Re: Perché ci farebbe bene una guerra.
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Ceslom
Comunque ripeto: il Fatto Quotidiano non sarà certo il Gazzettino del PNF, ma sicuramente rispetto ad altri giornali di regime è quello più indipendente ed aperto alle opinioni fuori dal coro.
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Ceslom fai ammenda per quello che hai scritto, gli fa comodo solo ogni tanto pubblicare qualcosa di diverso per far vedere che sono mentalmente di vedute aperte. Mi hanno talmente bannato tante di quelle volte dal loro blog che alla fine ci ho rinunciato perché avevo esaurito la fantasia per crearmi nuove e-mail e nuovi nickname ogni volta, e credemi che ero sempre molto attento a non uscire dall'ambito legale senza nemmeno averne la necessità.
Re: Perché ci farebbe bene una guerra.
Ma, alla fine, la guerra si farà ? io sono pronto. Garantito al limone ! (come ama dire quel saggio del mio vecchio inconsapevolmente fuorviato dalla pubblicità). Comunque lui (il mio vecchio) sarebbe uno de noi (anche se incosapevolmente fuorviato dalla pubblicità).
E' che qua ce so' troppi uomini liberi che credono di fare la guerra senza versare neanche una goccia di sangue (eh ma adesso lo stato massonico....! Eh ma adesso nessuno è più disposto a sacrificarsi per qualcosa di superiore !).
Non vi preoccupate ! Ce faremo avanti noi ! Gli uomini effettivamente liberi ! Ma , magari, se vinciamo e già che ci siamo qualche rogo in più lo accendiamo ! Tanto per rinsaldar la Tradizione !
Mi immagino un tizio tipo Giò al mio fianco e gli eretici abbrustolire dopo aver tentato di incitare le "masse" alla "rivolta" !
Splendido sogno; se solo la "psiche" obbedisse docilmente ai nostri desideri !
Re: Perché ci farebbe bene una guerra.
Le guerre sono piene di personaggi che partano entusiasti ed euforici salvo poi farsela addosso al primo assaggio di fango e sangue (la prova del fuoco) e di personaggi che partano con una certa insensibilità col cuore rivolto alle loro case finendo per fare la prima linea al posto dei primi descritti.
Re: Perché ci farebbe bene una guerra.
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samuel cramer
Le guerre sono piene di personaggi che partano entusiasti ed euforici salvo poi farsela addosso al primo assaggio di fango e sangue (la prova del fuoco) e di personaggi che partano con una certa insensibilità col cuore rivolto alle loro case finendo per fare la prima linea al posto dei primi descritti.
Le guerre da sempre (ma, in particolare, ultimamente) sono piene di personaggi che non partono proprio. Il che non toglie nulla a chi parte, per un qualsiasi motivo, e se la fa sotto o meno alla prima prova del fuoco.
Re: Perché ci farebbe bene una guerra.
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Originariamente Scritto da
samuel cramer
Le guerre sono piene di personaggi che partano entusiasti ed euforici salvo poi farsela addosso al primo assaggio di fango e sangue (la prova del fuoco) e di personaggi che partano con una certa insensibilità col cuore rivolto alle loro case finendo per fare la prima linea al posto dei primi descritti.
Non è detto che chi sia un guerrafondaio poi non abbia le palle per andare al fronte. D'Annunzio, Marinetti il DVCE stesso e tantissimi altri smentiscono questo cliché sinistronzo , stile il professore di Nulla di nuovo sul fronte occidentale.
Re: Perché ci farebbe bene una guerra.
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Originariamente Scritto da
Miles
Non è detto che chi sia un guerrafondaio poi non abbia le palle per andare al fronte. D'Annunzio, Marinetti il DVCE stesso e tantissimi altri smentiscono questo cliché sinistronzo , stile il professore di Nulla di nuovo sul fronte occidentale.
L'importante è discernere tra autoproclamatisi ksatriya (e mi scuserete se non l'ho scritto correttamente) e persone (fasciste o meno) che ad un certo punto mandano a fare in culo le cazzate contingenti e vanno a versare sangue insieme ai fratelli.
Chi non si autoproclama ksatriya e non va a versare sangue in quel luogo e in quel momento è, al massimo, una simpatica canaglia che, magari, da sopravvissuti, si seguirà in seguito con un mezzo sorriso disgustato e compiaciuto allo stesso tempo.
Re: Perché ci farebbe bene una guerra.
Voglio sperare che i mie interventi non vengano fraintesi nel senso di un certo peloso pacifismo (che, altrimenti, non mi affaccerei neanche su sto forum).
La questione è una diversa visione del concetto "guerra".
C'è chi lo intende come evento umano finalizzato ad uno scopo (e, certamente, pregno di valori utilmente spendibili sul piano individuale/spirituale/esistenziale) e chi lo considera come evento divino da sponsorizzare; ma solo in quanto "predestinato" e, quindi, destinato alla salvezza materiale e spirituale.
La differenza tra queste posizioni va sempre tenuta in considerazione. La guerra è da mo' che ha perso "in sé" la sua funzione "purificatrice".
Re: Perché ci farebbe bene una guerra.
Oso ricondurre tale discussione sui retti binari del catto-fascismo sedeplenista occulto pioduodecimano:
"Noi non ci vergogniamo di essere stati interventisti, ma con ciò non intendiamo accomunarci con certi esaltatori della guerra, che attorno a essa fecero della cattiva letteratura. Non esaltiamo la guerra per la guerra, come non esaltiamo la pace per la pace".
Benito Mussolini, discorso al Teatro Augusteo di Roma, 7 novembre 1921
"A scanso di equivoci, bisogna qui ricordare che anche nell'insegnamento cattolico, la vita è una guerra. Militia est vita hominis super terram, leggiamo nei sacri libri, e S. Paolo ingiunge al suo fedele Timoteo di adoprarsi sicut bonus miles Christi, mentre il divino Maestro ammonisce gli apostoli ch'Egli è venuto a portare non la pace, ma la spada.
Nessuna religione spinge alla lotta e all'azione così come la religione cristiana: ma si tratta della lotta e dell'azione che non si pascolano certo di miti irrazionali, ma prorompono da una profonda ispirazione morale, e scorrono sulle guide sicure delle verità rivelate da Dio stesso mediante la ragione e la fede.
Nessuna scuola di guerra ha saputo infondere tanto fiero coraggio quanto la scuola delle catacombe, da cui uscirono quei forti, i quali senza un lampo di collera, né accesi da scomposto fanatismo, affermarono dinanzi ai formidabili rappresentanti dei Cesari che la libertà è qualche cosa di più del collo e del sangue e che lo spirito vale più della materia.
Nessuna scuola pedagogica ci ha dato, come l'ascesi cristiana, quegli uomini di azione e frementi della volontà di conquista che si chiamano i missionari.
Nessun rivoluzionario può vantare un dinamismo qual è quello del poverello di Assisi o di S. Vincenzo dei Paoli. Francesco Saverio, che nel breve giro di poco più di un decennio scorre le Indie e il Giappone, ha audacie e disegni d'imprese, dinnanzi alle quali svaniscono le ambizioni napoleoniche naufraganti nel più gretto egoismo.
Fu detto di S. Ignazio di Loiola che avesse un animo più grande dell'orbe: questo stesso potrebbe dirsi di tutti coloro che sentono e vivono l'ideale Cristiano, di tutti coloro i quali possono affermare col grande S. Cipriano: Non loquimur magna sed vivimus.
Vi è dunque un attivismo cristiano attestato da due millenni della storia della Chiesa, ma è un attivismo che non sacrifica la verità agli impulsi, l'essere all'azione; che non si muove nel vuoto d'una morale scerpata dalle radici metafisiche, d'una morale che sconosce la finalità suprema d'ogni eroismo, la quale non può essere il pericolo per se stesso, ma il pericolo per la perfezione dell'essere.
Estote perfecti sicut et Pater vester perfectus est. In fondo è l'attrazione di Dio che crea l'attivismo cristiano, non l'attrazione dell'incognito e il fascino del pericolo. In questa solida base esso ha maggior resistenza e vigore dell'attivismo fondato sull'istinto, giacché anche gli stessi insuccessi non possono spezzarlo, non essendo per lui che esterni e apparenti".
Angelo Brucculeri S.J.: "L'involuzione della civiltà" ediz. "La Civiltà Cattolica" 1943, Pp. 30-31
Re: Perché ci farebbe bene una guerra.
suvvia, quella di Fini era solo una provocazione intellettuale, non c'è bisogno di prendersela così a male! :D
Re: Perché ci farebbe bene una guerra.
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Originariamente Scritto da
Ceslom
I "fascisti" che lo difendono ne sono convinti.
non credo esista alcun fascista che lo difenda