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Discussione: Il Baphomet

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    Predefinito Il Baphomet

    Il Bafometto


    Il Baphomet presso una riunione massonica
    Immagine tratta dal sito Wikimedia Upload

    Il Baphômet affiora improvvisamente negli interrogatori del Tribunale della Santa Inquisizione negli anni tra il 1304 e il 1314 tra i capi d’imputazione a carico dei Templari. Ma chi è il Bafometto? Da qualche anno si guarda ai Templari come ai custodi della Sacra Sindone, della quale sarebbero entrati in possesso dopo la Quarta Crociata, del 1204, conclusasi con l'aggressione alla città di Costantinopoli da parte degli stessi crociati.

    Sembra certo che in alcune precettorie si conservassero copie dell’impronta sul sudario. Durante le loro riunioni segrete, i fratelli avrebbero reso omaggio alla Sacra Reliquia che veniva mostrata ripiegata in modo da mettere in evidenza solo il volto, così come avveniva probabilmente nell'antichità con il Mandylion, il telo sul quale era raffigurato il volto di Gesù, venerato dalle comunità cristiane orientali ad Edessa, portato in Occidente dai Cavalieri Templari.

    Questo giustificherebbe una delle accuse rivolte all'Ordine di adorare una "testa barbuta", (l’aggiunta di zampe di caprone o di rospo è successiva, al fine di attribuire al Bafometto sembianze demoniache, poiché tali zampe erano attributi di Satana), tutti i cavalieri l’avrebbero "baciata, adorata e chiamata Salvatore", anche se non si comprende se fosse un’effigie dipinta, una scultura o una testa "vera" imbalsamata.

    A rafforzare questa teoria è il ritrovamento, nel 1945 in Inghilterra, in una chiesa appartenuta anticamente all'Ordine dei Templari, una tavola in legno sulla quale è raffigurato un volto barbuto, molto somigliante all'immagine del volto della Sindone. La tavola in quercia, datata fra il XII ed il XIV, secolo fungeva forse da coperchio di una cassetta: un reliquario per la Sindone? Altro reliquario si dice che fosse nella Casa del Tempio a Parigi dove fu rinvenuta una di queste teste che i templari però non nascondevano. Erano anzi ben visibili e poste su mensole, ma dopo il processo esse sparirono.

    Il Bafometto di Parigi conteneva due ossicini appartenenti ad un cranio umano. A volte cornuta, barbuta, con ali ed ermafrodita, questa figura nell’immaginario popolare ricordava il demonio, ma in realtà era un concentrato di simboli alchemici. Il braccio destro che indica verso l'alto in contrapposizione alla sinistra, che si rifanno alla formula della Tavola Smeraldina di Ermete: "Come in alto, così in basso" La teoria micro-macrocosmica che unifica le leggi che governano il corpo umano e la sua psiche con quelle che governano il pianeta Terra, e queste due con quelle che governano l’intero universo. “Come in alto così in basso”: quello che accade in ogni luogo, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande è soggetto alle stesse regole.

    Sempre sulle braccia appaiono le parole latine SOLVE (sciogli) e COAGULA (unisci). "Solve et Coagula" Formula alchemica per eccellenza, mezzo che gli alchimisti usavano per evolvere e rigenerare se stessi. Solve: rottura degli elementi, dissolvenza delle forzature, degli stati negativi del corpo e della mente per giungere mediante la ripetizione dell'operazione alla Pietra Filosofale. Coagula: coagulazione degli elementi dispersi nel tutto nella fase "solve". La nuova sintesi.

    La figura stessa, in molte rappresentazioni ha caratteri tipicamente androgini. Sesso maschile e seno sviluppato, a testimoniare ancora una volta il dualismo esistente nell’universo , il maschile e il femminile che coesistono nell'Uno, il cielo e la terra, e la stessa natura androgina del Creatore, al tempo stesso uomo e donna. L’idolo infatti era una scatola contenente un segreto alchemico. Questo segreto era costituito da una pietra, o un osso in grado di trasformare in oro e in argenti altri materiali; ovviamente parliamo di “trasformazione alchemica”.

    Bafometto inoltre “parlava” come un oracolo, a causa di una speciale risonanza prodotta nel suo interno. Ai novizi che confessarono, sotto tortura, l’esistenza di Bafometto al processo, era stato detto che da questo idolo derivava ogni potere, anche quello di far fiorire e germogliare le piante. Il popolo inoltre chiamava “teste di Maometto” certi automi o teste semoventi che si pensava fossero possedute dal diavolo. Papa Silvestro II, astrologo e alchimista, aveva portato una di queste teste dalla Spagna, che rispondeva con un si o con un no alle sue domande.

    Pare si trattasse di un automa che funzionava grazie ad un sistema matematico binario. Anche Alberto Magno, maestro di Tommaso d’Aquino, ne possedeva una analoga. La presunta adorazione anticristiana dell'ordine non regge alla critica. I Templari catturati in battaglia venivano uccisi sul posto perché mai si verificò un atto di conversione, che poteva salvargli la vita. Ecco come lo stesso Saladino parla dei Templari: «Voglio purgare la Terra da questi guerrieri immondi che non rinunciano mai alla loro ostilità, non rinnegano mai la loro fede e non saranno mai utili come schiavi».

    Rimane comunque palese un collegamento con il mondo esoterico islamico, che sicuramente influenzò il pensiero di molte migliaia di Crociati e, come è noto, dello stesso Federico tanto che di lui si ritenne di poter dire che fosse un "sultano battezzato".

    Sull'origine del misterioso termine Baphomet sono, in ogni caso, state elaborate numerose teorie, nessuna delle quali provata:

    • Una deformazione latinizzata di Mahomet, una versione medievale europea di Maometto, il nome del profeta dell'Islam. In Linguadoca le moschee erano chiamate baphomeries.

    • Idries Shah, scrittore britannico, autore di numerosi libri di spiritualità e psicologia, propose che Baphomet deriverebbe dal sostantivo arabo, Abu fihama, con il significato di "padre dell'ignoto" e associato con il sufismo.

    • Eliphas Lévi, pseudonimo di Alphonse Louis Constant famoso studioso di esoterismo dell'Ottocento, sosteneva che il termine fosse composto da una serie di abbreviazioni lette al contrario: "Tem. ohp. ab". che prendono origine dal latino Templi omnium hominum pacis abhas, con il significato di “Padre della pace universale tra gli uomini”. Una lettura alternativa potrebbe essere tem. o. h. p. ab. per templi omnium hominum pacis abbas. La traduzione in questo caso è “Abate del tempio della pace dell'umanità”, forse in riferimento ai Templari stessi.

    • Dalle parole greche Baphe e Metis. Le due parole insieme significherebbero "battesimo di saggezza" o “battesimo e iniziazione”, anche interpretabili come "tintura di saggezza" infatti in greco "bafèus" è colui che tinge, che impregna, mentre "met" è abbreviazione di "meter": la madre. Il primo, dunque, è il Grande Inseminatore e la seconda rappresenta il principio femminile, formanti, assieme, l'autosufficiente binomio generatore di tutto.

    • Alcuni pensieri tradizionali vedono nel Bafometto Hiram il sapiente: l’architetto che costruì il tempio di Gerusalemme ai tempi di re Salomone, custode della “parola di passo”, il Verbo! Allegorica è la sua morte, come il viaggio di Orfeo negli Inferi: la “parola di passo” perduta e poi ritrovata, indispensabile per ridare “luce nel Tempio” e a sconfiggere le tenebre della notte.

    • Una corruzione del termine ebraico Behemoth (letteralmente "Bestie", pluralis maiestatis di "behemah"), citata nel libro biblico di Giobbe (40:15) e di Ezra (6:49 e 61).

    • Se tradotto secondo l'Atbash, un cifrario a sostituzione monoalfabetica in cui la prima lettera dell'alfabeto è sostituita con l'ultima, la seconda con la penultima, e così via, "invertendo" l'ordine alfabetico delle lettere, l'origine del termine sarebbe Sophia, la parola greca per Saggezza. “E Maria Maddalena non è in fondo la personificazione della Sophia, la Sapienza Divina?” D’altronde quante interpretazioni si sono date a questa Testa di Vecchio Barbuto: - Il Gran Tutto o Padre Celeste per gli gnostici. - Il Bafometto a due teste: Giano Bifronte e i due Giovanni: Evangelista e Battista. - Giovanni Battista, la cui testa viene portata su un piatto a Salomè. - Il Sole e la Luna nel continuo loro avvicendarsi. - Il Vecchio Barbuto che si specchia entro il sigillo di Salomone nel triangolo con la punta verso il basso, ed il tutto è attorniato dall’Uroboros, dal serpente che si morde la coda: in pratica la ricerca interiore .

    Insomma, chi è Bafometto? Queste poche pagine di sicuro non ce lo spiegano, ma se come molte volte, magari sotto forma diversa, abbiamo letto del Bafometto come la ricerca della saggezza, il cammino verso la luce, una crescita personale, una ricerca interiore che mira a migliorare noi stessi. Cercandolo, non lo abbiamo già in parte trovato?

    http://www.templaridibari.it - Il Bafometto
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 20-09-13 alle 01:00
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

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    Predefinito Re: Il Baphomet

    Riporto uno stralcio dal volume Misteri di Torino (M. Poltronieri - E. Fazioli).



    Si riteneva che i Templari adorassero un idolo demoniaco, il Baphomet, raccontato come una testa barbuta d'uomo che era in grado di conferire a chi l'adorava poteri occulti enormi, tra cui il modo per ottenere la ricchezza, fare fiorire e germogliare le piante, dare fertilità. Tutti questi attributi erano legati al Graal, sulla cui letteratura si innestarono molti temi derivati dai Templari. Su questa idolatria, si sono fornite molte versioni, anche per via delle troppe confessioni che ne parlano, per cui è presumibile che questa immagine non fosse solo un'invenzione dell'Inquisizione per accusarli.

    Secondo alcune fonti, il Baphomet sarebbe associato a una scultura simbolica demoniaca, che si trovava nelle loro sedi. Altri parlano di un'associazione o deformazione della parola araba Mohamet in lingua provenzale, Baphomet-Bafometto-Maometto, che ribadirebbe i contatti con la fede islamica, o ancora, una derivazione della parola araba abufihamet, nella Spagna moresca bufihimat, in altre parole, Padre della Conoscenza o della Sapienza, indicando forse un principio divino.

    Eliphas Lévi utilizzò la sua sapienza cabalistica per leggere il nome dell'idolo in senso inverso, ottenendo Tem Oph Ab, abbreviazione di TEMpli Omnium Pacis Hominum ABbas, col significato di Padre del Tempio della pace universale.
    Nel processo alchemico, vi è un'operazione che è chiamata Caput Mortum, in altre parole, testa di morto, essa è la Nigredo o Putrefatio; in questo caso, l'estrema bruttezza della testa richiamerebbe il momento della distacco della parte materiale da quella spirituale, ravvisata in un'immagine di mostruosità volgare e nauseante.

    Si può continuare con il lungo elenco di attribuzioni che vedono nel Baphomet la venerazione per la testa di Hugues de Payen, fondatore dei Templari; il collegamento con la sacra Sindone di Torino, che sembra essere stata realmente in possesso dell'Ordine fra il 1204 e 1307, e poteva essere custodita ripiegata su se stessa, per cui mettere in evidenza solo la testa; la connessione con Giovanni il Battista, affermando, in questa direzione, il legame tra i Templari e l'eresia giovannita o mandea, cosa che spiegherebbe il rinnegamento di Cristo.

    Per il celebre alchimista Fulcanelli, la figura rappresenta la fusione mistica degli elementi dell'Opera, simboleggiati dalle corna, che evocano la falce lunare poste sulla testa solare. Probabilmente, all'inizio della sua rappresentazione era costituito da un triangolo isoscele dal vertice orientato verso il basso, geroglifico dell'acqua che, secondo Talete di Mileto, fu il primo elemento ad essere creato. Un secondo triangolo simile, ma contrario rispetto al primo e più piccolo, si inscriveva al centro e occupava lo spazio in relazione al naso nella faccia umana. Questo triangolo rappresentava il Fuoco e più precisamente il fuoco contenuto nell'acqua, la scintilla divina che penetra nella materia. Sulla base capovolta del grande triangolo era posta la lettera latina H, però più larga, con la barra centrale tagliata da un cerchio mediano. Questo segno ermetico rappresenta lo Spirito universale e cioè Dio stesso. Sempre all'interno del triangolo grande era segnato a sinistra il cerchio lunare a spicchio e a destra il cerchio solare con al centro il punto apparente. Questi due ultimi segni erano posti come se fossero gli occhi del volto umano. Infine, alla base del piccolo triangolo interno, la croce messa sul globo rappresentava il duplice segno dello zolfo, principio attivo associato al Mercurio, principio passivo e solvente di tutti i metalli. Spesso, un segmento più o meno lungo, posto al vertice del triangolo si divideva in linee verticali, che simulavano una sorta di barbetta. Ciò spiegherebbe le diversità delle descrizioni che sono state fatte del Baphomet, che lo vedono come testa di morto con l'aureola, come bucranio, talvolta con la testa dell'egizio Api, o di un capro o addirittura come Satana e da ciò si collegarono anche le innumerevoli accuse di stregoneria che dovettero subire gli adoratori di questa strana creatura.




    Nella pura espressione ermetica, la parola Baphomet deriva dalle radici greche tintore e luna. La parola luna è in relazione con il termine greco che significa genitivo, madre o matrice. Da ciò si evince che la Luna è la vera madre e matrice mercuriale che riceve la tintura o sperma dello zolfo, che rappresenta il maschio, il tintore, nella generazione metallica. Ciò si collega al battesimo simbolico di Meti in quanto la parola latina Bapheus significa tintore, e il verbo meto raccogliere e mietere. Nel loro insieme, indicherebbero, quindi, la capacità del Mercurio o Luna dei Saggi di cogliere e captare la tintura prodotta durante il processo alchemico: una sorta di Graal.

    L'accademico tedesco Nicolai dà un'interpretazione leggermente diversa: "Baphomet che potrebbe essere tradotto in Battesimo di Meti è in relazione a un rito realmente esistito tra gli Ofiti. Infatti Meti era una divinità androgina che rappresentava la Natura naturante. Proclus dice testualmente che Metis, chiamata anche Natura germinans, era il dio ermafrodita degli adoratori del Serpente. Sappiamo che anche gli Elleni indicavano col nome Metis, la Prudenza, venerata come sposa di Giove. Questa discussione filologica dimostra in modo incontestabile che il Baphomet era l'espressione pagana del dio Pan. Ora, come i Templari, gli Ofiti avevano due battesimi: uno, quello dell'acqua, o essoterico; l'altro esoterico, quello dello spirito e del fuoco. Quest'ultimo si chiamava Battesimo di Meti, che divenne poi il battesimo della luce dei Frammassoni..."


    Da Misteri di Torino, Morena Poltronieri - Ernesto Fazioli (Hermatena edizioni - pagine 23 e 24)

 

 

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