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Re: Addio Giap
Negli anni 50', 60', 70' del secolo scorso il comunismo divenne la moda rivoluzionaria del momento, come lo era stato il fascismo fino al 1945; agganciandoti al carro del comunismo ai tempi di Giap e di Che Guevara potevi trovare lo spazio per dare espressione alle istanze sovraniste e anticapitaliste, solo così. Magari partivi con altre storie politiche ma per agire dovevi finire per forza di cose nel comunismo, non c' era altra strada percorribile. Se ti interessava combattere il capitalismo, la prepotenza dei politicanti democratici o dei dittatorelli al servizio delle corporations, la globalizzazione, non era il caso di farsi tante comiche pippe ideologiche ortodosse. Infatti il comunismo nel terzo mondo conobbe variegate espressioni non necessariamente ortodosse. La gente seguiva a ruota il comunismo perché vedeva in esso la speranza per il loro riscatto o il loro idealismo (cosa questa sempre per un numero ridotto di persone), magari sentì parlare solo di quello.
Io nel terzo mondo a quei tempi mi sarei unito sotto la bandiera rossa, senza stare a seguire inutili movimentini che potevano creare solo confusione e non essere cagati da nessuno. E se oggi, sorgesse un movimento comunista di massa tipo quelli di allora, cazzo se mi aggregherei!
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Re: Addio Giap
Citazione:
Originariamente Scritto da
Avanguardia
E se oggi, sorgesse un movimento comunista di massa tipo quelli di allora, cazzo se mi aggregherei!
Se servisse a scacciare una volta per tutte gli americani dal nostro paese voterei anch'io un partito socialista che avesse il potere di farlo, pur non essendo socialista-comunista.
Questa è la differenza tra il pensare fascista e il pensare antifascista.
Il fatto è che in Italia parlare di movimenti comunisti totalizzanti e globali lascia il tempo che trova. Qua la lotta proletaria ha avuto senso si e no fino alla fine dei '60: poi il PCI di comunista mantenne solo il nome...
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Re: Addio Giap
Citazione:
Originariamente Scritto da
Nazionalistaeuropeo
Speriamo la storia si ripeta.
Ma non era solo Giap, grandissimo compagno patriota e condottiero, là era un intero popolo che decise da solo di ribellarsi alle aggressioni imperialiste. Ormai è impossibile una cosa del genere poiché all'epoca comunque non erano soli ma furono aiutati. Ora ognuno provvede per sé. Le istanze del popolo sono state sacrificate sul altare del profitto.
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Re: Addio Giap
E’ morto Giap, il contadino soldato che umiliò gli Usa, Adriano Scianca
E’ morto all’età di 102 anni il generale Vo Nguyen Giap: conosciuto semplicemente come “generale Giap”, fu protagonista militare delle vittorie del Vietnam contro il dominio coloniale francese e contro le forze statunitensi e sudvietnamite nella guerra che durò dal 1960 al 1975.
Nato in una famiglia di contadini il 25 agosto 1911, a scuola aveva letto per la prima volta gli opuscoli di Ho Chi Minh. Negli anni ’30 si iscrisse al Partito comunista indocinese dopo aver studiato i testi marxisti (ma anche le campagne militari di Napoleone). Nel 1940 Minh gli affidò l’organizzazione dei Viet Minh, un esercito di guerriglieri che liberarono il paese dall’occupazione francese. Il suo successo maggiore sarà la vittoriosa battaglia di Dien Bien Puh, un lungo e sanguinoso assedio concluso con uno scontro frontale. Successivamente divenne generale del Pavn del Vietnam del nord e combatté contro gli Stati Uniti e il Vietnam del sud. Fu sua l’iniziativa geniale dell’offensiva del Tet, ma anche la pianificazione della guerriglia paese per paese e casolare per casolare. Alla riunificazione del Vietnam, fu nominato ministro della Difesa e poi vice Primo ministro.
La vittoria di Giap e dei suoi soldati improvvisati viene ancora studiata nelle scuole militari di tutto il mondo. La sua teorizzazione della guerriglia contadina anticipò di decenni le odierne tesi sulla guerra asimmetrica.
Al di là dei transfert ideologici di quegli europei che scendevano in piazza negli anni ’70 urlando “Giap, Giap, Ho Chi Min!” e che anni dopo si sono ritrovati professionisti annoiati, parlamentari del Pdl o neoconvertiti a qualche religione monoteista, la figura del vecchio soldato contadino va ricordata un po’ come il simbolo dei limiti culturali (e quindi militari) della superpotenza statunitense, incapace di calarsi nella realtà dell’altro da sé, foss’anche solo per dominarlo meglio.
L’idea che la più grande potenza militare di tutti i tempi potesse perdere contro una massa di contadini incolti ma armati di fede, patriottismo e tenacia non era contemplata nei manuali di West Point. L’inferno afghano e irakeno di qualche decennio dopo confermerà che la lezione, a suo tempo, non fu affatto imparata.
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Re: Addio Giap
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Re: Addio Giap
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Re: Addio Giap
Che poi oggi, per schiacciamento prospettico, si rischia di sopravvalutare l'effetto sorpresa o le singole soluzioni tattiche.
Invece quella della Vietnam fu una guerra lunghissima e immonda. Il che rende il successo di Giap e dei Vietcong ancora più sbalorditivo.