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    Predefinito "Assaggiavo i pasti di Hitler e vi dico che era vegetariano."

    "Assaggiavo i pasti di Hitler e vi dico che era vegetariano" - IlGiornale.it
    "Assaggiavo i pasti di Hitler e vi dico che era vegetariano"

    "Ogni volta avevo il terrore di rimanere avvelenata". Carne e pesce erano banditi lui venerava gli animali
    [COLOR=#555555 !important]Erica Orsini - Ven, 15/02/2013 - 077
    [/COLOR]
    Mangiava verso l'una Hitler, solo verdura e frutta, in base ad uno stretto regime vegetariano. Delicatezze introvabili in tempi di guerra. Asparagi e piselli tenerissimi, peperoni dolci accompagnati da riso e insalate. A descrivere nel dettaglio i pasti del dittatore nazista è Margot Woelk, l'unica assaggiatrice ufficiale del Kaiser rimasta in vita. A novantacinque anni, questa signora ancora capace di sfoggiare un trucco marcato e un caschetto di capelli color argento, ha consegnato per la prima volta ai giornali britannici le memorie dei due anni della sua vita trascorsi a seguito del Führer, della sua amante Eva Braun e dei suoi più stretti collaboratori. Margot faceva parte di una vera e propria «squadra», il cui unico compito consisteva nell'assaggiare il cibo destinato alla tavola hitleriana in modo da sventare eventuali tentativi di avvelenamento. Dopo l'evacuazione di Berlino, la signora fu portata dalle SS nel quartier generale hitleriano sul fronte occidentale, nell'attuale villaggio polacco di Parcz. A quel tempo suo marito era al fronte e Margot avrebbe dovuto vivere con la sua suocera, invece si ritrovò a far da scudo ad Hitler. Un incarico che ricorda come fosse ieri e che sembra suscitare ancora sentimenti contrastanti. Il terrore di morire, la sorpresa per quella dieta da cui ogni genere di carne animale era bandita, forse l'inconfessabile attesa di un pasto decente. «Eravamo tutti spaventati- ha raccontato al Times - se quel cibo fosse stato avvelenato non sarei qui oggi. Eravamo costretti a mangiarlo, non ci era stata data una scelta». I pasti venivano assaggiati tra le 11 e le 12, poi venivano serviti soltanto dopo un'ora in modo da essere certi che nessun veleno vi fosse stato aggiunto. Margot doveva essere disponibile ogni giorno, ma veniva chiamata soltanto quando arrivava il treno personale di Hitler. Così, mentre milioni di ebrei venivano massacrati nei campi di concentramento di mezza Europa, Hitler si nutriva d'insalata per risparmiare la sofferenza ad ogni genere animale. La signora Woelk non ricorda infatti di aver mai toccato alcun tipo di carne o di pesce. Il trattamento di favore riservato alle bestie rispetto agli esseri umani emerge più di una volta come parte integrante della lucida schizofrenia nazista. Basti pensare che nel 1933, quando il partito nazista salì al potere, in Germania vennero promulgate diverse leggi per la protezione degli animali, alcune delle quali rimangono vigenti ancora oggi come viene raccontato dalla rivista Psichology Today. «Chi maltrattava un cucciolo poteva venir condannato a due anni di prigione - si legge in un articolo del 2011 - e sempre i nazisti misero al bando la produzione di foie gras e proibirono il taglio senza anestesia delle orecchie e della coda dei cani. Allo stesso tempo anche le ricerche scientifiche sugli animali troppo invasive vennero limitate al minimo necessario». Un protezionismo capace di spingersi a livelli ossessivi soprattutto se rapportato allo sterminio di sei milione di ebrei. Mentre i loro padroni venivano trasportati ai campi di sterminio, sui cani degli ebrei si praticava l'eutanasia dolce, per ucciderli senza che soffrissero. Margot Woelk riuscì a salvarsi nel 1944, grazie all'aiuto di un ufficiale tedesco e scappò a Berlino nascosta a bordo del treno di Joseph Goebbels dopo che Hitler aveva già abbandonato il quartiere generale.


    Ultima modifica di Avanguardia; 22-09-13 alle 14:39
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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  2. #2
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    Predefinito Re: "Assaggiavo i pasti di Hitler e vi dico che era vegetariano."

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Così, mentre milioni di ebrei venivano massacrati nei campi di concentramento di mezza Europa, Hitler si nutriva d'insalata per risparmiare la sofferenza ad ogni genere animale. Il trattamento di favore riservato alle bestie rispetto agli esseri umani emerge più di una volta come parte integrante della lucida schizofrenia nazista. Un protezionismo capace di spingersi a livelli ossessivi soprattutto se rapportato allo sterminio di sei milione di ebrei. Mentre i loro padroni venivano trasportati ai campi di sterminio, sui cani degli ebrei si praticava l'eutanasia dolce, per ucciderli senza che soffrissero.
    perchè posti ste robbacce Avanguardia?
    ...vivono tutte ancora le isole madri di Eroi
    ogni anno rifioriscono...


  3. #3
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    Predefinito Re: "Assaggiavo i pasti di Hitler e vi dico che era vegetariano."

    Avete visto che era una persona buona
    "Non c'è amore più grande di chi dona la vita per gli amici" (Gv 15,13)

  4. #4
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    Predefinito Re: "Assaggiavo i pasti di Hitler e vi dico che era vegetariano."

    Citazione Originariamente Scritto da -Caligola- Visualizza Messaggio
    perchè posti ste robbacce Avanguardia?
    Statti zitto che a me sta roba piace
    "Non c'è amore più grande di chi dona la vita per gli amici" (Gv 15,13)

  5. #5
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    Predefinito Re: "Assaggiavo i pasti di Hitler e vi dico che era vegetariano."

    Citazione Originariamente Scritto da -Caligola- Visualizza Messaggio
    perchè posti ste robbacce Avanguardia?
    L' articolo, inserito prima da Majorana su quella discussione che da giorni assorbe le scritture su questo forum, presenta informazioni interessanti al punto da indurmi a crearvi un 3D a parte. Sia, quando certe notizie arrivano da una fonte anti-fascista o comunque di sistema, assumono un rilievo, un carattere doppio almeno di veridicità, perché vuol dire che sono talmente lampanti da fingere di ignorarle.
    Adesso fate i bravi, che vado un paio d' ore al mare.
    Ultima modifica di Majorana; 22-09-13 alle 17:20
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  6. #6
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    Predefinito Re: "Assaggiavo i pasti di Hitler e vi dico che era vegetariano."

    Citazione Originariamente Scritto da AgnusDei Visualizza Messaggio
    Avete visto che era una persona buona
    Un cattolico filo-nazista debbo ammettere che è alquanto contradditorio, considerando gli aspetti profondamente paganeggianti, gnostici visceralmente anticristiani (Hitler stesso auspicò la distruzione della Chiesa Cattolica), del nazionalsocialismo tedesco.

    Per il resto, questo non significa che si debba sostenere la feccia liberale o comunista. Una via di mezzo esiste: il Fascismo, in particolare la sua manifestazione falangista spagnola e portoghese, che è riuscito a conciliare le istanze socialiste nazionali con quelle cattoliche.
    Ultima modifica di Ceslom; 22-09-13 alle 16:17

  7. #7
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    Predefinito Re: "Assaggiavo i pasti di Hitler e vi dico che era vegetariano."

    Come ho detto nel 3d sui vegani, tutti sappiamo che Hitler seguiva la dieta vegetariana, ma non è chiaro perché lo facesse: se per convinzione o soltanto su indicazione medica. In molti infatti, vegans tra tutti che vorrebbero scrollarsi di dosso la figura di Hitler, smentiscono la dieta del Fuhrer come scelta morale.

    Lo confermerebbe anche una lettera nel 1911 dove Hitler parla proprio della sua cura seguendo una dieta a base di vegetali.

    Ad ogni modo, questo sito di vegetariani in italiano riporta informazioni che si possono trovare anche presso la Vegetarier-Bund Deutschlands:

     

    1. La Vegetarier-Bund (Società Vegetariana Tedesca), fondata nel 1892, venne soppressa dal regime nazista (riaprì nel 1946). Chiusura bizzarra, se Hitler ne fosse stato un sostenitore.

    2. La politica hitleriana non promosse mai il vegetarismo, né a beneficio della salute pubblica, né per motivi etici. Il non promuovere pubblicamente questa sana alimentazione è significativo, da parte di un leader che rinforzò rigorosamente altre politiche salutiste, come una legislazione che condannava il fumo e l'inquinamento, o le misure a tutela delle donne in gravidanza e partorienti.

    3. Hitler non era vegetariano; furono i suoi medici a prescrivergli occasionalmente - per migliorare le condizioni della sua salute - di seguire una dieta priva di carne. Il Ministro della Propaganda, Goebbels, manipolò questo fatto per spingere il pubblico a considerare il Fuerer come un Santo, come il vegetariano - loro contemporaneo - Mohandas K. Gandhi. In realtà, Gandhi fu l'esatto opposto di Hitler anche in questo, dato che i medici, per migliorare la sua salute, gli consigliavano di bere brodo di carne. Mentre Gandhi rifiutò, Hitler si lamentava delle prescrizioni dei suoi medici e si spacciava per vegetariano nonostante mangiasse ravioli al ragù.

    4. Il materiale biografico descrive spesso Hitler come un "vegetariano" con un debole particolare per salse carnee, caviale e prosciutti.

    Il biografo John Toland ("Adolf Hitler"), riporta che l'alimentazione di Hitler, quand'era studente, consisteva in "latte, pasticci di carne e pane."

    Un altro suo famoso biografo, Robert Payne ("The Life and Death of Adolf Hitler"), afferma che quella del vegetarismo fu una deliberata montatura, veicolata dai nazisti per dipingere Hitler come figura pura e dedita al bene.

    Payne scrive: "L'ascetismo di Hitler aveva un ruolo importante nella sua immagine pubblica in Germania. Secondo una leggenda ampiamente diffusa, non fumava, era astemio e non frequentava donne. Soltanto la prima affermazione era veritiera. Beveva spesso birra e vino, aveva una predilezione particolare per le salse a base carnea bavaresi e prese moglie... il suo ascetismo era una finzione inventata dal Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels, per enfatizzarne la dedizione totale, l'autocontrollo e la distanza che lo separava dagli altri uomini...".

    Il Professor Rynn Berry ha recensito "The Heretics Feast" (un libro che alimenta la leggenda di Hitler vegetariano) con queste parole:

    "Mentre è vero che i medici di Hitler gli prescrissero una dieta vegetariana per curarne la flatulenza ed un disturbo cronico dello stomaco, diversi tra i suoi biografi, come Albert Speer, Robert Payne, John Toland ed altri, riportano la sua predilezione per salse a base di carne e carni trattate. Anche Spencer sostiene che Hitler divenne vegetariano soltanto a partire dal 1931: 'Si potrebbe affermare che dal 1931 seguì una dieta vegetariana, ma la trasgrediva in alcune occasioni' ".

    Quando si suicidò in un bunker, nel 1945, aveva 56 anni; sarebbe quindi stato vegetariano per 14 anni. A dimostrare il contrario, esiste la testimonianza di Dione Lucas, la donna che fu la sua cuoca personale ad Amburgo, verso la fine degli anni Trenta. Nel suo libro "Gourmet Cooking School Cookbook," riporta che il suo piatto preferito - quello che richiedeva abitualmente - era il piccione farcito. "Non vorrei farvi passare la voglia di mangiarlo, ma potrebbe interessarvi sapere che il piccione farcito era in assoluto il piatto preferito del signor Hitler, che cenava spesso in quest'hotel."

    Concludiamo citando un libro assai interessante e sicuramente non di parte: "The Medical Casebook of Adolf Hitler" (Leonard e Renate Heston, William Kimber & Co, 1979). Basato su materiale tratto da archivi medici tedeschi dell'epoca, chiarisce esaurientemente tanto le abitudini alimentari di Hitler quanto le loro motivazioni: "Dall'inizio degli anni 30, Adolf Hitler cominciò a soffrire di crampi ed acuti dolori nella parte destra dell'addome. Il dolore lo colpiva poco dopo i pasti. Quando ciò accadeva, Hitler generalmente lasciava la tavola. A volte tornava dopo che 'era passata la crisi', come narra Albert Speer, altre volte non tornava affatto... All'epoca, aveva quarant'anni e non era mai stato seriamente malato... nessuno avrebbe potuto convincerlo a sottoporsi a degli esami per questi dolori addominali... si curò da solo... Indubbiamente a causa dei dolori provocatigli da alcuni cibi, eliminò pasticci elaborati e carni, continuando ad eliminare alimenti fino a limitare la sua dieta a vegetali e cereali - un cambiamento significativo, in un uomo famoso come goloso di dolci e pasticcini..."

    Esiste un'altra leggenda, secondo la quale i nazisti erano contrari alla vivisezione. In effetti, vararono una presunta legge antivivisezionista, nel 1933. La rivista medica inglese Lancet la recensì nel 1934, ammonendo gli antivivisezionisti a non celebrarla, perché questa legge nazista non differiva affatto da una legge inglese risalente al 1876, che all'epoca ancora regolamentava alcuni esperimenti su animali, ma non li vietava affatto. Esistono prove schiaccianti di come i medici nazisti continuarono a condurre su animali un'enorme quantità di esperimenti. In "The Dark Face of Science," di John Vyan vengono riassunti così: "Gli esperimenti condotti sui prigionieri furono molti e di diversa natura, ma avevano tutti una caratteristica in comune: ciascuno rappresentavano una continuazione di esperimenti condotti su animali, o ne era complementari. Per ogni esperimento, veniva citata in evidenza la letteratura [vivisezionista] antecedente e nei campi di concentramento di Buchenvald ed Auschwitz vennero portati avanti esperimenti simultaneamente su umani ed animali, come parte di un unico programma."
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
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    Predefinito Re: "Assaggiavo i pasti di Hitler e vi dico che era vegetariano."

    Citazione Originariamente Scritto da RibelleInEsilio Visualizza Messaggio
    Come ho detto nel 3d sui vegani, tutti sappiamo che Hitler seguiva la dieta vegetariana, ma non è chiaro perché lo facesse: se per convinzione o soltanto su indicazione medica. In molti infatti, vegans tra tutti che vorrebbero scrollarsi di dosso la figura di Hitler, smentiscono la dieta del Fuhrer come scelta morale.

    Lo confermerebbe anche una lettera nel 1911 dove Hitler parla proprio della sua cura seguendo una dieta a base di vegetali.

    Ad ogni modo, questo sito di vegetariani in italiano riporta informazioni che si possono trovare anche presso la Vegetarier-Bund Deutschlands:

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    1. La Vegetarier-Bund (Società Vegetariana Tedesca), fondata nel 1892, venne soppressa dal regime nazista (riaprì nel 1946). Chiusura bizzarra, se Hitler ne fosse stato un sostenitore.

    2. La politica hitleriana non promosse mai il vegetarismo, né a beneficio della salute pubblica, né per motivi etici. Il non promuovere pubblicamente questa sana alimentazione è significativo, da parte di un leader che rinforzò rigorosamente altre politiche salutiste, come una legislazione che condannava il fumo e l'inquinamento, o le misure a tutela delle donne in gravidanza e partorienti.

    3. Hitler non era vegetariano; furono i suoi medici a prescrivergli occasionalmente - per migliorare le condizioni della sua salute - di seguire una dieta priva di carne. Il Ministro della Propaganda, Goebbels, manipolò questo fatto per spingere il pubblico a considerare il Fuerer come un Santo, come il vegetariano - loro contemporaneo - Mohandas K. Gandhi. In realtà, Gandhi fu l'esatto opposto di Hitler anche in questo, dato che i medici, per migliorare la sua salute, gli consigliavano di bere brodo di carne. Mentre Gandhi rifiutò, Hitler si lamentava delle prescrizioni dei suoi medici e si spacciava per vegetariano nonostante mangiasse ravioli al ragù.

    4. Il materiale biografico descrive spesso Hitler come un "vegetariano" con un debole particolare per salse carnee, caviale e prosciutti.

    Il biografo John Toland ("Adolf Hitler"), riporta che l'alimentazione di Hitler, quand'era studente, consisteva in "latte, pasticci di carne e pane."

    Un altro suo famoso biografo, Robert Payne ("The Life and Death of Adolf Hitler"), afferma che quella del vegetarismo fu una deliberata montatura, veicolata dai nazisti per dipingere Hitler come figura pura e dedita al bene.

    Payne scrive: "L'ascetismo di Hitler aveva un ruolo importante nella sua immagine pubblica in Germania. Secondo una leggenda ampiamente diffusa, non fumava, era astemio e non frequentava donne. Soltanto la prima affermazione era veritiera. Beveva spesso birra e vino, aveva una predilezione particolare per le salse a base carnea bavaresi e prese moglie... il suo ascetismo era una finzione inventata dal Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels, per enfatizzarne la dedizione totale, l'autocontrollo e la distanza che lo separava dagli altri uomini...".

    Il Professor Rynn Berry ha recensito "The Heretics Feast" (un libro che alimenta la leggenda di Hitler vegetariano) con queste parole:

    "Mentre è vero che i medici di Hitler gli prescrissero una dieta vegetariana per curarne la flatulenza ed un disturbo cronico dello stomaco, diversi tra i suoi biografi, come Albert Speer, Robert Payne, John Toland ed altri, riportano la sua predilezione per salse a base di carne e carni trattate. Anche Spencer sostiene che Hitler divenne vegetariano soltanto a partire dal 1931: 'Si potrebbe affermare che dal 1931 seguì una dieta vegetariana, ma la trasgrediva in alcune occasioni' ".

    Quando si suicidò in un bunker, nel 1945, aveva 56 anni; sarebbe quindi stato vegetariano per 14 anni. A dimostrare il contrario, esiste la testimonianza di Dione Lucas, la donna che fu la sua cuoca personale ad Amburgo, verso la fine degli anni Trenta. Nel suo libro "Gourmet Cooking School Cookbook," riporta che il suo piatto preferito - quello che richiedeva abitualmente - era il piccione farcito. "Non vorrei farvi passare la voglia di mangiarlo, ma potrebbe interessarvi sapere che il piccione farcito era in assoluto il piatto preferito del signor Hitler, che cenava spesso in quest'hotel."

    Concludiamo citando un libro assai interessante e sicuramente non di parte: "The Medical Casebook of Adolf Hitler" (Leonard e Renate Heston, William Kimber & Co, 1979). Basato su materiale tratto da archivi medici tedeschi dell'epoca, chiarisce esaurientemente tanto le abitudini alimentari di Hitler quanto le loro motivazioni: "Dall'inizio degli anni 30, Adolf Hitler cominciò a soffrire di crampi ed acuti dolori nella parte destra dell'addome. Il dolore lo colpiva poco dopo i pasti. Quando ciò accadeva, Hitler generalmente lasciava la tavola. A volte tornava dopo che 'era passata la crisi', come narra Albert Speer, altre volte non tornava affatto... All'epoca, aveva quarant'anni e non era mai stato seriamente malato... nessuno avrebbe potuto convincerlo a sottoporsi a degli esami per questi dolori addominali... si curò da solo... Indubbiamente a causa dei dolori provocatigli da alcuni cibi, eliminò pasticci elaborati e carni, continuando ad eliminare alimenti fino a limitare la sua dieta a vegetali e cereali - un cambiamento significativo, in un uomo famoso come goloso di dolci e pasticcini..."

    Esiste un'altra leggenda, secondo la quale i nazisti erano contrari alla vivisezione. In effetti, vararono una presunta legge antivivisezionista, nel 1933. La rivista medica inglese Lancet la recensì nel 1934, ammonendo gli antivivisezionisti a non celebrarla, perché questa legge nazista non differiva affatto da una legge inglese risalente al 1876, che all'epoca ancora regolamentava alcuni esperimenti su animali, ma non li vietava affatto. Esistono prove schiaccianti di come i medici nazisti continuarono a condurre su animali un'enorme quantità di esperimenti. In "The Dark Face of Science," di John Vyan vengono riassunti così: "Gli esperimenti condotti sui prigionieri furono molti e di diversa natura, ma avevano tutti una caratteristica in comune: ciascuno rappresentavano una continuazione di esperimenti condotti su animali, o ne era complementari. Per ogni esperimento, veniva citata in evidenza la letteratura [vivisezionista] antecedente e nei campi di concentramento di Buchenvald ed Auschwitz vennero portati avanti esperimenti simultaneamente su umani ed animali, come parte di un unico programma."

    Evita di farti stuprare il cervello da certe scemenze.

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