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Discussione: Papa Francesco.

  1. #1751
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Papa Francesco: "Il dialogo in Venezuela non avanza per la divisione dell'opposizione" - World Affairs - L'Antidiplomatico

    Ma quante ne sa questo eretico!
    Ha parlato di Regeni, per il quale si è "mosso", dice. E speriamo si riferisse allo scrollo del pisello in bagno.
    Poi ha parlato delle elezioni francesi.
    Poi dei negher.
    Poi...
    Poi...

    Mai ha parlato di Dio e del Vangelo.
    Che poi sarebbe, anche se marginalmente, il suo compito.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #1752
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Papa Francesco: "Il dialogo in Venezuela non avanza per la divisione dell'opposizione" - World Affairs - L'Antidiplomatico

    Ma quante ne sa questo eretico!
    Ha parlato di Regeni, per il quale si è "mosso", dice. E speriamo si riferisse allo scrollo del pisello in bagno.
    Poi ha parlato delle elezioni francesi.
    Poi dei negher.
    Poi...
    Poi...

    Mai ha parlato di Dio e del Vangelo.
    Che poi sarebbe, anche se marginalmente, il suo compito.
    "Lasciamo che i teologi parlino delle loro cose astratte".
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #1753
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Papa Francesco: "Il dialogo in Venezuela non avanza per la divisione dell'opposizione" - World Affairs - L'Antidiplomatico

    Ma quante ne sa questo eretico!
    Ha parlato di Regeni, per il quale si è "mosso", dice. E speriamo si riferisse allo scrollo del pisello in bagno.
    Poi ha parlato delle elezioni francesi.
    Poi dei negher.
    Poi...
    Poi...

    Mai ha parlato di Dio e del Vangelo.
    Che poi sarebbe, anche se marginalmente, il suo compito.
    Dove arriva , fa danno !
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  4. #1754
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Il Front National e la Chiesa di Francia
    Fabrizio Cannone
    I rapporti tra il partito fondato da Jean Marie Le Pen nel lontano 1972 e la Chiesa che è in Francia non sono mai stati lisci e semplici, ma piuttosto tesi, faticosi e assai conflittuali.
    Ne faceva stato in un libretto Jean Madiran, uno dei maggiori intellettuali di area frontista, fondatore e a lungo direttore di Présent, l’unico quotidiano francese vicino al Front, con L’extrême droite et l’Église: réponse (1998). L’opera era un’argomentata risposta al calunnioso pamphlet di Xavier Ternisien L’extrême droite et l’Église (1997).
    Non si contano più, negli ultimi 3 decenni, le prese di posizione di singoli vescovi, di associazioni cattoliche e perfino dell’intero episcopato francese contro la cosiddetta «Estrema destra».
    Di norma i testi e i documenti in cui i prelati cattolici esprimono il loro dissenso e la loro opposizione al FN non parlano apertamente di politica, e neppure menzionano a chiare lettere un partito specifico. Si limitano, lasciandosi però capire da tutti, specie dai giornalisti e dai creatori d’opinione, a denunciare l’avanzata del nazionalismo, del razzismo, della chiusura, dell’estremismo, del radicalismo, dell’esclusione…
    Giornali e mass media del sistema gongolano regolarmente interpretando, non a torto, questi brani contro la destra e i cosiddetti populisti, e in particolare contro il Front.
    La cosa paradossale in tutto ciò è che il partito dei Le Pen si è sempre dimostrato rispettoso della Chiesa e della dottrina sociale cattolica, manifestando oggettivamente più vicinanza ai valori cristiani di quanto abbiano fatto, da sempre, i partiti della sinistra e del centro. Ad esempio, negli anni recenti, l’unico partito che si è espresso criticamente sull’aborto e contro lo snaturamento del matrimonio civile con la legge Taubira (2013) è stato proprio il Front National. Nella oceaniche Manif pour tous che hanno invaso Parigi nell’ultimo lustro, non sono mancati mai rappresentanti autorevoli del FN, come Marion Maréchal Le Pen, nipote di Jean Marie e più giovane deputata di Francia.
    E ancora oggi, nei 144 punti che compongono il programma di governo di Marine, non se ne trova uno che possa dirsi in contrasto con il Magistero della Chiesa. Faccio notare che le personalità cattoliche francesi le quali davanti alla scelta tra l’ultraliberista Macron e la patriota-sociale Marine, sostengono quest’ultima, ormai sono troppe per essere citate. Fra tutti, ricordo solo la repubblicana ed ex ministro Christine Boutin, il politico identitario Nicolas Dupont-Aignan, lo scrittore vandeano (ed ex deputato) Philippe de Villiers, il filosofo Thibaud Collin, l’intellettuale Bernard Antony, e moltissimi altri.
    Secondo tutti costoro il ragionamento è semplice. Marine Le Pen è oggi una scialuppa di salvataggio per una Francia lesionata dal terrorismo, dall’immigrazione islamica di massa e dalla perdita di tutti valori tradizionali, a partire dall’educazione e dal senso civico. Macron è l’espressione chimicamente pura dell’alta finanza mondialista, e questo nessuno lo nega in realtà (neppure il marxista Mélanchon), con l’aggravante di essere sistematicamente avverso ai valori cattolici e alla difesa della sovranità del paese.
    Ciononostante, ancora una volta i vescovi francesi, dopo il risultato del primo turno delle elezioni e l’affermarsi di un ballottaggio Macron-Le Pen per il prossimo 7 maggio, hanno preso posizione. Pur senza prenderla apertamente, ma la hanno presa. Il comunicato della Conferenza episcopale, uscito la sera stessa del primo turno delle elezioni (23 aprile), come se la Chiesa fosse una mera agenzia culturale e politica, dichiara che “i progetti populisti non possono fornire in nessun caso la certezza di un avvenire pacifico e invita gli attori della vita politica a denunciare i germi di odio e di divisione che essi portano”. Niente di meno! Sempre restando apolitici e apartitici, ovviamente.
    Addirittura, nel medesimo Comunicato intitolato Entre deux tours e reperibile sul sito eglise.catholique.fr si ricorda che “il compianto René Rémond [storico del cristianesimo] faceva notare già nel 2002 che l’ascesa del Front National coincide con la discesa dei riferimenti cristiani nella società”. Sembra inconcepibile una intromissione così violenta e parziale nelle scelte politiche di una società democratica, ma tant’è. E si è arrivati a tanto dopo decenni di lettura più o meno marxista della politica, a base del manicheo “nazionalismo = chiusura e odio, anti-nazionalismo = pace e amore”.
    Davanti a questo ennesimo tradimento e iniquo trattamento della libera scelta di oltre 7 milioni di cittadini di votare FN, tra cui non rari sono i cattolici credenti e praticanti, il Collettivo Antiochia, di cui fanno parte sacerdoti, religiosi e alcuni vescovi, ha emesso un comunicato in favore di Marine Le Pen e contro le intromissioni dell’episcopato nelle indicazioni di voto. Vi si dice: “La Conferenza dei vescovi di Francia mentre afferma di non farlo, dà però dei consigli di voto ai cattolici francesi. Ciò è evidente, perché essa attacca un partito, ed uno solo. Il suo portavoce lo ha dichiarato già nel 2015: ‘La posizione della Chiesa di Francia sul Front National non è variata’. Infatti: ‘Il rifiuto dello straniero, il rigetto dell’altro, una concezione e una visione della società chiusa nella paura, pongono dei problemi’ ed ‘un certo numero di punti sviluppati dal Front National non sono conformi alla visione che il Vangelo ci invita a difendere’”.
    Il Collettivo Antiochia si chiede ironicamente se risulti conforme alla visione del Vangelo “il programma di Emmanuel Macron, ultraliberale, oligarchico, mondialista, trans-umanista, tecnocratico, anti-famiglia, europeista, eutanasico, abortista ed eugenista”.
    Perché, denuncia il Collettivo di sacerdoti, “due pesi e due misure?”. E conclude il coraggioso comunicato, inviato ai Vescovi scrivendo così: “E’ d’uopo costatare che la CEF (la Cei francese) si inganna di obiettivo, con una regolarità da orologio svizzero, da almeno 30 anni (…). Noi non guardiamo la televisione, e non leggiamo più le vostre dichiarazioni di voto, Eccellenze… Noi eravamo alla Manif pour tous e alla Marcia per la vita, e voi no… La situazione si aggrava ogni giorno. E noi condividiamo la sofferenza del popolo (…). Ecco perché senza fare appelli, e neppure canonizzare alcun politico e alcun programma, e senza neppure dare lezioni di morale a nessuno (…) noi diciamo soltanto che voteremo Marine Le Pen”.
    Ma già nel 2002 quando fu Jean Marie Le Pen ad arrivare al secondo turno delle elezioni presidenziali assieme a Jacques Chirac, i vescovi si mobilitarono. Sul sito della Chiesa francese già citato, i vescovi ospitarono (e ancora ospitano…) il comunicato di una associazione cattolica, il Comitato contro la fame e per lo sviluppo. In questo testo delirante, datato 25 aprile 2002, il CCFD si dichiarava “estremamente preoccupato per la situazione politica creata dalla presenza al secondo turno del candidato del Front national” poiché “Le idee difese da Le Pen e il suo partito sono inconciliabili con la visione dell’umanità, della solidarietà e della speranza promosse dalla nostra associazione”.
    Gli stessi Vescovi francesi, in una dichiarazione del 3 maggio 2002, dicevano alla lettera così (si faccia attenzione alle parole): “Il programma e le proposte di Jean-Marie Le Pen e del Front National sono fondate sui principi di esclusione, chiusura in sé stessi, intolleranza, rifiuto dello straniero, limitazione dei diritti e delle libertà, in nome di un ordine morale intransigente”!
    Certo, una Chiesa in via di auto-secolarizzazione e di auto-demolizione come quella francese, non può che essere contraria ad ogni ordine morale, difeso con forza, coraggio e intransigenza.
    Il Front National e la Chiesa di Francia | Libertà e Persona

    “Spunto di Riflessione: l’Amoris Laetitia sdogana anche il gender”
    di Fra Cristoforo
    Vi invito a leggere questa frase che viene riportata nell’Amoris Laetitia al N° 286. Vi cito direttamente il testo: “È vero che non possiamo separare ciò che è maschile e femminile dall’opera creata da Dio, che è anteriore a tutte le nostre decisioni ed esperienze e dove ci sono elementi biologici che è impossibile ignorare. Però è anche vero che il maschile e il femminile non sono qualcosa di rigido”.
    Omissis dunque afferma che “il maschile” e il “femminile” non sono qualcosa di rigido. Ci rendiamo conto di una frase del genere detta da uno che dovrebbe fare il Papa? Cosa intende secondo voi? Sarà forse ormai uno spiraglio per lo sdoganamento della dittatura del gender? Come del resto ormai già fatto in molte diocesi e comunità parrocchiali…
    L’ambiguità regna. Infondo l’AL è veramente un immondezzaio. Dentro c’è proprio di tutto. Come una discarica.
    E tenete presente che tutta la pastorale di Omissis (se di pastorale si vuol parlare), si fonda sull’Enciclica ecologica e su AL. Il disco è sempre quello.
    Questa frase che vi ho citato mi ha veramente turbato. Come si può tradire la Verità in questo modo? E’ una ricerca ossessiva degli applausi del mondo. Ma Gesù lo disse: “Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti” Lc 6,26.
    https://anonimidellacroce.wordpress....ra-cristoforo/



    Il modo più chiaro e più pratico per manifestare la propria disapprovazione nei confronti di Francisco è colpirlo nel portafoglio, scegliendo la Sacra Arcidiocesi Ortodossa come destinataria dell'8 per 1000. I pagani possono optare per l'Unione Induista.
    Bisogna infatti ricordarsi che chi non effettua una opzione precisa finisce per indirizzare comunque il denaro al Papocchio, a causa del meccanismo di ripartizione elaborato dal fisco itagliano.




  5. #1755
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Niente più 8 x 1000 a chi sta distruggendo la Chiesa Cattolica
    Antonio Socci
    Ieri “Avvenire”, il giornale dei vescovi, mi ha attaccato per il mio ultimo articolo su “Libero”. Siccome è l’ennesima volta – e bordate simili ricevo pure da ecclesiastici e annessi – mi sento autorizzato a negare nel 2017 il mio “8 per mille”.
    “Avvenire” mi accusa di aver definito certe espressioni di papa Bergoglio assai simili alla bestemmia e poi afferma che io – per tale grave critica – non porterei “nessun argomento valido a sostegno”. Come se io lanciassi al papa irresponsabili accuse senza motivo. Il fatto è che “Avvenire” si è ben guardato dal riferire le frasi testuali di Bergoglio da cui partiva quella mia critica: egli ha detto che Gesù “si è fatto peccato, si è fatto diavolo, serpente, per noi”.
    L'affermazione è "Gesù si è fatto diavolo". Parole inaudite che “Avvenire” ha omesso per poi accusarmi di attaccare il papa senza “nessun argomento valido”. Ma che quelle di Bergoglio siano espressioni blasfeme o scandalose lo dimostra il fatto stesso che “Avvenire” le ha censurate, non ha neanche tentato di giustificarle.
    Infatti non sono una gaffe, comunque inammissibile in un papa (non si era mai visto un papa bestemmiatore, oltretutto in una messa). Quella frase esprime una precisa convinzione di Bergoglio spiegata da tutta la sua omelia dove egli applica a un passo biblico di Mosè, riferito al Messia, non l’esegesi cristiana, ma – forse senza nemmeno saperlo – una esegesi gnostica.
    Quella gnosi che arriva a fondere in “uno” Cristo e Lucifero nel segno del “serpente”, la gnosi che nella cultura anticristiana degli ultimi due secoli è dilagante com’è stato ben illustrato dal filosofo Massimo Borghesi, in un articolo del 2003 su “30 Giorni”, intitolato: “Il patto con il Serpente ”.
    Pure altre enormità di Bergoglio vanno nella stessa direzione.
    DEVASTAZIONE
    Per esempio il 17 marzo, secondo i resoconti giornalistici, ha dichiarato: “Nella Santa Trinità le Persone baruffano a porte chiuse, ma all'esterno danno l'immagine di unità”. Battuta che il sito Reinformation.tv definisce “una gravissima bestemmia che contraddice molti dogmi”.
    È impossibile tacere sentendo un papa parlare così. Ma non è solo ignoranza (che già sarebbe inammissibile). Ogni giorno papa Bergoglio assesta colpi di piccone sulla cattedrale della fede. E ogni colpo fa parte di una strategia di desacralizzazione.
    Non solo afferma che Gesù “si è fatto diavolo, serpente”, che la Santissima Trinità è una banda di personaggi rissosi che poi all’esterno si danno una facciata concorde, non solo dichiara che “non esiste un Dio cattolico”, che Gesù, nell’episodio dell’adultera, “Gesù fa un po' lo scemo", che «Gesù non era un pulito» e che Gesù «ha mancato la morale"
    È un papa secondo cui alla Madonna sotto la croce probabilmente è venuta meno la fede e può aver detto a Dio: “Tu mi avevi detto che regnerà per sempre… bugie! Sono stata ingannata!" Bergoglio: “La Madonna ha sempre taciuto, anche ai piedi della C” (anche qui siamo fuori dalla dottrina cattolica).
    FLAGELLO
    Un papa che ha spaccato la Chiesa su sacramenti come l’ Eucaristia e il matrimonio seminando confusione totale su cose in cui la Chiesa non può dividersi. Un papa che ha delegittimato la “missione” squalificando l’evangelizzazione col termine spregiativo di “proselitismo”.
    Un papa che non s’ inginocchia mai davanti all’Eucaristia e che celebra i despoti comunisti (come Fidel Castro e i despoti cinesi), snobbando invece le loro vittime al punto da far insorgere i dissidenti cubani e il vecchio e saggio cardinale Zen.
    Un papa che si compiace di ricevere in dono dal compagno Moralez una “chuspa” con le foglie di coca e la scultura di una falce e martello con sopra l’immagine di Cristo, un papa che spiega che “i comunisti la pensano come i cristiani”.
    Un papa che se ne infischia dei cristiani perseguitati e parla solo ossessivamente dall’emigrazione. Un papa che all’annuncio di Cristo ha sostituito l’esaltazione della marea migratoria come un’invasione salutare per l’Europa, facendone un dogma di fede: invece di “aprire le porte a Cristo” esige che si aprano a tutti i migranti del mondo.
    Un papa che ha abbandonato i “principi non negoziabili” della Chiesa, mentre la vita e la famiglia sono bombardate come mai prima, per sostituirli con l’eco-catastrofismo obamiano, un papa che si preoccupa per la sopravvivenza di zanzare e piccoli vermi, che ha trasformato la basilica di San Pietro in schermo di un orrido show animalista.
    Un papa che si rifiuta di condannare il “terrorismo islamico” come tale, un papa che non manca di rovesciare quotidianamente critiche e disprezzo sui cattolici, mentre esalta tutte le altre religioni arrivando ad affermare che l’Islam è una religione di pace, tanto da far insorgere perfino padre Samir Kalil Samir, una vera autorità che fu consigliere di Benedetto XVI per l’Islam.
    Un papa che snobba sprezzantemente il “Family day” dei cattolici e indica come grandi italiani Emma Bonino e Giorgio Napolitano.
    Un papa che al vertice della Pontificia Accademia per la vita mette quel Mons. Paglia che fa l’apologia di Marco Pannella (“uomo di grande spiritualità”) dicendo che “questo nostro mondo, ha bisogno più che mai di uomini che sappiano parlare come lui… io mi auguro che lo spirito di Marco ci aiuti a vivere in quella stessa direzione”.
    Un papa che ha appena nominato come Generale dei gesuiti padre Sosa Abascal il quale in un’intervista spiega che non si sa “cosa ha detto veramente Gesù” perché “a quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole” e quindi tanti saluti alla “Parola di Dio” e alla Sacra Scrittura come fonte della Rivelazione perché tutto va reinterpretato e “contestualizzato”.
    Per padre Sosa l’oggetto della fede è Bergoglio stesso (“Io mi identifico con quello che dice papa Francesco”) che però – se si demoliscono le parole di Gesù nel Vangelo – non ha più alcuna autorità.
    CATTOLICI EMARGINATI
    Bergoglio penalizza ed emargina cardinali, vescovi e religiosi che sono saldi nella fede cattolica di sempre e invece esalta chi va a nozze col mondo e le sue ideologie.
    Per tutte queste cose – e molto altro – io non ho più intenzione di contribuire alla demolizione della Chiesa con il mio 8 per mille. Preferisco spendere di tasca mia, direttamente, per sostenere missionari, opere di carità e religiosi veramente cattolici.
    Oltretutto la “chiesa bergogliana” ha già un sacco di soldi. E siccome Bergoglio e i suoi continuano a ripetere (a parole) che vogliono una Chiesa povera mi sembra giusto accontentarli. Perché far loro il dispetto di inondarli di euro se vogliono diventare poveri?
    Quando in Vaticano tornerà chi onora il Dio cattolico e chi difende il popolo cristiano e la sua fede, io ricomincerò a firmare l’8 per mille.
    Oggi dominano le tenebre.
    NIENTE PIU? 8 X MILLE A CHI DISTRUGGE LA CHIESA CATTOLICA E NON DIFENDE I CRISTIANI PERSEGUITATI. PER UN PAPA CHE DEFINISCE GESU? ?DIAVOLO E SERPENTE? NE? APPLAUSI NE? SOLDI. SOLO PREGHIERE PER LA SUA CONVERSIONE E PREGHIERE PER LA CHIESA PERCHE? RES



    Il modo più chiaro e più pratico per manifestare la propria disapprovazione nei confronti di Francisco è colpirlo nel portafoglio, scegliendo la Sacra Arcidiocesi Ortodossa come destinataria dell'8 per 1000. I pagani possono optare per l'Unione Induista.
    Bisogna infatti ricordarsi che chi non effettua una opzione precisa finisce per indirizzare comunque il denaro al Papocchio, a causa del meccanismo di ripartizione elaborato dal fisco itagliano.




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    Predefinito re: Papa Francesco.

    8 per mille: il cappio al collo della Chiesa italiana
    Il sinodo dei giovani non comincia bene. Ad aprire il dibattito, infatti, tre conferenze organizzate presso l’Università pontificia lateranense.
    Tra i relatori, Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei Ministri e il cardinal Maradiaga (quello così raffinato che ha liquidato come “pensionati che non hanno neppure letto Amoris laetitia, i 4 cardinali dei Dubia).
    Ma perchè Maria Elena Boschi?
    Forse perchè favorevole all’aborto, alla fecondazione artificiale e madrina principale della legge sulle unioni civili?
    O per la sua battaglia a favore delle adozioni gay?
    Così argomentava rispetto ad esse già nell’aprile 2014:
    Cominciamo a riconoscere la parità tra coppie gay ed etero e poi, un passo alla volta, aspettiamo che il Paese sia davvero pronto ad accogliere le “nuove” famiglie (https://www.vanityfair.it/news/polit...vista-ministro).
    Oppure la Boschi è stata scelta per le frequentazioni massoniche della sua famiglia (http://www.dagospia.com/rubrica-3/po...3-115231.htm)?
    O per la sua nota gestione dell’Unar?
    Oppure per come ha distrutto le adozioni internazionali da presidente della Commissione adozioni internazionali (http://www.ilfattoquotidiano.it/2017...nti/3295648/)?
    Non lo sappiamo. Conosciamo soltanto i suoi legami con personaggi come Nunzio Galantino, e questi bastano ad illuminarci: nemico giurato dei principi non negoziabili, Galantino è un noto fan del Pd, e per sostenere il suo partito, non arretra davanti a nulla.
    Ma ciò non basta. E’ di oggi la notizia che il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, che ovviamente non si espone mai senza il consenso del suo superiore (di fatto il già citato Galantino) ha lanciato un chiaro e inaudito endorsement ai 5S di Grillo (favorevoli a matrimoni gay, droga libera, eutanasia, gender…), prendendo come pretesto le giuste dichiarazioni di Di Maio sul lavoro domenicale (ma vogliamo davvero credere che possano, da sole, motivare un endorsement politico?).
    Perchè? Evidentemente si annusa l’aria: sino a oggi domina il Pd (teniamocelo caro), ma sembra che il futuro sia dei grillini (prepariamoci). E’ dunque bene iniziare un graduale riposizionamento.
    Di fronte a tanto machiavellismo, cosa possono fare i cattolici?
    Semplicissimo: provare a tagliare questo perfido legame tra Chiesa e politica.
    Perchè hanno chiamato la Boschi? Probabilmente anche per un motivo molto semplice: da anni la chiesa italiana vive nel terrore che gli tocchino l’8 per mille. I silenzi continui ogni volta che in Parlamento si discute di aborto, droga libera, eutanasia… sono dovuti senz’altro a un disinteresse sincero, proprio di una fede insipida e spenta, ma anche al timore di vendette economiche. E i 5S? Hanno spesso detto che se andranno al potere toglieranno l’8 per mille: vedi mai che dandogli spazio sul giornale della Cei e strizzandogli l’occhiolino, cambino idea, come tutti i rivoluzionari che, una volta arrivati al potere, diventano ragionevoli.
    Si ha dunque paura che venga toccato l’8 per mille, che certamente serve anche a tante buone cose, ma soprattutto a ripianare i debiti dei monsignor Paglia e Mogavero… a finanziare case per extracomunitari, a tenere in piedi realtà del tutto improduttive come SAT 2000 (una tv che costa grandi cifre con pochissimi risultati), Avvenire (che ha 7/8 volte i giornalisti di altre testate equivalenti)…
    Chiesa povera non solo a parole, ma davvero; ciò significa anche chiesa libera; chiesa che si affida alla Provvidenza, e non ai soldi pubblici e alle amicizie politiche, quali che esse siano.
    Liberiamo la chiesa dal cappio mondano, cessiamo di versare l’8 per mille.
    8 per mille: il cappio al collo della Chiesa italiana | Libertà e Persona



    Il modo più chiaro e più pratico per manifestare la propria disapprovazione nei confronti di Francisco è colpirlo nel portafoglio, scegliendo la Sacra Arcidiocesi Ortodossa come destinataria dell'8 per 1000. I pagani possono optare per l'Unione Induista.
    Bisogna infatti ricordarsi che chi non effettua una opzione precisa finisce per indirizzare comunque il denaro al Papocchio, a causa del meccanismo di ripartizione elaborato dal fisco itagliano.




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    Predefinito re: Papa Francesco.

    Il vero problema della Chiesa è Bergoglio
    di Antonio Socci
    Il convegno del 22 aprile scorso, a Roma sul tema “Fare chiarezza sull’Amoris laetitia” una delle relazioni è stata tenuta dalla professoressa Anna M. Silvas (Australia) Senior Research Fellow of the Australian Academy of the Humanities Univerity of New England (Australia). La professoressa australiana ha riletto l’Amoris laetitia in modo approfondito, mostrando che la deviazione dalla dottrina cattolica non è affatto dovuta – come molti dicono – “a cattiva interpretazione del testo”. I problemi sono nel testo di papa Bergoglio. Anzi, ancor più: il problema è Bergoglio stesso.
    Il testo intero del suo intervento
    Chiesa e post concilio: ?Fare chiarezza?. I dubia e l?urgenza di verità. Intervento di Anna Silvas
    E qui sotto riporto la parte più chiara e drammatica dell’intervento della professoressa Silvas, quando si è rivolta ai cardinali presenti.
    * * * *
    Sotto il pontificato di Giovanni Paolo II ci sembrava che le cose fossero tornate in qualche modo ‘a posto’ per un certo tempo, per lo meno in alcuni ambiti, specialmente vista la sua intensa spiegazione del mistero nuziale della nostra prima creazione in supporto dell’Humanae Vitae.
    Questa situazione è continuata sotto Benedetto XVI, con qualche tentativo di porre riparo alla decadenza liturgica e alla ‘feccia’ morale degli abusi sessuali ad opera dei sacerdoti. Avevamo sperato che perlomeno si stessero ponendo dei rimedi.
    Ora, nei pochi anni del pontificato di Papa Francesco, lo spirito ammuffito e stantio degli anni Settanta è risorto, portando con sé sette altri demoni. E qualora al principio lo dubitassimo, lo scorso anno l’Amoris Laetitia e i suoi postumi hanno reso perfettamente chiaro che questa è la nostra crisi. Il fatto che quello spirito estraneo sembri aver alla fine ingoiato il Soglio di Pietro, trascinando coorti sempre più estese di una compiacente gerarchia ecclesiastica all’interno della sua rete, è l’aspetto più inquietante e veramente scioccante per molti di noi fedeli cattolici laici.
    Osservo un gran numero di alti prelati, vescovi e teologi e non riesco a riscontrare in loro, ve lo giuro, la benché minima presenza del sensus fidelium: e questi sarebbero i latori dell’officio dell’insegnamento della Chiesa? Chi rischierebbe la propria anima immortale affidandosi al loro giudizio morale nella Confessione?
    (…)
    Papa Francesco non ha assolutamente intenzione di giocare seguendo le ‘regole’ di nessuno – men che meno le ‘regole’ vostre o le mie o di chicchessia sul papato. Sapete bene cosa ne pensa delle ‘regole’. Ce lo ripete costantemente. È uno degli spropositi più leggeri all’interno della sua ben nota riserva di insulti.
    Quando sento parlare quanti ci fanno la lezioncina sostenendo che Papa Francesco è la voce dello Spirito Santo nella Chiesa di oggi, non so se ridere dell’ingenuità di questa affermazione o se piangere per i danni che vengono fatti alle anime immortali.
    Direi che Francesco è veramente l’agente di uno spirito, ma del Geist hegeliano della ‘modernità’ che tanto sta operando all’interno della Chiesa. Si tratta, come ho detto prima, di uno spirito ammuffito e stantio, di un vecchio spirito che non ha vita in sé, di una forza privativa che sa solo nutrirsi in modo parassitico di quanto già esiste.
    (…)
    La proposta del Cardinale Burke di pubblicare una correzione fraterna al papa rimane ancora in piedi? Ne abbiamo sentito parlare lo scorso mese di novembre, e ha sicuramente sollevato i nostri spiriti angustiati. Ma siamo già a fine aprile, e non è successo niente. Non posso fare a meno di pensare alla frase di Shakespeare: Una marea muove le vicende umane…e mi chiedo se la marea è venuta e se n’è già andata e se noi fedeli laici siamo rimasti di nuovo abbandonati sulla spiaggia.
    Eppure il Cardinal Burke ha recentemente affermato: “Fino a quando non sarà data una risposta a queste domande, una confusione assai pericolosa continuerà a spargersi nella chiesa, e una delle questioni fondamentali è quella che ha a che vedere con la verità secondo la quale vi sono degli atti che sono sempre e in ogni momento sbagliati, che chiamiamo atti intrinsecamente cattivi, e così noi cardinali continueremo a insistere per avere una risposta a queste domande oneste”.
    Beh, cari cardinali, lo spero. Lo spero proprio. Noi fedeli vi supplichiamo: smettetela di calcolare gli esiti prudenti. La vera prudenza dovrebbe suggerirvi quando è ormai tempo di dare una testimonianza coraggiosa, altrimenti detta martirio.
    Papa Francesco non presterà mai ascolto a nessuna correzione fraterna. E sapete una cosa? Non sarebbe nemmeno un successo se pubblicasse davvero delle dichiarazioni su queste linee. Lasciate passare solo 24 ore e possiamo scommettere sul fatto che pronuncerà altre affermazioni che mineranno sottilmente o contraddiranno apertamente quanto ha detto il giorno prima.
    Se arrivati a questo punto ancora non abbiamo imparato qual è il suo modo di procedere, siamo davvero le pecore più stupide – o i pastori, secondo i casi.
    Vi chiedo perdono se mi azzardo a dire questo, ma prendiamone atto, in questo momento il papato non sta funzionando nella Chiesa. Pietro è divenuto di nuovo uno skandalon, la “roccia” è diventata una pietra d’inciampo (cfr. Mt 16, 16-24).
    CONVEGNO DEL 22 APRILE A ROMA. ANNA SILVAS: IL PROBLEMA DELLA CHIESA, OGGI, E? BERGOGLIO STESSO. IN LUI NON PARLA LO SPIRITO SANTO, MA UNO SPIRITO DI MENZOGNA - Lo StranieroLo Straniero



    Il modo più chiaro e più pratico per manifestare la propria disapprovazione nei confronti di Francisco è colpirlo nel portafoglio, scegliendo la Sacra Arcidiocesi Ortodossa come destinataria dell'8 per 1000. I pagani possono optare per l'Unione Induista.
    Bisogna infatti ricordarsi che chi non effettua una opzione precisa finisce per indirizzare comunque il denaro al Papocchio, a causa del meccanismo di ripartizione elaborato dal fisco itagliano.




  8. #1758
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    EFFETTO BERGOGLIO: FEDELI IN FUGA DALLA MESSA, PRESENZA AI MINIMI STORICI
    Se nel 2007 un italiano su tre (esattamente il 33,43 per cento) dichiarava di frequentare luoghi di culto almeno una volta alla settimana, oggi la percentuale è scesa al 27,5%, minimo storico degli ultimi dieci anni.
    E’ la dimostrazione che Bergoglio è ‘popolare’ solo tra i non cristiani e sta allontanando i fedeli.
    La presenza nei luoghi di culto cattolici, causa Bergoglio, è scesa al suo minimo. Entra in chiesa almeno una volta alla settimana poco più di una persona su quattro: negli anni del pontificato di Benedetto XVI la partecipazione si è sempre tenuta oltre il 30 per cento mentre è arretrata con Francesco.
    D’altro canto aumentano quelli che non mettono mai piede in chiesa, neppure la domenica: erano il 18,2% nel 2007 e sono il 22,7 oggi.
    Il gruppo che si è assottigliato di più è quello dei giovanissimi dai 18 ai 24 anni, che ha perso ben il 30% dei frequentanti, mentre la flessioni è più contenuta per i 25-29 enni (- 20%) e aumenta ancora (30%) tra gli adulti dai 55 ai 59 anni. Per gli italiani dai 40 ai 50 anni il calo è del – 10%, per gli over 50 del -12%.
    La Chiesa cattolica sta replicando quanto avvenuto in Inghilterra con gli anglicani: aprirsi ha un effetto entropico.
    Effetto Bergoglio: fedeli in fuga dalla Messa, presenza ai minimi storici ? GRAFICO | Vox



    Il modo più chiaro e più pratico per manifestare la propria disapprovazione nei confronti di Francisco è colpirlo nel portafoglio, scegliendo la Sacra Arcidiocesi Ortodossa come destinataria dell'8 per 1000. I pagani possono optare per l'Unione Induista.
    Bisogna infatti ricordarsi che chi non effettua una opzione precisa finisce per indirizzare comunque il denaro al Papocchio, a causa del meccanismo di ripartizione elaborato dal fisco itagliano.




  9. #1759
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    “TERRORE ROSSO” IN VATICANO
    Maurizio Blondet 13 maggio 2017 0
    di Don Elia
    Il terrore è palpabile negli uffici della Curia Romana. Cellulari e caselle di posta elettronica dei suoi funzionari sono tenuti sotto controllo. I membri di interi dicasteri sono stati rinnovati in senso progressista, i loro titolari – se rimasti al loro posto – completamente esautorati. I vescovi del mondo vivono con l’incubo di una rimozione infamante per “negligenza” nel trattamento dei casi di abusi. I professori delle facoltà teologiche vengono sorvegliati e le loro lezioni passate al vaglio per verificare che siano in linea con il “nuovo corso”. Chierici e religiosi sono segnalati ai superiori, se parlano anche solo un po’ troppo del Papa; chi lo attacca pubblicamente (cosa che sotto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI era all’ordine del giorno) è prontamente fatto a pezzi. Dal colle vaticano, dove regna un clima di sospetto e paura, alle estreme “periferie” della Chiesa Cattolica, dove può sparire chi non è omologato, ci si sente prigionieri di un vero e proprio regime totalitario. Non c’è che dire: è proprio la “chiesa della misericordia”…
    Il Vaticano assomiglia sempre più a uno Stato occupato da una potenza avversa, l’inimica vis di Leone XIII. Questo potere estraneo, abusivo e menzognero è riuscito a impiantare nel cuore della cattolicità una sorta di Stato di polizia in cui non è ammesso il benché minimo dissenso. Un regime fondato sulla falsità, d’altronde, non può mantenersi se non spegnendo tutte le voci della verità: anche una sola può metterlo in crisi mostrando semplicemente l’assurdità e l’inconsistenza delle sue ragioni, che invece la massa, stordita da un’immensa macchina propagandistica, inghiotte come la cosa più naturale al mondo. Chi non può essere messo a tacere viene denigrato, diffamato, insultato con un astio impressionante, magari per mezzo di terzi (giornalisti e commedianti); chi continua a parlare nonostante le sanzioni è svergognato dall’apparato mediatico, anche con mezzi illeciti: la liceità degli atti è funzionale al potere e al suo mantenimento.
    Il capo del partito non ha bisogno di esporsi più di tanto: usa i suoi tirapiedi per colpire oppositori e persone sgradite, a meno che la propaganda non li abbia resi così odiosi al pubblico da far apparire la purga come un giusto e doveroso intervento, il quale non fa altro che accrescere la sua popolarità indiscussa. I veri corrotti – sodomiti, faccendieri e maneggioni – restano “inspiegabilmente” ai loro posti (come il pervertito notorio scelto come prelato dello IOR), mentre il cardinal Pell, incaricato di rimettere ordine nelle finanze vaticane, è stato completamente screditato con scandali di pedofilia risalenti a trent’anni prima in cui non era affatto implicato. Chi invece ha realmente coperto abusi su minori è protetto dal capo o diventa addirittura vescovo, come avvenuto a Osorno, in Cile, nonostante le violente proteste di piazza. Chi poi ha esaltato senza ritegno un intimo amico defunto, pederasta incallito e promotore per decenni di aborto, droga, sodomia, eutanasia e quant’altro, sta e rimane alla testa di una Pontificia Accademia per la Vita ridefinita negli scopi e ricostituita con un ricambio totale. Sarà un caso che si sia fatto ritrarre nella sua ex-cattedrale in un affresco a tinte palesemente omoerotiche?
    Strani criteri per una riforma… Ma in ogni regime che si rispetti è proibito sollevare questioni e finanche pensare. Se quanto dicono e fanno in alto ti sembra strano, sei o pazzo o reazionario: in una parola, non hai speranza. Se non ti eliminano fisicamente, ti annichiliscono moralmente: è come se non fossi mai esistito. Uno che l’ha sperimentato di persona ha paragonato l’odierno clima ecclesiale a quello della vecchia Unione Sovietica. Figlio di deportati in campo di lavoro, monsignor Schneider sa bene di che parla. Alla base, evidentemente, ci sono le stesse idee perverse miranti a dissolvere l’ordine stabilito da Dio, non solo nella società, ma anche nella Chiesa, al fine di assoggettare l’umanità al dominio di Satana. Quest’ultimo ubriaca le sue pedine con l’ebbrezza del potere e della popolarità mediatica, ma le tiene in pugno con le perversioni sessuali, in cui le fa sprofondare per renderle facilmente ricattabili, dopo averle attirate come mosche al suo proverbiale sterco, mammona. È proprio per mezzo di esso che distoglie dal servizio di Dio anche coloro che gli si sono votati per assoggettarli al proprio e danneggiare il più possibile, attraverso di loro, il sacro Tempio.
    A Burke teso un tranello
    L’inaudita aggressione alla sovranità dell’Ordine di Malta, da parte di colui che è stato giustamente definito leader della sinistra mondiale (ossia della massonicapolitical correctness), non mirava semplicemente alla reintegrazione di un “missionario” della contraccezione nei Paesi poveri (la quale rappresenta già di per sé un gigantesco business), ma ha probabilmente ben altre ambizioni: che la “Chiesa povera per i poveri” voglia metter le mani sull’enorme patrimonio gestito dai Cavalieri? Con un bilancio annuale di due miliardi di dollari, cadon di tavola briciole milionarie… Al pellegrinaggio internazionale a Lourdes, testè conclusosi, il delegato pontificio ha calorosamente perorato l’incremento del carattere religioso dell’Ordine come soluzione a tutti i problemi. Di fatto, però, la pesantissima intrusione della Santa Sede nel suo governo, in sostanza azzerato, ha dato ragione alla corrente tedesca, che lo vorrebbe laicizzare trasformandolo in ONG. Su cinque membri della commissione papale incaricata di indagare sul conflitto tra Festing e Böselager, quattro sono amici del secondo e tre di essi (fra cui l’arcivescovo Tomasi) sono coinvolti in una fantomatica società finanziaria che gestisce un lascito di centoventi milioni di euro di provenienza ignota. La denuncia di Festing contro la fiduciaria, dopo le sue dimissioni forzate, è stata – guarda caso – ritirata da Böselager, che ha con solerzia negoziato un accordo. Conflitto d’interessi? No di certo, se si lavora per i diseredati…
    Chi ci ha perso la faccia, in questa squallida vicenda di squali, è stato il Cardinal patrono, che è a quanto pare caduto in un terribile tranello, tesogli proprio dal feroce dittatore. In un colloquio a quattr’occhi – come conferma in termini più diplomatici una lettera ufficiale – quest’ultimo si era mostrato sconcertato per l’immondo traffico di preservativi portato avanti da un’organizzazione cattolica in totale violazione del Magistero, chiedendogli anche di darsi da fare per purgare l’Ordine dai massoni. Da persona retta qual è, il buon Burke aveva evidentemente creduto alla sincerità dell’uomo biancovestito e si era mosso nel senso indicato, facendo involontariamente deflagrare il conflitto che ha fornito a quest’ultimo il pretesto per intervenire con un’ingiustificabile ingerenza, assolutamente illegittima e senza precedenti. La linearità di un cattolico non riesce nemmeno ad immaginare fino a che punto arrivi la slealtà e la perfidia di chi ha una mentalità marxista (e di quei giudei da cui il marxismo ha avuto origine).
    Puzza di sterco (del diavolo).
    Tutto questo non è certo un fatto isolato. Dove c’è puzza di sterco (del diavolo), c’è di mezzo l’alta finanza internazionale (ebraica pure quella), che tiene in pugno i governi occidentali e ora controlla anche la Chiesa Cattolica. La posta in gioco è altissima, la situazione umanamente disperata: non esistono, sulla terra, mezzi adeguati per debellare il nemico e vincere la guerra; soltanto con mezzi soprannaturali la possiamo spuntare. Sarà un’idea folle, ma in questo centenario di Fatima sembra che la Madonna ci suggerisca un’impresa da valorosi: penetrare nel campo avversario con un manipolo di arditi per compiervi un atto esplosivo. L’anno scorso, in più di un centinaio, ci siamo consacrati a Lei sulla tomba di san Pietro per riprendere simbolicamente possesso del cuore della cristianità. Quest’anno dobbiamo osare ben di più: consacrare il Vaticano stesso al Suo Cuore immacolato perché faccia crollare il regime abusivo che vi si è insediato, così da minare alla base la centrale della contro-chiesa, cooperando con il Cielo alla liberazione della Chiesa vera.
    Don Elia

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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #1760
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    Predefinito re: Papa Francesco.

    E così abbiamo capito il motivo VERO della visita lampo a Fatima, della quale non gliene poteva fregar di meno.
    Per poter, nel viaggio di ritorno, sputtanare Medjugorie, che evidentemente ha qualcosa che lo urta, visti pure i precedenti.
    Hanno fretta!
    Il periodo concesso a Satana sta terminando e loro si stanno accorgendo che non riescono a portare a termine il loro programma.
    Purtroppo i colpi di coda che per disperazione tenteranno i satanisti tutti in ogni parte del mondo ed in ogni campo saranno terribili: buona fortuna a chi sopravviverà!
    In tutto questo occorre tener presente che le santificazioni fatte da un non-papa non hanno alcun valore.
    Quelli, per i credenti, sono santi da 100 anni.
    Anche senza la visita di questo antipapa.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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