Originariamente Scritto da
Sun Tzu
Lascerei stare la precisa affermazione pseudo/evangelica per le quale in inerenza alla tematica del "lavoro in Italia o estero" non trovo nesso.In particolare non mi dice nulla su come incrementare la mia produtività aziendale tagliare i C.V o trovare nuove fette di mercato in grado di farmi assumere di più.
Sono altamente perplesso che la soluzione da proporre ai disocupati italiani sia quella di dirli "emigra",non è che qui entri in seno un discorso libertario o socialista,il problema è alla domanda,appurati i problemi nel mondo del lavoro che indubbiamente sussistono,quali sono strumenti progetti risorse per risolvere il problema?Mi richiamo allora più che a una sorta di lamentela continua,a trasformare questa lamentela in idee per risolvere il problema constatato,non a perseguitare a constatarlo all'infinito.
Che dice se al parlamento anziche studiare nuovi modi su come aiutare l'economia,le imprese,e i vari settori in inerenza al termine:La risposta fosse una legge che incentiva all'emigrazione all'estero.Significherebbe nelle sue co-implicazioni logiche
1) la Costituzione stessa viene violata dalla fondamenta.In particolare il 1 art suonerebbe così: "L'italia è una Reppublica democratica fondata sull'emigrazione."
2)Lo Stato Italiano non avrebbe ragion d'essere insieme a tutta la politica.
Emigrare significa trovare un posto di lavoro all'estero,ciò significa PERDERE introiti sia per lo Stato Italiano a beneficio di quello dove è emigrato sotto forma di tasse,ciò implica avere meno risorse per far ripartire l'economia e i settori produttivi.Ciò non implica che il giovane che emigra è condannabile,implica che chi è preposto-inclusa la colletività- ha generare posti di lavoro qua non è stato capace;il che non si traduce in un al rogo i tedeschi francesi come da lei affermato non da me implicato.
Come si trovano nuove soluzioni per generare posto di lavoro?
Lei pensa che la risposta possibile sia "emigrando",ma si emigra solo quando in loco la soluzione non c'è, ergo non c'è implicazione con la domanda "come si creano posti di lavoro o che progetti per il lavoro?" tali che possano consentirmi di non farli emigrare. Perchè a parere suo gli italiani all'estero sono tutti allegri,felici, e senza problemi,trovo sia quantomeno discutibile,e dubito fortemente che anche un giovane laureato faccia rientrare tra le sue possibilità primarie quella di emigrare all'estero qualora si riuscisse a fare una politica del lavoro coerente e congruente,quindi se tra i suoi progetti ci sono quello di emigrare ci sono solo perchè qui non esiste una politica del lavoro coerente,con la quale tale giovane difficilmente sarebbe emigrato. Perchè se sono allegri,felici e senza problemi avrebbero preferito comunque trovare un posto di lavoro in italia?Il che non coimplica che stò affermando che sono negrieri in tal senso è fallace avermi attribuito una affermazione che non è implicativa all'asserto,stò affermando che quando un ricercatore italiano va all'estero non è che viene assunto per una sorta di pietismo lo si fà perchè l'economia di quella nazione ha interesse a sfruttarlo come risorsa,non perchè sono buono cattivo o più pietista,ma perchè ha delle potenziali doti che possono apportare più benessere alla MIA colletività non alla TUA società Italiana.
2)In secondo luogo ho forse detto che francesi,tedeschi ecc sono pieni di pregiudizi?No quindi non la metterei su un'affermazione che ha frainteso e che in ogni caso non ho fatto.Ho detto infatti che intollerabile è inamissibile che la soluzione razionale rispetto al problema "generare posti di lavoro "sia quella di emigrare,in quanto la domanda e la risposta sono logicamente contraddittorie in proiezione dei doveri delle istituzioni.Ho affermato precisamente:
"Nella propria nazione ciascuno fa i propri interessi"
Che non è che una estrapolazione della teoria economica di Nash.
3)Ho fatto l' Erasmus in Svezia.La ripresa non esisterà infatti mai se la soluzione è quella di emigrare o dire tanto emigrano.Come fa a esserci una ripresa qui in italia se si incentiva l'emigrazione all'estero.Infatti per non BRUCIARLI bisogna creare prospettive per le quali possano lavorare qua e contribuire anche loro a una ripresa produttiva,in modo tale che siano poste le basi per non emigrare.
4)Non sarà guardato con suficenza ma non è che li esista il paradiso,non è che anche li non viga la legge "prima i miei dopo i tuoi". Chieda alla Germania di aiutare l'italia a gestire gli emigrati a Lampedusa,sicuramente (è ironica saranno ben disposti).
Spero quindi avrà chiaro quanto stò affermando.