente assegnato il punteggio che le ha consentito di ottenere la collocazione nella graduatoria permanente e quindi l’immissione in ruolo. E tutto «in pregiudizio degli aspiranti che ne avevano diritto e che venivano esclusi perché ingiustamente preceduti in graduatoria dalla predetta indagata» sottolinea in una nota il procuratore Giovanni Colangelo.
    Scuola, falsifica la graduatoria: assunta la figlia | Il Mattino

    Erchie, promosso dirigente, ma non aveva la laurea
    ERCHIE - Responsabile dell’Ufficio ragioneria del Comune senza il titolo di studio necessario (la laurea) per ricoprire quel ruolo. Il pm Valeria Farina Valaori per questa vicenda ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso in atti di ufficio per Antonio Cosimo Buongiorno, 63 anni, il dipendente promosso, e per Giuseppe Montanaro, 59 anni, direttore generale del Comune di Erchie. Due anni fa viene presentato un esposto ai finanzieri della Compagnia di Francavilla. Era il 25 luglio. Si chiedeva alle Fiamme gialle di verificare se il passaggio di Buongiorno alla categoria superiore fosse legittimo. E si chiedeva anche di verificare se il dipendente interessato avesse il titolo di studio necessario per quel passo in avanti nella carriera.
    Il pm spulcia le carte e accerta che la procedura non è stata effettuata per come doveva essere. Intanto perché Buongiorno non aveva la laurea, che è un titolo di studio, stando all’accusa, necessario non solo per i concorrenti esterni, ma anche per quelli interni. E, inoltre, non sarebbe stata rispettata la normativa che prevede per <le pubbliche amministrazioni coprire i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici con riserva non superiore al 50% a favore del personale interno>.
    Buongiorno avrebbe ricevuto dal Comune 5434 euro come compenso incentivante dopo essere diventato responsabile della Ragioneria ed avere <recuperato tributi comunali concernenti l’installazione di lampade votive nel cimitero>. Recupero avvenuto a partire dal 17 febbraio 2012 sino al 15 marzo del 2013. Secondo il capo d’accusa solo le imposte relative agli immobili possono avere questa destinazione e non quella per le lampade votive.
    Infine i due vengono incolpati di avere affidato una consulenza ad un dipendente in pensione del Comune, in violazione della norme che vieta alle pubbliche amministrazioni agli ex dipendenti in pensione. Incarico che si è protratto per diversi mesi ed è costato al Comune poco più di sedicimila euro.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Soccavo: furto di rame al cimitero, cappelle al buio
    di Nico Falco
    NAPOLI - Cappelle senza energia elettrica, utenti sgomenti e dipendenti bersagliati dalle lamentele. Succede al cimitero di Soccavo dove, una quindicina di giorni fa, ignoti si sono intrufolati nottetempo per rubare i cavi in rame degli impianti che portavano l’elettricità nelle strutture delle congreghe. La sorpresa, al mattino, quando i dipendenti hanno notato che il quadro elettrico era stato divelto e i cavi tranciati. Immediata la denuncia del furto alle forze dell’ordine ma, malgrado siano passate circa due settimane, la soluzione tarda ad arrivare. “Questa situazione, - commenta il consigliere della nona Municipalità Pianura-Soccavo Espedito Lanzaro, - si aggiunge alla problematica dell’ampliamento, che i cittadini aspettano da oltre dieci anni. Per risolvere il problema ed evitare casi simili l’Eav, ente di competenza, vorrebbe sostituire l’impianto elettrico con uno interrato, ma c’è bisogno delle autorizzazioni da parte del Comune di Napoli”.
    Tornando sulla questione ampliamento, Strazzullo spiega che “a Pianura sarebbe già tutto pronto dal punto di vista burocratico ma, per una questione politica e istituzionale, si è deciso di far partire i lavori insieme a quelli di Soccavo, dove esiste il contenzioso tra Comune di Napoli e Iacp. Il risultato è che per entrambi i cimiteri la situazione resta in stallo”.
    Soccavo: furto di rame al cimitero, cappelle al buio | Video | Il Mattino

    Napoli. Svuotano distributore di sigarette con banconote facsimile: colpo da 800 euro
    Utilizzando fac-simile di banconote, sui quali hanno apposto una striscetta argentata che imita quelle della banconote da 20 euro, ignoti ladri hanno svuotato questa notte il distributore automatico di sigarette di una tabaccheria di via Manzoni, a Napoli. La scoperta è stata fatta stamattina dalla titolare dell'esercizio, che ha avvertito la polizia. Nel distributore sono state recuperate 41 false banconote da 20 euro - in realtà semplici facsimile - sui quali era stata apposta una striscetta che il lettore ottico del distributore ha accettato per buone. Il distributore è stato completamente svuotato. Il danno è di circa mille euro. Sul furto indagano gli agenti del commissariato Posillipo.
    Svuotano distributore di sigarette con banconote facsimile: colpo da 800 euro | Il Mattino

    Operato a gamba sbagliata, morto anziano
    Errore sanitario in un ospedale del Napoletano
    (ANSA) - CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI), 18 LUG - Non ha retto il cuore di Tomaso Stara, l'86 enne operato per errore al femore sbagliato il 29 giugno scorso dai medici dell'ospedale Sant'Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase (Napoli). A risultargli fatali, con ogni probabilità, le due anestesie subite nel giro di poche ore, per rimediare all'errore. I sanitari che parteciparono all'intervento erano stati sospesi.
    Sulla struttura pendono diverse denunce relative ad altri casi di malasanità.
    Operato a gamba sbagliata, morto anziano - Cronaca - ANSA.it

    «Regione senza assessore alla Cultura? Io mi sento offeso»
    Così il fotografo Mimmo Jodice sulla decisione del governatore De Luca di tenere per sè la delega
    di Angelo Lomonaco
    «Penso che la scelta di non nominare l’assessore regionale alla Cultura sia una follia assoluta. Una follia che proprio non capisco. Questa scelta la pagheremo tutti». Mimmo Jodice sembra combattuto tra l’indignazione e la preoccupazione per la decisione adottata dal neo governatore Vincenzo De Luca, che ha tenuto per sé la delega alla Cultura limitandosi a nominare un consulente, Sebastiano Maffettone. Il quale ha annunciato l’intenzione di formare un comitato di consiglieri del consigliere, come lo ha definito con sarcasmo Nicola Spinosa nell’intervista rilasciata ieri al Corriere del Mezzogiorno, nella quale l’ex soprintendente ha duramente criticato la Regione.
    Jodice se la prende con De Luca: «È incomprensibile – sbotta – che la cultura sia messa in secondo o terzo ordine. Bisognava nominare assessore una figura di provate capacità, in grado di mettere in moto l’attività culturale che già sta soffrendo. La soluzione di Maffettone forse ci poteva pure stare, ma non come consulente. Così è chiaro che si tratta di un ripiego». De Luca però è un uomo senza tentennamenti, come ha dimostrato decidendo di non nominare neppure gli assessori ai Trasporti, all’Ambiente, all’Agricoltura e al Turismo, cioè più di mezza giunta considerando il «peso specifico» dei settori. Tutte deleghe che ha tenuto per sé e per il suo vice Bonavitacola. Ma forse avrebbe fatto meglio a tentennare.
    «Quale capacità ha quest’uomo di proporre e gestire la cultura? Quando ha dato prova di essere in grado di farlo? Prendendosi quest’incarico, quale futuro promette? Ma perché bisogna mettere in piedi una situazione arrangiata e balorda su una tema di così grande rilevanza e importanza?». Le critiche di Jodice sono secche. La breve raffica di punti interrogativi sembra una rapida sequenza di clic, le domande sono retoriche eppure prive di retorica. «La questione di Maffettone è importante – ribadisce - ma la cosa fondamentale è che si dovrebbe nominare un assessore regionale con un mandato pieno e con le risorse per promuovere davvero l’attività culturale. Invece non è avvenuto nulla di tutto questo. Come intellettuale e artista, io mi sento offeso».
    «Regione senza assessore alla Cultura? Io mi sento offeso» - CorrieredelMezzogiorno.it

    Caserta, appicca incendio per essere arruolato nella protezione civile
    Ha appiccato il 5 luglio scorso un vasto incendio ai boschi attorno al comune di Falciano del Massico (Caserta) per aumentare l'allarme sociale e rendere necessario il suo arruolamento tra i volontari della Protezione civile comunale.
    È finito per questo ai domiciliari su ordine del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il 36enne Tommaso Palumbo, accusato di incendio boschivo di natura dolosa. Le indagini, coordinate dalla Procura, sono state realizzate dal Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato di Caserta con il supporto della stazione di Castel Volturno attraverso dispositivi di «cattura foto-video» installati sulla strada panoramica che costeggia le pendici del Monte Massico.
    La mattina del 5 luglio, verso le 12, Palumbo è stato visto scendere da una Fiat 500, risultata intestata alla moglie; ha quindi dato fuoco con un accendino a fogli di carta con cui ha appiccato il rogo alla vegetazione secca presente ai bordi della strada. In breve l'incendio si è propagato fino a coprire a 25 ettari di bosco, costringendo il Corpo forestale a intervenire con cinque unità; in aiuto sono poi arrivate 12 unità del servizio antincendio boschivo della Regione, un elicottero e due Canadair che hanno effettuato 60 lanci d'acqua in oltre 10 ore di intervento. Il rogo è stato spento solo il giorno dopo. Dagli accertamenti della Forestale è emerso che al Comune di Falciano era in corso la selezione dei volontari della Protezione Civile, che pur non prendendo stipendio, percepiscono rimborsi spese; anche Palumbo era iscritto negli elenchi.
    Dal primo gennaio di quest'anno sono 149 gli incendi nel Casertano, di cui 102 boschivi: nel solo comune di Falciano del Massico, negli ultimi giorni, gli incendi sono stati nove e hanno interessato decine di ettari di bosco.
    Appicca un incendio per essere arruolato nella protezione civile| Guarda | Il Mattino

    Vota Franz Josef
    Noi, studiosi dell'Italia da decenni e fedeli al primo assioma politico del prof. Zorko Knoblauch von Volkswgen "...nessuno viene eletto in Sicilia se la Mafia non lo vuole...", leggiamo il fatto in un'altro modo: "Non sognatevi di ridurre i forestali, se non volete che riduciamo tutto in cenere".


    https://www.facebook.com/vilmamorone...15855/?fref=nf

    Lei non sa chi sono io. Ultime dal guappo De Laurentiis
    di Albertino
    Qualche anno fa scappò su un motorino. In due. Lui non aveva il casco. Ma Aurelio De Laurentiis, fumantino presidente del Napoli nato a Roma nel 1949, da alcune ore ha aggiunto altri tasselli nel suo percorso d’integrazione con la città partenopea.
    Nel giro di pochi minuti, all’aeroporto di Capodichino, ha fatto quanto segue: deciso di imbarcarsi verso il Nord (e ti pareva…). Superato la fila anche se era arrivato dopo. Preteso un comportamento di favore. Urlato. Chiesto di far entrare un mezzo privato in un’area vietata. Preso a male parole le forze dell’ordine. Infine, ha colpito un agente con una gomitata. Il tutto ha innescato un parapiglia con una ventina di persone coinvolte, col risultato che un altro poliziotto ha incassato dei colpi. A questo punto manca solo lo scippo, e il presidente azzurro ha davvero collezionato tutti i peggiori stereotipi della napoletanità.
    Quanto ha combinato all’aeroporto è sconcertante. Voleva raggiungere la squadra in ritiro, in Trentino, ma arrivato in ritardo ha preteso di imbarcarsi subito senza fare la fila. Utilizzando il varco per l’equipaggio. E l’hanno accontentato. Poi – stando alla versione dei sindacati di polizia – ha chiesto a un agente della Polaria di fargli da facchino. Incassato un cortese ma fermo: «Non sono qui per questo», De Laurentiis ha alzato i toni invocando il suo pulmino privato per caricare borse e borsoni. Ma la cosa gli è stata negata. Allora è successo l’irreparabile, con la gomitata a un agente (alla gola!). A questo punto sarebbero intervenute le diciotto persone che dovevano viaggiare col patron, e nel parapiglia ha preso qualche colpo un altro poliziotto.
    La questura non voleva sollevare polveroni, ma grazie alla Silp Cgil la faccenda è venuta a galla: «Quello che è accaduto è vergognoso» tuona il sindacato. «Dimostra ancora una volta come personaggi che credono di essere al di sopra della legge non amino il rispetto delle regole e il lavoro che le forze dell’ordine svolgono per tutelare i cittadini. Al presidente della società è stato cortesemente consentito, pur non avendone diritto alcuno, di imbarcarsi attraverso il varco riservato. Ma se de Laurentiis giunge ad aggredire i poliziotti fisicamente provocando loro contusioni e lesioni è mortificante per i lavoratori della polizia e ignobile per chi si crede al di sopra della legge. La polizia è al servizio dei cittadini e non come crede de Laurentiis, dei privati, addirittura con mansioni di domestico». Capolavoro.
    Da ricordare, inoltre, che De Laurentiis sta tenendo in ostaggio un ragazzo benestante, chiedendo 94,736 milioni di euro per liberarlo. Lo sfortunato soggetto si chiama Gonzalo Higuain. Il fratello, che di mestiere fa il procuratore, ha ricevuto la richiesta direttamente dal patron De Laurentiis. Se nessuno sgancerà quella cifra, il suo congiunto resterà nelle mani dell’Aurelio furioso.
    Lei non sa chi sono io. Ultime dal guappo De Laurentiis | L'intraprendente





    Truffa da 20 mln alla Provincia di Bari
    chiuse le indagini della Procura
    BARI – La Procura di Bari ha chiuso le indagini sulla truffa da oltre 20 milioni di euro commessa ai danni dell’ex Provincia di Bari e di sei istituti di credito per rimborsi per lavori inesistenti di manutenzione delle strade. Nel fascicolo del pm Carmelo Rizzo i fratelli Alviero ed Erasmo Antro sono indagati per truffa aggravata, falso materiale e ideologico, contraffazione di pubblici sigilli, violenza privata. Per concorso nella truffa è indagata anche l’allora dirigente del Servizio finanziario della Provincia Luigia Carbonara, accusata di aver omesso di rilevare e segnalare la falsità delle fatture emesse dalle società degli imprenditori baresi nei confronti dell’ente e poi utilizzate per ottenere finanziamenti dalle banche. Gli imprenditori rispondono anche di violenza privata per aver minacciato quattro dipendenti, prospettandone ripetutamente il licenziamento, "a collaborare alle operazioni di emissione e contabilizzazione delle false fatture". Da questa indagine e sulla base delle dichiarazioni degli indagati, è poi scaturito un secondo procedimento, ben più ampio, che coinvolge ex amministratori e dirigenti dell’ex Provincia. Le indagini, ancora in corso, sono affidate al pm Luciana Silvestris.
    Fra i 41 indagati c'è anche l’ex presidente della Provincia Francesco Schittulli. Indiscrezioni su questa inchiesta sono venute fuori nelle scorse settimane dopo l’arresto di un finanziere barese accusato di aver chiesto soldi al marito del consigliere comunale e della Città metropolitana di Bari Anita Maurodinoia (ex vicepresidente del Consiglio provinciale) per insabbiare proprio le indagini sulla Provincia che vedono coinvolti lui e la moglie.
    Truffa da 20 mln alla Provincia Bari chiuse le indagini della Procura 41 gli indagati | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    La Sicilia dello sbiancamento
    Pietrangelo Buttafuoco
    Più che Gomorra, Sodoma. In merito alle recenti vicende siciliane, l’arresto di Matteo Tutino, il medico personale di Rosario Crocetta, c'è un dettaglio rimasto appeso: lo sbiancamento anale. Tutino, mago del body jet, il trattamento estetico che a Palermo – secondo la Procura – veniva messo in conto al Servizio Sanitario pubblico, con questa rifinitura destinata alla clientela vip aggiorna l’immaginario dei retrogradi, apre le finestre della mente e scava profonde prigioni al pregiudizio. Un dettaglio utile questo – e lo è – non certo per le indagini dei Nas ma per l’evoluzione dei costumi. Trattasi di un intervento a colpi di bisturi e suture per ingentilire l’orifizio d’evacuazione – al punto di farne un fodero di candida porcellana – e pare sia molto richiesto dai pazienti più scavallati a conferma di ciò che nei frastornati anni ’80 suonava ancora come profezia: “Il culo diventerà la fica del 2000!”.
    Va da sé che è Buttanissima Sicilia. Io non sapevo ci fosse questa elaborata pratica estetico-chirurgica (allegramente rubricata, a esclusivo privilegio di pochi, nei rimborsi del servizio sanitario nazionale), e se il primo accostamento mentale rimanda ai riti descritti da Goethe nel Faust – e non solo il bacio sul buchino sporco del Demonio nel sabba, ma ai turgori di Mefistofele mentre guata voglioso i sederini degli angioletti – l’esito simbolico non può che confermare Palermo nella modernità perché, e sia detto una volta per tutte, la Sicilia è un passo avanti anche rispetto alla Costituzione Americana dove i matrimoni omosessuali ormai sono più che garantiti.
    Dopo Gomorra dunque, è l’epoca di Sodoma. E non è più questione di diritti, di amori uguali tutti fatti di uno stesso sì, ma di piacere, di squisito diletto in zona “ovale”. Così si legge nella trascrizione delle intercettazioni – “ovale” – laddove poi per “brasiliana” non s’intende più la depilazione pubica tanto in voga tra le signore degli anni ’90 bensì di modellamento del gluteo, portato ad altezza di scaldabagno. Ed è il gluteo maschietto, il protagonista, giusta sostituzione del fondoschiena femminile, quello che ai tempi del gallismo siciliano che fu, ai giovanotti ingravidabalconi – ammirando le ragazze a spasso – faceva dire: “Io per delle natiche così dare un miliardo!”. A fargli eco, un altro amico: “Uno? Due di miliardi!”. Tutta un’altalena di cifre in merito al popò – nel formato chitarra, quello delle donne – fermata dalla spietata considerazione delle signorinelle sempre spiritose: “Le natiche ci sono, sono i miliardi a mancare!”. Ecco, è il famoso mutamento di costume, e sebbene Crocetta sia stato un disastro alla prova del Governo, quanto a civilizzazione – anche grazie al suo medico personale – non gli si potrà negare un primato: avere consegnato coppole e lupare al sollazzo epicureo. E per fortuna a Sodoma, più che a Gomorra.
    All'indomani della sua vittoria elettorale, il 29 ottobre 2012, Crocetta convoca la conferenza stampa per le ore 12,00 a Marina di Tusa, presso l’Atelier sul mare. E’, questo, il bellissimo albergo di Antonio Presti, che – dopo un’ora, dopo due e quindi tre – si muove a pietà verso il bivacco stanco dei giornalisti, va sotto al balcone della stanza del presidente e gli urla: “Bottana, scendi!”. E Crocetta, infatti, sbuca dalle persiane, sorride e, cespuglioso di sonno e sogni – i colleghi tutti non potranno che confermare questa scena, rimasta nei loro taccuini – avvia la raggiante rivoluzione. Va da sé, tutta di Buttanissima Sicilia.
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    Predefinito Re: Terryes

    Giugliano. Tre minorenni si arrampicano su un tetto, poi il selfie a 25 metri da terra
    GIUGLIANO. Salgono sul tetto della mansarda, camminano sulle tegole e si scattano dei selfie. Adolescenti incoscienti sfidano il pericolo. È quanto accaduto a Giugliano, al corso Campano. Tre 16enni, due ragazze e un ragazzo, sfidando il pericolo, si sono arrampicati sul tetto della loro mansarda camminando sulle tegole, sfidando tutti e tutto: erano con le gambe a penzoloni ad oltre venticinque metri dal suolo. Il tutto per autofotografarsi, un classico selfie, e forse per ‘godersi’ il panorama dall’alto. Sono stati lì per oltre cinquanta minuti per poi riscendere, sfidando nuovamente, le tegole e rischiando di poter fare un ‘tuffo’ nel vuoto.
    Tre minorenni si arrampicano sul tetto per un selfie a 25 metri da terra | Video e foto | Il Mattino

    Choc in salumeria: si fa preparare un panino poi rapina la cassa e fugge. Arrestato
    Si è fatto preparare un panino da una salumeria, poi ha rapinato il titolare di 45 euro, il contenuto della cassa, ed è fuggito a bordo della sua «Mercedes classe A Coupè».
    Protagonista un 28 enne di Cercola (Napoli), già denunciato in passato, Salvatore Ammendola. Il giovane è entrato in una salumeria in via Manzoni a San Giorgio a Cremano poco dopo le 8.30. Al titolare ha chiesto di preparargli un panino e poi, al momento di pagare, ha chiesto se avesse il resto di 50 euro. Quando il salumiere ha aperto il registratore di cassa, Ammendola gli ha detto di essere armato e si è fatto consegnare il denaro, 45 euro, ed il telefono cellulare. Subito dopo è risalito sulla «Mercedes coupè» e si è diretto verso Napoli. In corso Lucci, però, il rapinatore è stato intercettato da una pattuglia di «Falchi». Quando li ha visti, il rapinatore ha cercato di fuggire a piedi, ma è stato bloccato dopo una colluttazione ed arrestato. Sull' auto è stato trovato il panino, non ancora consumato, ed una dose di cocaina.
    Choc in salumeria: si fa preparare un panino poi rapina la cassa e fugge | Il Mattino


    Litiga con il titolare di un supermercato e sfonda una vetrina con l'auto: denunciato 50enne
    di Francesco Ferrigno
    SANT’ANTONIO ABATE. Litiga con il titolare di un supermercato e sfonda una vetrina con l’auto: i carabinieri hanno denunciato a piede libero un 50enne residente a Marano di Napoli, già noto alle forze dell’ordine.
    L’episodio è avvenuto questa mattina a Sant’Antonio Abate, in via Santa Maria la Carità. Il 50enne ha avuto un forte diverbio per motivi economici, con il proprietario dell’esercizio commerciale per il quale ha effettuato saltuariamente delle consegne. Subito dopo, alla guida del suo veicolo, ha infranto le vetrine del supermercato per poi darsi alla fuga. Paura tra i clienti del negozio, fortunatamente incolumi.
    Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate, agli ordini del maresciallo Vincenzo Sirico, che hanno rintracciato e identificato il 50enne. L’uomo è accusato di danneggiamento.
    Litiga con il titolare di un supermercato e sfonda una vetrina con l'auto | Il Mattino

    Vico Equense. Segnaletica sbagliata all'ingresso del tunnel: caos lungo la statale sorrentina e in centro
    di Ilenia De Rosa
    Vico Equense. Galleria Santa Maria di Pozzano vuota, centro di Vico Equense in tilt per il traffico. E’ lo scenario che si sta presentando sempre più spesso in penisola sorrentina a causa della segnaletica sbagliata all’ingresso del tunnel. «Incendio in galleria» è la frase che pochi giorni fa appariva sul display luminoso inducendo gli automobilisti a percorrere la litoranea e, allo stesso tempo, spaventando cittadini e forze dell’ordine. Falso allarme: nessun incendio.
    A creare il traffico a Vico Equense oggi, invece, è stata la scritta «galleria chiusa». Motivo? Temperature troppo alte all’interno del tunnel. I veicoli hanno dovuto attraversare il centro cittadino. La chiusura, durata più di un’ora, ha creato code chilometriche lungo la statale e reso invivibile l’area di piazza Umberto I, con un aumento dell’inquinamento dell’aria, oltre che acustico. Altro avviso che spesso compare ai due ingressi è quello che «invita» gli automobilisti a non percorrere il tunnel a causa di «code alle uscite».
    Sul piede di guerra l’amministrazione di Vico Equense. «Sia proposta un'azione giudiziaria tesa ad ottenere il risarcimento dei danni causati dalla galleria Anas e subiti dalla città di Vico Equense e sia richiesto alle autorità competenti l'accertamento delle responsabilità anche contabili del fallimento dell'opera viaria in questione» hanno chiesto i consiglieri Claudia Scaramellino, Andrea Lauro, Natale Maresca, Giuseppe Dilengite e Giuseppe Cioffi.
    Segnaletica sbagliata all'ingresso del tunnel: caos statale sorrentina e Vico | Il Mattino

    Napoli. Trafugata la statua, in bronzo, dei caduti in guerra nella piazza di Pianura
    di Gennaro Pelliccia
    Rubata in piazza San Giorgio, la più importante di Pianura, la statua bronzea raffigurante il capo di un milite con elmetto, eretto per ricordare il sacrificio di alcuni giovani del luogo che caddero in difesa della città durante la guerra. Il piedritto è circoscritto su tre lati da una fioriera rivestita in pietra a vista e rifinita con lastre di marmo. Una lapide in marmo con i nomi dei caduti e la data sorretta da un agile struttura in ferro ricorda il sacrificio dei giovani.
    La segnalazione del furto è stata fatta da alcuni cittadini che ieri si sono accorti della mancanza del mezzobusto e hanno avvisato l'assessore della IX Municipalità Natalino Zarra. "Ho ricevuto una telefonata nella quale mi si avvertiva che era sparito il monumento. Subito mi sono recato sul posto e, mio malgrado, ho constatato che quello che in un primo momento poteva sembrare uno scherzo, era la verità. Ho immediatamente avvertito la polizia e i carabinieri che stanno svolgendo le dovute azioni investigative".
    In una nota congiunta del presidente della municipalità Lezzi e l’assessore Zarra si legge: “desideriamo per la circostanza manifestare con forza il nostro sdegno e unirci idealmente a tutte le famiglie che in quel monumento vedono raffigurata la memoria di un loro congiunto”.
    Trafugata la statua, in bronzo, dei caduti in guerra nella piazza di Pianura | Il Mattino

    «Park & ride» e perdi le gomme
    sorpresa a Bari nell'area Amtab
    Amarissima sorpresa - considerato quanto costa un «treno» di pneumatici nuovi o comunque in buono stato - per il proprietario di quest’automobile che si è «fidato» di lasciare la sua vettura nel «Park & ride» di Parco 2 Giugno. Ha trovato l’auto «atterrata» dai ladri di gomme, che evidentemente hanno potuto agire impuniti in un’area che comunque dovrebbe essere vigilata dal personale dell’Amtab che la gestisce.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Spaventoso incendio nel cuore di Napoli: bruciano rifiuti, colonne di fumo
    Un incendio si è sviluppato poco prima delle 11 in un' area ingombra di rifiuti all'incrocio tra via Cesare Rossaroll e via Cirillo, a Napoli. Le fiamme hanno provocato un'alta colonna di fumo, visibile anche a distanza.
    Il traffico della zona si è paralizzato. L'area interessata dall'incendio, di circa 50 metri quadrati, è chiusa da un muro, e questo ha contibuito a circoscrivere l'incendio. Tra i rifiuti potrebbe esservi materiale in plastica. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e le forze dell'ordine.
    Spaventoso incendio nel cuore di Napoli: bruciano rifiuti | Foto | Il Mattino



    Il ticket costa 15 euro ​ma l'autobus è abusivo
    È stato fermato oggi a Roma con 30 persone a bordo: svolgeva un vero e proprio servizio di linea non autorizzato
    Anita Sciarra
    La corsa costava "solo" 15 euro, e il ticket poteva essere acquistato prima di salire sull'autobus, per raggiungere il centro commerciale di Castel Romano da Via Marsala a Roma.
    Peccato fosse abusivo.
    Il bus, con 30 persone a bordo, è stato fermato questa mattina dalla polizia locale del I gruppo Trevi, in quanto svolgeva un vero e proprio servizio di linea non autorizzato.
    Oltre al fermo del veicolo è stata sospesa la carta di circolazione da 3 a 8 mesi e comminato un verbale di 422 euro, secondo quanto disposto dall'articolo 87 del codice della strada, considerato che veniva utilizzato un servizio di linea di un veicolo per trasporto di persone non destinato a tale uso.
    Nell'ambito delle operazioni legate alla nuova viabilità alla stazione Termini, i vigili hanno inasprito i controlli ai servizi pubblici.
    Così, nelle ultime ore il nucleo Termini ha sanzionato un tassista che contravveniva alle disposizioni regolamentari scegliendosi i clienti in base alla loro destinazione e dunque alla sua possibilità di incasso. Il furbetto dovrà pagare 84 euro di multa, secondo quando previsto dall'articolo 86 comma 3 del codice della strada, per aver violato le norme o condizioni di licenza.
    Il ticket costa 15 euro ?ma l'autobus è abusivo - IlGiornale.it

    Uccise amico del coinquilino a Modena, napoletano condannato a 12 anni
    È stato condannato in primo grado a 12 anni di reclusione Giovanni Nebbioso, 52enne napoletano giudicato colpevole in abbreviato dal Gup di Modena dell' omicidio di Lorenzo Burani, 38 anni, avvenuto a Lesignana di Modena il 30 settembre 2013.
    La vittima, originaria del Reggiano, stava aiutando il coinquilino dell'assassino a traslocare dopo i dissidi avuti con quest'ultimo: l'omicida, che sarebbe così rimasto solo nell'appartamento e non approvava questa decisione temendo anche di poter perdere l'alloggio, sparò ripetutamente a Burani sul pianerottolo.
    Uccise amico del coinquilino a Modena, napoletano condannato a 12 anni | Il Mattino

    Pozzuoli. Il Comune chiude i lidi abusivi, la rivolta degli illegali blocca il lungomare
    di Elisabetta Froncillo
    Gli abusivi che gestiscono le spiagge di via Napoli, lungomare di Pozzuoli, hanno bloccato via Sandro Pertini per chiedere al comune di stralciare il piano per l'assegnazione del litorale, scaduto il 20 luglio e che prevede dall'apertura delle buste delle offerte una nuova gestione per riqualificare l'intera costa. Non ci stanno tutti coloro che fino ad oggi, senza regole e senza pagare nessuna concessione, hanno occupato le spiagge libere affittando ombrelloni e lettini.
    Tra le altre cose lamentano anche l'istituzione della Ztl sullo stesso lungomare, nata per preservare i residenti, ma che limiterebbe la circolazione indisciplinata, comoda a chi esercita su quel tratto. L'intervento delle forze dell'ordine e la rassicurazione di un incontro con il sindaco Vincenzo Figliolia ha fatto rientrare la protesta.
    Il Comune dà i lidi in concessione, la rivolta degli abusivi blocca via Napoli | Il Mattino

    Santa Maria Capua Vetere. In carcere manca l'acqua, i detenuti chiedono sconto di pena
    Un'istanza firmata da 1050 detenuti e indirizzata al magistrato di sorveglianza con la richiesta di ottenere uno sconto di pena di un giorno per ogni dieci trascorsi in condizioni disumane o in alternativa un indennizzo di 8 euro al giorno a testa. È la forma di protesta scelta dai reclusi del carcere di Santa Maria Capua Vetere, che da settimane vivono disagi per la carenza idrica della struttura, che costruita una decina di anni fa, non è mai stata allacciata alla rete idrica pubblica.
    Sono gli avvocati della Camera Penale di Santa Maria a illustrare l'istanza, «che non ha alcuna possibilità giuridica di essere accettata» spiega il presidente Romolo Vignola, nel corso di una conferenza stampa.
    «Ogni giorno - spiega l'avvocato Nicola Garofalo, responsabile della commissione per i diritti dei detenuti della Camera Penale - l'amministrazione penitenziaria spende parecchi euro per acquistare l'acqua da imprenditori privati: due litri di acqua vengono distribuiti ad ogni detenuto per bere, il resto arriva con le autobotti che riempiono il pozzo che alimenta il carcere. I contratti di fornitura vengono firmati periodicamente, l'ultimo è stato siglato qualche giorno fa e scade il 15 settembre.
    In carcere manca l'acqua, i detenuti chiedono sconto di pena | Il Mattino

    Canosa, neonate scambiate in culla
    26 anni fa: scoperta grazie a Fb e dna
    MASSIMILIANO SCAGLIARINI
    BARI -Per 23 anni si sono scambiate le vite. Una con la sua infanzia difficile in una famiglia che non accettava, l’altra respinta e poi abbandonata - insieme ai fratelli - dalle persone che credeva suo padre e sua madre. Storie che hanno corso parallele fino a quel giorno del 2012 in cui una foto, trovata su Facebook, ha fatto saltar fuori somiglianze incrociate: l’una troppo simile alla sorella dell’altra, a sua volta uguale alla madre della prima, entrambe nate il 22 giugno del 1989 nell’ospedale di Canosa e poi, quasi certamente, scambiate per errore.
    C’è voluto il test del Dna per chiarire che Antonella Z. era in realtà figlia di Michele C. e Caterina P., e non di Loreta M. e Vito O.: ed ecco perché ora papà Michele e mamma Caterina, insieme ad Antonella e a Francesco, il fratello che non l’ha mai avuta, hanno trascinato in Tribunale la Regione per chiedere un risarcimento da 9 milioni di euro. Tra i più alti mai chiesti in Italia per uno scambio di culle.
    Lorena, la bimba che Michele e Caterina portano a casa a Trinitapoli ritenendola figlia loro, sentiva forse di non essere nel posto giusto: «non voleva andare a scuola», lamentano i genitori, «il giorno che doveva sostenere gli esami per la patente di guida non si è presentata», poi «ha sempre tenuto nascosto il fidanzamento con un ragazzo che è poi diventato suo marito, ha sposato un uomo con un grado di istruzione molto modesto, appena compiuto il diciottesimo anno di età è andata via di casa».
    Ma la vita più dura è capitata ad Antonella: sua madre, almeno quella che riteneva tale, «non chiamava quasi mai per nome quella che all’epoca risultava essere sua figlia, ma con parolacce ed epiteti di ogni tipo», «la famiglia era talmente indigente che molto spesso non c’era nulla da mangiare», la ragazza era costretta a dormire insieme al fratello minore, «che sin da piccolissimo era affetto da diabete, durante la notte urinava nel letto che condivideva con Antonella e, nonostante ciò, le lenzuola non venivano cambiare».
    Quando, sul finire degli anni ‘90, il padre di Antonella va a convivere con una nuova compagna e la madre si trasferisce a Torino, i tre fratelli finiscono prima dai nonni e poi in un istituto: Antonella, picchiata dal padre che la ritiene «responsabile di tale situazione», viene affidata da una famiglia di Foggia che nel 2008 finalmente la adotta. Sono quelli che adesso, lei, considera i suoi veri genitori, perché gli altri non li vede più da ormai 10 anni. Il papà e la madre biologica - scrive il loro avvocato, Salvatore Pasquadibisceglie - «hanno cercato di instaurare un rapporto soddisfacente con la figlia Antonella senza ottenere il risultato sperato»: un tentativo difficile perché lei è animata «da un forte senso di riconoscenza nei confronti dei genitori adottivi».
    Casi del genere non possono accadere più, soprattutto grazie alla tecnologia. E quello di Canosa è, guarda caso, uno dei punti nascita oggi disattivati perché troppo piccolo per avere senso medico, prima ancora che economico. Quel giorno di 26 anni fa le due madri erano lì insieme in sala operatoria, per sottoporsi a un cesareo. Cosa sia accaduto dopo, tra il nido e i reparti, nessuno può saperlo. Antonella adesso chiede tre milioni di risarcimento, 2 milioni ciascuno li chiedono la sua vera madre, il suo vero padre e il suo vero fratello.
    Canosa, neonate scambiate in culla 26 anni fa: scoperta grazie a Fb e dna | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Trani, furti in casa all'Arsenio Lupin
    Presi 9 baresi. Il pm: erano dei geni
    TRANI - Inventiva, destrezza, velocità e accortezza. Erano soprattutto questi – secondo le indagini – i "ferri del mestiere" della banda di malfattori che, fra dicembre e marzo scorsi, ha messo a segno diversi furti in appartamento nel nord di Bari e nella provincia di Barletta-Andria-Trani, oltre che a Modugno e Triggiano. I nove presunti ladri d’appartamento arrivavano da Bari: sono accusati, a vario titolo, oltre che di furto, anche di associazione per delinquere.
    Le indagini, coordinate dal pm di Trani Luigi Scimè, sono partite da un furto compiuto in un appartamento di Trani alla fine del 2014 e dalle tracce lasciate al suo interno dai ladri. E' stato, poi, il loro modo di operare a fare in modo che gli investigatori, i carabinieri, mettessero insieme i tasselli che hanno portato agli arresti di oggi.
    Nella banda c'era chi si occupava di individuare le vittime e cercava il modo per sottrarre loro le chiavi di casa, avvicinandole per offrire (o chiedere) aiuto o domandare un’informazione e chi doveva, invece, intrattenere le vittime, per poter riconsegnare loro le chiavi al più presto, ma solo dopo averle duplicate per poi far visita agli appartamenti in un momento successivo, in tutta sicurezza.
    Trani, gli Arsenio Lupin delle case Presa banda: nel mirino automobilisti | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Truffa all'Ue, 16 indagati all'Inda e alla Regione
    L'accusa è quella di non aver osservato le prescrizioni richieste dal bando di partecipazione al finanziamento, consentendo all'Inda di incassare oltre 2 milioni di euro per le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa nelle due stagioni
    SIRACUSA. La Guardia di finanza di Siracusa ha notificato la conclusione delle indagini a 16 indagati (l'ipotesi di reato è truffa aggravata e falso ideologico) nell'inchiesta che coinvolge l'Inda, l'Istituto nazionale del dramma antico, dopo che lo scorso 17 luglio altri 7 provvedimenti erano stati notificati ad altrettanti indagati per associazione a delinquere.
    L'attività investigativa, coordinata dal procuratore capo di Siracusa Francesco Paolo Giordano e diretta dal pm Magda Guarnaccia, è scaturita da una segnalazione dell'assessorato regionale al Turismo su contributi europei concessi dal 2009 al 2010. Gli indagato sono funzionari dell'Inda, della Regione siciliana e un revisore contabile. L'accusa è quella di non aver osservato le prescrizioni richieste dal bando di partecipazione al finanziamento, consentendo all'Inda di incassare oltre 2 milioni di euro per le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa nelle due stagioni.
    Truffa all'Ue, 16 indagati all'Inda e alla Regione - Giornale di Sicilia

    «Gente di m...», lo sfogo choc del sindaco di Nocera contro i concittadini
    di Floriana Longobardi
    «Quella di questa estate è una trincea»: è lo sfogo social del sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato. Con un post, sulla sua pagina, il primo cittadino, senza giri di parole, commenta atteggiamenti e avvenimenti che, in questi “caldi giorni d’estate”, compromettono la vivibilità cittadina nonché il buon senso. E se la prende contro i suoi concittadini: «Devo combattere contro gente di m...».
    Dalla notizia choc del cane sigillato in una valigia e gettato tra i rifiuti all’occupazione abusiva del suolo pubblico. Dagli sversamenti fuori orario; al piano ferie per i dipendenti della Multiservizi. Attraverso la denuncia social, quello del sindaco Torquato è quasi un appello ai “suoi” cittadini al rispetto delle regole, del buon senso, della città. Così come si evincerebbe dalle ultime parole del suo post: «Una città non cambierà mai in meglio se qualcuno la riduce a una fogna».
    «Gente di m...»: lo sfogo choc di un sindaco campano | Il Mattino


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    Predefinito Re: Terryes

    Pozzuoli, i bimbi corrono in minimoto e i vigili restano a guardare
    di Elisabetta Froncillo
    POZZUOLI - Bambini a bordo di minimoto in giro per il quartiere di Toiano, periferia di Pozzuoli nota alla cronaca spesso per fatti legati alla camorra. I bambini circolano liberamente per le strade e a pochi passi i vigili urbani sono fermi ad osservarli e a ripararsi dal sole sotto ad un albero. La denuncia è stata postata in gruppo Facebook di discussione su Pozzuoli.
    I bimbi corrono in minimoto e i vigili restano a guardare| La foto | Il Mattino



    Pompei, la denuncia choc: «Cimitero nel degrado, serpenti dalle tombe»
    di Susy Malafronte
    Pompei. Dalle tombe, sommerse da erbacce e sporcizia, saltano fuori serpenti. Al cimitero di Pompei è di scena il degrado. La figlia di un defunto mentre stava aprendo la cappella, dopo essersi fatta spazio tra l’erba alta, si è vista strisciare sui piedi un rettile. Tra le urla disperate per lo spavento è fuggita via e si rifiuta di ritornare a far visita al congiunto.
    “Lo choc è stato tale – ha raccontato la donna – che non ho capito se si trattava di una biscia oppure un serpente. Lo spavento è stato da tachicardia. Ho chiesto agli addetti comunali di estirpare almeno la vegetazione che si è formata nei viali delle tombe. Mi hanno risposto che non è di loro competenza. Eppure il cimitero è gestito dal Comune”.
    La denuncia choc: «Cimitero nel degrado, serpenti dalle tombe» | Foto | Il Mattino

    Caserta, litigano per un'auto: in tre picchiano e uccidono un vicino
    La vittima è Raffaele Ibello che sarebbe stato preso a calci e pugni da una donna, il suo compagno e il figlio diciannovenne che lo riteneva colpevole di aver danneggiato la loro vettura.
    Ancora una lite tra vicini che finisce in tragedia. È avvenuto a Mondragone, in provincia di Caserta, dove un uomo di 48 anni, Raffaele Ibello, è morto in ospedale dopo essere stato picchiato brutalmente da alcuni vicini.
    I carabinieri hanno fermato tre persone con l'accusa di aver causato la morte dell’uomo, avvenuta dopo la rissa nei pressi della sua abitazione. Si tratta dei vicini di Ibello: una donna, il suo compagno e il figlio diciannovenne. L’accusa, per loro, è di omicidio preterintenzionale.
    Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a scatenare la furia dei tre contro il Raffaele Ibello, sarebbe stata la convinzione che quest’ultimo avesse danneggiato la loro auto. Il gruppo lo avrebbe prima picchiato, e poi finito a calci e pugni, una volta che l'uomo, sfinito, si era accasciato sull’asfalto.
    Giunto all'ospedale di Caserta, Ibello sarebbe morto a seguito di un infarto causato, a parere dei medici, dai colpi sferrati dai vicini, così violenti da procurargli anche la frattura di alcune costole e vertebre.
    I tre componenti del nucleo familiare, accusati dell’omicidio, sono stati fermati e condotti in carcere dopo che, durante l’interrogatorio, hanno ammesso di aver picchiato il vicino.
    Caserta, litigano per un'auto: in tre picchiano e uccidono un vicino articolo di Palermomania.it | Palermomania.it

    Qualiano. Finti matrimoni per i permessi di soggiorno: alle «spose» duemila euro
    Duemila euro. Tanto era bastato a due ragazze di Qualiano per fingersi innamorate di perfetti estranei, un tunisino e un marocchino che non avevano mai conosciuto frequentato, al punto da decidere di sposarli. Nessuno dei familiari delle donne era a conoscenza dei lieti eventi, celebrati in gran segreto e che erano finalizzati a far ottenere agli uomini il permesso di soggiorno per motivi familiari e, su prospettiva temporale più lunga, la cittadinanza italiana.
    Le due «coppie» si erano sposate una a Villaricca e l’altra a Pagani, dichiarando che da «freschi sposi» sarebbero andate a vivere in due appartamenti a Qualiano e avrebbero vissuto con gli stipendi delle ragazze, entrambe impiegate in una ditta di pulizie. Le storie sono venute alla luce nel corso di alcuni controlli effettuati dai carabinieri di Qualiano, che hanno accertato che agli indirizzi dove i quattro avevano dichiarato di risiedere in realtà vivevano solo le donne. Di mariti nemmeno l’ombra. Dopo parziali ammissioni, le due «mogli» sono state denunciate per falsità ideologica commessa da privati in atti pubblici e per favoreggiamento alla permanenza illegale nel territorio italiano di cittadini extracomunitari. Le donne denunciate sono due sorelle di 39 e 35 anni, mentre i finti mariti sono un tunisino di 26 anni e un marocchino di 38.
    Proseguendo negli accertamenti sono venute fuori anche le organizzatrici delle nozze, una 39enne di Qualiano e una 42enne di Napoli che avrebbero fatto da mediatrici promettendo alle ragazze 2.000 euro l’una e che - ma la circostanza è ancora in via di accertamento - avrebbero guadagnato la stessa cifra. Anche le due donne sono state denunciate per favoreggiamento alla permanenza illegale nel territorio italiano di clandestini.
    Finte nozze per i permessi di soggiorno: alle «spose» duemila euro, 6 denunce | Il Mattino

    Castellammare. Il boss incontrava l'amante in carcere: condannato secondino
    Dario Sautto
    Castellammare di Stabia. Permise incontri tra uno dei ras del clan Cesarano e la sua amante mentre era detenuto in carcere, condannato 47enne ex guardia carceraria. Il verdetto è stato emesso dal collegio della prima sezione penale del tribunale di Torre Annunziata – presidente Maria Laura Ciollaro – che ha condannato a 3 anni e mezzo Vincenzo Orlando, all'epoca dei fatti assistente capo della Polizia Penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Secondigliano.
    Secondo l'accusa – rappresentata in aula dal pm Pierpaolo Filippelli della Dda di Napoli – Orlando si fece corrompere con mazzette per «chiudere un occhio», permettendo gli incontri tra Antonio Inserra alias «Tonino 'o guerriero» e l'amante, un'infermiera di Torre del Greco in servizio proprio presso il carcere napoletano.
    Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Orlando e un altro collega – Pasquale Cipollaro, già condannato in abbreviato – permettevano il «viavai» di pizzini per le disposizioni da consegnare nelle mani dei gregari del clan Cesarano, cosca camorristica con basi nella periferia di Castellammare di Stabia ed affari illeciti nel mercato dei fiori di Pompei e in altri Comuni della zona.
    I secondini corrotti, però, avrebbero permesso anche l'ingresso in carcere di un telefonino con il quale Tonino 'o guerriero comunicava con parenti e affiliati. L'unico stralcio del processo «Easy Mail» che si è tenuto con rito ordinario si è chiuso anche con la condanna a 9 anni e mezzo per Salvatore Inserra, fratello del ras Antonio.
    Il boss incontrava l'amante in cella: condannata guardia carceraria | Il Mattino

    Giugliano. Topi morti in riva al mare: allarme igiene sul litorale
    Tonia Limatola
    Giugliano. Acquazzone estivo, esplodono le fogne e sulla spiaggia di Licola ritornano rifiuti e topi morti. Succede a pochi passi dalla foce di Licola, dove arrivano gli scarichi dei canali scoperti di Quarto e dei Camaldoli. E non è un panorama nuovo per chi passeggia in spiaggia dopo un temporale. Le foto postate su Fb dal M5S hanno fatto crescere la preoccupazione tra i residenti.
    Quel tratto di spiaggia libera in cui sono stati ritrovati i cumuli di topi è tra quelli più degradati, tra Giugliano e Pozzuoli. Cosa succede? A causa della bomba d’acqua e alla conseguente esplosione di tombini, gli scarichi hanno trascinato tutti i liquami a mare, rifiuti e ratti annegati compresi.
    In ogni caso, purtroppo, l’evento non sarebbe straordinario. Esistono precedenti anche a metà luglio dell’anno scorso. «Non è raro assistere a questo fenomeno - dice Raffaele Russo, del servizio igiene dell’Asl Napoli due nord - La popolazione di ratti che vive nelle fogne annega quando, per il troppo pieno di pioggia, che sacrifica i loro spazi vitali. Una volta morti, poi vengono trascinati nelle condotte e finiscono sulla spiaggia».
    Topi morti in riva al mare: allarme igiene sul litorale in provincia di Napoli | Il Mattino



    L'incendio a Fiumicino provocato da cumuli di rifiuti abbandonati
    Dalla spazzatura le fiamme si sono allargate alla macchia e alla pineta. Non è chiaro se ci sia intenzione dolosa
    Lucio Di Marzo
    È un'area fortemente degradata e disseminata da molti rifiuti abbandonati quella dove ieri si è sviluppato l'incendio che ha provocato nuovi disagi all'aeroporto di Fiumicino, rallentando temporaneamente le partenze e gli atterraggi a causa del fiumo sulla pista dello scalo romano.
    Il rogo, dicono oggi gli uomini della Guardia forestale, si sarebbe sviluppato proprio a partire da un cumulo di rifiuti abbandonati che avrebbe preso fuoco. Da lì le fiamme si sarebbero diffuse per il forte vento. Questi dettagli in più non dicono se si tratti di un incendio doloso, ma chiariscono che dalla spazzatura si è allargato alla macchia mediterranea e alla Pineta di Coccia di Morto.
    L'incendio a Fiumicino provocato da cumuli di rifiuti abbandonati - IlGiornale.it

    Salerno. Derubano francesi in autostrada con la tecnica della gomma forata, arrestati due ladri napoletani
    SALERNO - Arrestati due pregiudicati del napoletano, responsabili di furto aggravato in danno di una coppia di francesi, mentre viaggiavano sull’A/3 Salerno-Reggio C.
    I fatti risalgono alla fine di giugno, quando una coppia di turisti francesi, in pieno pomeriggio di sabato, è stata costretta a fermarsi in autostrada per essersi ritrovata con un pneumatico forato. Dietro di loro si fermò un'altra auto dalla quale scendevano due uomini che, dissimulando le reali intenzioni, si offrivano in aiuto.
    La coppia, impacciata e disorientata anche dalla mancata conoscenza della lingua italiana, accettò l'aiuto ma, mentre estraevano la ruota di scorta, non si accorse che i soccorritori, con fare fulmineo, si erano impossessati di uno zainetto nell’abitacolo della loro auto (contenente somme di denaro, smartphone e tablet). A mettere a segno il colpo, un terzo complice che agì mentre gli altri due tenevano impegnati i turisti. Infatti i due balordi, appena resisi conto che il complice aveva messo a segno il colpo, abbandonarono con il pneumatico smontato i due francesi e fuggirono via.
    Di qui la denuncia e le indagini avviate dalla sezione stradale di Eboli su direttiva della sala operativa di Sala Consilina. I ladri sono stati poi intercettati attraverso le telecamere di sicurezza di una stazione di servizio dove i due francesci si erano fermati per ristorarsi e dove loro, adocchiate le vittime, avevano provveduto a forare una delle ruote. Dalle immagini all'identificazione dei ladri, poi l'arresto.
    Turisti derubati sull'A3 con la tecnica della gomma forata: due arresti | Il Mattino

    Napoli. «Che vergogna: una carrozzina rubata dalla macchina incidentata»
    Gentile redazione, sono un ragazzo napoletano disgustato dalla vista di un saccheggio in piena regola da parte di un ragazzo. Il fatto è avvenuto a Napoli in via Montagna Spaccata alle ore 10 30 di oggi. Il giovane ha sottratto dalla auto una carrozzina e un sediolino da bambini più altri oggetti.
    «Che vergogna: una carrozzina rubata dalla macchina incidentata» | Foto | Il Mattino

    Napoli, assalto alle scuole, scoperta la banda che rubava computer: "Hanno i fondi europei e noi li facciamo piangere..."
    Scattano venti arresti. Le intercettazioni svelano piani e guadagni: i colpi potevano fruttare fino a "mille euro a sera". Lo sconcertante orgoglio dei delinquenti: "Noi siamo una paranza troppo forte". I ladri indossavano tute da sub bagnate, sembravano Diabolik
    Napoli, assalto alle scuole, scoperta la banda che rubava computer: "Hanno i fondi europei e noi li facciamo piangere..." "Siamo una paranza troppo forte, coi furti nelle scuole ci facciamo mille euro a sera", "27mila euro con la vendita del materiale di un solo furto", "grazie ai finanziamenti stanno rifornendo le scuole e noi li facciamo piangere". E' il contenuto di alcune intercettazioni effettuate nell'ambito dell'indagine che ha portato all'arresti di una vera e propria banda specializzata nei furti all'interno delle scuole di Napoli e provincia.
    L'operazione, condotta dai carabinieri, è culminata con l'arresto di 20 persone. I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata ai furti nelle scuole e ricettazione. Il gruppo criminale era alla ricerca di istituti scolastici dotati di attrezzature informatiche nuove, appena assegnate grazie ai fondi europei. Numerose le scuole saccheggiate dalla banda in tutte le province campane, ma prevalentemente a Napoli e dintorni. Si trattava di un business milionario, monitorato e poi interrotto dai Carabinieri che sono riusciti a identificare i componenti del gruppo, ricostruirne i movimenti e a seguirne in diretta gli spostamenti, recuperando la refurtiva subito dopo i colpi.
    La maggior parte dei componenti la banda di ladri sgominata oggi dai carabinieri del comando provinciale di Napoli, risiede nel lotto G e P di Scampia: numerosi sono quelli con precedenti per detenzione e spaccio di stupefacenti che si sono convertiti ai furti nelle scuole che erano diventati un business più redditizio.
    Nel corso delle perquisizioni eseguite a casa di due degli arrestati trovati alcuni computer portatili nuovi, rubati in alcune scuole di Napoli la cui appartenenza è in corso di accertamento. Complessivamente i carabinieri delle Compagnie Vomero e Stella hanno arrestato 21 persone, di cui 15 saranno chiusi nel carcere napoletano di Poggioreale mentre per altri sei sono stati disposti i domiciliari.
    Nel video diffuso dai carabinieri si vedono alcuni componenti del gruppo criminale entrare in azione in una scuola. Subito dopo il colpo commentano "abbiamo fatto una scuola ai Colli Aminei, se fossero venuti i carabinieri ci voleva l'Esercito".
    "Ma quali furti di macchine e negozi.... a Ponticelli abbiamo mangiato tutte le scuole, li abbiamo fatti piangere. Abbiamo preso 27 mila euro di mele (così i ladri chiamavano i tablet Apple, ndr)". La banda, subito dopo i colpi, si preoccupava di piazzare il bottino:"...però la roba come la prendiamo la dobbiamo subito rivendere...".
    La banda riusciva a eludere i rilevatori dei sistemi antifurto installati negli istituti indossando tute da sub preventivamente bagnate. Una persona sorpresa in flagranza dalla vigilanza della scuola di Poggiomarino aveva addosso infatti una tuta da sub. L'uomo è stato bloccato prima che entrasse nell'istituto. I vigilanti, riferendo le modalità del fermo ai militari dell'arma hanno detto ironicamente, "abbiamo bloccato Diabolik".
    Napoli, assalto alle scuole, scoperta la banda che rubava computer: "Hanno i fondi europei e noi li facciamo piangere..." - Repubblica.it

    Rubano bagagli nelle auto, la gang delle aree di servizio ripresa in diretta
    di Paolo Barbuto
    Siete in viaggio per le vacanze assieme alla famiglia, vi fermate per un caffè lungo l’autostrada. Cinque minuti, non di più. Quando tornate verso la vostra automobile la trovate completamente depredata: rubati bagagli, computer, tablet, giochi dei bimbi. Non c’è più nulla, solo l’automobile con un vetro spaccato.
    Questa sorte è toccata, nella sola giornata di mercoledì scorso, a sei famiglie nella stessa area di servizio lungo l’autostrada A30, la Caserta-Salerno: si tratta dell’area Tre Ponti Ovest che è finita nel mirino dei malviventi ed è diventata, in un solo giorno, la più pericolosa d’Italia.
    Scene di rabbia e disperazione dei turisti, tutti italiani, che sono rimasti in attesa della polizia per sporgere denuncia e poi, quasi tutti, hanno rinunciato alla vacanza e sono tornati a casa. Impossibile affrontare un periodo di villeggiatura senza avere nulla: niente abiti, niente costumi, nemmeno le mutande; spesso non c’erano più nemmeno i soldi, lasciati nelle borse dentro l’auto e portati via dai delinquenti.
    Le telecamere di controllo dell’area di servizio hanno registrato tutto ma sono video inutili. I ladri, che effettuano mediamente due colpi a settimana, sono sempre gli stessi, le auto che vengono utilizzate, invece, sono sempre diverse. Così è impossibile individuarli quando rientrano per un nuovo colpo.
    La tecnica è la seguente. Di solito c’è un’auto che precede quella dei ladri. Entra nel parcheggio, individua le vetture più piene di roba e manda un segnale ai delinquenti. Poco dopo entra un’altra auto, generalmente di grossa cilindrata, comunque di grande capienza perché deve poter accogliere i bagagli delle vittime. L’auto parcheggia di fianco a quella da derubare, poi basta un colpo secco per spaccare il vetro del finestrino. Da quel momento passano pochissimi secondi: entrano in azione in due, talvolta in tre: aprono bagagliaio e abitacolo e in un lampo portano via ogni cosa prima di fuggire a gran velocità. I viaggiatori si accorgono del furto quando ormai i ladri sono già lontani.
    Di eventi del genere, secondo il racconto dei lavoratori dell’area di servizio, ne avvengono spesso: l’altro giorno, però, c’è stato un preoccupante picco suddiviso in due blitz, uno di mattina e uno di sera. Il fatto è che nei giorni di vacanza ci sono molte più «vittime» a disposizione. Il primo colpo registrato dalle telecamere di sorveglianza, mostra una spaventosa faccia tosta da parte dei ladri che in un solo blitz riescono a depredare addirittura quattro auto. Parcheggiano al centro fra due vetture e le alleggeriscono entrambe. Poi si spostano a quella di fianco e infine, senza più remore, si spostano in un’altra zona del parcheggio e compiono un altro colpo prima di scappare a tutta velocità.
    Rubano bagagli nelle auto, la gang delle aree di servizio ripresa in diretta | Video | Il Mattino

    Bari, il tiro a segno della mala sui cartelloni stradali
    di Valentino Sgaramella
    BARI - Segnali stradali crivellati da fori, tracce di proiettili esplosi da armi da fuoco. La denuncia, senza nessuna paura, viene fatta da un educatore, Raffaele Diomede, in una lettera inviata ad Antonio Decaro: «Sulla complanare in prossimità dello svincolo della tangenziale sud Caldarola uscita 14\A - si legge nella nota - nei pressi della rotatoria, un cartello stradale verticale utilizzato come vero e proprio tiro a segno dalla malavita».
    «Un fenomeno che insiste da diverso tempo», dice Diomede. «Presumibilmente, considerata l’area periferica e semi nascosta dove è collocato il cartello, si tratterebbe di un vero e proprio bersaglio per l’allenamento all’utilizzo di armi da fuoco dei giovani criminali emergenti». Una sorta di artigianale tiro a segno, il poligono domestico dei giovani di mala.
    Diomede prosegue: «Per quanto mi riguarda, quel cartello bucato come una groviera ci offende e rappresenta il simbolo della mafiosità e del disprezzo della nostra bella città». Rivolto al sindaco, Diomede prosegue: «Senza procrastinare ulteriormente chiedo per favore che quel cartello venga rimosso e che venga posto uno nuovo con accanto un cartello che reciti “La città Bari è contro le mafie”».
    Il tema è forte. Rinvia a un dibattito acceso da sempre sul livello di infiltrazione criminale nei gangli sani della città, sull’appariscenza di certa malavita, sulla risposta sociale che non sempre sembra corrispondere alla risposta di magistratura e forze dell’ordine.
    Diomede, cresciuto in una frontiera chiamata «quartiere Libertà», da sempre a contatto con la devianza minorile, ha un’idea ben precisa: «È facile presumere che questi cartelli siano utilizzati da giovani alle prime armi nel mondo della malavita». E la sua deduzione pesca dalla sua storia, dall’«esperienza personale che ho come educatore che vive da lungo tempo sul campo ossia in strada, deduco che questi cartelli sono utilizzati come bersaglio da parte di chi utilizza per la prima volta le armi. Penso che così si impari a prendere la mira, che la periferia sia una sorta di campo scuola per armi da fuoco».
    I cartelli sono posizionati in zone seminascoste della città. «A volte i giovani criminali potrebbero esercitarsi in orari serali in cui certe zone non sono frequentate da gente che passeggia». Parliamo della estrema periferia sud di Bari, Japigia per intenderci. «Mi giunge voce che la stessa cosa si verifichi sulla cartellonistica stradale presente nella zona industriale. Di questi raccolgo solo voci mentre questo cartello l’ho visto personalmente e desta inquietudine», dice l’educatore.
    Un cartello bucherellato e cosparso di fori che potrebbero fare riferimento a proiettili esplosi non rappresenta certo un buon biglietto da visita per chi entra in città. «Fa male vederlo», conclude Diomede.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Taranto, la dimettono senza fare la Tac
    muore per emorragia
    TARANTO – La procura di Taranto ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle cause del decesso di Irene Francia, una donna di 40 anni morta ieri all’ospedale Santissima Annunziata tre giorni dopo essere stata operata alla testa per una forte emorragia.
    Secondo l’esposto presentato dall’avvocato Maria Letizia Serra per conto del marito della paziente, la donna il 14 e il 17 luglio scorsi si era rivolta prima all’ospedale Moscati e poi al Santissima Annunziata per un forte mal di testa, chiedendo una Tac urgente perchè sua madre era morta di aneurisma e temeva che potesse capitare anche a lei la stessa sorte. In entrambe le occasioni, ha spiegato il legale, la donna era stata dimessa senza il ricorso all’esame strumentale con diagnosi di cefalea o gastroenterite, visto che aveva anche nausea e annebbiamento della vista. Il 22 luglio scorso, d’urgenza, la 40enne è stata riportata all’ospedale Moscati già in coma e successivamente trasferita con ambulanza al Santissima Annunziata, dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico alla testa. Ieri la donna, che lascia tre figlie di cinque, nove e 23 anni, è morta.
    Il marito ha presentato denuncia nei confronti dei medici dei due ospedali e della Asl chiedendo il sequestro delle cartelle cliniche. Nell’esposto l’uomo fa riferimento anche ai ritardi dovuti alla burocrazia, nonchè alla tutela del diritto alla salute e alla vita, frenata dai turni estivi delle strutture sanitarie.
    Taranto, 40enne dimessa muore per emorragia Non avevano fatto la Tac | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    «Sono amico dell'emiro» si allarga indagine per truffa
    BARI – Si allarga l’inchiesta sul sedicente amico di un emiro del Qatar, Giuseppe Sicolo, che si sarebbe spacciato per broker finanziario truffando almeno cinque professionisti baresi con promesse di finti investimenti per centinaia di migliaia di euro. La Procura di Bari ha infatti notificato un avviso di accertamenti tecnici non ripetibili su 14 fra smartphone, tablet e iphone a nove indagati. Oltre al bitontino 50enne Sicolo, gli avvisi di garanzia sono stati notificati a coloro che, stando agli accertamenti della guardia di finanza, coordinati dal pm Luciana Silvestris, hanno concorso nei reati di esercizio abusivo dell’attività di promotore finanziario e riciclaggio, per aver trasferito o comunque compiuto "operazioni finanziarie tali da ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa di denaro ed altre utilità".
    Sicolo risponde anche di truffa per aver ottenuto "ingiusti profitti inducendo in errore le vittime in ordine alla qualifica di promotore finanziario e alla destinazione dei capitali ricevuti da costoro in operazioni finanziarie proficue".
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Contributi indebiti da Stato e Ue
    due arresti per truffa a Lecce
    LECCE – Avevano creato un sistema di frode per percepire indebiti contributi all’agricoltura erogati dall’Agea. Per questo – secondo l’accusa – dichiaravano falsamente la disponibilità di terreni di proprietà di enti pubblici e privati che si trovano in Puglia, Basilicata, Lazio, Sicilia, confiscati alla criminalità organizzata ed affidati per scopi di utilità sociale ad associazioni ed enti no profit. E’ quanto hanno scoperto i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Lecce che oggi hanno arrestato due persone ritenute a capo di un gruppo criminale che avrebbe compiuto una truffa da 800mila euro ai danni dello Stato e della Ue. Gli arrestati (ai domiciliari) sono Vincenzo Cagnazzo, agronomo 57enne di Surbo (Lecce), responsabile del "Centro di Assistenza Agricola", e Giovanni Cagnazzo agronomo con studio professionale presso la stessa sede del C.A.A., che avrebbero agito insieme con altre quattro persone.
    Tutti i componenti dell’organizzazione erano legati fra loro da vincoli di parentela e – secondo quanto accertato – avrebbero formato centinaia di atti falsi, per lo più autocertificazioni e contratti di comodato d’uso gratuito, attestanti la conduzione di terreni sia di enti pubblici, sia di soggetti privati. I due arrestati ai domiciliari sono accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità materiale ed ideologica commessa sia da pubblico ufficiale che da privato.
    La truffa, protrattasi per circa otto anni, ha permesso di intascare oltre 800 mila euro intercettati dai finanzieri sui conti correnti personali e aziendali degli arrestati. In un caso è emerso che l'associazione aveva richiesto contributi anche su terreni confiscati a noti esponenti della famiglia mafiosa Guarneri di Canicattì (Agrigento) e successivamente assegnati al Comune di Naro (Agrigento) per finalità sociali.
    Avevano creato un sistema per avere contributi da Stato e Ue due arresti per truffa a Lecce | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Renzi copre d'oro la Sicilia: niente soldi al Veneto ferito
    Dal governo mezzo miliardo per sanare i buchi di bilancio di Palermo, appena 2 milioni per i danni del tornado.
    Paolo Bracalini
    A fronte di un morto, 86 feriti, 450 sfollati, 150 case (e scuole, e ville storiche) distrutte, altre 350 danneggiate, 200 auto da buttare e 50 tra negozi e aziende danneggiate dal tornado, il governo ha stanziato per il Veneto 2 milioni di euro.
    Gli unici fondi finora sono quelli, meno cioè di quelli (6 milioni) stanziati in poche ore dallo stesso Veneto con una variazione d'emergenza al bilancio regionale. «Briciole», «elemosina» protestano le istituzioni venete, anche perché nel frattempo assistono ad un (altro) mega-assegno staccato da Roma per rattoppare le voragini nei conti della Regione Sicilia: una botta da mezzo miliardo di euro, diviso in diversi pacchetti regalo (200 milioni come riconoscimento delle mancate entrate Irpef, 150 come sconto sul disavanzo regionale, eccetera), a cui aggiungere poi un emendamento pronto in commissione Bilancio del Senato per stabilizzare (leggi: assumere) i precari siciliani. Altri 90 milioni di euro.
    Renzi copre d'oro la Sicilia: niente soldi al Veneto ferito - IlGiornale.it





    Nonostante Milano sia da decenni sfruttata, devastata e inquinata da masse di terryes, negher e giargianès, la distanza da Roma(e da Napule, e da Palemmo, ecc.) è sempre e comunque abissale.....

    Roma, la "grande bruttezza" Milano è sempre più lontana
    Il confronto tra le due maggiori città italiane è ormai impietoso per la Capitale, sommersa da malaffare e spazzatura
    Andrea Cuomo
    Milano, linea rossa della metropolitana, stazione Cordusio. Il tabellone elettronico ti promette che il treno per Sesto I Maggio passerà tra 2 minuti e mezzo, e già l'uso del decimale ha una sua buffa onestà che ti commuove.
    Ma un po' è una sfida. Fai partire il cronometro, vuoi proprio vedere. Cento secondi e il convoglio arriva, apre le porte. Via.
    Roma, linea B della metropolitana, Termini. Una voce maschile stanca e vagamente vernacolare annuncia che il treno per Rebibbia passerà tra 8 minuti. Ma puzza già di sòla . Sono 7. Poi 6 in un count down estenuante. Alla fine ne passano 11 perché arrivi un convoglio sporco e affollato. Nel frattempo la banchina si è riempita di un massa rassegnata e accaldata. Si sale, si resta in piedi, le porte fanno apri-e-chiudi più e più volte per stipare tutti. Via.
    È in questa piccola truffa cronografica la differenza tra Milano e Roma, tra la capitale morale e quella immorale d'Italia, tra il paesone europeo e la metropoli di provincia, tra la città che si gode le attenzioni del mondo grazie al grande luna park dell'Expo e quella che affonda nella vergogna internazionale tra spazzatura e malaffare. Tra la città che trasforma in virtù il suo essere normale e quella che sublima in vizio la sua incapacità di esserlo. Tra la città moderna e quella pre-moderna. Tra la città che funziona malgrado il sindaco, perché le viene naturale; e la città che non funziona malgrado il sindaco, perché non ha mai davvero funzionato.
    Roma vista da Milano, per un milanese, è una cartolina sfocata, un daje pronunciato ridendo, una cacio-e-pepe che spunta in ogni menu meneghino, uno «stica..i» detto a capocchia, come attestato di ammirazione e non di menefreghismo quale dovrebbe essere, una macedonia di difetti dentro l'alchermes della bellezza (sorrentinianamente grande o meno).
    Le differenze tra le due città sono raccontabili antropologicamente, storicamente, socialmente, politicamente. Tu puoi farlo anche con alcune istantanee quotidiane. Selfie romani, ché anche le foto a Roma è meglio farsele da sé.
    Roma è la città dell'eterno ingorgo, provocato non tanto dal traffico di spostamento, ma da quello di chi cerca un parcheggio e alla fine immancabilmente lascia l'auto in seconda o terza fila. E pazienza se chi resta bloccato suona il clacson per un quarto d'ora. Il doppiofilista sbucherà da un bar con il cornetto in mano o da un negozio con una busta piena e con calma sposterà la sua auto senza scusarsi. E se gli dici qualcosa ti arriva pure il «vaffa».
    Roma è la città dove a ogni angolo ci sono cassonetti traboccanti, battuti ogni mezz'ora da ronde di rom che li perlustrano buttando fuori ciò che non serve loro. Ma se hai bisogno di buttare una cartaccia hai voglia a trovare un cestino.
    Roma è l'unica città turistica europea dove non esiste un servizio di bike sharing. C'era, le bici sono state cannibalizzate e rubate in poco tempo e l'amministrazione si è arresa. Ma dove vai, bellezza in bicicletta?
    Roma è la città dove le strisce pedonali, se si vedono, sono comunque un'idea, un parere, al più una manifestazione dell'umore di chi guida. Se gli gira bene capace che ti fa passare.
    Roma è la città dove si parcheggia ovunque: fermate dei bus, carico-e-scarico, strisce pedonali, curve. Non nei parcheggi per i disabili, quello no, ma in compenso molti degli ambìti contrassegni sono in mano a persone che hanno una nonna invalida, che non esce di casa da lustri.
    Roma è la città dove gli autisti del bus portano la camicia fuori dai pantaloni, parlano al cellulare mentre guidano, tollerano che i passeggeri salgano e scendano dalle porte sbagliate, non rispettano le tabelle di marcia, guidano come se portassero uno scooter, frenando di botto e se cadi peggio per te.
    Roma è la città dove le regole sono sempre violate e se provi a farle rispettare sei sicuro di essere guardato storto, ma può anche accaderti di essere insultato, qualche volta spintonato, magari pure menato. Magari.
    Roma è la città dove tutti si lamentano ma nessuno fa niente per migliorare, dove il principale partito di opposizione è un sito che si chiama romafaschifo. E nessuno ha più il coraggio di dire che non è così.
    Roma, la "grande bruttezza" Milano è sempre più lontana - IlGiornale.it


 

 
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