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Discussione: Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

  1. #1
    Si ccapsciut cazz p fcazz
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    Predefinito Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

    Il Governo vara il Def, Saccomanni: nel 2014 crescita dell'1%, nel 2017 spread 100

    Letta: infranto 3% deficit/pil per l'instabilità politica. Ma rispetteremo impegni Ue


    "C'è l'impegno a stare sotto il 3% alla fine dell'anno. C'è l'impegno confermato di mantenere i patti presi con i partner europei e con l'Unione europea". Lo ha detto il premier, riferendosi alla nota di aggiornamento del Def che ha avuto il via libera del Cdm. Ma i numeri del Tesoro attualmente indicano il rapporto deficit/pil intorno al 3,1%: soprattutto, ha sostenuto il premier, "a causa dell'instabilità politica delle ultime settimane" che ha bloccato il percorso al ribasso di tassi di interesse sui titoli del debito pubblico.


    Nella nota di aggiornamento al Def le stime del Pil per il 2013 sono riviste al ribasso rispetto ad aprile: -1,7%. Lo conferma il ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, uscendo da Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri, affermando inoltre che il dato tendenziale per il deficit è superiore al 3% del Pil.

    Saccomanni: correzione rapida
    "E' importante che questo lieve scostamento del deficit venga corretto rapidamente". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Cdm che ha dato il via libera alla nota di aggiornamento al Def. La stima del rapporto deficit/Pil per il 2013 è fissata a 3,1%.


    Ripresa nel 2014
    Il ritmo di crescita del Pil italiano per il 2014 a +1% è una stima "realistica", ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni.
    "Prevediamo per il 2014 un tasso di crescita dell'1% che è leggermente superiore a quella stimata dai principali previsori. Non è una valutazione euforica o triofalistica, ma realistica", ha affermato Saccomanni. Il processo di riforme strutturali in atto, ha aggiunto, "ci porta ad arrivare quasi al 2% di crescita nell'arco del periodo previsionale. Ci mette su un sentiero di crescita migliore rispetto a prima della crisi".
    Nel Def, ha proseguito Saccomanni, "abbiamo valutato con grande attenzione l'impatto delle riforme strutturali già prese. Hanno un effetto positivo sul potenziale di crescita dell'economia italiana. Dal governo precedente c'era una valutazione prudenziale delle riforme fatte".
    Nessuna manovra autunnale
    "Il deficit quest'anno sara pari al 3,1%, ma c'è l'impegno di stare sotto il 3% a fine anno. Il passaggio riguarda un aggiustamento dello 0,1% che è alla portata e non necessiterà di interventi rilevanti", ha detto Letta.

    "La legge di stabilità sarà il cuore dell'impegno del governo" e del rilancio della crescita, ha detto il premier, Enrico Letta, nella conferenza stampa al termine della riunione del CdM.

    Nel 2013 1,7 miliardi di tagli alla spesa pubblica
    Gli obiettivi fissati nella Nota di aggiornamento del Def "sono tutti raggiungibili, a patto che ci sia la volontà e la stabilità politica", ha ribadito il premier Enrico Letta, nella conferenza stampa al termine del Cdm, assicurando che "la nostra volontà c'è tutta".
    Dunque "il messaggio politico che vogliamo lanciare è che siamo determinatissimi a superare queste difficoltà e a mantenere gli impegni per convincere i nostri partner a darci fiducia e a far calare i tassi", invitando tutti gli attori politici alla "responsabilità".

    Saccomanni: spread a 100 punti nel 2017
    "Ipotizziamo una graduale riduzione dello spread e dei tassi di interesse che ci dovrebbe portare a 100 punti base sopra i tassi tedeschi a fine periodo". Cosi' il
    ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni ha indicato la riduzione prevista nel Def dei tassi di interesse italiani. Il risultato sarà raggiunto nel 2017, perché il Documento di Economia e Finanza indica stime per un quinquennio, partendo dal 2013.

    Quanto ci costa il debito pubblico in interessi
    "La spesa per interessi sul debito pubblico è stimata per il 2013 in 84 miliardi di euro". E' quanto si legge in una nota diramata da palazzo Chigi al termine della riunione del Consiglio dei ministri, che ha dato il via libera alla nota di aggiornamento al Def.



    Letta: infranto 3% deficit/pil per l'instabilità politica. Ma rispetteremo impegni Ue

    Deficit, Rehn: due anni a Spagna e Francia. E all'Italia chiede riforme



    Due anni in più di tempo per Francia e Spagna e rigore e riforme da parte dell'Italia. Questo è in definitiva il bilancio tracciato dal commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olii Rehn, durante la presentazione del bilancio di primavera di Bruxelles.

    La previsione economica per l'Italia è positiva: la Commissione Ue, infatti, è convinta che l'Italia riuscirà a breve ad uscire dalla procedura di deficit eccessivo, passando da un disavanzo del 3,0% del Pil nel 2012 al 2,9% nel 2013, e addirittura al 2,5% nel 2014. La stima tiene in considerzione la decisione del governo di sbloccare il pagamento dei debiti arretrati della Pubblica Amministrazione - 40 miliardi da distribuire per i prossimi 2 anni - e la speranza che il nuovo governo Letta finanzierà in modo adeguato la sospensione dell'Imu.
    Ridurre il disavanzo, per Rehn, è necessario, ma lo è anche il rilancio dell'economia nazionale, in modo da ridurre un altro dato allarmante, quello della disoccupazione - stimata al 12,2% nel 2014 - e quello del debito, previsto per il prossimo anno al 132,2% del Pil.

    "Il deficit sotto il 3% facilita la chiusura della procedura per l'Italia", ha detto Rehn, ma ha anche avvertito che al momento per questo Paese "non ci sono segni di ripresa a breve" e che il Pil "continua a contrarsi", portandosi a -1,3% per il 2013 e +0,7% nel 2014, ”sulla base di persistente incertezza, continua difficoltà di accesso al credito e fiducia di imprese e consumatori ancora negativa”. Perciò, continua il commissario Ue, "è essenziale che l'Italia proceda con le riforme strutturali e gli impegni di consolidamento presi con l'Ue".
    Bruxelles è convinta che l'Italia ce la farà, ma il suo elevato debito pubblico necessita "finanze solide" anche dopo la procedura. E comunque, tutto questo ci sarà una volta conosciuti "i dettagli" delle nuove misure economiche annunciate dal nuovo governo.

    Diversa è la situazione per altri due Stati europei, Francia e Spagna, per i quali Rehn ha considerato "ragionevole” la decisione di concedere due anni di tempo in più per portare il disavanzo sotto il 3%, consigliando inoltre di rinviare il taglio del deficit spagnolo dal 2014 al 2016.
    Due anni in più alla Francia "per avere un cammino di aggiustamento più morbido", dichiara Rehn, "ma è ancora più importante che Parigi metta una rinnovata e forte enfasi sulle riforme strutturali", in particolare del mercato del lavoro e del sistema pensionistico. E questo è "almeno altrettanto importante che continuare con il consolidamento fiscale". Le previsioni della Commissione su Parigi prevedono un deficit del 3,9% per quest'anno e del 4,2% per il prossimo, e un Pil rispettivamente al -0,1% e all'1,1%.

    Per Madrid, invece, il commissario Ue ha tenuto conto dei "postumi della crisi che continuano a pesare duramente" sull'economia spagnola, e ritiene che "l'estensione della scadenza di due anni" per la riduzione del deficit sotto il 3% "continua a implicare sforzi di consolidamento realistici". Posticipare la situazione potrebbe comportare alla Spagna un deficit al 6,5% per il 2013 e al 7% per il 2014, con un Pil rispettivamente al -1,5% e allo 0,9%.
    E un anno in più di concessione da Bruxelles potrebbe arrivare anche per l'Olanda e la Slovenia.

    Deficit, Rehn: due anni a Spagna e Francia. E all'Italia chiede riforme - Yahoo Finanza Italia



    Perchè non si va a rinegoziare subito questo limite del 3%? La "classe politica" non ritiene che sia troppo dover stare a 90° rispetto a queste imposizioni che rovinerebbero e schiaccerebbero ancora di più la nostra economia, visto che il risultato sarebbe l'aumento dell'iva (ANCORA).Il Ministro dell'economia e Letta un minimo di spina dorsale ce l'hanno?

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  2. #2
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    Predefinito Re: Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

    Ma dobbiamo copiare le stesse risposte in ogni thread-copia o basta il primo?

  3. #3
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    Predefinito Re: Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

    Questo è il thread originale, chiedo venia.

  4. #4
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    Predefinito Re: Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

    wow... tagli alla spesa .... mizzega su 800 miliardi sono riusciti a tagliarne 1,7: al posto di vergognarsi lo sbandierano come un successo. Deprimente.

  5. #5
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    Predefinito Re: Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

    In tal caso, copio-incollo la risposta.


    Dobbiamo restare entro il 3% nel 2013 perché... è un impegno che ci siamo presi? Capisco che nel paese del "non riconosciamo il debito" la cosa possa far sorridere, ma in Europa non sorridono affatto.

    Poi, per me si potrebbe pure andare in Europa a chiedere una deroga di uno o due anni, portando "a garanzia" riforme incisive. Ma, seriamente, la cosa può sembrare fattibile con un governo che, per far fare ad Alfano il tweet sull'IMU, si mette ad elemosinare soldi ai gestori delle slot? O che riceve la minaccia di "staccare la spina" ogni giorno per un motivo diverso? Su, siamo seri.

  6. #6
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    Predefinito Re: Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

    Citazione Originariamente Scritto da Desmond Visualizza Messaggio
    In tal caso, copio-incollo la risposta.


    Dobbiamo restare entro il 3% nel 2013 perché... è un impegno che ci siamo presi? Capisco che nel paese del "non riconosciamo il debito" la cosa possa far sorridere, ma in Europa non sorridono affatto.

    Poi, per me si potrebbe pure andare in Europa a chiedere una deroga di uno o due anni, portando "a garanzia" riforme incisive. Ma, seriamente, la cosa può sembrare fattibile con un governo che, per far fare ad Alfano il tweet sull'IMU, si mette ad elemosinare soldi ai gestori delle slot? O che riceve la minaccia di "staccare la spina" ogni giorno per un motivo diverso? Su, siamo seri.
    Dovrebbero tentare lo stesso, nonostante il livello di credibilità del governo e del suo presidente del consiglio sia da barzelletta..Il problema è che neanche Monti (di cui non ho nessuna stima) che però aveva un maggior credito in UE sia riuscito a modificare e a ottenere deroghe fa pensare...

  7. #7
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    Predefinito Re: Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

    Citazione Originariamente Scritto da parlmbacc Visualizza Messaggio
    Il Governo vara il Def, Saccomanni: nel 2014 crescita dell'1%, nel 2017 spread 100

    Letta: infranto 3% deficit/pil per l'instabilità politica. Ma rispetteremo impegni Ue


    "C'è l'impegno a stare sotto il 3% alla fine dell'anno. C'è l'impegno confermato di mantenere i patti presi con i partner europei e con l'Unione europea". Lo ha detto il premier, riferendosi alla nota di aggiornamento del Def che ha avuto il via libera del Cdm. Ma i numeri del Tesoro attualmente indicano il rapporto deficit/pil intorno al 3,1%: soprattutto, ha sostenuto il premier, "a causa dell'instabilità politica delle ultime settimane" che ha bloccato il percorso al ribasso di tassi di interesse sui titoli del debito pubblico.


    Nella nota di aggiornamento al Def le stime del Pil per il 2013 sono riviste al ribasso rispetto ad aprile: -1,7%. Lo conferma il ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, uscendo da Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri, affermando inoltre che il dato tendenziale per il deficit è superiore al 3% del Pil.

    Saccomanni: correzione rapida
    "E' importante che questo lieve scostamento del deficit venga corretto rapidamente". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Cdm che ha dato il via libera alla nota di aggiornamento al Def. La stima del rapporto deficit/Pil per il 2013 è fissata a 3,1%.


    Ripresa nel 2014
    Il ritmo di crescita del Pil italiano per il 2014 a +1% è una stima "realistica", ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni.
    "Prevediamo per il 2014 un tasso di crescita dell'1% che è leggermente superiore a quella stimata dai principali previsori. Non è una valutazione euforica o triofalistica, ma realistica", ha affermato Saccomanni. Il processo di riforme strutturali in atto, ha aggiunto, "ci porta ad arrivare quasi al 2% di crescita nell'arco del periodo previsionale. Ci mette su un sentiero di crescita migliore rispetto a prima della crisi".
    Nel Def, ha proseguito Saccomanni, "abbiamo valutato con grande attenzione l'impatto delle riforme strutturali già prese. Hanno un effetto positivo sul potenziale di crescita dell'economia italiana. Dal governo precedente c'era una valutazione prudenziale delle riforme fatte".
    Nessuna manovra autunnale
    "Il deficit quest'anno sara pari al 3,1%, ma c'è l'impegno di stare sotto il 3% a fine anno. Il passaggio riguarda un aggiustamento dello 0,1% che è alla portata e non necessiterà di interventi rilevanti", ha detto Letta.

    "La legge di stabilità sarà il cuore dell'impegno del governo" e del rilancio della crescita, ha detto il premier, Enrico Letta, nella conferenza stampa al termine della riunione del CdM.

    Nel 2013 1,7 miliardi di tagli alla spesa pubblica
    Gli obiettivi fissati nella Nota di aggiornamento del Def "sono tutti raggiungibili, a patto che ci sia la volontà e la stabilità politica", ha ribadito il premier Enrico Letta, nella conferenza stampa al termine del Cdm, assicurando che "la nostra volontà c'è tutta".
    Dunque "il messaggio politico che vogliamo lanciare è che siamo determinatissimi a superare queste difficoltà e a mantenere gli impegni per convincere i nostri partner a darci fiducia e a far calare i tassi", invitando tutti gli attori politici alla "responsabilità".

    Saccomanni: spread a 100 punti nel 2017
    "Ipotizziamo una graduale riduzione dello spread e dei tassi di interesse che ci dovrebbe portare a 100 punti base sopra i tassi tedeschi a fine periodo". Cosi' il
    ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni ha indicato la riduzione prevista nel Def dei tassi di interesse italiani. Il risultato sarà raggiunto nel 2017, perché il Documento di Economia e Finanza indica stime per un quinquennio, partendo dal 2013.

    Quanto ci costa il debito pubblico in interessi
    "La spesa per interessi sul debito pubblico è stimata per il 2013 in 84 miliardi di euro". E' quanto si legge in una nota diramata da palazzo Chigi al termine della riunione del Consiglio dei ministri, che ha dato il via libera alla nota di aggiornamento al Def.



    Letta: infranto 3% deficit/pil per l'instabilità politica. Ma rispetteremo impegni Ue

    Deficit, Rehn: due anni a Spagna e Francia. E all'Italia chiede riforme



    Due anni in più di tempo per Francia e Spagna e rigore e riforme da parte dell'Italia. Questo è in definitiva il bilancio tracciato dal commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olii Rehn, durante la presentazione del bilancio di primavera di Bruxelles.

    La previsione economica per l'Italia è positiva: la Commissione Ue, infatti, è convinta che l'Italia riuscirà a breve ad uscire dalla procedura di deficit eccessivo, passando da un disavanzo del 3,0% del Pil nel 2012 al 2,9% nel 2013, e addirittura al 2,5% nel 2014. La stima tiene in considerzione la decisione del governo di sbloccare il pagamento dei debiti arretrati della Pubblica Amministrazione - 40 miliardi da distribuire per i prossimi 2 anni - e la speranza che il nuovo governo Letta finanzierà in modo adeguato la sospensione dell'Imu.
    Ridurre il disavanzo, per Rehn, è necessario, ma lo è anche il rilancio dell'economia nazionale, in modo da ridurre un altro dato allarmante, quello della disoccupazione - stimata al 12,2% nel 2014 - e quello del debito, previsto per il prossimo anno al 132,2% del Pil.

    "Il deficit sotto il 3% facilita la chiusura della procedura per l'Italia", ha detto Rehn, ma ha anche avvertito che al momento per questo Paese "non ci sono segni di ripresa a breve" e che il Pil "continua a contrarsi", portandosi a -1,3% per il 2013 e +0,7% nel 2014, ”sulla base di persistente incertezza, continua difficoltà di accesso al credito e fiducia di imprese e consumatori ancora negativa”. Perciò, continua il commissario Ue, "è essenziale che l'Italia proceda con le riforme strutturali e gli impegni di consolidamento presi con l'Ue".
    Bruxelles è convinta che l'Italia ce la farà, ma il suo elevato debito pubblico necessita "finanze solide" anche dopo la procedura. E comunque, tutto questo ci sarà una volta conosciuti "i dettagli" delle nuove misure economiche annunciate dal nuovo governo.

    Diversa è la situazione per altri due Stati europei, Francia e Spagna, per i quali Rehn ha considerato "ragionevole” la decisione di concedere due anni di tempo in più per portare il disavanzo sotto il 3%, consigliando inoltre di rinviare il taglio del deficit spagnolo dal 2014 al 2016.
    Due anni in più alla Francia "per avere un cammino di aggiustamento più morbido", dichiara Rehn, "ma è ancora più importante che Parigi metta una rinnovata e forte enfasi sulle riforme strutturali", in particolare del mercato del lavoro e del sistema pensionistico. E questo è "almeno altrettanto importante che continuare con il consolidamento fiscale". Le previsioni della Commissione su Parigi prevedono un deficit del 3,9% per quest'anno e del 4,2% per il prossimo, e un Pil rispettivamente al -0,1% e all'1,1%.

    Per Madrid, invece, il commissario Ue ha tenuto conto dei "postumi della crisi che continuano a pesare duramente" sull'economia spagnola, e ritiene che "l'estensione della scadenza di due anni" per la riduzione del deficit sotto il 3% "continua a implicare sforzi di consolidamento realistici". Posticipare la situazione potrebbe comportare alla Spagna un deficit al 6,5% per il 2013 e al 7% per il 2014, con un Pil rispettivamente al -1,5% e allo 0,9%.
    E un anno in più di concessione da Bruxelles potrebbe arrivare anche per l'Olanda e la Slovenia.

    Deficit, Rehn: due anni a Spagna e Francia. E all'Italia chiede riforme - Yahoo Finanza Italia



    Perchè non si va a rinegoziare subito questo limite del 3%? La "classe politica" non ritiene che sia troppo dover stare a 90° rispetto a queste imposizioni che rovinerebbero e schiaccerebbero ancora di più la nostra economia, visto che il risultato sarebbe l'aumento dell'iva (ANCORA).Il Ministro dell'economia e Letta un minimo di spina dorsale ce l'hanno?
    chissà...mah....

    forse perchè in Italia il debito/pil è al 127%

    e in Francia e Spagna è a circa il 90%?
    Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora.

  8. #8
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    Predefinito Re: Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

    Il fatto è che il credito non lo ottieni sulla credibilità personale (innegabile, nel caso di Monti) o su promesse verbali. Soprattutto se ti chiami Italia, hai l'azionista di riferimento della maggioranza che minaccia crisi di governo ogni luna piena e che invita pubblicamente a "sbattersene dei vincoli UE" ed hai il secondo rapporto debito/PIL pubblico più pesante del mondo occidentale. Prima ottieni un governo di legislatura stabile e serio. Poi inizi quelle riforme. Poi vai in UE a contrattare una deroga. Non puoi parlare di una UE che ci tiene a 90°, se poi pensi a Letta che va a Bruxelles con Berlusconi a fianco a dire che dell'UE dobbiamo sbattercene e Brunetta dietro (nascosto, probabilmente non lo vedi) che dice "o ci togli l'IMU o cade il governo; o non aumenta l'IVA o cade il governo; o mi date 30 cm in più (in altezza, puntualizziamo) o cade il governo; etc.". E poi la chicca finale: "Che riforme avete fatto?" "Abbiamo tolto l'IMU 2012 sulle prime case senza avere le coperture e stiamo cercando i soldi dalle vecchie cabine telefoniche per riuscire a compensare il non aumento dell'IVA".

  9. #9
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    Predefinito Re: Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

    E' GIA' UNA CONCESSIONE RISPETTARE IL 3% DATO CHE SILVIO BERLUSCONI E TREMONTI SI ERANO FORMALMENTE IMPEGNATI PER IL PAREGGIO DI BILANCIO......

    poi dicono che ce l'abbiamo con Berlusconi...è lui che c l'ha con gli italiani...

  10. #10
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    Predefinito Re: Perchè L'Italia deve stringere la cinghia per il 3%, Spagna e Francia no?

    Citazione Originariamente Scritto da Occam Visualizza Messaggio
    chissà...mah....

    forse perchè in Italia il debito/pil è al 127%

    e in Francia e Spagna è a circa il 90%?
    Ma in Spagna è cresciuto più del 15% in un anno..E in Francia il rapporto deficit/pil è al 5 quasi..
    Naitmer likes this.

 

 
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