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Discussione: Papa Francesco.

  1. #1651
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    ecco tutta la verita? sulla guerra all'ordine di malta - cosa c?e? dietro? soldi e potere - Cronache


    25 GEN 2017 18:46ECCO TUTTA LA VERITA’ SULLA GUERRA ALL'ORDINE DI MALTA/CAPITOLO 1 - COSA C’E’ DIETRO IL SILURAMENTO DI BOESELAGER E FESTING E IL PUGNO DURO DI BERGOGLIO? UNA RICCA DONAZIONE DI 120 MILIONI DI FRANCHI SVIZZERI, PARADISI FISCALI E LA LOTTA TRA TEDESCHI E ITALIANI SUL DESTINO DEL PATRIMONIO




    CAVALIERI DELL ORDINE DI MALTA (6)
    DagoreportUn ricco signore francese, Jehan du Tour, lascia in eredità una fondazione in Lichtenstein di circa 120 milioni di franchi svizzeri, nominando suoi eredi due persone fisiche e due associazioni benefiche, gli Ospedalieri di San Giovanni di Dio e l'Associazione Francese dell'Ordine di Malta.L'esecutore testamentario, signora Ariane Slinger, residente a Ginevra, decide di creare un trust di diritto neozelandese - Caritas pro Vitae GRADU Charitable Trust - di cui diviene trustee (Il trust impedisce la divisione del patrimonio, il trustee assegna i redditi ai beneficiari).
    CAVALIERI DELL ORDINE DI MALTA (4)
    La signora Slinger è amministratore di una società (Ace Trustees SA), specializzata nella gestione di patrimoni e nella gestione offshore di fondi e capitali. È direttore o ha interessi indiretti di numerose società basate in paradisi fiscali come le Bahamas, Dubai e la Russia (Selectus Capital limited, Gothard Capital limited, Valuta Capital limited, Maximus Capital limited, Yanni Management limited, Mickey Management limited e numerose altre) e tramite queste dirige un impero finanziario offshore che mette a disposizione dei suoi clienti.
    MONSIGNOR SILVANO TOMASI
    Nel 2008 viene anche coinvolta nell'affare La Garde-Tapie (403 milioni di euro percepiti da Tapie per una lite con il Credit Lyonnais) per aver messo in contatto il Tapie con Pierre Condamin-Gerbier, banchiere a Ginevra poi condannato. La Slinger è più volte nominata in siti di giornalismo di inchiesta, come l'offshore leaks database ed il Panama leaks database.Nel 2012, dopo la morte del benefattore, l'Ordine di Malta viene a conoscenza di tutto, grazie ad un proprio membro francese residente a Montecarlo, e cita in giudizio la Slinger davanti al tribunale di Ginevra. Il giudizio è ancora pendente, si ritiene che in caso di esito positivo, il giudizio potrebbe proseguire in sede penale contro la Slinger.
    MARC ODENDALL
    A Ginevra risiede Monsignor Silvano Tomasi, nunzio apostolico ed osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra. Monsignor Tomasi crea una fondazione (Caritas in Veritate) diventandone Presidente, ove chiama a servire come Tesoriere Marc Odendall, un banchiere d'affari, con una vasta esperienza, specialmente nel settore del supporto (IPO) alle imprese tecnologiche. Alice de la Rochefoucauld viene nominata direttore.Nella fondazione viene nominata membro del board Marie Therese Pictet Althann, ambasciatore ed osservatore permanente dell'Ordine di Malta presso le Nazioni Unite. Attraverso la fondazione Caritas in Veritate vengono organizzati numerosi convegni, anche coinvolgendo un banchiere libanese (Société Générale de Banque), Marwan Senhaoui, presidente dell'associazione Libanese dell'Ordine di Malta, il quale presenta le esperienze maturate con un gruppo di volontari dell'Ordine, impegnati in un campo per profughi siriani gestito dalla Caritas.
    MARIE THERESE PICTET ALTHANN
    Monsignor Tomasi, molto legato alla Segretaria di Stato del Vaticano, fa conferire l'onorificienza di Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno, sia ad Odendall che a Pictet. Odendall viene anche nominato nel board dell'AIF Vaticana e Monsignor Tomasi, al termine dell'incarico a Ginevra, viene nominato membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.Dopo l'elezione dell'ultimo Governo dell'Ordine di Malta (2014), Boeselager, Gran Cancelliere, decide di trattare le proposte della Slinger, per una transazione sull'eredità du Tour. Nel luglio 2014 Odendall predispone una dettagliata relazione, facendosi aiutare da Sehnaoui, conosciuto nel maggio 2014 durante il pellegrinaggio a Lourdes.Un fitto interscambio di e-mail inizia fra Odendall, Boeselager, Sehnaoui e Tomasi. La Slinger indirizza Mons. Tomasi come “Caro Silvano”. Forse anche la Segreteria di Stato viene informata. Il Gran Maestro rifiuta ogni transazione. Il giorno successivo alla cessazione dell'incarico di Boeselager, due alti dignitari dell'Ordine chiedono al Gran Maestro di essere autorizzati a firmare la transazione con Slinger, ricevendo un ulteriore rifiuto.
    PAPA BERGOGLIO E FESTING
    Dopo una forte pressione del Cardinale Patrono, Boeselager viene cessato dal Suo incarico. Una commissione etica interna all'Ordine condanna una distribuzione di profilattici ed anticoncezionali fatta tramite il Malteser International in Myanmar, Kenya e Sud Sudan. Tale condanna viene confermata dal Cardinale Gherard Muller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Boeselager è indicato come ultimo responsabile, ed inizialmente tenta di insabbiare e nascondere i fatti.
    ALBRECHT FREIHERR VON BOESELAGER
    Qualche giorno dopo la Segreteria di Stato nomina una commissione di indagine di cinque persone, fra cui sono nominati Monsignor Tomasi, Odendall e Senhaoui. Questa commissione predispone per il Santo Padre una relazione terribile sul Gran Maestro e rifiuta di rivedere il suo rapporto, nonostante il sollecito del Santo Padre che voleva chiudere in maniera meno traumatica la vicenda.Questa è solo un episodio di un lungo contrasto che oppone chi vuol mantenere il carattere religioso dell'Ordine di Malta anche nelle opere di soccorso ed assistenza, da chi vorrebbe trasformarlo in una organizzazione non governativa laica. I prossimi passi? Magari nominare Gran Maestro dell’Ordine Odendall, o la signora Slinger. Mille anni di storia dell'Ordine di Malta saranno così cancellati, dal Papa che viene dalla fine del mondo.
    PAPA BERGOGLIO E FESTINGPAPA BERGOGLIO E FESTING
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #1652
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Sempre più fiero di aver inserito l'immagine del sorriso satanico dell'antipapa nel mio avatar.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #1653
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    La connessione di “Francesco” con “spirit cooking” . Via Young Pope.

    Maurizio Blondet 30 gennaio 2017 3
    In Usa non so che network sta diffondendo ora The Young Pope. L’amico americano ha notato “con orrore” che nella seconda puntata del serial di Sorrentino, viene citata Marina Abramovic come la più importante artista contemporanea. “E’ la firma di John Podesta! E’ il segno che Papa Francesco è la pedina della “primavera cattolica” progettata da Podesta!”.

    L’eccitazione dell’amico può indurre il lettore a non capire. Marina Abramovic è la strega che, come risulta dalle mail intercettate e diffuse la Wikileaks, aveva invitato i due fratelli Podesta a un rituale da lei chiamato “Spirit Cooking” (cottura degli spiriti) .
    In un’altra mail del febbraio 2012 – attenti alla data! – John Podesta e una sua interlocutrice criticano i vescovi Usa, perché contrari alle leggi sulla contraccezione e il gender – e quindi contro la Clinton nella campagna elettorale presidenziale prossima ventura. “C’è bisogno di una Primavera Cattolica in cui siano i cattolici stessi a chiedere la fine di una dittatura medievale e l’inizio di un po’ di democrazia e rispetto per l’eguaglianza dei generi nella Chiesa”. E’ chiaro che sanno che le “primavere arabe” sono state fabbricate dall’Amministrazione Obama, e quindi progettano di fabbricarne una nel Cattolicesimo: una rivolta “dal basso” controllata dal Dipartimento di Stato per seminare nella Chiesa la nuova morale “aperta” e permissiva.
    (Potete trovare la mail qui: Re: opening for a Catholic Spring? just musing . . .From:john.podesta@gmail.com To: sandynewman@gmail.com CC: tara.mcguinness@gmail.com Date: 2012-02-11 11:45 Subject: Re: opening for a Catholic Spring? just musing . . .
    https://wikileaks.org/podesta-emails/emailid/6293).
    Secondo l’amico americano, il filmone tv di Sorrentino è stato concepito come ausilio della “primavera cattolica” progettata dai Podesta, per creare lo stato psichico collettivo favorevole al cambiamento. Lo scopo è apertamente dichiarato nella recensione che Wired (il blog dei tecnologi della “Gnosi di Silycon Valley”) ha dedicato a Young Pope: “… con lo scorrere degli episodi, ci si accorge che The Young Pope sarà anche una serie canonica nella forma ma il suo obiettivo… è sovvertire dal di dentro l’architettura profonda di un’istituzione consolidata… Per scoprire dove arriverà nella sua lenta decostruzione di un ordine superato impegnato nell’eterno rinnovamento, dovremo restare a guardare”.
    https://www.wired.it/play/television...no-recensione/
    L’amico americano appunta i sospetti sul regista Sorrentino, già noto per film “suggestivi” sul piano politico (si ricordi Il Divo, pietra tombale su Andreotti):

    “Le riprese del film cominciarono nell’estate del 2015 (e il copione era quindi già’ scritto da un pezzo). A quel tempo gli autori non potevano immaginare 1) che Hillary sarebbe stata trombata da Trump e 2) che Wikileaks ( Russian US intelligence uniti)) avrebbe fatto uscire la storia di Podesta e Hillary Clinton che promuovono da tempo il Vatican Spring e la connessione tra Podesta-Clinton e Abramovic.
    The Young Pope doveva essere una pietra tombale sull’idea di chiesa cattolica e di Papato come autorità morale suprema che ancora persiste, nonostante tutto, tra la gente in Italia e nel mondo. Questa immagine “tradizionale” esiste sia tra i credenti ufficiali, sia tra quelli in liberta’… Il “pericolo” per questi burattinai e’ che la Chiesa possa ridiventare (specie in condizioni di crisi mondiale seria) un punto di ri-adunata. Quindi sale sulla cartagine conquistata e distrutta”.
    Quindi, gli dico, sei convinto – anche tu come un noto complottista – che Bergoglio è stato messo sul soglio dagli “americani” per fondere la Chiesa con il protestantesimo. Ma the young Pope non somiglia mica a Bergoglio.
    “Il Pio XIII di Sorrentino non e’ letteralmente Francesco, ma e’ simile nella sua apparente incontrollabilita’, nella furia distruttrice dei sui nemici, nella incoerenza che spaventa e il tutto da considerare come manifestazione divina: ma di un dio pagano e irrefrenabile. Un dittatore egomaniaco, incomprensibile ma insfidabile che deve spezzare l’ordine precedente e far trionfare l’anarchia col sostegno del “popolo”.
    “Secondo me, quelli che hanno attuato il golpe Bergoglio si rendono conto che la conquista della Sedia papale non basta; non significa che la chiesa è distrutta. Percio’ l’azione di distruzione dall’interno deve essere coadiuvata da un azione di oscuramento delle menti.”
    E conclude rincarando: “Guarda come Canal+ del tuo amico Bollore pompa questo film satanico. The Young Pope : saison 1 episode 2 - série TV - télé-loisirs
    Cattolici Usa: chi ha messo lì Bergoglio?

    Se il mio amico vi sembra eccedere in cospirazionismo, è perché conosce molto bene di cosa son capaci i servizi dello Stato Profondo. Anche influire su un conclave per mettera sulla cattedra il loro candidato? Anche.
    Lo hanno scritto a tutte lettere su The Remnant (periodico cattolico Usa) esponenti del cattolicesimo in una lettera clamorosa: dove invitano il neo-presidente Trump ordinare alle sue polizie una inchiesta che risponda “alle seguenti domande:

    • A che scopo la National Security Agency ha monitorato il conclave che ha eletto Papa Francesco? [6]
    • Quali altre operazioni segrete sono state attuate da agenti del governo USA sulle dimissioni di Papa Benedetto e sul conclave che ha eletto Papa Francesco?
    • Agenti governativi hanno avuto contatti con la “Mafia del cardinale Danneels”? [7]
    • Le transazioni monetarie internazionali con il Vaticano sono state sospese durante gli ultimi giorni prima delle dimissioni di Papa Benedetto. Le agenzie di governo degli Stati Uniti sono state coinvolti in questo? [8]
    • Perché le transazioni monetarie internazionali sono riprese il 12 febbraio 2013, il giorno dopo che Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni? E’ pura coincidenza? [9]
    • Quali iniziative, se del caso, sono stati effettivamente prese da John Podesta, Hillary Clinton, e altri legati alla gestione Obama coinvolti nel dibattito che intendeva fomentare una “Primavera cattolica”?
    • Qual era lo scopo e la natura della riunione segreta tra il vice presidente Joseph Biden e Papa Benedetto XVI in Vaticano il o intorno al 3 giugno 2011?
    • Quali ruoli sono interpretati da George Soros e altri finanziatori internazionali attualmente residenti nel territorio degli Stati Uniti? [10]

    Potete leggere l’integrale su Radio Spada, da cui ho stralciato l’essenziale, ringraziando:

    Ho messo in neretto la quarta domanda perché è importantissima: può spiegare che le dimissioni di Benedetto XVI non furono spontanee, bensì forzate – e dunque illecite.
    Infatti “Quando, nel febbraio 2013, Papa Benedetto XVI si è dimesso improvvisamente e inspiegabilmente, lo IOR era stato escluso da SWIFT;con ciò, tutti i pagamenti del Vaticano erano resi impossibili, e la Chiesa era trattata alla stregua di uno stato-terrorista (secondum America), come l’Iran. Era la rovina economica, ben preparata da una violenta campagnacontro lo IOR, confermata dall’apertura di inchieste penali della magistratura italiana (che non manca mai di obbedire a certi ordini internazionali).
    Pochi sanno che cosa è lo SWIFT (la sigla sta per Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication – Società per le telecomunicazioni finanziarie interbancarie): in teoria, è una “camere di compensazione” (clearing, in gergo) mondiale, che unisce 10500 banche in 215 paesi. Di fatto, è il più occulto e insindacabile centro del potere finanziario americano-globalista, il bastone di ricatto su cui si basa l’egemonia del dollaro-. […] Il sito belga Media-Presse (lo SWIFT è basato in Belgio) ha spiegato :
    Quando una banca o un territorio è escluso dal Sistema, come lo fu nel caso del Vaticano nei giorni che precedettero le dimissioni di Benedetto XVInel febbraio 2013, tutte le transazioni sono bloccate. Senza aspettare l’elezione di papa Bergoglio, il sistema Swift è stato sbloccato all’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI.
    C’è stato un ricatto venuto da non si sa dove, per il tramite di Swift, esercitato su Benedetto XVI. Le ragioni profonde di questa storia non sono state chiarite, ma è chiaro che SWIFT è intervenuto direttamente nella direzione degli affari della Chiesa.
    Le citazioni di cui sopra sono tratte dal mio sito, precisamente dal mio articolo “Ratzinger non poté né vendere né comprare”, al quale gli autori del Remnant hanno avuto la bontà di rimandare in nota come conferma alle loro tesi.
    Le altre note del Remnant (le riprendo qui sotto) non sono meno importanti. La nota 6 ad esempio rimanda a un articolo dove si afferma che la National Security Agency di Obama e della Clinton spiò il Conclave – e probabilmente lo influenzò.

    1. http: //theeye-witness.blogspot.com/2013/10/a-compromised-conclave.html
      7. http://www.ncregister.com/blog/edwar...-of-mafia-club -opposed-to-benedetto-xvi
      8. Ratzinger non poté ?né vendere né comprare? - Blondet & Friends
      9. https://akacatholic.com/money-sex-and- modernismo /
      10. Soros-funded ?Catholic? Groups Behind African Socialist as next Pope | The Soros Files

    Dunque “Francesco” sarebbe la creazione della Primavera Cattolica progettata da Podesta, l’amico della Abramovic. Se avesse vinto Hillary, come loro prevedevano, il programma globalizzatore di dissoluzione della fede cattolica sacramentale sarebbe stato potenziato dal coordinamento tra Casa Bianca e Santa Sede. Invece oggi, il progetto è ostacolato dalla mera presenza di Trump. Francesco sta emergendo come l’avversario politico internazionale di più alto grado, per così dire, del neo-presidente
    I media hanno promosso la Abramovic. Tutti insieme.

    Adesso vediamo chiaro che Sorrentino, su commissione, ha realizzato una intelligente preparazione psichica per le masse televisivizzate a questo progetto. La citazione di Marina Abramovic non è solo una firma dei Podesta. Nei mesi scorsi, tutti i giornali italiani si sono riempiti di lusinghiere, adulatorie articolesse sulla strega, tutte a giurare come sia una grande e importante artista, e tutte a dire che la sua biografia, appena uscita in Italia, è tutta da leggere perché è bellissima.
    Non solo su Repubblica e il Fatto Quotidiano,
    Autobiografia di Marina Abramovic, anima e corpo - Repubblica.it
    ma anche, insospettabile, sul Giornale di Berlusconi:
    Marina Abramovic baciata dall'arte ma ferita dalla vita - IlGiornale.it
    Per la cronaca, nella bellissima autobiografia la Abramovic dichiara: “Ho avuto tre aborti. Un figlio sarebbe stato un disastro per la mia carriera”. Se avesse vinto Hillary, l’avrebbero venduta alle masse conformiste come il modello di nuova arte adatta ai tempi nuovi globali. Come le belve e le scimmie che Francesco ha fatto proiettare sulla chiesa madre per profanarla.

    E’ andata male. Ma solo per ora: la canea di “spontanee manifestazioni” (pagate da Soros) che infuria in Usa contro l’incauto decreto di Donald sull’immigrazione, dice che la guerra è solo agli inizi, e può finire con un impeachment, o l’assassinio del colpevole.
    O anche con la secessione della California e una nuova guerra civile americana. Che, per chi scrive, rispetto alla vittoria di Trump nel suo avvicinamento a Putin, sarbbe il “second best”, la migliore soluzione dopo quella. Una rivoluzione americana distrarrebbe gli Usa dalle sue imprese sataniche mondiali.


    Post Scriptum:
    Sul contesto in cui The Young Pope nomina la Abramovic, si può leggere qui:
    The Young Pope, ecco le frasi più belle - Magazine - quotidiano.net

    Pio XIII: «Chi è lo scrittore più importante degli ultimi 20 anni?… attenta però, non il più bravo. La bravura è degli arroganti… L’autore che ha destato una curiosità così morbosa da diventare il più importante…?»
    Sofia Dubois: «Non saprei. Philip Roth?» Pio XIII: «No. Salinger. Il più importante regista cinematografico?» Sofia Dubois: «Spielberg?» Pio XIII: «No. Kubrick. L’artista contemporaneo?» Sofia Dubois: «Jeff Koons?… Marina Abramovich?» Pio XIII: «Bansky. Il gruppo di musica elettronica?» Sofia Dubois: «Ohh, non so assolutamente niente di musica elettronica» Pio XIII: «E poi c’è chi dice che Harvard è una buona università… comunque, i Daft Punk. E invece la più grande cantante italiana?» Sofia Dubois: «Mina» Pio XIII: «Brava. Adesso lei sa quale è l’invisibile filo rosso che unisce tutte queste figure che sono le più importanti nei loro rispettivi campi? Nessuno di loro si fa vedere. Nessuno di loro si lascia fotografare».
    La connessione di "Francesco" con "spirit cooking" . Via Young Pope. - Blondet & Friends




    Satana in Vaticano.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #1654
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio

    Satana in Vaticano.
    Satana è il vaticano. Da sempre.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #1655
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Sempre più fiero di aver inserito l'immagine del sorriso satanico dell'antipapa nel mio avatar.
    Direi antipapa don camillo, nella sua furbizia mi ricorda proprio il prete di guareschi .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #1656
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    Dopo il discorso contro il populismo di trump, l'ennesima esternazione figlia di oggi:

    Papa Francesco: le donne sono più coraggiose degli uomini


    Papa Francesco: le donne sono più coraggiose degli uomini - Radio Vaticana

    Chissà come mai nessun attacco al papa dopo queste uscite.
    Come tutti coloro che lavorano per il nuovo ordine mondiale , partecipa alla campagna misandrica .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #1657
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    AMORIS LAETITIA FA IL PRIMO “MARTIRE”. È UN SACERDOTE COLOMBIANO. NEGA L’EUCARESTIA PER I DIVORZIATI RISPOSATI.
    Marco Tosatti
    E’ purtroppo confermata una notizia che quando l’ho letta parecchie ore fa mi è sembrata irreale. Un sacerdote colombiano è stato sospeso a divinis da suo vescovo per aver espresso le sue critiche e il suo disaccordo con l’esortazione apostolica Amoris Laetitia, nella parte che si riferisce all’eucarestia per i divorziati risposati. La notizia è stata data da Adelante La Fè, che ha postato anche una testimonianza audio, in spagnolo del sacerdote.
    Luis Alberto Uribe Medina, così si chiama il sacerdote, della diocesi di Pereira, è stato convocato dal suo vescovo, Rigoberto Corredor. Uribe Medina, secondo quanto afferma un comunicato della diocesi, ha “espresso pubblicamente e privatamente il suo rifiuto del magistero dottrinale e pastorale del Santo Padre Francesco, soprattutto per quanto riguarda il matrimonio e l’eucarestia”. E’ inutile spiegare che si tratta delle famose noticine del documento che contraddicono il magistero precedente; quello della Chiesa fino al 2016, ciò che hanno insegnato San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, oltre al Catechismo della Chiesa cattolica, che si presume sia ancora valido.
    Il comunicato della diocesi afferma che a causa della sua posizione il sacerdote “si è separato pubblicamente dalla comunione con il Papa e con la Chiesa”. Di conseguenza in base al Codice di Diritto Canonico, come eretico e scismatico e apostata è colpito dalla scomunica Latae Sententiae, e rimosso dalla sua posizione ecclesiastica.
    Secondo Adelante la Fè, che ha consultato diverse “fonti affidabili”, la colpa di Uribe Medina riguarda il rifiuto di applicare le nuove norme di accesso all’eucarestia per i divorziati risposati il cui primo matrimonio sia ancora valido.
    Una situazione di pressioni, minacce, intimidazioni, e – se è vero quello che ha affermato un giornalista informato con Edward Pentin – il cui input potrebbe provenire dalla cerchia stessa del Pontefice, che in oltre trentacinque anni di esperienza professionale in questo campo non ho mai sperimentato. Vediamo sacerdoti e religiosi che ne fanno e ne dicono di tutti i colori, e continuano senza che nessuno si sogni di disturbare la loro libertà di opinione e di espressione.
    Una reazione di questo genere, oltre a rivelare di quale materia reale sia la misericordia di cui tanto si parla, è probabilmente anche un segno di nervosismo. Mentre non si placa la rispettosa, e perseverante, richiesta di chiarimenti al Pontefice espressa dai “Dubia”, e da molte altre voci, il timore che perplessità e resistenze dilaghino spinge a reagire con la rigidità tanto deprecata da successore di Pietro. Brutti tempi, per la Chiesa.
    AMORIS LAETITIA FA IL PRIMO ?MARTIRE?. È UN SACERDOTE COLOMBIANO. NEGA L?EUCARESTIA PER I DIVORZIATI RISPOSATI. ? STILUM CURIAE



    Ordine di Malta: "Una brutta, strana storia. Avremmo preferito non assistervi, e che non avesse per protagonista il Papa"
    Ritorniamo sull'inquietante vicenda del Sovrano Militare Ordine di Malta.
    Dopo lo shock iniziale tantissimi cattolici si ritrovamo pienamente uniti nel comune sentimento di cristiana solidarietà verso le Dame e i Cavalieri: espressioni del nobile congiunto volontariato di Religiosi e di Laici a soccorso dei Signori Malati.
    Viene legittimamente da porsi questa domanda: i vertici vaticani sarebbero così prontamente intervenuti a "difesa" di un semplice e povero volontario dell'Ordine (così come di un fedele "impegnato" in una qualsivoglia struttura ecclesiale) nell'ipotetico caso egli avesse ricevuto un torto dai suoi Superiori?
    Aspettiamo, vigilanti, la nomina del Delegato Pontificio che dovrebbe occuparsi del “rinnovamento spirituale dell’Ordine” concretamente e caritatevolmente iniziato, nel rispetto dell'autentica tradizione melitense, dall'attuale Patrono dell'Ordine amato e rispettato da tutti.
    AC
    ORDINE DI MALTA. TROPPE DOMANDE SENZA UNA RISPOSTA. UNA STRANA, BRUTTA STORIA.
    Marco Tosatti
    Che brutta strana storia quella a cui stiamo assistendo all’Ordine di Malta in questi giorni. Una storia in cui assistiamo a episodi drammatici che emergono; con l’impressione però che ci sfuggano molti altri elementi, i più importanti, forse.
    Quello che vediamo è lo scontro interno, ufficialmente per ragioni di preservativi e contraccettivi anche abortivi, fra l’ex Gran Maestro, e il Gran Cancelliere. Quest’ultimo sostenuto con una violenza impressionante dal Pontefice. Il che, in un Pontefice predicatore di misericordia, non può non stupire.
    Dietro le quinte c’è chi parla di una antica battaglia, da anni e anni, fra le scuole tedesca e britannica per il controllo dell’Ordine, una miniera di soldi impressionante.
    L’Ordine è uno Stato, emette passaporti, offre molta carità ma anche contatti eccellenti. Un richiamo appetitoso.
    Poi c’è stato il processo interno al Gran Cancelliere, accusato di aver permesso, o non aver vigilato abbastanza, sul caso dei condom. Il suo rifiuto di dimettersi, l’espulsione per disobbedienza, l’appello alla Santa Sede. Appello che ha trovato orecchie propizie.
    Il cognome del Gran Cancelliere è nel Gotha degli esperti economici della Santa Sede, ci sono collegamenti fra quel mondo e la diplomazia vaticana, e la Segreteria di Stato.
    C’è stata la formazione di una Commissione d’inchiesta, in cui sedevano tre persone molto presenti nelle iniziative finanziarie cattoliche, e la presentazione a tempi rapidi di una un rapporto che si dice durissimo verso il Gran Maestro. Che nel frattempo, e non senza ragioni giuridiche valide, negava il diritto della Santa Sede di interferire in una vicenda interna, e il diritto della Santa Sede di nominare una commissione per indagare su affari interni dell’Ordine.
    Poi la storia ha virato rapidamente sul drammatico. Il Gran Maestro è stato convocato dal Papa, e gli è stato imposto – chissà come – di dimettersi. Una lettera vaticana parlava della nomina di un Delegato Pontificio, il che ha fatto pensare subito a un Commissariamento, poi, sembra, smentito (il Delegato dovrebbe occuparsi del “rinnovamento spirituale dell’Ordine”).
    Ci sarà un Capitolo, e l’elezione di un nuovo Gran Maestro, e nel frattempo il Gran Cancelliere è stato reintegrato, dal momento che il Papa ha dichiarato nulli tutti gli atti compiuti dal 5 dicembre in poi.
    Anche qui ci sono esperti di diritto che storcono il naso, ma se i diretti interessati – cioè i Cavalieri – ingoiano questo rospo, nessuno può protestare al posto loro.
    Ecco, questi sono i pezzi del puzzle.
    Ciascuno è libero di spostarli come vuole, e di provare a trovarci un senso. Anche se ne mancano molti, che equivalgono ad altrettante questioni aperte.
    E’ tutta colpa della “rigidità” di Burke, come ambienti vaticani cercano di suggerire, tanto per aggiungere colpe a uno dei quattro cardinali dei “Dubia” sull’Amoris Laetitia, non esattamente amato dal Pontefice?
    C’è almeno un precedente.
    Pell quando aveva ricevuto l’incarico di riformare l’economia e la gestione del Vaticano, aveva ricevuto un invito ad andare avanti senza guardare in faccia nessuno.
    Da buon giocatore di calcio australiano è andato avanti. E ha scoperto che pian piano il suo Segretariato per l’Economia era stato pelato strato a strato, come una cipolla. Con l’assenso del Papa.
    Un amico che ha una grande esperienza di affari in generale, affari e soldi vaticani in particolare, e anche di cose della Santa Sede, pensa che la chiave reale del dramma sia da cercare nella colossale fortuna dei Cavalieri, e nella possibilità che essa offre di incidere sulla politica interna della Chiesa.
    Perché il Pontefice ha deciso di agire con tanta durezza?
    Lo ha fatto di sua iniziativa, o è stato spinto o consigliato da qualcuno?
    Ancora.
    Che cosa ha detto, mostrato, o minacciato il Papa al Gran Maestro, fino al giorno prima così deciso nel difendere la sovranità dei Cavalieri, e in una manciata di minuti disposto a firmare dimissioni e chissà che altro?
    Certo l’esito dell’udienza con il Gran Maestro non è stato un grande esempio del dialogo raccomandato continuamente dal Papa.
    Ma in Vaticano non si stupisce nessuno della capacità di essere non fisicamente, ma moralmente, violento del Pontefice.
    E come abbiamo visto, in grande e in piccolo, il dialogo sembra molto simile a quello praticato dalla Regina di Cuori di Alice. Off with their heads!…
    Una brutta, strana storia, dicevamo.
    Avremmo preferito non assistervi, e che non avesse per protagonista il Papa.
    MiL - Messainlatino.it: Ordine di Malta: "Una brutta, strana storia. Avremmo preferito non assistervi, e che non avesse per protagonista il Papa"

    Il Papa e l’Ordine di Malta: una vittoria di Pirro?
    Roberto de Mattei
    Le dimissioni del Gran Maestro dell’Ordine di Malta Matthew Festing, imposte il 23 gennaio da Francesco, rischiano di essere per quest’ultimo una vittoria di Pirro. Papa Bergoglio ha infatti ottenuto ciò che voleva, ma ha dovuto usare la forza, facendo violenza sia al diritto che al buon senso. E ciò è destinato ad avere pesanti conseguenze non solo all’interno dell’Ordine di Malta, ma tra i cattolici del mondo intero, sempre più perplessi e disorientati per il modo in cui Francesco governa la Chiesa.
    Il Papa sapeva di non avere nessun titolo giuridico per intervenire nella vita interna di un Ordine sovrano e tanto meno di esigere le dimissioni del suo Gran Maestro. Sapeva anche che lo stesso Gran Maestro non avrebbe potuto resistere alla pressione morale di una richiesta di dimissioni, per quanto illegittima.
    Agendo in tal modo, Papa Bergoglio ha esercitato un atto di imperio apertamente contrastante con lo spirito di dialogo che ha costituito il leit-motiv dell’anno della misericordia. Ma, ciò che è più grave, l’intervento è avvenuto per “punire” la corrente che nell’Ordine è più fedele al Magistero immutabile della Chiesa e per sostenere invece l’ala secolarista, che vorrebbe trasformare i Cavalieri di Malta in una ONG umanitaria, distributrice “a fin di bene”, di profilattici abortivi. La prossima vittima designata appare il cardinale patrono Raymond Leo Burke, che ha la duplice colpa di avere difeso l’ortodossia cattolica all’interno dell’Ordine e di essere uno dei quattro cardinali che hanno criticato gli errori teologici e morali della Esortazione bergogliana Amoris laetitia.
    Nel suo incontro con il Gran Maestro, papa Francesco gli ha annunziato la sua intenzione di “riformare” l’Ordine, cioè della volontà di snaturarne il carattere religioso, anche se è proprio in nome della autorità pontificia che egli vuole avviarne l’emancipazione dalle norme religiose e morali. Si tratta di un progetto di distruzione dell’Ordine che, naturalmente, potrà avvenire solo grazie alla resa dei Cavalieri, i quali purtroppo sembrano aver perso lo spirito militante che li distinse sui campi delle Crociate e nelle acque di Rodi, di Cipro e di Lepanto. Così facendo, però, Papa Bergoglio ha perso molta della sua credibilità agli occhi non solo degli stessi Cavalieri, ma di un numero sempre maggiore di fedeli che rilevano la contraddizione tra il suo modo di parlare, accattivante e mellifluo, e quello di agire, intollerante e minaccioso.
    Dal centro passiamo alla periferia, che però per papa Bergoglio è più importante del centro. Pochi giorni prima delle dimissioni del Gran Maestro dell’Ordine di Malta, un’altra notizia che va nella stessa linea ha scosso il mondo cattolico. Mons. Rigoberto Corredor Bermùdez, vescovo di Pereira in Colombia, con decreto del 16 gennaio 2017, ha sospeso a divinis il sacerdote Alberto Uribe Medina, perché, secondo il comunicato della diocesi, avrebbe “espresso pubblicamente e privatamente il suo rifiuto del magistero dottrinale e pastorale del Santo Padre Francesco, soprattutto per quanto riguarda il matrimonio e l’eucarestia”. Il comunicato della diocesi aggiunge che a causa della sua posizione il sacerdote “si è separato pubblicamente dalla comunione con il Papa e con la Chiesa”.
    Don Uribe dunque è stato accusato di essere eretico e scismatico per avere rifiutato quelle indicazioni pastorali di papa Bergoglio che, agli occhi di tanti cardinali, vescovi e teologi, sono in odore di eresia, proprio perché sembrano allontanarsi dalla fede cattolica. Il che significa che il sacerdote che rifiuta di amministrare la comunione ai divorziati risposati o agli omosessuali praticanti viene sospeso a divinis e scomunicato, mentre chi rifiuta il Concilio di Trento e la Familiaris consortio viene promosso vescovo, e magari nominato cardinale, come attende probabilmente mons. Charles Scicluna, arcivescovo di Malta, uno dei due vescovi maltesi che autorizzano la comunione ai divorziati risposati che vivono more uxorio. Il nome della piccola isola del Mediterraneo sembra comunque avere uno strano legame con il futuro di papa Bergoglio, meno tranquillo di quanto si possa immaginare.
    Chi è oggi ortodosso, e chi è eretico e scismatico? E’ questo il grande dibattito che si delinea all’orizzonte. Uno scisma di fatto, come lo ha definito il quotidiano tedesco Die Tagespost, ossia una guerra civile nella Chiesa, di cui la guerra in atto all’interno dell’Ordine di Malta è solo una pallida prefigurazione.
    Il Papa e l?Ordine di Malta: una vittoria di Pirro? | CR ? Agenzia di informazione settimanale


  8. #1658
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Se la Chiesa di Milano si vergogna della famiglia
    di Andrea Zambrano
    Verrà giorno che le famiglie sposate dovranno fare l’accento svedese come Fantozzi per mimetizzarsi. Se prima a destare scandalo erano le cosiddette unioni irregolari, oggi, nella Chiesa della misericordia a buon mercato sono le cosiddette unioni regolari: monogame, fedeli, innamorate, anche se tra alti e bassi. Insomma: le famiglie cristiane non avranno più ospitalità neppure in chiesa. Non è catastrofismo, ma una lettura consequenziale della realtà. A Milano il furore anti coniugale ha intaccato la nobile istituzione dell’Arcidiocesi che, nell’approcciarsi alla Festa delle Famiglie prevista per domani, ha inviato ai parroci un dettagliato vademecum per illustrare le finalità e le caratteristiche della festa da celebrare a messa.
    Tralasciamo il lungo papiro condito di parole passepartout come “accoglienza”, “porte aperte”, “stile di vita nella gioia” e concentriamoci sul finale del documento dove vengono illustrate “alcune attenzioni per le messe”. Secondo l’ormai rodata tecnica del complesso natalizio, ecco che le famiglie cattoliche, domenica potranno festeggiare sì la loro unione, ma di nascosto per non offendere stavolta, non i musulmani, ma i divorziati.
    “Nella giornata che celebra la Festa della Famiglia un invito è quello a non dimenticare le tante persone che vivono la solitudine, la vedovanza, l’abbandono da parte del coniuge, i figli «divisi» tra papà e mamma...”. E fin qui...
    Ma il top si raggiunge con la richiesta di non celebrare gli anniversari di matrimonio. “Appunto per motivi di delicatezza e rispetto, l’indicazione è quella di evitare, durante le Messe di domenica prossima, la celebrazione degli anniversari di matrimonio”. Delicatezza e rispetto. Verso chi poi? Abbiamo inaugurato la stagione dell’invidia della felicità altrui, della vergogna per ciò che fino a ieri era qualche cosa di così prezioso da diventare sacramento. Così se una famiglia è felice, magari perché mamma e papà ne hanno passate di tutti i colori, ma possono arrivare alle nozze d’oro come San Paolo al termine della corsa, no: questa è mancanza di rispetto per chi invece è caduto. Che è come impedire a Federer di esultare a 35 anni suonati per rispetto al povero Wawrinka.
    La notizia ha dello sconcertante, così sconcertante che dopo un pomeriggio di fuoco qualcuno deve aver avvisato l'Arcivescovo Angelo Scola, il quale ha provveduto a far togliere dalla home page il riferimento. Ma fino a ieri mattina l'ufficio di Pastorale familiare della Diocesi, guidato da una coppia e da un sacerdote di stretta osservanza martiniana, difendevano ancora la scelta. Però nel sito curato dall'Ufficio, il riferimento agli anniversari spostati ad altra data rimane, contribuendo così a creare ancora più confusione e ambiguità.
    Pasticcio comunicativo a parte, la trovata è assurda, offensiva e costituirebbe una pericolosa deriva, oltre che un drammatico precedente. Farebbe sentire le famiglie cattoliche come appestate. Discriminate.
    Non appena pubblicata sul sito diocesano, la notizia ha fatto il giro di Milano. Tanto che il Forum delle associazioni famigliari non ha mancato di protestare contro la decisione.
    “Vorremmo esprimere il nostro dispiacere per un invito a escludere dalla Festa della famiglia il ricordo della ricorrenza degli anniversari di matrimonio. Pur comprendendo la sottolineatura di un’attenzione nei confronti di tutte le situazioni di sofferenza, pensiamo che festeggiare gli anniversari esprima il desiderio di voler testimoniare la bellezza della famiglia e le gioie che accompagnano la vita coniugale. Non crediamo che questa testimonianza di un valore umano e cristiano possa essere recepito dai divorziati come una mancanza di rispetto o di sensibilità nei loro confronti: siamo certi invece che anche loro condividano e vivano la festa come un valore”.
    Quella dell'Ufficio per la pastorale familiare è una visione ecclesiologica che va oltre la sfera matrimoniale e famigliare, è un pugno in faccia ad un sacramento che dovrebbe essere uno dei pilastri della vita cristiana. E soprattutto è un degradare il matrimonio cristiano a una delle tante opzioni umiliando chi in quel matrimonio ha seminato vita, sofferenza, speranze e può presentarsi di fronte al Signore per rendere grazie di tutto ciò che ha ricevuto.
    Non per vantarsi, perché di fronte ad una coppia che rinnova le promesse matrimoniali non c’è nessun vanto: c’è semmai una consapevolezza ancora maggiore rispetto al giorno del matrimonio dell’importanza, della sfida creatrice a cui Dio ha chiamato gli sposi, c’è un abbandono maggiore, proprio perché tante ne sono state vissute.
    Invece un ufficio di pastorale familiare può permettersi di presentare una visione rovesciata della realtà, e dunque diabolica, che induce a ritenere il matrimonio come qualche cosa di sconveniente, almeno di fronte a qualche categoria “sociale”, da non promuovere, qualche cosa di cui vergognarsi, uno scandalo. Invece di illustrare a chi vive situazioni irregolari quale sia la situazione perfetta insegnata dalla Chiesa, la Diocesi più grande d’Europa voleva smettere di insegnare per gettare in pasto ai suoi fedeli il più trito del così fan tutti, svilendo l’opera di chi, in questi anni di inizio millennio, si sta battendo nella società perché la famiglia abbia il suo centro originario nella vita dell’uomo.
    E poco importa se la burocrazia curiale accampa le giustificazioni più astruse. Resteranno sempre delle scuse, che il più delle volte serviranno a celare alcune, misere, buone intenzioni. Che sappiamo bene che cosa sono solite lastricare.
    Se la Chiesa di Milano si vergogna della famiglia

    “Un dispotismo che gronda misericordia da tutti gli artigli”
    di Antonio Socci
    Il Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Malta Matthew Festing ha rassegnato le dimissioni su ordine di Bergoglio. L’autoritarismo che aveva caratterizzato Bergoglio già da giovane gesuita in Argentina – per sua stessa ammissione – è anche la cifra di questo pontificato che ha sparso il terrore in Vaticano.
    Bergoglio ormai da quattro anni sembra voler stravolgere ogni cosa che sia CATTOLICA e che sia fedele a 2000 anni di magistero, e sopra coloro che difendono la fede cattolica di sempre e non si sottomettono alle sue “nuove idee”.
    C’è però molto nervosismo in questa mossa. In effetti in queste settimane a Santa Marta la tensione è alle stelle – e c’è da aspettarsi altri atti di dispotismo argentino – perché si è capovolto il quadro geopolitico in cui lui è arrivato al potere.
    Egli non ha più il supporto dell’impero obamiano, ma anzi, al suo posto è arrivato Donad Trump, un presidente che egli detesta, con idee che lui avversa, idee che però da sempre sono state sostenute dalla Chiesa fino al febbraio 2013 come “principi non negoziabili” (per esempio sulla difesa della vita).
    Inoltre dentro la Chiesa fra i buoni cattolici la credibilità di questo pontificato – pur supportato dai media laicisti – è ormai in caduta libera.
    ?Un dispotismo che gronda misericordia da tutti gli artigli? | Imola Oggi


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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Se la Chiesa di Milano si vergogna della famiglia
    di Andrea Zambrano
    Verrà giorno che le famiglie sposate dovranno fare l’accento svedese come Fantozzi per mimetizzarsi. Se prima a destare scandalo erano le cosiddette unioni irregolari, oggi, nella Chiesa della misericordia a buon mercato sono le cosiddette unioni regolari: monogame, fedeli, innamorate, anche se tra alti e bassi. Insomma: le famiglie cristiane non avranno più ospitalità neppure in chiesa. Non è catastrofismo, ma una lettura consequenziale della realtà. A Milano il furore anti coniugale ha intaccato la nobile istituzione dell’Arcidiocesi che, nell’approcciarsi alla Festa delle Famiglie prevista per domani, ha inviato ai parroci un dettagliato vademecum per illustrare le finalità e le caratteristiche della festa da celebrare a messa.
    Tralasciamo il lungo papiro condito di parole passepartout come “accoglienza”, “porte aperte”, “stile di vita nella gioia” e concentriamoci sul finale del documento dove vengono illustrate “alcune attenzioni per le messe”. Secondo l’ormai rodata tecnica del complesso natalizio, ecco che le famiglie cattoliche, domenica potranno festeggiare sì la loro unione, ma di nascosto per non offendere stavolta, non i musulmani, ma i divorziati.
    “Nella giornata che celebra la Festa della Famiglia un invito è quello a non dimenticare le tante persone che vivono la solitudine, la vedovanza, l’abbandono da parte del coniuge, i figli «divisi» tra papà e mamma...”. E fin qui...
    Ma il top si raggiunge con la richiesta di non celebrare gli anniversari di matrimonio. “Appunto per motivi di delicatezza e rispetto, l’indicazione è quella di evitare, durante le Messe di domenica prossima, la celebrazione degli anniversari di matrimonio”. Delicatezza e rispetto. Verso chi poi? Abbiamo inaugurato la stagione dell’invidia della felicità altrui, della vergogna per ciò che fino a ieri era qualche cosa di così prezioso da diventare sacramento. Così se una famiglia è felice, magari perché mamma e papà ne hanno passate di tutti i colori, ma possono arrivare alle nozze d’oro come San Paolo al termine della corsa, no: questa è mancanza di rispetto per chi invece è caduto. Che è come impedire a Federer di esultare a 35 anni suonati per rispetto al povero Wawrinka.
    La notizia ha dello sconcertante, così sconcertante che dopo un pomeriggio di fuoco qualcuno deve aver avvisato l'Arcivescovo Angelo Scola, il quale ha provveduto a far togliere dalla home page il riferimento. Ma fino a ieri mattina l'ufficio di Pastorale familiare della Diocesi, guidato da una coppia e da un sacerdote di stretta osservanza martiniana, difendevano ancora la scelta. Però nel sito curato dall'Ufficio, il riferimento agli anniversari spostati ad altra data rimane, contribuendo così a creare ancora più confusione e ambiguità.
    Pasticcio comunicativo a parte, la trovata è assurda, offensiva e costituirebbe una pericolosa deriva, oltre che un drammatico precedente. Farebbe sentire le famiglie cattoliche come appestate. Discriminate.
    Non appena pubblicata sul sito diocesano, la notizia ha fatto il giro di Milano. Tanto che il Forum delle associazioni famigliari non ha mancato di protestare contro la decisione.
    “Vorremmo esprimere il nostro dispiacere per un invito a escludere dalla Festa della famiglia il ricordo della ricorrenza degli anniversari di matrimonio. Pur comprendendo la sottolineatura di un’attenzione nei confronti di tutte le situazioni di sofferenza, pensiamo che festeggiare gli anniversari esprima il desiderio di voler testimoniare la bellezza della famiglia e le gioie che accompagnano la vita coniugale. Non crediamo che questa testimonianza di un valore umano e cristiano possa essere recepito dai divorziati come una mancanza di rispetto o di sensibilità nei loro confronti: siamo certi invece che anche loro condividano e vivano la festa come un valore”.
    Quella dell'Ufficio per la pastorale familiare è una visione ecclesiologica che va oltre la sfera matrimoniale e famigliare, è un pugno in faccia ad un sacramento che dovrebbe essere uno dei pilastri della vita cristiana. E soprattutto è un degradare il matrimonio cristiano a una delle tante opzioni umiliando chi in quel matrimonio ha seminato vita, sofferenza, speranze e può presentarsi di fronte al Signore per rendere grazie di tutto ciò che ha ricevuto.
    Non per vantarsi, perché di fronte ad una coppia che rinnova le promesse matrimoniali non c’è nessun vanto: c’è semmai una consapevolezza ancora maggiore rispetto al giorno del matrimonio dell’importanza, della sfida creatrice a cui Dio ha chiamato gli sposi, c’è un abbandono maggiore, proprio perché tante ne sono state vissute.
    Invece un ufficio di pastorale familiare può permettersi di presentare una visione rovesciata della realtà, e dunque diabolica, che induce a ritenere il matrimonio come qualche cosa di sconveniente, almeno di fronte a qualche categoria “sociale”, da non promuovere, qualche cosa di cui vergognarsi, uno scandalo. Invece di illustrare a chi vive situazioni irregolari quale sia la situazione perfetta insegnata dalla Chiesa, la Diocesi più grande d’Europa voleva smettere di insegnare per gettare in pasto ai suoi fedeli il più trito del così fan tutti, svilendo l’opera di chi, in questi anni di inizio millennio, si sta battendo nella società perché la famiglia abbia il suo centro originario nella vita dell’uomo.
    E poco importa se la burocrazia curiale accampa le giustificazioni più astruse. Resteranno sempre delle scuse, che il più delle volte serviranno a celare alcune, misere, buone intenzioni. Che sappiamo bene che cosa sono solite lastricare.
    Se la Chiesa di Milano si vergogna della famiglia
    noi (parrocchia ambrosiana) abbiamo festeggiato lo stesso gli anniversari di matrimonio
    ho suonato anche la marcia di Mendelssohn e la coppia più anziana si è ri-scambiata gli anelli davanti al prete
    pranzo all'oratorio per i "festeggianti" l'anniversario con parenti e amici

    p.s. la disposizione risale al card. Tettamanzi (almeno questa non è di Scola) ma qui nei nostri paesi non è mai stata rispettata

  10. #1660
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    (ANSA) - ROMA, 2 FEB - "L'Ordine riafferma la propria fedeltà al Santo Padre: è e resterà al suo servizio. La nostra fedeltà al servizio della Chiesa è irrevocabile: c'è stata una crisi di governo e siamo grati al Santo Padre per aver portato a una soluzione rapida. Confermiamo la volontà a collaborare col delegato pontificio". Lo ha detto in una conferenza stampa il Gran cancelliere dell'Ordine di Malta, Albrecht von Boeselager, prima estromesso dal suo ruolo e poi reintegrato dopo le dimissioni, ottenute dal Papa, del Gran maestro Matthew Festing.
    L'intervento di Papa Francesco che ha ottenuto le dimissioni del Gran maestro, secondo Boeselager, "non ha violato la sovranità dell'Ordine di Malta". "Il Vaticano - ha spiegato - si è preso cura della nostra crisi quando è stato invocato il Santo Padre perché era stato chiesto a me di dimettermi. Non è un'interferenza sulla nostra sovranità. Il Papa non interferirà con le nostre relazioni con gli Stati. Si rende conto che le nostre funzioni sovrane sono al servizio della Chiesa".

    http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/02/02/ordine-malta-fedeli-e-grati-al-papa_2c538172-960a-45b3-8329-9a68700d4cad.html


    La puttana ringrazia il magnaccia.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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