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    Tirtsàkh ha Elohim!
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    Predefinito I gitani pre indoeuropei e la loro patria ancrstrale indiana!!

    Lasciarono l'India 1500 anni fa e giunsero nei Balcani sei secoli dopo: ma nel corso della loro storia hanno interagito pochissimo con le altre popolazioni europee. Un nuovo studio sul patrimonio genetico della più grande minoranza del Vecchio Continente.
    In alcuni luoghi d’Europa sono viste come elementi di estraneità potenzialmente pericolose per le società con le quali condividono i territori, in altri vengono reputate da tutelare perché indicate come depositarie di una cultura antichissima che ha raggiunto la sua massima manifestazione nella musica: le popolazioni di lingua romaní (i cui più grandi gruppi sono quelli dei Rom e dei Sinti) costituiscono, ad ogni modo, la più consistente minoranza etnica del Vecchio Continente. Circa undici milioni di individui distribuiti in diverse nazioni a formare un mosaico di linguaggi, tradizioni e strutture sociali riconducibili, tuttavia, ad una evidente matrice comune.
    Isolamento sociale, isolamento genetico
    Benché precedenti studi linguistici ed indagini genetiche avessero già individuato le origini delle popolazioni di lingua romaní nel subcontinente indiano, mancava una prospettiva scientifica delle modalità in cui si articolarono queste ondate migratorie, oltre ad una cronologia dettagliata degli eventi: quasi come se l’emarginazione sociale dei Rom si sia riflessa, negli anni, anche sugli stessi studi relativi a questo popolo, lacunosi ed imprecisi, oltretutto fortemente limitati dalla diaspora che ha portato queste genti ormai anche oltreoceano. Del resto, gli stessi Rom non posseggono fonti e documenti scritti che attestino la loro storia più antica, contribuendo così essi stessi ad alimentare un mistero che avvolge la nascita di questo straordinaria etnia le cui vicissitudini sono state spessissimo indissociabili da persecuzioni, stermini, deportazioni e riduzione in schiavitù.
    Un gruppo internazionale di ricercatori ha deciso però di riprendere in mano il filo annodato della storia di questo popolo “muto” e di seguirlo fino alla sua genesi, attraverso l’analisi del patrimonio genetico di 152 persone appartenenti a 13 distinti gruppi Rom di diverse nazionalità, esaminando i polimorfismi a singolo nucleotide, ovvero quelle variazioni nel materiale genico che, trasmettendosi di generazione in generazione, vengono utilizzate nell’ambito di indagini di questo tipo. Guidati da David Comas, dell’Istituto di Biologia Evolutiva dell’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona, e da Manfred Kayser dell’Erasmus MC University Medical Center Rotterdam, gli studiosi hanno poi confrontato i risultati ottenuti con i dati relativi ad altre etnie europee e non europee verificando, innanzitutto, come le popolazioni di lingua romaní siano molto omogenee a livello genetico: gruppi di Rom molto distanti geograficamente gli uni dagli altri dimostrano di avere una parentela assai più stretta che con gli altri europei dei Paesi in cui vivono. La pronunciata endogamia all’interno della loro cultura ha evitato la dispersione del patrimonio che sarebbe stata conseguenza naturale della diaspora dei Rom: unica parziale eccezione a questo evidente isolamento rispetto al contesto di appartenenza, sembra essere costituita dai Rom del Galles.
    Il lungo viaggio dall’India
    Comprensibilmente, tali circostanze hanno ulteriormente favorito i ricercatori nel tracciare le tappe ed individuare i momenti cruciali di quella migrazione che portò le popolazioni di lingua romaní fino in Europa: ne è così emerso che, in un’unica massiccia ondata, esse mossero dalle regioni dell’India nord-occidentale circa 1500 anni fa. Giunti prima in Medio Oriente e successivamente nel vicino Oriente, ebbero scambi genetici limitatissimi con gli autoctoni. Questa prima fase non fu priva di elementi drammatici, con una involuzione demografica che dimezzò quasi la popolazione, portandola a diminuire del 47%, come rivelerebbero i dati genetici.
    Sei secoli dopo, le medesime popolazioni si spostavano compattamente verso i Balcani, laddove avrebbe avuto origine la loro diaspora. Anche in questa seconda tappa, collocabile all’incirca nove secoli fa, un impressionante crollo demografico travolse i Rom che assistettero ad una contrazione del 70% della propria popolazione nella fase successiva alla loro stabilizzazione in Europa: questo avvenimento è certamente all’origine di quei limitati apporti genetici provenienti dalle altre popolazioni europee e riscontrati nel patrimonio degli individui presi in esame. Tale mescolanza fu alla base della differenza, ancora riscontrabile, tra i Rom europei e quelli che vivono nelle regioni dell’Asia.

    I risultati di questa interessante indagine nel passato sono stati pubblicati dalla rivista Current Biology a pochi giorni da un altro studio curato dai ricercatori del Centre for Cellular and Molecular Biology di Hyderabad, in India, presentato da PLOS ONE. Seguendo le vie tracciate da uno specifico aplogruppo del cromosoma Y (marcatori utilizzati per esplorare l’ascendenza ancestrale paterna) in un campione di oltre 10 000 individui, gli autori del lavoro sono arrivati alle medesime conclusioni, identificando l’origine di queste “genti misteriose” proprio nell’India occidentale dalla quale andarono via oltre 1500 anni fa: forse per contingenze politiche o sociali o, magari, assecondando un “istinto nomade” che albergava nella loro anima e nel loro patrimonio genetico.
    Come per la storia delle origini delle popolazioni di lingua romanes/romanì, anche l'origine del termine rom è aperta a diverse ipotesi dibattute tra gli studiosi.
    Rom è l'autonimo che la maggioranza della popolazione di lingua romanes/romani utilizza per denominare il proprio gruppo. Si ritiene che questo termine sia strettamente correlato all'etnonimo Dom/?omba, la cui prima apparizione nei testi sanscriti risale al "Sádhanamálá" (VII secolo d.C.), dove viene narrata l'esistenza di un re ?om, Heruka.
    Questa ipotesi si basa sull'analogia tra la popolazione dei Domba o Domari (in sanscrito Doma, ma anche Domaki, Dombo, Domra, Domaka, Dombar e varianti dalla stessa radice), e i dom, un gruppo etnico dalle caratteristiche sedentarie e nomadiche del Medio Oriente. Tra le varie ipotesi, una delle più suggestive indicherebbe nella radice sanscrita Dom, onomatopeicamente connessa al suono del tamburo, che in sanscrito corrisponde alla parola Damara e Damaru, l'origine del termine. Le donne Domba avevano un ruolo importante nelle pratiche tantriche perché considerate intoccabili e immonde, inoltre era considerato degradante avere rapporti sessuali con loro, per questo motivo venivano selezionate per le pratiche tantriche di auto-umiliazione.
    I dom medio-orientali hanno una ricca tradizione orale ed esprimono la loro cultura e la loro storia attraverso la musica, la poesia e la danza.
    Nel nord-ovest dell'India, ancora oggi, numerosi Jati sono chiamate con il termine Rom, il che induce a ritenere che abbia avuto in passato lo status di un etnonimo. L'esistenza, inoltre, di rovine di antiche fortezze, chiamate "omdigarh", costituirebbe una prova che sia effettivamente esistito il regno dei Dom/Domba, in seguito distrutto dalla dinastia Gupta, evento che avrebbe provocato la perdita dello status etnico dei ?om e la loro riduzione in Jati di infimo ordine.
    In base agli studi e le ricerche effettuate sui Dom/Domba di oggi (sulla loro cultura, religione, etc.) si ritiene che essi appartengano a una popolazione che aveva abitato l'India prima dell'invasione degli Arii (nel 1500 a.C. circa).

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  2. #2
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    Predefinito Re: I gitani pre indoeuropei e la loro patria ancrstrale indiana!!

    PICCOLA CORREZIONE:

    Nel nord-ovest dell'India, ancora oggi, numerosi Jati sono chiamate con il termine Dom, il che induce a ritenere che abbia avuto in passato lo status di un etnonimo. L'esistenza, inoltre, di rovine di antiche fortezze, chiamate "omdigarh", costituirebbe una prova che sia effettivamente esistito il regno dei Dom/Domba, in seguito distrutto dalla dinastia Gupta, evento che avrebbe provocato la perdita dello status etnico dei Dom e la loro riduzione in Jati di infimo ordine.
    In base agli studi e le ricerche effettuate sui Dom/Domba di oggi (sulla loro cultura, religione, etc.) si ritiene che essi appartengano a una popolazione che aveva abitato l'India prima dell'invasione degli Arii (nel 1500 a.C. circa).

 

 

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