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Discussione: Mistiche anomalie gravitazionali

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    Predefinito Mistiche anomalie gravitazionali

    Potremmo indagare nello Yoga Sūtra di Patañjali, in cui il filosofo indiano (V sec. d.C.) annovera la levitazione tra i "poteri" derivanti dall'esercizio dello Yoga. Oppure nel Nuovo Testamento: "E il mare si agitava perché soffiava un forte vento. Comunque, quando avevano remato per circa cinque o sei chilometri, videro Gesù camminare sul mare e avvicinarsi alla barca; ed ebbero timore". O nella Vita di Apollonio di Tiana, scritta da Flavio Filostrato tra il II e il III sec. d.C., in cui vengono descritti vari episodi di levitazione. Ma potremmo anche esplorare i suggestivi territori dell'universo agiografico, iniziando proprio con colui il quale, più di ogni altro, è rimasto impresso nella memoria popolare come il santo dei voli: Giuseppe Desa, meglio noto come San Giuseppe da Copertino.

    Il futuro patrono degli aviatori nacque nel 1603 nelle provincia di Lecce ed ebbe difficoltà a farsi accogliere in convento proprio per una serie di rapimenti estatici che venivano scambiati per inettitudine. Rifiutato dai frati cappuccini, dopo tante insistenze fu ammesso tra i conventuali e fu ordinato sacerdote nel 1628. E subito dopo iniziarono gli strani fenomeni. San Giuseppe da Copertino è infatti ricordato, da chi si interessa alle atipiche manifestazioni di carattere fisico legate alla "santità", soprattutto per la sua capacità di superare la barriera imposta dalla gravità e levitare in certi momenti particolari della sua vita, momenti in cui il rapimento estatico gli consentiva di elevarsi di alcuni metri dal suolo.



    Ludovico Mazzanti, San Giuseppe da Copertino si alza in volo
    (XVIII sec.)



    Le cronache riferiscono che il 4 ottobre 1630, verso le otto del mattino, nella chiesa del monastero delle Clarisse, Giuseppe da Copertino, colto da estasi mistica, si sollevò da terra e, passando sopra le teste dei fedeli, andò a posarsi sul bordo del pulpito, a un'altezza di circa tre metri dal pavimento. In altre parole: volava!

    Non in casi isolati, non in assenza di testimoni, non nel chiuso della sua cella, ma almeno un centinaio di volte e davanti a personaggi del tutto degni di fede. Come avvenne il 7 giugno 1646, quando ricevette la visita del Grande Ammiraglio di Castiglia, ambasciatore della corte spagnola presso il Papa. Di passaggio per Assisi, egli volle, insieme alla moglie, rendere omaggio al santo di cui tutti dicevano cose mirabolanti, ed ebbe la possibilità di testimoniare come l'umile Giuseppe Desa, in contemplazione davanti a una statua della vergine, si sollevasse dal suolo di alcuni metri e, dopo aver lanciato il grido che accompagnava i suoi voli estatici, tornasse nella sua umile cella. Oppure come era già avvenuto a Napoli il 27 novembre 1638 davanti ai giudici della Santa Inquisizione, e come accadde pochi giorni prima che morisse, in presenza del chirurgo Francesco Pierpaoli, che gli stava praticando un cauterio. Un eclatante fenomeno di levitazione si verificò anche nel 1657 nelle Marche, quando il futuro santo arrivò in vista della Santa Casa di Loreto, che desiderava da sempre visitare. In quell'occasione, durante una sosta del viaggio da Fossombrone a Osimo, mentre saliva la scalinata esterna di una casa colonica, Giuseppe ebbe la visone di una lunga teoria di angeli che salivano e scendevano dal cielo al di sopra della Santa Casa e, superando le barriere fisiche dell'attrazione newtoniana, in preda a un'intensa emozione, levitò fin sulla cima di un mandorlo.

    Elogiativo e interessante il giudizio di papa Benedetto XIV: …da questa intima unione con Dio, il suo cuore fu così travolto dal fuoco della Divina carità e così profondamente arso da incredibile amore di interiore dolcezza, che spesso prorompeva in estasi e levitazioni; per intenso desiderio del suo Dio, mentre ancora era trattenuto sulla terra, fu considerato cittadino del Cielo… .

    Pochi anni più tardi, nel 1663, il corpo terreno di Giuseppe da Copertino volò per sempre verso un definitivo altrove: "nella semi-oscurità, il suo volto rimase per diverso tempo vivacemente illuminato come da un fascio di raggi solari, che si andarono spegnendo lentamente…" Lo spegnersi di questa sorta d'energia somiglierebbe assai alla stessa spiegazione che fra' Giuseppe forniva dei suoi voli, senza potersene dare una vera ragione: "...l'anima vede certi raggi della grande Maestà di Gesù Cristo quali cagionano, poiché per sì gran lume l'uomo si muove così di ratto all'indietro. Ma poi che quei raggi si ritirano e così cagionano, quasi così facendo l'invito all'anima che di nuovo ella con il suo corpo voli e sia rapita verso il suo amato Signore…"

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re: Mistiche anomalie gravitazionali

    ALTRI MISTICI… CONTRO LA GRAVITA'


    Sappiamo dagli Acta Sanctorum che San Tommaso di Villanova (1488 – 1555), arcivescovo di Valenza, davanti a moltissimi testimoni, rimase per ore in uno stato alterato di coscienza che gli consentì di restare sospeso a pochi metri dal suolo durante la celebrazione dell'Ascensione. Il suo contemporaneo San Pietro d'Alcantara non fu da meno, dato che era solito elevarsi, durante la preghiera, fino all'altezza del rivestimento del coro della cappella. E non pochi testimoni assistettero alle sue levitazioni, mentre rimaneva in estasi sospeso sulla strada.

    Santa Teresa d'Avila (1515 – 1582) fu addirittura protagonista di una doppia levitazione, volando insieme a San Giovanni della Croce, come è stato riportato sia negli Acta Sanctorum, sia nel volume di Olivier Leroy La lèvitation (Parigi, 1928). Nel convento dell'Incarnazione si stava svolgendo un colloquio tra la Superiora e il pio visitatore. Santa Teresa lo stava ascoltando mentre le parlava del mistero della Trinità. Allora avvenne che Giovanni fosse rapito dalle sue stesse parole: si sollevò con tutta la sedia, e subito Teresa, che era inginocchiata, lo segui. Nel "Libro de Su Vida", così la santa descrive il suo rapimento: «... La mia anima era rapita e, di solito, il mio capo seguiva quel moto senza che lo potessi trattenere, e talvolta tutto il mio corpo veniva attratto tanto da essere sollevato dal suolo. Ma ciò mi occorse solo raramente. Una volta avvenne mentre mi trovavo in coro con altre religiose e stavo inginocchiata per comunicarmi. Estrema fu la mia pena, prevedendo che un fatto così straordinario avrebbe destato necessariamente qualche ammirazione; per questo, poiché la cosa mi accadde anche recentemente da quando sono Priora, ho comandato alle monache di non parlarne. A volte, quando cominciavo ad accorgermi che il Signore stava per operare questo prodigio, mi stendevo a terra e le mie compagne mi si avvicinavano per trattenermi, ma tuttavia la divina operazione si manifestava...»






    Le levitazioni di San Francesco d'Assisi sono attribuite al periodo in cui si ritirò sulla Verna. Frate Leone a volte lo sorprendeva sollevato da terra fuori dalla grotta: san Francesco era capace di sfiorare i grandi faggi che crescevano a fianco della montagna.
    Anche Ignazio di Loyola (1491-1556) ebbe le stesse manifestazioni. Alloggiava in una casa privata, dalla signora Agnese Pasqual. Il figlio della padrona di casa, Giovanni, la notte andava di soppiatto a guardarlo: levitava con le ginocchia piegate e le braccia in croce, a quattro o cinque palmi da terra. E la stessa cosa accadeva al beato Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842), con grande smarrimento e preoccupazione delle suore della Piccola Casa: « Io vidi il Servo di Dio più volte, mentre stava in orazione nella propria camera, o davanti il Crocifisso, o davanti un'immagine della Beata Vergine, rapito in estasi, fuor dei sensi, sollevato da terra, colla faccia accesa, aria ridente, occhi scintillanti e rivolti al cielo. La prima volta che io il vidi fu nel primo anno che io fui destinata all'ufficio di Portinaia locché fu nell'anno mille ottocento trentasei in prossimità della Festa dell'Ascensione... » (O. Leroy, La lévitation, 1928 - pag. 167). E ricordiamo anche San Francesco di Paola, dei cui voli fu testimone il re di Spagna Ferdinando II e San Vincenzo Maria Strambi, vescovo di Macerata, incluso da Joachim Bouflet nella sua Encyclopédie des phénomènes extraordinaires dans la vie mystique.

    E' recente il caso di un sacerdote, don Carlo Mondin, originario di Rivalta sul Mincio (Mantova), protagonista di fatti avvenuti in forma pubblica nel 1976 che hanno suscitato curiosità popolare e interesse da parte della stampa. Riporta il settimanale Gente del 4 ottobre 1976: «Domenica, quando alle diciassette don Carlo Mondin saliva all'altare per celebrare la messa, la chiesa era stracolma. (...) Don Carlo Mondin, sempre curvo su se stesso, parlava con voce rauca ed affaticata. Arrivata l'elevazione, gli occhi dei presenti erano tutti su di lui: mentre alzava l'ostia consacrata, il sacerdote ha cominciato a elevarsi su su, piano piano, e i suoi piedi restavano sospesi per aria. Cosi ancora al momento di alzare il calice: e, quando ha allargato le braccia, è rimasto per alcuni attimi pressoché immobile sospeso fra cielo e terra, e si è udito un lamento e un grido soffocato. (...) Si è quindi abbandonato privo di sensi; lo hanno accolto fra le braccia due uomini che lo assistevano».

  3. #3
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    Predefinito Re: Mistiche anomalie gravitazionali

    San Giuseppe da Copertino uno Sciamano che si è fatto frate!

  4. #4
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    Predefinito Re: Mistiche anomalie gravitazionali

    La possibilità di manipolare anche solo parzialmente la gravità non è ammessa dalla fisica corrente, per la quale fenomeni di levitazione non sono possibili, se non in modo indiretto, ossia facendo uso di una qualche forza che contrasti la gravità, per esempio magnetismo, repulsione elettrica o altro (in genere in situazioni esotiche).
    Faccio notare invece che, all’interno di una filosofia della natura di tipo eteristico, ossia che ammetta un mezzo come unico sostrato sia della materia che delle forze (o almeno delle forze), questa possibilità non appare più come impossibile. Questo perché all’interno di una cornice di questo tipo la gravità si riconduce ad una perturbazione locale d’etere, manipolando il quale in linea di principio sarebbe possibile manipolare la gravità.
    In Italia questo tipo di filosofia della natura è stata sempre particolarmente presente. Due nomi su tutti, due teorie simili, ma non uguali, in gran parte sovrapponibili.
    Marco Todeschini, con la sua psicobiofisica, sviluppata decenni fa, fondata su vortici ed onde d’etere.
    Renato Palmieri, con la sua fisica unigravitazionale, fondata su una sola particella elementare, etere ed onde a forma di spirale logaritmica (a sua volta fondata sul numero d’oro).
    Il primo, più scienziato che filosofo, propose numerosissimi esperimenti (quasi mai svolti se non da lui).
    Il secondo si inserisce invece in una cornice maggiormente filosofica, non a caso molti suoi lavori sono stati nel corso degli anni pubblicati dall’Istituto italiano per gli Studi Filosofici di Napoli.
    Concepita la possibilità ed il meccanismo (a grandi linee) della levitazione all’interno di un’adeguata cornice di filosofia naturale, svanisce il senso del mistero e del fantastico legato a questo fenomeno. Questo però non porta a far svanire il senso di rispetto nei confronti degli stati interiori raggiunti da Santi, Mistici, Yogi etc. che sono stati capaci di produrlo. Ciò che è prezioso in questi casi è la causa, cioè lo stato raggiunto, non il semplice effetto collaterale della stessa, cioè in questo caso la levitazione. Tra l’altro le cause potrebbero essere anche varie, così come gli stati interiori raggiunti e l’effetto esteriore invece unico. Ma il giudizio di valore si esprime sulle cause, non sull’effetto.

  5. #5
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    Predefinito Re: Mistiche anomalie gravitazionali

    Per quanto la levitazione sia citata per lo più in ambito religioso nelle biografie dei santi, sono riferiti diversi casi avvenuti in contesti assai differenti...




    Anna Maria Turi

    LA LEVITAZIONE NEI MEDIUM



    L'autolevitazione — come sarebbe più corretto dire, dato che di levitazione si parla anche a proposito del sollevamento di oggetti — è un fenomeno raro. Perfino i grandi medium l'hanno mostrata solo in eccezionali occasioni.

    Lo scozzese Daniel Dunglas Home (1833-1886) ebbe almeno un centinaio di levitazioni davanti a testimoni. Quelle di cui vogliamo parlare avvennero alla presenza del prof. William Crookes, vera celebrità scientifica nei campi della fisica e della chimica; e di un gruppo di altri testimoni degni di fede che poi ne riferirono alla Società Dialettica di Londra.
    Scrive W. Crookes nelle Ricerche sui fenomeni dello spiritualismo: «I migliori casi di levitazione che io abbia veduto con Home sono avvenuti in casa mia. Una volta egli si recò in una parte illuminata della stanza, e dopo esser stato tranquillamente fermo in piedi per un minuto, ci disse che si sarebbe sollevato. Lo vidi ascendere lentamente con una leggera oscillazione e restare per alcuni secondi a circa sei pollici di distanza dal suolo; poi lentamente discendere. Nessuno dei presenti si mosse dal proprio posto.

    Un'altra volta fui invitato ad avvicinarmi a lui, che si sollevò diciotto pollici dal suolo. Quest'atto era generalmente compiuto assai deliberatamente, e qualche volta Home ritirava i piedi sulla sedia e alzava le mani alla vista di noi tutti. Una di tali volte io mi abbassai per guardare, e vidi che tutti e quattro i piedi della sedia erano staccati dal pavimento contemporaneamente, mentre i piedi di Home erano sopra la sedia. Meno frequentemente il potere di levitazione si estendeva alle persone che sedevano accanto a lui; cosi una volta mia moglie fu sollevata con la sua sedia dal pavimento». (1)



    L'esperimento di levitazione di Dunglas Home
    Litografia di Louis Figuier
    (Les Mystères de la science, 1887)



    Forse il più celebre sollevamento di Home fu quello riferito da Lord Lindsay in un rapporto scritto alla Società Dialettica londinese: « Udimmo sollevarsi la finestra della stanza accanto e, quasi immediatamente, vedemmo Home fluttuare nell'aria fuori della finestra. La luna illuminava in pieno la stanza. Avevo la schiena rivolta alla luce; vidi, sulla parete davanti a me, l'ombra dei piedi di Home a circa sei pollici al di sopra del davanzale della finestra. Dopo essere rimasto per qualche secondo in questa posizione, egli sollevò la finestra, scivolò nella stanza con i piedi in avanti e si venne a sedere». (2) Questo è senz'altro il caso più spettacolare di levitazione della storia recente.


    Del reverendo William Stainton Moses (1839-1892), altro gigante della medianità, si conoscono esperienze dello stesso genere descritte da lui stesso e di cui fa fede un altro illustre studioso, letterato e metapsichista, F.W.H. Myers. «Un giorno, il 30 agosto del 1872, sentii la mia sedia rigirarsi davanti al tavolo per essere sollevata dal suolo a una distanza che stimo dai 30 ai 35 centimetri. La sedia così rimase sospesa per qualche istante, e mi sentii sollevato sempre più in alto, con un movimento facile e lento, senza provare disagio o paura. Avevo la perfetta consapevolezza di ciò che accadeva, e descrivevo i fenomeni a coloro che erano seduti intorno alla tavola. Il movimento è durato un certo tempo, abbastanza lungo. Ero di faccia al muro, e ho potuto mettere un segno per indicare sul muro l’altezza alla quale si trovava il mio petto. Questo segno era a m. 1,80 circa dal suolo. Non avevo alcun disturbo mentale. Mi sembrava di essere in un ascensore, e che gli oggetti che mi circondavano si fossero abbassati sotto di me.» (3) Egli poteva anche essere trasportato con tutta la sedia sopra un sofà, in modo molto rapido. Una volta fu sollevato longitudinalmente e andò a sfiorare la testa di uno dei presenti (4).

    Enrico Morselli, neurologo e psichiatra dell'Università di Genova, ha studiato attentamente Eusapia Pailadino (1845-1918). Ecco cosa dice di lei: « La Eusapia Palladino non levita che in oscurità quasi assoluta e mai da sola: le è necessaria la "catena tiptica", ossia essa si levita dal pavimento, per lo più insieme con la sua seggiola, quando è in mezzo a persone che possano verificare il fenomeno mediante le loro percezioni tatto-muscolari. (...) Inoltre, quella cerchia di persone assistenti (...) serve a impedire la caduta del medio, a sorvegliare che il tavolino non si spezzi sotto il peso che va a gravitargli sopra, e ad aiutare in ultimo la Eusapia a discendere e a rimettersi al suo posto. (5)

    E si potrebbero ancora annoverare altre famose levitazioni, come quelle di Maria Vollhardt, studiata per anni dal dott. Schwab che per due volte riuscì a fotografarla, e di Willy Schneider, che davanti a studiosi qualificati, tra cui alcuni docenti universitari, si è sollevato orizzontalmente, e il suo corpo, rivestito di una tuta nera cosparsa di spille fosforescenti, era perfettamente visibile nella luce rossa della sala delle sperimentazioni. Willy arrivò fino al soffitto, con le gambe legate che agitava ritmicamente, e vi restò per circa dieci minuti. (6)



    Willy Schneider


    Ma senza andar oltre, si potrebbero già fare alcune osservazioni. Il fenomeno ha nei medium come nei santi le stesse caratteristiche. Si è visto che nei vari soggetti esso si somiglia in quanto ci si solleva in tutte le posizioni, di pochi centimetri o di alcuni metri, avendo una «zona d'influenza», e via discorrendo. La levitazione non si verifica in qualsiasi condizione e circostanza, ma nel contesto adatto, secondo quanto richiesto da sensibilità speciali. Silenzio e oscurità, o altre condizioni che evitano ogni sorta di disturbo, permettono probabilmente il ritorno all'indistinto, all'indeterminato e insieme un recupero di energie vitali. La trance, anche leggera, è condizione indispensabile, perché affidarsi al sonno nervoso significa aver il coraggio di tagliare con tutte le altre dipendenze e avere il coraggio di tornare indietro, in un certo senso di morire.

    Eppure i medium sono vitalissimi, come mostra, per contrasto, la loro familiarità con le malattie: la loro esistenza infatti è cosparsa di gravi infermità e si conosce la precarietà della loro salute, fisica e nervosa. Tutti motivi già riscontrati nei grandi santi. È ragionevole pensare quindi che in ogni uomo sia posto in essere lo stesso meccanismo, sia implicata la stessa «forza»; e che se anche sono diverse le singole motivazioni, la levitazione, in fondo, abbia per tutti lo stesso significato (7).


    NOTE

    1. W. Crookcs, Ricerche sui fenomeni dello « spiritualismoe altri scritti, Milano 1932, p. 162.
    2. A. De Rochas, Recueil de documents relatifs à la lévitation du corps humain, Paris, Leymarie, 1897, p. 57 sgg.
    3. M.A. Oxon (pseudonimo di W. Stainton Moses), Research on spiritualism during the years 1872-73, in F.W.H. Myers, Society for Psychical Research, Proceedings, XI, 1894, p. 261.
    4. Ch. Richet, Traité de Métapsychique, Alcan, Paris 1922, p. 721.
    5. E. Morselli, Psicologia e Spiritismo, Bocca, Torino 1908, vol. I
    6. R. Sudre, Trattato di Parapsicologia, Astrolabio, Roma 1966, pag. 243
    7. Morselli aveva detto: « Esiste nei centri del senso muscolare la capacità di rappresentarsi il pensiero del volo mediante immagini kinestetiche autonome (allucinatorie): donde la conseguenza, che non è « iperscientifica », per quanto sia sempre un'ipotesi (siamo nel campo delle ipotesi, non delle teorie), che anche la levitazione sia la trasformazione di una rappresentazione interna del medio in un fatto reale ». (E. Morselli, Psicologia e Spiritismo, Bocca, Torino 1908, vol. I., p. 281).


    Anna Maria Turi, La levitazione (Edizioni Mediterranee, pag. 51 e seguenti)

  6. #6
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    Predefinito Re: Mistiche anomalie gravitazionali

    Avendo appena ereditato un San Giuseppe da Copertino, di epoca forse settecentesca, ero incerto se tenerlo o venderlo.
    Fosse stato un santo con i piedi per terra lo avrei certamente venduto, perché nell'insieme è troppo più da chiesa che da casa, oltre ai colori un po' ingialliti e spenti.


    Secondo mio padre, sarebbe da attribuirsi a Jacopo Alessio Calvi, detto il Sordino, ma qualche volta esagerava un po' nell'ottimismo delle attribuzioni: fosse per lui avrei anche un Guercino, un Gian Lorenzo Bernini e un Annibale Carracci, che invece sono di tutt'altra mano.
    In effetti, se l'attribuzione fosse confermata, oltre al Santo, probabilmente lieviterebbe anche il prezzo: e magari ancor di più lieviterebbe andandolo a vendere nella Silicon Valley dove quelli della Apple hanno di sicuro un mucchio di soldi da spendere per abbellire la loro sede sede a Cupertino, che deriva il suo nome appunto dal santo patrono volante.
    Ma a furia di quardarle, queste cose, uno ci si affeziona e va a finire che me lo tengo e lo metto in cucina a presiedere alla lievitazione della pizza e dei dolci che - specie per il babà - è sempre piuttosto perigliosa.

  7. #7
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    Massimo Centini

    GIUSEPPE DA COPERTINO: UN SANTO IN VOLO


    Da Misteri d'Italia







    La vita di san Giuseppe da Copertino fu contrassegnata da una costante immersione nel sacro: apparizioni, visioni, voli e miracoli hanno attraversato l'esistenza di un uomo sicuramente sofferente, ma dotato di grande forza interiore. Nato nel 1603 a Copertino, nella provincia d'Otranto, nel Regno di Napoli, Giuseppe Maria Desa trascorse la fanciullezza subendo le punizioni di una madre la cui durezza raggiunse spesso la crudeltà. Impressionante la descrizione della donna fornita da un cronista coevo: «Non perdonandogli alcun errore, benché minimo, né lo passava senza battiture, anzi, sentendosi accusare da qualcuno di troppa severità, rispondeva ch'ella voleva più tosto il figlio morisse»... Considerato inferiore sul piano intellettuale, Giuseppe crebbe nel suo status di giovane depresso, contrassegnato da una struttura fragile, nervosa e malinconica. Il suo non fu un apprendimento facile: faticò molto ad imparare a leggere e scrivere, mentre di contro si dimostrò particolarmente sensibile all'arte e alla musica. Quando i compagni cantavano al suono dell'organo, Giuseppe si emozionava così tanto da estraniarsi dalla realtà fino a cadere in una sorta di trance.
    Entrato in convento nel santuario di Grottella, nei pressi di Copertino, Giuseppe si sottopose a dure autopunizioni, flagellandosi continuamente.

    Un giorno mentre «faceva orazione» emise «cinque strilli molto forti», che fecero accorrere i padri del convento. All'arrivo dei religiosi, fra Giuseppe fu trovato sul tetto della cappella di santa Barbara, del tutto incapace di indicare come fosse giunto in quel luogo. Era il 14 ottobre 1630. Da quel giorno per Giuseppe da Copertino iniziò una nuova vita: dopo ogni messa si librava in volo, trovando naturalmente molto seguito tra i fedeli e i curiosi. Spesso in quello stato fisico molto particolare, vedeva la Vergine che lo confortava con uno sguardo molto tenero e materno. Non tutti credevano nei poteri di questo giovane "ritardato" che era in grado di restare sospeso in volo, insensibile a quanti lo toccavano, lo pungevano, cercando di trascinarlo verso il basso. Per un certo periodo i voli di Giuseppe divennero quasi un'attrazione popolare: infatti il fraticello compì una serie di tappe in diverse chiese, lasciando sempre stupita la folla che ogni volta interveniva numerosa.

    I segni premonitori che anticipavano i voli del mistico di Copertino erano i soliti e ricorrenti: diffuso malessere fisico, perdita delle forze, sonnolenza inarrestabile, tremito convulso, un grande urlo e quindi la trance. Questi fenomeni non lasciarono indifferente l'Inquisizione di Napoli che, nell'estate del 1638, convocò Giuseppe con le accuse di abuso di credulità pubblica e «santità affettata». Il presunto millantatore fu invitato a volare davanti ai testimoni del tribunale: cosa che si verificò puntualmente. La sua pratica fu così rinviata al tribunale romano che, visti i fatti, assolse il frate con la clausola di vivere però lontano dai suoi luoghi di origine. Fu quindi trasferito ad Assisi, dove, appena giunto effettuò un'altra levitazione davanti alla Madonna del Cimabue e fu un «volo di diciotto passi circa»...







    Da quel giorno, Giuseppe da Copertino, per quattordici anni, visse ad Assisi in una povera camera costituita da un tavolo, due panche, una cassa e un letto formato da tre tavole coperte di paglia. Fu comunque confortato da numerose apparizioni, che resero meno drammatica la sua povera esistenza: non sappiamo però se in occasione di quegli incontri la Vergine gli annunciò dei messaggi. Inoltre non è stato possibile capire in che misura i voli mistici di Giuseppe possano essere posti in relazione alle apparizioni mariane. in quanto i fenomeni di levitazione avvenivano in vari momenti, e non solo quando il santo era misticamente in contatto con Maria o con i santi.

    Le sue messe avevano una durata normalmente superiore alla media, spes'o «nel memento stava per lungo spazio di tempo, e molte volte si vedeva tremare da capo a piedi con tanta agitazione del corpo, che faceva ballare la predella dell'altare; alle volte a poco a poco s'innalzava... che altro non toccava in terra, che la sola punta delle pianelle»... In altre occasioni egli dava in un subito grido grande, che si sentiva molto lontano, e con moto velocissimo all'indietro come d'un salto, fatto con grandissima velocità e destrezza, che pareva un volo, si ritrovava quando in ginocchioni, quando prostrato a terra, quando in piedi, in mezzo. o alla fine della cappella, con le mani aperte in croce, o giunte insieme: senza che mai si scorgesse in lui cosa mal'acconcia, e incomposta, o d'abito o di paramenti ecclesiali., o di postura., con di occhi aperti, ma sempre immobili... come una statua senza vita; sola la palpitazione del cuore, e il moto dei polsi, lo palesavano vivo.

    I fenomeni riportarono ad Assisi l'identica atmosfera di Copertino: Roma inviò un ministro dell'Ordine perché prendesse le misure necessarie per contenere il fenomeno. Molti fedeli si rivolsero al mistico perché intercedesse presso la Madonna, chiedendo guarigioni e sostegni per superare le tante difficoltà dell'umana esistenza. Visto l'effetto che ebbe sulla popolazione il miracolo dei voli, fu quindi ordinato a Giuseppe di non celebrare più alcuna messa, ma di tenere solo funzioni private, in una apposita cappella allestita per l'occasione. Ciò nonostante l'eco dei voli crebbe ancora, facendo sì che il 22 luglio 1653 l'Inquisizione decidesse di portare in un altro luogo quell'inquietante mistico. Ma quando il vicario del Sant'Uffizio romano giunse in loco con un gruppo di guardie, Giuseppe da Copertino «spiccò un salto ratto dal luogo e si trovava, lontano quasi due passi dalla carrozza, ed entrò di quella, che parve volasse». Malgrado tutto, fu trasferito nel convento di San Lorenzo dei Cappuccini di Pietrarubbia, «il luogo più remoto, alpestre, di cattiva aria per il gran freddo ed estrema umidità». E poi altri spostamenti, mentre voli ed estasi continuavano con crescente frequenza.

    La vita di Giuseppe da Copertino andò avanti così ancora per dieci anni, fino al mese di agosto del 1663, quando si ammalò, e fu necessario sottoporlo ad un "cauterio", effettuato mentre il paziente era in levitazione... Morì il 18 settembre di quell'anno, lasciando nella memoria di molti il ricordo di fenomeni straordinari, ancora avvolti dal mistero. Un ultimo miracolo si verificò subito dopo la sua morte: durante le procedure d'imbalsamazione il medico, a causa di una manovra errata, fu investito, con il cadavere, dalle fiamme di un braciere. Il fuoco divampò forte, anche a causa dell'olio e dell'aceto utilizzati per il trattamento del corpo. Dopo una concitata fase di spegnimento, il corpo del santo risultava del tutto indenne dall'effetto delle fiamme, mentre il medico riportò ustioni gravissime.


    Massimo Centini, Misteri d'Italia (Newton & Compton editori, pag. 83 e seg.)

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    Predefinito Re: Mistiche anomalie gravitazionali

    QUALE IPOTESI?


    La levitazione è una pratica molto controversa, che mette in discussione alcuni punti fermi raggiunti dalla scienza: la trasgressione dell'ordine fisico che si verifica è infatti di un'evidenza quasi spudorata. Ne consegue che tentare di inquadrare "scientificamente" tale fenomeno non è facile, tuttavia nell'ambito della ricerca parapsicologica sono state formulate diverse ipotesi, che necessariamente contemplano l'esistenza di una qualche forma di energia, di una forza supplementare e misteriosa.

    Nell''800, per esempio, Ochorowicz aveva ipotizzato l'esistenza di raggi rigidi emanati dal corpo del medium, in grado di sostenere i vari oggetti che si vedevano levitare durante le sedute medianiche. Nei primi anni del '900, il fisico W. J. Crawford aveva invece avanzato la teoria della cosiddetta leva psichica, una sorta di appendice prodotta temporaneamente dai medium, in grado di sostenere pesi anche rilevanti.

    Per spiegare la levitazione si è anche fatto ricorso a una non meglio identificata forza fisica, detta Od, che si svilupperebbe nell'organismo del soggetto comportandosi come una corrente magnetica. L'Od respingerebbe una forza simile presente al suolo, grazie al suo notevole potere dinamico. Non è mancato anche il riferimento al corpo astrale, come avviene nella tradizione esoterica: la dilatazione del corpo astrale procurerebbe l'alleggerimento di quello fisico. Si è parlato di fluidi particolari, di energie sprigionate in casi eccezionali del corpo umano, di "leve" ectoplasmiche in grado di sollevare il corpo stesso di un soggetto (oltre che gli oggetti circostanti), di campi bio-gravitazionali entro cui si modificano le abituali leggi fisiche, di "spinte" parafisiche dal basso e anche di interazioni fra organismi viventi e continuum spazio-temporale.

    La moderna ricerca psichica ha avanzato l'ipotesi di un'energia psi generata dal medium, dal mistico, dallo sciamano, dal santo, in grado di modulare la stessa energia gravitazionale facendo levitare oggetti o il corpo stesso dell'individuo. Il termine psi è stato coniato da Thouless e Wiesner nel 1948, e indica genericamente la facoltà da cui derivano i fenomeni paranormali.

    Enrico Morselli, neuropsichiatra dell'Università di Genova e attento studioso di Eusapia Palladino, parla di dinamismi bio-psichici: «La levitazione avviene senza scossa, come se la persona fosse portata in alto lentamente, non però da una forza (leva) che prenda il suo fulcro al di fuori della persona del medio, bensì come potrebbe avvenire il trasporto in alto del corpo di un individuo il quale pensasse di innalzarsi (...). Se la levitazione fosse l'effetto di uno spostamento esogeno, dovrebbe avere i caratteri della spinta all'insù: ha per contro quelli di un'elevazione a volo, come è proprio dell'immaginazione sognante di pensarla. Non credo perciò che la questione della levitazione si debba trattare soltanto sotto il punto di vista fisico-meccanico: si tratta anche qui di manifestazioni risolvibili, almeno parzialmente, in un dinamismo bio-psichico» (E. Morselli, Psicologia e Spiritismo, Bocca, Torino 1908, vol. I pag. 281).

    Il problema in realtà consiste nella consapevolezza che per ottenere la levitazione è necessario superare la forza di gravità: fino a quando non si riuscirà a dimostrare che l'uomo è in grado di attivare forze antigravitazionali, la sollevazione del corpo o di un oggetto attraverso energie paranormali continuerà a essere un mistero di difficile soluzione.
    Dal punto di vista della scienza, la levitazione è lo splendido esempio di una macroscopica anomalia nel sistema delle leggi finora stabilite.



    Levitazione del medium Colin Evans nella Conway Hall di Londra (1938)

  9. #9
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    Predefinito Re: Mistiche anomalie gravitazionali

    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    San Giuseppe da Copertino uno Sciamano che si è fatto frate!
    Possibile o addirittura problabile
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  10. #10
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    Predefinito Re: Mistiche anomalie gravitazionali

    A me capita nei sogni; soprattutto quando ero più giovane.
    Mi lascia una sensazione bellissima.
    niente mi giova

 

 
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