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Discussione: papa Francesco.

  1. #1961
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Il Dio di Francesco è Satana.
    Per lui non esiste il problema.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #1962
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    L'articolo sarebbe da mettere nella sezione del femminismo, ma dato che parla di Chiesa lo metto qui.

    La Chiesa di Svezia: “Dio non è maschile, non ha genere. Basta dire ‘lui’ o ‘il Signore'

    https://www.blitzquotidiano.it/polit...gnore-2792573/

    Queste sono le polemiche oggi in questo paese con un numero elevatissimo di musulmani, i quali non credo che siano contenti o condividano questa cosa. Qui il parere degli islamici non conta però. L'incoerenze dei liberal è sempre attuale.


    Svezia, la Chiesa luterana: "Stop a 'Lui' e 'Signore' per riferirsi a Dio, non è umano, non ha genere" - Tgcom24

    Io credo che questa gente complessata sia molto affine alle minoranze.

  3. #1963
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    L'articolo sarebbe da mettere nella sezione del femminismo, ma dato che parla di Chiesa lo metto qui.

    La Chiesa di Svezia: “Dio non è maschile, non ha genere. Basta dire ‘lui’ o ‘il Signore'

    https://www.blitzquotidiano.it/polit...gnore-2792573/

    Queste sono le polemiche oggi in questo paese con un numero elevatissimo di musulmani, i quali non credo che siano contenti o condividano questa cosa. Qui il parere degli islamici non conta però. L'incoerenze dei liberal è sempre attuale.


    Svezia, la Chiesa luterana: "Stop a 'Lui' e 'Signore' per riferirsi a Dio, non è umano, non ha genere" - Tgcom24

    Io credo che questa gente complessata sia molto affine alle minoranze.
    Si , un sottofondo deve esserci , chi comanda ad alto livello lo sa .
    C'è tutta una scienza dello studio dell'uomo che non è appannaggio di noi comuni mortali, che ne possiamo supporre l'esistenza , ma mai studiarla .
    Quando ci parlano di mk ultra , tavistock , stiamo solo guardando delle ombre .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  4. #1964
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    MEDJUGORJE, BERGOGLIO NON CI CREDE MA SI PRENDE IL BUSINESS DEI PELLEGRINAGGI
    “Il culto di Medjugorje è autorizzato. Non è proibito e non deve svolgersi di soppiatto. La mia missione consiste precisamente nell’analizzare la situazione pastorale e nel proporre delle migliorie”. E’ quanto afferma in un’intervista mons. Henryk Hoser, vescovo emerito di Varsavia-Praga in Polonia – il Papa ne ha accettato la rinuncia proprio ieri – già inviato speciale per la pastorale del santuario di Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina, luogo di apparizioni mariane che dal 1981 attira milioni di fedeli.
    “Da oggi, le diocesi e altre istituzioni possono organizzare pellegrinaggi ufficiali. Non ci sono più problemi“, continua il presule. “Papa Francesco ha recentemente chiesto a un cardinale albanese di dare la sua benedizione ai fedeli presenti a Medjugorie”, spiega mons. Hoser. “La decisione sull’autorizzazione del culto, comunque, dovrà essere presa dal Papa. Il dossier si trova ora negli uffici della Segreteria di Stato. Credo che a breve la decisione finale sarà presa”, conclude.
    In sostanza, Bergoglio non ci crede – non ha autorizzato il culto – ma il business dei pellegrinaggi è troppo fiorente per lasciarlo ad altri.
    https://voxnews.info/2017/12/09/medj...pellegrinaggi/

    Il Papa dittatore. Il libro denuncia che spiega gli ultimi quattro anni del papato
    Bastò un cardinale per svelare al mondo intero un progetto segreto, di quelli che appassionano gli amanti delle spy story e dell'intrigo internazionale. Non ci sono sparatorie, terroristi o spietati criminali né strani circoli economici, come la Commissione Trilateral o il Gruppo Bilderberg, ma alcuni cardinali decisi a cambiare le carte in tavola.
    A partire dal 1996, a San Gallo, in Svizzera, costoro ogni anno si riunivano per pianificare una riforma ardita della Chiesa Cattolica: si doveva abbandonare l'ortodossia, i vetusti, a loro dire, rituali e l'antico e bacchettone magistero per modernizzarsi, diventando così più piacenti all'Occidente miscredente. Il capo della cordata era Carlo Maria Martini.
    A parlarne è il libro "Il Papa dittatore", di Marcantonio Colonna, pubblicato in ebook su Amazon in questi giorni. Il testo, che rappresenta una delle più complete disamine del pontificato di Francesco fino ad ora, analizza gli ultimi quattro anni, spiegando la profondità e la gravità della crisi cui sta andando incontro il papato. Dalla Mafia di San Gallo ai Francescani dell'Immacolata, dall'Ordine di Malta all'immancabile Amoris Laetitia, epocale pietra dello scandalo.
    La storia inizia dunque con un'intervista del cardinale Godfried Danneels, arcivescovo di Bruxelles – Mechelen, ad una emittente televisiva nel settembre 2015. Il porporato, progressista, era un assiduo frequentatore di un conciliabolo di eminenti (?) uomini di Chiesa, che si teneva annualmente nella località svizzera di San Gallo, come si è già scritto. Non è mai sbagliato ripetere due volte alcuni concetti fondamentali. In quel luogo, nascosti ad occhi indiscreti, si decise di reagire al magistero conservatore di san Giovanni Paolo II, senza riuscirci, e a quello di Benedetto XVI.
    Dopo la rinuncia al papato di quest'ultimo, i cardinali proposero il loro candidato, Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, che venne eletto papa con il nome di Francesco. Alla luce delle ricostruzioni di Colonna si possono spiegare alcune scelte magisteriali di papa Francesco, che farebbero parte di un piano di aperta modernizzazione della Chiesa Cattolica. L'autore ci rivela nomi e luoghi, documenti e date per capire questo progetto di riforma che vuole radicalmente cambiare il volto del cattolicesimo.
    L'atteggiamento duro e ostinato del pontefice sarebbe il modo di arginare i partiti più critici del suo pontificato, che viene tuttavia smorzato da una carica mediatica buonista.
    Di buonismo però ce n'è ben poco a quanto si evince dal capitolo "Misericordia! Misericordia!", dove ciò che è successo ai Francescani dell'Immacolata viene definito "persecuzione aperta" e anche in questo caso, forse per la prima volta la vicenda dell'ordine ispirato a Padre Kolbe viene raccontata completamente, spiegando in modo corretto le motivazioni di una delle azioni più sciagurate di tutto il pontificato.
    In definitiva il ritratto che ne esce è proprio quello di un Papa dittatore, che usa il potere in modo sproporzionato, che si vendica dei non allineati in modo inaudito. Come spiega il capitolo finale "Cremlino Santa Marta", la prima azione del pontificato bergogliano è stata quella di esiliare il fondatore dell'Istituto del Verbo Incarnato in Spagna, reo di avergli pestato i piedi in Argentina. Ma è solo una di quelle che vengono indicate come "rappresaglie personali".
    Anche il clima in curia è radicalmente sovvertito: «L’udienza di tabella, che garantiva ai capi dei dicasteri due udienze al mese, è stata abolita e la possibilità di essere ammessi alla presenza del papa è stata lasciata al capriccio di Papa Francesco. I vescovi che lavorano in Vaticano vi diranno che i vecchi incontri fraterni che i papi erano soliti concedere loro sono scomparsi; alcuni di essi hanno a malapena parlato con Francesco da quando è stato eletto. Niente potrebbe essere meno “collegiale” del modo in cui Bergoglio tratta i suoi subordinati. Il controllo della Segreteria di Stato sul resto della Curia è diventato più assoluto che mai. E tutti, dai cardinali a monsignori, sono continuamente estenuati dai rimbrotti, dalle sgarbate critiche pubbliche, dai licenziamenti e dalle minacce velate che sono il segno distintivo del nuovo regime».
    Il libro descrive un quadro estremamente sconfortante, nel quale il Vaticano appare in preda ad un delirio senza precedenti.
    Il Papa dittatore. Il libro denuncia che spiega gli ultimi quattro anni del papato ~ CampariedeMaistre


  5. #1965
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    "Così la Chiesa finì", ecco le conseguenze di Bergoglio
    La Chiesa finisce abbracciando il modernismo. Questo è l'ammonimento contenuto nel nuovo libro di Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1
    Francesco Boezi
    "Così la Chiesa finì" è il titolo del nuovo libro di Aldo Maria Valli. Il vaticanista di punta del Tg1 immagina - mediante un racconto distopico - la dissoluzione del cattolicesimo.
    Un processo lungo, che avviene tramite il succedersi di una serie di "Francesco", pontefici accomunati dalla necessità dottrinale di adeguare la forma, la sostanza e le istanze della religione cattolica allo "spirito del tempo". Il Vaticano - nell'opera di Valli - abbandona progressivamente i dogmi di fede, sino a promulgare l'esistenza del "Superdogma dell'accoglienza": l'unica verità dottrinale riconosciuta come tale.
    La Chiesa immaginata dal giornalista rinuncia - insomma - a se stessa: sposa la postmodernità, adotta il "bispensiero", stralcia ogni tradizione e usanza, pubblica "Il Vocabolario della Chiesa Accogliente", aderisce ad una neolingua di orwelliana memoria, introduce il sacerdozio femminile, concede l'eucarestia a tutti, termina di essere una monarchia, riduce la liturgia ad un fenomeno di "aggregazione sociale", approva la poliandria, abolisce le tipiche forme d'espressione pastorale e così via.
    Nasce - infine - la "Nuova Chiesa antidogmatica", che proclama il "Superdogma dell'accoglienza". Nell'immaginario Concilio Ecumenico Vaticano V - inoltre - i cristiani si riuniscono in un'unica fede: un avvenimento che, nonostante l'intenzione bonaria di base e la valenza sempieterna del dialogo, finisce per divenire uno degli elementi determinanti per la dissoluzione finale.
    Aldo Maria Valli affida ad un Cantore Cieco il compito di raccontare questa storia: un unico testimone che, sfidando le proibizioni del mondo rappresentato come "unificato" e "globalizzato" dal giornalista, riesce - con un messaggio in bottiglia - a tramandare la cronaca delle tappe della scomparsa del cattolicesimo.
    In uno scenario dominato dal relativismo e dalla secolarizzazione, l'unica preziosa testimonanza dell'estinzione della religione cattolica è affidata - non a caso - ad un personaggio di chiaro richiamo omerico. I pontefici che si susseguono dopo Bergoglio al soglio di Pietro - come anticipato - si chiamano tutti "Francesco".
    Scrive l'autore sulla rivoluzione subita dal ruolo del papa: "Come ben potete intuire, un papa oggi non è apprezzato quando mette in guardia dalle conseguenze pratiche dell'ateismo, o quando, avendo a cuore la tenuta della comunità sociale e denunciando la mancanza di un collante, chiede a tutti di vivere "come se Dio esistesse", non è ammirato quando avverte che il più povero fra i poveri, sebbene non si veda, è il bambino che non viene lasciato nascere...". La religione cattolica - nel libro di Valli - finisce per abbracciare mortalmente il mondo, i suoi rinnovati schemi comunicativi e le sue deformazioni culturali.
    Uno dei primi testi che contribuisce al sorgere del processo narrato - poi - è l'enciclica "Captatio Benevolentiae": pubblicata da Papa Francesco IV. Questo documento "contiene le istruzioni da seguire perché si metta fine a ogni differenza tra la Chiesa e il mondo". Curiosamente - ancora - ad ispirare la lettera apostolica del papa è un cardinale di cui Valli cita solo le iniziali: "W.K.". Walter Kasper, cardinale realmente esistente e avversario teologico di Benedetto XVI, che non viene mai nominato, ma rispetto al quale si potrebbe supporre l'esistenza di un riferimento indiretto.
    Sì, perché nel romanzo distopico del vaticanista c'è spazio anche per Joseph Ratzinger. Il papa Emerito viene descritto come il grande sconfitto della storia: un uomo che ha lottato per la salvezza della fede, ma la cui battaglia si è infranta inesorabilmente contro le tendenze neomoderniste dominanti. L'opera stessa - in realtà - si apre con una "profezia" di Benedetto XVI, un aforisma reale sulla "graduale perdita" della fede nel mondo occidentale.
    Ma com'è accaduto - nel corso della storia ecclesiale - che tutti i papi siano finiti per chiamarsi "Francesco"? Scrive il Cantore Cieco rivolgendosi al lettore: "Ebbene, devi sapere che il capostipite dei Francesco, ovvero papa Francesco I, l'argentino Josè Maria Bergoglio, fu così amato dal mondo, così osannato, così stimato, che la Chiesa dell'epoca, sotto il pontificato del successore, papa Francesco II, stabilì che da allora in avanti tutti i pontefici sarebbero stati scelti tra cardinali sudamericani e tutti si sarebbero chiamati Francesco".
    Un romanzo - quello edito da LiberiLibri - che più che una distopia sembra essere un avvertimento sulle conseguenze di un certo modo di intendere il magistero papale.
    "Così la Chiesa finì", ecco le conseguenze di Bergoglio


  6. #1966
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Igor andava a messa tutte le domeniche...
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #1967
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Igor andava a messa tutte le domeniche...

  8. #1968
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    La società del non-luogo e i profeti del meticciato
    La società occidentale contemporanea assume sempre più i contorni del non-luogo. Non vi è ambito che sfugga a questo nuova Bibbia del pensiero destrutturante che vede l’uomo come un essere biologico che deve mutare la sua identità lavorativa, sessuale, nazionale e religiosa, a seconda delle necessità dettate dal politically correct. Basti pensare all’ambito del lavoro, ove oltre alla figura del lavoro precario che oramai è l’ultima frontiera delle assunzioni per i giovani e non solo, si assiste all’affermarsi del cosiddetto smartworking, cioè il lavoro svolto non più in un posto fisso e continuativo, ma in ogni dove e a ogni ora, avendo a disposizione telefoni e computer portatili forniti dall’azienda. Questo modo di lavorare ha certi vantaggi per chi lo svolge, perché può anche essere eseguito non necessariamente nel tradizionale e noioso ufficio aziendale, con tanto di tavolo, computer, telefono ed eventuale pianta di ficus a corredo, dando evidentemente la sensazione di essere più liberi e soprattutto mobili. Ecco, la mobilità, è proprio il termine giusto per descrivere l’uomo contemporaneo, che liberato finalmente dai condizionamenti dati dagli aspetti tradizionali del suo vivere relazionale, può decidere come, quando e dove lavorare.
    Tralasciamo volutamente gli aspetti problematici della questione, per soffermarci sul concetto espresso prima: mobilità, va bene, ma verso quale luogo? E’ bene fissare questo concetto, perché tutti abbiamo un luogo dove andare e soprattutto dove stare, ma tutto ciò sembra essere superato dalla perenne e faticosa ricerca dell’isola che non c’è. In questo senso, diventa importante come ci si sente, non quello che si è ontologicamente. Ergo, a livello sessuale, si può scegliere tra le quarantasei identità attualmente censite negli Usa come “gender” (numero in continua evoluzione) e cambiare le stesse più volte al giorno come si cambia vestito, a seconda del proprio umore. Non importa che ciò implichi un “uscire da sè stessi” per diventare “altro”. Anzi è proprio quello che va di moda.
    Allo stesso modo si può, ma in qualche caso come auspicato dai profeti del “non-luogo” Scalfari ed Augias, si deve, uscire dalla propria appartenenza etnica, di memoria condivisa, di usi e costumi tipici. Per diventare “meticci universali”, un nuovo prototipo umanoide che si sente meglio se assume su di sè una non-appartenenza, anche perché non gli è stato concesso di scegliere il posto in cui nascere, come direbbe Fazio.
    I “pedagoghi” della nuova Religione, perché di questo si tratta, con i suoi dogmi, riti e celebrazioni, spingono l’acceleratore come nel caso della scrittrice Murgia che invita a parlare di “Matria” e non di Patria, concetto secondo lei obsoleto e aggressivo. Anche in questo caso utilizzando, in modo erroneo, la semantica per condurre verso il non-luogo.
    Anche Dio non sfugge alla regola e viene trascinato in un supermarket, anche se questo vuol dire eliminare il Sacro dalla società e trascinarlo ancora una volta nel non-luogo, in modo che sia irraggiungibile. In quest’opera bisogna dire che Papa Bergoglio sta dando il suo contributo e non a caso è acclamato dagli Scalfari di turno, nella santa opera di destrutturazione dell’Europa che, nelle intenzioni dei profeti della nuova religione, dovrebbe trovare finalmente un luogo di approdo nel regno del meticciato errabondo e senza punti di riferimento certi.
    La società del non-luogo e i profeti del meticciato


  9. #1969
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    L’Alter Ego di “Francesco” travolto dallo scandalo milionario.
    Maurizio Blondet
    Il cardinale Oscar Mariadiaga avrebbe ricevuto mezzo milione d’euro l’anno da parte di dell’Università cattolica di Tegucigalpa Honduras, in qualità di gran cancelliere dell’ateneo: trentaquattro mila euro mensili (più una tredicesima da cinquantaquattro mila euro) che Maradiaga. Ma c’è di più. La Corte dei Conti dell’Honduras chiede conto anche di investimenti per milioni in società londinesi e spariti nel nulla.
    Altre accuse riguarderebbero il braccio destro di Maradiaga in Hoduras, il vescovo ausiliare di Tegucigalpa Juan José Pineda e suo fedelissimo. Il vescovo Pinedo ha fatto spese (con denaro, si teme, della diocesi) per “intimi amici” come un messicano che si fa chiamare “padre Erick” senza essere prete, che ha vissuto sotto lo stesso tetto con il vescovo, e a cui di recente Pinedo ha comprato un appartamento in centro e un’auto.
    Il punto è che Mariadiaga non è solo intimo fedele yes man e zelota di Francesco, ma è quello che El Papa ha scelto coordinare il C9 ossia la junta di cortigiani cardinalizi che chiamati a “riformare profondamente la Chiesa” (sic i media) secondo “le direttive di Bergoglio”. E’ stato Bergoglio a mettere Mariadiaga, come capo della junta, anche nella Congregazione per il Clero, nel Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, nella Pontificia Commissione per l’America Latina e nel Consiglio Speciale per l’America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Insomma è più che il suo braccio destro; è il suo alter ego, quello che fra i peana e i flauti dei media laicisti doveva trasformare la chiesa “in uscita”, in “ospedale da campo”, in chiesa povera per i poveri.
    Gran conoscitore di uomini, Bergoglio. Un sesto senso. Come quando ha scelto ed elevato a “prelato” dello IOR monsignor Ricca, ridotto dai predecessori a fare l’albergatore dell’Hotel Santa Marta per eccessi sodomitici: nel ’99, nella nunziatura apostolica dell’Uruguay, conviveva more uxorio, scandalosamente col suo amante, un ufficiale svizzero, dando scandalo anche alle suore che accudivano i prelati. E il bello è che quando la cosa è finita sui giornali, Bergoglio ha pure difeso il Ricca, sostenendo che prima della sua nomina allo IOR c’era stata una “Investigatio praevia” e nulla era emerso di quegli scandali – di cui aveva parlato tutta la Chiesa del piccolo Uruguay. Sicché il Papa accreditato (dai media flautati)come quello che farà pulizia in Vaticano difende ed eleva al potere uno scandaloso rappresentante della lobby gay.
    Mariadiaga ha però un merito agli occhi del “Francesco: ha attaccato pubblicamente il cardinal Burke, per esempio. Ciò che ha certamente solleticato il suo narcisismo. Maradiaga è stato anche molto attivo in Transparency International: organizzazioni multinazionale di “lotta alla corruzione” fondata da Robert McNamara, che fu capo del Pentagono al tempo della guerra in Vietnam, e in seguito, per 13 anni, sulla massima poltrona della Banca Mondiale. Transparency è stata per anni ritenuta una creazione del Dipartimento di Stato e della Cia per far fuori, accusandoli di “corruzione” e coinvolgendoli in processi tipo Mani Pulite, capi di stato e di governo sudamericani ritenuti troppo indipendenti – oggi diremmo “sovranisti”.
    Sarà interessante vedere come lo scandalo Maradiaga sarà soffocato come quello Ricca perché quelli che piacciono a El Papa sono intoccabili e se li tiene cari (mentre i Muller e i Sarah vengono sbattuti fuori brutalmente), oppure ormai la gestione caotica e dittatoriale di Bergoglio sta facendo venire al pettine nodi fatali. Sarebbe interessante sapere per esempio se lo scandalo del cardinal “alter ego” e ricchissimo, ha qualche rapporto con le recenti espulsioni di laici importanti nel tenere i conti in Vaticano.
    https://www.maurizioblondet.it/lalte...lo-milionario/



    IL PRESEPE GAY-FRIENDLY DI PIAZZA SAN PIETRO
    La lobby LGBT sembra allungare ogni giorno di più i suoi potenti tentacoli sul Vaticano. Dopo la recente notizia dell’affidamento della realizzazione del nuovo portale internet vaticano ad una società nota per le sue posizioni pro “agenda LGBT”, un articolo di Diane Montagna, pubblicato il 21 dicembre su Lifesitenews, rivela infatti come il discusso presepe di quest’anno di piazza San Pietro sia il dono di un’abbazia altrettanto nota per essere il luogo di “devozione” della comunità gay e transgender italiana.
    Il presepe inaugurato lo scorso 7 dicembre 2017, realizzato dalla Bottega d’Arte presepiale Costabile e Cantone di Napoli, che ha come tema le sette opere della Misericordia, è stato, per l’appunto, donato dall’Abbazia di Montevergine, un santuario in provincia di Avellino, caro ai devoti omosessuali e transgender, in quanto al suo interno è venerata la cosiddetta “Madonna gay friendly”, un’icona nera conosciuta come anche come “Mamma Schiavona” per via delle sue fattezze orientali.
    Antonello Sannino, presidente dell’Arcigay di Napoli, ha espresso a LifeSiteNews la sua soddisfazione.
    https://voxnews.info/2017/12/21/il-p...za-san-pietro/


  10. #1970
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    Predefinito Re: papa Francesco.

    Ed il popolo cattolico latita come al solito , marea di persone da mettere tra gli animali da allevamento .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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