User Tag List

Pagina 63 di 66 PrimaPrima ... 1353626364 ... UltimaUltima
Risultati da 621 a 630 di 658
Like Tree40Likes

Discussione: Terryes

  1. #621
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    30,955
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Disabili, in Sicilia anche i morti godono di assistenza
    Disabili: in Sicilia anche morti godono assistenza (ANSA)
    Sicilia.
    In Sicilia anche i morti finora hanno beneficiato dell'assistenza h24
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #622
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    5,167
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Benevento, scippatore 85enne fugge in triciclo
    BENEVENTO - Lui e lei, 33 anni di differenza, un furto con destrezza. Sembrerebbero gli ingredienti della «breve storia triste» riassunta in tante veline delle forze dell’ordine: anziana indifesa finisce nel mirino del malvivente. E invece a Benevento la realtà supera l’immaginazione e rovescia i ruoli. Perché i protagonisti della vicenda - sorprendente, più che triste - sono un uomo di 85 anni con qualche difficoltà motoria (si sposta preferibilmente su un triciclo elettrico) nei panni del «cattivo», e una donna di 52 anni in quelli della vittima.
    È stato infatti identificato l’autore del furto di un portafogli avvenuto lunedì poco prima delle 16, nella tabaccheria di fronte alla chiesa di Santa Sofia. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Benevento, hanno raccolto elementi di colpevolezza - in particolare attraverso riprese video - a carico di un pensionato beneventano. E nel corso di una perquisizione domiciliare nell’abitazione, hanno ritrovato il portafogli con i mille 1000 euro appartenenti alla vittima, che poco prima aveva prelevato il denaro presso uno sportello bancomat.
    L’anziano, C.M. è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Benevento per furto aggravato con destrezza. La vittima, probabilmente, si sta ancora riprendendo dalla sorpresa.
    Morale della storia: bene le iniziative delle forze dell’ordine per mettere in guardia i meno giovani dai raggiri dei truffatori; ora però quel messaggio va integrato: mai dare per scontato che chi appare inoffensivo - o insospettabile - lo sia davvero.
    Sfila il portafoglio a una donna scippatore 85enne fugge in triciclo | Il Mattino

    Roma, dj olandese aggredito dai finti centurioni al Colosseo: «Devi pagare». E lui posta il video su Facebook
    di Veronica Cursi
    «Devi pagare». «Per riprenderci devi darci dei soldi». Il finto centurione non usa mezzi termini. «Cost money, deficente, levati dal ca...». E volano insulti, spintoni, parolacce. Siamo sotto al Colosseo, in mezzo a milioni di persone che ogni giorno affollano quest'area. Un turista olandese, Psyko Punkz, famoso dj internazionale in viaggio a Roma, sta riprendendo con la telecamera la sua gita all'Anfiteatro Flavio. Ma il video che ne verrà fuori sarà l'ennesimo brutto biglietto da visita per la Capitale.
    «Ciao ragazzi, ecco i "gladiatori" a Roma», dice dj Punkz nel suo reportage della Città Eterna, mentre si avvicina a cinque antichi romani che si trovano lì per le foto ricordo con i turisti. Un'attrazione, questa, che gli costerà caro.
    «Non puoi riprenderci, devi pagare», lo avvisa subito uno di loro con tono minaccioso. E prova a strappargli la telecamera di mano. L'entusiasmo della gità romana passa subito. «Cosa? Io posso riprendere quello che voglio», risponde incredulo il dj. Non può immaginare che al Colosseo, meraviglia di Roma, nonostante ordinanze, sgomberi, inchieste e arresti, i padroni sono ancora loro, i i protagonisti del racket che si muovono come titolari di uno dei monumenti più famosi del mondo.
    «Dai ragazzi», insiste il dj. Ma non c'è niente da fare. I finti centurioni insistono: «Cost money, deficente». E volano ancora insulti e parolacce. A quel punto il dj è costretto ad allontanarsi, non prima di salutare i suoi followers: «A quei tempi a Roma c'erano alcuni centurioni che volevano soldi - scherza - ma sono rimasti fregati». Una brutto siparietto che finisce dritto dritto sul profilo Facebook di Punkz, seguito da più di 300 mila persone. E Roma, ancora una volta, finisce sulla bocca del mondo per il suo inarginabile degrado.
    I PRECEDENTI
    Non è la prima volta che i finti soldati finiscono al centro della cronaca per liti e aggressioni nei confronti dei turisti. Vicende che fannno il giro del mondo e rovinano l'immagine di una città già ampiamente sporcata da quei truffatori. A settembre del 2015 una troupe della tv romena Kanal D fu aggredita fuori all'Anfiteatro Flavio. Finché uno dei centurioni, dopo aver mostrato i genitali alla telecamera, non strappò il portafoglio dalle mani di un giornalista, che riuscì a farselo ridare solo dopo una lunga contrattazione.
    E la cosa incredibile è come questi individui possano agire indisturbati in quella che dovrebbe essere l'area più tutelata, presidiata, protetta e controllata della città. Una situazione a cui non si riesce a dare un freno. E dire che l'amministrazione comunale negli anni passati ci provò: a luglio del 2016 furono sgomberati dal Colosseo poi, dopo 5 mesi, scaduta l'ordinanza tornarono a fare affari. E tornarono anche le irregolarità, ovviamente, visto che attorno al Colosseo l'economia è spesso frutto di racket e abusivismo. Violenza, evasione fiscale, aggressioni, estorsioni, racket: l'elenco è lungo. Ad ottobre la procura aprì un'inchiesta su questa lobby dei finti soldati: in tre furono indagati. Ma poi, come succede troppo spesso, passata la bufera tutto è tornato come prima. E i centurioni sono di nuovo lì con le loro spade di plastica, le corazze di finto acciaio e i loro sorrisi sornioni. Pronti a spillare soldi agli ignari turisti.
    Roma, dj olandese aggredito dai finti centurioni al Colosseo: «Devi pagare». E lui posta il video su Facebook

    Francavilla, cittadinanza onoraria ai figli di immigati nati in Italia
    Il sindaco del Comune di Francavilla Fontana (Brindisi), Maurizio Bruno (Pd), ha deciso di concedere la cittadinanza onoraria a tutti i minorenni, figli di immigrati residenti in città, che sono nati in Italia. La possibilità sarà comunicata alle famiglie attraverso una lettera: «Sono 16 in tutto - spiega Bruno - che ho firmato di mio pugno e inviato ad altrettante coppie di immigrati, genitori di 21 bambini minorenni nati e residenti nella nostra città. Si tratta, va precisato, di un gesto simbolico, ma che ha anche una sua valenza ufficiale poiché previsto dall’articolo 7 del regolamento per il conferimento della cittadinanza onoraria e della civica benemerenza, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale».
    Francavilla, cittadinanza onoraria ai figli di immigati nati in Italia - La Gazzetta del Mezzogiorno

    "Truccava gli F24 e truffava i clienti", commercialista arrestata a Ragusa
    RAGUSA. Una commercialista di 45 anni, V.P, titolare di uno studio professionale a Ragusa è stata arrestata dalla Guardia di finanza con l'accusa di aver presentato tra il 2011 e il 2015 oltre 500 modelli F/24 irregolari per un ammontare complessivo di circa 255.000 euro di crediti d'imposta inesistenti, appropriandosene ai dai danni dei suoi clienti.
    La donna si era trasferita da tempo in Germania ma è stata arrestata durante una visita ad alcuni parenti a Ragusa. Alla professionista sono stati ritirati i documenti di riconoscimento validi per l'espatrio in attesa di essere sentita dal giudice. I reati contestati vanno dall' appropriazione indebita alla truffa aggravata ed all'esercizio abusivo della professione.
    "Truccava gli F24 e truffava i clienti", commercialista arrestata a Ragusa - Giornale di Sicilia

    Pizzo a negozianti Bari
    «Tassa sovranità ai clan»
    BARI - Avrebbero imposto il pizzo ai commercianti del quartiere Libertà di Bari, definendolo «tassa di sovranità», per almeno due anni - dal 2014 al 2016 - facendosi consegnare dai 600 euro mensili ai 2mila euro nel periodo natalizio. Per i reati, a vario titolo contestati, di estorsione continuata in concorso e furto continuato in concorso con l’aggravante del metodo mafioso, la Squadra Mobile della Questura di Bari ha arrestato, su disposizione della locale Dda, cinque pregiudicati ritenuti vicini al clan Strisciuglio.
    Le indagini, iniziate nell’ottobre 2016, hanno documentato 3 episodi di estorsioni commessi ai danni di altrettanti negozi di generi alimentari. Le richieste estorsive sarebbero consistite in somme di denaro, «un contributo per gli amici detenuti" dicevano gli indagati, e prodotti alimentari. Alle richieste di denaro sarebbero seguite minacce di ritorsioni in caso di mancati pagamenti, anche ai danni dei familiari dei commercianti. In un caso, quando una delle vittime si sarebbe rifiutata di pagare per difficoltà economiche, il clan lo avrebbe punito con un furto nel suo negozio.
    Pizzo a negozianti Bari «Tassa sovranità ai clan» - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Napoli, assenteismo all'ospedale "Loreto Mare": 94 indagati, 55 arresti
    Sono 94 le persone indagate all'ospedale Loreto Mare di Napoli nel blitz anti-assenteismo fatto dai carabinieri del Nas: 55 sono ai domiciliari
    Enrica Iacono
    Blitz anti-assenteismo all'ospedale Loreto Mare di Napoli da parte di carabinieri del Nas: sono 94 gli indagati mentre 55 sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari.
    Tra questi vi sono un neurologo, un ginecologo, 9 tecnici di radiologia, 18 infermieri professionali, 6 impiegati amministrativi, 9 tecnici manutentori e 11 operatori sociosanitari. L'indagine dei Nas è durata due anni con ore e ore di filmati e intercettazioni e oltre 500 servizi di osservazione e pedinamento per dimostrare migliaia di episodi di assenteismo.
    Le telecamere piazzate all'interno dell'ospedale dai carabinieri hanno immortalato i comportamenti illeciti da cui sono conseguiti i provvedimenti restrittivi per truffa ai danni di ente pubblico e falsa attestazione di presenza richiesti della procura di Napoli.
    Venivano timbrati infatti una serie di badge da persone che facevano risultare ingresso e presenza nell'ospedale di colleghi assenti e impegnati in faccende private lontane dal posto di lavoro. Un medico che risultava presente in ospedale se ne andava invece in taxi a giocare a tennis, a sbrigare incombenze di carattere privato oppure a fare compere in gioielleria.
    I controlli sul posto hanno fatto emergere anche l'assenza di dipendenti dell'Ufficio rilevazioni presenze e assenze, ovvero di coloro che avrebbero dovuto assicurare i controlli per il rispetto delle clausole contrattuali: ad esempio, è stato documentato come un dipendente di questo ufficio che aveva il compito di controllare i colleghi, in orario di servizio facesse anche lo chef in una struttura alberghiera del Nolano.
    Tra gli indagati compaiono 2 operatori socio sanitari che avevano la disponibilità di 20 badge da "strisciare" quotidianamente a seconda dei turni di servizio dei colleghi da coprire grazie anche a continui contatti telefonici, di regola sms.
    Tre degli indagati, inoltre, prestavano la loro opera presso due centri privati o per clienti privati. In due casi, almeno secondo quanto accertato dai militari dell'Arma, dal 2009 e per tutto il 2015, percependo oltre 125mila euro il primo e oltre 126mila euro il secondo. Nel terzo caso, mettendosi in tasca oltre 33mila euro, ma l'arco temporale è relativo solo al 2015. Il gip Pietro Carola ha disposto un sequestro per l'equivalente delle somme.
    Napoli, assenteismo all'ospedale "Loreto Mare": 94 indagati, 55 arresti - IlGiornale.it

    Un giro d'affari da due milioni di euro Napoli, sgominata banda del 'cavallo di ritorno': 47 arresti
    Un'organizzazione dedita ai furti di autovetture è stata sgominata dai carabinieri a Napoli. Quarantasette le persone arrestate all'alba dai militari in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli.
    Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione seriale di furti, rapine, ricettazioni ed estorsioni con il metodo del cosiddetto 'cavallo di ritorno'. Dopo i furti messi a segno in diversi quartieri di Napoli, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni componenti dell'organizzazione si mettevano in contatto con i proprietari delle auto chiedendo delle somme di denaro per la restituzione delle vetture. L'organizzazione aveva la base operativa nel quartiere di Scampia, con un giro di affari finora stimato di circa due milioni di euro.
    Napoli, sgominata banda del 'cavallo di ritorno: 47 arresti - Rai News

    PALERMO
    Spese illegittime, condannati ex amministratori Istituto sordi
    PALERMO. La sezione giurisdizionale della Corte dei conti ha condannato sette ex amministratori a risarcire all'Istituto dei Sordi di Palermo 450 mila euro di danno erariale e 300 mila di danno all'immagine.
    La sentenza (53/2017) riguarda Giacomo Maria Sgroi, ex presidente, che dovrà versare circa 115 mila euro, Davide Salvatore Cutrona, che ricopriva l'incarico di direttore amministrativo, con la condanna più pesante (448 mila euro), Maurizio Tarallo, direttore generale (81 mila euro), Vito Inghilleri, segretario (9.500 euro) e tre componenti del consiglio di amministrazione: Antonino Gioiosa (40 mila euro), Alfredo Riccardo Oneto (27 mila euro) e Ciro Sucato (32 mila euro).
    La gran parte del danno erariale riguarda «la sottoscrizione di mandati di pagamento per spese estranee ai fini istituzionali dell'istituto o prive di documentazione giustificativa oppure per il pagamento di compensi non dovuti».
    Nel mirino della Corte dei conti anche un rimborso di 2.500 ad Antonino Gioiosa per «avere portato alcuni audiolesi a consumare una pizza». Spesa bollata come illegittima perchè, secondo il collegio giudicante, «in disparte la circostanza che il rapporto affettivo personale con gli audiolesi non puo' essere alimentato con denaro pubblico, appare paradossale che il costo di una pizza con alcuni audiolesi possa essere stato di 2.500 euro».
    Spese illegittime, condannati ex amministratori Istituto sordi - Giornale di Sicilia

    Disabili, scoppia il caso Sicilia: numeri gonfiati e assistenza ai morti
    In Sicilia anche i morti finora hanno beneficiato dell'assistenza h24. L'incredibile scoperta emerge da un rapporto che l'Asp di Palermo ha consegnato al governatore Rosario Crocetta che ha chiesto alle aziende sanitarie di verificare i dati dei tabulati sul numero dei disabili gravissimi in possesso dell'assessorato regionale alla Famiglia, di cui ha preso la delega dopo le dimissioni di Gianluca Miccichè, compilati sulla base delle informazioni fornite dai 55 distretti socio-sanitari e dai comuni dell'isola.
    Nel distretto di Misilmeri, che aveva più disabili dell'intero Piemonte, sulla base dei dati dell'assessorato viene fuori che in realtà i disabili gravissimi non sono 110 ma 47 e che 15 persone, inserite negli elenchi dai comuni, sono decedute. L'Asp dunque conferma i sospetti di anomalie e numeri gonfiati.
    Anche nell'elenco fornito dal distretto socio-sanitario di Partinico all'assessorato alla Famiglia ci sono morti per i quali finora è stata prevista l'assistenza h24: sono 14 in totale. A Misilmeri e a Partinico l'informativa dell'Asp al governatore Crocetta, consultata dall'Ansa, rivela che i dati trasmessi dai due distretti socio-sanitari all'assessorato alla Famiglia sono falsi e gonfiati.
    Se a Misilmeri i disabili gravissimi reali sono 47 e non 110, a Partinico sono 56 e non 151. Ciò significa che l'assistenza h24 andava data a 103 persone e non a 261; non solo a Misilmeri «tutti i pazienti (110) sono titolari di invalidità civile al 100% con accompagnamento e dello status di portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 104».
    Disabili, scoppia il caso Sicilia: numeri gonfiati e assistenza ai morti

    Dicono che "Non conta il codice genetico, conta il luogo dove nasci e cresci!"

    "Ho ucciso mio padre": lo trovano a mani alzate. Un colpo di prova prima di quello fatale
    Gli ha sparato al viso con una vecchia doppietta del babbo. L'ultima lite scatenata dagli apprezzamenti di Ciriello sulla madre.
    Arezzo, 27 febbraio - Ha aspettato i carabinieri a mani alzate, nel cortile della villetta, in apparenza una vecchia casa colonica ristrutturata, in cui aveva appena ucciso il padre, Raffaelo Ciriello. Giacomo, il figlio di 19 anni, ha sparato con la doppietta del babbo. Argomento sempre il solito, i contrasti fra padre e figlio sulla madre, da cui Raffaele, 51 anni, fabbro, si era separato qualche anno fa. Il babbo avrebbe espresso degli apprezzamenti non proprio di elogio nei confronti della signora.
    All'interno della villetta è andato a cercare la doppietta, di cui sapeva dove fosse conservata, l'ha imbracciata, l'ha caricata con due cartucce da caccia. Poi è uscito e, in assenza del babbo, ha esploso un primo colpo di prova verso la campagna. Esplodendo il secondo al ritorno del padre, forse uscito per andare al bar.
    Il padre si è affacciato sulla loggia di ingresso e a quel punto il figlio ha tirato il grilletto a bruciapelo, con un colpo che ha devastato il volto di Ciriello. I carabinieri hanno trovato traccia di materiale cerebrale ben dentro la casa. Poi la telefonata ai carabinieri: venitemi a prendere, ho ucciso mio padre.
    "Ho ucciso mio padre": lo trovano a mani alzate. Un colpo di prova prima di quello fatale - Cronaca

    Diffusione del cognome Ciriello - Mappe dei Cognomi Italiani

  3. #623
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    5,167
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Palermo, manovra errata e finisce con l'auto nella tromba delle scale... -
    PALERMO. Un automobilista a Palermo ha scambiato l’ingresso del condominio per un garage. L’uomo ha abbattuto il portone d’ingresso ed è rimasto incastrato nella vettura fino a quando non è stato liberato. Lievi ferite.
    Nell’impatto ha distrutto la portineria ed è finito nella rampa delle scale, provocando vari danni. E' successo in via Nicolò Turrisi al numero 48 in pieno centro. Sono intervenuti i carabinieri, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco.
    Palermo, manovra errata e finisce con l'auto nella tromba delle scale... - Foto - Giornale di Sicilia



    Napoli, arrestati padre e figlio: per tre anni hanno estorto la pensione a un invalido
    Per tre anni hanno estorto la pensione a un invalido, un 41enne di via Cavalleggeri, invalido civile al 100%. Dopo tre anni gli estorsori, padre e figlio, Pasquale e Biagio Morra, 54 e 30 anni, di Soccavo, entrambi incensurati, sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Bagnoli per estorsione aggravata e continuata.
    Asserendo di vantare un credito di circa 4.000 euro dal malcapitato, i malviventi dal marzo di tre anni fa avevano cominciato a costringerlo con minacce e intimidazioni, verbali e telefoniche, a consegnare loro per intero la sua pensione: 800 euro ogni primo del mese, che nel corso di tre anni ammontano a 29mila euro.
    Morra senior ogni mese accompagnava la vittima all’ufficio postale, assicurandosi che riscuotesse la pensione, per poi sottrargliela tutta. I carabinieri lo hanno bloccato in flagranza davanti all’ufficio postale, proprio mentre sottraeva di mano il denaro all’invalido. Poi hanno ricostruito e documentato l’intera attività estorsiva e usuraia commessa dai Morra.
    Rubavano la pensione a un invalido: arrestati padre e figlio | Il Mattino

    Napoli, Loreto mare: il «sistema»
    dei falsi incidenti esami veri con nomi taroccati
    di Leandro Del Gaudio
    Come in una sorta di fiction, dove ognuno ha il proprio ruolo e sa che deve recitare una parte che si va a incastrare in una trama più ampia. Come in una sceneggiatura anni Ottanta, quella sulla Napoli dei pacchi, delle truffe, dell’astuzia beffarda elevata a sistema criminale. Ma a leggerle bene, verbali e informative di polizia giudiziaria offrono uno spettacolo drammaticamente serio, se si pensa che stiamo parlando delle corsie di un ospedale, dei luoghi e delle persone decisive per la salute pubblica.
    Caso Loreto Mare, arrivano le prime conferme dopo blitz e perquisizioni di inizio settimana, ad otto giorni dalla maxiretata che ha bloccato agli arresti domiciliari oltre cinquanta indagati, tra medici, ragionieri, informatici, tecnici e altre figure professionali. Ci sono le prime risultanze investigative, i primi esiti che riguardano proprio la storia dei sinistri, o meglio, della fabbrica di finiti incidenti stradali e di finti traumi rimediati da sedicenti vittime.
    Un filone parallelo a quello dell’assenteismo che sembra dare i suoi frutti. Tanto che gli inquirenti hanno la convinzione di aver individuato il modo, la strategia, il sistema organizzato per creare vittime posticce di incidenti mai avvenuti. Orari, nomi e iter amministrativi consentono di immaginare l’esistenza di una sorta di organizzazione, che agisce - o ha agito almeno fino a qualche mese fa - sempre nello stesso modo. Potendo contare su ruoli diversi, su innesti di personaggi sempre nuovi. E le telecamere messe per mesi dai carabinieri del Nas a registrare l’esercito di furbetti del cartellino, hanno immagazzinato anche altre anomalie che riguardano proprio la storia dei finti incidenti.
    Funzionava più o meno così: gran parte degli incidenti registrati nelle pratiche sequestrate in questi giorni riguardavano le ore notturne, quando il Pronto soccorso fa registrare un afflusso non necessariamente da livello di emergenza. Sullo sfondo della telecamera, si vede arrivare una persona che non sembra avere alcun problema di deambulazione, che entra negli uffici al pian terreno, quelli del pronto soccorso.
    Probabilmente all’interno c’è qualcuno che lo aspetta, che lo riceve: un infermiere, un barelliere, magari un medico di turno, insomma qualcuno che dà inizio a una pratica sotto il profilo formale. Un iter amministrativo che è soprattutto una sorta di commedia destinata ad entrare in una richiesta di risarcimento del danno per un incidente mai avvenuto. Ma torniamo all’ingresso dell’ospedale. C’è chi accende il computer e registra nome e cognome, per poi certificare il falso: che attesta l’esistenza di un trauma, tipo frattura o contusione, che crea un’esigenza immediata di esami clinici.
    Il «sistema» ?dei falsi incidenti esami veri con nomi taroccati | Il Mattino

    Eav Napoli, così gli «007» hanno stanato i furbetti della legge 104
    di ​Francesco Gravetti
    Non è necessario timbrare (anzi, fingere di timbrare) il cartellino per fare i furbetti: si può approfittare della legge 104 che consente di assentarsi per assistere un parente disabile ma in realtà fare i propri affari. Oppure si può andar via dal posto di lavoro un paio d'ore prima, perché tanto non si è obbligati ad usare il badge. È accaduto in Eav, l'azienda di trasporti che controlla Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania, ha quasi 3000 dipendenti e una maxidebito da 700 milioni che ora sta cercando di ripianare. È qui che tre dipendenti sono stati sospesi perché utilizzavano impropriamente i giorni di permesso concessi dalla legge 104, mentre altri 15 sono stati sanzionati perché avevano arbitrariamente anticipato la fine del loro turno di lavoro di due ore. Ci sono volute indagini ed ispezioni, c'è voluta persino un'agenzia investigativa.
    Poi, ieri, sono scattati i provvedimenti, ai quali potrebbero seguirne altri: per i tre che abusavano della 104, infatti, sarà avviato l'iter che porterà al licenziamento se, ovviamente, verranno accertate tutte le responsabilità ipotizzate. Si tratta di tre lavoratori in servizio ad Ischia, dove l'Eav gestisce il trasporto su gomma e dove su 190 dipendenti ben 45 hanno il permesso di assentarsi tre giorni al mese dal lavoro per assistere un familiare disabile, così come recita le legge 104. È il 24% del totale. Un dato anomalo, se si pensa che nel settore gomma dell'Eav siamo al 16%, cioè 132 dipendenti su 803. Numeri che hanno insospettito la governance di Eav ed hanno indotto ad aprire un'inchiesta interna, affidata ad un'agenzia investigativa. I lavoratori sono stati seguiti, pedinati, controllati: in tre durante i permessi trascorrevano la giornata a sbrigare commissioni personali, non certo a seguire i parenti malati. La società, quindi, ha dovuto attivare le previste procedure disciplinari e, nel frattempo, ha sospeso «dal soldo e dal servizio» (così recita il regolamento) i tre dipendenti.
    Ieri mattina, inoltre, alcuni funzionari hanno provveduto ad un controllo capillare delle presenze presso i vari terminal ferroviari: quelli di Porta Nolana (Circumvesuviana), Benevento (Metrocampania Nordest), Fuorigrotta e Montesanto (Cumana e Circumflegra). Anche in questo caso sono state riscontrate anomalie nelle presenze di circa il 10 per cento dei dipendenti sottoposti al controllo. In particolare, 15 persone sono risultate assenti dal posto di lavoro con un anticipo sull'orario previsto di fine servizio di 1 o 2 ore.
    Eav, così gli «007» hanno stanato ?i furbetti della legge 104 | Il Mattino

    Napoli, si oppone a rapina telefono
    14enne accoltellato
    Si rifiuta di consegnare il cellulare e i rapinatori lo feriscono con una coltellata alla coscia: è successo poco fa, nel Rione Sanità di Napoli. La vittima è un ragazzo di appena 14 anni che, malgrado la profonda ferita, è riuscito a rincasare e a raccontare l'accaduto alla madre. La donna ha subito avvertito il 118 che ha trasportato il quattordicenne nell'ospedale Vecchio Pellegrini. Sull'accaduto sono in corso indagini da parte della Polizia di Stato.
    Cercano di rubargli il telefono, si oppone: 14enne accoltellato | Il Mattino

    Di Vaio choc: «Via da Napoli per salvare i miei figli»
    di ​Pietro Treccagnoli
    «Uno sfogo» prova a minimizzare alla fine di una convulsa giornata, l'attore e produttore Gaetano Di Vaio. «Solo uno sfogo di cui non ho valutato le conseguenze». Ma che ha combinato? Che cosa è successo?
    Di fatto, ieri, Di Vaio ha scritto sul proprio profilo Facebook un post che ha fatto preoccupare amici e fan. «Voglio far sapere, soprattutto a chi ci ha voluto bene in tutti questi anni, che il sogno Bronx (la sua società di produzione cinematografica, ndr.) a Napoli giunge alla conclusione. Non so se continuerò a fare ancora cinema, certamente non lo farò più a Napoli».
    E poi un primo tentativo di chiarimento, una pista: «Devo riconoscere le mie debolezze, le mie paure. Sono io che non ce l'ho fatta. Sono io che mi lascio terrorizzare da eventi particolari. Sono padre prima di ogni cosa, e perciò ho il dovere di salvaguardare la vita dei miei figli». Concludendo che si tratta per lui di «un momento difficilissimo».
    Apriti cielo. Commenti, emoticon con la lacrimuccia, ma pure telefonate allarmate. «Mi hanno chiamato molti amici» spiega poi l'attore-produttore «da Toni D'Angelo, il regista di Falchi, il mio film uscito giovedì, a Salvatore Esposito, a Claudio de Magistris». Ma che cosa è davvero successo? Lo ricostruisce lo stesso Di Vaio: «Provengo da una famiglia popolare, lo sanno tutti. Dieci fratelli, quaranta nipoti. Qualcuno che ha visto la città invasa dai manifesti dei miei film si sarà fatto un proprio film mentale e mi sono arrivate pressanti richieste proprio dall'interno della famiglia». È un tipo di vicenda che somiglia ad altre che hanno coinvolto artisti napoletani marcati stretti da parenti e costretti a lasciare Napoli. In questo caso ci sarebbero state anche frasi eccessive. «Mi sono spaventato per i miei figli» spiega Di Vaio. «Ne ho tre e ho già due nipoti».
    Di Vaio choc: «Via da Napoli per salvare i miei figli» | Il Mattino

    Napoli, uccisi e sciolti nell'acido:
    la verità dopo dieci anni, sei arresti
    di Viviana Lanza
    Invitati con una scusa a un appuntamento con il boss, uccisi in una sala biliardo con il pavimento coperto per l'occasione da un enorme tappeto, e i loro corpi seppelliti in un terreno dietro alle palazzine di via Janfolla a Miano e poi, tre anni dopo, quando lo storico capoclan si pentì e si temette che qualche suo fedelissimo potesse fare la stessa scelta, distrutti definitivamente nell'acido. E' la tragica fine di due sentinelle del clan degli scissionisti che un'inchiesta dell'Antimafia (pm Enrica Parascandolo del pool guidato dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice) ha ricostruito attraverso indagini della Dia diretta da Giuseppe Linares e con le dichiarazioni del neo pentito Antonio Lo Russo, l'ultimo dei capi storici della camorra di Miano.
    È stato lui a dare la conferma alla tesi investigativa e rendere possibile l'arresto dei sei responsabili del duplice omicidio di Massimo Frascogna e Ruggiero Lazzaro, gli affiliati al clan Amato-Pagano di cui si persero le tracce la sera del 26 luglio 2007. Lui, l'ex boss che tutti ricordano immortalato a bordo campo del San Paolo, ha svelato ai magistrati i retroscena più pulp del caso di lupara bianca. Al tempo gli scissionisti e i Lo Russo erano alleati e l'accordo prevedeva che si scambiassero anche killer. Fu così che Lo Russo accettò di uccidere per conto di Cesare Pagano i due giovani che facevano le vedette nelle piazze di spaccio di Mugnano e che per aver picchiato un ragazzo senza motivo dovevano morire. Si pensò di convocarli nella sala biliardo a Miano, accanto al campo di calcetto, con la scusa che «Cesarino giocava a carte». Nel loro gergo, voleva dire che il boss avrebbe dato soldi, fingendo una pace. Frascogna e Lazzaro uscirono di casa e in moto raggiunsero il luogo dell'appuntamento. Le loro mogli denunciarono la scomparsa il giorno successivo, raccontando che in entrambe le coppie c'era stato un litigio per motivi di gelosia. I cadaveri non sono mai stati trovati e Antonio Lo Russo, da pentito, ha spiegato il perché. «Preparai io la fossa dove furono seppelliti». Fu scelto un terreno alle spalle di via Janfolla.
    «Cesarino e i suoi non sapevano che avevamo sotterrato i corpi in quel posto - ha precisato - dicemmo loro che li avevamo affidati a Peppe Gallo». Poi, quando a novembre del 2010 Salvatore Lo Russo, padre di Antonio e capo storico del clan di Miano, decise di collaborare con la giustizia, «mi preoccupai che si potesse pentire anche Oscar Pecorelli - ha ricordato Lo Russo jr - e decisi quindi di far spostare i corpi». Delegò le operazioni, visto che al tempo era già latitante. «Mi trovavo in Polonia e mi rivolsi a Cenzore, gli dissi di spostare i corpi e scioglierli nell'acido». E ha chiarito: «Per farmi sapere che il servizio era stato fatto doveva scrivermi abbiamo trovato mia cugina Rosa». Il lavoro fu portato a termine secondo gli ordini: «I cadaveri li portarono abbasc' a croce e li sciolsero nell'acido». Il luogo è nei pressi del ponte del Balleria, tra via Miano e via Mianella. Con una mail il boss latitante fu rassicurato che i corpi erano stati distrutti, cancellati per sempre.
    Per quel duplice omicidio il gip Francesca Ferri ha firmato ieri un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del boss degli scissionisti Cesare Pagano come mandante, di Oscar Pecorelli e Raffaele Perfetto come esecutori del delitto (loro la mano che colpì alla testa i due giovani, al loro ingresso, uno dietro l'altro, nella sala biliardo), di Rito Calzone che, secondo l'accusa, attirò nella trappola le vittime e fornì supporto al commando, di Giuseppe Gallo del clan di Torre Annunziata e amico dei Capitoni che con Mario Dell'Aquila si occupò della pulizia locali e dell'occultamento dei cadaveri. Indagati anche i pentiti Antonio Lo Russo e l'ex uomo del clan di scissionisti Biagio Esposito.
    Napoli, uccisi e sciolti nell'acido: la verità dopo dieci anni, sei arresti | Il Mattino

    Nove dipendenti Riscossione Sicilia indagati, avrebbero favorito tre deputati Ars: Musumeci, D’Asero e Nicotra
    Nove dipendenti della società ‘Riscossione Sicilia’, che si occupa della riscossione delle tasse nell’isola, sono indagati dalla Procura di Catania con l’accusa di avere favorito tre deputati regionali dell’Ars nella sospensione di tasse dovute al fisco. I magistrati della Procura hanno concluso l’inchiesta nei confronti dei nove dipendenti di Riscossione, tra agenti e funzionari, accusati di abuso d’ufficio in concorso e continuato per i quali si apprestano a chiudere il rinvio a giudizio.
    “Prima c’erano le case acquistate all’insaputa, di recente le polizze intestate all’insaputa e ora abbiamo pure le tasse cancellate all’insaputa dei diretti interessati, che guarda caso sono dei parlamentari e non gente comune“. Lo ha detto all’Adnkronos Antonio Fumefreddo, Presidente di Riscossione Sicilia, commentando la chiusura dell’indagine della Procura di Catania nei confronti di nove dipendenti di Riscossione, tra agenti e funzionari, accusati di avere favorito tre deputati dell’Assemblea siciliana che avevano debiti col Fisco. Secondo la Procura etnea i nove avrebbero agevolato i parlamentari cancellando dei fermi amministrativi e chiudendo delle procedure esecutive di pignoramento in maniera illecita. L’accusa è di abuso d’ufficio in concorso e continuato. I tre deputati che sarebbero stati agevolati sono: Nello Musumeci (Lista Musumeci), Nino D’Asero (Ncd) e Raffaele Nicotra (Pd). Complessivamente i tre deputati avrebbero, secondo Fiumefreddo, tasse inevase “per 700-800 mila euro”.
    Nove dipendenti Riscossione Sicilia indagati, avrebbero favorito tre deputati Ars: Musumeci, D'Asero e Nicotra - Siciliainformazioni

    Tar Sicilia, l'allarme del presidente:
    "La legalità non interessa a nessuno"
    PALERMO. Un appello pesante quello lanciato oggi dal presidente del Tar di Palermo, Calogero Ferlisi, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
    Ferlisi ha esaminato alcuni recenti casi per spiegare ai cronisti quanto preoccupante sia la situazione della giustizia amministrativa: "Il quadro normativo - dice - è assolutamente confusionario. Vedete il caso dei disabili (i soggetti gravissimi rimasti senza, o con scarsa, assistenza in Sicilia, ndr), nessuno è responsabile per quanto succede. E' così perché il quadro normativo è completamente opaco".
    "In Italia - ha aggiunto - abbiamo cancellato i controlli. Il Comune di Palermo sulla base della stessa legge fa una cosa, il Comune di Catania un'altra, Agrigento e Trapani un'altra ancora. Gli enti locali non hanno punti di riferimento. La legalità non interessa a nessuno. Se al cittadino non sta bene va dall'avvocato, lo paga e si fa difendere".
    Ferlisi parla dei "tantissimi ricorsi al Tar di Palermo sull'assistenza agli alunni minori disabili. Il contenzioso costa milioni allo Stato. I ricorsi vengono sempre persi dall'amministrazione pubblica. Non si capisce perché si è creato questo sistema, cioè 'rivolgiti all'avvocato'. Il Tar condanna le amministrazioni pubbliche, e quello che prima del ricorso costava uno, dopo il ricorso costa 5. Soldi che paga sempre la collettività. A me non sembra sensato questo sistema".
    "Sono tantissimi i ricorsi che stanno impegnando il Tar di Palermo relativi all'assistenza scolastica o personale agli alunni minori disabili - ha detto Ferlisi a margine della cerimonia -. Non si capisce perché in Sicilia e in specie a Palermo c'è questo contenzioso enorme che costa milioni di euro allo Stato, alle casse pubbliche"..
    "Da anni - ha aggiunto - assistiamo a questo contenzioso perché i ricorsi vengono sempre persi dall'amministrazione pubblica e il Tar dà ragione ai genitori che hanno i figli disabili. Non si capisce perché oramai si è creato questo sistema, cioè 'rivolgiti all'avvocato'. Il Tar condanna e quello che costava prima del ricorso costava 1, dopo il ricorso costa 5. Soldi che paga sempre la collettività. A me non sembra sensato questo sistema".
    Tar Sicilia, l'allarme del presidente: "La legalità non interessa a nessuno" - Giornale di Sicilia

    In Sicilia è record di disabili: +130% in due anni
    Un rapporto rivela dati quantomeno sospetti: in alcuni paesi la percentuale è aumentata persino del 3500%
    Chiara Sarra
    In Sicilia i disabili sono aumentati del 130% in pochi anni. Sono i numeri choc di un rappordo divulgato dal presidente della Regione Rosario Crocetta e pubblicati ieri dall'agenzia Ansa.
    Sono ben 3.682 infatti i casi registrati a fine 2015, rispetto ai 2.203 dell'anno precedente e ai 1.598 del 2013. Dati che peggiorano in alcune località. Come a Giarre (Catania) in due anni i casi sono aumentati del 3.500%, a Partinico (Palermo) del 978,6%, a Bivona (Agrigento) del 640%.
    Numeri che fanno venire quantomeno qualche sospetto, dopo l'ennesimo caso di assenteismo record in Italia. Per questo la Regione Siciliana ha deciso di aprire una istruttoria per capire se si tratta di un'ondata anomala ma reale di disabilità o se dietro le richieste si nascondono i soliti "furbetti".
    In Sicilia è record di disabili: +130% in due anni - IlGiornale.it

  4. #624
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    5,167
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Alce Nero punta su Usa e Germania dopo la conquista di Esselunga
    Ilaria Vesentini
    Undicesimo anno consecutivo di crescita per il gruppo bolognese del bio Alce Nero: il 2016 si è chiuso con 74 milioni di euro, l’obiettivo per questo 2017 è raggiungere gli 85 milioni, continuando a correre a doppia cifra (attorno al +15%) e a ritmo doppio rispetto al trend del mercato biologico. «Il +41% del 2015 è stata una perfomance eccezionale e non è sano aumentare a quella velocità, tutto il mercato del bio si va consolidando e noi abbiamo una serie di investimenti in programma che ci lasciano presagire di poter continuare a trainare lo sviluppo e del settore», afferma Massimo Monti, Ceo di Alce Nero, che l’anno prossimo festeggerà i 40 anni di vita ai piedi dell’Appennino bolognese.
    Sono investimenti sul binomio cibo-salute che seguono l’unico filo conduttore della sostenibilità, aggiunge il presidente Lucio Cavazzoni: a partire da nuove partnership con agricoltori e produttori locali («o facendo anche una società dedicata», precisa il ceo) per lanciare la linea “fresco”, latticini e piatti pronti, dopo il debutto lo scorso novembre del primo articolo, lo yogurt di montagna. Il gruppo bolognese accarezza già l’idea di poter poi allargare il portafoglio prodotti (oggi 300) anche ai surgelati. Ma ci sono investimenti anche sul marchio, per potenziarne la visibilità attraverso l’area marketing e commerciale, per cui sono previste 12 assunzioni quest’anno (60 gli addetti diretti in organico e alcune migliaia gli agricoltori, apicoltori e trasformatori dietro al marchio dell’uomo sacro dei Sioux a cavallo).
    Nella Gdo, dove Alce Nero è il marchio leader in molte categorie bio, «dobbiamo lavorare per ampliare il ventaglio delle referenze con cui siamo presenti nei singoli punti vendita, dopo che da febbraio 2017 siamo finalmente anche sugli scaffali di Esselunga, ultimo grande cliente che ci mancava», aggiunge Monti. Mentre oltreconfine, che oggi pesa un quinto del mercato, dopo le partnership di successo in Asia (Giappone, Cina, Singapore), sono gli Stati Uniti la nuova meta da conquistare, perché rappresentano la metà del mercato mondiale del biologico. «In Europa vogliamo invece aumentare la nostra potenzia di fuoco in Germania, primo mercato per il bio», aggiunge il ceo.
    Ma dietro a cibi sani e filiera sostenibile c’è un territorio da salvaguardare, conclude il presidente: «Siamo impegnati nella costruzione di un eco-bio-distretto nell’Appennino bolognese, a partire dalla Valle dell’Idice – annuncia Cavazzoni – che riguarderà anche la città metropolitana. In alcune aree siamo già a una presenza del 40% di imprese biologiche». La sfida è partire dai biodistretti per contaminare l’economia locale con elementi di sostenibilità.
    Alce Nero punta su Usa e Germania dopo la conquista di Esselunga - Il Sole 24 ORE



    Geox ricavi a +3% a quota 900,8 milioni
    Positiva la performance del multimarca in crescita del 12%, mentre l'ecommerce esplode a +30%. Il portafoglio ordini segna un progresso del 9%. Il Cda ha proposto un dividendo a 0,02 ad azione
    Ricavi a 900,8 milioni in progresso del 3% grazie alla positiva performance del multimarca in crescita del 12%, mentre l'ecommerce esplode a +30%. Il portafoglio ordini segna un progresso del 9%. Il Cda ha propostao un dividendo a 0,02 ad azione
    “Geox chiude il 2016 con un fatturato in crescita del 3%, grazie a una ottima performance, in tutti i principali mercati, del canale multimarca, in aumento del 12%, e del canale e-commerce che cresce di oltre il 30%. La Russia e i paesi dell’Est Europa trainano questa crescita ma anche Austria, Svizzera e Gran Bretagna ci regalano soddisfazioni con performance a doppia cifra - spiega Moretti Polegato -. Il canale multimarca conferma una buona crescita anche nella raccolta ordini per la prossima stagione Primavera/Estate 2017, in progresso del 9%, guidata da una generalizzata solida performance in Italia e nei principali mercati europei, unita a un trend positivo in altre aree geografiche.
    Per quanto riguarda il canale dei negozi monomarca sta proseguendo, da un lato, la nostra mirata espansione privilegiando i mercati più reattivi come Russia, Est Europa e Cina e, dall’altro, un veloce processo di ottimizzazione della rete di negozi nei mercati maturi che porterà maggiore efficienza nella gestione del retail. L’obiettivo è di privilegiare l’ottenimento di una redditività sostenibile e profittevole rispetto a una strategia di espansione che, in questa fase, è supportata dai risultati del canale multimarca. Sono fiducioso quindi che il nostro Gruppo, seppure in un contesto di incertezza su alcuni mercati, potrà ottenere in questo esercizio risultati positivi, basati su un diverso peso dei canali, con una redditività in linea con le aspettative”.
    Geox ricavi a +3 a quota 900,8 milioni - Focus - Il Mattino di Padova



    Accordo per esportare le lampade mangia-batteri
    Jacopo Giliberto
    Accordo fra la Noka di Besnate (Varese) e la Lp Energy di Ponderano (Biella) per esportare le rivoluzionarie lampade mangia-batteri richieste da ospedali, scuole, cliniche, case di riposo, farmacie, ambulatori medici ma anche da aziende e privati che vogliono un ambiente più puro. La Noka è un’impresa con più settori d’attività, tra i quali per esempio l’efficienza energetica come Esco (energy saving company) oppure le nanotecnologie, ma anche ha brevettato una tecnnologia di illuminazione basata sulle lampade a Led di tipo Acll, che hanno una particolarità.
    Trattate con materiali nanotecnologici e triossido di tungsteno, queste lampade a basso consumo sviluppano una reazione di fotocatalisi attivata dalla luce; il processo non solamente trasforma numerosi inquinanti in elementi semplici come acqua e ossigeno ma anche uccide virus e batteri presenti nell’aria attorno alla lampada.
    Tramite l’accordo, la Noka ha concesso alla biellese Lp Energy, specializzata nella produzione e commercializzazione di lampade a Led, la licenza per vendere all’estero il brevetto Acll delle lampade antibatteriche.
    Difatti la Noka sta sviluppando una gamma di altre tecnologie e altri prodotti mirati al trattamento e alla purificazione dell’aria delle stanze.
    «L'accordo che abbiamo concluso — sottolinea Stefano Perboni di Noka — conferma la strategia di sviluppo nelle nanotecnologie per l'efficienza e la sostenibilità sia nel mercato interno che in quello internazionale». Aggiunge Roberto Lanza di Lp Energy che «la sostenibilità ambientale è da sempre uno dei nostri pilastri portanti».
    Accordo per esportare le lampade mangia-batteri - Il Sole 24 ORE



    Azienda ospedaliera Padova: raggiunti i 2.050 trapianti
    Il centro di chirurgia si è confermato leader in Italia
    Il Centro di Chirurgia dei Trapianti di Rene e Pancreas dell'Azienda Ospedaliera Università di Padova, diretto dal professore Paolo Rigotti, ha raggiunto il traguardo di 2.050 trapianti confermandosi Centro leader in Italia.
    Ogni giorno più di 6.700 pazienti in Italia attendono il trapianto di rene, con liste d'attesa che rimangono dolorosamente lunghe e tempi medi di attesa in lista di circa 3 anni.
    Ogni volta che si rende disponibile un organo da trapiantare si mettono all'opera decine di operatori ad altissima specializzazione: chirurghi, anestesisti, anatomo-patologi, nefrologi, infermieri; oltre a chi si occupa del trasporto degli organi e del coordinamento; sono molte le persone che impegnano al massimo le loro energie, fornendo una disponibilità 24 ore al giorno per sette giorni alla settimana.
    Azienda ospedaliera Padova: raggiunti i 2.050 trapianti - Askanews

    A Nidec Asi stoccaggio energia in GB
    Gruppo italiano porta al 33% propria quota mercato in GB
    La Nidec ASI, multinazionale italiana specializzata in applicazioni nei settori dell'energia, della siderurgia, dell'automazione industriale e della petrolchimica, si è aggiudicato un nuovo contratto per lo stoccaggio dell'energia per la rete elettrica nazionale del Regno Unito.
    L'accordo è stato raggiunto con EDF Energy Renewables UK Limited, joint venture paritaria fra EDF Energy (UK) e EDF Energies Nouvelles (France), e consente alla Nidec Asi di far salire al 33% (30 MW) la propria quota di mercato nelle soluzioni per lo stoccaggio di energia elettrica in Gran Bretagna.
    E' il secondo contratto di Nidec Asi per il progetto National Grid, la rete elettrica nazionale inglese, e prevede la fornitura di un sistema di stoccaggio dell'energia da 49MW/25 MWh per la regolazione della frequenza dell'energia. Nidec ASI (1.300 dipendenti e stabilimenti a Milano, Monfalcone e Montebello Vicentino), consolida cosi' la leadership nel mercato dei sistemi per lo stoccaggio di energia elettrica mediante batterie.
    A Nidec Asi stoccaggio energia in GB - Economia - ANSA.it


  5. #625
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    5,167
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    BARI
    Prende una panchina da via Sparano
    bloccato e denunciato un 48enne
    BARI - La polizia municipale di Bari ha denunciato un uomo di 48 anni addetto alla distribuzione di giornali, residente nel quartiere cittadino San Paolo, per essersi appropriato, ieri mattina, di una panchina che era collocata in via Sparano, area pedonale, nella zona limitrofa alla chiesa di San Ferdinando.
    Il singolare episodio è accaduto all’alba. E’ stato un passante ad avvertire una pattuglia della polizia locale che era impegnata in corso Vittorio Emanuele in operazioni di controllo in vista di una manifestazione podistica che si sarebbe tenuta di li' a poche ore. Agli agenti il passante ha riferito di avere visto un uomo caricare la panchina su un furgone.
    Il veicolo è stato rintracciato in corso Cavour, all’incrocio con via Putignani, a poche centinaia di metri da luogo in cui la panchina era stata portata via. La panchina sarà restituita alla ripartizione comunale competente per il ricollocamento in strada.
    Prende una panchina da via Sparano bloccato e denunciato un 48enne - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Marano, maxi sversamento di rifiuti: denunciato titolare di una falegnameria
    di Ferdinando Bocchetti
    Marano. Maxi sversamento di rifiuti speciali in via Borsellino, a due passi dalla frazione di San Rocco. I rifiuti, tra cui solventi e vernici, sono stati sversati da una falegnameria della zona. I vigili del Comune, spulciando tra gli scatoloni, sono riusciti ad identificare il titolare della ditta. Tra gli scatoloni, il legname e i bidoni sversati illegalmente sono state rinvenute anche le fatture della falagnameria. Gli agenti denunceranno il titolare dell'azienda per abbandono di rifiuti. La multa applicata è di 600 euro.
    Maxi sversamento di rifiuti: multato e denunciato titolare di falegnameria | Il Mattino

    Benevento. Litigano per una ragazza: 25enne
    accoltella il rivale ventenne
    BENEVENTO - I Carabinieri hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 25enne, già noto alle forze dell'ordine, nell'ambito delle indagini sul ferimento di un 20enne all'alba in via Massimo D'Azeglio a Benevento. I reati ipotizzati sono tentato omicidio e lesioni aggravate. Le indagini del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Benevento hanno permesso di ricostruire le ragioni del ferimento, scaturito a seguito di una violenta lite tra la vittima e l'aggressore a causa di una questione privata legata a una donna.
    Il 25enne avrebbe inferto diversi colpi con un coltello alla vittima nella regione addominale e dorsale colpendo alcuni organi vitali. Il ferito è ricoverato in prognosi riservata all'ospedale «G. Rummo» di Benevento. Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno recuperato e sequestrato l'arma, un coltello da cucina con una lama appuntita e lunga circa 10 centimetri, su cui saranno effettuati i necessari rilievi tecnici. Il fermato, dopo le formalità di rito, è stato portato nel carcere di Benevento a disposizione della Procura.
    Campania, litigano per una ragazza: 25enne accoltella il rivale ventenne | Il Mattino

    Napoli, sequestrata una abitazione
    trasformata in zoo con scrofe e 30 cani
    Personale della Polizia Locale reparto Ambientale di concerto con personale della Unità Operativa Avvocata ha apposto i sigilli ad una privata abitazione in pieno centro storico adibita a ricovero per gli animali.
    Gli abitanti del condominio di cinque piani di un vico adiacente l'edificio dell’ università l’Orientale, hanno fatto denuncia alle autorità competenti a causa del nauseabondo odore e dai continui rumori che provenivano da due appartamenti del secondo piano dello stesso stabile.
    Giunti gli uomini della municipale, accompagnati dal personale dell'Asl della unità operativa di Prevenzione Collettiva e la Veterinaria del Frullone, hanno fatto irruzione nei due appartamenti abitati da tre persone, un giovane allevatore, la madre e la zia, che coabitavano con 30 cani, otto cincillà, un pappagallo cenerino, la cui detenzione è vietata perché specie in via d'estinzione e addirittura una scrofa di razza vietnamita di circa un quintale.
    Le condizioni igienico sanitarie dei due appartamenti erano ai limiti della sopravvivenza da qui l’origine dei cattivi odori. L'asl ha emesso un'ordinanza di sgombero degli animali dall'appartamento e l'ordine di bonifica per il ripristino delle condizioni igieniche. Le tre persone sono state denunciate dalla polizia locale per la illecita detenzione del pappagallo cenerino e l' immobile è stato sottoposto a sequestro per abuso edilizio, il cambio di destinazione d’uso da civile abitazione a canile e allevamento di animali. Infine dalle relazioni dei dottori veterinari e dalle condizioni generali degli animali potranno essere valutati profili di' responsabilità per il maltrattamento di animali.
    Sequestrata abitazione ?trasformata in zoo con scrofe e 30 cani | Il Mattino

    Napoli, raid al cimitero: profanata la tomba del compositore Thalberg
    di Donatella Longobardi
    Manomessi tutti i catenacci. La porta d’ingresso scardinata, il secondo cancello pure. Il pavimento di marmo spaccato a picconate con l’evidente intento di raggiungere l’ipogeo. E, all’interno, il corpo imbalsamato di Sigismund Thalberg gettato in un angolo, divelta la teca di cristallo che lo custodiva, scomparsa l’urna di ottone. Così, ieri mattina s’è presentata la tomba del grande musicista.
    Una sua erede, Giulia Ferrara Pignatelli, e Francesco Nicolosi, erano andati al cimitero di Poggioreale per contattare un operaio e far pulire il monumento funebre, uno dei più importanti del quadrilatero dedicato agli uomini illustri dove da anni si aspettano interventi radicali contro l’incuria, il degrado e il vandalismo. “E ci siamo trovati davanti una scena raccapricciante”, racconta la signora, figlia della principessa Francesca Ferrara Pignatelli, pronipote di Thalberg. Suo padre, Renato Pulci-Doria di Montepulciano era figlio dell’unica figlia del musicista, Nazarena, detta Zarè, che aveva sposato Marino Pulci-Doria.
    La principessa, appassionata di arti e musica, ha sempre coltivato con mecenatismo raro la memoria dell’illustre bisnonno tanto da creare un centro studi e un premio pianistico a lui intitolati. E, per quanto possibile, ha contribuito al mantenimento della tomba nonostante l’incombenza spettasse al Comune.
    Napoli, raid al cimitero: profanata la tomba del compositore Thalberg | Il Mattino

    Trapani, una struttura alberghiera su due non è in regola: scattano multe e denunce
    di Antonio Trama
    TRAPANI. Una struttura alberghiera su due a Trapani non è in regola. Sulle 197 ispezionate dagli agenti della squadra “Var” della polizia municipale, infatti, 90 sono state sanzionate: 18 perché esercitavano in totale assenza di autorizzazioni, quindi abusivi, e 72 per il mancato versamento nelle casse del Comune dell’imposta di soggiorno.
    La “Var” è stata istituita da meno di un anno ed ha censito, fino ad ora, 540 attività di diversa tipologia, dagli alberghi ai residence per finire con i B&B. Ed a seguito delle ispezioni, poi, sono state emesse anche diciotto ordinanze di chiusura delle strutture.
    E’ in questo modo che l’amministrazione comunale intende colpire l’abusivismo dilagante nel settore alberghiero. Gli agenti, infatti, verificano le strutture presenti nel territorio attraverso i maggiori siti per le prenotazioni, a cominciare da Expedia e Booking, e, poi, le controllano, utilizzando anche i colleghi della squadra “Annona”. Se il titolare dell’attività alberghiera non segnala la presenza del turista nella sua struttura, va incontro anche ad una denuncia penale.
    Trapani, una struttura alberghiera su due non è in regola: scattano multe e denunce - Giornale di Sicilia

    NEL FOGGIANO
    Allacci abusivi all'Acquedotto
    rubata acqua per 20mila persone
    MANFREDONIA (FOGGIA) - Due grandi allacci abusivi che sottraevano circa 30-40 litri di acqua al secondo, quanto basta per soddisfare le necessità giornaliere di una cittadina di oltre 20.000 abitanti, sono state scoperte e soppresse dai tecnici di Acquedotto Pugliese nel Foggiano. Gli allacci erano stati eseguiti lungo la condotta che alimenta l'abitato di Manfredonia e la litoranea sud del Gargano fino a Vieste.
    Ignoti erano riusciti a realizzare pezzi speciali in acciaio che, imbullonati sulla condotta in cemento armato, consentivano di collegare una tubazione - con relativa saracinesca interrata per la chiusura e apertura dell’acqua - che fuoriusciva dal suolo a svariati metri di distanza. L’accaduto è stato denunciato da Acquedotto Pugliese ai Carabinieri.
    Allacci abusivi all'Acquedotto rubata acqua per 20mila persone - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Sicilia, 25 istruttorie su "impiegati infedeli"
    Redazione
    Ci sono 25 istruttorie che riguardano episodi di assenteismo tra le indagini avviate, nel 2016, dalla procura della Corte dei Conti per la Sicilia.
    «Eventi - sottolinea il procuratore regionale Giuseppe Aloiso, durante la sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario - sempre più percepiti dall'opinione pubblica come principale causa delle disfunzioni della pubblica amministrazione, anche per il considerevole clamore mediatico che ne deriva».
    In particolare, «hanno avuto molta eco mediatica» le vicende che hanno interessato un cospicuo numero di dipendenti dei Comuni di Acireale (62), Milazzo (59), Villafrati (26), Furci Siculo (28, compreso un componente dell'ufficio procedimenti disciplinari), Pachino (6), 29 dipendenti del libero consorzio di Siracusa (29), 36 dell'Asp di Ragusa e nove dipendenti dell'Ufficio regionale per i diritti dei detenuti. «Su tutti questi casi - ha spiegato Aloisio - è in corso l'acquisizione degli elementi necessari per definire le contestazioni di danno da formulare a carico degli impiegati infedeli».
    Sicilia, 25 istruttorie su "impiegati infedeli" - IlGiornale.it

    La Campania degli sprechi: treni nuovi a Bologna in cambio di due rottami
    di Francesco Gravetti
    Tre linee, circa 180 chilometri di strada ferrata e un paradosso: treni in più su una tratta, treni mancanti su altre. Soppressioni, guasti e disagi per centinaia di migliaia di pendolari ma anche convogli in eccedenza, al punto che saranno noleggiati ad altre aziende di trasporto, in altre zone d’Italia, precisamente in Emilia Romagna. Accade in Eav, l’azienda che controlla Circumvesuviana, Sepsa (cioè Cumana e Circumflegrea) e Metrocampania Nordest. Un tempo erano tre società diverse, poi ci fu la fusione. Ma restano delle differenze. Per esempio la rete ferroviaria: Metrocampania, che fa la tratta da Napoli a Benevento, viaggia sui binari dell’Rfi, gli stessi usati da Ferrovie dello Stato, mentre la Circumvesuviana va su binari diversi, più adatti a un trasporto locale. Questione di “scartamento”, si dice in gergo. E così capita che i treni pensati per Metrocampania non vadano bene per la Circum ma neanche per la Sepsa, dove però la mancanza di convogli e di pezzi di ricambio è drammatica.
    Ora in Eav si sono inventati una soluzione: affittare due treni di Metrocampania alla Tper, acronimo di Trasporti passeggeri Emilia Romagna, un’azienda controllata dalla Regione, e in cambio ottenere due vetture da rottamare, buone da smontare e da prendere i pezzi di ricambio per Cumana e Circumflegrea.
    La Campania degli sprechi: treni nuovi in cambio di rottami | Il Mattino

    Preti e festini gay a Napoli, blitz della Finanza in Curia
    Napoli, festini gay con il sacerdote: la Curia prende tempo sul dossier Pizzofalcone divisa tra sospetti e veleni
    di Maria Chiara Aulisio
    Prima in Curia, a largo Donnaregina, poi a Pozzuoli, nell’ufficio diocesano del vescovo, monsignor Gennaro Pascarella. Qui i militari della Guardia di finanza della sezione di polizia giudiziaria della Procura, guidata dal tenente colonnello Luigi Del Vecchio, hanno acquisito una serie di atti utili allo svolgimento delle indagini su preti e incontri hard: da quelli che avrebbero coinvolto un sacerdote della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone - sospeso temporaneamente dalle sue funzioni di parroco dal cardinale Crescenzio Sepe in attesa che si concludano gli accertamenti del caso affidati al Tribunale ecclesiastico coordinato da monsignor Erasmo Napolitano - ad alcune vicende a luci rosse che invece riguarderebbero altri preti protagonisti di un dossier consegnato in procura dall’associazione «Meter», a difesa dei diritti dell’infanzia e contro la pedofilia. In quel fascicolo (che resta top secret), si fa anche il nome di un sacerdote della diocesi di Pozzuoli a cui pero' sarebbe stata affidata la responsabilità di una parrocchia napoletana. Della diocesi di Pozzuoli infatti fanno parte anche i quartieri occidentali della città, da Fuorigrotta a Pianura. Da Napoli a Pozzuoli, quindi, da una curia all’altra, per approfondire le notizie contenute nei dossier e cercare riscontri nelle diocesi di appartenenza dei sacerdoti coinvolti in questo giro di incontri e festini gay.
    Preti e festini gay a Napoli, blitz della Finanza in Curia | Il Mattino

    Parabita, il Comune sciolto per mafia pagava con i voucher i favori del clan
    Parabita, il Comune salentino sciolto per mafia con decreto presidenziale del 17 febbraio scorso, usava i voucher per pagare gli uomini del clan Giannelli: favori in cambio di voti
    Alessia Albertin
    Parabita, il Comune salentino in provincia di Lecce sciolto per mafia il 17 febbraio scorso, usava i voucher per pagare gli uomini del clan.
    Dal dossier riportato nel decreto presidenziale di scioglimento del 4 marzo, emerge un quadro allarmante: favori fatti alle famiglie vicine al clan Giannelli per assegnare voucher e buoni lavoro, contributi in denaro, lavori, alloggi popolari, locali commerciali e assunzioni tra gli operatori ecologici con costi aggiuntivi per l'amministrazione comunale. La collusione coi boss della Sacra Corona Unita è stata scoperta dai carabinieri del Ros dopo mesi di indagini.
    Particolarmente compromessa è la posizione del vicesindaco, Giuseppe Provenzano, arrestato nel dicembre 2015 nell'operazione Coltura che portò in carcere 22 persone e evidenziò la rete costruita per scambiare favori con il consenso elettorale. Nella relazione, il vicesindaco viene definito "veicolo consapevole per favorire gli interessi criminali", come dimostra anche la foto insieme al figlio del boss Marco Giannelli, che fu pubblicata sul suo profilo Facebook e poi finì nell'ordinanza cautelare. Così come i commenti euforici postati da persone considerate vicine al clan, dopo la vittoria elettorale del 2015, a simboleggiare l'affermazione del candidato sostenuto.
    Stando alla ricostruzione del Viminale, Provenzano avrebbe dispensato assunzioni nella ditta che si occupava della raccolta dei rifiuti, nonché contributi economici per prestazioni di lavoro occasionali tramite i voucher, senza che il lavoro fosse effettivamente svolto, avrebbe anche rilasciato alcuni permessi edilizi e assegnato case popolari, nonché omesso di sgomberare abitazioni occupate da persone che non ne avevano diritto. Tutti questi favori sarebbero stati commessi per "sdebitarsi" dell'appoggio ottenuto per l'elezione.
    Parabita non è sconosciuto a fatti criminali di stampo mafioso: nel 1991 fu teatro di uno degli omicidio più efferati ad opera della Sacra Corona Unita. Paola Rizzello, una 27enne ritenuta scomoda dal boss locale, fu uccisa a fucilate in un casolare mentre teneva in braccio la figlia di due anni. La piccola Angelica Pirtoli non morì per i colpi d'arma da fuoco, così gli assassini le riservarono una raccapricciante esecuzione. La bambina fu afferrata per i piedi e scagliata violentemente contro un muro fino a che non esalò l'ultimo respiro. Per questo omicidio le sentenze di condanna sono arrivate solo un paio d'anni fa.
    Parabita, il Comune sciolto per mafia pagava con i voucher i favori del clan - IlGiornale.it

    NELL'AGRIGENTINO
    Viadotto "Petrusa" sulla statale 122, l'Anas: dovrà essere abbattuto e ricostruito
    di Luigi Ansaloni
    AGRIGENTO. "Demolizione dell'opera e la sua successiva ricostruzione". E' questo l'esito, non certo positivo dei controlli Anas comunica che sono state portate a termine le verifiche tecniche sul viadotto “Petrusa”, che consente alla statale 122 “Agrigentina” di sovrappassare il tracciato della nuova strada statale 640 “Degli Scrittori”.
    Un viadotto da rifare, dunque, e che già in passato, per le sue continue chiusure e controlli, aveva creato più di un disagio agli utenti e più di una perplessità, tanto che a gennaio era stata presentata un'interpellanza al ministero, dato che di quelle verifiche non se ne sapeva poi molto. Adesso è arrivata la sentenza, ed è una sentenza che fa male. Il motivo della demolizione è presto detto: questa operazione (cosi' come ad esempio avvenuto con il viadotto Himera della Palermo-Catania) comporta costi minori piuttosto che la messa in sicurezza, che non dà delle garanzie assolute e che avrebbe bisogno, probabilmente, di continui interventi ed aggiustamenti.
    L'Anas ha comunicato in mattinata che seguito delle indagini eseguite risulta che le condizioni strutturali del viadotto non ne consentono la riapertura al traffico. E' stata quindi "effettuata un'analisi costi / benefici per valutare la migliore soluzione possibile, il cui esito fa propendere per la demolizione dell'opera e la sua successiva ricostruzione".
    Statale 122, l'Anas: viadotto da abbatture e ricostruire - Giornale di Sicilia

    Patto per le periferie, de Magistris e Gentiloni firmano la convenzione
    Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha firmato a Palazzo Chigi insieme al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni la convenzione per la realizzazione dei progetti di riqualificazione delle periferie. E' questo il primo incontro tra il sindaco partenopeo e il premier Gentiloni.
    Rispetto alla convenzione, dopo la firma di Cagliari dello scorso 18 febbraio, oggi stanno firmando la convenzione gli altri enti locali classificati in posizione utile per accedere al primo stanziamento, per complessivi 500 milioni di euro. Nelle prossime settimane saranno rese disponibili le ulteriori risorse, già previste dalla Legge di bilancio, che ammontano nel complesso a 1 miliardo e 600 milioni di euro e potranno essere cosi' finanziati, secondo l'impegno del precedente e dell'attuale Governo, anche tutti gli altri (96) progetti presentati (87 comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana e 9 città metropolitane), per un totale, quindi, di 120 progetti finanziati e un importo complessivo di 2,1 miliardi di euro di finanziamento statale.
    A Napoli 500 milioni per le periferie patto firmato da sindaco e Gentiloni | Il Mattino

    Sicilia, Corte dei Conti: "Fondi Ue pure ai morti"
    Prosegue con regolarità il crollo politico ed economico della Sicilia: buchi nelle partecipate e fondi europei anche ai defunti
    Luca Romano
    Prosegue con regolarità il crollo politico ed economico della Sicilia. A certificare una situazione ormai a rischio è la Corte dei Conti che sottolinea come sull'Isola ci sia un boom di frodi e di corruzione. "Il fenomeno corruttivo - spiega Giuseppe Aloisio, procuratore generale della Corte dei Conti - conferma un dato allarmante di crescita delle ipotesi d’illecita percezione di contributi pubblici, con conseguente dispersione d’ingenti risorse finanziarie" e un sostanziale colpo alle possibilità di sviluppo. "La mancata previsione di un sistema rigoroso di controllo sulla sussistenza dei presupposti per chiedere e ottenere il sostegno economico pubblico all’iniziativa imprenditoriale privata ha sinora favorito e accresciuto la persistenza di tali forme d’illegalità". Infatti, tra le "fattispecie di reato contro le finanze pubbliche sono assolutamente prevalenti l’indebita percezione di erogazione a danno dello Stato e la truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Con una pubblica amministrazione incapace di adeguate misure di tutela e reazione in un ambito nel quale la fenomenologia criminosa assume spesso un ruolo determinante, soprattutto nelle frodi agricole, tenuto conto del grande apporto economico dell’Unione europea".
    Insomma una relazione durissima quella dei magistrati contabili. Di fatto a pesare sulla situazione dell'Isola ci sono anche i buchi neri delle partecipate e la cattiva sanità: "Nel 2016 la procura contabile ha avviato 13 istruttorie sulle irregolarità gestionali riscontrate in società a partecipazione pubblica della Regione e degli enti locali. E' emerso che le risorse pubbliche risultano impiegate per il reclutamento di personale in violazione dei divieti di assunzione e di ogni obbligo di evidenza pubblica". "Incidono pesantemente - ha aggiunto il procuratore - i contenziosi instaurati dai terzi nei confronti delle società e i costi per consulenze e incarichi conferiti dagli amministratori di queste società. Un caso emblematico costituisce la Sicilia Immobiliare Spa dove le consulenze hanno superato fino a 12 volte l’importo delle retribuzioni dei dipendenti".
    Ombre pure sull’assegnazione dei contributi comunitari alle aziende private in Sicilia. "Si verificano casi di comunitari assegnati in maniera strana. Qualcosa che non funziona nel sistema c’è", ha affermato la presidente della Sezione giurisdizionale Luciana Savagnone. Per Savagnone "è vasto il fenomeno dei proprietari che dichiarano terreni di persone che invece risultano defunte. Non c’è un monitoraggio, un controllo, occorre coinvolgere nei giudizi di responsabilità non solo gli enti concessori, ma i soggetti intermedi che sono quelli che sbrigano le pratiche. Questo vale sia per i contributi agricoli che per i Por, dove le banche fanno da intermediari. Le banche dovrebbero a ogni tranche di contributo erogato controllare su quello che si è fatto con la prima rata. E' indispensabile agire su questo fronte, ma l’amministrazione è inerte".
    Sicilia, Corte dei Conti: "Fondi Ue pure ai morti" - IlGiornale.it

  6. #626
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    5,167
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Napoli, donna gambizza altra donna
    La lite a causa di un cane
    di Marco Di Caterino
    Ad Afragola, in via San Marco, una donna di 53 anni, incensurata, per cause ancora in corso di accertamento è entrata nel negozio di detersivi di fronte al suo (un minimarket) e ha sparato un colpo di pistola contro una 49enne ferendola a un piede. Poi è uscita dall'attività commerciale sparando altri colpi contro la vetrina.
    I carabinieri di Afragola, intervenuti sul posto, hanno rinvenuto e sequestrato la pistola (una calibro 38 special regolarmente detenuta dal figlio della 53enne). L’arma era stata abbandonata sul sagrato di una chiesa. La vittima ha riportato una ferita al piede destro con frattura ossea guaribile in 30 giorni. Poco prima il pitbull della 53enne aveva infastidito la vittima e altre famiglie, che si erano lamentati con la padrona per il fatto che l’animale fosse stato lasciato libero. La posizione della 53enne è ancora al vaglio dei carabinieri e del magistrato.
    Poco fa i carabinieri della stazione di Afragola, al termine delle indagini effettuate di concerto con l'autorità giudiziaria, hanno denunciato in stato di libertà per tentato omicidio, lesioni e porto abusivo di arma comune da sparo la 53enne. L'arma utilizzata è stata sequestrata.
    Donna gambizza altra donna La lite a causa di un cane | Il Mattino

    Rapinavano farmacie e si vantavano su Facebook: minorenni arrestati
    Una banda di minorenni rapinatori seriali che agiva tra le province di Napoli e Caserta è stata sgominata dai carabinieri; i minorenni sono ritenuti responsabili di 21 colpi. In un video sono anche documentati gli assalti a due farmacie. Le indagini hanno riguardato una serie di rapine a banche e farmacie e sono state coordinate dalla Procura per i Minorenni; i militari della Compagnia di Giugliano hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di 5 minorenni che agivano armati di pistola e oggi hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia in un istituto penale minorile nei confronti dei 5 ragazzi, noti alle forze dell’ordine. Gli impianti di videosorveglianza di banche e attività commerciali li immortalano armati e a volto scoperto. Dopo i colpi postavano sui social frasi sulle loro «imprese». Si augurava la «presta libertà» a due indagati presi dopo una rapina in gioielleria; un altro post conteneva frasi oltraggiose per le forze dell’ordine; in un terzo ci si descriveva come «pistoleri presso rapinatore».
    Rapinavano farmacie e si vantavano su Facebook: minorenni arrestati Rapinavano farmacie e si vantavano su Facebook: minorenni arrestati - La Stampa

    Puglia, l'autobus è in ritardo: passeggero aggredisce con un martello il conducente
    Un ragazzo di 23 anni ha aggredito su un bus in puglia il conducente utilizzando un martelletto perché secondo lui il mezzo era in ritardo
    Enrica Iacono
    Un giovane 23enne ha aggredito il conducende sel bus su cui stava viaggiando colpendolo con un martelletto infrangi-vetro.
    L'episodio è accaduto alle ore 17 di ieri a bordo di un autobus della società Ferrovie del Gargano.
    La vittima, un dipendente di 43 anni, stava viaggiando sulla tratta Andria-Foggia quando nei pressi di Canosa di Puglia è salito a bordo un giovane 23enne. All'altezza di Cerignola il ragazzo ha iniziato a minacciare il conducente intimandogli di saltare alcune fermte perché secondo lui il mezzo era in ritardo.
    Al rifiuto dell'autista il 23enne ha afferrato il martelletto in dotazione per i casi di emergenza e ha colpito alla testa il conducente. Luigi Fratepietro, con precedenti penali, è stato arrestato dai carabinieri e adeso dovrà rispondere di lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, tentata estorsione e interruzione di pubblico servizio. La vittima, trasportata in ospedale, guarirà in almeno 30 giorni.
    "Negli ultimi giorni, due aggressioni e un furto", commenta a Repubblica Vincenzo Germano, direttore generale delle Ferrovie del Gargano. "Una recrudescenza senza precedenti in una provincia che, anche sotto questo aspetto, si sta dimostrando poco sicura e invivibile, anche per le aziende che ci lavorano. Quanto accaduto a Cerignola, ha dell'incredibile - continua - e la dice lunga su come i nostri operatori siano costretti a lavorare. E' necessario un piano di sicurezza per tutelare i diritti della azienda, dei lavoratori e soprattutto dei passeggeri. Ecco perché lanciamo un appello al prefetto, al questore e al comandante provinciale dei carabinieri affinché vengano studiati piani operativi per la sicurezza sui mezzi di trasporto".
    Puglia, l'autobus è in ritardo: passeggero aggredisce con un martello il conducente - IlGiornale.it

    Finta infermiera truffatrice al Ruggi
    chiedeva soldi per una Onlus
    SALERNO - Si aggirava tra le camere di degenza dell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno chiedendo senza alcuna autorizzazione offerte in denaro per conto di una onlus. La donna, che indossava anche un camice da infermiera, è stata bloccata dagli agenti della sezione volanti della questura di Salerno giunti sul posto su segnalazione del drappello ospedaliero di Polizia, mentre tentava di dileguarsi. La donna, di 42 anni di Mercato San Severino è stata denunciata in stato di libertà per truffa. Nella borsa che aveva con se i poliziotti hanno trovato un camice bianco; monete per diverse decine di euro; un tesserino plastificato di un'associazione onlus che opera a favore dei bambini, munito di foto e dati anagrafici nonché attestante la qualifica di operatore psicologo infantile e socio assistenziale; due blocchetti di ricevute generiche; un documento riportante l'atto costitutivo dell'associazione ed un contratto di assunzione part-time.
    Finta infermiera truffatrice al Ruggi chiedeva soldi per una Onlus | Il Mattino

    SCOMMESSE CLANDESTINE
    Sale gioco vicino a scuole in 12 chiuse tra Bari, Napoli e Palermo
    BARI - Sono stati numerosi a Bari i minorenni che sono stati visti entrare e fare scommesse nelle sale giochi, ubicate non lontano dalle scuole, nel corso della maxi-operazione compiuta dalla polizia nel capoluogo pugliese e nelle città di Napoli e Palermo che ha portato alla chiusura di 12 centri. Le sale, immediatamente controllate, sono risultate abusive e, pertanto, sanzionate.
    Nel corso di numerose operazioni compiute recentemente dalla polizia, è emerso - sottolineano gli investigatori - che sempre più spesso i minorenni si affacciano al mondo delle scommesse, anche clandestine, non percependone il pericolo. E’ emerso da recenti statistiche che un numero sempre crescente di minorenni, a partire anche dai 10 anni di età, frequenta abitualmente sale giochi, in molti casi senza che i genitori ne siano a conoscenza.
    Nel corso dell’operazione compiuta a Bari, Napoli e Palermo, la polizia ha controllato complessivamente 104 esercizi commerciali (punti di ricarica, sale giochi, sale scommesse e associazioni culturali), e ha denunciato 24 persone, responsabili di esercizio abusivo di attività di gioco e ricettazione, contestate inoltre 59 sanzioni amministrative, che hanno anche riguardato il mancato rispetto delle regole di sicurezza sul lavoro. Sono stati, inoltre, sequestrati 21.380 euro in contanti e, soprattutto, documenti contabili utili alle indagini per ricostruire i flussi illeciti di denaro. Si tratta - secondo gli investigatori - di una vera e propria contabilità, parallela a quella legale, riportata sia in tradizionali «libri mastri» in cui venivano indicati nomi, cifre e conti correnti, anche stranieri, sia in sofisticati software di gestione contabile.
    Sale gioco vicino a scuole in 12 chiuse tra Bari, Napoli e Palermo - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Assenteismo: in centro scommesse anziche' al museo, due arresti
    Due persone arrestate e ora ai domiciliari e tredici indagati sono il bilancio di una indagine dei carabinieri di Marcianise, nel Casertano, su delega della Procura di Napoli Nord, per casi di assenteismo al Museo Archeologico dell'Agro Atellano di Succivo. I due destinatari della misura cautelare devono rispondere di truffa aggravata.
    Utilizzando in maniera irregolare il sistema di rilevazione automatico delle presenze, si sono assentati costantemente per ore dal luogo di lavoro, o senza strisciare il badge o presentando falsi certificati medici, andando invece a gestire un centro scommesse situato nei pressi del museo.
    Assenteismo: in centro scommesse anziche' al museo, due arresti

    37 INDAGATI A BRINDISI
    Falsi badanti per il permesso di soggiorno
    BARI - Il pm di Brindisi, Francesco Carluccio, ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di 37 persone, 16 italiani e 21 stranieri, coinvolti in un presunto giro di falsificazioni di permessi di soggiorno per lavoratori irregolari nel Brindisino. Si sarebbe trattato, secondo quanto emerso da indagini condotte dalla polizia, di un modo per aggirare una sanatoria concessa del 2012. La regolarizzazione poteva essere richiesta da datori di lavoro che avevano alle proprie dipendenze persone straniere «in nero» dal dicembre 2011.
    Secondo quanto ipotizzato dietro il pagamento di un corrispettivo che poteva oscillare dai 400 ai 2.000 euro venivano fornite «false certificazioni» attestanti un rapporto di lavoro fittizio, per lo più lavoro di «badanti».
    Il meccanismo è stato scoperto analizzando le numerose richieste giunte allo sportello unico per l’Immigrazione. Dalle verifiche svolte dai poliziotti dell’ufficio Immigrazione è emerso che molte richieste giungevano dal medesimo computer, in ristretti lassi di tempo. A insospettire la polizia è stata l'alta incidenza di uomini ad effettuare prestazioni di collaboratori domestici o badanti.
    Nell’inchiesta sono coinvolti anche professionisti, tra cui un avvocato e un medico del Brindisino e operatori del sociale.
    Falsi badanti per il permesso di soggiorno - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Donna accusa il sindaco nel Barese: sesso in cambio di lavoro
    Secondo quanto denunciato da una giovane donna, il primo cittadino le avrebbe fatto richieste erotiche in cambio di un posto di lavoro. La replica: "E' un complotto"
    Emanuela Carucci
    Si grida allo scandalo a Valenzano, un paese di 20mila anime in provincia di Bari dove il sindaco, Antonio Lomoro, appartenente a una lista civica, è stato accusato di aver chiesto sesso in cambio di lavoro.
    Ad avanzare la denuncia, una ragazza di 26 anni che nel 2015 si era rivolta al primo cittadino per un posto di lavoro per lei e il fidanzato, entrambi disoccupati.
    A detta della giovane donna, Lomoro l’avrebbe importunata con messaggi e chiamate erotiche che la ragazza ha presentato al momento della denuncia. Secondo i racconti, da quanto si apprende da fonti di stampa, la giovane donna avrebbe incontrato il sindaco poche settimane fa in Comune. La ragazza racconta di essere stata afferrata per le braccia dal sindaco e tenuta ferma, mentre una dipendente del Comune le avrebbe sottratto il telefono con l’obiettivo di rimuovere i messaggi ritenuti compromettenti. Ora la Procura di Bari aprirà un fascicolo per approfondire le indagini.
    Intanto il sindaco Lomoro, si difende sui social e su Facebook scrive citando la giovane donna che lo denuncia: “Cari concittadini, in campagna elettorale ho giurato a voi tutti di dire sempre la verità sul mandato da Sindaco che mi avete conferito. Il 23 marzo 2017 dimostrero'ai Giudici non solo la mia completa estraneità ai fatti denunciati. Riusciro'anche a dimostrare il complotto politico che questa Signora ha messo in atto nei miei confronti. Non sa neanche cosa ha denunciato ai Carabinieri, purtroppo la poverina era ed è presa dalla voglia di fare il Sindaco a Valenzano, gli addetti ai lavori lo hanno capito già da molto tempo, per questi motivi sono certo che si è inventato tutto quello che ha denunciato, sicuro che il 23 marzo si farà chiarezza su questa brutta vicenda, se mi sono sbagliato nello stesso giorno rimettero'a voi cittadini la carica da Sindaco, saluto tutti. Tonino”.
    Insomma, secondo il sindaco, è un affaire tutto politico, un gioco sporco per sostituirlo. E non perchè Valenzano sia prossimo alle elezioni, ma perché rischia lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.
    Donna accusa il sindaco nel Barese: sesso in cambio di lavoro - IlGiornale.it

    Camorra e appalti truccati in Campania, 69 arresti. Anche sui beni culturali un sistema favoriva i Casalesi
    Le mani della camorra sugli appalti pubblici in Campania grazie alla complicità di un gruppo di colletti bianchi in grado di truccare le gare. Sono almeno 18 i bandi modificati, alcuni dei quali per favorire imprenditori ritenuti vicini ai Casalesi, nella fattispecie il clan Zagaria: tra questi quello per i lavori alla Mostra d’Oltremare di Napoli, per una scuola in provincia di Caserta, per l’Azienda regionale diritto allo studio (Adisu), per la seconda università di Napoli, per un impianto di cremazione al cimitero di Pompei e – sono la stragrande maggioranza – per mostre, musei, castelli e monumenti in tutta la regione. Insomma: la camorra ha messo le mani anche sulla cultura e sui relativi, ricchi finanziamenti. Per questo motivo la Guardia di Finanza ha eseguito 69 ordinanze di custodia cautelare, nell’ambito di un’inchiesta condotta da un pool di cinque pm della Dda (Catello Maresca, Maurizio Giordano, Luigi Landolfi, Gloria Sanseverino, Sandro D’Alessio, a cui va aggiunta la pm Ida Frongillo, specializzata in reati di pubblica amministrazione) e coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. Tra i destinatari dei provvedimenti anche imprenditori e molti politici.
    Tra questi il nome più noto è quello del consigliere regionale del Nuovo centrodestra Pasquale Sommese, ex assessore alle Risorse umane durante la Giunta Caldoro. Il suo nome era stato iscritto nel registro degli indagati nel luglio del 2015 insieme ad altre 17 persone, tra cui alcuni sindaci del casertano. L’inchiesta è la stessa che oggi ha portato all’arresto di Sommese, accusato per cinque episodi di corruzione, tra cui l’appalto per il restauro della torre civica mediavale del comune di Cerreto Sannita. Per gli inquirenti, l’ex assessore è colui che garantiva l’erogazione dei fondi regionali: nella fattispecie, si è impegnato a garantire il finanziamento di alcuni lavori in cambio di somme di denaro o sostegno elettorale. In alcune circostanze, inoltre, Sommese ha indicato espressamente il nome dell’imprenditore che doveva eseguire i lavori, attivandosi poi per l’erogazione dei finanziamenti. Secondo l’accusa, poi, nelle commissioni di gara sono state inserite persone vicine all’ingegnere Guglielmo La Regina (indagato per concorso esterno in associazione mafiosa), che poi veicolavano gli appalti alle ditte segnalate in cambio di promesse di denaro da corrispondere a sindaci e funzionari degli enti appaltanti.
    Sommese, come detto, non è l’unico politico coinvolto: in carcere anche un altro consigliere regionale, Angelo Giancarmine Consoli (sempre di Ncd) e vari amministratori. Tra questi il sindaco di Aversa (Caserta) Enrico De Cristofaro, mentre ai domiciliari sono finiti l’ex sindaco di Pompei Claudio D’Alessio (Pd), l’ex primo cittadino di San Giorgio a Cremano Domenico Giorgiano, Raffaele De Rosa (Pd), fratello del sindaco di Casapesenna (che a novembre scorso attaccò Il Fatto Quotidiano per le inchieste sui parenti dei casalesi), ex primo cittadino di Casapulla (Caserta) Ferdinando Bosco. Le 69 persone destinatarie di misure cautelari dovranno rispondere – a vario titolo – di accuse gravissime: si va dalla corruzione alla turbativa d’asta, fino al concorso esterno in associazione mafiosa. Nell’operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, sono coinvolti non solo politici locali, ma anche funzionari pubblici, imprenditori, professori universitari, commercialisti, ingegneri e “faccendieri”, coinvolti con vari ruoli e responsabilità nelle gare di appalto pubblico realizzate in varie province campane, talvolta anche al fine di agevolare organizzazioni criminali di tipo camorristico.
    La portata dell’operazione non è testimoniata solo dai numeri e dai nomi degli amministratori locali coinvolti, ma anche e sopratutto dall’arresto di altre figure di peso nonché di personalità stimate a Napoli e provincia. Tra queste c’è sicuramente Adele Campanelli, direttrice della sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Napoli. Altri esempi: Salvatore Visone (ex presidente dell’Ordine degli architetti di Napoli e provincia), Claudio Borrelli (direttore amministrativo dell’azienda per il Diritto allo studio all’università di Caserta), Andrea Rea e Paolo Stabile (rispettivamente ex presidente ed ex dg della Mostra d’Oltremare di Napoli).
    Camorra e appalti truccati in Campania, 69 arresti. Anche sui beni culturali un sistema favoriva i Casalesi - Il Fatto Quotidiano

    Orrore a Torino: stupro di gruppo durante sedicenti "sedute curative"
    Torino, stupro di gruppo ai danni di una studentessa minorenne con il pretesto di esercitare dei "riti curativi". Arrestato santone 69enne e i suoi complici
    Alessia Albertin
    Si spacciavano per "maestri" e organizzavano delle "sedute curative" che sfociavano nello stupro di gruppo di una studentessa minorenne.
    Sgominata a Torino un'organizzazione criminale che, dietro il pretesto di esercitare dei "riti", ha abusato per mesi di una ragazza, oggi diciasettenne. La studentessa era stata convinta a sottoporsi a queste "sedute curative", durante le quali, scrive La Stampa, le sono state forse somministrate sostanze stupefacenti e o narcotizzanti, ed è stata violentata alla presenza di più persone.
    Finiti in manette tre uomini: il sedicente santone, Paolo Meraglia, di 69 anni, il complice, un pensionato di 73 anni, che partecipava alle "sedute" e spesso metteva a disposizione del gruppo una mansarda di sua proprietà, e un ragazzo di 19 anni. I tre si trovano in carcere e per tutti l'accusa è di stupro di gruppo. Partecipava a questi incontri e assisteva alle violenze anche la madre del 19enne.
    Le indagini della questura sono scattate dopo la denuncia della minorenne, che ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai genitori. Gli investigatori hanno scoperto una vera e propria struttura criminale: al vertice c'era Meraglia, che aveva il ruolo di "maestro", poi c'erano i "catalizzatori", le "ancelle" e la "vestale", cioè colei che subiva le violenze.
    Le forze dell'ordine hanno sequestrato diverso materiale informatico trovato all'interno dell'abitazione del santone. Gli inquirenti sono alla ricerca di altre vittime che potrebbero essere cadute nella stessa trappola e non escludono che ci possano esser dei video delle cosiddette "sedute curative" tra il materiale sequestrato.
    Orrore a Torino: stupro di gruppo durante sedicenti "sedute curative" - IlGiornale.it

    Diffusione del cognome Meraglia - Mappe dei Cognomi Italiani

    Quando il direttore si chiama "Napoletano".....

    La perquisizione nella stanza del direttore, i 300 milioni di perdite e gli scandali nascosti. Lo tsunami sul Sole 24
    di Giuseppe Caporale
    Il 2 maggio del 2016, tutto il Sole 24 Ore era riunito al Teatro alla Scala, tra signore in lungo e uomini in smoking. Si festeggiavano i 150 anni del più prestigioso e autorevole giornale economico d'Italia (anche se, a voler essere pignoli, l'anniversario era caduto l'anno prima). Non si era badato a spese. Inizialmente la cerimonia avrebbe dovuto tenersi nel bello (ma mai utilizzato) Auditorium, dentro la megalomane sede del giornale, realizzata da Renzo Piano. Ma il direttore in persona, Roberto Napoletano aveva voluto fare le cose in grande: festeggiare a casa propria era troppo "cheap". Ci voleva qualcosa di magnificente. La Bibbia del capitalismo e del libero mercato doveva auto-celebrarsi dentro il tempio mondiale della lirica. E a impreziosire questo sfarzo, pure la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella seduto sul palco d'onore (come alla Prima). Un tripudio per il giornale della Confindustria.
    L'imbarazzo alla Scala
    A fine serata, pero', più d'uno dei tanti papaveroni invitati, i top manager di grandi aziende, I vertici di Confindustria, grand commis di Stato, aveva storto il naso. Il video celebrativo girato appositamente per l'evento si era rivelato solo un immenso promo del direttore Napoletano che si auto-incensava in un noioso elenco di suoi meriti. In sala, serpeggia l'imbarazzo per un evento che tutti si aspettavano istituzionale ed ecumenico, ma che invece si riduce a un goffo spot pubblicitario. Clamorose anche le assenze di ex direttori, come il predecessore Gianni Riotta, non amato (per usare un eufemismo) da Napoletano. Ma la Storia e la reputazione del giornale avrebbero richiesto più diplomazia e buon gusto.
    Un anno dopo, il giornale che invitava il capo dello Stato alla Scala, rischia di portare I libri in Tribunale, e soprttutto è stato travolto da uno scandalo che ne ha minato la credibilità. E' finito sotto indagine perché ha I conti in dissesto e si sospetta pure che abbia pompato le copie vendute. Non proprio il massimo per chi si fregia di fare il guardiano delle Borse e il paladino del libero mercato.
    La perquisizione nella stanza del direttore
    Lo scandalo del Sole è scoppiato a giugno dell'anno scorso, quando l'ex amministratore delegato Gabriele scoprchio'il Vaso di Pandora: il Sole 24 Ore, che fino ad allora mese in mese annunciava per bocca del direttore Napoletano, record di copie e successi a go-go, era invece sull'orlo del dissesto. C'è un buco da 60 milioni e ci vuole una ricapitalizzazione. Ma l'azionista fa orecchie da mercante. L'aver smascherato l'impostura costerà il posto (e una sorta di infarto) a Del Torchio. Il direttore rimane imperterrito al suo posto. Difeso a spada tratta dal neo-presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Nemmeno l'arrivo, ieri, della Guardia di Finanza a perquisire gli uffici e la stanza del Direttore, finito anche lui sotto indagine, come se fossimo ai tempi di Tangentopoli (ironia della sorte, davanti alla sede del giornale, c'è l'abitazione di Mario Chiesa, l'uomo che esattamente 25 anni fa dava inizio alla fine della Prima Repubblica, gettando nel wc del Pio Albergo Trivulzio una tangente milionaria, in lire), ha smosso Napoletano. I vecchi manager, tra cui il cavalier Benito Benedini (anche lui indagato), arrivato con la fama di duro e risanatore, uno che ai brindisi di Natale apostrofava I giornalisti chiamandoli "maestranze", sono stati tutti accompagnati alla porta. Solo Napoletano, ultmo giapponese nella foresta, ma soprattutto ultimo baluardo della Confindustria di Boccia contro lo Tsunami, resiste impassibile.
    Perché un azionista come Confindustria che rimane un'istituzione del paese ha continuato a difendere il direttore? Solo per obbligo formale? Eppure Napoletano era già stato sfiduciato dalla redazione (con una votazione bulgara), eppure c'erano già state scioperi, e l'azienda er finita sotto indagine.
    Lo scandalo che ha investito il direttore suggerirebbe al giornalista di fare un passo indietro. Vero è che l'Italia non è il paese delle dimissioni, ma mai nella storia, un direttore di un giornale nazionale si era visto recapitare un avviso di garanzia, nemmeno ai tempi dello scandalo P2 e del direttore del Corriere della Sera, Franco Di Bella.
    Lo tsunami sul Sole 24 Ore rischia di travolgere Confindustria - Tiscali Notizie



    Perquisito il Sole 24 Ore: 10 indagati fra cui Napoletano
    Nella mattinata di venerdi' la Guardia di Finanza, sotto richiesta della Procura di Milano, ha effettuato una perquisizione all'interno dell'ufficio di Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore, sancendo cosi' la fine dell'era di splendore del giornale di Confindustria. Altre sette persone sono invece accusate di appropriazione indebita.
    La vicenda sarebbe nata anche dai numerosi esposti dell'associazione di consumatori Adusbef e di alcuni giornalisti della testata. In subbuglio i giornalisti del Gruppo, che hanno nel pomeriggio ribadito la necessità di scioperare ad oltranza sino a quando non saranno rassegnate le dimissioni di Napoletano, il direttore coinvolto nell'inchiesta. Si parla di "gravi anomalie" nell'andamento "economico della società", di "vendite" di copie digitali "tanto enfatizzate" ma poi accertate come "false" e anche di una parte "significativa di copie" cartacee finita "dritta al macero". E' quanto si legge in una nota a firma dei vertici del gruppo Sole 24 Ore, dopo la notizia dell'indagine.
    Perquisito il Sole 24 Ore: 10 indagati fra cui Napoletano



    Comunicato dei giornalisti del Sole 24 Ore: è sciopero a oltranza
    «E' inammissibile che il giornale della finanza, dell'economia, del diritto possa andare in edicola con la firma di un direttore indagato per un reato assai grave»
    Questo è il testo scritto dal Comitato di Redazione del Sole 24 Ore il 10 marzo 2017
    L'iscrizione nel registro degli indagati, per il reato di false comunicazioni sociali, del direttore Roberto Napoletano e di altri ex manager del gruppo, compresi l'ex presidente e l'ex amministratore delegato, rappresenta la pagina più buia nella storia del Sole 24 Ore.
    La redazione ha, sin da ottobre, sfiduciato a larghissima maggioranza il direttore e poi ribadito in più occasioni pubbliche la sua presa di distanza.
    Già allora era infatti evidente come a Roberto Napoletano dovesse essere attribuito un ruolo di primo piano in una gestione editoriale del tutto deficitaria, che ha contribuito a portare la società sull'orlo del fallimento.
    Da ieri è emerso che la Procura di Milano ha acceso un faro anche sulla sua condotta. Al di là dell'esito finale del procedimento penale per la redazione è inammissibile che il giornale della finanza, dell'economia, del diritto possa andare in edicola con la firma di un direttore indagato per un reato assai grave, in ipotesi commesso proprio durante la sua permanenza al Sole 24 Ore.
    Ritiene pertanto, dopo un voto di oltre il 90% dell'assemblea, di non potere che proclamare uno sciopero a oltranza sino al momento della sua rimozione. Un'iniziativa senza precedenti nella storia sindacale del Sole 24 Ore e che, purtroppo, è l'unica che appare adeguata alla gravità della situazione.
    https://www.ladigetto.it/permalink/63221.html


  7. #627
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    39,025
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Napoli, donna gambizza altra donna
    La lite a causa di un cane
    di Marco Di Caterino
    Ad Afragola, in via San Marco, una donna di 53 anni, incensurata, per cause ancora in corso di accertamento è entrata nel negozio di detersivi di fronte al suo (un minimarket) e ha sparato un colpo di pistola contro una 49enne ferendola a un piede. Poi è uscita dall'attività commerciale sparando altri colpi contro la vetrina.
    I carabinieri di Afragola, intervenuti sul posto, hanno rinvenuto e sequestrato la pistola (una calibro 38 special regolarmente detenuta dal figlio della 53enne). L’arma era stata abbandonata sul sagrato di una chiesa. La vittima ha riportato una ferita al piede destro con frattura ossea guaribile in 30 giorni. Poco prima il pitbull della 53enne aveva infastidito la vittima e altre famiglie, che si erano lamentati con la padrona per il fatto che l’animale fosse stato lasciato libero. La posizione della 53enne è ancora al vaglio dei carabinieri e del magistrato.
    Poco fa i carabinieri della stazione di Afragola, al termine delle indagini effettuate di concerto con l'autorità giudiziaria, hanno denunciato in stato di libertà per tentato omicidio, lesioni e porto abusivo di arma comune da sparo la 53enne. L'arma utilizzata è stata sequestrata.
    Donna gambizza altra donna La lite a causa di un cane | Il Mattino
    Senti che puzza, scappano anche i cani,
    stanno arrivando i napoletani ...
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #628
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    39,025
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Quando il direttore si chiama "Napoletano".....

    La perquisizione nella stanza del direttore, i 300 milioni di perdite e gli scandali nascosti. Lo tsunami sul Sole 24
    di Giuseppe Caporale
    Il 2 maggio del 2016, tutto il Sole 24 Ore era riunito al Teatro alla Scala, tra signore in lungo e uomini in smoking. Si festeggiavano i 150 anni del più prestigioso e autorevole giornale economico d'Italia (anche se, a voler essere pignoli, l'anniversario era caduto l'anno prima). Non si era badato a spese. Inizialmente la cerimonia avrebbe dovuto tenersi nel bello (ma mai utilizzato) Auditorium, dentro la megalomane sede del giornale, realizzata da Renzo Piano. Ma il direttore in persona, Roberto Napoletano aveva voluto fare le cose in grande: festeggiare a casa propria era troppo "cheap". Ci voleva qualcosa di magnificente. La Bibbia del capitalismo e del libero mercato doveva auto-celebrarsi dentro il tempio mondiale della lirica. E a impreziosire questo sfarzo, pure la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella seduto sul palco d'onore (come alla Prima). Un tripudio per il giornale della Confindustria.
    L'imbarazzo alla Scala
    A fine serata, pero', più d'uno dei tanti papaveroni invitati, i top manager di grandi aziende, I vertici di Confindustria, grand commis di Stato, aveva storto il naso. Il video celebrativo girato appositamente per l'evento si era rivelato solo un immenso promo del direttore Napoletano che si auto-incensava in un noioso elenco di suoi meriti. In sala, serpeggia l'imbarazzo per un evento che tutti si aspettavano istituzionale ed ecumenico, ma che invece si riduce a un goffo spot pubblicitario. Clamorose anche le assenze di ex direttori, come il predecessore Gianni Riotta, non amato (per usare un eufemismo) da Napoletano. Ma la Storia e la reputazione del giornale avrebbero richiesto più diplomazia e buon gusto.
    Un anno dopo, il giornale che invitava il capo dello Stato alla Scala, rischia di portare I libri in Tribunale, e soprttutto è stato travolto da uno scandalo che ne ha minato la credibilità. E' finito sotto indagine perché ha I conti in dissesto e si sospetta pure che abbia pompato le copie vendute. Non proprio il massimo per chi si fregia di fare il guardiano delle Borse e il paladino del libero mercato.
    La perquisizione nella stanza del direttore
    Lo scandalo del Sole è scoppiato a giugno dell'anno scorso, quando l'ex amministratore delegato Gabriele scoprchio'il Vaso di Pandora: il Sole 24 Ore, che fino ad allora mese in mese annunciava per bocca del direttore Napoletano, record di copie e successi a go-go, era invece sull'orlo del dissesto. C'è un buco da 60 milioni e ci vuole una ricapitalizzazione. Ma l'azionista fa orecchie da mercante. L'aver smascherato l'impostura costerà il posto (e una sorta di infarto) a Del Torchio. Il direttore rimane imperterrito al suo posto. Difeso a spada tratta dal neo-presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Nemmeno l'arrivo, ieri, della Guardia di Finanza a perquisire gli uffici e la stanza del Direttore, finito anche lui sotto indagine, come se fossimo ai tempi di Tangentopoli (ironia della sorte, davanti alla sede del giornale, c'è l'abitazione di Mario Chiesa, l'uomo che esattamente 25 anni fa dava inizio alla fine della Prima Repubblica, gettando nel wc del Pio Albergo Trivulzio una tangente milionaria, in lire), ha smosso Napoletano. I vecchi manager, tra cui il cavalier Benito Benedini (anche lui indagato), arrivato con la fama di duro e risanatore, uno che ai brindisi di Natale apostrofava I giornalisti chiamandoli "maestranze", sono stati tutti accompagnati alla porta. Solo Napoletano, ultmo giapponese nella foresta, ma soprattutto ultimo baluardo della Confindustria di Boccia contro lo Tsunami, resiste impassibile.
    Perché un azionista come Confindustria che rimane un'istituzione del paese ha continuato a difendere il direttore? Solo per obbligo formale? Eppure Napoletano era già stato sfiduciato dalla redazione (con una votazione bulgara), eppure c'erano già state scioperi, e l'azienda er finita sotto indagine.
    Lo scandalo che ha investito il direttore suggerirebbe al giornalista di fare un passo indietro. Vero è che l'Italia non è il paese delle dimissioni, ma mai nella storia, un direttore di un giornale nazionale si era visto recapitare un avviso di garanzia, nemmeno ai tempi dello scandalo P2 e del direttore del Corriere della Sera, Franco Di Bella.
    Lo tsunami sul Sole 24 Ore rischia di travolgere Confindustria - Tiscali Notizie



    Perquisito il Sole 24 Ore: 10 indagati fra cui Napoletano
    Nella mattinata di venerdi' la Guardia di Finanza, sotto richiesta della Procura di Milano, ha effettuato una perquisizione all'interno dell'ufficio di Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore, sancendo cosi' la fine dell'era di splendore del giornale di Confindustria. Altre sette persone sono invece accusate di appropriazione indebita.
    La vicenda sarebbe nata anche dai numerosi esposti dell'associazione di consumatori Adusbef e di alcuni giornalisti della testata. In subbuglio i giornalisti del Gruppo, che hanno nel pomeriggio ribadito la necessità di scioperare ad oltranza sino a quando non saranno rassegnate le dimissioni di Napoletano, il direttore coinvolto nell'inchiesta. Si parla di "gravi anomalie" nell'andamento "economico della società", di "vendite" di copie digitali "tanto enfatizzate" ma poi accertate come "false" e anche di una parte "significativa di copie" cartacee finita "dritta al macero". E' quanto si legge in una nota a firma dei vertici del gruppo Sole 24 Ore, dopo la notizia dell'indagine.
    Perquisito il Sole 24 Ore: 10 indagati fra cui Napoletano



    Comunicato dei giornalisti del Sole 24 Ore: è sciopero a oltranza
    «E' inammissibile che il giornale della finanza, dell'economia, del diritto possa andare in edicola con la firma di un direttore indagato per un reato assai grave»
    Questo è il testo scritto dal Comitato di Redazione del Sole 24 Ore il 10 marzo 2017
    L'iscrizione nel registro degli indagati, per il reato di false comunicazioni sociali, del direttore Roberto Napoletano e di altri ex manager del gruppo, compresi l'ex presidente e l'ex amministratore delegato, rappresenta la pagina più buia nella storia del Sole 24 Ore.
    La redazione ha, sin da ottobre, sfiduciato a larghissima maggioranza il direttore e poi ribadito in più occasioni pubbliche la sua presa di distanza.
    Già allora era infatti evidente come a Roberto Napoletano dovesse essere attribuito un ruolo di primo piano in una gestione editoriale del tutto deficitaria, che ha contribuito a portare la società sull'orlo del fallimento.
    Da ieri è emerso che la Procura di Milano ha acceso un faro anche sulla sua condotta. Al di là dell'esito finale del procedimento penale per la redazione è inammissibile che il giornale della finanza, dell'economia, del diritto possa andare in edicola con la firma di un direttore indagato per un reato assai grave, in ipotesi commesso proprio durante la sua permanenza al Sole 24 Ore.
    Ritiene pertanto, dopo un voto di oltre il 90% dell'assemblea, di non potere che proclamare uno sciopero a oltranza sino al momento della sua rimozione. Un'iniziativa senza precedenti nella storia sindacale del Sole 24 Ore e che, purtroppo, è l'unica che appare adeguata alla gravità della situazione.
    https://www.ladigetto.it/permalink/63221.html

    Fate presto.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #629
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    5,167
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Rapine nel traffico a Napoli: bloccati i fidanzati terribili
    Rapinavano gli automobilisti incolonnati nel traffico mattutino, tra Chiaiano e Piscinola, portando via orologi, fedi e denaro. Due fidanzati-complici, Vincenzo Alfano, 38enne e Natascia Picardi, 26 anni, entrambi di Miano e già noti alle forze dell'ordine sono stati tratti in arresto dai carabinieri del Vomero in esecuzione di un'Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli.
    L'uomo, che guidava lo scooter con targa alterata da lettere e cifre adesive, affiancava gli automobilisti e sotto la minaccia di una pistola si faceva consegnare fedi nuziali, monili in oro, orologi e denaro in contante; la donna, seduta dietro, copriva i suoi movimenti allargando le braccia e spostandosi con il busto per nascondere la scena agli occhi degli altri automobilisti. Poi si dileguavano velocemente approfittando del traffico. L'analisi delle telecamere di sorveglianza, gli elementi forniti dalle vittime di numerosi colpi avvenuti tra novembre e dicembre, e le perquisizioni nelle abitazioni dei malviventi hanno consentito di ricostruire il quadro indiziario. Sequestrati gli scooter, i bomber griffati ed i caschi indossati durante i colpi.​
    Rapine nel traffico a Napoli: bloccati i fidanzati terribili | Video | Il Mattino

    Napoli, violenza al pronto soccorso:
    mamma e figlio denunciati
    di Melina Chiapparino
    L'ultima aggressione avvenuta in ospedale è al vaglio dell'autorità giudiziaria su denuncia dei carabinieri intervenuti due giorni fa nel nosocomio. L'episodio, accaduto il 17 marzo, intorno alle 19, è stato uno dei più violenti degli ultimi mesi dal momento che i parenti di un ammalato, spazientiti dall'attesa di una visita ortopedica per un codice che non era di emergenza, hanno aggredito operatori sanitari, un vigilantes e distrutto una parte del pronto soccorso, buttando a terra medicinali e flebo e scagliando contro il personale anche un computer ed una stampante.
    A Napoli i militari della stazione Borgo Loreto e del Nucleo Radiomobile sono intervenuti, su richiesta dei medici, e dopo le operazioni di identificazione e raccolta di testimonianze hanno denunciato una 60enne napoletana e suo figlio 35enne per interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato e lesioni personali. I carabinieri hanno accertato che la donna aveva anche gettato a terra diverse flebo contro i sanitari che si sono fatti refertare così come il vigilantes, tutti e tre con una prognosi di 7 giorni.
    Napoli, violenza al pronto soccorso: mamma e figlio denunciati | Il Mattino


    IN DUE SETTIMANE DUE EPISODI
    Ladri di... ambulanze, secondo mezzo rubato a un'associazione barese
    BARI - E’ la seconda rubata nel giro di due settimane. Non c’è pace per l'associazione Operatori Emergenza Radio di Bari. Tra la notte scorsa e questa mattina è sparita un’ambulanza dalla sede di via Napoli, nelle vicinanze della chiesa dei Carmelitani.
    Il mezzo, il più nuovo in dotazione ai volontari, era parcheggiato al solito posto, raccontano i volontari e questa mattina sarebbe stato utilizzato per compiere il trasporto di un ammalato. Scavalcando il muro d’ingresso dell’associazione il responsabile del furto è entrato nell’associazione. Si è diretto verso la stanza nella quale era custodita la chiave del mezzo, l’ha messo in moto e si è allontanato indisturbato.
    Ad accorgersi che l’ambulanza non c’era più sono stati i volontari all’apertura dell’associazione. E’ sconcertato il presidente Gianni Foggetti che lancia un appello ai cittadini: “Chiunque abbia notizie si faccia vivo. E’ assurdo compiere un gesto del genere”. Della vicenda si sta occupando la polizia.
    Ladri di... ambulanze secondo mezzo rubato a un'associazione barese - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Ragazzina di 15 anni violentata: niente carcere per gli 11 del branco
    di Dario Sautto
    Violenza sessuale di gruppo su una 15enne: il branco torna libero. Per un anno e mezzo saranno messi alla prova: gli 11 - tutti minorenni residenti tra Pimonte, Gragnano e Vico Equense - andranno a scuola o al lavoro, poi faranno faranno tutti attività di volontariato, sport e seguiranno un percorso di recupero psicologico.
    Il tribunale dei Minori di Napoli si è pronunciato stamattina, ammettendo le richieste dei difensori dei giovani imputati che sono apparsi tutti pentiti e dispiaciuti per l'episodio.
    La violenza di gruppo fu ricostruita dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia e della stazione di Pimonte, che scoprirono l'orrore custodito in alcuni video e delle chat sui cellulari dei ragazzini. In 11 abusarono della 15enne nella capanna del presepe di Pimonte, che si trasformò nel luogo degli orrori, tra bullismo, minacce e violenza sessuale.
    Ragazzina di 15 anni violentata: niente carcere per gli 11 del branco | Il Mattino

    RISCOSSI CIRCA 65MILA EURO
    Foggia, incassa per due anni pensione della mamma morta
    arrestato per truffa 64enne
    FOGGIA - Per due anni avrebbe intascato la pensione della mamma morta: con l’accusa di truffa ai danni dello Stato, i carabinieri di Foggia hanno arrestato in flagranza di reato un sessantaquattrenne di San Severo, Francesco Racuia. I militari hanno accertato che l’uomo ha omesso di segnalare il decesso della madre, avvenuto nel marzo 2015, titolare di una pensione di anzianità e di una di reversibilità. Pensioni pari a circa 2.500 euro mensili, che venivano regolarmente accreditate, il primo giorno di ogni mese, su un conto corrente bancario cointestato con la defunta.
    Gli accertamenti bancari svolti hanno evidenziato che l'importo della pensione, a distanza di pochi giorni dal pagamento, veniva sistematicamente prelevato con operazioni bancomat. Secondo le indagini, ammonta a 65.000 euro l’importo della pensione pagata a favore della defunta ed indebitamente incassato dal figlio.
    Foggia, incassa per due anni pensione della mamma morta arrestato per truffa 64enne - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Truffe: incidenti fantasma, carabinieri Roma arrestano 8 persone
    Avrebbero creato ad arte 21 sinistri automobilistici tra il 2013 e il 2015, al fine di richiedere e ottenere indebiti risarcimenti dalle compagnie assicurative, ma sono stati scoperti e arrestati dai carabinieri di Roma 6 medici e 2 avvocati, mentre altri 3 medici sottoposti a obbligo di presentazione. Nei 21 casi di incidente fantasma erano state presentate richieste di risarcimento per oltre 500mila euro, in gran parte gia' erogate dalle compagnie assicurative. Agli indagati che lavoravano tra Civitavecchia e Roma in strutture sia pubbliche che private viene contestata l'associazione per delinquere finalizzata ai reati di truffa, falso di vario genere e sostituzione di persona. In corso numerose perquisizioni presso abitazioni, ospedali e strutture sanitarie private.
    Truffe: incidenti fantasma, carabinieri Roma arrestano 8 persone

    A Napoli sono finiti i blocchetti per le multe
    Vigili inoperosi e ancora senza i tablet promessi da de Magistris per le contravvenzioni "2.0"
    Gianpaolo Iacobini
    Napoli - C'è un modo molto semplice per risolvere il problema dei multati al volante che poi non pagano le sanzioni: non multarli.
    Fosse un'invenzione, il brevetto avrebbe il marchio dell'amministrazione comunale guidata da Luigi de Magistris. Che dopo aver sbandierato l'uso delle più moderne armi tecnologiche nella guerra ai furbetti della strada - quelli che violano il codice, si prendono un verbale ma non si fermano alla cassa a saldare s'è ritrovata costretta a una ritirata clamorosa. Perché a Napoli la Polizia Municipale di verbali non ne stacca più. Non può: i nuovi sistemi tecnologici non sono ancora entrati in funzione e i vecchi, cari blocchetti cartacei sono andati esauriti.
    La vicenda, tanto paradossale che pare scopiazzata da un romanzo di Franz Kafka, ha un inizio certo. È il 5 dicembre del 2016. De Magistris incontra i giornalisti con l'assessore al bilancio Salvatore Palma e presenta la rivoluzione: dal 2 gennaio spiegano gli amministratori addio alle multe di carta. Al loro posto, contravvenzioni digitali con foto e ricevuta. Un'operazione affidata a Finmeccanica-Leonardo, incaricata di dotare la Municipale di 483 tablet per rendere le contestazioni «a prova di bomba», inattaccabili davanti ai giudici di pace. «Recupereremo entrate, abbatteremo il numero dei contenziosi, conterremo gli oneri aggiuntivi che derivano dalle liti. Le notifiche saranno più tempestive e diminuirà anche il costo del ricorso al materiale cartaceo, oltre a quello delle notifiche», gongolava Palma. E il sindaco al suo fianco: «Col nuovo sistema digitale debelleremo l'evasione e argineremo la burocrazia». Difatti quattro mesi dopo le cose sono cambiate. Ma non nel verso indicato quel giorno di dicembre. Attualmente a Napoli di trasgressori alla guida sembra non esservene più nemmeno l'ombra, dal momento che nessuno li persegue, non sapendo materialmente come fare. I tablet non sono ancora arrivati, ma le scorte di blocchetti sono già finite. «Nonostante da mesi segnaliamo la carenza dei modelli per la rilevazione delle infrazioni al codice della strada», denunciano Roberta Stella e Luciano Addeo dal Csa, il sindacato autonomo che rappresenta circa la metà dei vigili partenopei, «si è arrivati alla totale mancanza degli stessi».
    Impossibile? Vero. «In pratica insistono Stella e Addeo nelle Unità operative non sono più disponibili blocchetti di verbali da consegnare agli agenti per rilevare le infrazioni. Già mancavano le radio e il personale. Adesso pure i verbali. Si combatte senza strumenti. Siamo di fronte a una seria questione di tenuta della legalità in città. Chiediamo interventi immediati e chiarezza sulle cause di tale inaccettabile situazione». Da Palazzo San Giacomo nessuna risposta ufficiale: qualcuno, ottimista e fiducioso, si spinge a ipotizzare che a fine marzo il sistema delle multe 2.0 entrerà in funzione. Intanto, ai vigili senza blocchetto non resta che il fischietto.
    A Napoli sono finiti i blocchetti per le multe - IlGiornale.it

    La nuova truffa dei bancomat: tessere rubate in aree prelievi
    A Napoli si diffonde una nuova tecnica per sottrarre le carte bancomat. Un apparecchio restituisce vecchie tessere scadute e si tiene quella attiva
    Rachele Nenzi
    Una nuova truffa per sottrarre i bancomat. A Napoli si sta diffondendo un ingengoso metodo per rubare la carta bancomat senza che la vittima possa accorgersene.
    Negli ultimi giorni si sono regstrati almeno 5 casi in diverse zone della città e la diffusione del fenomeno sta allarmando le forze dell'ordine.
    Così rubano il bancomat
    A far scattare le indagini della polizia sono state le denunce di alcune vittime di questo innovativa tipologia di furto. La truffa non riguarda gli sportelli esterni, ma quelli allestiti dentro le banche. Ecco come funziona: quando la vittima predestinata va all'interno di un istituto di credito, per aprire la porta automatica dell'area bancomat interna deve strisciare la carta nell'appostito apparecchio. Per uscire il procedimento è diverso e normalmente basta premere un bottone che apre la porta. I malviventi, però, fanno trovare un altro apparecchio dove introdurre la tessera anche in uscita.
    Ovviamente i malviventi si affidano alla buona fede delle persone e al fatto che spesso seguono dei procedimenti standard. Non tutti quelli che accedono con la tessera alle aree bancomat poi ricordano che per uscire basta premere un pulsante. E così, vedendo l'apparecchio per strisciare la tessea, inseriscono la loro carta bancomat. E così si consuma la truffa. L'apparecchio infatti non restituisce la carta della vittima, ma un'altra scaduta. Come mai in molti non riconoscono che in mano si trovano la tessera di un altra persona? Semplice, perché i malviventi si fanno trovare all'esterno e mettono fretta ai malcapitati. Che così cadono nel tranello. Quello che ancora non è chiaro alla polizia è comen sia possibile che i malviventi riescano anche a sottrarre il pin.
    La nuova truffa dei bancomat: tessere rubate in aree prelievi - IlGiornale.it

    Morto dopo due interventi sbagliati
    tre medici rinviati a giudizio
    L'ospedale di Mercato San Severino
    di Nicola Sorrentino
    CAVA DE' TIRRENI - Dagli ospedali di Mercato San Severino a quello di Cava de’ Tirreni senza che nessuno provvedesse ad operarlo in tempo per una perforazione dell’intestino. Sarebbe morto così Filippo Trapanese, 78enne artigiano e artista del ferro battuto del comune metelliano, deceduto in ospedale lo scorso 8 aprile del 2015. Il gup ha rinviato a giudizio tre medici per omicidio colposo: secondo le indagini della Procura di Nocera Inferiore, i tre avrebbero provocato e poi non rimediato in tempo a quella che fu la causa della morte dell’anziano.
    Tutto iniziò il 9 febbraio scorso, quando il 78enne fu ricoverato all’Uoc di chirurgia generale del Santa Maria Incoronata dell’Olmo di Cava per un trattamento legato a una serie di problemi scaturiti da una forma di colecisti. Il giorno dopo ne fu disposto il trasferimento a Mercato San Severino, nel reparto di endoscopia digestiva. In quella sede, il paziente subì un intervento endoscopico retrogado visionato ed effettuato da due medici. Ma durante l’operazione, - per un «non corretto tecnicismo operatorio» - il duodeno (la parte dell’intestino vicina allo stomaco) fu perforato. Con un nuovo trasferimento all’ospedale di Cava, i medici non avrebbero però diagnosticato in tempo quella lesione, omettendo di intervenire una seconda volta chirurgicamente per rimediare a quanto avvenuto nell’altro ospedale. Secondo una consulenza della Procura, la sepsi (infezione) che scaturì dal primo intervento non fu contrastata efficacemente. Filippo Trapanese fu operato infatti solo il 20 febbraio, morendo a causa di una «sequenza fisiopatologica settica a valenza letifera», il successivo 8 aprile.
    La famiglia denunciò la circostanza ai carabinieri, che dietro delega della Procura nocerina avviarono le indagini con il contestuale sequestro delle cartelle cliniche dell’anziano presso i due ospedali. L’iter medico al quale fu sottoposto il 78enne fu ricostruito da una consulenza medico legale, culminata nell’informativa finale inviata alla Procura. Da lì, l’iscrizione nel registro degli indagati di tre medici, due operativi presso l’ospedale di Mercato San Severino e il terzo, in quello di Cava. L’accusa per i tre fu di cooperazione in omicidio colposo. Due giorni fa, si è celebrata l’udienza preliminare a seguito della richiesta della Procura di rinvio a giudizio. La stessa è stata accolta dal gup Giovanna Pacifico, con la fissazione dell’inizio del dibattimento per i tre professionisti.
    Morto dopo due interventi sbagliati tre medici rinviati a giudizio | Il Mattino

    Dalle mozzarelle di Sandokan jr all'olio di Matteo: la mafia è servita
    Dalle infiltrazioni nel settore ortofrutticolo del clan Piromalli all'olio extra vergine di oliva di Matteo Messina Denaro, fino alle imposizioni della vendita di mozzarelle di bufala del figlio di "Sandokan" dei Casalesi e al controllo del commercio ortofrutticolo della famiglia di Toto'Riina: i più noti clan della criminalità si dividono il business della tavola mettendo le mani sui prodotti simbolo del Made in Italy. E' quanto afferma la Coldiretti che, in occasione della presentazione del rapporto #Agromafie2017, elaborato assieme ad Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare, ha allestito una «tavola delle cosche» con i prodotti frutto dei business dei clan criminali.
    A febbraio scorso - ricorda Coldiretti - i carabinieri del Ros hanno smascherato le attività criminali in Calabria della cosca di 'ndrangheta Piromalli, che controllava la produzione e le esportazioni di agrumi verso gli Stati Uniti. Nello stesso mese hanno confiscato quattro società siciliane operanti nel settore dell'olivicoltura riconducibili a Matteo Messina Denaro e alla famiglia mafiosa di Campobello. Sempre agli inizi di febbraio è stato arrestato Walter Schiavone, figlio del capoclan dei Casalesi Francesco «Sandokan» Schiavone, per aver imposto la fornitura di mozzarella di bufala Dop prodotta da un caseificio di Casal di Principe.
    A novembre scorso la Dia aveva inoltre sequestrato i beni di un imprenditore siciliano considerato lo snodo degli affari che il clan dei Casalesi conduce assieme al fratello di Toto' Riina, Gaetano, per monopolizzare il trasporto di frutta e verdura.
    Dalle mozzarelle di Sandokan jr all'olio di Matteo: la mafia è servita | Il Mattino

    Consulenze folli in Sicilia: "Dodici volte gli stipendi"
    La Corte dei conti denuncia le irregolarità nelle partecipate. Aperte 51 istruttorie sulla sanità
    Lodovica Bulian
    Irregolarità gestionali. Violazioni dei divieti di assunzione. Consulenze facili. Obblighi di trasparenza aggirati.
    Un «fenomeno grave» e una «piaga per la finanza regionale» che nemmeno scandali e cicliche ondate di indignazione riescono a curare. Il buco nero delle partecipate siciliane continua a inghiottire risorse. E nel carrozzone che si alimenta con soldi pubblici ma è sempre a secco, spesso il fine del bene comune sbiadisce negli intrecci tra affari e poltrone. Il quadro dipinto dalla procura della Corte dei Conti all'inaugurazione dell'anno giudiziario offre una bocciatura senza appello alla rete di società controllate della Regione Sicilia. Ma anche alla classe politica, ai gruppi del parlamentino a cui «manca il senso del non sono soldi miei, manca il senso dello Stato», e pure alla sanità, tra errori professionali e finanziari. L'appalto dell'ospedale di Agrigento, per esempio, è costato 12 milioni di danni.
    Ma è l'economia regionale la bestia nera. Nel solo 2016 la magistratura contabile ha aperto 13 istruttorie e scoperchiato un calderone da cui sono emerse «irregolarità» dovute a «risorse pubbliche impiegate per il reclutamento di personale in violazione dei divieti di assunzione e di ogni obbligo di evidenza pubblica». Dentro la giungla delle controllate non c'è solo l'ultimo caso riportato dal Giornale di Riscossione Sicilia, l'ente nato per incassare tasse ma che negli ultimi dieci anni non ne ha riscosse per 52 miliardi di euro. A proposito, perdeva 14 milioni nel 2014, ultimo bilancio pubblicato, ma con la finanziaria presentata all'Ars il governo Crocetta è pronto a iniettarci altri 42,5 milioni, oltre ai 29 già previsti per il prossimo anno. Settanta in due anni per una società che nel 2015 è stata capace di recuperare 480 milioni su 5 miliardi di tributi da riscuotere. Cifre su cui si litiga in questi giorni in commissione Bilancio. Il presidente Vincenzo Vinciullo avverte: «Manca la relazione tecnica che giustifica l'impiego di questi 42 milioni e degli altri 29. Non approveremo poste che non siano motivate e dettagliate. A che servono tutte queste somme?».
    Non c'è solo Riscossione, appunto. L'occhio della procura è caduto su Sicilia Immobiliare Spa, la partecipata creata nel 2006 per «valorizzare» il patrimonio pubblico della Regione. E' già avviata alla liquidazione ma continua a macinare denaro dei contribuenti attraverso consulenze «che superano fino a 12 volte l'importo delle retribuzioni dei dipendenti», ha denunciato il procuratore regionale Giuseppe Aloisio. Si tratta soprattutto di legali esterni ingaggiati per l'assistenza in contenziosi accesi in gran parte contro la stessa controllante, la Regione siciliana. Un circolo vizioso di sprechi, quello dei contenziosi «instaurati dai terzi nei confronti delle società» e dei costi «per consulenze e incarichi conferiti dagli amministratori». «Convocheremo i vertici, chiederemo spiegazioni di queste consulenze e in caso invieremo gli atti in Procura», assicura Vinciullo.
    Intanto il virus della malagestione infetta anche la sanità. Qui le istruttorie aperte sono 51 e contengono «errori sanitari da non imputare solo al personale medico ma anche all'organizzazione delle aziende sanitarie». I problemi riguardano la fornitura di beni e servizi. Come l'appalto per la costruzione dell'ospedale di Agrigento, «realizzato con cemento depotenziato: il danno è di 12 milioni di euro».
    Consulenze folli in Sicilia: "Dodici volte gli stipendi" - IlGiornale.it

  10. #630
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    39,025
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Senti che puzza ...
    shadows likes this.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
Pagina 63 di 66 PrimaPrima ... 1353626364 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
// mettere condizione > 0 per attivare popup
Clicca per votare
Single Sign On provided by vBSSO

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224