Alla ricerca della pietra filosofale


Se l’Italia fosse un paese normale oggi commenteremmo la crisi di governo. Il leader di un partito di maggioranza viene condannato, i suoi alleati ne votano la decadenza da senatore e lui si professa innocente e vittima di una persecuzione. Lo stesso presidente del consiglio interviene per ricordare che viviamo in uno Stato di diritto e che nessuno viene perseguitato dalle procure. Come si può restare alleati di Berlusconi dopo che il suo stesso partito, il Pdl prossimo a tornare Forza Italia, ne ha difeso le prerogative? Se il Pd ed il presidente del Consiglio sono davvero convinti che la magistratura abbia ragione, dovrebbero aprire loro la crisi, perché il ribellismo del Pdl-Forza Italia mette in questione lo stesso ordinamento democratico. Questo, se l’Italia fosse un paese normale. Invece essendo un paese di alchimisti, nessuno bada alla natura delle cose e si cerca la pietra filosofale. Separa un elemento da un altro e forse il governo potrà andare avanti lo stesso, con chi invita alla lotta e chi applaude ai magistrati. Lo spettacolo sarebbe tollerabile se almeno si sapesse in che direzione procedere, perché il magnifico piano elaborato dal governo Letta, una minore austerità per favorire la ripresa, ha subito un bell’intoppo. Quello rappresentato dalla Commissione europea che dà i suoi consigli, e questi possono anche essere ignorati, ma non si possono poi ignorare anche i conti che devono risultare esatti. Purtroppo, tra abolizione dell’Imu e mancato aumento dell’Iva, i conti italiani non tornano affatto. Possiamo anche contestare ogni giorno la politica di Angela Merkel, la Bce e quant’altro dicendo che con il loro rigore affossano tutti, ma non sono la Merkel e la Bce che hanno votato la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio. Quello lo ha fatto il Parlamento italiano, Pd e Pdl. Per cui davvero è difficile capire cosa si voglia ora dalla Merkel e dalla Bce. Dobbiamo rispettare la nostra Costituzione per quanto astrusa sia diventata a forza di taglia e incolla. Allora si scopre come non solo sulle vicende di Berlusconi, Pd e Pdl siano divisi, ma anche su cosa bisogna fare per rispettare i parametri. Il sottosegretario all’Economia Fassina ha subito detto, con delle ragioni, che bisogna rivedere l’Imu ed evitare di aumentare l’Iva. Solo che al Pdl potrebbero anche lasciar andare in galera Berlusconi, ma non mantenere l’Imu e quindi si sono rifugiati dietro il professor Giavazzi: un 5 per cento di tagli alle spese in modo da rientrare dall’abolizione dell’Imu. Solo che al Pd, da quando hanno scoperto il Nobel Krugman, se gli parli di tagli alle spese, è come insultargli Lenin ai tempi di Berlinguer. C’è il tentativo ambiziosissimo di chiamare investitori stranieri in Italia, nemmeno non si accorgessero che le nostre imprese desiderino andarsene, chissà perché.
Morale, il povero ministro Saccomanni rischia di presentare una Legge di Stabilità guazzabuglio, che potrebbe persino venir rigettata dall’Unione europea, tanto da non escludere una nuova procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. A quel punto, oramai manca poco, Pd e Pdl dovranno prendere atto del disastro avvenuto. Le reciproche nature prevarranno e della “pietra filosofale” rimarrà quello che tutti gli alchimisti hanno alla fine dovuto riconoscere loro malgrado. Di trovarsi in mano una pomice qualsiasi.


La crisi evitata | : Alla ricerca della pietra filosofaleLa Voce Repubblicana