Saggiamente, Aristotele predicava una società composta e governata da piccoli e medi proprietari: essa sola può garantire una serenità di giudizio necessaria, una disponibilità ad affrontare eventuali sacrifici e l'assenza di hýbris pericolosamente diffusa.
Viceversa, una società composta e governata da nullatenenti e grandi proprietari assieme è una società composta da chi non ha nulla da sacrificare, da chi non ha nulla se non l'orizzonte quotidiano della sopravvivenza, titolata a governare assieme a chi dell'hýbris è quasi per definizione vittima e preda.
Il liberalismo e la sinistra hanno come stella polare la liberazione del mercato da ogni impedimento, compresa, se necessario, la proprietà media e piccola. La sinistra con l'obiettivo ultimo di creare un'unica grande proprietà fumosamente comune dei mezzi di produzione, il liberalismo in nome di una molto supposta libertà del singolo individuo.
Ebbene, le riforme fiscali in senso patrimoniale mirano a generare una società esattamente in questa direzione, priva o scarsa di media o piccola proprietà, con alcuni grandissimi potentati economico-sociali assieme a una massa infinita di gente tenuta in piedi solo dall'assistenza sociale, finanziata proprio da questi medesimi potentati, in cambio della sottomissione e della pace sociale.
La tassazione patrimoniale è funzionale a creare una situazione di riduzione progressiva dei piccoli patrimoni (ad es. casa di proprietà, barchetta, ecc.) per forza di cose immobilizzati e non mobilitabili rapidamente: quindi è in favore della creazione, a lungo termine, di patrimoni molto più consistenti e molto più mobilizzabili in investimenti produttivi, eccetera. Ciò però comporta un irrigidimento del sistema sociale in cui a lungo termine si costringono i ceti mediobassi e bassi a "dipendere" dal sistema di assistenza sociale e ad adeguarsi: l'esempio principe è la Germania. Al contrario, la situazione di patrimonalità diffusa tipica dell'area mediterranea consente un raggio di indipendenza dei ceti medio-bassi e bassi nettamente maggiore.
Per un partito sanamente liberalsocialista, come è o aspira ad essere il PD, la situazione tedesca è ottimale. Una prospettiva di "destra" apprezza la patrimonialità diffusa, e la conseguente maggiore flessibilità del sistema, anche al prezzo di minori capitali mobiliari disponibili per investimenti produttivi. E secondo questa prospettiva, la situazione tedesca è proprio perversa.
Compito sociale principale della destra, è difendere la piccola e media proprietà, libera da vincoli eccessivi: non è difendere il mercato, sebbene in certe condizioni difesa del mercato e della proprietà coincidono. E dalla difesa della proprietà patrimoniale discendono tutte le varie battaglie, cronologicamente ultima delle quali è la battaglia del Mutuo Sociale promossa da CP, che non a caso ha trovato ampia eco e risonanza.
Se compito della destra è difendere la piccola e la media proprietà, tuttavia, la sua difesa fine a sé stessa è certamente pericolosa per lo smarrimento dell'etica e del senso comunitari che ciò comporta.
La destra sociale - in qualunque modo la si voglia chiamare - ha la sacrosanta missione di difendere e diffondere la proprietà diffusa e partecipata di piccole e medie dimensioni - chiaramente con le eccezioni legate alle esigenze nazionali - ma di tutelarle in quanto e fintanto che sono orientate al bene comune, cioè in quanto e fino a quando hanno una finalità sociale e benefica all'intera comunità.