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Discussione: papa Francesco.

  1. #1391
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Holocau$t-israel-lobby+commissione europea+Facebook+Twitter+YouTube+Microsoft: la censura mondiale

    .


    La possibilità di chiunque di scrivere e pubblicare su Internet è noto che rappresenta l’incubo della holocau$t-i$rael-lobby e dei suoi shammashim (servi del sabato ebraico). I suoi “educatori” oloconformi sono, sostanzialmente, alla pari con un olomiscredente qualsiasi o, peggio ancora, con un Carlo Mattogno, per esempio!
    L’antico privilegio è andato a puttane! Da questa genesi il diluvio!
    Il sionismo realizzato, e le sue talebane metastasi, ha qualchepiccolo problema coi non sionisti, vediamone due, i principali…
    1) l’incontrovertibile fatto che il sionismo ha occupato, violentemente colonizzato, una terra abitata da genti non sioniste e, non soddisfatto, ha eseguito una violenta pulizia etnica, assassinato buona parte di coloro che quella terra abitavano e, naturalmente, volevano continuare ad abitare. Tanto comportamento ha, addirittura, costretto la levatrice a dire che “il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale” (Risoluzione ONU del Novembre 1975).
    2) la caduta di credibilità di un preteso, mai provato, olocau$to tramite camere a gas che è stato, al contempo, motivo-giustificazione della nascita del ghetto di Palestina e scudo e spada dello stesso.
    Questi due motivi costringono il sionismo a cercare ogni mezzo per tacitare chiunque li esponga o ne faccia materia di studio e ne divulghi i risultati.
    Il metodo classico della contestazione verbale affidata a pennivendoli variegati e docenti di ogni ordine e grado non ha prodotto alcun risultato, anzi!…buona parte dei docenti ha scelto la parte opposta o non ha il coraggio di esprimersi.
    Che fare?

    Chissà se sarà considerato un “illecito incitamento all’odio online” pubblicare questo ragionamento dell’ebreo maimonide!?

    Semplice
    1) “Convincere” i governi che avere opinioni divergenti da quelle sioniste è “sempre una istigazione all’odio razziale”, che va punito per legge e legiferare di conseguenza!
    2) “Convincere” i governi che la diffusione delle risultanze degli studi degli storici non allineati è “sempre una istigazione all’odio razziale” e che mina le basi “a fatica” risorte della democrazia!Rientra in questo schema l’ultima uscita della Commissione europea in accordo con Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft. Vediamo alcuni estratti delle “leggi di Bruxelles”, pubblicate il 31 maggio 2016, patteggiate tra quei soggetti…<La Commissione europea e le aziende informatiche annunciano un codice di condotta sull’illecito incitamento all’odio online>[la formulazione da adito di pensare che esista un “incitamento all’odio” legale? Il testo dice “codice di condotta sull’illecito incitamento all’odio“…se avessero scritto “codice di condotta sull’ incitamento, illecito, all’odio” tutto sarebbe stato pià chiaro, invece hanno scritto bel altro! Evidentemenete l’oggettivo incitamento all’odio verso gli antisionisti e i cosiddetti negazionisti è considerato lecito!
    Praticamente tutta l’operazione è solamente il conferimento di potere di controllo adeguatamente, giustamente, retribuito ( dice la saggezza popolare che… il cane non muove la coda per nulla ), ad “esperti”, estranei alle aziende informatiche, “attraverso partenariati con le organizzazioni della società civile“…che “offrono sostegno e formazione ai partner delle organizzazioni della società civile per consentire loro di svolgere il ruolo di “relatore di fiducia” o equivalente, tenendo in debita considerazione l’esigenza di preservarne l’indipendenza e la credibilità.”…praticamente agenti segreti (immagini il lettore di quale parte in causa!) di cui bisogna mantenere la “credibilità” non facendo apparire il loro ruolo di inquisitori e censuratori.
    In fondo è solo una questione di potere ricattatorio e tanti soldi. Un classico!]
    <Se da un lato l’applicazione effettiva delle disposizioni che prevedono il reato di incitamento all’odio dipende dall’esistenza di un solido sistema di applicazione delle sanzioni penali contro i singoli autori dei discorsi di incitamento all’odio, dall’altro questa azione deve essere integrata da iniziative atte a garantire che appena ricevono una valida segnalazione gli intermediari online e le piattaforme dei media sociali le esaminano prontamente…Per essere considerata valida, la segnalazione dovrebbe essere sufficientemente precisa e adeguatamente fondata.>Andrebbe chiesto all’amanuense che ha redatto il testo cosa significhi quel “valida segnalazione”!
    Chi stabilisce cosa è valido e cosa non lo è?
    Dove, democraticamente, si può leggere ciò che è valido e ciò che non lo è?

    Hanno gli esaminatori la pià pallida idea, per esempio, che… “Non esiste nessuna prova dell’esistenza delle camere a gas“…. ?
    Oppure nel giudicare la “valida segnalazione” di un sionista qualunque, l’esaminatore, tiene ben a mente il “principio” della sentenza contro Garaudy …”la contestazione di crimini contro l’umanità appare come una delle forme più sottili di diffamazione razziale nei confronti degli ebrei e di incitazione all’odio nei loro confronti. La negazione o la rivisitazione di simili fatti storici rimette in discussione i valori che fondano la lotta contro il razzismo e l’antisemitismo e sono tali da turbare gravemente l’ordine pubblico.“…
    Addirittura la “rivisitazione” metterebbe in crisi i “valori” degli stati europei!!!
    Detto altrimenti: contestare la menzogna ufficiale dei 4.000.000 di ebrei assassinati ad Auschwitz… mina le basi del castello della costruzione europea!
    Altro che costruzione sulla sabbia!
    Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia… Mi compiaccio dell’impegno preso dalle aziende informatiche di tutto il mondo di esaminare entro 24 ore la maggior parte delle richiestegiustificate di rimozione di contenuti che incitano all’odio…Questo termine di 24 ore deve essere stato tra le principali richieste della lobby, non a caso è in testa! Si precisano le “24 ore”, non le 15 per esempio, perchè tecnicamente è impossibile scrivere:
    – la “valida segnalazione“,
    – inviarla alle piattaforme dei media sociali,
    – prenderla in esame,
    – verificare l’esistenza dell’incitamento all’odio,
    – passare al settore tecnico l’input della cancellazione,
    – passare alle varie polizie il caso, per le loro competenze. Un tour de force.
    Quindi la lobby concede le 24 ore!
    Le aziende informatiche si impegneranno inoltre per rafforzare l’attuale partenariato con le organizzazioni della società civile, che contribuiranno a segnalare i contenuti istiganti alla violenza e a comportamenti improntati all’odio.



    Ecco il concreto. E’ nel non detto, se non sbagliamo,…i SOLDI, perchè no?

    Rafforzare, quindi si ammette che GIA’ esiste questa lobby della delazione che qui si consiglia di incrementare (numericamente, si pensa): quindi altri INCARICHI a persone di fiducia di queste innominate “organizzazioni della società civile“, magari retribuiti, e magari da casa propria dietro il proprio PC e magari ancora con bollette telefoniche gratis, che non guastano mai!
    Chi sono i componenti di queste “organizzazioni della società civile”, dove risiedono?
    In Europa?
    Altrove?
    Chi può escludere che uno yankee qualunque, un colono del ghetto di Palestina, possano decidere della mia libertà di espressione?
    Della libertà di espressione di tutta l’Europa!
    Chi può escludere che la holocau$t-israel-lobby e la lobby sionista non coordinino alcunieinsatzgruppen con incarico di monitorare e fare delazione verso Facebook, Twitter, YouTube, Microsoft ?
    Le aziende informatiche e la Commissione europea si prefiggono inoltre di proseguire l’opera di elaborazione e promozione di narrazioni alternative indipendenti, di nuove idee e iniziative e di sostegno di programmi educativi che incoraggino il pensiero critico…
    TOMBOLA!..
    …<elaborazione e promozione di narrazioni alternative indipendenti>…!
    – che cosa significa in concreto?
    – chi sono questi “indipendenti”?
    – insipendenti da chi?
    – indipendenti da cosa?
    Nel caso che ci interessa, il riesame delle “prove” storiche del cosiddetto olocau$to ebraico, chi è indipendente dalla narrazione universalmente accettata e propinata ai giovani europei dall’asilo al funerale?
    Un solo nome!<Le aziende informatiche si adoperano per rafforzare i partenariati con le organizzazioni della società civile ampliando la portata geografica di tali partenariati e, se del caso, offrono sostegno e formazione ai partner delle organizzazioni della società civile per consentire loro di svolgere il ruolo di “relatore di fiducia” o equivalente, tenendo in debita considerazione l’esigenza di preservarne l’indipendenza e la credibilità.>
    Altra opportunità di assunzione di personale politicamente omologato allo sterminazionismo, altri stipendi a nulla facenti direttori di inesistenti musei dell’olocau$to e ipotetici memoriali regionali dell’olocau$to, altro introito per i “partners”!Le aziende informatiche e la Commissione europea convengono… di proseguire le discussioni su modalità idonee a promuovere la trasparenza e a incoraggiare narrazioni alternative che contrastino l’incitamento all’odio. (…) (1)
    Vedi sopra, lo hanno ripetuto per rammentare alle “aziende informatiche” chi è che comanda e da loro la possibilità di poter operare in ambito europeo.
    Tutto qui il giochino!
    _______________________

    C’è chi protesta su questa decisione…“Le fanno eco in un contro-comunicato congiunto gli attivisti di EDRi (European Digital Rights) a Bruxelles e di Access Now negli Usa (a New York): protestano di essere stati “esclusi sistematicamente” dai negoziati sul codice di condotta, e criticano la decisione europea perchèdelega la politica ad aziende private, di fatto costringendo le piattaforme tecnologiche a fare ipoliziotti digitali.«Si prospettano rischi seri per la libertà di espressione, perché potrebbero venire cancellati contenuti del tutto legali, seppur controversi, come risultato di questo meccanismo volontario, visto che non si deve rendere conto a nessuno».”…”Resta da capire come faranno a determinare che cosa sia illegale e che cosa non lo sia. Non solo. Le nuove regole europee obbligano Facebook, Microsoft, Twitter e Youtube a identificare e promuovere di contrasto «contro narrative» indipendenti positive. Anche questo è un punto controverso: fa specie che la narrativa europea venga assegnata ad aziende private americane.”…(2)

    Note

    1) Copia da: European Commission - PRESS RELEASES - Press release - La Commissione europea e le aziende informatiche annunciano un codice di condotta sull?illecito incitamento all?odio online. Il testo originale completo si trova qui: La censura mondiale della commissione europea e Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft con la scusa dell’odio 31maggio2016
    2) In Europa codice di condotta contro l?odio online - La Stampa

    1421 ? Holocau$t-israel-lobby+commissione europea+Facebook+Twitter+YouTube+Microsoft: la censura mondiale | "Olodogma"
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

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  2. #1392
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    Predefinito Re: papa Francesco.

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    Antonio Socci 4 giugno 2016
    DALLA POLONIA DI WOJTYLA DUE MIRACOLI EUCARISTICI CHE SONO UN CLAMOROSO MONITO PER BERGOGLIO E PER I SUOI PONTI VERSO LA PROFANAZIONE DEL S.S. SACRAMENTO

    www.antoniosocci.com/dalla-polonia-wojtyla-due-miracoli-eucaristici-un-clamoroso-monito-bergoglio-suoi-ponti-verso-la-profanazione-del-s-s-sacramento/
    31 Mag, 2016
    E’ accaduto in una città polacca della Slesia, Legnica, che prende il nome dalle sue miniere di lignite. E’ un evento enorme, ma si è verificato in sordina.
    Il 25 dicembre del 2013, nella chiesa parrocchiale di San Jacek, durante la Messa di Natale, il sacerdote distribuisce la comunione e un’ostia consacrata cade inavvertitamente per terra.
    Secondo le norme in questi casi si raccoglie la particola e la si pone dentro il tabernacolo in un bicchiere d’acqua dove di lì a poco si dissolverà.
    Così hanno fatto. Ma dieci giorni dopo, il 5 gennaio del 2014, uno dei sacerdoti si accorge che l’ostia c’è ancora e, in una sua parte, è diventata rosso sangue. Viene avvertito il vescovo che – passate due settimane – istituisce una commissione di studio.
    Si prelevano alcuni campioni dalla zona rossa della particola e si sottopongono a rigorose analisi del Dipartimento di Medicina Legale che – alla fine degli esami di laboratorio – trae queste conclusioni:“Nell’indagine istopatologica si è scoperto che i frammenti di tessuto contengono parti frammentate di muscolo striato. L’insieme assomiglia molto al muscolo cardiaco, con le alterazioni che appaiono di frequente durante l’agonia. Gli studi genetici indicano l’origine umana del tessuto”.
    FATTI CLAMOROSI
    Com’è noto la Chiesa – sulla base delle parole di Gesù – riconosce che il pane e il vino consacrati dal sacerdote durante la messa diventano realmente il corpo e il sangue di Cristo, pur conservando l’apparenza del pane e del vino.
    Ma da secoli si verificano miracoli in cui quelle apparenze spariscono e il pane e il vino consacrati mostrano, anche scientificamente, di essere diventati davvero carne e sangue umani.
    In questo caso addirittura carne di un cuore vivo che sta soffrendo nell’agonia: la sofferenza del Salvatore che viene rifiutato dal mondo.
    Il vescovo mons. Zbigniew Kiernikowski, il 17 aprile scorso, dopo aver ottenuto a Roma il placet della Congregazione per la dottrina della fede, ha firmato il riconoscimento ufficiale del miracolo e ha fatto esporre la reliquia.
    La diocesi ha convocato una conferenza stampa per dare tutte le informazioni sull’accaduto e sulle analisi mediche che sono state così accurate da fornire un’assoluta certezza morale.
    Prodigi simili si sono verificati anche in passato. Per esempio il miracolo eucaristico di Lanciano avvenne in quella cittadina abruzzese nell’VIII secolo e la reliquia è tuttora lì conservata.
    Il clamoroso miracolo eucaristico di Bolsena data al XIII secolo. Si potrebbe sospettare che per quei tempi così lontani non sia garantita la veridicità delle testimonianze.
    Ma il miracolo eucaristico di Siena – avvenuto nel XVIII secolo – dura ancora oggi, contro tutte le leggi naturali e proprio nei mesi scorsi è stato nuovamente analizzato dagli scienziati e riconosciuto come evento inspiegabile.
    Soprattutto però è significativo che i miracoli eucaristici continuino a verificarsi anche ai giorni nostri.
    Non si sono dissolti davanti al tribunale dell’analisi scientifica. Anzi, accadono addirittura con una frequenza superiore al passato. E sembra quasi che il buon Dio faccia le cose in modo da spazzar via ogni sospetto di imbroglio.
    DIO AL MICROSCOPIO
    Consideriamo un altro recente caso, accaduto sempre in Polonia, nel 2008, a Sokolka, nella chiesa di S. Antonio.
    I fatti sono praticamente identici a quelli di Legnica. Il grumo rosso dell’ostia è stato analizzato da specialisti della facoltà di medicina dell’università di Bialystok, Maria Elzbieta Sobaniec-Lotowska e Stanislaw Sulkowski, i quali hanno rilevato che il fenomeno non si è prodotto per l’azione di batteri: una quantità di indicatori inducono a identificare il campione come proveniente da muscolo cardiaco e si tratta di fibre non necrotiche. In pratica tessuto vivente.
    Oltretutto la lunga permanenza in acqua avrebbe dovuto avviare un processo di autodistruzione dovuto agli enzimi intracellulari, ma nulla di tutto questo si è verificato.
    Sui giornali polacchi qualcuno ha insinuato che quella sostanza rossa potesse in realtà provenire dal cuore di un cadavere per essere posta appositamente sull’ostia.
    Ma la particola è sempre stata sotto chiave, nessuno ha potuto manipolarla. E soprattutto i medici legali hanno escluso quella manipolazione perché hanno rilevato un dettaglio impressionante: i tessuti della particola sono inestricabilmente interconnessi con il tessuto cardiaco umano, tanto compenetrati che le particelle dell’ostia a un certo punto si trasformano in tessuto cardiaco.
    Cose mai viste. Nessuno sulla terra è in grado di fare questo. La professoressa Sobaniec-Lotowska ha dichiarato: “Nemmeno gli scienziati della Nasa, che pure dispongono delle più moderne tecnologie, sarebbero in grado di riprodurre artificialmente una cosa del genere”.
    SCIENZA E MIRACOLI
    Paradossalmente nella modernità i miracoli eucaristici, anziché sparire (come avrebbero immaginato gli scettici), si sono moltiplicati e sono divenuti ancora più credibili, proprio grazie al vaglio della scienza. Essa ha finito col diventare – di fatto – la migliore alleata della Chiesa Cattolica.
    Perché la Chiesa – diversamente da quanto credono i disinformati e i faziosi – dà un posto d’onore alla ragione e riconosce il ruolo fondamentale della conoscenza scientifica.
    E’ proprio alla scienza che la Chiesa chiede il primo responso sui presunti miracoli, sia quelli analizzati nelle cause dei santi, sia quelli che si verificano a Lourdes o di altri santuari (perlopiù miracoli di guarigioni straordinarie).
    Solo se e quando la scienza attesta che il fatto è scientificamente inspiegabile la Chiesa lo prende in considerazione e lo studia per riconoscere l’eventuale sua origine soprannaturale.
    Così – volente o nolente – il mondo scientifico di fatto fornisce la sua autorevole convalida a quei fenomeni che superano la nostra ragione, sovvertono le leggi naturali e sono infine chiamati “miracoli”.
    MESSAGGIO DAL CIELO
    Ma perché il Cielo dovrebbe volere dei miracoli eucaristici? La Chiesa risponde: per confermare la fede dei cristiani e suscitare domande ragionevoli nella mente dei non credenti.
    Ma anche per esaltare la presenza viva di Gesù fra i suoi. Papa Benedetto sempre sottolinea la centralità dell’eucarestia: “senza l’Eucaristia la Chiesa non esisterebbe”.
    Nulla è casuale, anche in questi due miracoli eucaristici che sono avvenuti nella patria di Giovanni Paolo II.
    Proprio lui istituì la diocesi di Legnica nel 1992 e la visitò cinque anni dopo. E’ nella sua memoria che la Chiesa polacca, nei recenti Sinodi, si è battuta contro la “rivoluzione” bergogliana sull’eucaristia.
    E sempre nel ricordo di papa Wojtyla la Chiesa polacca ha accolto i due miracoli ricordando le parole di Gesù alla mistica di Cracovia S. Faustina Kowalska: “onora il mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di Misericordia”.
    E’ stato proprio Wojtyla a far conoscere S. Faustina e a canonizzarla. La vera misericordia – ha spiegato recentemente Benedetto XVI – è quella illustrata da papa Wojtyla e da S. Faustina.
    Benedetto ha poi aggiunto che Bergoglio non può che predicare questa misericordia, la sola autentica. Sapendo, dolorosamente, che egli invece diffonde un’idea errata di “misericordia” che – con l’Amoris laetitia – legittima perfino la profanazione dei sacramenti e quindi il sacrilegio.
    E’ nota la “freddezza” verso l’Eucaristia di Bergoglio che non si inginocchia davanti ad essa e che fece sconcertanti affermazioni “relativiste” sull’Eucaristia e sulla messa durante la sua visita ai luterani di Roma.

    Queste per i cattolici sono le cose veramente importanti e infatti su di esse si sta verificando uno scontro epocale nella Chiesa.
    Molti pensano che il moltiplicarsi dei “miracoli eucaristici”, oggi, sia da leggere come un segno per il nostro tempo e un ammonimento per chi sta nel seggio più alto: quel Bergoglio che – già da vescovo ausiliare di Buenos Aires – mise la sordina a un altro miracolo eucaristico, avvenuto negli anni Novanta proprio nella capitale argentina.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #1393
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Scomunicati i fedeli del Bambinello Gallinaro

    Lazio.Per il delitto canonico di scisma
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #1394
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Iniziano le purghe bergogliane.
    Anche coi sacerdoti ha minacciato di eliminare i vescovi che non condannano i pedofili.
    Un ottimo modo, dopo aver portato il problema all'attenzione facile dell'opinione pubblica, per far fuori quelli che possono dare fastidio alla sua liquidazione della Chiesa.

    Mi sa che presto sarà un titolo di merito, di fronte a Dio, per chi crede, essere stato scomunicato da papa Lucifero.
    La Chiesa degli Scomunicati presto su questo schermo.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #1395
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Questo papa ha sempre odiato tutto ciò che sa di soprannaturale , come il miracolo eucaristico in Argentina , cosa parecchio sospetta per me , non per il cattolico medio .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #1396
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    LA VERITA’ SUL TERZO SEGRETO DI FATIMA E PERCHE’ SE NE TORNA A PARLARE (SE NE ASTENGANO I DILETTANTI)
    Antonio Socci
    In questi giorni è scoppiata una polemica fra il sito cattolico americano OnePeterFive e il Vaticano a proposito del Terzo Segreto di Fatima. Io me ne sono tenuto al di fuori, ritenendo – come ho scritto – poco credibili le nuove “rivelazioni”, ma siccome in tanti mi chiedete un parere, voglio spiegare come ritengo che stiano le cose. E cosa c’è dietro…
    IL FATTO
    Dunque il giorno di Pentecoste nel sito Americano OnePeterFive si riportava una rivelazione del teologo tedesco Ingo Döllinger secondo il quale, dopo la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima, nel 2000, l’allora cardinale Ratzinger, suo amico, gli avrebbe confidato, che c’era dell’altro e che in questa parte non pubblicata si parlava di “un cattivo Concilio e di una cattiva messa” che sarebbero arrivati di lì a poco. Io ho subito osservato che quelle espressioni non mi sembravano attribuibili né a Ratzinger né alla Madonna.
    Credevo che la questione sarebbe finita di lì a poco, anche perché era l’ennesima voce, negli anni, che parlava di una parte non rivelata del Terzo Segreto. Sennonché, con sommo stupore, ho dovuto registrare invece che il 21 maggio è uscito addirittura un comunicato stampa ufficiale del Vaticano che attribuisce a Benedetto XVI, con brevi smozzicati virgolettati, una smentita formale. Ecco qua: Alcuni articoli apparsi recentemente hanno riportato dichiarazioni attribuite al Prof. Ingo Dollinger, secondo cui il Card. Ratzinger, dopo la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima (avvenuta nel giugno 2000), gli avrebbe confidato che tale pubblicazione non è stata completa. A tale proposito, il Papa emerito Benedetto XVI comunica “di non aver mai parlato col prof. Dollinger circa Fatima”, afferma chiaramente che le esternazioni attribuite al prof. Dollinger su questo tema “sono pure invenzioni, assolutamente non vere” e conferma decisamente: “la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa”.
    Non è nelle consuetudini della Santa Sede fare smentite di questo genere. Su Fatima i media – per decenni – hanno pubblicato miriadi di illazioni, di ogni genere, ma mai il Vaticano ha fatto smentite ufficiali. Per esempio, è noto che a suo tempo furono attribuite a Giovanni Paolo II clamorose dichiarazioni sul Terzo Segreto che sarebbero da lui state fatte a Fulda. Ma il Papa non smentì mai con un comunicato ufficiale.
    Peraltro allo strano comunicato vaticano di questi giorni è seguita subito una replica di OnePeterFive che conferma tutto sostenendo che le precise parole di Ratzinger al suo amico Döllinger sarebbero state, in tedesco “Wirklich gibt es da noch etwas” (“In realtà c’è ancora qualcosa [d’altro].”) Come stanno le cose?
    SOTTINTESI
    Al di là di questa particolare diatriba personale, chi conosce approfonditamente il dossier Fatima sa che la verità sta tutta nella decifrazione di certe espressioni (e i dilettanti che si avventurano a fare commenti senza sapere nulla, anche in questi giorni, parlano a vanvera). Infatti – a rigore – il testo pubblicato nel 2000 è TUTTO il Terzo Segreto ufficiale, perché l’altro scritto di suor Lucia (tuttora sconosciuto) che doveva spiegare quella visione e concludere il Segreto, a Giovanni XXIII non sembrò di origine soprannaturale e lui per questo, da allora, impose di secretare tutto.
    Attenendosi a questo giudizio di papa Roncalli, nel 2000, è stata pubblicata solo la visione (la parte giudicata di origine soprannaturale). Quindi, a rigore, stando al criterio scelto dal Vaticano, è vero quello che viene attribuito a Ratzinger: il Terzo Segreto è stato pubblicato per intero. Tuttavia lo scritto di suor Lucia non reso pubblico esiste e resta il mistero sul suo contenuto e sul perché è stato ritenuto non di origine soprannaturale.
    COSA ANNUNCIA
    E’ assai probabile che papa Roncalli abbia espresso quel giudizio per il contenuto “esplosivo” di quel foglio. Contenuto difficilissimo da gestire, specialmente per un Papa come lui che voleva vedere tutto roseo e detestava i “profeti di sventura” (come li definiva lui stesso).
    Presumibilmente è a quel foglio, tuttora inedito, che si riferiva il card. Ciappi quando dichiarò: “nel terzo segreto viene predetto, fra le altre cose, che la grande apostasia nella Chiesa inizierà dalla sua sommità”. E’ chiaro che una cosa simile è alquanto imbarazzante per un Pontefice.
    Un grande esperto di Fatima, Frère Michel de la Sainte Trinité, nella sua monumentale opera su Fatima in tre volumi, “Toute la verité sur Fatima”, usciti fra 1984 e 1985, così riassume – dopo accurate indagini – gli elementi che questa parte non ancora rivelata del Segreto dovrebbe contenere: “Mentre ‘nel Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede’, in molte nazioni, forse quasi nel mondo intero, la fede si perderà. I pastori della Chiesa mancheranno gravemente ai doveri delle loro cariche. Per colpa loro, le anime consacrate e i fedeli si lasceranno sedurre in gran numero da errori rovinosi diffusi dappertutto. Questo sarà il tempo del combattimento definitivo tra la Vergine e il Demonio. Un’ondata di disorientamento diabolico dilagherà nel mondo. Satana si introdurrà fino al più alto vertice della Chiesa. Accecherà gli spiriti, indurirà i cuori dei Pastori. Questa sarà la grande apostasia annunziata per gli ultimi tempi, il ‘Falso agnello’, ‘Falso profeta’, che tradisce la Chiesa a profitto della ‘Bestia’, secondo la profezia dell’Apocalisse. Forse il Segreto annunzia anche il tale o tal’altro dei castighi profetizzati dalle Scritture per gli ‘ultimi tempi’ ?”.
    E’ sempre a quel foglio che, con tutta evidenza, doveva riferirsi Giovanni Paolo II quando disse a suor Lucia, nel 1982, che non intendeva rivelare il Terzo Segreto “perché potrebbe essere mal interpretato”. Del resto, il 13 ottobre 1996, lo stesso cardinal Ratzinger a Fatima tenne una conferenza stampa in cui gli fu chiesto quando sarebbe stato pubblicato il terzo segreto, e lui rispose così: “La divulgazione del segreto deve essere fatta solo quando non potrà creare unilateralità e squilibri, concentrati solo su dettagli; la rivelazione deve essere fatta solo quando si potrà capire che questo fatto aiuta il progresso della fede”. Ciò significa che ci sono “dettagli” esplosivi che potrebbero essere “male interpretati” e potrebbero essere usati da qualcuno.
    Infine molte testimonianze dicono che vi sono anche contenuti apocalittici, in quel misterioso foglio, e si può dunque immaginare che pure questi creassero difficoltà ai vertici ecclesiastici. Come si vede è tutto molto complesso e complicato.
    RATZINGER 2010
    Il mio libro “Il quarto segreto di Fatima”, che uscì nel 2006, offriva una gran quantità di indizi e testimonianze che dimostravano obiettivamente l’esistenza di uno scritto non pubblicato di suor Lucia, a commento della visione del Terzo Segreto. Il cardinal Bertone – sentendosi preso di mira – rispose con un libro polemico. Sostenendo che tutto era stato pubblicato e che tutto il messaggio profetico di Fatima si era già realizzato prima del 2000. Egli scrisse testualmente: “la profezia non è aperta sul futuro, si è realizzata nel passato, nell’evento indicato (l’attentato al Papa, ndr). Non ci si vuole arrendere all’evidenza”.
    A smentirlo fu lo stesso papa Benedetto XVI che, nell’improvviso pellegrinaggio a Fatima del 13 maggio 2010, affermò: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”. Poi papa Ratzinger aggiunse che “oltre questa grande visione” – quella del martirio rivelata nel 2000 – “sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano. Perciò è vero che oltre il momento indicato nella visione, si parla, si vede la necessità di una passione della Chiesa”.
    Infine aggiungeva: “quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio” (dunque c’erano delle “novità”) c’è anche il fatto che “le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa”. Non si può certo dire che questo fosse contenuto – con chiarezza – nella visione rivelata nel 2000. Pare evidente che si allude a qualche altro testo.
    Intanto va sottolineato che quel pellegrinaggio del 2010 fu concluso da Benedetto XVI con questa frase enigmatica: “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”. Questo sguardo al 2017 come data in cui potrebbero concludersi le sofferenze e le prove della Chiesa fa riflettere. Ricorda la famosa visione di Leone XIII, dove Satana diceva che avrebbe messo a dura prova la Chiesa per 100 anni (la grande profezia di Fatima data al 1917…). E induce a chiedersi: se nel 2017 può concludersi la prova della Chiesa, quel terribile spettacolo di martirio contenuto nella visione dovrebbe verificarsi prima del 2017? Oppure significa altro?
    Io nel mio ultimo libro “La profezia finale” ho provato a suggerire un’interpretazione “spirituale” della visione del Terzo Segreto rivelata nel 2000. Ma resta da capire quale spiegazione dette la Madonna di quell’immagine della Chiesa annichilita e distrutta. Dunque se è vero che è stato pubblicato TUTTO quello che è stato ritenuto, da Giovanni XXIII (e dal Vaticano) il Terzo Segreto, è anche vero che resta quel misterioso scritto di suor Lucia, così impressionante che hanno pensato di “neutralizzarlo” definendolo “non soprannaturale”. L’esistenza di quel documento risulta da tante testimonianze.
    MADRE ANGELICA
    Ultimamente se n’è aggiunta una sorprendente, di una figura stimatissima da tutti i papi come la famosa Madre Angelica, che è morta proprio nel giorno di Pasqua di quest’anno. Lei riteneva che ci fosse una parte del Terzo Segreto che non era ancora stato pubblicato “perché io penso che sia spaventoso”.
    E lei disponeva di fonti di informazione molto, molto in alto: “As for the Secret, well I happen to be one of those individuals who thinks we didn’t get the whole thing. I told ya! I mean, you have the right to your own opinion, don’t you, Father? There, you know, that’s my opinion. Because I think it’s scary. And I don’t think the Holy See is going to say something that does not happen, that might happen. And then what does it do if it doesn’t happen? I mean the Holy See cannot afford to make prophecies”.
    LA VERITA? SUL TERZO SEGRETO DI FATIMA E PERCHE' SE NE TORNA A PARLARE (SE NE ASTENGANO I DILETTANTI) - Lo StranieroLo Straniero

    FRANCESCO I
    IL VANGELO E IL CORANO
    di Don Curzio Nitoglia
    Francesco I ha rilasciato un’intervista al quotidiano francese La Croix il 9 maggio 2016 sui rapporti tra Cristianesimo e Islam.
    In Italia Fausto Carioti l’ha commentata in un articolo su Libero (17 maggio 2016) intitolato: “Bergoglio choc: il Vangelo come il Corano”. Il ragionamento che ha fatto Francesco I è il seguente: “l’idea di conquista è inerente all’anima dell’Islam. Si potrebbe interpretare con la stessa idea di conquista la fine del Vangelo di Matteo, dove Gesù invia i suoi discepoli in tutte le nazioni”.
    Non è esatto: l’Islam sin da Maometto conquista con la spada, mentre Gesù manda gli Apostoli a predicare il Vangelo senza coercizione violenta. Fausto Carioti giustamente osserva che “in questo modo Francesco I mette sullo stesso piano evangelizzazione e Jihad”.
    È esatto il commento di Carioti, Francesco I mette sullo stesso piano la Jihad e il Vangelo. Per lui tutte le religioni si equivalgono, non bisogna fare proselitismo e tutto ciò non è una novità. Infatti le giornate interreligiose di Assisi 1986 (Giovanni Paolo II) e 2006 (Benedetto XVI) hanno il significato di equivalenza di tutte le religioni.
    Francesco I conclude che l’Europa e i suoi valori possono e debbono convivere con l’Islam. Questa è pura utopia. La storia ce lo insegna: ovunque l’Islam è penetrato ha conquistato con la violenza le Nazioni e le anime costringendole alla conversione forzata, pena la morte. Solo in qualche Stato islamico, di matrice nazional-socialista e baathista (Iraq, Siria, Egitto, Libia, Tunisia…), l’Islam non ha ucciso i cristiani che non volevano apostatare dalla loro religione e abbracciare il Corano. Ma gli Usa e l’Europa hanno distrutto a suon di bombe proprio questi Stati ed hanno lasciato libero il passo all’Isis.
    Inoltre Francesco I dice che la convivenza tra Cristianesimo e Islam è “tanto più necessaria oggi che l’Europa conosce un grave problema di denatalità”, ma dimentica di aver detto alle famiglie cattoliche di “non fare come i conigli”, che si riproducono ampiamente. Per questa via l’Europa, che ha radici cristiane, diventerà demograficamente islamizzata.
    Francesco I, però, non se ne preoccupa, anzi rincara la dose e prosegue: “Quando sento parlare di radici cristiane dell’Europa ho qualche dubbio sul tono, che può essere trionfalista o vendicativo”. Innanzi tutto occorre precisare che l’Islam e il Giudaismo talmudico hanno avuto un ruolo di gran lunga inferiore al Cristianesimo nella civilizzazione dell’Europa.
    Quanto al “trionfalismo”, ossia quanto allo splendore e alla magnificenza (sinonimi di trionfalismo), non vedo di che cosa ci sia da vergognarsi. Nella Liturgia, che è un luogo teologico (Melchior Cano, De locis theologicis, Roma, Cucchi, 1900 ), non si canta forse “Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat”? Ora lex orandi, lex credendi. Quindi la Liturgia è il dogma cantato.
    Giustamente Fausto Carioti commenta: «Appassionato [Francesco I] nel difendere l’equivalenza morale delle religioni, Francesco si dimostra distante, a-valutativo, dinanzi alle nuove leggi in materia di eutanasia e riconoscimento delle coppie gay approvate in molto Paesi europei poiché “Tocca al parlamento discutere, argomentare, spiegare, ragionare [su questi temi, ndr] perché così cresce una società“». Anche qui Carioti ha pienamente ragione. Si pensi al Family Day tenutosi a Roma nel gennaio 2016: il Vaticano non ha mandato agli organizzatori e ai fedeli presenti neppure una nota di incoraggiamento.
    Cosa dire? Certamente Francesco I non ha lo spirito missionario proprio di Gesù. Anzi, secondo lui la società civile nasce dal parlamento e non da Dio, da cui deriva ogni autorità (Rom., 13, 1).
    FRANCESCO I, IL VANGELO E IL CORANO - Articolo di Don Curzio Nitoglia

    Il modo più chiaro e più pratico per manifestare la propria disapprovazione nei confronti di Francisco è colpirlo nel portafoglio, scegliendo la Sacra Arcidiocesi Ortodossa come destinataria dell'8 per 1000. I pagani possono optare per l'Unione Induista. Bisogna infatti ricordarsi che chi non effettua una opzione precisa finisce per indirizzare comunque il denaro al Papocchio, a causa del meccanismo di ripartizione elaborato dal fisco itagliano.




  7. #1397
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Papa: nullità nozze, 'tavolo' con Cei

    "Risolvere questioni interpretative e applicative della riforma"


    © ANSA







    (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU - Papa Francesco ha istituito "un tavolo di lavoro - coordinato dal segretario generale della Cei - per la definizione delle principali questioni interpretative e applicative di comune interesse", relative alla riforma del processo per le nullità matrimoniali introdotta dal Motu Proprio 'Mitis Iudex Dominus Iesus'.
    Il Pontefice, in una lettera al segretario Cei mons. Nunzio Galantino, ricorda che lo scorso maggio, nell'Assemblea generale della Cei, a proposito del Motu Proprio "i vescovi hanno preso atto delle diverse scelte fin qui maturate, che si sono realizzate sia mediante nuove strutture giudiziarie diocesane e interdiocesane, sia, ove ciò non sia apparso possibile o conveniente, mediante la valorizzazione delle strutture esistenti"; gli stessi "hanno quindi condiviso orientamenti relativi al regime amministrativo, organizzativo ed economico dei tribunali ecclesiastici in materia matrimoniale". Il tavolo di lavoro deve quindi risolvere le difficoltà interpretative e applicative.
    Papa: nullità nozze, 'tavolo' con Cei - Ultima Ora - ANSA.it

    Eccheccazzo!
    Dopo aver sdoganato ai Santi Sacramenti anche chi scioglie ciò che Dio ha unito, con tutto il business che ne deriverà, qualcosa dovrà pure entrare nelle casse nostrane, neh?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #1398
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Papa Bergoglio e... la luna
    Don Ennio Innocenti
    Il Papa sogna le chiese sempre aperte a chiunque voglia entrare, a qualunque ora, e trovarvi un sacerdote disponibile. Sogna, cioè, che non ci sia stato tra i cristiani di crollo demografico, il crollo dei matrimoni sacri, la curva dei divorzi e degli aborti, il crollo dei battesimi e la chiusura dei seminari. Sogna che nei seminari restati aperti non ci sia più accesso agli psicoanalisti e ai teologi rahneriani.
    Con questi bei sogni allora sognerebbe ancora che non ci siano più delinquenti a girovagare nelle chiese. Sognerebbe ancora che i sacerdoti residui non vadano più a spendere mattinate nelle scuole e pomeriggi nei consigli di classe, non si assentino più per visitare i malati e non abbiano più orari per organizzare servizi pastorali.
    Potrebbe allora sognare che i laici delle parrocchie si mettano a disposizione per aiutare i preti a dedicarsi al ministero e facciano la scorta ai ministri sacri chiamati la notte per andare ad assistere chi si sente male. Infine potrebbe sognare che i Vescovi non chiudono più le parrocchie per mancanza di sacerdoti.
    Perché impedire al Papa di sognare?
    Papa Bergoglio e? la luna » Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis

    Al vaticanista Valli non piace la Chiesa che sposa la logica del mondo
    di Mauro Faverzani
    Non ci sono dubbi dunque sulla collocazione in area “progressista” di Aldo Maria Valli, 58 anni, vaticanista prima del Tg 3 e adesso del Tg1, con un curriculum che va dalle collaborazioni a testate come Europa (quotidiano in orbita Margherita prima e Pd dopo), a libri dal titolo inequivocabile quali Difendere il Concilio (scritto a quattro mani con mons. Luigi Bettazzi) e Storia di un uomo, ritratto di Carlo Maria Martini (testo che, si legge sul sito della stessa casa editrice, sarebbe stato seguito «con la consueta discrezione» dal Cardinale «senza nascondere simpatia e affetto per l’autore e la sua ricerca»).
    Per questo hanno suscitato stupore e polemiche alcuni interventi sul suo blog decisamente critici nei confronti dell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia di papa Francesco. Critiche ancor più rilevanti, perché non provenienti da ambienti legati alla Tradizione, eppure mirate, precise, tecnicamente ineccepibili. Contestano, ad esempio, la «logica del caso per caso, a sua volta figlia dell’etica della situazione» rintracciata nel testo pontificio a proposito della S. Comunione ai divorziati risposati ed ai luterani od a proposito del dialogo interreligioso; contestano la compresenza di due Papi («abbiamo un papa, ma anche due»); contestano persino il “mantra” del «chi sono io per giudicare?» fautore di una sorta di riedizione del dubbio metodico: «Non c’è forse anche lì il germe del relativismo?»; contestano la «logica del “ma anche”» come «pretesa di tenere uniti gli opposti», fonte di confusione, di banalizzazioni, di ambiguità, di compromessi a spese della Dottrina. Però «chi cerca la Verità con la V maiuscola non vuole scorciatoie e parole ambivalenti. Ha desiderio di indicazioni di senso», commenta Valli. Giustissimo.
    E prosegue, esemplarmente: «Quando Francesco, prendendo parte a un video interreligioso (nel quale appaiono un musulmano, una buddista, un ebreo e un prete cattolico) ha detto che le persone «trovano Dio in modi diversi» e «in questa moltitudine c’è una sola certezza per noi: siamo tutti figli di Dio», chi eventualmente volesse avere un’altra certezza di un certo spessore (qual è la vera fede?) potrebbe arrivare alla conclusione che è la nostra, ma anche quella degli altri». Non fa una grinza.
    Paradigmatica, anzi da manuale la ragione addotta da Valli per spiegare i suoi rilievi: «Ecco che cosa c’è di male: che la Chiesa del “ma anche” sposa esattamente la logica del mondo, non quella del Vangelo di Gesù. E infatti riceve gli applausi del mondo. Ma noi sappiamo che questo non è un buon segno. Il cristiano, quando è coerente, è perseguitato dal mondo, non applaudito». È vero, Gesù del resto aveva ammonito: «Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi» (Lc 6, 26)…
    Valli giunge così a chiamar per nome la fonte di tutti i guai: il «soggettivismo», detto anche «relativismo», che, «come il lupo della favola, si traveste e indossa l’abito della coscienza morale e, per giustificarsi, dice con voce suadente “ma io, in coscienza…”», quella coscienza che non è – come dovrebbe invece essere – «capacità di verità», ma è piuttosto quella bollata da Benedetto XVI. «Nel pensiero moderno – disse nel 2010 – la parola “coscienza” significa che, in materia di morale e di religione, la dimensione soggettiva, l’individuo, costituisce l’ultima istanza della decisione». Il che non va bene. Proprio non va bene. Infatti, spiega Valli, «il primato della coscienza non può essere confuso con l’impossibilità o l’incapacità di giudicare. A rischio è l’autorevolezza stessa del papa, ma soprattutto il destino eterno delle anime».
    Ed ancora: «In questa strategia vedo uno squilibrio. L’attenzione posta alla misericordia ed alla tenerezza di Dio, non accompagnata da un impegno altrettanto assiduo nel sottolineare la questione della verità, del vero bene e del modo di attingerlo, espone al rischio dell’indeterminatezza e del sentimentalismo». Anche perché «una pastorale senza dottrina o costruita su una dottrina vaga e ambigua può andare contro la verità evangelica». Il dubbio è più che legittimo e la domanda conseguente: «La Chiesa non dovrebbe forse portare alla luce la condotta di vita improntata al peccato? E non sta forse proprio in questo esercizio la più alta forma di misericordia?»
    Insomma tutto appare ormai chiaro a chi voglia interrogarsi, sinceramente e semplicemente da cattolico, sulla rotta impressa alla Barca di Pietro dagli ultimi sviluppi vaticani. Che non riguardano solo il Pontefice, perché, come nota giustamente Valli, «lo scivolamento dalla logica dell’et et a quella del non solum, sed etiam avviene ogni giorno, in modo magari impercettibile, ma inesorabile. E coinvolge persone degnissime e buonissime, convinte in cuor loro di essere al servizio del Vangelo». Non v’è davvero altro da aggiungere.
    Al vaticanista Valli non piace la Chiesa che sposa la logica del mondo | CR ? Agenzia di informazione settimanale

    Il modo più chiaro e più pratico per manifestare la propria disapprovazione nei confronti di Francisco è colpirlo nel portafoglio, scegliendo la Sacra Arcidiocesi Ortodossa come destinataria dell'8 per 1000. I pagani possono optare per l'Unione Induista. Bisogna infatti ricordarsi che chi non effettua una opzione precisa finisce per indirizzare comunque il denaro al Papocchio, a causa del meccanismo di ripartizione elaborato dal fisco itagliano.




  9. #1399
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    Predefinito Re: papa Francesco.


    Sui due Papi. Chi è la Roccia? - Blondet & Friends


    Maurizio Blondet 8 giugno 2016 7
    “Cosa significa? E perché adesso?”, mi ha chiesto per mail un amico americano che ha lavorato per un’intelligence. Si riferiva alle dichiarazioni che monsignor Georg Ganswein, il bel segretario di Ratzinger, ha fatto il 20 maggio. Dichiarazioni sensazionali. Don Georg prendendo a pretesto una occasione qualunque, la presentazione di un libro, ha detto:
    Ratzinger è tuttora Pontefice
    “Egli non ha abbandonato l’ufficio di Pietro – cosa che gli sarebbe stata del tutto impossibile a seguito della sua accettazione irrevocabile dell’ufficio nell’aprile 2005. Per questo l’appellativo corretto con il quale rivolgerglisi ancora oggi è “Santità”; e per questo, inoltre, egli non si è ritirato in un monastero isolato, ma all’interno del Vaticano – come se avesse fatto solo un passo di lato per fare spazio al suo successore e a una nuova tappa nella storia del papato che egli, con quel passo, ha arricchito con la “centrale” della sua preghiera e della sua compassione posta nei Giardini vaticani.
    Un Papato “collegiale”
    “Come ai tempi di Pietro, anche oggi la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica continua ad avere un unico Papa legittimo. E tuttavia, da tre anni a questa parte, viviamo con due successori di Pietro viventi tra noi –
    Dall’elezione del suo successore Francesco il 13 marzo 2013 non vi sono dunque due papi, ma de facto un ministero allargato – con un membro attivo e un membro contemplativo. Per questo Benedetto XVI non ha rinunciato né al suo nome, né alla talare bianca.
    “Dall’undici febbraio 2013 il ministero papale non è più quello di prima. È e rimane il fondamento della Chiesa cattolica; e tuttavia è un fondamento che Benedetto XVI ha profondamente e durevolmente trasformato nel suo pontificato d’eccezione.
    Era la mattina di quello stesso giorno in cui, di sera, un fulmine chilometrico con un’incredibile fragore colpì la punta della cupola di San Pietro posta sopra la tomba del Principe degli apostoli.
    Scontro di due fazioni cardinalizie
    “Nel conclave dell’aprile del 2005, dal quale Joseph Ratzinger, dopo una delle elezioni più brevi della storia della Chiesa, uscì eletto dopo solo quattro scrutini a seguito di una drammatica lotta tra il cosiddetto “Partito del sale della terra” (“Salt of Earth Party”) intorno ai cardinali López Trujíllo, Ruini, Herranz, Rouco Varela o Medina e il cosiddetto “Gruppo di San Gallo” intorno ai cardinali Danneels, Martini, Silvestrini o Murphy-O’Connor; gruppo che, di recente, lo stesso cardinal Danneels di Bruxelles in modo divertito ha definito come “una specie di mafia-club”.
    La fazione anti-Ratzinger, dittatura del relativismo
    “l’elezione era certamente l’esito anche di uno scontro, la cui chiave quasi aveva fornito lo stesso Ratzinger da cardinale decano, nella storica omelia del 18 aprile 2005 in San Pietro; e precisamente lì dove a “una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie” aveva contrapposto un’altra misura: “il Figlio di Dio e vero uomo” come “la misura del vero umanesimo”.
    Ratzinger si è dimesso di sua volontà
    “Benedetto alla fine non si è dimesso a causa del povero e mal guidato aiutante di camera, oppure a causa delle “ghiottonerie” provenienti dal suo appartamento che nel così detto “affare Vatileaks” (…) Poteva farlo, perché già da tempo aveva riflettuto a fondo, dal punto di vista teologico, sulla possibilità di papi emeriti per il futuro. Così lo fece” (Don Roberto Regoli, l’autore della biografia su Ratzinger ha precisato, dopo Georg, quel passo Ratzinger “ l’ha compiuto come frutto di una riflessione teologica postconciliare”).

    Il Munus petrinum è ancora suo
    Ganswein: “…La parola chiave di quella Dichiarazione è munus petrinum, tradotto – come accade il più delle volte – con “ministero petrino”. E tuttavia, munus, in latino, ha una molteplicità di significati: può voler dire servizio, compito, guida o dono, persino prodigio. Prima e dopo le sue dimissioni Benedetto ha inteso e intende il suo compito come partecipazione a un tale “ministero petrino”. Egli ha lasciato il Soglio pontificio e tuttavia, con il passo dell’11 febbraio 2013, non ha affatto abbandonato questo ministero. Egli ha invece integrato l’ufficio personale con una dimensione collegiale e sinodale, quasi un ministero in comune, come se con questo volesse ribadire ancora una volta l’invito contenuto in quel motto che l’allora Joseph Ratzinger si diede quale arcivescovo di Monaco e Frisinga e che poi ha naturalmente mantenuto come vescovo di Roma: “cooperatores veritatis”, che significa appunto “cooperatori della verità” (…) Non è un singolare, ma un plurale”.
    Cosa rispondere? Per un americano, ogni italiano è un vaticanista in potenza; ciò non è mai stato vero, e meno ancora lo è oggi, dove vige nella Santa Sede un Papato fra i più chiusi e segreti e indecifrabili, dove “Francesco” con la sua junta sudamericana fanno regnare la paura e il mutismo, mentre procedono a sempre più radicali epurazioni di vescovi e cardinali dissenzienti sulla linea: con tanti saluti alla collegialità. Qui, ci vorrebbero le competenze e le intuizioni dei cremlinologi, quegli specialisti che un tempo leggevano i cambiamenti nel Comitato Centrale del Pcus dalla scomparsa di certi gerarchi alla sfilata della Piazza Rossa.

    All’amico non ho potuto che rimbalzare le obiezioni del teologo barnabita Padre Giovanni Scalese (“Parlare di una “dimensione collegiale e sinodale” del munus petrinum (…) con un membro attivo e uno contemplativo, mi sembra davvero troppo. Non so se ci si renda conto della portata di certe affermazioni”):
    La nuova bussola quotidiana quotidiano cattolico di opinione online: «Gänswein fuori misura: il Papa è uno»
    E la più tagliente disanima di don Curzio Nitoglia: il quale vede in questa rivendicazione dell’emerito Ratzinger il compimento di quella rivoluzione che al Concilio iniziò “il giovane professore Joseph Ratzinger, teologo del cardinal Frings”, uno dei teologi progressisti, che spingevano radicalmente verso la Collegialità”.
    La Spinosa Questione del “Papa Emerito”
    Naturalmente non da solo, ma come portatore d’acqua e caudatario di Rahner, il gesuita che dal Concilio scriveva lettere infocate alla “fidanzata”, e dalla schiera dei “periti” tedeschi. Tutti venuti al Concilio con uno scopo preciso: cancellare il Sillabo, le ottanta proposizioni condannate come eretiche da Pio IX ne 1864. Nel Sillabo sono condannati il liberalismo, le vecchie eresie riproposte nelle idee del tempo, l’ateismo, il comunismo, il socialismo, l’indifferentismo, lo storicismo, l’evoluzionismo; secondo i congiurati esso impediva l’abbraccio della Chiesa alla modernità e ai luterani.
    Ancor oggi Ratzinger è fieramente anti-Sillabo e anti-Pio IX. Non ho mai condiviso la venerazione che hanno di lui certi circoli benintenzionati, che lo credono un “Modernista moderato” (allo stesso modo che la propaganda Usa distingue in Siria i “terroristi moderati” di Al Qaeda contro Daesh). E’ l’uomo che ha potuto insegnare, a proposito del Protestantesimo, che “la vecchia categoria di ‘eresia’ non ha più nessun valore”. Don Nitoglia mostra anzi che Benedetto XVI è “la mente” laddove Francesco è “il braccio” dell’innovazione radicale nella Chiesa.
    La tomba pronta per luiOggi, se è Ratzinger che ha ispirato il discorso del suo segretario, delinea una vera e propria gnosi evoluzionista, autoreferenziale, interna alla gerarchia: Gesù ha dato il mandato a un solo Pietro, ma oggi, dopo evoluta riflessione teologica post-conciliare, il teologo Ratzi ha deciso che ce ne siano due: in base a una sapienza superiore, accessibile solo agli Illuminati – state fuori voi profani, come potete giudicare?
    Decuit, potuit, fecit”, come ha detto il segretario citando (a sproposito) Duns Scoto: gli è parso conveniente (decuit), poteva, l’ha fatto. In ogni gnosi, gli “spirituali” si prendono libertà che vietano ai “carnali”, non ancora iniziati.
    Il fatto che non so rispondere alle domande dell’amico americano, non significa che non siano domande ottime. Perché? E perché adesso, dopo tanto discreto silenzio dell’Emerito?
    Minacce di morte?

    Chi lo sa. Ma giusto per esercitare l’istinto complottista: il 16 maggio, viene diffusa la notizia che il Papa emerito è morto. Notizia falsa, ma lanciata dall’account Twitter del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano (che idiozia, esporsi a Twitter, avendo quella carica). E non è stata la prima volta: il 29 gennaio la morte di Benedetto XVI era stata già annunciata da un (falso) lancio del Cardinal Bertone; il 31 marzo seguente, la luttuosa notizia fu attribuita al cardinal Tauran. Una settimana dopo, padre Lombardi, il direttore della sala-stampa vaticana, mostrava la foto, nelle grotte vaticane, del sarcofago vuoto che “sarà la tomba del prossimo Papa defunto”.

    Benchè l’Emerito abbia 89 anni, l’insistenza dela notizia falsa è inquietante. Il suo entourage potrebbe aver interpretato tutto ciò come (Dio non voglia) minacce di morte? Qualcuno ritiene che due Papi sono effettivamente troppi?
    Tanto più che poco prima, il 15 maggio, Pentecoste, era stata diffusa la notizia seguente: il vecchissimo teologo Ingo Dollinger, amico di Ratzinger, aveva confidato a un settimanale cattolico americano che nel 2000 lo stesso Ratzinger gli aveva confidato che il Terzo Segreto di Fatima diffuso dalla Chiesa non era tutto; c’era dell’altro, qualcosa che riguardava “un cattivo concilio e una cattiva messa”.
    La sala stampa vaticana s’era affrettata a smentire seccamente Dollinger, con un insolito comunicato attribuito direttamente a Benedetto XVI: “Il Papa emerito Benedetto XVI comunica – si legge nel Bollettino della Santa Sede – «di non aver mai parlato col prof. Dollinger circa Fatima», afferma chiaramente che le esternazioni attribuite al professor Dollinger su questo tema «sono pure invenzioni, assolutamente non vere» e conferma decisamente: «la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa».
    Ora, Benedetto non ha potuto scrivere lui, direttamente, e con questo tono insultante, la smentita a Dollinger, suo vecchio maestro. Probabilmente non sa nemmeno nulla della faccenda (viene informato di ben poco, lo sappiamo per certo); fatto ancor più imbarazzante, Dollinger ha smentito la smentita, confermando che Ratzinger gli aveva detto che del Terzo Segreto non s’era diffusa la versione completa.
    In questo quadro di occulto conflitto e indecifrabili minacce, si situa il discorso del segretario Georg: che rivendica il “Munus Petrinus”. Vuol ricordare a chi di dovere che il Papa è ancora lui, Ratzinger? Che non ha mai deposto la funzione?
    Si sarà notato il plumbeo silenzio di “Francesco”, di solito così loquace, dei suoi adulatori e della sua Junta a questo discorso del Segretario. Un silenzio, è il caso di dirlo, di tomba.
    A questo punto, è possibile che le dimissioni di Ratzinger non siano state così volontarie come dice il segretario. Ho a suo tempo ipotizzato che negli ultimi giorni de Papato, poteri transnazionali che davvero governano avevano bloccato al Vaticano l ‘accesso a SWIFT e, una embargo di fatto su tutte le transazioni finanziarie; appena sparsasi la notizia della dimissione del Papa, tutto ha ripreso a funzionare come prima. Ragioni di opportunità assolute – e la minaccia di rappresaglie potenti – obbligano oggi l’Emerito a dire e ripetere che se n’è andato sua sponte? Ma allora perché rivendicar il suo essere ancora pontefice? Certo, se la dimissione è stata forzata, allora il Conclave seguente non è valido….
    Come credente, questa ipotesi mi calma. A me interessa una sola cosa ormai: la validità della Comunione dei sacramenti fino alla fine del mondo. Essi sono in dubbio, oggi. La loro validità è connessa al munus petrinus. Sarà bene ricordare questo: a Simone di Galilea, Cristo non disse “Tu sei Pietro”. Gli disse: “Tu sei Roccia, e su questa Roccia fonderò la mia Chiesa. Le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa”
    Oggi che tutti si riempiono la bocca di “Gesù era ebreo”, sarà bene che non dimentichino a quale Roccia faceva allusione: alla Roccia di Abramo, che sporgeva dal pavimento del Tempio di Gerusalemme. Solo su quella Roccia – il luogo dove Abramo stava per sacrificare suo figlio per ordine divino – gli ebrei potevano eseguire il sacrificio dell’agnello, e solo lì era valido – evocava Dio Padre, la sua presenza reale nel Tempio.
    Il povero pescatore Simone è stato elevato a Roccia: a canale della grazia che rende validi i sacramenti. Se gli ebrei possono eseguire il rito valido in un solo luogo, non così i cattolici: i preti possono consacrare pane e vino in qualunque Babilonia del mondo, perché dovunque c’è un prete ordinato è la Roccia; e Colui che vi è sacrificato è, insieme l’Agnello, il Sacerdote e il Tempio. Occorre solo che la successione apostolica (iniziatica, se vogliamo) non sia interrotta; basta la presenza del Papa legittimo, anche se esautorato agli occhi del mondo; perché non conta ciò che il Papa ‘fa’, ma ciò che ‘è’; più precisamente ciò che rappresenta con la sua sola presenza. Mi pare di intravvedere in questo come una divina astuzia che mantiene, nei tempi della sovversione suprema, la promessa alla Roccia: le porte dell’inferno non prevalgono ancora. Finchè Benedetto è vivo, c’è il Papa.
    Dell’altro, che fa e disfa, non occorre preoccuparsi più di tanto., finché l’essenziale è salvo. Certo Ratzinger ha 89 anni, e alla sua morte non ci sarà Papa. Ma forse, il tempo che gli è dato (e ci è dato), basterà.

    (Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “).
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #1400
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    Ledecisioni del ConsiglioOrtodosso saranno vincolantiper tutte le Chiese

    © AFP 2016/ ALEXANDER NEMENOV



    Mondo14:44 10.06.2016(aggiornato 142 10.06.2016) URL abbreviato
    317500

    Le decisioni prese dal Consiglio Ortodosso, che la Chiesa Ortodossa di Costantinopoli ha in programma di condurre a Creta dal 16 al 26 giugno, saranno vincolanti anche per quelle Chiese locali che non vi prenderanno parte.

    Lo ha dichiarato in un'intervista con la rivista cattolica statunitense "Crux" il consigliere per le questioni teologiche dell'arcidiacono Bartolomeo della Chiesa Ortodossa di Costantinopoli Ioan Krissavgis.
    La scorsa settimana il Sinodo della Chiesa Ortodossa bulgara ha rifiutato di partecipare al Consiglio. Una decisione simile è stata presa dalla Chiesa di Antiochia. Allo stesso tempo il Sinodo della Chiesa di Costantinopoli ha ripetutamente affermato che la preparazione al Consiglio procede normalmente e "nessuna struttura può modificare il processo già avviato per il Consiglio." Inoltre è stato reso noto che la Chiesa Ortodossa serba chiede di rinviare il Consiglio pan-ortodosso e di retrocedere l'evento a Creta a manifestazione preparatoria.
    "Se una o più chiese non si reca al Consiglio, o esce dal Consiglio, o non vota, tutte le decisioni del Consiglio resteranno vincolanti per tutte le Chiese Ortodosse. Il Consiglio Superiore sta al di sopra e al di là di qualsiasi sinodo o consiglio delle singole chiese, è valido anche senza la partecipazione di uno o più chiese," — ha detto Krissavgis.
    Lo scopo del Consiglio è raggiungere l'unità.
    Il Consiglio pan-ortodosso, che è stato preparato da oltre 50 anni, sarà il primo in più di mille anni, in cui si incontrano i primati delle Chiese Ortodosse.






    Leggi tutto: Le decisioni del Consiglio Ortodosso saranno vincolanti per tutte le Chiese
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 

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