Tasse record a Roma: si paga 4 volte più di Milano



Se è vero, come mostra un’indagine condotta dal Cer (Centro europa ricerche ) per conto di Confcommercio, che nel giro di vent’anni (dal ’92 al 2012) le imposte locali sono esplose del 500% passando da 18 a 108 miliardi di euro di gettito annuo, si può ben dire che Roma è l’epicentro del fenomeno. Mettendo insieme Imu, addizionale Irpef e imposta sui rifiuti ciascun contribuente romano subisce un prelievo medio annuo di 1.040 euro contro una media nazionale che si ferma a 440. Come a dire che nella Capitale si è sottoposti a un peso fiscale più che doppio rispetto a quello sopportato negli altri comuni italiani. Per fare un esempio, a un cittadino con un reddito da 10mila euro, il Comune di Roma chiede 260 euro, con un aumento di 70 euro rispetto al 2010, mentre a Milano il conto finale è solo di 80 euro. La differenza è del 288,9%. Non che altrove manchino i sacrifici. E infatti, almeno sul capitolo Imu, Roma lascia a Siena lo scettro di capoluogo più tartassato “accontentandosi” del secondo posto.

I CONTI
Ma se poi si va a fare il conto complessivo delle imposte comunali non c’è proprio partita. Il fatto è che il passaggio dall’Ici all’Imu (la componente più pesante tra le tasse locali) è stata una vera mazzata per le tasche dei contribuenti. Nell’arco di un anno (tra il 2011 e il 2012) le entrate tributarie confluite nelle casse del Campidoglio sono passate da 2.009,88 milioni di euro a 3.419,81 del 2012, registrando un incremento di 1.409,93 milioni di euro. E la circostanza che in precedenza la tassa sugli immobili era gestita finanziariamente dallo Stato centrale che poi trasferiva il denaro ai Comuni attenua ma non annulla la portata del salasso. Perché da un anno all’altro il taglio dei trasferimenti è stato solo di 715 milioni. Il che vuol dire che il resto delle entrate in più (circa 700 milioni) sono tasse aggiuntive.

I DETTAGLI
E se appare del tutto inutile prendersela con l’addizionale Irpef comunale che con la sua aliquota allo 0,9% (comunque la più robusta in Italia) impone da almeno 5 anni un prelievo complessivo che si è stabilizzato poco sopra i 200 milioni (e fanno 207 euro di esborso pro capite), i lamenti dei romani si concentrano proprio sull’Imu. Secondo un’indagine parlamentare costruita sui dati del ministero dell’Economia, dopo il record di Siena (702 euro medi a famiglia) l'Imu sulla prima casa più alta è a Roma con 639 euro a famiglia. A Milano si pagano 427 euro, a Bologna 409, a Torino 323 e a Napoli 303. Capitale in testa sulla seconda casa con un esborso medio di 1.885 euro. Quota che invece a Milano arriva a 1.793 euro, a Bologna 1.747 e a Firenze a 1.426 euro. Entrando più nel dettaglio dei singoli casi, i conti diventano anche molto più salati. Secondo le analisi di Confedilizia, prendendo in considerazione un appartamento di cento metri quadri "in zona semicentrale", gli esperti calcolano per Roma un’Imu media di 1.444 euro, seconda solo a Venezia, contro i 1.029 euro di Torino, i 1.009 di Bologna, i 969 di Firenze e addirittura i 752 euro di Milano. In un negozio di cento metri quadri in centro nella Capitale si pagano 4.057 euro di Imu, contro i 3.459 di Bologna e i 2.582 euro di Milano. Per sintetizzare, sommando Imu e addizionale Irpef è stato calcolato che tra il 2011 e il 2012 una famiglia di due professionisti, con due figli e una casa di proprietà ha versato 1.119 euro in più rispetto all’anno precedente, passando da 727 a 1.846 euro, vale a dire un aumento del 154 per cento. Senza dimenticare la tassa sui rifiuti che costa in media 378 euro a famiglia e che garantisce alle casse del comune 650 milioni di euro.


Tasse, il record dei romani pagano 4 volte più di Milano - Il Messaggero



Sabato 28 Settembre 2013 - 079